what about RED?

<<Tornando da Spencer, feci tappa da Rexall e comprai a Lillian i tre articoli da toletta che giudicavo indispensabili: uno spazzolino da denti, una spazzola per capelli (di quelle costose con il manico di legno e le setole naturali, di fabbricazione inglese), e un rossetto rosso fuoco di Elizabeth Arden, chiamato Rosa Flamenco>>*

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L’azienda lo definisce “Tonalità rosso acceso, rubino, prezioso, attraente. Passionale” …insomma, tutto quello che un rossetto rosso dovrebbe essere, quale pura essenza di seduzione…ed è per questo che l’ho voluto fortemente nella mia collezione. Avevo inoltre ricevuto moltissimi feedback positivi riguardo questi rossetti e non vedevo l’ora di poterne testare la qualità! Iniziamo con il dire che è un prodotto 86% NATURALE,
100% MADE IN ITALY & CRUELTY FREE.

Il bullet risulta essere un po’ duro alla stesura, nonostante il caldo, il che è un bene in quanto si presta ad essere portato in giro piuttosto che in vacanza senza timore che si disintegri; d’altro canto l’applicazione non è il top in fatto di confortevolezza. Ad ogni modo il rilascio di colore è pieno ed immediato: non ritengo necessiti di una matita contorno labbra, ma per una maggiore precisione probabilmente l’uso di un pennello può tornare utile (direttamente dal bullet si riesce tranquillamente ma proprio in virtù del fatto che resti piuttosto duro, pecca un po’ di definizione). Ovviamente anche una lip-locker è sempre beneaccetta, anche se non indispensabile! Mi piace il fatto che non si trasferisca sui denti, neanche appena applicato! Non è no-transfer ma ad onor del WP_20180708_12_03_07_Provero non lascia troppe tracce sulla classica tazza di caffè, per intenderci, se siete del partito odio l’impronta del rossetto (a proposito! Sopravvive in tutta tranquillità a caffè e spuntino). La sua texture è un po’ spessa e secca e tende un po’ a sgretolarsi con il trascorrere delle ore: tentare di ricompattarlo a secco è impossibile, tantomeno a ritoccarlo: o vi aiutate ammorbidendolo con un po’ di balsamo labbra oppure meglio toglierlo e riapplicarlo ex novo! Quando si asciuga il confine con la mucosa diventa piuttosto evidente, ma si camuffa facilmente grazie al suo colore: parlando di colore, che dire, è per cuori forti e sfrontati! Estivo, brillante, infuocato! Denti gialli e labbra secche astenersi, prego!

 

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Ho desiderato fortemente questo rossetto ogni volta che l’ho visto nel suo bell’espositore da Acqua & Sapone anche semplicemente per puro scopo collezionistico: trovo che il suo pack in cartone con questa bellissima grafica sia delizioso! Parliamo inoltre di un prodotto certificato Cosmetici Biologici e Nickel tested, con 100% di ingredienti naturali e biologici (con alcuni ingredienti di pregio, quali Olio di Bambù, di Oliva, di Argan, di Ricino e o.e. di Arancio Dolce): dunque una formulazione che ha un suo perché!

L’applicazione e la permanenza sulle labbra sono molto confortevoli: la stesura è facile, è scrivente e fa poco spessore, dunque non lo si percepisce addosso. Altrettanto semplice da ritoccare direttamente dal bullet ma anche tranquillamente sfregando il labbro inferiore e quello superiore (in quel movimento che in genere definisco in modo professional “reimpasto”, tanto per intenderci). La pausa caffè lascia tracce sulla bocca (i due classici punti agli angoli WP_20180708_12_05_43_Prodove poggia la tazza e che restano più chiari). Questo rossetto teme il caldo ed io non lo porterei in giro  cuor leggero anche per il suo pack un po’ delicato (anche se in cartone, è molto più solido di quello Alva, ad esempio, e la chiusura è perfettamente ermetica). Tuttavia nonostante le alte temperature non sbava, anche senza matita, l’ho provato (magari avendo comunque l’accortezza d’incipriare il contorno delle labbra a mo’ di barriera assorbente, ci siamo capite)! Ad alcune ore dall’applicazione il confine con la mucosa si secca ed è piuttosto evidente: in questo caso il reimpasto è possibile ma il risultato non è ottimale! Unico appunto, il colore: proponendo un unico rosso in gamma avrei optato per un rosso classico ed intramontabile invece che una tonalità spiccatamente mattone. Parere personalissimo, per carità, ma è comunque un colore che preferisco usare in inverno!

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Molte, molte aspettative purtroppo disattese. Un lipstick dichiaratamente MAT, con buoni ingredienti (Olio di Ricino, cera Candelilla, cera Alba, cera di bacche Rhus Verniciflua, Vitamina E…) alcuni dei quali di origine biologica (olio di semi di Girasole, burro di Karitè, olio di Argan…), certificato Natrue e piuttosto economico: cosa chiedere di più? Performance, ecco cosa.

Il rilascio colore è scarso e le labbra vanno contornate per forza soprattutto per dare una parvenza di definizione! Anche sull’aspetto della durata non ci siamo: tende ben presto a sbiadire e il confine con la mucosa si evidenzia prima degli altri rossetti già citati. La situazione si riesce più o meno a sistemare, meglio con l’ausilio di un dito: il dramma è scongiurato ma il risultatoWP_20180708_12_07_21_Pro non è il top, diciamocelo! Anche questo rossetto teme il caldo, ma almeno con il bullet più morbido (ma mai sciolto!) si riesce ad applicarlo meglio grazie ad un rilascio colore un po’ più carico (resta di fatto che in ogni caso va contornato, fidatevi)! Devo inoltre segnalare una spiccata tendenza a raggrumarsi e sgretolarsi, che peccato! Anche il colore non è un rosso da conquista, se capite cosa intendo: è blando, senza nessuna caratteristica cromatica degna di nota. Un rosso per chi non vuole osare, anonimo e più indicato per la stagione autunno-inverno.

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Vi parlo con molto piacere di questo prodotto in quanto, proprio in questi giorni trovate l’intera collezione Green Me di Kiko scontata del 50% (ammetto che questo genere di tempismo normalmente non mi appartiene). La Green Me è una edizione limitata di Kiko ad ispirazione, per così dire,…naturale. Tuttavia non tutti i prodotti dal mio punto di vista hanno inci che invitano all’acquisto e francamente vi suggerisco comunque di darci uno sguardo (disponibili anche sul sito, se voleste controllarli in tranquillità da casa).

