Metti lo smalto, togli lo smalto

Se amate l’universo della manicure fai da te, vi sarete trovate di fronte alla spinosa questione “solvente”.
Già, perché lo smalto andrà pur tolto in qualche modo e, visto che su questo blog lo smalto è un tema alquanto ricorrente, mi sento in dovere oggi di parlarne.
Le nostre priorità dovrebbero essere: cercare prodotti validi che facciano il loro sporco lavoro velocemente e in maniera impeccabile e, al tempo stesso, non siano eccessivamente aggressivi tanto da poter danneggiare le unghie (abbiano, come dire, il classico “inci accettabile”). Ah, dimenticavo! Ovviamente se spendiamo 4 o 5 euro per uno smalto, di certo non vorremmo spender di più per un solvente, giusto? Per cui lo vogliamo low cost. Molto low cost.
Parliamo di me: faccio la manicure costantemente 2 volte a settimana per mantenere le mani in ordine. Ovviamente nei ritagli di tempo, in genere mi capita a tarda sera prima di andare a dormire. Ebbene mi serve qualcosa di molto pratico e rapido perché, davvero, non ho tempo da perdere!
Il barattolino levasmalto è di sicuro la scelta più azzeccata in tal senso! Nulla di più comodo è stato inventato (io gli darei il Nobel), lo adoro! Veloce, funzionale, zero spreco di dischetti di cotone: in men che non si dica lo smalto è rimosso! Permette inoltre di poter intervenire in maniera mirata su un’unghia per volta, cosa non da poco se si desidera rimuovere una sola sbeccatura senza compromettere tutto il resto della manicure. Dura tanto ed in commercio si trovano parecchie alternative di facile reperibilità, valide e low cost, come per esempio….
 
KIKO Nail Polish Remover Fast & Easy Acetone Free
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Ottimo! Rimuove lo smalto rapidamente, dura molto, ha un costo nella media ed è facilmente reperibile (Kiko, ormai, è un po’ ovunque). Il suo inci è assolutamente accettabile e non lo trovo minimamente aggressivo. Per il tutto il tempo in cui l’ho usato (ben 3 confezioni di seguito) le unghie non ne hanno minimamente risentito, tutt’altro! Che sia merito di quel goccino di olio di mandorle presente in formula? Chissà! Tuttavia sebbene Kiko sia proprio nell’Ipercoop dove vado abitualmente a fare la spesa, per me è sempre un po’ difficile andarci poiché entrando direttamente con il carrello nell’ipermercato, me ne ricordo quando ormai è troppo tardi (dentro in genere c’è sempre una bolgia infernale ed il carrello non posso certo lasciarlo incustodito fuori….)! 
 
MISS BROADWAY Levasmalto a Immersione Ultra Rapido
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Questo simpatico barattolino lo acquisto all’Ipercoop, nel momento in cui dimentico, appunto, di entrare da Kiko! Attenzione però: in giro c’è anche un’altra versione con un nuovo pack che, purtroppo, ha un INCI notevolmente peggiore! Siamo sulla stessa fascia di prezzo e anche questo come il Kiko è senza acetone, ma lo trovo un po’ più aggressivo a lungo andare e mi pare che duri anche meno! In generale le mie unghie stanno benone, non me ne lamento (penso che nel quadro generale del mio decadimento psico-fisico, siano nettamente sopra la media rispetto a tutto il resto), però ho notato che immediatamente dopo aver rimosso lo smalto e lavato le mani, devo applicare un po’ di crema sulle unghie perché appaiono incredibilmente secche! E, a volte, tendono lievemente a sfaldarsi.
 
AVRIL Le Dissolvant sans acétone
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Una versione in formato “boccetta” non può mancare d’estate per rimuovere lo smalto dalle unghie dei piedi, naturalmente. Ed in questo caso i piedi si beccano il prodotto migliore (controtendenza con quanto di solito avviene)! Di levasmalto “naturali” ne ho provati (Benecos, Sante, …) ma il migliore è lui, senza dubbio! E’ profumato e questo lo rende di gradevole utilizzo! E’ performante e svolge bene il suo lavoro oltre che avere un prezzo onesto unito ad un’ottima qualità ed una quantità conveniente! Unico, grande neo: per me è disponibile solo on-line e per di più anche se molti e-commerce hanno Avril, in pochi hanno la linea nails , mah(come diceva giustamente Tiziano “non me lo so spiegare, io”)…
 
