best of 2018!

Un altro anno volge al termine: un fiume di parole, tanti prodotti, inci, fisse, passioni. Questo è quanto è accaduto ancora una volta in questo blog. Confesso di essermi seduta qui a tirare le somme senza ancora una vaga idea di quel che avrei scritto perché l’età si allunga e la memoria si accorcia e, ad oggi, il ricordo cosmetico di questi 365 giorni è un’infinità di cose acquistate, usate e finite con più o meno soddisfazione. Ho idea che bisognerà procedere con cautela avventurandoci in questa marea di boccette e tubetti, con passo leggero e buon equilibrio, pescando dal mucchio solo il meglio. Ma procediamo con ordine…

CAPELLI

Capelli, capelli….ricci adorati che quest’anno, facendo i debiti scongiuri, si sono comportati più che bene! In mezzo a tutte le preoccupazioni che hanno affollato la mia testa, i capelli che in passato mi hanno causato notti insonni e lacrime, hanno deciso almeno loro di togliermi di dosso questo fardello ed io, dal canto mio, li ho trattati al meglio delle mie possibilità.

Come sempre mi succede in queste circostanze, la migliore hair-care routine è proprio quella in corso da settembre/ottobre a questa parte e di cui, promesso, vi parlerò molto presto, ma ovviamente non può rientrare in classifica. Iniziamo bene.

Dando uno sguardo a tutti i prodotti per i capelli utilizzati quest’anno, posso con contentezza affermare di non aver preso grosse fregature, tranne una colossale che, è evidente, mi brucia ancora (la Crema Attiva-Ricci Disciplinante Elastica di Domus Olea Toscana). Per il resto è filato tutto liscio, con l’alternanza di prodotti tutti mediamente buoni e soddisfacenti! Decretare un vincitore non è semplice perché si equivale un po’ tutto, ma se proprio devo, la Crema Modellante Ricci di Gyada Cosmetics si merita la vittoria!

Lo styling dei ricci, al di là di quanto erroneamente si possa pensare, è cosa ben complicata! Bisogna cercare di conciliare il volume, la definizione, la leggerezza senza ungere, indurire, ingessare: se un prodotto è molto ricco potrà premiare la cura, il nutrimento e la definizione del riccio a scapito però di volume e leggerezza; per contro, qualcosa che sia leggero tanto da non appesantire i capelli potrebbe darci un riccio aereo e poco definito…e che orrore quel piattume alla radice??! O il boccolo unticcio?!! Ebbene, la Crema Modellante Ricci, sebbene poi non l’abbia più riacquistata (e ciò significa che la curiosità ha prevalso sulla comprovata efficacia, ….in altri termini…niente d’insostituibile) è riuscita perfettamente a coniugare tutti questi aspetti e a soddisfare una testa permalosa come la mia! Inoltre vi durerà molto permettendovi di ammortizzare nel tempo un costo già perfettamente abbordabile! Ottima!

L’affollata hair-care routine di Ruud

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BIO SKIN-CARE

Questa categoria ha assunto nel corso dell’anno un’importanza e un’attenzione sempre maggiori. Non che prima non ne avesse, ci mancherebbe, solo che spesso si attraversano periodi di ribellione nei confronti di qualcosa…o più semplicemente si focalizza l’attenzione su altro,….capita. Gli ultimi tempi, infatti, mi hanno vista orientarmi su skin care routine sempre più semplificate in virtù del fatto che avessi assodato oramai quanto poco fosse disposta la mia pelle a farsi coccolare. I risultati erano sempre inversamente proporzionali alla cura, l’impegno e i soldi spesi. Sembrava che, quanto meno le dessi, meglio mi ripagasse. Mah. (cosa ampiamente documentata in questo blog, tra l’altro).

Detto ciò, le cose sono drasticamente cambiate e, nell’ultima metà dell’anno, ho ritrovato il gusto di strutturare anche per il viso una routine più complessa, giocosa: mi sono circondata via via di qualche prodotto in più rispetto al mio solito e, se vogliamo, più ricercato.

