Obwarzanki in tasca e strada sotto i piedi! (la Polonia in 10 scatti+1)

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1. Il cuore pulsante. Mai vista una piazza talmente grande dal racchiudere in sé imponenti edifici, bar, ristoranti, chiese e ancora mercatini, statue, musicisti e centinaia di turisti mantenendo un senso di ariosa libertà. Ma la magia di Rynek Glowny, la piazza del mercato di Cracovia, è il fondere elementi appartenenti ad epoche e stili architettonici completamente differenti con armonia, come se per ognuno di loro non potesse esserci al mondo un’altra possibile collocazione se non questa. Alchimia pura.

 

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2. Love is blind. Il suo sguardo vacuo e il sorriso appena accennato ne fanno un volto di raro fascino. Sereno e bellissimo, Eros Bendato giace ai piedi della Torre del Municipio e sopporta pazientemente orde di turisti irrispettosi. Non mi sono stancata di ammirarlo ogni singolo giorno: lui ti guarda, eccome, e la fascia scostata dagli occhi ti fa capire che l’amore è cieco…ma poi mica tanto!

 

Modificate in Lumia Selfie

3. Il nero cancello. Potreste pensare di essere sufficientemente adulti e pronti per varcarlo, ma niente vi preparerà ai viali silenziosi e l’aria immobile di Auschwitz o alla sconvolgente vastità di Birkenau. “L’aria stessa che si respira è un’esalazione velenosa”. Una volta nella vita e mai più.

 

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4. “Dite amici ed entrate!” Moria senza Nani, Orchi né Barlog, ma con in più il sale. Un dedalo di cunicoli, camere e laghi sotterranei vi condurranno nelle profondità della terra e tutto intorno a voi non è altro che sale in forma di statue, bassorilievi, lampadari realizzati nel corso dei secoli. Le miniere di Wieliczka, patrimonio dell’Unesco, sono una boccata d’aria salubre e offrono qualche ora di ristoro dalla (insospettabile) calura estiva. E poi dove altro ascoltare Chopin a 120 metri di profondità?

 

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5. Pierogi, amore e … Una cucina, per così dire…”robusta”, come si addice ad un paese che sopporta temperature estremamente basse. Non mi sono fatta mancare Oscypki, Kurtoskalacs alla cannella, Obwarzanki al sesamo…ma soprattutto Pierogi: a pranzo o a cena, dolci o salati, al ristorante o in una latteria! Completely addicted!

 

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6. “La fa che par che ascolti, e non favella”. La Dama con l’Ermellino di Leonardo da Vinci era per me una tappa assolutamente fondamentale e l’urgenza di poterla ammirare mi ha fatto anticipare di 1 giorno la visita al Museo Nazionale di Cracovia. Non meno enigmatica della Gioconda, pare irradiare luce pura. Di bellezza e raffinatezza senza pari! “…Cecilia se bellissima oggi è quella che a suoi begli occhi il sol par ombra scura”.

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7. “Whoever saves one life, saves the world entire”.  La fabbrica che tante vite salvò, impossibile non visitarla. Oskar Schindler, “Giusto tra le nazioni”, il suo ufficio, le stoviglie smaltate, la lista. Ma non solo: stanza dopo stanza verrete catapultati nella Cracovia ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e il ghetto, le foto, le lettere, per vivere un pezzetto di storia.

 

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8. La Cristianità. A Cracovia è quasi inevitabile imbattersi in una eccezionale quantità di chiese; ci sono strade, come ul. Grodzka ad esempio, in cui si susseguono una accanto all’altra o una di fronte all’altra. La Cattedrale del Wawel è a dir poco spettacolare, la Basilica di Santa Maria splendida…ma cosa dire di una chiesa interamente decorata con motivi floreali art-nouveau? La Basilica dei Francescani, con i suoi colori brillanti anche in penombra, è uno spettacolo per la vista e per il cuore!

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9. Teste ondeggianti al ritmo di “Dance of the Flowers”. E a proposito di ul. Grodzka e di chiese, in quella di San Pietro e Paolo, dall’acustica perfetta, sono frequenti e alla portata di tutti splendidi concerti: Vivaldi, Mozart, Chopin, Tchaikovsky…quale modo migliore di trascorrere una domenica sera? E che bello vedere la platea rapita dalla musica! Poi, d’improvviso, non sei più una turista con le scarpe inzuppate e un Obwarzanki al sesamo nella tasca del k-way, ma seduta in una poltrona della sala dorata del Musikverein, elegantissima…

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10. Varsavia la bella. I suoi grandi viali, i fiori, i monumenti ed un fiabesco centro storico ne fanno un vero gioiello! La Sirenetta, simbolo della città, è stupefacente: non placidamente adagiata su uno scoglio in attesa di un marinaio da incantare, ma una guerriera a difesa della città! Spada, scudo e ben due code…. l’ho adorata dal primo istante!

