RED LIGHTS

Ritorno a parlare di make-up, ma non di un cosmetico a caso, bensì del mio preferito in assoluto: il rossetto rosso. Perché, ormai, il concetto di rossetto per me è inscindibilmente legato al colore ROSSO: non guardo altro, non cerco altro. Che sia rosso, per favore. E che abbia una buona performance, non chiedo di più.

Già, perché in questo periodo della mia vita sono completamente RED ADDICTED, inutile negarlo. E non credete non mi dispiaccia vedere inutilizzati gli altri rossetti che ho: è assolutamente contrario alla mia etica lasciar morire inutilizzato qualsiasi prodotto e, per un certo periodo, mi sono anche forzata a farli ugualmente girare….ma poi, mi sono detta: “ma perché devi essere sempre così rigida ed intransigente in ogni aspetto della tua vita?! Vuoi indossare il rosso??….ACCONTENTATI, una volta tanto“. E’ stato liberatorio assolvermi dall’ennesima colpa e da allora…voglio il rosso? Rosso sia!

Questa transizione verso il rosso classico che è, ad oggi, la mia prima scelta, non è stata immediata: sono passata attraverso numerose fasi intermedie (ma non sto a tediarvi ulteriormente! Tanto più che il tutto è stato abbondantemente documentato QUI). Oggi, dicevo, il colore che più mi rappresenta e con cui mi sento completamente a mio agio è il classic red: non vi parlerò di una scelta ponderata e studiata in base ai dettami dell’armocromia tanto in voga oggi (e che ha un suo perché, indiscutibilmente). Non mi sono mai addentrata nella questione e poco me ne intendo, di conseguenza. Le mie scelte si basano su ciò che piace a me e con cui mi vedo bene, stop. Non sono armocromatica? Pace.  

ALVERDE_MATT LIPSTICK 10 RED KISS

IMG_20181111_111451Questa storia ha inizio lo scorso Maggio, in occasione di una mia trasferta milanese. Vuoi non fare un salto a City Life, nello specifico al DM? Questo sarebbe stato un vero affronto, capite bene che non potevo esimermi. Mi ci sono recata in tenuta da combattimento, munita di chilometrica wish list finalmente libera di fare shopping senza freni e senza le abituali limitazioni date dal bagaglio a mano (il DM per me ha sempre significato “vacanza”, un po’ come Starbucks, dunque “aereo”. Trovarlo in Italia ha perso poesia, lo confesso). In realtà sono uscita con un esiguo bottino perché non c’era poi tanto che m’interessasse davvero. L’espositore make-up di Alverde era stato vergognosamente depredato e, con molto sforzo e assolutamente a scatola chiusa vista l’assenza di tester, ho acquistato questo esemplare di Matt Lipstick.

IMG_20181111_111936Si presenta come un matitone automatico (quindi da non temperare bensì con rotellina sul fondo per far salire il prodotto) dall’intenso profumo fruttato (per niente fastidioso, a mio avviso). Ad onor del vero non è un rossetto con cui sono subito andata d’accordo, ma alla fine ci siamo capiti. Ha una buona scrivenza sin dalla prima passata e non necessita di essere precedentemente contornato. Il suo finish è effettivamente matt ma resta piuttosto confortevole sulle labbra (tenete presente che io non applico burrocacao sotto). Attenzione però alla stratificazione, elemento fondamentale tra la bocciatura e la promozione a pieni voti di questo matitone-rossetto: applicandone giusto uno strato, tenderà a seccarsi un po’. Impossibile ricompattarlo con il classico sfregamento labbro superiore & inferiore! Se, invece, abbondate con più passate, mantiene una texture cremosa, ottenendo non solo un colore inevitabilmente più pieno, ma anche una durata del prodotto sulle labbra di molto più lunga (veramente notevole, direi) e senza gli inconvenienti di cui sopra! Anche il ritocco sarà un gioco da ragazzi! Il rosso ha il tipico aspetto velvetly dei matt  ma il tono non è esattamente un rosso classico, bensì quasi un color bacca/ribes, bello comunque!

Insomma, un prodotto a cui non davo una lira e che, invece, mi ha piacevolmente stupita!

MULAC COSMETICS_CRAZY LIKE A FOX

IMG_20181111_111430Nei confronti di Mulac ho nutrito sentimenti contrastanti, dagli esordi ai giorni nostri. Grande amore per Marilyn, che dura tutt’oggi, decisamente meno per Mou, grande flop. Poi c’è stato l’affaire Santa Claus, bellissima limited edition di qualche Natale fa che acquistai a scatola chiusa in quanto la pagina dell’inci sul sito era sempre impallata (ai tempi c’era una pagina a parte per gli ingredienti), per poi scoprire che conteneva siliconi ma solo quando ormai ce l’avevo già a casa. Ok, mea culpa, ma anche loro avevano più volte ribadito “stessa composizione dei Wacky Lipsticks”…e mica tanto, però! Ad ogni modo, e nonostante qualche limite del rossetto stesso in quanto piuttosto secco, ho potuto apprezzare la durata e le buone performances di Marilyn in questi anni, accarezzando l’idea di tornare a dare fiducia al marchio. Mi è piaciuto quasi da subito Crazy Like a Fox, appartenente ai TASTYLIP, ma sono capitolata solo a fine estate.

