RED LIGHTS

Ritorno a parlare di make-up, ma non di un cosmetico a caso, bensì del mio preferito in assoluto: il rossetto rosso. Perché, ormai, il concetto di rossetto per me è inscindibilmente legato al colore ROSSO: non guardo altro, non cerco altro. Che sia rosso, per favore. E che abbia una buona performance, non chiedo di più.

Già, perché in questo periodo della mia vita sono completamente RED ADDICTED, inutile negarlo. E non credete non mi dispiaccia vedere inutilizzati gli altri rossetti che ho: è assolutamente contrario alla mia etica lasciar morire inutilizzato qualsiasi prodotto e, per un certo periodo, mi sono anche forzata a farli ugualmente girare….ma poi, mi sono detta: “ma perché devi essere sempre così rigida ed intransigente in ogni aspetto della tua vita?! Vuoi indossare il rosso??….ACCONTENTATI, una volta tanto“. E’ stato liberatorio assolvermi dall’ennesima colpa e da allora…voglio il rosso? Rosso sia!

Questa transizione verso il rosso classico che è, ad oggi, la mia prima scelta, non è stata immediata: sono passata attraverso numerose fasi intermedie (ma non sto a tediarvi ulteriormente! Tanto più che il tutto è stato abbondantemente documentato QUI). Oggi, dicevo, il colore che più mi rappresenta e con cui mi sento completamente a mio agio è il classic red: non vi parlerò di una scelta ponderata e studiata in base ai dettami dell’armocromia tanto in voga oggi (e che ha un suo perché, indiscutibilmente). Non mi sono mai addentrata nella questione e poco me ne intendo, di conseguenza. Le mie scelte si basano su ciò che piace a me e con cui mi vedo bene, stop. Non sono armocromatica? Pace.  

ALVERDE_MATT LIPSTICK 10 RED KISS

IMG_20181111_111451Questa storia ha inizio lo scorso Maggio, in occasione di una mia trasferta milanese. Vuoi non fare un salto a City Life, nello specifico al DM? Questo sarebbe stato un vero affronto, capite bene che non potevo esimermi. Mi ci sono recata in tenuta da combattimento, munita di chilometrica wish list finalmente libera di fare shopping senza freni e senza le abituali limitazioni date dal bagaglio a mano (il DM per me ha sempre significato “vacanza”, un po’ come Starbucks, dunque “aereo”. Trovarlo in Italia ha perso poesia, lo confesso). In realtà sono uscita con un esiguo bottino perché non c’era poi tanto che m’interessasse davvero. L’espositore make-up di Alverde era stato vergognosamente depredato e, con molto sforzo e assolutamente a scatola chiusa vista l’assenza di tester, ho acquistato questo esemplare di Matt Lipstick.

IMG_20181111_111936Si presenta come un matitone automatico (quindi da non temperare bensì con rotellina sul fondo per far salire il prodotto) dall’intenso profumo fruttato (per niente fastidioso, a mio avviso). Ad onor del vero non è un rossetto con cui sono subito andata d’accordo, ma alla fine ci siamo capiti. Ha una buona scrivenza sin dalla prima passata e non necessita di essere precedentemente contornato. Il suo finish è effettivamente matt ma resta piuttosto confortevole sulle labbra (tenete presente che io non applico burrocacao sotto). Attenzione però alla stratificazione, elemento fondamentale tra la bocciatura e la promozione a pieni voti di questo matitone-rossetto: applicandone giusto uno strato, tenderà a seccarsi un po’. Impossibile ricompattarlo con il classico sfregamento labbro superiore & inferiore! Se, invece, abbondate con più passate, mantiene una texture cremosa, ottenendo non solo un colore inevitabilmente più pieno, ma anche una durata del prodotto sulle labbra di molto più lunga (veramente notevole, direi) e senza gli inconvenienti di cui sopra! Anche il ritocco sarà un gioco da ragazzi! Il rosso ha il tipico aspetto velvetly dei matt  ma il tono non è esattamente un rosso classico, bensì quasi un color bacca/ribes, bello comunque!

Insomma, un prodotto a cui non davo una lira e che, invece, mi ha piacevolmente stupita!

MULAC COSMETICS_CRAZY LIKE A FOX

IMG_20181111_111430Nei confronti di Mulac ho nutrito sentimenti contrastanti, dagli esordi ai giorni nostri. Grande amore per Marilyn, che dura tutt’oggi, decisamente meno per Mou, grande flop. Poi c’è stato l’affaire Santa Claus, bellissima limited edition di qualche Natale fa che acquistai a scatola chiusa in quanto la pagina dell’inci sul sito era sempre impallata (ai tempi c’era una pagina a parte per gli ingredienti), per poi scoprire che conteneva siliconi ma solo quando ormai ce l’avevo già a casa. Ok, mea culpa, ma anche loro avevano più volte ribadito “stessa composizione dei Wacky Lipsticks”…e mica tanto, però! Ad ogni modo, e nonostante qualche limite del rossetto stesso in quanto piuttosto secco, ho potuto apprezzare la durata e le buone performances di Marilyn in questi anni, accarezzando l’idea di tornare a dare fiducia al marchio. Mi è piaciuto quasi da subito Crazy Like a Fox, appartenente ai TASTYLIP, ma sono capitolata solo a fine estate.

IMG_20181111_112008Il pack è bello e raffinato come da tradizione Mulac, nulla da dire. Anche l’odore è il medesimo, un po’ vintage da rossetto anni ’80. Il colore sul sito non rende quanto dovrebbe e potrebbe scoraggiare l’acquisto: appare quasi come un mattone freddo, in altre foto invece molto meno intenso di quel che è in realtà. Dal vivo, invece, è una bomba. Non lo definirei rosso Ferrari come dice l’azienda francamente, non ne ha la brillantezza e quella punta di brio; è più profondo, un pelo più spento, ma comunque abbastanza vicino a ciò che si potrebbe intendere per rosso classico, il tipico colore che non dovrebbe mai mancare nel beauty di una donna anche se non necessariamente red addicted. Molto raffinato ed elegante, anche grazie alla texture opaca.

Parliamo di un rossetto a lunga tenuta, sempre considerando che si tratta di un prodotto naturale al 96,3%. Non esige necessariamente di essere contornato (ma, specie agli angoli della bocca capita di doverlo monitorare) ed in generale ci si può fidare, l’unica sua pecca è quello di essere, come già detto, un po’ secco già all’applicazione e di tendere ad asciugarsi anche addosso, segnando il maledettissimo confine con la mucosa labiale: anche per questo va tenuto sotto controllo e riparare a questo antiestetico effetto mediante solito sfregamento di cui sopra non sempre riesce in maniera uniforme! Meglio ammorbidire leggermente la parte con un burrocacao e sfumare col polpastrello, se non avete appresso lo stick! Per il resto …mi piace da matti!

PUROBIO COSMETICS_N.14 ROSSO puroBIO

IMG_20181111_111402Con lui è stato amore alla prima swatchata, già perché strano a dirsi, ho avuto modo di vederlo live al Sana e di appurare che, sì, lo volevo e sì, dovevo acquistarlo quello stesso giorno. In realtà le cose non sono andate esattamente così in quanto in fiera non c’era nessuno sconto se non una promo sull’acquisto di 3 prodotti che proprio non m’interessava e, a prezzo pieno, mi son detta che avrei potuto prenderlo in qualunque momento (avevo inoltre svaligiato lo stand di Eterea spendendo lì l’intero budget Sana e, sapete com’è, a volte ho anch’io una piccola, afona coscienza).

Fa parte della collezione FW 2018 LUXUS, ma la formulazione non è stata migliorata rispetto ai rossetti già presenti in gamma. Il n.14 infatti, sebbene molto bello, è penalizzato dalle stesse problematiche: il bullett è molto secco e la sua superficie non risulta completamente liscia ma un po’ grumosa. Vien da sé che sia necessario scaldare un attimo lo stick per avere un rilascio colore ottimale. Meglio inoltre evitare l’applicazione su labbra completamente asciutte: magari un tocco di balsamo a ridosso della mucosa (SENZA arrivare al contorno, però! Meglio mantenersi abbondantemente alla larga dai bordi) permette una maggiore scorrevolezza ed evita (o, perlomeno, rallenta) la formazione dell’antiestetica linea di confine già menzionata con Crazy Like a Fox, perché i due rossetti viaggiano a braccetto, diciamocelo.

IMG_20181111_112037Va monitorato? Sì. Più che altro perché tende a seccarsi col trascorrere delle ore e ad assumere un aspetto poco uniforme e grumoso, non esattamente il top (teniamo presente che un colore come il rosso, intenso ed evidente, mette in risalto le labbra nel bene e nel male! Ogni imperfezione viene amplificata, ahimè). Di nuovo, come sopra: non tentate d’intervenire a secco o farete solo guai (se pensate furbescamente d’inumidire le labbra con la saliva, anche no: se possibile peggiorerete la situazione)! Di nuovo abbiamo bisogno di una texture burrosa che vada a sciogliere eventuali grumi e ad ammorbidire la parte: solo dopo si può pensare di sfumare, uniformare, rimestare….o più semplicemente ripassare il rossetto.

Il colore, che ve lo dico a fare? E’ veramente molto elegante, lo vedete! Viene definito dall’azienda full coverage dal finish metal, ma su questo non mi trova del tutto d’accordo. Sulle labbra non penso sia evidente o comunque non è una caratteristica che salta all’occhio: per me è quasi un semi-matt…, molto bello per carità, ma non particolarmente metal, ecco.

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Questi 3 sono di sicuro i rossetti più usati degli ultimi mesi, merito un po’ dell’effetto novità ma anche di colori particolarmente adeguati alla stagione. Ma poi, se anche così non fosse, se non risultassero in linea alle tendenze moda intendo, farebbe la differenza? Se sei una red addicted sai cosa intendo…. VA BENE PURCHE’ SIA ROSSO.

L.

 

 

 

 

 

I HELIX

Quando la cosmesi è una vera passione, non dettata dalle mode del momento e non orchestrata dagli omaggi delle aziende, essa è il vero specchio di ognuna di noi, riflette le nostre ambizioni e insicurezze, le nostre voglie e i desideri, ciò che vogliamo preservare, migliorare o, perché no? Tentare di cambiare. Osservando con occhio attento scelte e orientamenti ci accorgiamo se siamo in bolletta, per esempio, se abbiamo meno tempo del solito da dedicare alla cosmesi, se siamo prese da altro; momenti in cui ci rassicura circondarci di mille cose, altri in cui ci angoscia; meglio 100 prodotti low cost o un paio ma luxury? Non c’è una risposta che valga sempre, dipende da ciò che ci appaga e ci fa sentire bene perché, ricordiamolo, il prendersi cura di sé è principalmente questo, attraverso la pelle arrivare all’anima, passando per l’umore.