L.

 

 

 

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best of 2016!

Come di consueto è il caso di fare, anche quest’anno, il punto di questi 366 gg di blog!
Cosmeticamente parlando non ci sono state grandi rivoluzioni! Ho avuto una chiara tendenza al low cost, questo sì, e all’usare pochi cosmetici e più generici (un’unica crema corpo, un’unica crema viso per giorno e notte, ecc…).
Ma vediamo nel dettaglio i vincitori per categoria, senza indugiare oltre, … so che state fremendo….
 
CAPELLI
Penso che sia evidente l’amore viscerale e incondizionato, la cura e la dedizione nei confronti dei miei ricci….e sia altrettanto noto come, invece, la mia chioma non mi ricambi affatto. Ma, del resto, cos’è la vita senza un amore non corrisposto? Nonostante mi si sia rivoltata contro io continuerò a prendermi cura di lei, così come ho sempre fatto. In particolare l’anno appena trascorso mi ha dato un bel po’ di soddisfazioni in fatto di prodotti per capelli interessanti: degni di menzione sicuramente il balsamo Cedro e Finocchio di Alkemilla come anche il Bioros, la combo doposole di Officina Naturae e l’intera hair routine da poco postata, ma la vera rivoluzione è stata la scoperta delle tinte Villa Lodola! Il fatto di poter archiviare l’hennè e i tempi di preparazione, applicazione, le lunghissime pose soprattutto (e i terrificanti mal di testa a seguire)mi è sembrato, dopo diversi anni, un sogno! Quindi, senza dubbio alcuno, proclamo le Tinte Villa Lodola come vincitrici indiscusse della categoria!!
 
BIO SKIN-CARE
Anche qui non ho alcun dubbio e vado, dritto per dritto, alla meta: la Rhassoul Aktiv Creme di Alva, altrimenti nota come la crema di Azazello. Questa crema mi ha regalato il brivido di trascorrere un’intera estate, viaggio incluso, senza imperfezioni degne di nota. Oggi, con il terzo tubetto in corso, mi sento di affermare che forse il suo magico potere si sta via via affievolendo, o forse la mia pelle (sempre grandissima ingrata, al pari dei capelli) si è già assuefatta o ha bisogno d’altro, chissà. Fortunata chi la capisce! Ma non fraintendetemi: resta un prodotto ancora oggi molto valido ma che necessita di essere supportato da un’altrettanto valida routine. Aspetto, questo, che penso di aver trascurato un po’….
 
BODY CARE
Questa categoria è estremamente importante per me e quindi non potrei saltarla, ma confesso di non aver nessun prodotto in particolare da segnalare come migliore dell’anno in assoluto! Mi è piaciuto utilizzare quasi esclusivamente “le combo”(bagnoschiuma e crema corpo abbinati), sempre low cost. La tendenza generale è stata usare prodotti di facile e veloce utilizzo, leggeri e profumati: dunque lozioni e fluidi al posto di oli e burri! 
Ad ogni modo penso che, tra tutte, la combo Bio Phytorelax sia stata forse la più indovinata! 

la combo #4 Bio Phytorelax alla Camomilla

 
MAKE-UP NATURALE
Non sono una fanatica del make-up, eccezion fatta per rossetti, smalti….e per una base extra leggera ma curata. Detto ciò ho avuto new entry e gradite riconferme, ma su tutto ha trionfato il rosso, senza alcun dubbio! Mai usato così tanto il rosso in vita mia, specie sulle labbra! E se per molte il rossetto rosso è un po’ un must natalizio, per me lo è stato quasi quotidianamente, da molti mesi a questa parte! Per cui rosso sia, di prima mattina e alle 3 del pomeriggio, in ufficio e al supermercato, con felpa e scarpa da tennis come con gonna plissettata e golfino bon ton. Rosso sempre e comunque!
 