Vorrei tanto dirvi che l’ultima skin care routine di cui vi ho parlato sarà quella premiata da questo post perché mi piace tanto e mi ha dato così gusto! Inoltre è stata la routine che ha di fatto segnato il passaggio, la transizione di cui vi parlavo. Ma in tutta onestà, per quanto Eterea abbia prodotti ottimi, con un rapporto qualità/prezzo davvero notevole….e per quanto abbia indiscutibilmente amato in particolare la CREMA GIORNO PRODIGIOUS HELIX…beh, no. Non vince Eterea, sorry. C’è qualcosa (e ancora non ho capito cosa, damn!) che mi dà noia, che mi causa l’insorgere di qualche, seppur minima (ma costante) imperfezione. E me lo sta facendo di nuovo questo scherzetto, anche con i prodotti appena introdotti, sempre dello stesso marchio. Devo indagare…

A dire il vero io un preferitissimo che vince a mani basse la categoria ce l’ho…ma, purtroppo, non ho avuto ancora modo di dedicargli un post! Lo uso da 2 mesi ed è quanto di più confortevole, performante, lussuoso … adorabile mi sia capitato per le mani negli ultimi tempi! Fuori concorso, purtroppo…

Ma allora…chi vince? Ebbene, la routine Hauschka, naturalmente! Pochi prodotti, pochi gesti essenziali, ….ma i risultati che ho avuto sin da subito sono stati a dir poco eccezionali! In tutti i mesi di utilizzo ho goduto di una pelle praticamente perfetta, equilibrata, morbida, rosea…! E se proprio dovessi scegliere un solo prodotto da eleggere a vincitore della categoria, beh sarebbe la CREMA ALLA ROSA PER IL GIORNO poiché, la medesima routine con la Crema alla Cotogna non ha prodotto gli stessi, incredibili risultati! Ad ogni modo sono sempre più convinta che il successo della routine Hauschka sia…la routine stessa. I prodotti sono perfettamente bilanciati tra loro e sono convinta che, presi singolarmente, non siano altrettanto performanti!

Un capolavoro di routine!

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BODY CARE

Questa probabilmente è la categoria più nutrita e, mi rendo conto, ciò di cui ho scritto di più in assoluto quest’anno (…ma anche i precedenti). Il fatto è che io sono un po’ in fissa con tutto ma i prodotti corpo, nei confronti dei quali non conosco pigrizia e/o stanchezza e che uso religiosamente così come faccio per viso, capelli, ecc…, si consumano di fatto più velocemente e in definitiva, se ne usano molti, molti di più. Anche qui c’è una piccola indecisione: durante l’ultimo anno non ho incontrato nulla di assolutamente eccezionale e strabiliante, ma di sicuro una menzione d’onore spetta all’onnipresente, sfruttatissimo, usurato, plurirammendato GUANTO KESSA! Uno strumento che francamente può fare la differenza contribuendo a mantenere una pelle costantemente liscia e morbida (ovviamente inquadrato in una routine fatta come si deve)! Certamente un altro prodotto che ha avuto la capacità di stupirmi, se fosse ancora possibile, è il SAPONE NERO D’ALEPPO: un’esfoliazione differente, una pulizia profonda ed un piacevolissimo effetto rinfrescante, defaticante e rinvigorente! Un prodotto che certamente potrei ricomprare! Chi vince, allora? Non posso esimermi dall’incoronare la mia travolgente passione per il miele, che ancora incredibilmente tiene banco! In particolar modo e, in rappresentanza della categoria, cito quella che è stata la crema centellinata nell’arco dell’estate, quel prodotto tanto godurioso quanto efficace: la ORGANIC MANUKA HONEY SKIN LOTION di DR.ORGANIC! Nutriente ed irresistibile! (cavolo, l’anno prossimo vorrei che vincesse un prodotto anti-cellulite, però!!!)

