labbra dolcissime e un po’ vintage

Per la prima volta nella storia di questo blog, potrei apprestarmi a fare qualcosa di socialmente utile con un certo tempismo.

Potrei.

Ovviamente andrà tutto alla rovescia, come mio solito. Perché io vengo travolta da passioni immediate e incontenibili ma arrivo lentamente alle mie conclusioni. Un best-seller? Lo compro anni dopo, quando ormai non se lo fila più nessuno. Come una nota sit-com, spesso mi dico da sola “e alla fine arriva Mirta”.

Ma torniamo alle ragioni di questo post. Domani Neve Cosmetics lancerà i nuovi Dessert à Lèvres: 6 degli storici (Almond Cookie, Panna Cotta, Plum Cake, Mousse Framboise, Cherry Pie, Fruit Sushi), 4 della seconda tranche (Sakura Mochi, Chocolate Eclair, Strawberry Sundae, Pink Donut) più 4 new entry (Raspberry Jelly, Blueberry Pancake, Syrup Waffle, Apfelstrudel). I dolci rossetti di Neve ispirati alla più golosa pasticceria, completamente rivisitati nell’aspetto e nella formulazione….e ci metto la mano sul fuoco che saranno davvero sorprendenti poiché l’azienda nel corso degli anni ha dato prova di mettere a punto prodotti sempre più performanti!

Ebbene, non c’è nulla che io debba presentarvi in anteprima; bensì, alla vigilia di questa novità, vi parlerò…dei vecchi rossetti. Già. Ve l’ho detto che le cose sarebbero andate al contrario.

Dessert à Lèvres, come del resto ogni novità make-up, fecero scalpore appena usciti…per poi finire nel dimenticatoio, immeritatamente. Complice anche una opinabile politica aziendale che ha focalizzato le ultime nuove uscite labbra prima sulle DueBaci e poi sui Vernissage, i dolcetti sono rimasti fermi alle solite colorazioni per alcuni anni e l’interesse è andato via via scemando (va detto che, contemporaneamente, molte aziende hanno invece sfornato rossetti a più non posso – PuroBio, Nouveau, Piteraq, Defa- e noi addicted abbiamo avuto di che abbuffarci!)

Tuttavia la mia simpatia per questi rossetti è rimasta inalterata. Anzi, se possibile, è addirittura aumentata tanto che mi ero ripromessa di scriverne un elogio, prima o poi. Da sempre riluttante a cavalcare il trend del momento, mostrando per la milionesima volta le medesime cose di altre mille blogger, non ho mai fatto mistero della mia immutata fedeltà ai dolcetti, mostrandoli in più di qualche occasione (QUI, ad esempio, ma anche QUI e QUI 

Nonostante stiamo parlando di un rossetto naturale “prima maniera”, la gamma ha colori molto interessanti, pieni e pigmentati, confortevoli e di buona durata! E allora mi dico “che meraviglia sarai mai la versione rivisitata??!” 

Da qui la voglia di concretizzare, finalmente, questo resoconto: celebrare alcuni tra i miei rossetti preferiti di sempre e accendere una piccola luce sulle tonalità a mio avviso molto interessanti da ricercare nella nuova versione (oppure acquistare nella vecchia, visto che molti e-commerce li stanno giustamente smaltendo a prezzi estremamente vantaggiosi! La pazza collezionista che è in noi non può rimanere indifferente all’idea di accaparrarsi gli ultimi pezzi di una collezione fuori produzione, no?)

In principio fu il Panna Cotta…

Difficile a dirsi, ma sino a non molti anni fa la mia scelta erano i nude, di cui conservo ancora una cospicua testimonianza (difficile da smaltire): mi piaceva l’idea d’indossare un qualcosa che soddisfacesse la vanità di applicare comunque un rossetto, senza che fosse sfacciatamente ostentato (oggi: tutto il contrario…). Oltre, ovviamente, all’indiscutibile praticità di non dover essere troppo accorta nel gestirlo durante la giornata, insomma…un rossetto comodo, senza sbattimento! Fedele a questo principio, il mio rossetto pilota dei Dessert à Lèvres fu il Panna Cotta, usato nel corso degli anni e diligentemente finito nell’ottobre 2016!