Ho portato avanti religiosamente per quasi un anno la routine Hauschka, con risultati ben più che appaganti: nonostante i malumori, le difficoltà e, non da ultimo, gli ormoni impazziti, ho goduto di una pelle praticamente perfetta. Cosa mi ha spinto a cambiare, allora? Il desiderio di provare e sperimentare qualcosa di nuovo, ed ogni appassionata potrà confermarlo, e la voglia di una routine meno austera, varia e giocosa, bella a vedersi e ancor meglio ad usarsi. Questo bisogno di cose belle e pregiate, nato in sordina durante l’estate, ora è più vivo che mai ed è evidente il mio desiderio di coccolarmi dall’aumento esponenziale delle maschere, ad esempio, e dalla ricerca di prodotti…preziosi e sofisticati.

Quando ho capito che era in corso questo ennesimo cambio di rotta, ho iniziato a guardarmi intorno alla ricerca di un brand con cui avviare una beauty routine che rispecchiasse la mia nuova me: un’occhiata ai prodotti Eterea mi ha fatto capire che ci eravamo trovate.

Eppure conoscevo già Eterea dal Sana dell’anno scorso, ma evidentemente i tempi non erano maturi ed infatti in quel momento avevo bisogno del rigore essenziale che la routine Hauschka mi offriva. Al Sana di quest’anno, invece, ero già munita di vera e propria lista della spesa, peggio che al supermercato. 

Un prodotto che la dice lunga sul desiderio di aggiungere quel tocco in più alla classica beauty routine è il siero, quel qualcosa da centellinare e che è essenzialmente lo specchio del desiderio di portare al next level la nostra abituale concezione del prendersi cura di sé. In genere, infatti, parliamo di un prodotto ben più concentrato e ricco di attivi, che lavora più in profondità di quanto non faccia la semplice crema. Superfluo? Anche qui se ne potrebbe parlare ma, del resto, cos’è irrinunciabile quando parliamo di cosmesi? Si sopravvive anche senza creme…(già, si sopravvive)

Parlando di Eterea, il prodotto che troneggiava nella mia wish list da tempo è, appunto, un siero…

ETEREA COSMESI NATURALE_PRODIGIOUS HELIX SERUM

Fantasia Painting(63)Desideravo da tempo introdurre un siero, qualcosa di potente ma leggero, che potessi usare anche di notte senza che mi appesantisse la pelle. Non a caso, infatti, è stato il prodotto che ho messo in uso da subito, proprio dopo il Sana. Ricordavo perfettamente il suo lancio l’anno precedente e ne ero rimasta favorevolmente impressionata, tanto dal preferirlo a una serie di altre alternative, tutte molto invitanti in verità.

Mi piace l’aspetto sobrio e pulito di un pack che innanzitutto resta solido, pratico e funzionale (pipetta contagocce tutta la vita!! Il classico pump non funziona mai altrettanto bene e non garantisce il giusto controllo sulle quantità erogate). Ha la consistenza di un gel fluido che, tuttavia, mantiene un suo corpo ed un profumo femminile e delicato, assolutamente non invadente. L’ho usato ogni giorno, mattino e sera: solo di recente, essendo ormai agli sgoccioli ed avendo acquistato un altro siero destinato esclusivamente alla sera, preferisco utilizzare le ultime gocce rimaste al mattino. 3 gocce (fronte, guancia dx, guancia sx) ed un paio anche sul collo che, ripeto, viene spesso ingiustamente trascurato. Un goccino picchiettato sul contorno occhi, poi, non si nega a nessuno! Non lascia una sensazione di appiccicoso, comune a molti gel, né quel tipico effetto tensore altrettanto comune che molto spesso è in realtà il gel stesso che asciugandosi tira. Il comfort è assoluto: io amo le consistenze ricche e oleose, sebbene la mia pelle non si sia dimostrata sempre d’accordo, ma questo prodotto nonostante sia ben lontano dall’essere corposo, resto in ogni caso piacevolissimo da massaggiare.

WP_20181103_15_27_50_ProE’ di rapido assorbimento, dunque si può passare subito al trattamento successivo, cosa essenziale per chi, come me, al mattino ha sempre i minuti contati. Ripeto: la sensazione immediata è indiscutibilmente piacevole ed ha l’aspetto di una vera e propria coccola, cosa che nella cosmesi ha valore tanto quanto la funzionalità e l’efficacia del prodotto stesso.

Col trascorrere delle ore non si ripresenta in alcun modo in superficie, né per eccessiva lucidità (io cmq tendo a lucidare nella zona T) né perché compromette l’abituale tenuta del make-up; al tempo stesso la pelle non risente dell’insidioso effetto contrario, dunque non chiede nutrimento durante il giorno, non tira e resta perfettamente idratata (da tener presente che la mia esperienza è relativa a mesi ancora piuttosto caldi).

Ma parliamo del prodotto che coniuga ricerca, innovazione e purezza della formula, perché eco-bio cosmesi può significare anche tutto questo: chi desidera ottimi ingredienti naturali non deve rinunciare a guardare avanti verso prodotti sempre più all’avanguardia. Conosciamo già bene le molteplici proprietà della bava di lumaca, ne abbiamo già parlato (QUI): rigenerante, esfoliante, levigante…un reale elisir di bellezza. statisticheEbbene, il Prodigious Helix Serum è proprio a base di bava di lumaca, a cui sono stati abbinati  Acetil Octapeptide-3 e Acetyl Tetrapeptide-2, attivi di ultima generazione preziosi alleati nella conservazione e protezione dei tessuti. Ma non solo! Idrolato di Camomilla, Acido Ialuronico, Pantenolo ed un bouquet di estratti, tutti da agricoltura biologica: Rosa Canina, Avena, Mirtillo Nero, Calendula, Liquirizia, Malva. Il tutto genera una bomba anti-age, dall’intensa azione liftante, che stimola il rinnovamento cellulare e la produzione di collagene, mantenendo un ottimo grado d’idratazione pur rimanendo delicato ed addolcente grazie agli estratti di cui sopra, così ben bilanciati. Ditemi se questo prodotto non si faccia altamente desiderare….

Fantasia Painting(64)Io l’ho amato, è evidente. Me lo sono goduto dalla prima alla purtroppo molto vicina ultima goccia e sono stata seriamente indecisa sul doverlo riacquistare o meno. Gli effetti sulla mia pelle? Sicuramente ha eliminato il grigiore derivante da una routine un po’ troppo “piatta”, ravvivando il colorito; sebbene non abbia la pelle avvizzita (grazie al cielo!) ho potuto apprezzare un effetto tensore e rimpolpante. Quanto a schiarire eventuali macchie nulla da segnalare: ho un segno sul collo derivante dalla puntura di una zanzara (bastarda) che stenta ad andar via e non ho notato migliorie: ho invece constatato una guarigione più veloce di eventuali nuove imperfezioni.

Ho realizzato che bisognerebbe offrire una certa continuità di trattamento alla nostra pelle per permetterle di adeguarsi e godere degli effettivi risultati; tuttavia ho intuito che forse non è in assoluto il trattamento più adatto a me oggi e che, probabilmente, avrei fatto bene a provare altro. Dico meglio: dopo un anno di routine Hauschka, lo stravolgimento della mia skin care dal primo all’ultimo step non è stato un passaggio completamente indolore. Sarà che ho una certa, sarà altresì che la situazione ormonale è in subbuglio…e l’umore ancor peggio, ho avuto (e ancor oggi) qualche imperfezione a cui il dottore mi aveva fatto ormai completamente disabituare. C’è qualcosa in questa routine che non ho imbroccato, per così dire, penso in primis che la scelta del detergente non sia stata tra le più felici, ma avremo modo di parlarne più avanti. Dunque pezzo dopo pezzo proverò a cambiare o integrare in base ai suggerimenti che di volta in volta la mia pelle vorrà darmi….ma so già che il Prodigious Helix Serum mi mancherà moltissimo…

…se vi dicessi che, addirittura, non è nemmeno il prodotto ETEREA che mi piace di più, ci credereste mai?…

to be continued…

L.

 

 

 

La mia base: leggera, naturale, impalpabile.

In queste pagine forse l’argomento beauty meno ricorrente è il make-up. Vero, ma ciò non significa che non m’interessi….ecco, magari non è più la mia principale passione né di certo il settore cosmetico per cui spenda di più (e per fortuna, aggiungo!).

Ne abbiamo parlato più volte, per cui non tornerò sull’argomento, ma non è stato sempre così: col passare degli anni sono però andata scremando i cosmetici utilizzati fino allo stato attuale in cui non esiste più per me trucco occhi e sopracciglia (né mascara, eye-liner, ombretto, matite….nulla). La verità? Ne sono contenta e non tornerei indietro. Quel che invece m’interessa ancora, è la base viso. Sono costantemente alla ricerca di una combinazione di prodotti tale dal garantirmi

  • uniformità dell’incarnato
  • opacizzazione di media durata
  • aspetto naturale

E’ chiedere tanto? Evidentemente sì, visto che ancora non ho trovato la giusta quadra: qualcosa mi piace…qualcosa no…il fatto è che trovo tutto troppo “visibile”, ecco. Mi disturba vedere distintamente il trucco in volto, vorrei piuttosto un’amalgama di sfumature e colori che mimassero una perfect no-make-up face, minimizzando tuttavia i piccoli rossori o le eventuali imperfezioni presenti, uniformando il colorito e che, soprattutto, dopo 12H fuori casa (sebbene un lieve ritocco in pausa pranzo), non mi lasci la faccia sbattuta-incartapecorita-distrutta da centenaria. Ancor più essenziale, quindi, il fatto che il make up si fonda con la pelle senza evidenziarne pori e grana (grave), linee d’espressione (gravissimo)… e rughe (tragico). Gradirei inoltre non sembrare unta come l’incarto di un panzerotto, grazie.

Vedrete qualcosa d’inedito…ma anche reperti storici di cui mi vergogno come una ladra…ma non posso farci niente: avere tanto make-up da smaltire è una cosa che mi mette ansia, non chiedetemi perché. Ed il comprarne di nuovo fa sorgere sensi di colpa a me, in genere, sconosciuti. Per cui, in generale, il mio motto è <<usalo fino a quando non lo finisci, dopo di che ne comprerai un altro>> (eccezion fatta per i rossetti rossi che godono di un altro statuto, con relativo motto a parte, <<se è rosso ed è nuovo lo devi avere>>).