IMG_20181111_112008Il pack è bello e raffinato come da tradizione Mulac, nulla da dire. Anche l’odore è il medesimo, un po’ vintage da rossetto anni ’80. Il colore sul sito non rende quanto dovrebbe e potrebbe scoraggiare l’acquisto: appare quasi come un mattone freddo, in altre foto invece molto meno intenso di quel che è in realtà. Dal vivo, invece, è una bomba. Non lo definirei rosso Ferrari come dice l’azienda francamente, non ne ha la brillantezza e quella punta di brio; è più profondo, un pelo più spento, ma comunque abbastanza vicino a ciò che si potrebbe intendere per rosso classico, il tipico colore che non dovrebbe mai mancare nel beauty di una donna anche se non necessariamente red addicted. Molto raffinato ed elegante, anche grazie alla texture opaca.

Parliamo di un rossetto a lunga tenuta, sempre considerando che si tratta di un prodotto naturale al 96,3%. Non esige necessariamente di essere contornato (ma, specie agli angoli della bocca capita di doverlo monitorare) ed in generale ci si può fidare, l’unica sua pecca è quello di essere, come già detto, un po’ secco già all’applicazione e di tendere ad asciugarsi anche addosso, segnando il maledettissimo confine con la mucosa labiale: anche per questo va tenuto sotto controllo e riparare a questo antiestetico effetto mediante solito sfregamento di cui sopra non sempre riesce in maniera uniforme! Meglio ammorbidire leggermente la parte con un burrocacao e sfumare col polpastrello, se non avete appresso lo stick! Per il resto …mi piace da matti!

PUROBIO COSMETICS_N.14 ROSSO puroBIO

IMG_20181111_111402Con lui è stato amore alla prima swatchata, già perché strano a dirsi, ho avuto modo di vederlo live al Sana e di appurare che, sì, lo volevo e sì, dovevo acquistarlo quello stesso giorno. In realtà le cose non sono andate esattamente così in quanto in fiera non c’era nessuno sconto se non una promo sull’acquisto di 3 prodotti che proprio non m’interessava e, a prezzo pieno, mi son detta che avrei potuto prenderlo in qualunque momento (avevo inoltre svaligiato lo stand di Eterea spendendo lì l’intero budget Sana e, sapete com’è, a volte ho anch’io una piccola, afona coscienza).

Fa parte della collezione FW 2018 LUXUS, ma la formulazione non è stata migliorata rispetto ai rossetti già presenti in gamma. Il n.14 infatti, sebbene molto bello, è penalizzato dalle stesse problematiche: il bullett è molto secco e la sua superficie non risulta completamente liscia ma un po’ grumosa. Vien da sé che sia necessario scaldare un attimo lo stick per avere un rilascio colore ottimale. Meglio inoltre evitare l’applicazione su labbra completamente asciutte: magari un tocco di balsamo a ridosso della mucosa (SENZA arrivare al contorno, però! Meglio mantenersi abbondantemente alla larga dai bordi) permette una maggiore scorrevolezza ed evita (o, perlomeno, rallenta) la formazione dell’antiestetica linea di confine già menzionata con Crazy Like a Fox, perché i due rossetti viaggiano a braccetto, diciamocelo.

IMG_20181111_112037Va monitorato? Sì. Più che altro perché tende a seccarsi col trascorrere delle ore e ad assumere un aspetto poco uniforme e grumoso, non esattamente il top (teniamo presente che un colore come il rosso, intenso ed evidente, mette in risalto le labbra nel bene e nel male! Ogni imperfezione viene amplificata, ahimè). Di nuovo, come sopra: non tentate d’intervenire a secco o farete solo guai (se pensate furbescamente d’inumidire le labbra con la saliva, anche no: se possibile peggiorerete la situazione)! Di nuovo abbiamo bisogno di una texture burrosa che vada a sciogliere eventuali grumi e ad ammorbidire la parte: solo dopo si può pensare di sfumare, uniformare, rimestare….o più semplicemente ripassare il rossetto.

Il colore, che ve lo dico a fare? E’ veramente molto elegante, lo vedete! Viene definito dall’azienda full coverage dal finish metal, ma su questo non mi trova del tutto d’accordo. Sulle labbra non penso sia evidente o comunque non è una caratteristica che salta all’occhio: per me è quasi un semi-matt…, molto bello per carità, ma non particolarmente metal, ecco.

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Questi 3 sono di sicuro i rossetti più usati degli ultimi mesi, merito un po’ dell’effetto novità ma anche di colori particolarmente adeguati alla stagione. Ma poi, se anche così non fosse, se non risultassero in linea alle tendenze moda intendo, farebbe la differenza? Se sei una red addicted sai cosa intendo…. VA BENE PURCHE’ SIA ROSSO.

L.

 

 

 

 

 

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La mia base: leggera, naturale, impalpabile.