Tornando al matitone rossetto/fard non è un mistero che mi sia piaciuto, tutt’altro. L’ho amato dal primo istante e così tanto da averne acquistato un altro (non sia mai dovessi perderlo o che so io): quando vado di doppioni, la cosa è significativa (meglio: preoccupante).

Mi piace moltissimo, è pratico e veloce nell’applicazione, riesce ad essere al tempo stesso valido per i contorni e i lavori di fino, ma rapido per riempire tutta la bocca. Texture liscia e scorrevole, colore saturo da subito, cremoso e confortevole. E’ il tipico rossetto di cui fidarsi, quello che si indossa nelle occasioni speciali, per un appuntamento o semplicemente da portarsi in borsa. Mi sbilancio: lo porterei tranquillamente in vacanza….e chissà che non lo faccia davvero, WP_20180708_12_09_09_Properché ha tutto quel che serve per essere un delizioso e affidabile compagno di viaggio! Si applica e si ritocca con facilità, ha un formato compatto e il tappo è ben saldo. Non necessita di altro per essere perfetto ed è superfluo anche munirsi di temperamatite (in dotazione) in quanto prima di doverlo appuntare con molta probabilità sarete già tornate, piangenti, dalle ferie. E poi…vogliamo parlare di questo concentrato di sofisticata seduzione? Non vorrete mica non infrangere qualche cuore straniero! Un rosso pieno, vibrante, goloso ed invitante! E’ acceso ma con una punta di fucsia a renderlo sufficientemente freddo da non farvi dubitare del bianco dei vostri denti (che poi non è mai abbastanza, detto fra noi). Ciliegie candite ne abbiamo? Servitevi…

<<Lillian ci raggiunse un attimo dopo con un prendisole senza maniche e, constatai con piacere, il rossetto rosso acceso che le avevo comprato>>*

*Alle cinque al Plaza, K. Mosby

L.

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Beauty check-list per un party

Una serata, un party, un matrimonio, vanno affrontati con una scrupolosa preparazione, che culmina il giorno incriminato ma parte con un ragionevole anticipo. Già, perché non crederete di far tutto a poche ore dall’evento, giusto? La fretta e l’ansia da prestazione, possono generare piccoli e grandi incidenti beauty, che immancabilmente rovinano il giorno tanto atteso! E dunque questa è la mia check-list messa a punto negli anni e perfezionata con l’esperienza, per non arrivare impreparate: quel che secondo me si può fare il giorno stesso, la sera prima o con un cinico anticipo…perché non si sa mai! 

…la settimana prima..

Tutto, ma i peli no. No depilazione, no party…ok? Su questo punto non transigo, lo sapete.

Ebbene la depilazione va affrontata da una certa distanza, a mio avviso. Certo, essere fresche di ceretta ha i suoi indiscutibili vantaggi, ovvio, ma nasconde anche delle insidie. Il classico bidone dell’ultimo momento, ad esempio: quante volte vi è capitato che la vostra estetista vi annullasse l’appuntamento? A me, purtroppo, sì. PANICO. Andrete peregrinando da un centro estetico ad un altro elemosinando una ceretta che immancabilmente non potranno farvi perché generalmente ci troviamo già al ridosso del week-end e non hanno neanche 10 minuti di buco dove infilarvi. Sembra che tutti debbano depilarsi esattamente in quella che pare essere la giornata nazionale contro i peli superflui. Finirà che troverete un’estetista sconosciuta che vi chiederà il doppio della tariffa, ad un orario impossibile facendo un pessimo lavoro. E le sarete pure grate. Questo ci porta dritte dritte ad un’altra possibile conseguenza disastrosa: l’errore con la ceretta…si paga. Vi è mai capitato che vi strappassero un po’ di pelle? Che poi è sempre colpa tua, perché sei troppo idratata o troppo poco o perché hai Giove in Saturno e via discorrendo. Tra l’altro, vi strappano la pelle…lasciando lì i peli: inspiegabili misteri della fisica che solo loro sanno. Pregando poi che vi sia accaduto in posti nascosti agli sguardi altrui, altrimenti andrete in giro con delle belle chiazze rosse stile scottature che giustificherete nei modi più fantasiosi…perché parlare di depilazione è poco chic! Dunque, concludendo, la ceretta completa va affrontata fino ad una settimana prima, per scongiurare bidoni e tentare di lenire incidenti di percorso: lasciamo al giorno prima eventuali, innocui, ritocchi!

 

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tinte per capelli Villa Lodola

Anche la tinta ai capelli va approcciata con furbizia, io direi sempre circa 1 settimana prima. Innanzitutto, a ridosso dell’evento avrete così tante beauty-cose da fare che vi rincrescerà moltissimo perdere un bel po’ di tempo per tingervi quei maledettissimi capelli bianchi: potreste azzardarvi a farlo ugualmente, ma con la fretta vi verrà male, fidatevi. La tinta richiede il suo tempo, vi piaccia o no. E una volta che la fate, dedicatevi. Senza contare qualche altro dettaglio pratico: potrebbe darsi che vi macchiaste, perché no. Non vi è mai successo? Ebbene, in queste occasioni capita sempre, fidatevi. Potreste, dicevo, macchiarvi la fronte o molto più probabilmente il collo o le orecchie. Nella migliore delle ipotesi ve ne accorgete in tempo, guadagnandoci giusto la pelle un po’ arrossata post sfregatura; nella peggiore….non ve ne accorgete nemmeno (parlo di collo e orecchie, perché sulla fronte è un po’ difficile) ed andrete tutte in tiro ma con inquietanti macchie scure qua e là. E poi…vogliamo parlare di quant’è antiestetica quella sfumatura colorata che assume la cute immediatamente dopo la tintura? Meglio mettere almeno 2 lavaggi tra tinta ed evento, per detergere a fondo, far scaricare il colore nei posti indesiderati e scongiurare figuracce. Se fate l’hennè, poi, date il tempo anche all’odore di andar via!

 

..il giorno prima…

Ok, il peggio è passato, il grosso è fatto. Siamo giunte alla sera prima e potrete in libertà dedicarvi ai ritocchi del caso. In primis una passatina di silk-epil io la farei, tanto per metterci al sicuro. Il silk-epil poi, è un amico fidato per i ritocchi ed è a prova di incidenti & imbranataggine.

La delicata zona del labbro (il baffetto, per intenderci) è un’altra storia: se, dopo una scrupolosa ispezione, ritenete con una mano sul cuore di non necessitarne, evitatelo. Come sopra: la ceretta è insidiosa e, quel che normalmente va liscio (specie se dovete trascorrere una settimana in solitudine con l’influenza),  è inversamente proporzionale all’importanza dell’evento. Quindi se possiamo, evitiamolo. Ma se è da fare, si fa, c’è poco da obiettare: la sera prima è sempre l’ideale! Abbiamo una notte intera per far sbiadire il rossore! …e incrociamo le dita!