pannacotta

Poi vennero Cherry Pie e Mousse Framboise…

Lo ricordo bene, li acquistai entrambi a fine estate 2013. E sono ancora loro quelli che vi mostro oggi, perfettamente conservati e senza tradire l’età. Del Cherry Pie abbiamo già parlato nel dettaglio non molto tempo addietro e, oggi più che mai, posso ancora rinnovare il mio amore a questo bel rosso classicamente perfetto. La mia cultura del rosso mi permette di poter ben giudicare un rossetto valido, ed il Cherry Pie lo è, senza se e senza ma. Un rosso con sottotono freddo, dal colore pieno senza necessitare di particolari stratificazioni; resta tranquillo al suo posto, mantenendo una buona umidità ma senza migrare oltre il contorno o trasferirsi sui denti. Sulle labbra non fa spessore e forse proprio per questo rimane ben fermo, senza però seccarsi col passare delle ore. Pur avendo tanti rossi, il Cherry Pie rimane uno dei miei favoriti in assoluto! Delizioso come il suo nome!

phototext_636602514183380458C’è stato un tempo, poi, in cui ero prepotentemente in fissa con i fucsia, roba che oggi non mi si addice molto (come farò a smaltirli rimane un mistero anche per me, credetemi). Di tanto in tanto è un colore che porto ancora, più per senso del dovere (ce li hai? Usali!) che per desiderio. Pertanto il Mousse Framboise è entrato a far parte della mia cricca con molto piacere, sebbene fosse stato stroncato da molte recensioni quale colore pressoché impossibile da accordare a qualsivoglia sottotono di incarnato. Io non sono stata d’accordo e, finché ho avuto piacere ad indossare questo genere di colore, l’ho apprezzato molto! Una via di mezzo tra la dolcezza del rosa Barbie unito all’intensità di un fucsia non troppo acceso. Facile da portare con disinvoltura senza il reale pericolo di sembrare una tedesca di mezza età in vacanza. Dimenticavo: si metta a verbale che, per realizzare questo timido tratto, ne ho inspiegabilmente rotto il bullet ed ora sono disperata.

Seguì lo Strawberry Sundae…

Dopo circa un anno e mezzo dal lancio dei primi 8 Dessert à Lèvres, ne seguirono altri 5. Il mio acquisto fu immediato e non esitai un solo istante nel capitolare ai piedi di quello che, di nuovo, è uno dei miei rossetti preferiti ancora adesso: lo Strawberry Sundae. Un rosso-fucsia o un fucsia caldo in base rossa, come lo definisce l’azienda, fate voi, il concetto è il medesimo: non è fucsia e non è rosso, bensì la perfetta fusione di entrambi, un colore acceso e brillante se siete donne di confine ed amate tenere un piede in entrambe le nuances! Io lo ero fino a circa un anno fa, ma poi mi è presa questa mania del rosso, mi sono trasferita oltre la frontiera, ho comprato un bel cottage coi gerani alla finestra e pace. Ma ho sempre pronta la valigia di cuoio sotto al letto perché la donna è mobile, si sa, specie con i rossetti. E da questo post di capisce più che mai quanto io sia piuma al vento in fatto di colori!!

Arrivò il Sakura Mochi…

Il malva, quale adorato colore nonché mia fissa di non troppo tempo fa? Si, per un periodo sono andata alla ricerca di colori alla Kylie Jenner, lo sapete. Prediligevo toni di nude scuri e spenti, con sottotono Malva. Il Sakura Mochi, invece, è un’evoluzione del Mirta-pensiero in merito a questa categoria, già proiettata verso scelte più audaci. Un rosa scuro sì, freddo con una buona dose di Malva, ma brillante, assolutamente non spento! Lo trovo decisamente elegante, per chi non vuole osare e desidera sulle labbra un colore sobrio ma evidente! Anche se il periodo Malva è durato poco e, di fatto, oggi lo usi di rado, resta obiettivamente un colore che trovo bellissimo! Con molta probabilità se dovessi valutarlo oggi non sarebbe una mia scelta, viste le mie attuali inclinazioni, ma sono ben contenta di averlo e d’indossarlo di tanto in tanto quando mi sento ispirata! Si metta a verbale anche che mi accorgo solo ora di un’inquietante lesione sul tappo: scrivere questo post mi sta portando alla distruzione dei miei vintage Dessert à Lèvres, sono sopraffatta dal dolore.