Quando mi trucco parto dal contorno occhi, ma dire che io usi un correttore è improprio: a volte capita, altre volte no. Importantissimo!!! Se mi si evidenziano le rughe il prodotto è inesorabilmente bocciato, idem se è troppo rischiarante: dovrebbe dare freschezza e risalto allo sguardo, invece trovo che mi faccia apparire tremendamente stanca e affranta. Meglio una sana occhiaia, credete a me. Il tutto ovviamente deriva dal fatto che non trucchi minimamente l’occhio e non possa dunque contare su espedienti per dare profondità, ingrandire, rimpicciolire, ecc. Nulla, io posso contare solo sul mio occhio così com’è, meglio puntare sul quanto più possibile SAVE_20181028_142858naturale. Ebbene, la PRESSED POWDER 02 Light Beige di VEGALE è stata, per me, una rivelazione. Non esagero. Anzitutto perché partivo da una ben cocente delusione in merito: l’avevo acquistata per il viso, come ogni cipria che si rispetti ma si è rivelata, sin dalla prima applicazione, inutilizzabile. L’ho provata ad uso fondotinta, come mia abitudine, come polvere di finitura, come ritocco: nulla, una incompatibilità totale, tutto quello che una cipria NON dovrebbe fare. Uno zombie appena uscito dalla tomba avrebbe un aspetto di sicuro più giovane e riposato di me. Nel gioco del vediamo cosa farne perché non si butta via niente, ho iniziato a sperimentare: incredibilmente usarla in stile concealer l’ha fatta schizzare in vetta alla mia personalissima classifica del make-up più amato di tutti i tempi! E’ sufficientemente chiara dal rischiarare l’area dell’occhiaia con naturalezza, non evidenzia quelle piccole odiose lineette vicino al dotto lacrimale, dura strepitosamente fino a sera e, attenzione, non s’infila nelle linee d’espressione (ma chiamiamole pure rughe, va’). Ha un grazioso pack in cartone, compatto, maneggevole e ben saldo nella chiusura. Se solo avesse avuto la stessa resa su tutto il viso!! Ad ogni modo la amo, non so se si sia intuito. Un unico monito, però: la palpebra mobile meglio non coinvolgerla, altrimenti risulta tutto un po’ troppo chiaro e fasullo, oltre che si ritorna pericolosamente sul confine “sono stanchissima ed ho pure pianto”. Anche no.

Dunque abbiamo una palpebra mobile da truccare, meglio proseguire. Ho imparato che, SAVE_20181028_142807quel che mi serve, è solo opacizzarla un po’ (odio quell’effetto lucido stile cartoon anni 50). Uso dunque la stessa polvere che poi andrò a stendere su tutto il viso: qualcosa di realmente leggerissimo ed invisibile, la LOOSE MATTE MINERAL POWDER 01 Light Beige di SANTE. Quel che da subito mi ha incuriosita di questa polvere è stata l’assenza di Talco (ne abbiamo già parlato QUI), la promessa di un delicato finish velvet ed opaco. Inoltre il grande formato risulta sempre comodo sia per una questione di convenienza, ovvio, ma anche la praticità che solo una jar grande ti può dare, senza dover usare il classico piattino per prelevare il prodotto con il pennello ma adoperare il tappo stesso. Impagabile. Quel che, indubbiamente, mi piace di questa polvere è la sua leggerezza ed impalpabilità; un po’ meno il fatto che resti completamente, assolutamente, irrimediabilmente invisibile, nel bene e nel male. Già perché se da un lato è proprio un make-up in trasparenza che ricerco, dall’altro gradirei un minimo di effetto abbellente: non uniforma l’incarnato, non mimetizza discromie, non copre neanche lontanamente le imperfezioni, anche piccole. Niente. E non è nemmeno stratificabile: non coprirà nulla ugualmente. Certo, se dovessi scegliere tra un prodotto coprente al prezzo di un viso visibilmente truccato, scelgo piuttosto una base naturalissima e pace per i difetti a vista; tuttavia i prodotti che rappresentano un buon compromesso ci sono, ne ho trovati in passato pur parlando di semplici ciprie, dunque non vedo perché accontentarmi. Tra l’altro da quando ho rivoluzionato la mia beauty-routine, la pelle è un po’ capricciosa, dunque un tantino di coprenza non potrebbe che farmi comodo, ma tant’è.

Nei giorni, invece, in cui desidero darmi un po’ di glow, un minimo di colore e di SAVE_20181028_143235uniformità, allora unisco alla  LOOSE MATTE MINERAL POWDER di SANTE, anche un po’ di MINERAL FOUNDATION PHIBEST 2,5N Over Light di FINIS TERRE ma solo ed esclusivamente sulle guance. Sebbene il suo effetto mi piaccia moltissimo, il fatto che sia una polvere traslucente contenente MICA la rende naturalmente illuminante…cosa che non va sempre d’accordo con una pelle che tende a lucidarsi nella zona T, per cui per forza di cose me ne tengo alla larga. Ha una qualità eccelsa, indiscutibilmente alta ed una formulazione tale dal renderla setosa al tocco e quasi cremosa: potrebbe sembrare un paradosso parlando di una polvere, ma è così, fidatevi. Questa sua singolare consistenza fa si che sia assolutamente confortevole da indossare tutto il giorno ed inoltre è senza dubbio di lunga durata. Parliamo di una eccellenza nel campo del minerale, che ha un suo costo (per nulla inaccessibile, ma comunque di fascia medio-alta). Io ho avuto l’occasione di provarlo grazie a Francesca SemplicementeBio, in questa colorazione in full-size più qualche altro pottino (decisamente il 2P Light Peach è la colorazione che preferisco e che, infatti, custodisco gelosamente). Il sito è pieno di articoli interessanti (da provare, a mio avviso, i fondi RUNA MINERAL ADD), ma ciò che manca e che invece sarebbe utilissimo trovare, sono i soliti set contenenti 3 o 4 mini-jar, fondamentali per scegliere il giusto colore prima di buttarsi nell’acquisto di una full-size alla cieca. I trial set sono una genialata, c’è poco da fare, nel make-up come nella skin care!

SAVE_20181028_143028Quel che non è cambiato dall’ultimo post del genere (QUI), è la terra che, sebbene in uso costantemente tutti i giorni…è ancora la stessa (mi vergogno come una ladra). Si tratta del DUO-BRONZER 20 Sunny Bronze di ALVERDE, che mostra la cialda da tempo immemore, è in uno stato pietoso ma non accenna a finire!! Penso che si rigeneri durante la notte! Ho acquistato un altro bronzer già da tempo, pensando “quanto potrà mai durare ancora?!”…e invece!! La mia etica, come già detto, mi impone di non tenere in uso troppi prodotti contemporaneamente…dunque la mia antipatia per questo prodotto non fa che crescere ogni giorno di più.

Altra reliquia è il PR1MER LOOSE POWDER di PUROBIO acquistato non so più bene perché ed usato per un’infinità di scopi differenti, senza SAVE_20181028_142950tuttavia eccellere in niente. Non è un cattivo prodotto, ma francamente non ho ancora capito come meglio impiegarlo al fine di dargli una reale utilità. Essendo di fatto un primer dovrebbe aiutare la base minerale ad aderire meglio ed essere, al tempo stesso, più duratura. Messo sotto, sopra, mischiato al fondo, al posto della cipria….nulla, non trovo differenze sul risultato finale né in termini di finish, di aderenza, di durata. Lo uso fondamentalmente perché vorrei consumarlo, ecco. E qual è l’unico, reale modo di consumare i prodotti?…usarli!! Quando qualcosa non ci piace, lo dico sempre, evitiamo di accantonarla dopo i primi tentativi falliti o deludenti. Metterla da parte è solo l’anticamera del doverla gettare di lì a quando ormai sarà inservibile ed è sempre un peccato, magari non per il prodotto in sé quanto perché si stanno gettando inevitabilmente dei soldi…e visto che non crescono sugli alberi….

Fedele a questo principio, ho preso 3 prodotti che non mi convincevano del tutto singolarmente (LOOSE MATTE MINERAL POWDER di SANTE, MINERAL FOUNDATION PHIBEST di FINIS TERRE e PR1MER LOOSE POWDER di PUROBIO) ed ho provato  a miscelarli insieme, ovviamente in proporzioni diverse: il risultato? Francamente…niente male davvero! Diciamo che riescono a completarsi ed integrarsi vicendevolmente: una maggiore quantità della Loose Matte Mineral Powder mi assicura comunque un make-up leggerissimo, il MINERAL FOUNDATION PHIBEST di Finis Terre gli da corpo, carattere e lucentezza in più, il PR1MER LOOSE POWDER ferma il tutto e bilancia l’eccessivo glow. Vi sembro pazza? …probabilmente…

Ma non c’è base che si rispetti senza delle gote rosee degne di una florida montanara cresciuta e pasciuta in freschi pascoli incontaminati. Bene, il blush è un prodotto che mi piacerebbe variare, ma averne più di un tot, di nuovo, mi sembra un po’ uno spreco (anche perché, per quanto mi applichi, non mi riesce di bucare nemmeno la cialda)! SAVE_20181028_143319Capirete bene, però, che se è in saldo al 50% persino io devo piegarmi all’acquisto: parlo del GREEN ME 02 CORAL VIEW di KIKO. Si tratta di un rosa corallo con un delizioso shimmer oro, luminoso ad immediato effetto bonne mine. Molto probabilmente swatchato sembra più bello e intenso di quel che è realmente: applicato con il pennello perde un po’ di carattere, lasciando una vaga satinatura rose gold; caricare è arduo perché non lo trovo ben sfumabile (sebbene abbia la strada completamente spianata da una base setosa e asciutta…), dunque less is more e buona così.

Un altro grandissimo favorito degli ultimi anni è l’illuminante, senza il quale davvero non si può uscire di casa neanche per fare la spesa: magari in pigiama, ma con l’illuminante, cavolo! Di recente ho finito la mia amata Illuminismo di Neve Cosmetics ma è pur vero che pareva dovesse finire da mesi, ormai. Infatti in vacanza, in via del tutto cautelativa, avevo portato con me anche un eventuale supplente…che in realtà è poi stato l’highlighter ufficiale Irlandese: il MINERAL EYESHADOW LIQUID MIRROR di SAVE_20181028_143135NEVE COSMETICS. Si, è un ombretto ma se date un’occhiata agli illuminanti in voga oggi, capirete bene che non c’è poi una grande differenza: l’imperativo è emanare luce da galassie di distanza. Io, che pure prediligo un effetto nettamente più discreto, mi sono ancora una volta ingegnata nel tentativo di consumare qualche prodotto altrimenti destinato al cestino e, in tutta onestà, devo ammettere che il buon Liquid Mirror, se applicato con mano leggera e ben sfumato grazie ad un fan brush, si va ben ad uniformare perdendo l’aspetto di pagliuzze dorate e regalando un’aurea luminosa e soffusa. L’imperativo, dunque, è less is more, ancora una volta!

Ebbene, nessuna beauty tips da make-up artist, nessun segreto di bellezza, niente che dobbiate tentare di riprodurre: in definitiva un semplice, semplicissimo make-up per chi, come me, desidera cercare d’impiegare al meglio i prodotti che ha, mantenere un aspetto quanto più possibile naturale ….ma meglio della propria faccia al naturale, ecco!

L. 

 

Mother-Water and more

Sarebbe bello che, una volta tanto, potessi aggiornare questo diario con buone nuove, ma la verità è che la cellulite continua ad essere una presenza sempre più familiare nella mia vita. Potrei darle un nome e condividere con lei questa mia esistenza solitaria, tanto che ci sono. E, del resto, finirà proprio così, come Hollywood ci ha mostrato in tante salse: gli eterni nemici finiranno per amarsi, chissà?

Lo ribadisco ancora una volta: non ho la fissa della cellulite, ma considerata l’attenzione che pongo alla body care, mi piace ritagliare un piccolo spazio mirato, del resto su gambe, glutei, fianchi e addome una crema dovrò pur metterla, giusto? Perché non scegliere un prodotto specifico, allora? Inoltre, per quanto ancora mi è possibile, svolgo regolare attività fisica, bevo molto e ho una dieta equilibrata: il tutto, unito al contributo che la cosmesi può dare (ed in cui credo fermamente), penso che possa dare i suoi frutti.