In queste pagine forse l’argomento beauty meno ricorrente è il make-up. Vero, ma ciò non significa che non m’interessi….ecco, magari non è più la mia principale passione né di certo il settore cosmetico per cui spenda di più (e per fortuna, aggiungo!).

Ne abbiamo parlato più volte, per cui non tornerò sull’argomento, ma non è stato sempre così: col passare degli anni sono però andata scremando i cosmetici utilizzati fino allo stato attuale in cui non esiste più per me trucco occhi e sopracciglia (né mascara, eye-liner, ombretto, matite….nulla). La verità? Ne sono contenta e non tornerei indietro. Quel che invece m’interessa ancora, è la base viso. Sono costantemente alla ricerca di una combinazione di prodotti tale dal garantirmi

  • uniformità dell’incarnato
  • opacizzazione di media durata
  • aspetto naturale

E’ chiedere tanto? Evidentemente sì, visto che ancora non ho trovato la giusta quadra: qualcosa mi piace…qualcosa no…il fatto è che trovo tutto troppo “visibile”, ecco. Mi disturba vedere distintamente il trucco in volto, vorrei piuttosto un’amalgama di sfumature e colori che mimassero una perfect no-make-up face, minimizzando tuttavia i piccoli rossori o le eventuali imperfezioni presenti, uniformando il colorito e che, soprattutto, dopo 12H fuori casa (sebbene un lieve ritocco in pausa pranzo), non mi lasci la faccia sbattuta-incartapecorita-distrutta da centenaria. Ancor più essenziale, quindi, il fatto che il make up si fonda con la pelle senza evidenziarne pori e grana (grave), linee d’espressione (gravissimo)… e rughe (tragico). Gradirei inoltre non sembrare unta come l’incarto di un panzerotto, grazie.

Vedrete qualcosa d’inedito…ma anche reperti storici di cui mi vergogno come una ladra…ma non posso farci niente: avere tanto make-up da smaltire è una cosa che mi mette ansia, non chiedetemi perché. Ed il comprarne di nuovo fa sorgere sensi di colpa a me, in genere, sconosciuti. Per cui, in generale, il mio motto è <<usalo fino a quando non lo finisci, dopo di che ne comprerai un altro>> (eccezion fatta per i rossetti rossi che godono di un altro statuto, con relativo motto a parte, <<se è rosso ed è nuovo lo devi avere>>).

Quando mi trucco parto dal contorno occhi, ma dire che io usi un correttore è improprio: a volte capita, altre volte no. Importantissimo!!! Se mi si evidenziano le rughe il prodotto è inesorabilmente bocciato, idem se è troppo rischiarante: dovrebbe dare freschezza e risalto allo sguardo, invece trovo che mi faccia apparire tremendamente stanca e affranta. Meglio una sana occhiaia, credete a me. Il tutto ovviamente deriva dal fatto che non trucchi minimamente l’occhio e non possa dunque contare su espedienti per dare profondità, ingrandire, rimpicciolire, ecc. Nulla, io posso contare solo sul mio occhio così com’è, meglio puntare sul quanto più possibile SAVE_20181028_142858naturale. Ebbene, la PRESSED POWDER 02 Light Beige di VEGALE è stata, per me, una rivelazione. Non esagero. Anzitutto perché partivo da una ben cocente delusione in merito: l’avevo acquistata per il viso, come ogni cipria che si rispetti ma si è rivelata, sin dalla prima applicazione, inutilizzabile. L’ho provata ad uso fondotinta, come mia abitudine, come polvere di finitura, come ritocco: nulla, una incompatibilità totale, tutto quello che una cipria NON dovrebbe fare. Uno zombie appena uscito dalla tomba avrebbe un aspetto di sicuro più giovane e riposato di me. Nel gioco del vediamo cosa farne perché non si butta via niente, ho iniziato a sperimentare: incredibilmente usarla in stile concealer l’ha fatta schizzare in vetta alla mia personalissima classifica del make-up più amato di tutti i tempi! E’ sufficientemente chiara dal rischiarare l’area dell’occhiaia con naturalezza, non evidenzia quelle piccole odiose lineette vicino al dotto lacrimale, dura strepitosamente fino a sera e, attenzione, non s’infila nelle linee d’espressione (ma chiamiamole pure rughe, va’). Ha un grazioso pack in cartone, compatto, maneggevole e ben saldo nella chiusura. Se solo avesse avuto la stessa resa su tutto il viso!! Ad ogni modo la amo, non so se si sia intuito. Un unico monito, però: la palpebra mobile meglio non coinvolgerla, altrimenti risulta tutto un po’ troppo chiaro e fasullo, oltre che si ritorna pericolosamente sul confine “sono stanchissima ed ho pure pianto”. Anche no.