 
beauty tips per unghie sane
Per quanto uno smalto possa essere “naturale” indubbiamente rappresenta uno stress per le unghie, specie se lo indossate costantemente….e non sarò di certo io a dirvi di fare il contrario!! Dunque, come mi comporto per arginare i danni?
  1. Anzitutto se so di dover rimanere confinata in casa, la prima cosa che faccio è togliere lo smalto! Conducendo io vita monastica ultimamente, i miei week-end sono casalinghi (con al massimo capatina all’Ipercoop per fare la spesa, il mio top di vita mondana), per cui tolgo lo smalto appena arrivata a casa dal lavoro (il sabato intorno alle 13,30) per poi riapplicarlo solo la domenica sera/notte (e andare a dormire in stile Tutankhamon d’inverno, Uomo Vitruviano d’estate). Se i vostri week-end sono più interessanti dei miei, …buon per voi! Scegliete dunque un momento della giornata in cui siete in casa, anche solo il tempo di doccia & capelli!)  
  2. Attenzione a rimuovere lo smalto completamente! Se il barattolino è in dirittura d’arrivo può accadere che tolga il grosso, ma lasci una patina colorata, anche sui polpastrelli: in genere ci ritorno con un cotoncino imbevuto di solvente Avril.
  3. Per circa 1 giorno e mezzo la settimana dunque ho modo di far “respirare” l’unghia e di darle il giusto grado d’idratazione. Si perché un altro step fondamentale è applicare costantemente un po’ di burro di karitè (che dovrebbe contribuire a “sbiancarle”), o semplicemente la vostra crema mani, oppure un qualunque idratante (l’olio d’oliva che avete in dispensa andrà benone)!
  4. Ricordate, infine, che le unghie vanno accorciate con la lima (di quelle larghe, in cartone) e non tagliate!! Vi sorprenderà la differenza! Dimenticherete unghie sfaldate e deboli ed il letto ungueale si allungherà visibilmente!
Come potete vedere nessuna beauty routine lunga e complessa, ma piccoli accorgimenti: poco sbattimento e molto divertimento, perché la manicure è un bellissimo gioco!
 
L.
 
 

 

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Ottobre si tinge di Avril

Cosa succede se avete messo gli occhi su alcuni smalti dai colori estivi ma vi capita di poterli ordinare solo a fine agosto? Semplice: li indossate lo stesso sperando in un buon Settembre e magari anche Ottobre (in Puglia è possibile, del resto!)….
A questo giro sono tutti smalti Avril, la cui gamma è andata via via arricchendosi negli ultimi tempi: il piccolo formato, il prezzo accattivante, la vasta scelta di colori uniti ad una buona qualità e ottime performances fanno si che ci si conceda qualche smaltino in più (di cui teoricamente potremmo fare a meno), magari osando colori stravaganti o diversi da quanto s’indossa in genere!
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Mi piace ricordare ogni volta che gli smalti Avril sono 7 free (privi di parabeni, formaldeide, ftalati, toluene, xylene, canfora, colofonia…)! Purtroppo non tutti gli e-commerce che hanno il marchio Avril hanno anche gli smalti, per cui quando li trovo cerco sempre di prenderne 3 o 4 e mi metto l’anima in pace per un po’ (tutti e quattro infatti provengono dal mio ultimo ordine presso “Il Giardino di Arianna”, e-shop storico che consiglio caldamente)!  
 
AVRIL JAUNE JONQUILLE N.632
Il colore perfetto per tornare in ufficio? Un bel giallo, ovviamente, perché siamo donne serie e poco appariscenti! O forse perché il N.632 è esattamente un giallo post-it? Potrebbe anche essere! 
Ad ogni modo desideravo un giallo da tempo, ma che non fosse fluo, né tendente all’arancio né al verde e devo dire che il tenero colore delle Giunchiglie si è rivelato adorabile!
Tuttavia come ogni colore pastello contenente una buona dose di bianco, anche questo non si è dimostrato il più semplice nell’applicazione: persino dopo le canoniche 2 passate non tutte le striature vengono coperte perfettamente! Il risultato non è impeccabile, ma 3 passate +base + top coat sono improponibili, visto che lo spessore è già notevole! Le perfezioniste sono avvisate! Comunque molto carino sia su mani che su piedi (preferibilmente non troppo abbronzati, ma per questo aspetto non corro rischi, si sa)!
 