LETTURE
Purtroppo anche per questo burrascoso 2016 non ho potuto dedicare molto tempo alla lettura, avendo io avuto in generale pochi momenti liberi e con una sufficiente lucidità! Il mio “momento lettura” è alla sera, prima di addormentarmi, ma andando a letto sempre troppo tardi capita di non riuscire a finire nemmeno un pagina!! 
Il 2016 ha riportato nelle mie mani scrittori amatissimi (Ammaniti e Aciman), sui quali probabilmente avevo aspettative un po’ troppo alte. Il miglior libro dell’anno penso sia stato “L’assaggiatrice” di Giuseppina Torregrossa (di cui ho anche letto appena un mese e 1/2 fa “Manna e Miele, Ferro e Fuoco”): breve, intenso e leggero al tempo stesso, l’ideale per svuotarti la mente e tenerti sveglia!
 
VIAGGI
Ho avuto modo nel corso dell’anno di spostarmi un pochino: un viaggio vero e proprio e qualche week-end rubato qua e la. Se c’è una cosa capace di farmi partire è l’arte, ed ho avuto la fortuna di visitare una meravigliosa mostra dedicata a Mucha, che io adoro (Palazzo Reale, Milano); e poi 2 volte a Roma a vedere partite di Rugby e la Galleria Nazionale di Arte Moderna. Ma è stato il viaggio a Berlino la svolta. Trovarmi all’estero, da sola, senza dover necessariamente aprir bocca per ore, in un posto che ho sempre desiderato visitare, è stato…terapeutico. Eravamo io e Berlino.
 
SCELTO DA VOI…
E poi ci siete voi, che avete letto i miei vaneggiamenti e di questo vi ringrazio di cuore! Il post caricato nell’anno e in assoluto più cliccato è stato senza ombra di dubbio quello dedicato allo shampoo Remedia all’Elicriso! Per cui beccatevelo di nuovo, se non ne avete avuto abbastanza!!
 
Ci rivediamo l’anno prossimo, se vorrete!…
L.

Ich bin ein Berliner! (Berlino in 10 scatti +1)

CIMG44681. Il grande cantiere. Non c’è quasi angolo di Berlino che non sia completamente circondato da impalcature, gru, scavi, transenne. Una città tutta work-in-progress! Molto arduo riuscire a fare uno scatto decente, ma con piccoli mezzi e molta fantasia..

WP_20160814_14_10_55_Pro2. La navicella spaziale. Avete presente quei film in cui per la Terra non c’è più speranza e i suoi abitanti l’abbandonano su navicelle spaziali in cui viene ricreato un mondo perfetto? Ecco, entrando nel Sony Center è questa la sensazione che si prova!…e in un mondo perfetto non può mancare Starbucks per un Americano Coffee! (<<What’s your name?>> <<Luciana>>…<<ok, LuTana>>)

CIMG45313. Le ferite. Sono tante e molto dolorose. Una città profondamente segnata che non si è lasciata alle spalle la sua storia. Le rovine della Kaiser-Wilhelm-Gedachtniskirche, bombardata nel 43, si ergono al centro di Breitscheidplatz e ne sono un triste esempio…

WP_20160814_13_07_42_Pro4. Quel che amo. Amo i bretzel e amo i parchi enormi come il Tiergarten. E ancor di più amo sedermi su una panchina a fare una pausa con una visuale d’eccezione come la Grosser Stern (specie se ci sono appena salita mettendo a dura prova le mie vertigini che peggiorano con l’età, ma tant’è)

 

CIMG45595. A proposito di ferite. A pochi passi dalla Porta di Brandeburgo, il molto discusso Holocaust-Denkmal v’inviterà a smarrirvi tra le sue 2700 stele di cemento: apparentemente “logico”, si rivela folle e labirintico, così come fu l’olocausto. Per me ha colto nel segno!

WP_20160814_15_18_34_Pro6. Un piede nella east side, un piede nella west side. Siete in giro con il naso per aria, come sempre. Ma qualche volta la strada riserva delle sorprese. Potreste imbattervi in quel che resta della maggior parte del MURO che attraversa la città come un’immensa cicatrice…e realizzare che 30 anni fa questo passo non avreste mai potuto muoverlo.

WP_20160816_17_11_08_Pro7. Maratona di musei. Il sogno di ogni appassionato d’arte: 5 musei tutti insieme sulla Museumsinsel, ma non è cosa semplice! Ci vogliono nervi saldi e buone gambe. Io mi ero prefissata di visitarne 3 e così è stato: il Neues Museum con il celeberrimo Busto di Nefertiti (probabilmente una delle cose più belle che abbia mai visto); il Pergamon Museum per cui vale la pena affrontare anche 1 ora di fila come ho fatto io, del resto la sua fama, meritatamente, lo precede; e poi l’Alte Nationalgalerie …ma vi avviso: non vorrete più uscire dall’ala degli Impressionisti Francesi!