Dunque abbiamo una palpebra mobile da truccare, meglio proseguire. Ho imparato che, SAVE_20181028_142807quel che mi serve, è solo opacizzarla un po’ (odio quell’effetto lucido stile cartoon anni 50). Uso dunque la stessa polvere che poi andrò a stendere su tutto il viso: qualcosa di realmente leggerissimo ed invisibile, la LOOSE MATTE MINERAL POWDER 01 Light Beige di SANTE. Quel che da subito mi ha incuriosita di questa polvere è stata l’assenza di Talco (ne abbiamo già parlato QUI), la promessa di un delicato finish velvet ed opaco. Inoltre il grande formato risulta sempre comodo sia per una questione di convenienza, ovvio, ma anche la praticità che solo una jar grande ti può dare, senza dover usare il classico piattino per prelevare il prodotto con il pennello ma adoperare il tappo stesso. Impagabile. Quel che, indubbiamente, mi piace di questa polvere è la sua leggerezza ed impalpabilità; un po’ meno il fatto che resti completamente, assolutamente, irrimediabilmente invisibile, nel bene e nel male. Già perché se da un lato è proprio un make-up in trasparenza che ricerco, dall’altro gradirei un minimo di effetto abbellente: non uniforma l’incarnato, non mimetizza discromie, non copre neanche lontanamente le imperfezioni, anche piccole. Niente. E non è nemmeno stratificabile: non coprirà nulla ugualmente. Certo, se dovessi scegliere tra un prodotto coprente al prezzo di un viso visibilmente truccato, scelgo piuttosto una base naturalissima e pace per i difetti a vista; tuttavia i prodotti che rappresentano un buon compromesso ci sono, ne ho trovati in passato pur parlando di semplici ciprie, dunque non vedo perché accontentarmi. Tra l’altro da quando ho rivoluzionato la mia beauty-routine, la pelle è un po’ capricciosa, dunque un tantino di coprenza non potrebbe che farmi comodo, ma tant’è.

Nei giorni, invece, in cui desidero darmi un po’ di glow, un minimo di colore e di SAVE_20181028_143235uniformità, allora unisco alla  LOOSE MATTE MINERAL POWDER di SANTE, anche un po’ di MINERAL FOUNDATION PHIBEST 2,5N Over Light di FINIS TERRE ma solo ed esclusivamente sulle guance. Sebbene il suo effetto mi piaccia moltissimo, il fatto che sia una polvere traslucente contenente MICA la rende naturalmente illuminante…cosa che non va sempre d’accordo con una pelle che tende a lucidarsi nella zona T, per cui per forza di cose me ne tengo alla larga. Ha una qualità eccelsa, indiscutibilmente alta ed una formulazione tale dal renderla setosa al tocco e quasi cremosa: potrebbe sembrare un paradosso parlando di una polvere, ma è così, fidatevi. Questa sua singolare consistenza fa si che sia assolutamente confortevole da indossare tutto il giorno ed inoltre è senza dubbio di lunga durata. Parliamo di una eccellenza nel campo del minerale, che ha un suo costo (per nulla inaccessibile, ma comunque di fascia medio-alta). Io ho avuto l’occasione di provarlo grazie a Francesca SemplicementeBio, in questa colorazione in full-size più qualche altro pottino (decisamente il 2P Light Peach è la colorazione che preferisco e che, infatti, custodisco gelosamente). Il sito è pieno di articoli interessanti (da provare, a mio avviso, i fondi RUNA MINERAL ADD), ma ciò che manca e che invece sarebbe utilissimo trovare, sono i soliti set contenenti 3 o 4 mini-jar, fondamentali per scegliere il giusto colore prima di buttarsi nell’acquisto di una full-size alla cieca. I trial set sono una genialata, c’è poco da fare, nel make-up come nella skin care!

SAVE_20181028_143028Quel che non è cambiato dall’ultimo post del genere (QUI), è la terra che, sebbene in uso costantemente tutti i giorni…è ancora la stessa (mi vergogno come una ladra). Si tratta del DUO-BRONZER 20 Sunny Bronze di ALVERDE, che mostra la cialda da tempo immemore, è in uno stato pietoso ma non accenna a finire!! Penso che si rigeneri durante la notte! Ho acquistato un altro bronzer già da tempo, pensando “quanto potrà mai durare ancora?!”…e invece!! La mia etica, come già detto, mi impone di non tenere in uso troppi prodotti contemporaneamente…dunque la mia antipatia per questo prodotto non fa che crescere ogni giorno di più.

Altra reliquia è il PR1MER LOOSE POWDER di PUROBIO acquistato non so più bene perché ed usato per un’infinità di scopi differenti, senza SAVE_20181028_142950tuttavia eccellere in niente. Non è un cattivo prodotto, ma francamente non ho ancora capito come meglio impiegarlo al fine di dargli una reale utilità. Essendo di fatto un primer dovrebbe aiutare la base minerale ad aderire meglio ed essere, al tempo stesso, più duratura. Messo sotto, sopra, mischiato al fondo, al posto della cipria….nulla, non trovo differenze sul risultato finale né in termini di finish, di aderenza, di durata. Lo uso fondamentalmente perché vorrei consumarlo, ecco. E qual è l’unico, reale modo di consumare i prodotti?…usarli!! Quando qualcosa non ci piace, lo dico sempre, evitiamo di accantonarla dopo i primi tentativi falliti o deludenti. Metterla da parte è solo l’anticamera del doverla gettare di lì a quando ormai sarà inservibile ed è sempre un peccato, magari non per il prodotto in sé quanto perché si stanno gettando inevitabilmente dei soldi…e visto che non crescono sugli alberi….