#honeyaddicted

Fantasia Painting(50)

MAKE-UP NATURALE

Facile!! Il ROSSETTO ROSSO trionfa su tutto, credo che l’abbiate indovinato! Si, la mia passione per questa vera e propria icona make-up, sbocciata lo scorso anno, è andata via via consolidandosi, diventando al tempo stesso un irrinunciabile quotidiano, un oggetto da collezione ed una vera e propria fissa, come mio solito! Ritengo di non sbagliare nell’affermare di non aver quasi mai indossato nulla che non fosse una gradazione di rosso per tutto l’anno ed in wish list, a ben vedere, ho ancora rossetti rossi come se non fosse già sufficientemente folle comprare di continuo lo stesso colore, …come solo un profano potrebbe affermare! Già…ma quale rosso far vincere, se possibile? Di certo i Mulac sono stati una mia grande riscoperta; il GREEN ME LIPS & CHEEKS RED BOOST 04 l’ha fatta da padrone per tutta l’estate ed è stata la mia scelta quotidiana anche in vacanza! Di alcune new entry particolarmente degne di nota non abbiamo ancora parlato, uffa….ma ci sono alcuni rossetti che devo far vincere per rapporto qualità prezzo, scrivenza, comfort, durevolezza e gamma colori: 3 dei miei 4 Avril meritano assolutamente il podio!!

assi di cuori e due di picche

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LETTURE

Anche per questa categoria non ho grosse difficoltà a premiare un vincitore, ma solo perché non c’è affatto l’imbarazzo della scelta! Purtroppo mi sono capitate un paio di libri noiosi (fossi in voi eviterei la saga di Sharpe di Cornwell) oltre ogni dire ed in generale non è stato un anno felice per la scelta delle letture (“Manola”…che delusione)! “Alle cinque al Plaza” di Katherine Mosby è stato piacevole, scorrevole, ben scritto: un momento di vera evasione! Lo consiglio caldamente!

“non è facile passare il testimone dei sogni irrealizzati”

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VIAGGI

Anche qui non ho dubbi….e come potrei?! Innanzitutto perché non è che mi sia mossa tanto quest’anno, salvo qualche trasfertina Milanese, un week-end a Torino e il consueto salto al Sana! Ovviamente nulla che possa neanche lontanamente eguagliare il mio viaggio estivo in Irlanda, meta tanto sognata. Non posso più aggiungere nulla a quanto già detto nel post dedicato, solo che sono stati i 10 giorni più belli dell’intero anno…vi sembra poco?

Céad mìle fàilte! (l’Irlanda in 10 scatti+1)

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SCELTO DA VOI…

E concludiamo questa carrellata come di consueto con il post che ha ricevuto più visualizzazioni nel corso di questo lungo 2018! Rimango sempre un po’ perplessa nel constatare quanto poco vengano premiati post su cui punto, ai quali tengo e, al contrario, quanto vengano apprezzati, inaspettatamente, altri a cui non avrei dato una lira, per dirla in maniera vintage…

Tuttavia, sebbene i prodotti di questo post non avessero nulla di particolarmente eccitante, le “scoperte dell’acqua calda” quelle sì, sono state in uso da allora sino ad oggi e riconfermo la validità delle stesse! Di sicuro pettinare accuratamente i capelli prima di lavarli ha tutta una serie di notevoli vantaggi e, al tempo stesso, l’uso dei teli in microfibra mi pare ancora oggi una di quelle abitudini ritenute indispensabili ed in merito alle quali mi viene da dire “ma come ho fatto a non pensarci prima…”? Il post è questo ed è stato il primo articolo dell’anno!

L’ultima hair-care e le scoperte dell’acqua calda!

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Questo è quanto signori! Ogni volta la scelta si fa più ardua, ma sono abbastanza sicura di aver premiato proprio il meglio! Ci vediamo il prossimo anno per un nuovo fiume di parole, tanti prodotti, inci, fisse, passioni… se avrete ancora la bontà, la pazienza e la voglia di leggermi (…ma c’è ancora qualcuno che legge i blog?!)…

L.

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Céad mìle fàilte! (l’Irlanda in 10 scatti+1)

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1. L’amore struggente. Un appuntamento che non potevo mancare: “Hellelil and Hildebrand, the Meeting on the Turret Stairs” di Frederic William Burton è molto probabilmente il quadro più amato d’Irlanda. Un delicato acquerello, visibile appena per un paio d’ore la settimana alla National Gallery of Ireland, è una delle immagini più intense che abbia mai visto, così passionale e disperata.
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 2. If you dare… Una giornata attraverso l’Irlanda del nord non può non includere, oltre a Dark Hedges, Giants Causeway e Dunluce Castle, anche  il leggendario attraversamento del Carrick-a-Rede rope bridge, nella contea di Antrim, ma solo per brave hearts! Tuttavia ciò che mi ha stregato di questo luogo è il sentiero che porta al ponte di corda: una scarpinata di mezzora tra rocce, scogli, mare e gabbiani….costa selvaggia e incontaminata e tu vorresti solo restar lì, sull’erba, a rimirar la Scozia all’orizzonte…