CIMG45848. Gli alleati. Sebbene oggi sia diventata un’attrazione turistica con tanto di finti soldati con cui scattare simpatiche foto ricordo, quel che resta di Checkpoint Charlie non manca di fare un certo effetto…

WP_20160815_12_05_27_Pro9. Un futuro senza libri. Nella pavimentazione di Bebelplatz c’è una finestra sul futuro. Meglio: una finestra su un futuro che sarebbe potuto essere e non è stato. Potrebbe sembrare una semplice lastra di vetro ma se aguzzate la vista vedrete delle librerie. Vuote. Ricordando il grande rogo di libri avvenuto nel ’33 al cospetto di Goebbels…

WP_20160815_16_03_23_Pro10. Il muro. Manco di fantasia, lo so, ma non posso proprio fare a meno dal mostrare quest’immagine a rappresentanza di ciò che porta immediatamente alla memoria. L’East Side Gallery è un’incontro con la storia del nostro tempo, con una pagina buia di un passato paurosamente troppo recente. L’East Side Gallery non è una passeggiata di salute, ma ti fa sentire vivo. E ti dona un po’ di speranza.

L.

 

 

 

The Thistle (la Scozia in 10 scatti + 1)

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la rassicurante presenza del castello che veglia su Edimburgo..

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Haggis Balls in beer batter with neeps and tatties…

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tramonto da Calton Hill

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Le Highlands, panorami mozzafiato e natura incontaminata…

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sul Loch Ness… (oh Nessie! Come on!!)

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i tetti di Glasgow

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Holyrood Abbey…

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cercando di raggiungere The Arthur’s Seat

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Crepuscolo sui Princes Street Gardens..

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cornamuse in Castelhill..

L.

SKINCARE ROUTINE (at Schiphol Airport!)

La skincare è fondamentale e non può essere saltata… neanche se sono le 3 del mattino, avete trascorso la notte all’aeroporto di Schiphol… sonnecchiando per quanto possibile infagottata in un K-Way perché avete i capelli lavati di fresco e vi secca poggiarli sulla poltroncina…
Ma facciamo un passo indietro. Sapevo di dover prendere più di un volo per raggiungere Edimburgo (Brindisi-Milano, Milano-Amsterdam, Amsterdam-Edimburgo. Phileas Fogg style) e che sarei arrivata a Schiphol alle 21,30 per poi ripartire il mattino seguente alle 7,15. Una lunga notte…

Visto che ad Edimburgo sarebbe stata da subito una giornata intensa, non volevo arrivare con una faccia da far paura: sapevo che avrei avuto bisogno di un restauro. Ho preferito dunque partire con il viso poco truccato, per praticità. Mi premeva tenerlo più pulito possibile per “limitare” l’insorgere dei mostri tipici da volo (sì, io salgo su un aereo con il viso ok, e scendo che sembro fuggita da un lazzaretto. Non chiedetemi il perché….)

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salviettine struccanti Viviverde Coop

Eccole, di nuovo. Le ho scelte perché sono pratiche, compatte da portare in valigia e fanno bene il loro sporco lavoro! Partiamo da qui: eliminare ciò che resta del vecchio trucco!

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Sapone antiossidante viso-corpo-capelli Domus Olea & Crema Viso Idratante Aloe Vera e Argan La Saponaria

Lavare il viso è fondamentale! Ho scelto di provare il Sapone Antiossidante Viso-Corpo-Capelli di Domus Olea Toscana: niente male davvero! delicato, non mi ha lasciato il terribile effetto di pelle-che-tira, si risciacqua velocemente ed ha un profumo gradevolissimo! Si candida dritto dritto per l’acquisto della full-size!

La Crema Idratante Aloe Vera e Argan La Saponaria si è invece rivelata un po’ troppo leggera per proteggere la pelle dall’aria condizionata a palla dell’aeroporto! Inoltre non è ideale per l’applicazione del fondo minerale perché un po’ troppo asciutta!

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make-up vario & eventuale

Make-up ridotto all’osso….giusto per essere vagamente presentabile…

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Balsamo Labbra Lavera Sensitiv

Di quelli che avevo a disposizione si è rivelato con ogni probabilità il migliore, anche nei giorni successivi! La sua consistenza cerosa crea uno strato sulle labbra protettivo e resistente nel tempo! Sbalzi climatici e soprattutto tanto vento non hanno arrecato danno, per fortuna!

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ore 4:00, colazione…

Restaurata e pronta a fare colazione! E pace se dovrò tornare in bagno a rilavarmi i denti, riapplicare il burrocacao, ritoccare il make-up…..

L.