Fedele a questo principio, ho preso 3 prodotti che non mi convincevano del tutto singolarmente (LOOSE MATTE MINERAL POWDER di SANTE, MINERAL FOUNDATION PHIBEST di FINIS TERRE e PR1MER LOOSE POWDER di PUROBIO) ed ho provato  a miscelarli insieme, ovviamente in proporzioni diverse: il risultato? Francamente…niente male davvero! Diciamo che riescono a completarsi ed integrarsi vicendevolmente: una maggiore quantità della Loose Matte Mineral Powder mi assicura comunque un make-up leggerissimo, il MINERAL FOUNDATION PHIBEST di Finis Terre gli da corpo, carattere e lucentezza in più, il PR1MER LOOSE POWDER ferma il tutto e bilancia l’eccessivo glow. Vi sembro pazza? …probabilmente…

Ma non c’è base che si rispetti senza delle gote rosee degne di una florida montanara cresciuta e pasciuta in freschi pascoli incontaminati. Bene, il blush è un prodotto che mi piacerebbe variare, ma averne più di un tot, di nuovo, mi sembra un po’ uno spreco (anche perché, per quanto mi applichi, non mi riesce di bucare nemmeno la cialda)! SAVE_20181028_143319Capirete bene, però, che se è in saldo al 50% persino io devo piegarmi all’acquisto: parlo del GREEN ME 02 CORAL VIEW di KIKO. Si tratta di un rosa corallo con un delizioso shimmer oro, luminoso ad immediato effetto bonne mine. Molto probabilmente swatchato sembra più bello e intenso di quel che è realmente: applicato con il pennello perde un po’ di carattere, lasciando una vaga satinatura rose gold; caricare è arduo perché non lo trovo ben sfumabile (sebbene abbia la strada completamente spianata da una base setosa e asciutta…), dunque less is more e buona così.

Un altro grandissimo favorito degli ultimi anni è l’illuminante, senza il quale davvero non si può uscire di casa neanche per fare la spesa: magari in pigiama, ma con l’illuminante, cavolo! Di recente ho finito la mia amata Illuminismo di Neve Cosmetics ma è pur vero che pareva dovesse finire da mesi, ormai. Infatti in vacanza, in via del tutto cautelativa, avevo portato con me anche un eventuale supplente…che in realtà è poi stato l’highlighter ufficiale Irlandese: il MINERAL EYESHADOW LIQUID MIRROR di SAVE_20181028_143135NEVE COSMETICS. Si, è un ombretto ma se date un’occhiata agli illuminanti in voga oggi, capirete bene che non c’è poi una grande differenza: l’imperativo è emanare luce da galassie di distanza. Io, che pure prediligo un effetto nettamente più discreto, mi sono ancora una volta ingegnata nel tentativo di consumare qualche prodotto altrimenti destinato al cestino e, in tutta onestà, devo ammettere che il buon Liquid Mirror, se applicato con mano leggera e ben sfumato grazie ad un fan brush, si va ben ad uniformare perdendo l’aspetto di pagliuzze dorate e regalando un’aurea luminosa e soffusa. L’imperativo, dunque, è less is more, ancora una volta!

Ebbene, nessuna beauty tips da make-up artist, nessun segreto di bellezza, niente che dobbiate tentare di riprodurre: in definitiva un semplice, semplicissimo make-up per chi, come me, desidera cercare d’impiegare al meglio i prodotti che ha, mantenere un aspetto quanto più possibile naturale ….ma meglio della propria faccia al naturale, ecco!

L. 

 

L’arte di applicare un rossetto (BIO)