 

 

Il ritocco alle sopracciglia è imprescindibile, ma sempre da confinarsi alla sera prima: no ceretta, sì pinzetta. E, per carità, non è il caso di sperimentare nuove forme: teniamo a freno la fantasia e limitiamoci a ripulire quel che è spuntato fuori dal seminato. E se vi può sembrare un’operazione innocente…pensate al classico pizzicotto da pinzetta che capita di rado e che sicuramente vi attende al varco! Non vi è mai successo? Questa volta sì, credete a me e non rischiate di andare in giro come dopo un incontro di pugilato.

It’s time!

Ok, ci siamo! Il giorno tanto atteso è arrivato…ma non siamo ancora pronte! La manicure, ad esempio, è una brutta bestia. Se credete di affrontarla un’oretta prima che inizino i preparativi, quelli seri, vi sbagliate: avrete bisogno della piena manualità e non potete permettervi di stare con le mani per aria mentre avete un restauro da mettere in pratica, vi pare? Generalmente se la fate in casa, avrete nel tempo già consolidato un approccio, un momento della giornata in cui incastrarla. La sera della vigilia, prima di andare a dormire perché no? Va benissimo se vi coricate come Tutankhamon, specie d’estate funziona alla grande. D’inverno personalmente ho troppo freddo e devo mettere le mani sotto le coperte, con risultati disastrosi al risveglio! Da qualche mese ho abbinato la manicure alle lezioni d’inglese: so che dovrò restar seduta per almeno un’ora e il mouse è l’unica cosa che dovrò impugnare. Quindi, il giorno dell’evento, si fa lezione, non si scappa!

Tutto il resto fa parte delle grandi manovre a poche ore dall’inizio. La parola d’ordine è NON IMPROVVISARE, TESTARE, SPERIMENTARE. Quel che facciamo abitualmente andrà più che bene: meglio un risultato sicuro anche se nella media, che un potenziale disastro inseguendo la promessa di qualcosa di strabiliante.

Io parto sempre con il lavarmi i capelli (parrucchiere? Anche no). Ho cura di non cambiare assolutamente nulla, né i prodotti, né i passaggi e i gesti. Mi servono essenzialmente capelli puliti e un bel riccio, per ottenere il quale niente è meglio di un plopping medio-lungo: da qui il perché io parta dai capelli, ma non solo. Con il turbante in testa è tutto più pratico, dalle maschere alla doccia e al make-up (senza dover raccogliere i capelli rischiando di sciupare la piega). Se non vivete da sole, a questo punto ritengo sia il caso di avvisare gli altri membri della famiglia di fare ORA o MAI PIU’ i loro bisogni, perché non uscirete tanto presto dal bagno. Portatevi una bottiglia d’acqua e generi di prima necessità, in caso di mancamento o calo di zuccheri (o fame nervosa).

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1.Maschera Purificante Dr.Hauschka  2.Maschera Rivitalizzante Dr.Hauschka  *COMING SOON*

Per prima cosa tocca alle maschere, sì…al plurale. Perché l’interrogativo è: purificante o rivitalizzante? Cosa prescrive il manuale della perfetta first lady: pelle pulita o incarnato radioso? Ma perché scegliere? Io le faccio entrambe: naturalmente parto con una bella maschera che purifichi a fondo SENZA aggredire (altrimenti va fatta il giorno prima), seguita a staffetta da una rivitalizzante che mi dia un effetto mise en beauté immediato! Contemporaneamente inizio a fare il bagno o la doccia, di modo che i vapori sprigionati aiutino i pori a dilatarsi e le maschere possano meglio agire (senza contare la comodità di risciacquarsi il viso direttamente nel box). Con i capelli umidi nel turbante e le maschere che si passano il testimone, posso dedicarmi alla body care. Via libera a spazzolature a secco, guanti di crine e scrub, purché abbiate già assodato che i rossori del caso sbiadiscano dopo poco! Per il resto nessuna regola in particolare, salvo una: nessun prodotto troppo grasso. Gli abiti in velluto, seta o in generale in tessuti impalpabili, tenderanno altrimenti ad appiccicarsi addosso e, a parte il fastidio, potreste facilmente ritrovarvi con striature biancastre o aloni di unto (molto facile che accada su georgette e organza). Regolatevi in base al vostro outfit: magari un goccino d’olio sulle aree scoperte per dare un tocco di glow che non guasta mai! Ma con moderazione! Non vogliamo sembrare appena uscite dalla friggitrice!

 

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1. rossetto 01 Elegant Red, Neobio  2.Radiant Fusion Baked Powder 02, Kiko  3.Mineral Foundation Phibest 2.5N Over Light, Finis Terre  4. Mineral Highlighter Liquid Mirror, Neve Cosmetics  5.Primer Loose Powder, PuroBIO 6. blush 02, PuroBIO  7. duo-bronzer 20 Sunny Bronze 8.smalto 8-free Tulipano Nero, Vive la Vida  9. DueBaci Masquerade, Neve Cosmetics

Avvolte da una preziosa vestaglia in seta (in pile, nel mio caso), potrete finalmente lasciare il bagno in favore del vostro vanity table e dare inizio alla magia del make-up! Per me non esiste un trucco da sera, lo sapete. Mi trucco ogni giorno come mi piace, con base leggera e labbra ben in evidenza…e poco importa se sono le 8 del mattino. Abbiate cura di scegliere una combinazione che si sia rivelata affidabile e duratura, una base che non lucidi troppo e un rossetto che sia ben stabile e facile al ritocco!  Puntate su un look che vi faccia sentire voi stesse e pienamente a vostro agio! Altrimenti sembrerete delle bambole dalle facce semi-paralizzate. Importantissimo!! Non truccatevi da vestite, regola d’oro!! Soprattutto se usate polveri, potrebbe essere la fine!!

 

A questo punto, sempre rigorosamente nella vestaglia di cui sopra, potete procedere

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Eau de Toilette Bergamotto & Patchouli, Phytorelax

all’asciugatura dei capelli e solo alla fine, vestitevi. Ma prima scegliete con cura un profumo che sia adeguato ma che, soprattutto, abbia un minimo di persistenza (con i profumi naturali o pseudo-tali questa è la maggiore difficoltà). Non-spruzzate-il-profumo-sui-vestiti, vi prego. I profumi a volte macchiano in modo praticamente indelebile i tessuti e non ci sarà lavanderia al mondo che potrà porvi rimedio (quel top in pizzo macchiato nell’estate del 99 con il profumo alla vaniglia di Yves Rocher è un ricordo indelebile nella mia memoria).