A questo giro ho voluto approcciarmi ad un marchio per me nuovo, Guérande, acquistato in saldo su un e-commerce in liquidazione. Durante la mia precedente routine anti-cellulite, ho potuto apprezzare l’interazione tra uno scrub leggero, che possa infatti essere usato con una certa frequenza senza stressare la pelle, ed un prodotto da massaggio ed ho pertanto voluto replicare.

Tanto per cominciare, Guérande prende il suo nome proprio dalla cittadina francese in cui ha sede l’azienda, nota per le saline e l’alta qualità del sale prodotto. La caratteristica di questo brand è l’aver sviluppato una gamma di cosmetici a base di acqua madre, ossia l’acqua derivante dall’evaporazione finale nel processo di produzione del sale. Quest’acqua, infatti, ha una concentrazione di sali minerali e micronutrienti di ben 10 volte superiore rispetto all’acqua marina e per questo considerata una vera e propria living water! Proprio in virtù del fatto che la nostra pelle è costituita dal 70% d’acqua, va da sé che mantenere questo prezioso equilibrio è di fondamentale importanza per il suo benessere e la sua bellezza: ricorrere a cosmetici basati su un’acqua di composizione tanto affine a quella del nostro organismo può giocare un ruolo fondamentale per il rinnovamento cellulare e una miglior ricettività ai principi attivi presenti nei trattamenti effettuati.

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Capirete bene che, dinanzi a premesse di questo tipo, certo non potevo esimermi dal testarne l’efficacia..

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Fantasia Painting(59)GUERANDE BODY SCRUB DETOXIFYING_Ogni rituale che si rispetti, parte dalla vasca da bagno (alla peggio, doccia) perché nulla può avere inizio su una pelle che non sia ben detersa. Il prodotto si presenta piuttosto liquido e con una granulometria fine ed uniforme. Su pelle bagnata rischiate di perderlo del tutto sotto le mani, meglio su pelle asciutta anche perché il fatto che non sia compatto renderà possibile il poterlo stendere e massaggiare agevolmente. Io procedo come consuetudine su addome, fianchi, glutei e cosce: si sviluppa una sorta di scia bianca, il tutto immediatamente assorbito dalla pelle a massaggio terminato. Dopo di che, proprio perché non ne ho mai abbastanza, inumidisco i palmi e ritorno a massaggiare creando questa volta una vera e propria morbida schiumetta (il passaggio del detergente può essere tranquillamente skippato). Infine m’immergo in vasca: la sensazione, lo immaginate ovviamente, è di puro benessere. La fragranza è fresca ed un po’ maschile, tipica di tutti quei prodotti al profumo di brezza marina & simili. Sebbene in apparenza affatto strong come tipologia di scrub, devo ammettere che ha una sua efficacia, proprio in virtù del fatto che sia così omogeneo in sale e che permetta un notevole massaggio! La pelle appare subito detossinata, chiara, uniforme e, al tatto, estremamente liscia senza la minima untuosità proprio perché non grasso. Un trattamento rinvigorente che, specie con le calde giornate da fine agosto ad oggi, si è dimostrato fresco, piacevole e rigenerante.

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Estratto di “Alga Norvegese”, ricca in iodio, aminoacidi, antiossidanti e minerali, sale di organicGuérande per le sue qualità remineralizzanti, “Mother-Water” che favorisce l’equilibrio dei minerali nell’epidermide e aiuta la pelle ad assorbire tutti gli ingredienti attivi; ancora, l’argilla di Guérande per le sue proprietà rilassati e purificanti ed infine l’estratto dell’alga Enteromorpha ad azione antiossidante. Il 98% degli ingredienti sono di origine naturale di cui il 21% biologici!

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Fantasia Painting(58)GUERANDE FIRMING GEL BODY AND LEGS DRAINING_Un prodotto sicuramente indicato per la stagione calda per via della sua texture leggera in gel. Tuttavia non fatevi ingannare dalla sua consistenza: non si tratta di un prodotto “sbrigativo”. Molto spesso ci si orienta verso i gel nella convinzione siano di rapidissimo assorbimento per una body care in tutta velocità; altre volte, invece, li si evita per la stessa ragione, fondamentalmente, in quanto si ritiene non consentano un adeguato massaggio. Diciamo che c’è un fondo di verità in entrambi i casi, ma è pur vero che ci sono gel e gel. In questo caso, per quanto piuttosto fluido, il prodotto non viene immediatamente bevuto dalla pelle, tutt’altro. Il massaggio che ne consegue dovrà essere sufficientemente energico e lungo prima di potersi definire concluso (il che, lo sappiamo bene, è di fondamentale importanza nella lotta alla cellulite tanto quanto il prodotto stesso)! Dunque, dopo un massaggio di tutto rispetto, si assorbirà in men che non si dica lasciando la pelle liscia, vellutata ma asciutta. Nessuna sensazione di appiccicoso, nessuna urgenza di lavarsi le mani: io continuo tranquillamente con i restanti trattamenti. Penso che sia inoltre ideale per tutte coloro che non amano sensazioni di caldo o freddo oppure, avendo capillari fragili, preferiscono evitare: nessuna reazione termica, nessun arrossamento della pelle. La sua profumazione, poi, è di nuovo fresca e rinvigorente ma delicata e, soprattutto, non appesta i vestiti.

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Naturalmente a base di Acqua-Madre, ritroviamo l’estratto di Ascophyllum Nodosum altresì noto come “Alga Norvegese”, estratto di Salicornia Verde ricca in Magnesio e Zinco, estratto di Sphacelaria Soparia, che dovrebbe interferire con l’accumulo degli acidi grassi responsabili della cellulite. Il 98% degli ingredienti sono di origine naturale ed il 20% biologici.

L’azienda ne raccomanda un uso quotidiano per almeno 28 giorni: io sono andata ben oltre, essendo infatti arrivata alla fine della confezione; ho anche portato entrambi i prodotti con me durante la mia ultima trasferta Bolognese/Milanese. La pelle è effettivamente “ossigenata”, lo si vede chiaramente proprio da un aspetto uniforme, compatto, rischiarato, specie immediatamente dopo il massaggio. Tuttavia non posso dichiarare altro in merito, né in fatto di riduzione dell’odiosa buccia d’arancia, ritenzione idrica, men che meno cellulite. Quanto all’azione drenante beh…diciamo che affinché io noti un incremento considerevole della famosa plin plin, ce ne vuole. Ho però potuto apprezzare una certa corsa al bagno a distanza di circa mezz’ora dal massaggio, cosa estremamente rara da ottenere con trattamenti casalinghi!!

Ovviamente non devo essere io a raccomandare cautela a tutte le donne con problemi di Tiroide, giusto? Dovreste già aver imparato a tenervi a debita distanza da alghe varie ed eventuali!

Ebbene, due prodotti sicuramente interessanti, se non altro per un concept diverso rispetto alle composizioni trite e ritrite dell’universo anti-cellulite; tuttavia sappiamo bene che di cellulite ne esistono svariate tipologie e, del resto, siamo tutte diverse e ciò che funziona per me oggi non significa che andrà ugualmente bene domani, figuriamoci per un’altra persona! Dunque…tutto è da provare e niente è garantito 😉

Per dirla a tema, nient’altro che due gocce nel mare della mia cellulite…

L. 

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*dal sito.

#honeyaddicted 2

Non è passato molto tempo dalla mia dichiarazione di amore assoluto e devotissimo verso il miele. Ebbene sì, l’ossessione continua e, complice una dieta ovviamente povera di dolci (che dieta sarebbe?) e la voglia di zuccheri alle stelle, mi consolo con una body care quanto più golosa possibile, visto che solo in questo ambito posso dar sfogo senza ritegno alle meglio abbuffate. No sensi di colpa, nessun cm guadagnato su girovita e cosce e nessuna tirata d’orecchie da parte del nutrizionista: solo goduria all’ennesima potenza.

Devo riconoscere che la passione per i prodotti contenenti miele (e, soprattutto, profumati al miele) ha battuto di molte lunghezze il mio periodo Cinnamonmania sbocciato lo scorso anno di questi tempi ed esauritosi nel giro di qualche mese: sia chiaro, la Cannella è ancora oggi una delle mie profumazioni preferite e di tanto in tanto mi metto alla ricerca di qualche potenziale nuova referenza immessa sul mercato a mia insaputa, ma il miele è un’altra storia… ed è anche un tantino più soddisfacente per lo shopping in quanto, bighellonando per e-commerce, di prodotti carini se ne trovano. Non tantissimi, ma quanto basta per variare un po’.

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Partiamo da quello che potrebbe essere il prodotto-ponte tra la Cinnamonmania e la Honeyaddiction: ORGANIC CINNAMON & HONEY BODY SCRUB di ORGANIC SHOP! Il suo acquisto affonda le radici nella notte dei tempi e non escludo avesse più a che fare con la cannella che con il miele, ma tant’è. In realtà se proprio dobbiamo dirla tutta…c’entra poco sia con l’una che con l’altro, sob. Infatti il caro scrub, sebbene dall’odore molto goloso e zuccherino, non mi rammenta per nulla il miele e ancor meno la cannella. Ripeto, odora di buono e di dolce, probabilmente di torta, è molto goloso…tutto vero, ma miele e cannella assolutamente non pervenuti! Ho avuto anche la coffeevariante COFFEE & SUGAR, che aveva lo stesso odore sia pure con una punta d’inspiegabile liquirizia, mah. Ad ogni modo, odore a parte, il prodotto ha un suo perché ed una indubbia efficacia. Partiamo col dire che è quasi una pasta di scrub, penso che la definizione pedestre sia tuttavia calzante! E’ compatto e per niente oleoso, si preleva con facilità e di certo non si rischia il fall-out! Ho visto che su pelle inumidita non va affatto bene: i granelli tendono a sciogliersi e perdono di molto l’effetto abrasivo; del resto neanche su pelle asciutta funziona in quanto troppo compatto e poco scorrevole: in questo modo occorrerebbero davvero grandi quantità per coprire tutto il corpo e non possiamo permettercelo in quanto il WP_20181006_20_44_59_Provasetto è di soli 250 ml. La soluzione ideale per me è stata distribuirlo alla bell’e meglio su pelle asciutta e proseguire il massaggio con le mani inumidite: il giusto compromesso per ammorbidire e fluidificare la sua compattezza senza perdere di efficacia!  Uno sguardo all’inci ci mostra l’effettiva presenza sia di Miele che di estratto di Cannella, entrambi da agricoltura biologica; a base di zucchero, glicerina, burro di Karitè e olio di semi di Girasole. Per il resto non c’è molto altro da aggiungere: penso sia consigliabile, è molto economico ed è sufficientemente strong, cosa che ricerco in un esfoliante corpo; è certificato BDIH, è naturale al 99,54% e non contiene SLS, parabeni e siliconi: pelle levigata e nutrita, ….se solo profumasse di miele!!IMG_20181005_135106Proseguiamo il nostro viaggio a Mielandia (non quella di Harry Potter però) con un brand made in USA e che, forse proprio per questo, non ha mai avuto un grosso appeal su di me, sebbene ce l’abbia sempre sotto al naso, io che compro su Ecco-Verde da una vita. Tuttavia lo zio Burt e le sue api mi hanno tentata con un idratante corpo all’arcinota abbinata latte e miele…e dunque perché no? Infatti la NATURALLY NOURISHING MILK & HONEY BODY LOTION di BURT’S BEES l’ho trovata da subito accattivante, anche per come si presenta: la sua grafica un po’ retrò, il colore che rimanda subito al miele e il claim “24-hour moisturization” hanno fatto il resto. Non abbiamo avuto subito un gran feeling, principalmente per il suo odore dolce sì ma, di nuovo, per niente attinente al latte e men che meno al miele, aihmè: quel tipico profumo dolce-plasticoso delle WP_20181006_17_51_28_Probambole. Andando avanti con l’uso ho saputo apprezzarla e, inaspettatamente, oggi mi piace. Una volta abituata alla fragranza un po’ finta ed industriale, è stato tutto in discesa: preciso anzitutto che il termine “lotion” o “lait” potrebbero farvi pensare a qualcosa di fluido e leggero. No, si tratta proprio di una crema, dalla consistenza singolare, è vero: non è liscia né compatta, ma quasi montata, soffice, molto facile da stendere e massaggiare anche su ampie porzioni di pelle e, nonostante questa leggerezza, ha un suo corpo, un fattore altamente nutriente percepibile già sotto le dita. Ed infatti è vero che mantiene l’idratazione a lungo e non escludo affatto che possa garantirla per le 24h di cui sopra, anche se io non sono mai stata così tanto tempo senza lavarmi e riapplicarla. Se si abbonda con le quantità potrebbe addirittura risultare un po’ unta, ma il tutto è facile da tenere sotto controllo, in base alle abitudini/esigenze/sregolatezze di ognuno (a me, infatti, con l’abbassarsi delle temperature, capita di eccedere più di frequente rispetto alla scorsa estate in cui mi sono mantenuta leggera! Dunque perfettamente modulabile: un prodotto 4 stagioni, per intenderci). Oli di semi di Girasole, Cocco, Oliva e Vinaccioli, cera Alba, burro di Karitè, Latte scremato in polvere, Miele, succo d’Aloe, estratto di Rosmarino, Vitamina E, Beta Carotene e un paio di oli senza infamia e soprattutto senza lode (Soia e Colza). Certificato Natural Products Association e Leaping Bunny.