Si fa presto a dire rossetto. Già…. ma è davvero così semplice applicare un rossetto?
Anzitutto partiamo dalla scelta: naturalmente il nostro gusto ci spinge verso alcuni colori piuttosto che altri, è ovvio. L’esperienza, poi, fa il resto. Pur essendo un amante del ROSSO, ad esempio, so bene che mi sta meglio se ha una punta di rosa al suo interno. Ecco perché ci sembra di avere rossetti tutti uguali, a volte: tendiamo a collezionare tutte le sfumature di colori che amiamo e che sono ampiamente collaudati.
Ancora non è tutto: la nostra carnagione ha un ruolo molto importante (quando un colore CI SBATTE, per intenderci…) ma ancor più importanti sono i nostri denti. Bene, esaminiamoli con occhio critico: ci sono dei colori che esigono denti bianchissimi, splendenti (pensiamo ad un rosa baby, un lilla, in genere i toni di viola…). Se i vostri denti sono bianchi “nella media”, un colore del genere tira fuori anche quel pizzico di giallo che normalmente non si vede. Non so voi, ma questo effetto lo trovo orribile, preferisco evitare certi colori se poi devo rimanere a bocca chiusa e col terrore e l’imbarazzo di mostrare i denti (immaginiamo poi dei denti scuri o ingialliti già ad occhio nudo….. meglio soprassedere del tutto: burrocacao…e via!!).
Le volte in cui avete detto “mi piace troppo, lo prendo anche se mi sta male!!”: fidatevi, non lo avete mai messo.
L’età, lo stile e il buon gusto dovrebbero fare il resto.
Seguendo questi piccoli accorgimenti, a questo punto dovremmo avere in mano un rossetto che perlomeno ci sta bene. Ora tocca all’applicazione, da non sottovalutare. I nostri obiettivi sono pochi e semplici:
a) applicare con precisione;
b) cercare di fare in modo che non se ne vada in giro per la faccia;
c) sperare che duri.
La cosmesi tradizionale sta sfornando prodotti labbra sempre più a lunga tenuta (per quanto comodi e rassicuranti siano, non provate un pizzico di angoscia nel sapere che avrete addirittura difficoltà a struccarli alla sera? Io sì…). Con i prodotti contenenti ingredienti naturali non è così, ma di rossetti buoni e ragionevolmente duraturi ce ne sono. Certo bisogna mettercene del nostro…
1. La mia esperienza mi dice che le labbra vadano idratate durante la notte con una dose generosa di burrocacao, ma al mattino no. Ammesso che non abbiate le labbra particolarmente secche, non dovreste sentirne l’esigenza. Un rossetto naturale contiene già molti ingredienti emollienti ed idratanti che le manterranno morbide. Mi sono sempre intestardita ad applicare sotto il rossetto il balsamo labbra, ma da quando l’ho eliminato mi sono accorta che era un passaggio non solo inutile ma anche controproducente! Per cui denti lavati di fresco e bocca asciutta e pulita!
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2. Lip Locker sì o no? Non lo credevo…. ma sì, sì e ancora sì! L’ho sempre considerato qualcosa di utile per colori molto scuri o vistosi o per consistenze molto/troppo cremose  (in questi casi è indispensabile, effettivamente), ma in realtà è un fido alleato di ogni giorno e di ogni rossetto, la cui stesura non vi porterà via più di 1 minuto, ma che farà la differenza. I Lip Locker sono matite trasparenti (o comunque con colori molto naturali), con cui contornare il bordo esterno delle labbra. Oltre a “bloccare” potenziali sbavature, donerà un effetto ottico “rimpolpante” e di ulteriore precisione! Io ho la Ghost di Nabla (ordinando un rossetto liquido è in omaggio) i cui ingredienti non mi fanno saltare di gioia, ma in fondo si può usare. Anche una matita correttore si può prestare allo scopo!
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3. Contornare le labbra con una matita fa la differenza. Le matite labbra le ho sempre snobbate ma, anche in questo caso mi son dovuta ricredere. Il risultato è più netto & pulito e, in definitiva, più bello e un pizzico più duraturo. Occhio però a contornare esattamente il bordo delle labbra senza sconfinare !! Cosa c’è di più orrendo di tentare pateticamente di ingrandire le labbra in questa maniera??! Si vede, rassegnatevi. Ed è terribile. Anche la scelta del colore è fondamentale: nessuno pretende di trovare lo stesso identico colore del rossetto, ma evitate quegli stacchi in stile anni ’80 (ad es. contorno marrone, rossetto rosa). Sto camminando in un campo minato, me ne rendo conto.
Le Pastello di Neve sono ottime: scriventi, economiche e con una vasta gamma di colori!!
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4. OPZIONALE: Se avete le labbra molto pigmentate e i rossetti chiari praticamente si “perdono”, un lip-eraser è da prendere in considerazione. Ma non compratene uno apposta! Un tocco di correttore, meglio se in formula cream-to-powder, andrà più che bene (e si presterà anche come primer, io lo uso per questo, a dire il vero….ma non sempre). Il Nascondino di Neve è un buon compromesso, specie se avete sbagliato completamente il colore e dovete pensare ad un uso alternativo pur di consumarlo.
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5. …e finalmente, il rossetto!! Non esageriamo con la quantità, specie vicino ai bordi e agli angoli della bocca! E andiamoci piano anche le rimestate, gli smack-smack, gli strusciamenti tra labbro superiore e inferiore: rischiamo di rovinare tutto il lavoro di precisione precedente. Si stende il rossetto dallo stick, e si amalgama delicatamente cercando di coinvolgere nel movimento solo il centro delle labbra.
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Ora sta a noi cercare di “controllarci”: quando beviamo/mangiamo ricordiamoci di star indossando un rossetto, teniamo uno specchietto a portata di mano…e di tanto in tanto è bene fare un CHEESE (il rossetto sui denti non lo auguro alla mia peggior nemica!! Possibile che nessuno l’abbia detto alla Parodi durante la finale di Bake-Off dell’anno scorso???!)
L.

Don’t call me Kylie Jenner!