 

Cos’altro? Siate assolutamente, completamente ed indiscutibilmente favolose. E se ci riuscite, divertitevi pure!

L.

 

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E in borsetta? Anzitutto adoro le Clatch, ma vuoi mettere la comodità di una piccola tracolla? 1. d’obbligo per me una pochette con zip, all’interno della quale mettere le cose di fondamentale importanza (questa l’ho acquistata a Berlino, com’è facilmente intuibile) 2. Patente e soldi…che non si sa mai!  3. fazzoletti di carta, specie in inverno il naso che cola può rovinarvi una serata!  4. chiavi, ovvio  5.inseparabile specchietto (se vi guardate nel cellulare no, non è lo stesso) con Maria Antonietta preso a Versailles  6. prodotti labbra per il ritocco, che nella maggior parte dei casi non farete nemmeno.

 

 

 

 

da 100 a 10 senza passare dal VIA!

Non voglio apparire bella. Voglio esserlo.

Questo è quello che ho maturato da una decina d’anni a questa parte ed è questa consapevolezza che mi guida in tutto quello che faccio. Non compro il tale vestito perché mi fa sembrare magra. Io voglio esserlo. Non voglio che il mio viso appaia bello e armonioso. Voglio che lo sia. Ed è proprio la banalità di questo desiderio a renderlo, spesso, irraggiungibile. Già, perché se ci pensate, non bisognerebbe far altro se non ridurre il superfluo, guardare all’essenziale, utilizzare solo quel poco che basta a valorizzare, pur rimanendo noi stesse protagoniste assolute e non il make-up. Quante volte ci siamo sentite dire: “che bel trucco hai!!” e non “che bel viso hai!!” e, in fondo, ne siamo state anche contente! Tanto tempo fa ho capito che questo non mi bastava più. Per quanto io amassi il make-up, nel senso più ampio e completo del termine, beh…amavo di più me stessa. Volevo tornare indietro ed imparare a piacermi di nuovo come ero e non come abilmente mi mascheravo. Così, dall’oggi al domani via l’ombretto! Poi è stata la volta di matita e eye-liner….poi ancora del mascara….e del fondo….e niente per le sopracciglia…e piano piano nel corso degli anni sono passata da 100 prodotti utilizzati a 10, ma tanto per esagerare e fare cifra tonda: potrei usarne la metà, volendo. E’ stato scioccante, all’inizio…e poi divertente….e che sollievo, infine!

Se ti secca essere vista senza trucco e tu stessa stenti a riconoscerti e fuggi gli specchi…beh: è giunta l’ora di fare inversione e tornare al tempo in cui il trucco ti abbelliva ma non ti sostituiva. Se il pensiero di applicare questo e quello ti pesa, e ancor di più il monitorarlo, ritoccarlo, struccarlo ….la festa è finita… e i trucchi se ne vanno.

Non è solo una questione di tempo e praticità: per realizzare il mio make-up posso impiegare 5 minuti come mezz’ora, se ho tempo e voglia (ricordiamoci che rimane sempre un gioco bellissimo, se siete voi il MASTER). Oggi quel che mi basta per sentirmi perfettamente a mio ago, in giorni feriali e festivi, a Natale come in un qualunque venerdì, si può sintetizzare così:

  1. Polvere di Perla. Mi piace applicarla sul contorno occhi, a metà strada tra il trattamento (per conoscere i suoi molteplici benefici, clicca QUI) e l’effetto opacizzante e rischiarante di una polvere cosmetica! Ce l’ho da un po’ e volevo inventarmi un modo per poterla utilizzare quotidianamente visto che mi ero resa conto di averla accantonata! Piace a me e al mio contorno occhi! Modificate in Lumia Selfie
  2. Correttore. Questo, ad esempio, è uno di quei prodotti che continuo ad adoperare (e non sempre) solo perché ce l’ho e mi dispiace lasciare inutilizzate le cose (compro molto, è vero, ma finisco sempre tutto!). Quello che mostro in questo post è il Fairly Light di Elemental Beauty, comprato un milione di anni fa, naturalmente in full size, non sia mai che un giorno tutti i correttori del mondo finissero ed io rimanessi senza. Oggi, per i miei gusti, è un po’ troppo coprente e la polvere grossolana. Ma se steso in piccole quantità con un pennello non troppo fitto (trovo ideali i pennelli angolati da Blush/Highlighter), l’effetto non è poi così male! In caso contrario tende ad evidenziare le linee d’espressione, ma solo dopo un bel po’ di ore: occhiaie tutta la vita ma MAI effetto incartapecorito, vi prego!! E poi quell’ombra sotto gli occhi non è tremendamente seducente?Modificate in Lumia Selfie
  3. Cipria. Ad essere onesta la cipria potrebbe in tutta tranquillità sostituire completamente il correttore e molto spesso lo fa. E’ il primo, vero elemento che, oggi, non può mancare nella realizzazione del mio make-up. Se esistesse un prodotto realmente indispensabile…ecco, sarebbe proprio lei. Attualmente continuo ad usare con soddisfazione la Radiant Fusion Baked Powder 02 di Kiko (ricordate? Ne avevo già parlato di recente QUI….) e credo che la userò ancora per molto perché non solo dura tanto ma, approfittando dei saldi estivi, ne ho presa un’altra di scorta (sempre per il principio: vuoi vedere che tolgono qualunque cipria dal mercato e poi, oh mio Dio, come farò??). Il risultato che voglio ottenere, e che di fatto solo una cipria può garantire, è uniformare il colorito, cercando di mitigare rossori e qualche imperfezione. Nient’altro. Non cerco coprenza, non desidero un’incarnato perfetto: quel che voglio è avere una bella pelle, nei limiti delle mie caratteristiche e possibilità. E questo si può ottenere solo lavorando sulla skin-care. Se la mia pelle non sta bene quel che m’interessa è aiutarla a star meglio e non far sì che appaia bella. Inoltre la consapevolezza di non poter contare su un fondo coprente fa si che si riesca a controllare quel fatidico impulso in preda al quale ci si distrugge, inutilmente, la faccia quando andiamo in cerca davanti allo specchio di brufoli e/o punti neri non visibili ad occhio nudo (prima) o perlomeno ad essere meno cruente! Naturalmente nei giorni in balìa di nemici ed imperfezioni, maledico me stessa e la mia continua voglia di concretezza!Modificate in Lumia Selfie
  4. Terra. Ritengo che sia, anch’essa, una componente potenzialmente indispensabile. Dopo aver reso l’incarnato uniforme, infatti, si presenta l’esigenza di andare a scolpirne nuovamente i volumi in quanto l’effetto precedente ha appiattito il viso rendendolo una sorta di disco lunare (si spera senza crateri). Non faccio un vero e proprio contouring, è una pratica in cui non credo particolarmente e non m’interessa: mi basta far riemergere gli zigomi dall’appiattimento e poco altro, senza contare il fatto che mi piace portare l’ombreggiatura fin quasi alle tempie, in maniera molto sfumata, s’intende! La gemella di questo duo di Alverde (20 Sunny Bronze) l’ho mostrata in un post giurassico, in cui più o meno ribadivo questa mia attuale tendenza a ridurre il make-up: non è la stessa, è solo l’ultimo pezzo delle mie scorte DMmiane quando mi trovo all’estero pensando che in Italia non sarò in grado di reperire una terra, ovviamente…quindi perché non comprarne 2 o 3 di scorta, non si sa mai? Grazie al cielo è l’ultima e si appresta, lentamente, alla fine.Modificate in Lumia Selfie
  5. Blush. Sono perfettamente a posto anche solo con la terra, ma un tocco di blush non si nega a nessuno! E’ un cosmetico di cui non faccio largo uso: ne ho alcuni in polvere libera che tuttavia in questo periodo della mia vita trovo scomodo adoperare (da “luna” a Heidi è un attimo!), mentre il n.02 di PuroBIO mi piace molto, per la facilità di utilizzo, il suo colore elegante e discreto, la modulabilità nell’applicazione! Da quando mi è stato omaggiato in occasione di un corposo ordine, lo uso sempre o meglio: lo uso ogni qual volta decida d’indossare un blush!Modificate in Lumia Selfie
  6. Illuminante. Di nuovo, niente di assolutamente indispensabile, ma riconosco che lo uso paradossalmente più spesso del blush! Non sono una highlighter-addicted e non mi piace particolarmente uscire abbagliando i passanti, ma un velo nella parte alta dello zigomo, sebbene non fondamentale, fa tuttavia la differenza. Questo in particolare, la Illuminismo di Neve Cosmetics, mi piace per la sua aurea luminosa ma discreta! Lievemente iridescente, è una polvere fine che si amalgama perfettamente alla base, senza creare inquietanti sgommate glitterate, per carità! L’arcata sopracciliare, l’angolo interno dell’occhio, l’arco di cupido non ne vedono traccia quasi mai; il naso, poi, neanche a parlarne!Modificate in Lumia Selfie
  7. Primer. Ho acquistato il Pr1mer Loose Powder di PuroBIO per destinarlo al trucco labbra, ma l’esperimento non è ancora riuscito: applicato come base non solo rende difficoltoso e stentato il tratto della matita, ma il rossetto s’impasta e anche la superficie del bullet ne esce un po’ malconcia, quasi graffiata. Applicata sulla bocca truccata devo necessariamente sporcare un pennello o le dita, cosa che detesto, e cmq l’effetto impastato rimane! Applicarlo con un pennello frapponendo una velina tra esso e le labbra truccate….non funziona lo stesso perché il prodotto non si trasferisce affatto, non so come facciano tutte coloro che dicono di utilizzare questo metodo!! Allora l’ho riciclato come finishing-powder per cercare di limitare l’insorgere di sgradite aree lucide, ma in piccole dosi e solo su fronte e naso! Funziona? Naaaa, ed inoltre ho il sospetto che mi crei qualche imperfezione se usato in maniera continuativa! Tuttavia per il principio ce l’ho e lo uso, m’inventerò qualcos’altro!Modificate in Lumia Selfie
  8. Lip Locker. Mi piace utilizzarle, non ne ho fatto mai un mistero! E se da un lato mi illudo che possano effettivamente contenere l’esondazione di un rossetto dai bordi, dall’altro amo soprattutto l’effetto ottico che regalano! La 44 Phantom di PuroBIO non fa né una cosa né l’altra: è una matita cerosa perfettamente trasparente e, dal mio punto di vista, piuttosto inutile! La Ghost di Nabla non è quasi mai la mia prima scelta, in genere le preferisco una matita correttore da sfumare come la n.436 di LadyLya, ad esempio! Ma la mia preferita resta ad oggi ancora Perfettina di Neve Cosmetics che, nome antipatico a parte, mi piace un sacco come tono di beige lievemente luminoso, adorabile per il contorno esterno delle labbra!Modificate in Lumia Selfie
  9. Matita contorno labbra. Alle volte possono fare la differenza sulla resa stessa del rossetto che si andrà ad applicare successivamente, altre volte invece possono essere bypassate senza troppi problemi! Tutto dipende, appunto, dal rossetto prescelto! Ad ogni modo se avete il colore adatto è sempre buona norma applicarla per delineare al meglio il contorno naturale delle labbra, specie in presenza di colori vistosi o molto scuri. Mi capita molto di rado di utilizzarle su tutta la bocca al posto del rossetto, anche se alcune hanno una tale scrivenza e pigmentazione da non farlo rimpiangere! Ne ho diverse, ma le mie preferite restano le Pastello di Neve Cosmetics: offrono probabilmente la più ampia gamma di colori ad oggi sul mercato ed hanno una buona resa e un piccolo prezzo! Se posso farne a meno? In alcuni casi proprio no!! Una buona matita salva un rossetto mediocre, tenetelo a mente!Modificate in Lumia Selfie
  10. Rossetto. Il sovrano incontrastato del make-up! Persino una base così semplice acquista carattere con un bel colore sulle labbra! Questa, lo sapete, è la mia fissa degli ultimi anni, dopo averne passati tanti senza poterne usare a causa dei cattivi ingredienti della cosmesi tradizionale che avevano ridotto le mie labbra a 2 Gran Canyon (perfettamente guarite dopo il passaggio al naturale….e pensare che a suo tempo mi rivolsi, inutilmente, anche ad un dermatologo! Ma questa, ne converrete, è un’altra storia). Il rossetto per quel che mi riguarda, è l’aspetto giocoso e divertente del trucco ed è anche il mio modo per osare col colore senza per questo stravolgere la mia faccia: indubbiamente con o senza rossetto la differenza c’è…ma un occhio truccato ed uno struccato sono due mondi opposti!! E’ questo quello che intendo! Ne ho tanti, li adoro, sono in fissa con il rosso ma non ci spendo mai grandi cifre (per me 10/12€ sono un prezzo onesto e quasi sempre il massimo che io decida di spendere), non vi dico niente di nuovo! Un viso semplice e in ordine e un bel colore intenso sulla bocca è il mio concetto di make-up, oggi.Modificate in Lumia Selfie