Probabilmente non è un prodotto che riacquisterei, ma continuo ad usarlo con piacere finché ce n’è!….se solo profumasse di miele!!

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E poi c’è lei, la reginetta del post, crema amata e adorata che riacquisterei sicuramente alla prima occasione (…ehm…già fatto). Capita d’innamorarsi di un prodotto, a me capita continuamente del resto, e l’oggetto della mia adorazione è la CREMA MANI AL MIELE di BIO BIO BABY. E dire che ho avuto modo di utilizzarla in campioncino innumerevoli volte, ma mai l’avevo apprezzata, probabilmente i tempi non erano maturi per la nostra storia, chissà. A parte WP_20181006_17_50_31_Proil pack delizioso, come del resto l’intera linea in tutte le sue varianti prodotta da Pilogen Carezza, ha un pratico formato da 40 ml, ideale da borsetta o per chi fatica a portare a termine entro il PAO una crema mani (per quanto mi riguarda, se fosse da 400 ml sarebbe anche meglio, ovvio). Ha una texture fondente, idrata in profondità, si assorbe in fretta e non unge, requisiti davvero fondamentali in una crema mani. Ma quel che la rende ulteriormente speciale e insostituibile (da qui il perché l’abbia già ricomprata) è, finalmente, il suo profumo di miele, inebriante e dolce da crear dipendenza. La cosa sorprendente, poi, è la persistenza della fragranza sulle mani!! Tanto per intenderci, la applico al mattino intorno alle 8,15 mentre rifaccio il letto e, all’ora di pranzo, la sento ancora, nonostante io in ufficio abbia lavato le mani sicuramente almeno una volta! Magari fosse una crema corpo…o avesse un formato tale dal consentirmi di farne questo uso!!

Burro di Karitè, olio di Jojoba, Miele ed estratto di Rosa Canina tutti da agricoltura biologica e, all’inizio dell’inci, olio di Riso. Una crema davvero economica ma al tempo stesso preziosa e di cui non ho intenzione di fare senza, almeno per il prossimo futuro o finché durerà la honeyaddiction!

L.

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Quel che resta dell’estate…

Questa lunga, calda e singolare estate è ormai definitivamente alle spalle e, sebbene non sia notoriamente una grande fan di questa stagione, credetemi, lo dico con una punta di rammarico.

L’estate, come l’inverno del resto, ha regole tutte sue e difficilmente si riesce a scendere a compromessi: le beauty routine vengono alleggerite sia per numero di prodotti utilizzati che per consistenza degli stessi; il gran caldo ci rende meno predisposte al massaggio…e la notte ci incolliamo alle lenzuola…e il giorno ci incolliamo ai vestiti…insomma: una vera lotta alla sopravvivenza!

Di buono c’è, però, che si sta in casa praticamente nude, si possono attendere tempi di posa di maschere e fanghi senza rischiare la broncopolmonite, le belle docce fresche e tonificanti sono un piacere, si tende ad usare meno prodotti, per numero e quantità impiegata, e si risparmia pure, alè.

Se la body care per voi come per me è un appuntamento da 3 volte al dì, peggio di un antibiotico, e soprattutto se per ragioni lavorative siete costrette ad uscire di case alle 15 con il sole che sta cuocendo la vostra macchina senza clima (e sottolineo SENZA), sapete bene quanto sia dura adempiere ai propri doveri di incrematrici compulsive di primo pomeriggio. DIO se è difficile. Ma quest’anno, lo riconosco, ho (per puro caso/fortuna/c…) imbroccato i prodotti giusti e tutto è filato liscio senza intoppi: sono sopravvissuta all’estate con una pelle da favola, extra morbida e liscia (posso vantare svariati feed-back in proposito).

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La doccia, tanto per cominciare. Parte tutto da lì, è l’unico step assolutamente

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imprescindibile: il lavarsi “a pezzi”, come si suol dire, non vale. In genere a mio avviso non vale quasi mai, ma in estate è completamente bandito! Volete mettere il rinfrescare il corpo per intero, quella meravigliosa sensazione di benessere? E poi, ok, mi lavo le ascelle e resto con un rivolo di sudore sulla pancia? Dunque, doccia forever and ever. Ed eccedete pure senza dare ascolto ai dermatologi che vogliono farvi crescere il muschio addosso probabilmente in vista del presepe: più di una doccia al giorno non ha mai ammazzato nessuno (Psyco a parte, s’intende). Abbiate cura però di scegliere detergenti delicati, poco schiumogeni e, ovviamente, con buoni ingredienti. Meglio se di grande formato (vorrete mica rimanere senza bagnoschiuma alla centesima doccia del giorno?): io ho acquistato questo bel BAGNODOCCIA CON ESTRATTO BIOLOGICO DI ALTEA de I COSMETICI DI PHEDEA (2) all’Ipercoop. Questo brand è prodotto da Pierpaoli che è sempre una garanzia, diciamocelo. Rispecchia tutte le caratteristiche sopra elencate: ha un comodissimo formato da 400 ml (direi “formato famiglia” ma questa quantità basta a malapena per me), è dolce sulla pelle, che risulta ben detersa senza essere aggredita o resa arida. In verità produce un soffice schiumetta, quindi può in tutta onestà essere gradito anche a chi usa bagnoschiuma tradizionali. Ecco, giusto la WP_20180922_15_21_56_Proprofumazione al mio naso non è completamente gradita: preferisco mille volte la versione alla Liquirizia che troneggia nel borsone della palestra e di cui probabilmente parleremo più avanti, chissà. Tornando a noi e alle caratteristiche del perfetto bagnoschiuma estivo, non possiamo non soffermarci sulla composizione che poi è il fulcro di tutto: i soliti tensioattivi delicati del caso, idrolato d’Orzo (emolliente, antinfiammatorio), estratto di Altea (idratante, addolcente e, di nuovo, emolliente ed antinfiammatorio), o.e. di Lavanda, tutto da agricoltura biologica. Questo bagnodoccia è inoltre certificato AIAB, Cosmesi QC e Vegan, facilmente reperibile ed estremamente economico, il che non guasta mai!

Ok, ci siamo lavate, ma non è finita qui: una faccenda di grande importanza che miete molte vittime, specie d’estate, è il deo. Quante di noi hanno avuto grandi difficoltà ad assestarsi con la sudorazione, una volta abbondonati i deodoranti tradizionali? E quante, me compresa, hanno gettato la spugna di fronte a temperature impossibili, ascelle pezzate e odori non esattamente gradevoli? Ne abbiamo già parlato, la questione è seria. Ne ho provati moltissimi prima di trovare il mio deo ideale e, francamente, dopo un primo periodo letale e qualche altro fallimento successivo, di buoni ed efficaci ne ho trovati diversi sul mercato. Oggi mi rendo conto di aver smesso di cercare, segno che ciò che è in uso da un bel po’ di tempo a questa parte, mi soddisfa completamente: il DEODORANTE DELICATO VAPO (4) di VIVIVERDE COOP, facendo i debiti scongiuri (…che non si sa mai…) dura tutto il giorno, asciuga in fretta e, aspetto fondamentale per me, non lascia antiestetici aloni sui vestiti (questo è importante tanto quanto il resto, detto da una che è gelosissima dell’integrità del suo guardaroba). Non mi dilungherò in quanto l’abbiamo già minuziosamente trattato QUI e, da allora, confermo tutto. Sappiate che ho la massima fiducia in lui tanto da averlo ancora una volta portato con me in vacanza, prova del 9 e dimostrazione massima di fede cieca, in quanto esco dall’hotel presto (a volte praticamente all’alba, giuro) e rientro alla sera senza aver ucciso nessuno togliendomi lo zaino e la felpa…! Attualmente ho anche smesso di guardarmi attorno: mi finisce il deo? Bene, vado all’Ipercoop e lo infilo nel carrello. E fine della storia.