Dopo aver assistito al dilagare del fantasmagorico contouring alla Kim Kardashian, poteva esimersi Kylie Jenner dall’appropriarsi addirittura di un colore?
Ebbene, se avete di fronte un rosa spento con una punta di malva sappiate che siete di fronte ad un colore alla Kylie Jenner.
La sottoscritta che si credeva immune da queste sorta di contaminazioni, si ritrova un po’ in fissa con questo colore, lo ammetto. Nonostante il fatto che ai tempi in cui la Kylie era in fasce io avessi quasi diritto di voto, è un colore adatto a tutte le età e non particolarmente difficile da indossare (se siete molto chiare con capelli molto scuri, l’effetto cadavere potrebbe essere in agguato).
Si sappia che considero colore “alla Kylie Jenner” anche tonalità più tendenti al nude, purché sempre con la famosa “punta di malva” (lo dico perché potrei essere contestata dalle puriste Kardashian/Jenner!).
 
WP_20151105_21_56_08_ProNeve Cosmetics Duebaci Virgin N.M605
Questa Duebaci fa parte della collezione ad ispirazione anni ’80, a cui ho resistito stoicamente (fino a poco meno di un mese fa). Sulle prime ho ritenuto non mi donasse particolarmente….anzi, diciamola tutta: la prima volta mi sono addirittura struccata!! Ma poi abbiamo familiarizzato ed ora mi piace moltissimo! La caratteristica delle Duebaci è quella di creare una sfumatura quasi in contrasto tra contorno e resto delle labbra: in questo caso il malva scuro si contrappone al beige freddo. L’effetto finale è piuttosto sofisticato e crea quel tipico affetto volumizzante naturale.
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Neve Cosmetics DueBaci Virgin

Sante Shiny Terra N.13WP_20151105_21_54_02_Pro
Potrebbe sembrare un semplice nude un po’ “luminoso” per così dire. Ma nonostante il suo “shiny” sulle labbra rimane un colore piuttosto spento, nude sì ma con una lieve tendenza violacea. Questo per me è un rossetto storico, ce l’ho da un bel po’ di tempo e ancora non mostra minimamente i segni dell’età, per così dire. E’ pastoso, fa strato e dura tantissimo sulle labbra (inoltre anche senza disegnare il contorno rimane ben fermo al suo posto!). I rossetti di Sante non godono di particolare popolarità e me ne domando il perché, viste le eccellenti prestazioni. Forse i colori proposti non sono il massimo in fatto di glam, ma tutte abbiamo bisogno anche di colori basic, in fondo (o no?)
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Sante Shiny Terra

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Lavera Rosewood

Lavera Rosewood N.08

Questo è andato di sicuro fuori produzione, ma sono certa che in qualche negozio fisico con rotazione prodotti un po’ bassina (quei NaturaSì con l’espositore Lavera tutto impolverato, avete presente?), possa essere magari ancora reperito. Rosa antico chiaro, freddo e spento dal finish lucido. Questo per me è il tipico “rossetto dell’ultim’ora”, quando sono le 08.05 del mattino e dovrei essere già ragionevolmente in macchina e non davanti allo specchio in preda al panico: non c’è bisogno di contornare le labbra e, in verità, se anche non state particolarmente attente durante l’applicazione, non succede nulla (non sembrerete Jocker, per intenderci)! Il finish lucido farà storcere il naso a molte (lo so che non si usa più…), ma a me non dispiace!
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WP_20151104_23_19_28_ProLadyLya smalto N.954
Se io potessi indossare tutti i giorni lo stesso smalto, sceglierei questo senza ombra di dubbio! Questo prodotto ha generato in me una vera e propria fissazione: è uno stupendo rosa antico/malva senza riflessi/perlescenze. Il tipico colore che, spesso, rimane un po’ in trasparenza sull’unghia ma che in questo caso risulta pieno e con le canoniche 2 passate avrete una manicure autunnale estremamente raffinata! Detto da me che invero non amo colori “neutri” sulle unghie, questa è una straordinaria eccezione! Sono sicura che l’espositore LadyLya del mio Ipercoop mi riservi qualche altra perla finora passata inosservata, dovrò assolutamente accertarmene!
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LadyLya smalto 954

Anche in questo caso la famiglia Kardashan/Jenner non ha inventato nulla di nuovo: questo colore, in fondo, altro non è che il classico MAUVE in tutte le sue declinazioni, un cult degli anni 90 che io indossavo già allora … (ma non perdiamo tempo a fare inutili calcoli)!
L.

IL TRUCCO C’E’ (E SI VEDE)

Con il passare del tempo i nostri gusti e le nostre necessità cambiano, si sa; in fin dei conti cambiamo noi, cresciamo e ci modifichiamo e di conseguenza tutto ciò che ci circonda viene sottoposto ad attenta analisi: è opportuno vestirmi ancora così? i capelli lunghi sono da lasciare alle ragazzine? e, soprattutto: il trucco m’invecchia?! A volte mi verrebbe da mandarmi da sola al quel paese: non posso continuare a truccarmi e vestirmi come diavolo voglio senza farne un caso di stato?! 