Questo decalogo è stato per me il pretesto per parlare ancora una volta della dipendenza da make-up e del non accettarsi, un tema che mi è sempre a cuore. Vorrei sottolineare che non c’è proprio nulla di sbagliato nell’usare tanti prodotti ricreando un trucco molto intenso ed elaborato, se questo vi diverte! Il gioco è alla base di tutto, ma quando vi accorgete di rifiutare di uscire per 5 minuti a prendere un caffè perché dovreste impiegare 1/2 ora per prepararvi allora le cose stanno cambiando ed il gioco stesso non è poi così divertente. Se poi la gente da struccata stenta a riconoscervi, io qualche domandina me la farei! Penso che il make-up sia uno strumento preziosissimo per migliorarci e possiamo farlo nel pieno rispetto di quello che siamo, tutto qui. E poi perché crearci nuove costrizioni quando la vita ce ne offre già così tante?

Have fun!

L.

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NO TALC

Partiamo dal presupposto che non è tutto oro quel che luccica e non tutto il BIO è assolutamente ideale.

Mi sono più e più volte soffermata sul concetto che un prodotto, solo perché privato di siliconi, petrolati, peg, ecc… sia effettivamente funzionale: fermo restando che l’assenza di queste sostanze sia il presupposto minimo, bisogna anche valutare cosa rimane di valido e attivo nella sua formulazione. Molti preparati risultano in effetti “vuoti” e usarli o no non fa molta differenza, ma non solo.
Ci sono ingredienti, molto frequenti in prodotti eco-bio, che da sempre sollevano in noi dubbi amletici: ma questo Dodecane, per esempio?! Si è capito qualcosa in merito? Certo, penso, se fosse effettivamente di origine petrolifera, il prodotto che lo contiene non sarebbe certificato Natrue, per esempio (come accade con Delidea, tanto per citare un marchio!)! Ma al tempo stesso in molti discordano!
E la Silica nel make-up minerale? Quello che viene definito per eccellenza il trucco più semplice e naturale nasconde effettivamente un’altra faccia della medaglia? La Silica è talmente tanto volatile da rappresentare un pericolo per l’apparato respiratorio?
Altro giro, altro dubbio: quei solari (bio) con filtri NANO sono potenzialmente pericolosi? Penetrano realmente così in profondità? Per non citare alcuni oli vegetali bollati da sempre come comedogeni (primo fra tutti l’olio di mandorle dolci) e o.e. ritenuti altamente sensibilizzanti, ecc…
Come vedete il lato oscuro della cosmetica non risparmia neanche il bio e, per il consumatore medio, diventa davvero difficile farsi un’opinione in merito, specie quando si tratta di questioni così complesse. Molto spesso a non saper né leggere né scrivere…. io preferisco evitare i prodotti che contengono ingredienti quantomeno controversi …e pace. Ci sono persone specializzate che sostengono una tesi ed altre persone altrettanto specializzate che dichiarano l’esatto contrario: i forum sono zeppi di lunghissime disquisizioni in merito, per chi volesse deliziarsi!

Ma veniamo al punto: le critiche, i dubbi e i forum non hanno risparmiato il talco in quanto ingrediente base di un’enorme quantità di prodotti da trucco. In molti concordano sul fatto che, in prodotti quali fondotinta e ciprie, possa essere comedogeno, ostruire i pori, causare acne. Eppure molti di questi prodotti sono addirittura certificati!!
Nella mia lotta alle imperfezioni ho ritenuto quantomeno di dover fare un tentativo ed eliminare il talco dalla mia vita: cos’avevo da perdere, in fondo? Ma non avevo messo in conto quanto difficile fosse trovare in commercio prodotti che non ne contenessero!!

Ho terminato l’ultimo di una lunga serie di Flat Perfection, che tanto ho amato, (in particolare la sua vita è stata bruscamente interrotta sul pavimento di un hotel di Berlino! Per fortuna era agli sgoccioli!!) e mi sono messa alla ricerca di qualcosa con cui sostituirlo!

***Doverosa precisazione: io, come base trucco, generalmente uso una cipria applicata con un kabuki o un flatbuki! Nei periodi di “grazia” poi, un pennello ampio è più che sufficiente! Da qui il perché vi citerò solo ciprie, pur parlandone quasi in termini da fondotinta!***

PUROBIO, Cipria Indissoluble

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INCI: Mica, Zea Mays Starch*, Silica, Squalane, Zinc Stearate, Tocopherol, Glyceryl Caprylate, Parfum, Oryza Sativa Powder*, Butyrospermum Parkii Butter*, Macadamia Ternifolia Seed Oil*, Prunus Armeniaca Kernel Oil*, Persea Gratissima Oil*, Pongamia Glabra Seed Oil, Limonene, Citronellol May Contain +/-: Ci 77891(Titanium Dioxide), Ci 77491 (Iron Oxides), Ci 77492 (Iron Oxides), Ci 77499 (Iron Oxides)
* certified organic

Arcifamosa e molto amata, devo dire che su di me non ha esercitato alcun fascino particolare! E non ho riscontrato neanche le performances tanto attese! Il suo pack è solido, compatto e, al tatto, molto piacevole (quasi gommoso).
Si presenta come la classica cipria “universale” bianca, che ben si adatta a sottotono sia caldo che freddo.  Le va riconosciuto un potere uniformante non da tutti: pur essendo una cipria, trasparente per giunta, l’ho trovata in una certa misura addirittura coprente! E, seppur bianca, non vi trasformerà in una maschera veneziana! Probabilmente dovrei darle un’altra chance e provare la versione colorata, potrebbe essere vincente! Devo superare tuttavia la diffidenza nei confronti di un riacquisto: dopo pochi giorni dall’apertura, metà cialda si è ossidata, con tutti i fastidi del caso: star lì a grattare di continuo la superficie innanzitutto comporta la perdita di buona parte del prodotto…e poi è una gran rottura!!
Nella sua formulazione troviamo Mica, amido di Mais, Silica, Vitamina E, polvere di Riso, burro di Karité, olio di Macadamia, olio di nocciolo di Albicocca, olio di Avocado, olio di Pongamia; è Made in Italy, certificata CCPB, Nickel Tested e VeganOK!