Altra questione da affrontare è la non sempre facile idratazione d’estate. Partiamo dal

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presupposto che ci siamo lavate, deodorate e molto probabilmente stiamo già sudando: il caldo è una brutta bestia, lo so. In quante avranno voglia di spalmarsi qualcosa addosso? Non vedo mani alzate…tranne me: neanche in questa impietosa stagione voglio rinunciare al piacere di una crema corpo che, però, sia di consistenza fresca e leggera e di rapido (-issimo) assorbimento.  Non sempre va come dovrebbe e anche un “latte” può nascondere dietro un’apparente leggerezza, un’untuosità che vi frega, diciamocelo. A me è capitato tante volte. Ma quest’anno mi è andata bene, come già detto! E dire che ho anche tentennato quei 30-40 secondi prima d’infilarlo nel carrello, indecisa se potesse o meno fare al caso mio. Il LATTE CORPO IDRATANTE (1) di CENTIFOLìA si è dimostrato il perfetto alleato per questa calda estate! Ha una consistenza fluida e liscia, si stende rapidamente e, con piccole quantità, si riescono a coprire ampie aree del corpo. Nel giro di pochissimi minuti il gioco è fatto: tutto il corpo è perfettamente idratato, senza praticamente bisogno di massaggiare (che, d’estate, non è mai piacevole in quanto inevitabilmente si genera ulteriore calore). La pelle lo beve letteralmente restando morbida, vellutata ma asciutta, fresca e gradevolmente profumata (sentore floreale, lieve, fresco, leggero, anch’esso in linea con la classica esigenza estiva di evitare odori troppo invadenti o stucchevoli). Inoltre il suo grande formato (ben 400 ml) unito alla sua notevole resa, ha fatto si che mi accompagnasse per l’intera stagione ed oltre! Insomma, quando un prodotto è perfetto e racchiude tutte, ma proprio tutte, le caratteristiche ricercate in un determinato WP_20180922_15_22_24_Promomento. La mia indole di accumulatrice seriale nonché donna fortemente propensa alle scorte mi suggerisce di tornare all’Ipercoop e, alla prima occasione, ricomprarlo per la prossima estate, tanto mi è piaciuto! Penso inoltre che possa essere una scelta indovinata anche per le pigre, per chi fatica a portare avanti anche il minimo sindacale di una body care che si rispetti, perché “l’estate fa troppo caldo, l’inverno fa troppo freddo e poi non ho tempo”: il Latte Corpo Idratante Centifolìa per lo meno assicurerà un livello base d’idratazione costante nel più breve tempo possibile, consentendo di rivestirsi subito. Ma diamola un’occhiata all’INCI: succo d’Aloe, Glicerina, burro di Karitè e di Cacao, olio di semi di Girasole, estratto di Ginkgo Biloba, il tutto da agricoltura biologica (pari al 37,7% sul totale del 99% d’ingredienti naturali). L’estratto di Ginkgo Biloba è noto per le sue proprietà antiossidanti, anti-aging e soprattutto coadiuvanti del microcircolo. Che sia questa polvere di Riso a donare il suo tocco asciutto? Chissà! …ma la grafica che fa tanto MANGA, ne vogliamo parlare?

Ma andiamo avanti! Ovviamente ci sono questioni, come la cellulite, che non possono attendere l’arrivo dell’autunno. In molte, arrivato luglio o agosto al più tardi, già non se ne curano più: sono le stesse donne che a marzo si sono iscritte in palestra e andavano giù di fanghi e massaggi per affrontare la prova costume. Mostrate le vergogne, la questione può essere rimandata al prossimo anno con la solita tarantella. Io, invece, continuo nella mia disperata -quanto pressoché inutile- lotta alla cellulite e, anche in questo caso, devo dire di avere per puro caso imbroccato il giusto prodotto! Infatti la CREMA GEL INESTETISMI DELLA CELLULITE PEPE ROSA & LIME (3) di DELIDEA si è dimostrata perfettamente adeguata anche al caldo! Di nuovo, non mi soffermerò molto su questo prodotto poiché l’intera linea ha già goduto di un POST tutto suo non molto tempo fa, ma si da il caso che, terminato il kit, ne avessi già in scorta (ma come mai??) un altro tubo per proseguire il trattamento per qualche tempo ancora. Mi ripeto: il prodotto, nella sua leggerezza, ha comunque un certo corpo (infatti consente un buon massaggio), tuttavia non unge o appiccica e la successiva sensazione di freschezza ovviamente non può che farci piacere!!

..e la cellulite?…sempre lì…

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E la sera? Come già precisato nell’intro, un aspetto senz’altro positivo dell’estate é il fatto di andare per casa praticamente nude. Quante volte d’inverno mi capita di fare una body care serale/notturna dettagliata, indossare pigiama, vestaglia, andare in camera e….ARGH!! Ho dimenticato collo e décolleté!! E chi si spoglia di nuovo!? Ecco: d’estate, statene pur certe, questo non accade. O meglio: succede di saltare degli step ma si riesce a porre rimedio senza drammi. Non ci vuole nulla ad abbassare una spallina ed adempiere al proprio dovere! Come già dettagliatamente descritto, ho dedicato tutta l’avvolgente carezza dell’elisir MAMI DROPS (6), linea DOLCEAURORA di LALEI, al mio scarno décolleté (che tuttavia sta vivendo un periodo di strana floridità in concomitanza dell’uso della pillola, a titolo di cronaca): non riesco ad immaginare una coccola serale più rilassante e rigenerante e profondamente nutriente (leggi: staresti lì a massaggiarti per ore). Non mi dilungo in quanto, com’è giusto, questo afrodisiaco trattamento ha goduto di un post tutto suo; mi soffermo solo un attimo per sottolineare quanto feeling io abbia avuto (e continui ad avere ancora oggi) con questo prodotto, per texture così setosa, profumo femminile, seducente e al tempo stesso delicato, ed effetto pelle di seta al risveglio. Adoro.

WP_20180922_15_25_16_ProOvviamente nulla di tutto ciò sarebbe possibile senza aver adeguatamente inumidito la zona. La soluzione più semplice e veloce è vaporizzare un idrolato, un tonico…insomma, va benone qualsiasi cosa abbiate a portata di mano sul vostro vanity  table che possa essere spruzzata in velocità. Io ho scelto, come da tradizione oramai consolidata, un’acqua termale, spesso ingiustamente sottovalutata. Quest’estate è stata la volta dell’EAU THERMALE di URIAGE (5). Non ho un’acqua termale preferita in particolare né, sono sincera, riesco a cogliere sostanziali differenze tra i vari marchi. Fondamentalmente acquisto ciò che è in offerta!

Massaggiare un olio su pelle umida ne favorisce l’assorbimento, ma l’acqua termale ha mille usi diversi, specie d’estate, ecco perché ad inizio stagione acquisto sempre la full size: estremamente lenitiva grazie all’alto contenuto di Calcio e Magnesio, dunque si presta perfettamente per essere vaporizzata su cute arrossata e irritata, magari dopo l’esposizione al sole, o post-epilazione/rasatura. La concentrazione di minerali molto simile a quella del NMF (Natural Moisturizing Factor) della cute fa si che, nella sua leggerezza e freschezza, eserciti un’azione idratante unica. Il Silicio, infine, ne rinforza il film idrolipidico. Come vedete è un prodotto davvero funzionale, in tutta semplicità. Poi, ovviamente, è indicata anche semplicemente per darsi una rinfrescata quando l’afa mi fa venire delle vampate che neanche in menopausa…! Oppure, molto utile per mantenere umide le maschere sul viso, specie quelle purificanti a base di argilla che tendono a seccare rapidamente.  Personalmente al mattino la usavo anche per ridare un senso ai miei ricci….

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Ebbene, l’estate se n’è andata e stanno per seguirla anche alcuni dei prodotti che l’hanno caratterizzata, di pomeriggio e di sera, in giornate più o meno calde, con 40° all’ombra o anche solo 34 (solo?), ma comunque tutti al meglio delle loro possibilità e, perché no? Delle mie aspettative! Non è facile accontentarmi ma talvolta la semplicità di una routine fatta di pochi prodotti indovinati può fare la differenza…e farti passare, nonostante tutto, una fantastica estate bollente!

L.

La combo #13 Primavera Naturkosmetik Bio Lavanda & Bio Vaniglia

Custodivo questa “combo”(o forse farei meglio a dire “combina”?) dai tempi del Black Friday, che tante soddisfazioni mi ha dato…e qualche fregatura anche, ma tant’è.

WP_20180923_16_10_53_Pro“Custodivo”, dico bene. Già, perché avevo a lungo corteggiato questo cofanetto regalo prima di concedermelo ed inoltre lo tenevo espressamente da parte per qualche trasferta che fosse più lunga di un week-end, ma non troppo: insomma, un tempo adeguato per il formato da 100 ml. Sono infatti rimasti pazientemente a terra per la mia trasferta torinese di luglio perché troppo breve (molto più comodi i campioncini), ma non mi hanno seguita neanche in Irlanda: l’occasione si è presentata proprio all’inizio di settembre quando ho trascorso a Bologna un paio di giorni per il Sana e poi, da lì, sono andata a Milano per qualche altro giorno ancora, per ragioni belle e meno belle. Inoltre l’approssimarsi della scadenza mi ha definitivamente convinta a portarmeli dietro.

Parto innanzitutto col dire che questo kit si presenta molto bene ed infatti è un’idea regalo deliziosa se non volete spendere molto ma al tempo stesso regalare qualcosa di bello alla vista ed indubbiamente utile (accertatevi, però, che la destinataria di questo dono sia avvezza all’uso di prodotti naturali).  Come è evidente dalla grafica, si trattava di una limited edition vagamente natalizia, anche se le full size dei prodotti sono in gamma permanente. Entrambi sono Vegan, certificati Natrue e Leaping Bunny.

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Dicevo di selezionare con cura l’amica/fidanzata/moglie a cui eventualmente far dono di questi prodotti perché sono espressamente destinati a chi abbia una certa dimestichezza nonché familiarità con l’eco-bio: questi prodotti, infatti, hanno resa, consistenze e profumo che bisogna saper apprezzare, diciamo così.

Prendiamo il balsamo doccia, tanto per cominciare. Ha una consistenza fluida e cremosa, che personalmente mi piace moltissimo: non fa schiuma però, cosa che non sorprende neanche tanto vista la sua texture e che è un fattore oramai superato per me e per ogni “veterana”, ma capite bene che in tante ancora si aspettano le bolle. Altra questione, il profumo: la vaniglia in questo caso c’entra poco e niente. Al mio naso non arriva proprio nessun sentore dolce, ma solo la lavanda in tutta la sua purezza (dunque autentica e piuttosto pungente). Fondamentalmente o siete delle spassionate adoratrici di lavanda oppure meglio tenervene alla larga. Quanto a me, la Lavanda mi piace e in questo Fantasia Painting(53)prodotto riconosco il pregio del suo sentore più autentico, ma non posso dire che mi mandi in estesi. Il bagno (o la doccia) è comunque piacevole e, sì, rilassante (non potrebbe essere altrimenti), ma affinché mi dia una reale sensazione di pulizia considerata la sua delicata azione detergente, preferisco in ogni caso utilizzarlo in abbinata al sempre presente guanto Kessa, che sfoggia di recente un nuovo buco da rammendare per l’ennesima volta. Con l’azione del guanto, questo balsamo viene adeguatamente distribuito sul corpo, lasciando la percezione che effettivamente, per quanto delicato, ci si stia comunque lavando ed inoltre si riesce ad ottimizzare la quantità, anche se si tende ad impiegarne probabilmente più del dovuto: dura comunque un tempo più che ragionevole (ci ho fatto più di 2 settimane senza lesinare prodotto né lavaggi), ma di molto inferiore alla crema corpo.

La sua composizione vede olio di semi di Girasole da agricoltura biologica prima ancora dei tensioattivi, o.e. e idrolato di Lavanda, estratto di Vaniglia, Aloe Vera: una pelle secca e sensibile ci andrà a nozze!!