(…e dove sarebbe il bello?) 🙂

Siamo tutti d’accordo: il make-up fa miracoli e, quanto più talentuosa è la mano che lo applica, tanto più è sconvolgente la differenza tra il prima e il dopo! Non è affatto un caso che si rimanga di stucco nel vedere le star paparazzate senza trucco, desiderando ardentemente essere la migliore amica del loro make-up artist. Il mio rapporto con il make-up, invece, è messo profondamente in discussione. 

La prima, dura, rottura si è verificata ormai una decina d’anni fa, dal mio desiderio di recuperare una indipendenza dal trucco: quando ti accorgi che devi truccarti per andare al supermercato all’angolo a comprare lo yogurt, quando ti pesa incredibilmente essere vista senza trucco, quando stenti a riconoscerti a viso pulito… ecco, questi sono segnali preoccupanti…per cui addio ombretti, eye-liner e kajal…

Poi ci sono state ragioni di praticità, risalenti ormai ad un paio di anni fa: addio mascara e quell’odiosa macchiolina che mi si creava all’angolo esterno dell’occhio facendomi apparire ancor più stanca e sfatta di quel che già ero…

Ora mi sono posta un problema puramente estetico: semplicemente non mi piaccio più con il make-up…o meglio: meno trucco ho, meglio sto.

Tutto questo preambolo per arrivare all’evoluzione del mio everyday make-up, come lo chiamano quelle brave! E, sembrerà assurdo, ma ridurlo all’osso comporta molto più tempo e molta attenzione: una pennellata di troppo ed è finita!

Partiamo dal viso pulito con crema idratante: il già citato Flat Perfection (QUI) che pure è universalmente giudicato poco coprente, per me sta diventando davvero troppo; la soluzione è stata cambiare pennello: un comune kabuki o un flatbuki, pennelli in genere più densi e compatti, assicurano tutta la coprenza che un fondo può permettere. Io li ho accantonati in favore di un pennello da cipria, generalmente grande e meno fitto. La situazione già migliora! I flat, invece, li lascio per periodi d’emergenza in cui volente o nolente ho necessità di un tot di coprenza in più.

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Flat Perfection, Neve Cosmetics

Per il correttore (il “Fairly Light” di Elemental Beauty) uso un pennello sagomato da blush/illuminante: dopo aver prelevato il prodotto gli do una bella “scrollata” fino a quando è uniformemente distribuito sulla superficie del pennello, per un’applicazione ultra leggera (meglio le occhiaie che i segni d’espressione evidenziati da troppo prodotto!). Nel caso specifico di questo correttore, che pure in passato mi era tanto piaciuto (e ora non me ne spiego il perché), devo utilizzare un pennello inumidito da un idrolato per riuscire di fatto a “correggere” qualcosa (di buono c’è che non finisce nelle “pieghette”, ma bisogna lavorarci! Pelli secche: astenersi!). Nell’angolo interno dell’occhio si procede con un altro correttore (“lime” di Minerale Puro, QUI): concepito per tutt’altro scopo, lo trovo invece utilissimo per rischiarare quella particolare area con un color lattementa appena percettibile, discreto ed originale! Sempre in quantità modiche e con un pennello da sfumatura!

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Fairly Light, Elemental Beauty & Lime Minerale Puro

Sopracciglia: altro giro, altro cruccio. Le sopracciglia ben delineate sono state sempre per me una specie di fissa. Oggi (e non chiedetemi il perché), non riesco più a tenerle in “posa”, non riesco a domarle in alcun modo! Per cui mi sembra ovvio alleggerire il ritocco: che senso ha un sopracciglio ben scurito se poi gli odiosi peletti non stanno in ordine?! Ho pensato anche all’opzione gel…ma basta sbattimenti: un tocco di matita “Brown” di Benecos molto ben sfumata è più che sufficiente!

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Eyebrow Designer Brown, Benecos

A tutto viso un velo del duo bronzer “20 Sunny Bronze” di Alverde (bottino di una delle mie scorribande al DM…) e, in fatto di guance, i blush del periodo sono sicuramente il Flamingo di Alverde e lo Urban Fairy di Neve (molto di più il primo del secondo, in verità…. i blush compatti/pressati danno sempre più controllo sulle quantità prelevate). Step fondamentale è l’illuminante, anche se sempre molto discreto: per questo preferisco applicare una cipria luminosa (come la compianta Gold Dust di Neve… che penso potrebbe essere sostituita con Illuminismo, quando mi lascerà): parte alta dello zigomo, arcata sopracciliare e cupid’s bow appaiono così lievemente rischiarati..

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Sunny Bronze, Alverde

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Flamingo, Alverde; Urban Fairy & Gold Dust, Neve Cosmetics

Mio unico vezzo è rimasto il rossetto, anzi… direi che è in controtendenza rispetto al resto: negli ultimi tempi non mi faccio problemi ad uscire con un bel rosso intenso già alle 8 del mattino. Sto cercando di lavorare sulla tenuta, rispolverando l’uso delle matite contorno labbra o di un velo di correttore in stile lip eraser/primer …. ma tutto ciò merita davvero un capitolo a parte!

…..that’s all folks!

L.