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3.E poi, all’improvviso, in un quadro di Monet. Ci sono luoghi incantati, angoli magici e nascosti, in cui non ti sorprenderebbe veder passare un unicorno. Questo stagno presso Malahide Castle, appena fuori Dublino, mi ha rapita e fatta sentire parte per un momento di qualcosa di bellissimo, un dipinto magari, al di là del tempo e dello spazio, tra sogno e realtà.

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4.Blowed away! E di nuovo natura, prepotentemente. Onde che s’infrangono con forza contro le possenti Cliffs of Moher, sulla costa occidentale del Clare. Uno spettacolo che riempie gli occhi e penserai di non aver mai visto natura più bella e suggestiva e spettacolare. Inerpicarsi lungo chilometri di scogliere spazzate da un vento furioso e profumato d’oceano: non ho peso e non ho sostanza, leggera come un soffione…

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5.La gemma del Connemara. E’ esattamente così che si presenta Kylemore Abbey, un gioiello bianco e splendente incastonato in un’altura boscosa. E tutto attorno non c’è altro che verde, pioggia, foschia. Di nuovo un luogo sospeso in un’altra dimensione: potrebbe essere una mattina d’autunno come una serata estiva, poco importa. Sarei potuta arrivare in questo posto calandomi giù per un pozzo, come al monastero di Rorrim, e so bene che qui è custodito il libro della mia vita, che finisce con “Sarai uccisa da Dylan Dog!”

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6. Connemara, ancora. E’ evidente che la regione del Connemara mi sia entrata nel cuore. La Inagh Valley, così aspra e solitaria, è il luogo ideale per raccogliere i propri pensieri. Uno scoglio su cui sedersi, un k-way per ripararsi da vento e pioggia, un paesaggio mozzafiato da ammirare, non occorre altro. Per tutto il tempo che ci vuole. E magari una corsa liberatoria spaventando qualche pacifica blackface sheep!

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7.The high point! Dublino è avara di torri da scalare, campanili e grattacieli…ma ha un modo tutto speciale di farsi guardare dall’alto. Lo Skyline Tour presso Croke Park, la casa del GAA, offre la possibilità di una passeggiata lungo tutto il perimetro dello stadio dal suo punto più alto ed una vista della città che vi lascerà senza fiato…

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8.”Make love not laws”. Dall’istante in cui sono passata attraverso Belfast ho detto a me stessa che ci sarei dovuta tornare, assolutamente. E così è stato. Una città dalle tante facce, per assaggiare un po’ di United Kingdom: la maestosità della Great Hall, la toccante esperienza al Titanic Quarter. Ma è la sua turbolenta storia politica a lasciare il segno, Shankill Road e il Peace Wall ad indelebile testimonianza. E quasi tutti i gate chiusi tra la zona cattolica e quella protestante fanno purtroppo pensare che le tensioni siano, ancora oggi, parte viva della città stessa.

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9.E lasciare il cuore in questa baia. Pensavo che trascorrervi un paio d’ore mi sarebbe bastato, ma ci son dovuta tornare per un giorno intero. La città di Galway è pittoresca, viva, il quartiere latino così bohémien e pieno di musica e tradizione. Ma spingetevi oltre, lasciatevi alle spalle il centro e raggiungete i docks e poi ancora più in là verso la Martin Connolly Causeway: una passeggiata di qualche ora fino ad un faro sperduto e laggiù, di spalle, lanciare il cuore in queste acque come fosse una monetina, per sperare di tornarci ancora.

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10. Dear Dublin… essere svegliata all’alba dai gabbiani, le lunghe strade dai tanti nomi, il miglior fish & chips di sempre, il Liffey da seguire e l’Ha’Penny Bridge da attraversare un milione di volte; “Whisky in the jar” da cantare, la pioggia nebulizzata dell’alba e il sole di mezzogiorno, un’altalena su cui aspettare l’apertura troppo comoda di qualche attrazione turistica. Dublino è stata per me tutto questo e molto altro, una casa per 10 giorni e un posto in cui tornare, magari.