Infine fu il Pink Donut.

Il perché io abbia acquistato questo rossetto in tempi relativamente recenti rimane un vero mistero. Parliamo infatti dell’autunno 2015 quando, in occasione di un salto a Torino a vedere la mostra di Tamara de Lempicka, ebbi modo di swatchare da Melissa questo rossetto e mi piacque subito. Non che oggi il Pink Donut non mi piaccia, ma guardandolo non trovo in lui tracce di nessuna mia seppur fugace passione passata. Mah. Di nuovo, come sopra: un colore più vivace del Sakura Mochi, sia pur grazie a quella punta di corallo che gli conferisce brio e carattere, ma restando nel range di colori etichettati come “portabili” e “da giorno”. Che dire, se amate il genere è indiscutibilmente bello e non banale come tono di rosa. Quanto a me l’ho indossato davvero poco e, se dovessi comprarlo oggi ovviamente non lo farei: ma c’è stato un tempo in cui ritenevo che la diversità fosse il sale della vita e desideravo avere rossetti di tutti i colori, che mi permettessero di essere diversa ogni giorno.

***

Ebbene, da domani si apre un nuovo capitolo e tutto questo sarà storia. Delle nuove colorazioni penso che la più papabile per un nuovo acquisto possa essere il Raspberry Jelly (Rosso melograno con una sottilissima satinatura rosata), anche se non ne sono completamente convinta. Ciò che follemente sarei tentata di fare sarebbe riacquistare il Cherry Pie e lo Strawberry Sundae, i miei preferiti, per vedere se la formula migliorata ha reso ancor più belli questi miei dilettissimi dolcetti (ne sono quasi assolutamente certa).

Ci penso.

L.

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“Labbra rosse di rubino…”

Pare che nel beauty di una donna non possa mancare un rossetto nude ed uno rosso, è scientificamente provato.
Ma il rosso non è per tutte: bisogna avere un certo temperamento ed indossarlo con sfrontata disinvoltura, anche alle 8 del mattino. Se vi sentite nell’animo un po’ femme fatale, un po’ pin-up, catapultate nella vita di tutti i giorni direttamente da un quadro di Tamara De Lempicka, ebbene il rosso potrebbe fare al caso vostro.
Naturalmente bisognerebbe valutare alcune questione cromatiche per scegliere il rosso più consono (carnagione, sottotono freddo/caldo, denti più o meno bianchi…), ma anche le labbra stesse dovrebbero avere una forma ed una dimensione tali da consentirlo (per intenderci: se al posto della bocca avete un taglio cesareo, beh forse non sarebbe il caso). Per finire dovreste essere dotate anche di un certo garbo nell’applicarlo e nel gestirlo durante il giorno (se avete intenzione di addentare un pasticciotto leccese al bar in pausa caffè, scegliete un altro colore oppure l’effetto Robert Smith è dietro l’angolo)!
Toni di rosso ce ne sono tanti, ma questo post è dedicato al rosso per eccellenza: il rosso rubino. Nessuno sprazzo di rosa, nessuna intrusione di fucsia: rosso puro, il classico, l’intramontabile rosso delle copertine patinate degli anni 50.
 
Di rossetti del genere non ne posseggo molti, proprio perché il mio colore preferito e al contempo quello che mi dona di più è, appunto, il “fragola” in tutte le sue declinazioni.
Ma il rosso classico lo amo e lo indosso spesso, ultimamente soprattutto.
In ordine, dal Giurassico ai giorni nostri…
 
BENECOS “JUST RED”
WP_20160807_08_44_34_ProIl Just Red è stato il mio primo rossetto naturale rosso, il secondo in assoluto (dopo un nude, non a caso)! Il colore è, appunto, un rosso classico ed il nome non potrebbe essere più onesto di così! La sua texture, come per qualunque rossetto Benecos, è cremosa, morbida, scorrevole e queste caratteristiche, purtroppo, non ne fanno un rossetto di cui fidarsi. Il rosso, come ogni colore vistoso, deve avere una certa “fermezza” perché la minima sbavatura salterà inevitabilmente all’occhio. La sua morbidezza, paragonabile ad un balsamo labbra, rompe gli argini di lip-locker e matite varie, non c’è contorno che tenga! Persino il bullet si deforma ad ogni utilizzo fino ad aver raggiunto una forma astratta ed un aspetto indecente (odio il make-up in disordine). Per raggiungere un colore pieno bisogna abbondare e questo, tra l’altro, non aiuta! Mi riprometto sempre di dargli un’altra chance…ma….
 