PRIMAVERA_RELAXING BODY CREAM ORGANIC LAVENDER & ORGANIC VANILLA

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La crema corpo si fa apprezzare con un po’ più di difficoltà, lo ammetto. La profumazione è identica, ma ovviamente più persistente rispetto alla parentesi del lavaggio che dura il giusto e poi si dimentica una volta uscite dal bagno. In questo caso bisogna ovviamente considerare di tenerla addosso anche se francamente credevo peggio: non è invadente o fastidiosa e comunque non impregna i vestiti e dopo un tempo ragionevole svanisce.

Il vero problema è la sua texture: è ricca, fin troppo. Ha la consistenza compatta e solida quasi di una pomata, difficile da stendere su zone ampie senza usarne troppa. Ed è unta, Dio se è unta! E se lo dico io che sono la regina del pastrocchio, qualcosa dovrà pur significare!! La pelle rimane lucida in superficie nonostante vi siate impegnate in lunghi e pazienti massaggi. Per quanto mi riguarda il problema sorge dal suo uso serale in questo particolare Settembre realmente caldo. Lo sapete, l’ho scritto più volte: da ormai un anno a questa parte mi piace ritagliarmi tutto il tempo del mondo alla sera (…notte?) per dedicarmi ad una body care più accurata. Una cosa che detesto fortemente è però incollarmi alle lenzuola, specie in questi ultimi giorni in cui mi addormento accaldata e nottetempo voglio invece infilarmici sotto. Quella sensazione di unto, di tessuti incollati addosso m’infastidisce e mi fa riposare male.

Al risveglio invece, è tutta goduria: l’unto in eccesso è stato ovviamente assorbito (o trasferito nel letto) e la pelle è di una liscezza e morbidezza davvero notevoli! Guardo sempre con sospetto gli idratanti corpo che restano così in evidenza in superficie (non sempre l’eccessiva corposità di un prodotto equivale ad altrettanta capacità di penetrare a fondo, anzi molto spesso creano una pellicola di difficile assorbimento eliminata la quale al lavaggio successivo ci si accorge che, dopotutto, la pelle non ne ha beneficiato particolarmente). In questo caso, invece, no: l’azione emolliente c’è ed è reale. Basti avere Fantasia Painting(54)il tempo sufficiente per aspettare che venga assorbita. Penso a questo punto che l’uso ideale sia da farsi in autunno-inverno, periodi nei quali s’indossa il pigiama (o comunque qualcosa di più coprente di una sottoveste) che avvolge il corpo rendendolo libero di girarsi e rigirarsi nel letto.

Un’occhiata all’inci ci da conferma della ricchezza della formula: oli di semi di Girasole, di Kukui (di origine Hawaiana, è noto per la sua eccellente azione doposole in caso di scottatura, ma anche contro tutte quelle problematiche di pelle secca, psoriasi, acne, ecc.),  Burro di Capuaçu (effetto barriera, mantiene l’idratazione, emolliente, calmante, lenitivo), estratti di Salice Bianco e di Vaniglia, o.e. di Lavanda, Vitamina E, olio d’Oliva.

Proprio perché difficile da distribuire in quanto molto densa e per evitare di metterne troppa (sarebbe un incubo! Un inferno di scivolosità), quella che teoricamente potrebbe essere la giusta porzione, che so, per un braccio, la distribuisco a piccoli tocchi lungo tutta la lunghezza, coprendo l’intera superficie ma contenendo la quantità di prodotto andando a massaggiare piccole aree per volta! Non so di quanto ancora potrà sopravvivere al suo balsamo doccia ma quel che è certo è che ne ho ancora un po’ e, come tutti i prodotti “spaiati” da smaltire, è finita nel borsone della palestra, ovviamente.

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Alla luce di quanto detto non è sicuramente una combo che acquisterei in full-size, anche perché hanno francamente un costo spropositato. Tuttavia non mi è dispiaciuto affatto avere l’occasione di utilizzarli in questo formato che si è rivelato più che sufficiente per testarli adeguatamente, convincendomi che…beh…magari per rilassarmi ci vuole altro (il miele, probabilmente)!

L.

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Lolita, alla rovescia.

Una cittadina Irlandese degli anni 50, il quindicenne Alex e Mrs Grey, la mamma del suo migliore amico, di 20 anni più grande. Questa è una storia d’incontri furtivi, passioni proibite, primi amori, vecchi materassi per terra e sedili posteriori di una vecchia Giardinetta. Ma più di tutto questa è la storia di un’iniziazione, un ragazzo che diventa uomo in un’estate, arso dal sole cocente e dall’amore.

“E lei era unica, per me. Non sapevo dove collocarla nella scala umana. Non davvero una donna, come mia madre, e di certo non come le ragazze di mia conoscenza, lei era, come credo di aver già detto, di un genere tutto suo. Al tempo stesso era la femminilità nella sua essenza, il metro stesso con cui, consciamente o inconsciamente, ho misurato tutte le donne che sono venute dopo di lei nella mia vita”

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Ma non solo. I ricordi di quell’estate con Mrs Gray s’intrecciano con la scomparsa prematura e violenta di sua figlia, la fragilità di sua moglie e di una diva-collega da salvare dal suo mal di vivere e così, l’ormai maturo Alexander, si ritrova volente o nolente a tirare le somme della sua vita.

“Anche qui, ha detto, a questo tavolo, la luce che è l’immagine dei miei occhi ci mette un tempo, un tempo minuscolo, infinitesimale, ma pur sempre un tempo, a raggiungere i suoi occhi, e così accade che ovunque guardiamo, ovunque, guardiamo nel passato”

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La rivincita dell’universo femminile rispetto alla visione Nabokoviana? Probabilmente, ma siamo lontano anni luce dal delirio passionale di Mr Humbert e dal completo, soggiogante potere della mutevole Dolores, purtroppo.

“E da qualche parte Mrs Gray è sopravvissuta, magari sopravvive ancora, ancora giovane, e ancora mi ricorda come io ricordo lei. A quale regno eterno devo credere, quale sceglierò? Nessuno dei due, poiché tutti i miei morti sono vivi per me e il passato è un luminoso presente eterno”

L.

IMG_20180915_154901“Una educazione amorosa”

J. Banville

edito da Guanda,

280 pag.

QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

 

#honeyaddicted

Vi dirò qualcosa di nuovo, insospettabile, sorprendente:

sono una persona soggetta alle fisse.

So bene che non l’avreste mai detto, ma quando mi prende una mania….è la fine. Fissazione allo stato puro, frenesia, dipendenza. E la cosa più significativa è che ne sono perfettamente consapevole e, come se non bastasse, felice come una Pasqua. Già, perché quando scatta l’addiction, sono come una bambina che scrive la lettera a Babbo Natale, interminabili wish list, strabordanti carrelli virtuali a nove zeri, instancabili ricerche presso ogni e-commerce del mondo emerso.

Tanto vale che ve lo dica, prima o poi l’avreste sospettato.

Non troppo tempo fa ci fu un noto marchio di make up che sorprese (e scandalizzò) con una campagna che in sostanza paragonava il trucco alle droghe: penso che la cosa non sia poi così distante dalla verità!

Tutto questo per dirvi che sono preda di una nuova dipendenza, sono completamente, inesorabilmente, follemente, innamorata del miele…

Mi ha preso così, all’improvviso, ed in tutta onestà non riesco neanche a ricordare cosa abbia scatenato quest’ultima mania (strano, io che ho una memoria impressionante per tutte le info inutili), ma sta di fatto che…se non profuma di miele, non lo voglio.

La cosa ha davvero dell’incredibile per quanto mi riguarda, perché non sono mai stata golosa di miele, anzi! Per la maggior parte della mia vita l’ho evitato del tutto! Il massimo uso che ne abbia fatto è quel cucchiaino scarso nelle tisane, ma l’abitudine è presto tramontata in quanto non dolcifico più niente da tempo (persino il mio vasetto di miele in dispensa è stato passato a mio padre nella speranza che lo finisse lui). E così come non mi è mai piaciuto da mangiare, al tempo stesso il suo odore mi ha sempre nauseata e i cosmetici al profumo di miele sono stati sempre banditi dalla mia vita.

Ma quanto si cambia col passare del tempo?

Sta di fatto che ad un certo punto ho iniziato a circondarmi di prodotti che in qualche modo avessero a che fare con il miele, addiction che è ancora prepotentemente in corso. Oggi ne vedremo alcuni, finiti o agli sgoccioli, a piccole dosi altrimenti poi le calorie si sprecano!

ALVIANA NATURKOSMETIK_SAPONE CREMOSO LATTE & MIELE

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Altra mia piccola fissa è usare prodotti in combo, lo sapete. E se anche non dovessero appartenere alla stessa linea, il requisito minimo è che abbiamo un filo conduttore. Essendomi io procacciata alcune creme corpo al miele, mi sono messa sulle tracce di detergenti da abbinare.

Questa Crema di Sapone di Alviana, nonostante nasca per la detersione delle mani, ha un formato grande da consentirmi di portarlo in doccia senza problemi (del resto sapete bene quanto io creda nella versatilità dei prodotti naturali). Se v’interessate di Miele, saprete meglio di me che un classico abbinamento nella cosmesi è “latte e miele”. Ebbene, questo prodotto non profuma né di latte né, ahimè, di miele: ha un odore leggero e vagamente dolce, ma del tutto anonimo (e neanche particolarmente buono, a dire il vero).

Per l’uso che ne ho fatto io si è dimostrato adeguato (se puoi lavare le mie mani perché non il mio corpo?), con tutte le limitazioni date da un packaging pensato per erogare ovviamente meno prodotto (io dovevo fare invece svariate pushate) e una formula effettivamente cremosa che fa poca schiuma. L’ho usato come mia abitudine in abbinamento al solito, usuratissimo, plurirammendato guanto Kessa: tutto sommato la doccia scorreva liscia, ma nessun particolare piacere.

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Quel che di carino voglio segnalare è la reale presenza in formula di Miele e Latte (entrambi da agricoltura biologica), olio di Oliva (anch’esso biologico), vitamina E e olio di Girasole. Il profumo è aggiunto (da oli essenziali), ma non particolarmente riuscito, l’ho detto. E’ certificato Natrue: nulla che ricomprerei francamente, forse giusto come sapone mani vista comunque la sua delicatezza e il buon rapporto qualità/quantità/prezzo!

BALEA_DOCCIACREMA LATTE & MIELE

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Altro giro, altro detergente…ma qui siamo su un altro pianeta. Certo, non parliamo di un prodotto naturale, men che meno certificato o con ingredienti da agricoltura biologica, ma tutto sommato con un inci accettabile. In merito al DM (Balea è infatti una sua marca interna) molto spesso si ritiene (erroneamente) che sia una sorta di supermercato bio. La cosa non è affatto vera e chiunque sia entrato in una filiale (di recente aperte anche in Italia) mi auguro se ne sia accorto! Certo, il DM ha alcuni marchi interni “eco-bio”, ma altri perfettamente inquadrati nella cosmesi tradizionale (con relativi inci inguardabili). Balea, lo ribadisco, non è un marchio né eco né bio, e ciascun prodotto va valutato singolarmente leggendo gli ingredienti che lo costituiscono. Chiarito il punto, non ho storto il naso davanti a questo bel flacone di docciacrema da 300 ml ad un prezzo davvero stracciato che ora non ricordo, ma fidatevi.