L.

Ich bin ein Berliner! (Berlino in 10 scatti +1)

CIMG44681. Il grande cantiere. Non c’è quasi angolo di Berlino che non sia completamente circondato da impalcature, gru, scavi, transenne. Una città tutta work-in-progress! Molto arduo riuscire a fare uno scatto decente, ma con piccoli mezzi e molta fantasia..

WP_20160814_14_10_55_Pro2. La navicella spaziale. Avete presente quei film in cui per la Terra non c’è più speranza e i suoi abitanti l’abbandonano su navicelle spaziali in cui viene ricreato un mondo perfetto? Ecco, entrando nel Sony Center è questa la sensazione che si prova!…e in un mondo perfetto non può mancare Starbucks per un Americano Coffee! (<<What’s your name?>> <<Luciana>>…<<ok, LuTana>>)

CIMG45313. Le ferite. Sono tante e molto dolorose. Una città profondamente segnata che non si è lasciata alle spalle la sua storia. Le rovine della Kaiser-Wilhelm-Gedachtniskirche, bombardata nel 43, si ergono al centro di Breitscheidplatz e ne sono un triste esempio…

WP_20160814_13_07_42_Pro4. Quel che amo. Amo i bretzel e amo i parchi enormi come il Tiergarten. E ancor di più amo sedermi su una panchina a fare una pausa con una visuale d’eccezione come la Grosser Stern (specie se ci sono appena salita mettendo a dura prova le mie vertigini che peggiorano con l’età, ma tant’è)

 

CIMG45595. A proposito di ferite. A pochi passi dalla Porta di Brandeburgo, il molto discusso Holocaust-Denkmal v’inviterà a smarrirvi tra le sue 2700 stele di cemento: apparentemente “logico”, si rivela folle e labirintico, così come fu l’olocausto. Per me ha colto nel segno!

WP_20160814_15_18_34_Pro6. Un piede nella east side, un piede nella west side. Siete in giro con il naso per aria, come sempre. Ma qualche volta la strada riserva delle sorprese. Potreste imbattervi in quel che resta della maggior parte del MURO che attraversa la città come un’immensa cicatrice…e realizzare che 30 anni fa questo passo non avreste mai potuto muoverlo.

WP_20160816_17_11_08_Pro7. Maratona di musei. Il sogno di ogni appassionato d’arte: 5 musei tutti insieme sulla Museumsinsel, ma non è cosa semplice! Ci vogliono nervi saldi e buone gambe. Io mi ero prefissata di visitarne 3 e così è stato: il Neues Museum con il celeberrimo Busto di Nefertiti (probabilmente una delle cose più belle che abbia mai visto); il Pergamon Museum per cui vale la pena affrontare anche 1 ora di fila come ho fatto io, del resto la sua fama, meritatamente, lo precede; e poi l’Alte Nationalgalerie …ma vi avviso: non vorrete più uscire dall’ala degli Impressionisti Francesi!

CIMG45848. Gli alleati. Sebbene oggi sia diventata un’attrazione turistica con tanto di finti soldati con cui scattare simpatiche foto ricordo, quel che resta di Checkpoint Charlie non manca di fare un certo effetto…

WP_20160815_12_05_27_Pro9. Un futuro senza libri. Nella pavimentazione di Bebelplatz c’è una finestra sul futuro. Meglio: una finestra su un futuro che sarebbe potuto essere e non è stato. Potrebbe sembrare una semplice lastra di vetro ma se aguzzate la vista vedrete delle librerie. Vuote. Ricordando il grande rogo di libri avvenuto nel ’33 al cospetto di Goebbels…

WP_20160815_16_03_23_Pro10. Il muro. Manco di fantasia, lo so, ma non posso proprio fare a meno dal mostrare quest’immagine a rappresentanza di ciò che porta immediatamente alla memoria. L’East Side Gallery è un’incontro con la storia del nostro tempo, con una pagina buia di un passato paurosamente troppo recente. L’East Side Gallery non è una passeggiata di salute, ma ti fa sentire vivo. E ti dona un po’ di speranza.

L.