NEVE COSMETICS ” 005 CHERRY PIE”
WP_20160807_08_43_43_ProTra noi due non è stato amore a prima vista, ma oggi, se ho intenzione di indossare un rosso, 9 su 10 prendo il Cherry Pie! Ha il classico profumino dolce che caratterizza i rossetti Neve ed una consistenza nettamente più solida del Just Red senza tuttavia essere duro o poco scrivente, anzi! Raggiunge un colore pieno da subito ed ha un finish che certo non si può definire mat ma neanche lucido! Un semi opaco prossimo al cremoso adatto ad ogni circostanza, che va acquistando brillantezza man mano che si stratifica (leggi: un eventuale effetto glossy è direttamente proporzionale alla quantità di rossetto applicata). Con l’amico Cherry Pie riesco ad arrivare alla pausa pranzo con un aspetto dignitoso, passando per bevute varie, caffè, spuntino…certo, con qualche piccolo accorgimento 😉
 
ALVERDE “25 ELEGANT RED”
WP_20160807_08_42_46_ProQuesto rossetto mi è più caro per il ricordo cui è legato piuttosto che per le sue performances. Acquistato in un DM a Budapest mi ha da subito rapita per il suo colore davvero molto elegante (anche qui nome veritiero): un tono di rosso freddo un po’ più scuro dei precedenti, con un effetto velvet molto sofisticato (mi vedevo già in abito da sera alla prima de “La Traviata” al braccio di John Elkann…). In verità non lo uso spesso perché, sebbene sia fermo e ben educato a rimanere al suo posto (è tedesco, in fin dei conti) per contro va detto che nel corso delle ore viene via in maniera non omogenea e tende a formare piccoli grumi. Inoltre perde in cremosità e nel momento in cui tenterete di sfregare le labbra tra loro per ricompattarlo, otterrete solo più grumi, aihmè! 
 
ALKEMILLA “06 FRAGOLA MATTA”
WP_20160807_08_41_59_ProAcquisto recente per labbra che non passino inosservate! I rossetti Alkemilla hanno la particolarità di unire una texture ultra cremosa e confortevole, un finish lucido e brillante ad inaspettate performances di lunga durata! Rosso freddo ed intenso, elegante e al tempo stesso giocoso, per le moderne pin-up in technicolor uscite direttamente da “Gli uomini preferiscono le bionde” (il che è tutto da dimostrare!)! Adoro il suo colore pieno e glossy, estivo senza tendere in alcun modo al corallo! Capelli raccolti, trucco minimal e Fragola Matta: il look è servito…e basta un rossetto! 
 

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Ma niente di tutto ciò sarebbe mai possibile senza l’ausilio della magica combo lip-locker e matita contorno labbra, ovviamente in tinta!
Lip-locker di fiducia si riconferma la Ghost di Nabla, anche se oggi il mio cuore è completamente votato a Perfettina di Neve Cosmetics, di cui sono vergognosamente dipendente! Ultimamente mia indiscussa passione è anche il Matitone Correttore N.436 di Lady Lya Biologica, da sfumare esattamente come Perfettina.
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In quanto a matite contorno labbra rosse conto all’attivo la N.12 Soft Red di Alverde (un po’ troppo cremosa! Infatti se il rossetto non sbava ci pensa lei…),  la n.9 di PuroBio (anch’essa acquisto recente) opaca e tendente al mattone, non mi convince particolarmente. La mia preferita? Teatro/Crimson M206 di Neve Cosmetics: rosso acceso tendente al freddo, cremosa, scrivente ma “ferma” come una brava matita dovrebbe essere!
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Non a caso, pensateci, il caro Lucio voleva labbra rosse sulle quali morire,… non nude, non fucsiae questo dovrebbe essere garanzia per tutte noi che il rosso è sempre una scelta vincente!
L.
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