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Una rapida lettura all’inci mi ha definitivamente convinta: nulla che mi avrebbe polverizzato come in Indiana Jones quando bevono dal finto Santo Graal, per intenderci. Del resto è evidente, l’inci non è immacolato: qualche pallino rosso c’è…ma vedo anche Miele, latte in polvere, estratto di Fico d’India, vitamina E…

Un detergente denso, cremoso, goloso….che goduria!! Schiuma bene anche in piccole quantità, lascia la pelle morbida e delicatamente profumata: a tal proposito, la fragranza “Latte & Miele” altro non è se non qualcosa di dolce, molto più intenso del sapone precedente, ma assolutamente non nauseante. Di sicuro è un prodotto che, dovessi trovarmi di nuovo nei pressi di un DM (e senza le limitazioni di un eventuale bagaglio a mano) riprenderei di sicuro…e più di una confezione!!

DR.ORGANIC_ ORGANIC MANUKA HONEY SKIN LOTION

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Ed infine troviamo il coronamento di un sogno, il paradiso del goloso, il prodotto che unisce l’inci impeccabile, le ottime prestazioni e tutto il piacere dell’avvolgente fragranza di miele.

Parto col dire che Dr.Organic non è nuovo da queste parti ma, in tutta onestà, non è mai stato tra i miei marchi preferiti. Quel che ho provato fino ad oggi l’ho trovato buono senza che mi scatenasse alcuna passione ed in generale penso che nel panorama dell’eco-bio ci sia di meglio. E tutto questo perché non avevo ancora provato la linea al Miele di Manuka, probabilmente la meglio riuscita di sempre.

Appena acquistata, smaniavo dalla voglia di metterla in uso ma temevo potesse essere un po’ troppo pesante considerata la stagione (primavera con un piede già nell’estate). Ma la voglia era troppa ed in fin dei conti a mali estremi avrei dovuto tenerla in stand-by per pochi mesi: nulla che potesse nuocerle particolarmente.

…preoccupazioni inutili, dal momento che una volta provata, non ho più avuto cuore di lasciarla!! E credetemi se vi dico che l’ho centellinata, proprio io che non bado mai alle quantità e spesso uso più prodotto di quel che necessito, che ci godo a riempirmi le mani di crema. Questa volta…proprio NO!! Tant’è che non è ancora finita, sebbene l’abbia alternata con un’altra che vedremo più in là, è comunque un bel record da parte mia, PAT PAT (pacche sulla schiena)!

La sua texture è densa, compatta, ma fondente: ne basta davvero una piccola quantità e si lascia distribuire agevolmente sul corpo. L’esperienza sensoriale è pazzesca: questa crema dapprima ferma e soda che si fonde con la pelle, sprigionando un golosissimo profumo (questa volta nettamente più autentico dei precedenti). E per quanto possa sembrare corposa, non è affatto pesante: si assorbe perfettamente senza lasciare tracce di unto, gestibile anche con il caldo e anche di sera (odio incollarmi alle lenzuola in stile carta moschicida, ma la night body care routine in questo caso è un’altra storia!!). L’idratazione però resta: la pelle è nutrita a fondo e si percepisce da quanto risulti morbida e vellutata!

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Il Miele di Manuka, ingrediente principe dell’intera linea, è manna per la pelle!! Ingrediente pregiato, stimola la produzione di collagene ed elastina contribuendo a rinnovare i tessuti! Noto inoltre per le sue caratteristiche antinfiammatorie, è indicato nel trattamento di pelli molto secche, eczemi, acne, prurito ma altresì contro dolori reumatici e muscolari! Ed in questa crema lo troviamo già nella prima metà dell’inci! Altri ingredienti degni di nota che contribuiscono a rendere questa crema così performante: succo d’Aloe di base (ancor prima dell’acqua!), olio d’Oliva, burro di Cacao, burro di Karitè, Vitamina E ed A, olio di Girasole, estratto di Muschio Irlandese. La profumazione è aggiunta ma affatto chimica o “finta”!

Capirete che, con un esordio del genere, difficile demordere! Ed infatti la mia passione per il miele cresce di giorno in giorno, le mie wish list si allungano, i carrelli virtuali sfiorano l’equivalente del nostro debito pubblico, il sole splende e tutto va bene!

L.

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il tempo delle mele (cotogne)

Potreste ricordare, o forse no, la mia fissa per Dr. Hauschka.

L’anno scorso di questi tempi era già matura: nella mia testa aveva preso forma la routine Hauschka che avrei seguito ed ero fermamente decisa ad intraprendere questo percorso che aveva saputo conquistare così tante donne (alcune delle quali personaggi autorevolissimi del settore, almeno per me).

Visto che abito in luoghi sperduti, lontano anni luce da qualunque iniziativa Dr.Hauschka volta a far conoscere i loro prodotti, il rituale e l’intera filosofia che gli gravita attorno, approfittai dell’esperienza del Sana per interfacciarmi con l’azienda (nella persona della sig.ra Alessandra), al fine di avere qualche dritta in proposito. Quella che poi a fine giornata diventò per me e Francesca Semplicemente Bio la “dottoressa Hauschka” andò oltre, prescrivendomi quella che a suo dire sarebbe stata la routine più idonea per il mio tipo di pelle: completamente differente da quella che avrei adottato io ed ancor più essenziale (QUI)!

Sono passati mesi ma quella routine è ancora in carica, con una differenza però: al posto della Crema alla Rosa per il giorno c’è la Crema alla Cotogna.

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Quello che la “dottoressa Hauschka” mi indicò come trattamento era infatti l’alternanza delle due creme ed io, da brava scolara, mi sono attenuta scrupolosamente a tali indicazioni! Avendo io poi iniziato la routine in autunno, ho preferito partire con la Crema alla Rosa, ritenendola più corposa e di conseguenza più idonea alla stagione fredda che si stava avvicinando: una volta terminata, e parliamo di fine maggio/inizi giugno, sono poi passata a quella alla Cotogna.

WP_20180529_18_55_37_Pro DR. HAUSCHKA_CREMA ALLA COTOGNA PER IL GIORNO

Partiamo dal presupposto che è una crema consigliata per pelli normali che non presentano esigenze e/o problematiche particolari; viene presentata dall’azienda come “rinfrescante e protettiva”, da qui probabilmente la mia scelta di farla seguire a quella alla Rosa per la bella stagione, ma non solo. Provandole entrambe in sample la differenza di texture era notevole! La prima nettamente più solida, quasi fosse una pomata, l’altra più cremosa e fondente. Ma se è vero che la Crema alla Rosa si è rivelata perfetta per lo scorso inverno, quella alla Cotogna non lo è stata altrettanto per la stagione calda.

E’ vero, risulta meno corposa, più fluida, ma è lo stesso molto ricca: distribuita su viso inumidito dal tonico, e nonostante la massaggi sempre con accuratezza fino a completo assorbimento, anche otticamente la sua presenza si nota. Di quelle, per intenderci, che senza almeno un velo di cipria non si può uscire. Il viso resta lucido ed avendo già io stessa la tendenza a lucidare (soprattutto nella T ZONE), la cosa non fa ben sperare. Intendiamoci: anche nelle ore più calde della giornata, non ne percepisco addosso la presenza (tipica odiosa sensazione di creme parecchio pesanti), ma dovessi toccare il viso, anche dopo molto dall’applicazione e nonostante il make-up minerale al di sopra, allora sì che la sento ancora! Ovviamente la non eccessiva ma comunque evidente lucidità tradisce definitivamente la sua presenza.

Potrebbe anche darsi che con temperature appena più fresche, la stessa si rivelerebbe più adeguata, considerate le mie esigenze di pelle normale/mista, chissà. Oggi il paragone con la ben più amata (l’avrete capito, sù) Crema alla Rosa è più attuale che mai in quanto, avendo diversi samples, ho deciso di portarla con me in vacanza, dunque ho avuto modo di usarla di nuovo appena il mese scorso. Il clima che ho trovato in Irlanda è di certo differente da quello lasciato in Puglia, ovvio. Stando fuori tutto il giorno ed uscendo dall’hotel spesso all’alba andavo incontro al freddo di prima mattina, con vento e pioggia (nebulizzata,… tipo Jiffy…), piuttosto caldo all’ora di pranzo, e comunque sempre umido. Ecco, la Crema alla Rosa reggeva nettamente meglio!
Questa quota nutriente in eccesso rispetto a quanto la mia faccia richieda non si è però mai trasformata in imperfezioni, questo va precisato: lucidità, solo quella! Quindi un “contro” prettamente estetico, visto che in conclusione la mia pelle è sempre stata benissimo (facendo i debiti scongiuri).
cotognaParliamo d’inci: olio di Albicocca, tanto per cominciare, estratti di Antillide, di Mela Cotogna, Carota, Altea, Amamelide, burro di Karitè, olio di Mandorle Dolci, di Oliva, di Avocado, di Jojoba, cera Alba e cera di Mela Cotogna. L’alcool c’è ed è anche piuttosto in alto nell’inci, come da tradizione Hauschka: lo rintraccio vagamente nell’odore ma non mi ha mai dato alcuna noia!
Ebbene, la routine Hauschka è andata ancora avanti e penso ne avrò per qualche settimana, perdendo pezzi per strada però. Già perché la mia storia d’amore col “dottore” è finita, almeno per ora.
La mia pelle è stata bene in quest’ultimo anno? Benissimo!!
La routine Hauschka ha apportato dei benefici? Ha fatto la  differenza? E’ valida come si dice? SI, assolutamente!!
…e allora perché lasciarla??
Beh, perché non esercita più nessun appeal su di me, è così.
Per un’appassionata di cosmesi, mettere una crema sul viso o lavarsi la faccia al mattino, non è un dovere bensì un piacere. Quando so di dover provare qualcosa di nuovo, salto giù dal letto (che neanche un bambino a Natale)! Se sto pensando a nuovi acquisti, li sogno (è inquietante, lo so).
Ogni singolo gesto, ogni prodotto, profumo, texture ha qualcosa da raccontare. Provare qualcosa di diverso, organizzare una nuova routine, probabilmente inadeguata e fatta di troppe cose,… sperimentare…non posso star troppo a lungo lontana da tutto questo. Anche visivamente ho bisogno di novità, di circondarmi di vasetti, spruzzini, …ampolle, …alambicchi (sarò stata un’Alchimista in un’altra vita?) . Ed in questo preciso momento della mia esistenza, right now, ho voglia di cambiare, di una routine meno austera, di coccole per la pelle, di prodotti -perché no?- più lussuosi, ricercati. Ho voglia di circondarmi di cose belle ma funzionali, di tirar fuori dalla mia pelle una luce differente…ho bisogno di distrarmi da una realtà un po’ difficile (che avevo procrastinato fino ad oggi, intenzionalmente “ci penserò dopo le ferie”) e perdermi in questi miei pensieri futili e leggeri…
…beauty addicted, so che mi capite!
L.

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