LAVERA, Mineral Compact Powder

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INCI: Simmondsia chinensis seed oil*, magnesium stearate, silica, tricaprylin, argania spinosa kernel oil*, vegetable oil, butyrospermum parkii*, theobroma cacao seed butter*, cocos nucifera oil*, hippophae rhamnoides fruit extract*, olea europaea fruit oil*, glycyrrhiza glabra root extract*, rosa centifolia flower extract*, malva sylvestris flower extract*, tilia cordata flower extract*, hydrogenated lecithin, camelina sativa seed oil, tocopherol, helianthus annuus (sunflower) seed oil, ascorbyl palmitate, alcohol*, water (aqua), fragrance (parfum)**, limonene**, geraniol**, linalool**, citronellol**, citral**, benzyl benzoate**, [+/- mica (CI 77019), titanium dioxide (CI 77891), iron oxide (CI 77491), iron oxide (CI 77492), iron oxide (CI 77499)].
*da agricoltura biologica
**oli essenziali naturali

Si tratta di una polvere setosa, impalpabile al punto tale che metterla o non metterla non faceva una grande differenza! Se non amassi un effetto quanto più naturale possibile, di certo non userei un velo di cipria come base trucco…tuttavia qui siamo proprio al limite dell’invisibilità!! Probabilmente questa sua caratteristica la rende di gran lunga più adatta come prodotto da finitura, da stendere sul fondotinta come una cipria fine a se stessa, oppure da tenere in borsetta per i ritocchi, quando si ha bisogno di non aggiungere spessore al make-up! Il suo pack piuttosto cheap e datato (da cipria anni 80) si è conservato integro e perfettamente funzionale, così anche la cialda! Il profumo? Tipicamente “tedesco”: se chiudi gli occhi ti sembra di stare al DM a swatchare l’impossibile… e per questo l’ho amato! Effetto vacanza assicurato!
Un INCI molto ricco, che non ti aspetti da una semplice cipria, economica per giunta! Tanti oli (Jojoba, Argan, Cocco, Oliva, Camelina, Girasole…), burro di Karité e di Cacao, e molti estratti (Olivello Spinoso, Liquirizia, Rosa Centifolia, Malva, Tiglio), Vitamina E….insomma! Teoricamente perfetta ma un po’ deboluccia, almeno per le mie esigenze!
Certificata NaTrue** e Vegan!
Se voleste provarla…assicuratevi di pagarla al giusto prezzo (dunque non compratela in Italia)!

ALKEMILLA, Velvet Powder

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INCI: mica, zea mays starch*, silica, squalane, zinc stearate, tocopherol, glyceryl caprylate, parfum (fragrance), pongamia glabra seed oil, persea gratissima oil*, prunus armeniaca kernel oil kernel oil)*, macadamia ternifolia seed oil*,butyrospermum parkii butter *
*from organic farming
May contain +/-: ci 77891 (titanium dioxide), ci 77491 (iron oxides), ci 77492 (iron oxides), ci77499 (iron oxides)

Non posso dirne che bene, considerato il fatto che l’ho acquistata per ben tre volte e non escludo di continuare! L’ho trovata qualitativamente ottima e performante! Ho sia la versione colorata (la 01) che la Invisible, ideale per i ritocchi! Uniforma discretamente, rilascia un velo di colore senza alterare la carnagione o risultare pesante: è il giusto compromesso tra lieve coprenza ed effetto velvet! Pur essendo lievemente polverosa, non evidenzia pori o eventuali screpolature. Probabilmente la Indissoluble è più uniformante, ma il fatto che rimanga leggera sul viso non mi dispiace affatto! Bello anche il pack: molto ben fatto, robusto, indiscutibilmente elegante…e con una chiusura a prova di shopping bag (senza però spezzarti le unghie, requisito essenziale)!
La sua formulazione ricorda la PuroBio: mica, amido di mais, Vitamina E, olio di Pongamia, di Avocado, di Albicocca, di Macadamia e burro di Karitè.

Certificata AIAB e QC, Nickel, cromo e cobalto tested, Vegan e cruelty free!

KIKO, Radiant Fusion Baked Powder

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INCI: Mica, Caprylic/Capric Triglyceride, Octyldodecyl Stearoyl Stearate, Magnesium Aluminium Silicate, Caprylyl Glycol, Ethylhexylglycerin, Potassium Sorbate, Smithsonite Extract, Tourmaline, Argania Spinosa Kernel Oil, Tocopheryl Acetate, Malachite Extract, Rhodochrosite Extract, Phenoxyethanol, Sorbic Acid.
+/- (MAY CONTAIN): CI 77891 (TITANIUM DIOXIDE), CI 77491 – CI 77492 – CI 77499 (IRON OXIDES), CI 77163 (BISMUTH OXYCHLORIDE).

Dimentichiamo oli ed estratti, materie prime da agricoltura biologica e certificazioni varie: siamo da Kiko e, in fin dei conti, questa cipria ha un inci di gran lunga migliore rispetto a tutti gli altri prodotti!
La Radiant Fusion è una cipria cotta arricchita da minerali (Smithsonite, Tormalina, Malachite, Rodocrosite), mica e un goccio di olio di Argan, tanto per gradire! Il mio scetticismo, tuttavia, è stato vinto: trito sottile e impalpabile, al tatto è quasi cremosa! E poi fa quel che promette: uniforma l’incarnato rendendolo radioso! Si applica e si sfuma con facilità, è leggera quanto basta e dall’effetto bonne mine assicurato! Probabilmente per una pelle grassa non credo sia l’ideale, tuttavia non evidenzia pori o altre mostruosità!
E poi…vogliamo parlare del pack? Stupendo, pratico…e che bella cialda! Sì….mi ha conquistata! Unico contro? Il doversi recare da Kiko per acquistarla e dover fare slalom tra le commesse che tentano di applicarti l’impossibile!! Vi consiglio di tirar fuori l’antica tecnica del “no, sono allergica…” che funziona sempre! Snocciolate qualche ingrediente a caso…i siliconi hanno nomi d’effetto e, sempre se le commesse si prendessero la briga di controllare l’inci, li troverebbero di certo!!

Modificate in Lumia SelfieTirando le somme di questa campagna anti-talco: in formula fa la differenza? Si, e molta. Non una di queste ciprie mantiene a lungo la zona T opacizzata, mi spiace. Ho notato un visibile miglioramento della pelle, in quanto ad impurità e imperfezioni, in quasi un anno di ciprie talc free? Francamente niente che io possa ricondurre all’uso della cipria! Certo, potrebbe aver contribuito ma non credo in una misura tale da convincermi a bandire del tutto il talco dalla mia faccia! E poi chi mi assicura che uno qualunque degli altri ingredienti non possa essere altrettanto comedogeno? Esiste un make-up che non lo sia al 100%?

E comunque… brutta storia essere allergica al Cyclopentasiloxane 😉

L.

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Metti lo smalto, togli lo smalto

Se amate l’universo della manicure fai da te, vi sarete trovate di fronte alla spinosa questione “solvente”.
Già, perché lo smalto andrà pur tolto in qualche modo e, visto che su questo blog lo smalto è un tema alquanto ricorrente, mi sento in dovere oggi di parlarne.
Le nostre priorità dovrebbero essere: cercare prodotti validi che facciano il loro sporco lavoro velocemente e in maniera impeccabile e, al tempo stesso, non siano eccessivamente aggressivi tanto da poter danneggiare le unghie (abbiano, come dire, il classico “inci accettabile”). Ah, dimenticavo! Ovviamente se spendiamo 4 o 5 euro per uno smalto, di certo non vorremmo spender di più per un solvente, giusto? Per cui lo vogliamo low cost. Molto low cost.
Parliamo di me: faccio la manicure costantemente 2 volte a settimana per mantenere le mani in ordine. Ovviamente nei ritagli di tempo, in genere mi capita a tarda sera prima di andare a dormire. Ebbene mi serve qualcosa di molto pratico e rapido perché, davvero, non ho tempo da perdere!
Il barattolino levasmalto è di sicuro la scelta più azzeccata in tal senso! Nulla di più comodo è stato inventato (io gli darei il Nobel), lo adoro! Veloce, funzionale, zero spreco di dischetti di cotone: in men che non si dica lo smalto è rimosso! Permette inoltre di poter intervenire in maniera mirata su un’unghia per volta, cosa non da poco se si desidera rimuovere una sola sbeccatura senza compromettere tutto il resto della manicure. Dura tanto ed in commercio si trovano parecchie alternative di facile reperibilità, valide e low cost, come per esempio….
 
KIKO Nail Polish Remover Fast & Easy Acetone Free
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Ottimo! Rimuove lo smalto rapidamente, dura molto, ha un costo nella media ed è facilmente reperibile (Kiko, ormai, è un po’ ovunque). Il suo inci è assolutamente accettabile e non lo trovo minimamente aggressivo. Per il tutto il tempo in cui l’ho usato (ben 3 confezioni di seguito) le unghie non ne hanno minimamente risentito, tutt’altro! Che sia merito di quel goccino di olio di mandorle presente in formula? Chissà! Tuttavia sebbene Kiko sia proprio nell’Ipercoop dove vado abitualmente a fare la spesa, per me è sempre un po’ difficile andarci poiché entrando direttamente con il carrello nell’ipermercato, me ne ricordo quando ormai è troppo tardi (dentro in genere c’è sempre una bolgia infernale ed il carrello non posso certo lasciarlo incustodito fuori….)! 
 
MISS BROADWAY Levasmalto a Immersione Ultra Rapido
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Questo simpatico barattolino lo acquisto all’Ipercoop, nel momento in cui dimentico, appunto, di entrare da Kiko! Attenzione però: in giro c’è anche un’altra versione con un nuovo pack che, purtroppo, ha un INCI notevolmente peggiore! Siamo sulla stessa fascia di prezzo e anche questo come il Kiko è senza acetone, ma lo trovo un po’ più aggressivo a lungo andare e mi pare che duri anche meno! In generale le mie unghie stanno benone, non me ne lamento (penso che nel quadro generale del mio decadimento psico-fisico, siano nettamente sopra la media rispetto a tutto il resto), però ho notato che immediatamente dopo aver rimosso lo smalto e lavato le mani, devo applicare un po’ di crema sulle unghie perché appaiono incredibilmente secche! E, a volte, tendono lievemente a sfaldarsi.
 
AVRIL Le Dissolvant sans acétone
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Una versione in formato “boccetta” non può mancare d’estate per rimuovere lo smalto dalle unghie dei piedi, naturalmente. Ed in questo caso i piedi si beccano il prodotto migliore (controtendenza con quanto di solito avviene)! Di levasmalto “naturali” ne ho provati (Benecos, Sante, …) ma il migliore è lui, senza dubbio! E’ profumato e questo lo rende di gradevole utilizzo! E’ performante e svolge bene il suo lavoro oltre che avere un prezzo onesto unito ad un’ottima qualità ed una quantità conveniente! Unico, grande neo: per me è disponibile solo on-line e per di più anche se molti e-commerce hanno Avril, in pochi hanno la linea nails , mah(come diceva giustamente Tiziano “non me lo so spiegare, io”)…
 
 
beauty tips per unghie sane
Per quanto uno smalto possa essere “naturale” indubbiamente rappresenta uno stress per le unghie, specie se lo indossate costantemente….e non sarò di certo io a dirvi di fare il contrario!! Dunque, come mi comporto per arginare i danni?
  1. Anzitutto se so di dover rimanere confinata in casa, la prima cosa che faccio è togliere lo smalto! Conducendo io vita monastica ultimamente, i miei week-end sono casalinghi (con al massimo capatina all’Ipercoop per fare la spesa, il mio top di vita mondana), per cui tolgo lo smalto appena arrivata a casa dal lavoro (il sabato intorno alle 13,30) per poi riapplicarlo solo la domenica sera/notte (e andare a dormire in stile Tutankhamon d’inverno, Uomo Vitruviano d’estate). Se i vostri week-end sono più interessanti dei miei, …buon per voi! Scegliete dunque un momento della giornata in cui siete in casa, anche solo il tempo di doccia & capelli!)  
  2. Attenzione a rimuovere lo smalto completamente! Se il barattolino è in dirittura d’arrivo può accadere che tolga il grosso, ma lasci una patina colorata, anche sui polpastrelli: in genere ci ritorno con un cotoncino imbevuto di solvente Avril.
  3. Per circa 1 giorno e mezzo la settimana dunque ho modo di far “respirare” l’unghia e di darle il giusto grado d’idratazione. Si perché un altro step fondamentale è applicare costantemente un po’ di burro di karitè (che dovrebbe contribuire a “sbiancarle”), o semplicemente la vostra crema mani, oppure un qualunque idratante (l’olio d’oliva che avete in dispensa andrà benone)!
  4. Ricordate, infine, che le unghie vanno accorciate con la lima (di quelle larghe, in cartone) e non tagliate!! Vi sorprenderà la differenza! Dimenticherete unghie sfaldate e deboli ed il letto ungueale si allungherà visibilmente!
Come potete vedere nessuna beauty routine lunga e complessa, ma piccoli accorgimenti: poco sbattimento e molto divertimento, perché la manicure è un bellissimo gioco!
 
L.