AVRIL ROUGE HIBISCUS N.561
Non paga di tutti i toni di rosso che avevo già, mi sono lasciata tentare da questo bell’Ibisco. Ora, parliamone: il colore, per carità, è indubbiamente bello, ma niente di introvabile o talmente particolare da renderlo imperdibile. Potrei definirlo un rosso Ferrari classico, tanto per rendere l’idea. Di quelli che stanno bene un po’ a tutte e in qualunque stagione. Se voleste farvi tentare da un rosso potreste puntare su questo senza paura di sbagliare.
La straordinarietà di questo smalto, invece, è la sua impareggiabile coprenza! Le foto che ho deciso di mostrarvi, non a caso, sono state scattate con la mia solita base LadyLya (smalto indurente) e UNA SOLA passata di Hibiscus. Stop. Non una seconda passata, non il top coat e il risultato è quasi perfetto!
Facile, veloce, ideale anche per le non-addette-ai-lavori,… anche quando sentite dalla tv in camera che è appena cominciato Grey’s Anatomy e non avete tempo da perdere…. (dott. Hunt, sono tua!)
 
AVRIL SABLE DORE’ NACRE’ N.06
Oh, finalmente un colore diverso! Francamente non lo definirei un “sabbia”, come il suo nome del resto potrebbe indurre a supporre. E’ quasi un platino chiaro che, con il variare della luce, assume a tratti un bel color “perla”. La sua consistenza fluida e coprente vi stupirà: nessuna incertezza di colore, sin dalla prima passata si stende perfettamente ed ha un buon grado di coprenza (infatti confrontando il risultato dopo 1 sola passata e dopo 2 passate non cambia di molto, ad ogni modo in foto le passate sono 2). E’ luminoso, sofisticato senza scadere nel “datato” o troppo “classico”. 
 
AVRIL ROUGE VERMILLON N.33  
Sempre perché di rossi non se ne hanno mai abbastanza! Ma questo qui….parliamone! Il meraviglioso, vibrante, seducente, goloso colore delle ciliegie candite! Non che io non ce l’avessi già (Vintage Red di Benecos, tra l’altro riassortito quest’estate…! Ma perché non comprare un dupe, in fondo!). Le foto parlano da sole, è quasi superfluo commentare! Il colore è spettacolare e per le amanti del rosso è irrinunciabile! Ma non solo: rappresenta un classico rivisitato. Perfetto in ogni occasione, come solo un rosso sa essere, ma con un pizzico di brio e originalità.
 
E mentre sono già intenta a scegliere i prossimi colori da infilare nel carrello, mastico i soliti buoni propositi: non esagerare, per esempio, che di smalti ne ho fin troppi; oppure di consultare le nuove tendenze, che teoricamente è sempre una buona idea. Magari prendere qualcosa di più adatto alla stagione invernale, qualcosa di scuro e magari più tranquillo. E di certo non un altro rosso, per carità!
…E penso che un bel verdino potrebbe fare al caso mio  😉
 
L.
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XX. La crema di Azazello

 
<<Margherita Nikolaevna sedeva davanti alla specchiera vestita soltanto di un accappatoio da bagno gettato sul corpo nudo e con scarpette nere scamosciate. Un braccialetto d’oro con orologino era posato davanti a lei, accanto alla scatoletta ricevuta da Azazello ed ella non staccava gli occhi dal quadrante.>>
 
Non ho incontrato nessun losco figuro con un osso rosicchiato nel taschino della giacca che mi abbia offerto una certa scatoletta. E sicuramente la crema di cui sto per parlarvi non mi ha mutata in una strega (ammesso che non lo sia già abbastanza).
“Il Maestro e Margherita” è un libro che ho amato intensamente e, sebbene l’abbia letto un milione di anni fa, la scena della trasformazione di Margherita è impressa nella mia memoria: chi non ha mai sognato di usare una crema magica? LA crema perfetta, di quelle che ti fanno passare la voglia irrefrenabile di provare altro, di quelle che ti fanno dire <<Allora esisti!! Perché non ti ho incontrata prima?!>>.
 
<<Il cuore di Margherita batté così forte che essa non riuscì neppure a prendere subito la scatoletta. Riavutasi, l’aperse e vide in essa una crema grassa giallognola. Le sembrò che sapesse di limo di palude. Con la punta d’un dito Margherita depose un piccolo fiocco di crema sulla palma, mentre diventava più intenso l’odore di erbe di palude e di bosco, poi con la mano cominciò a spalmarsi la crema sulla fronte e sulle guance.>>
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Da sempre in fissa con prodotti anti-età, ho basato da subito la mia skin care sul concetto di “prevenzione delle rughe”, il che è comunque una buona idea. Con le rughe bisogno giocare d’anticipo poiché, una volta che sono lì, poco si può fare. Ma la mia pelle non stava bene: fattori ormonali, stress e infelicità l’hanno resa sempre più impura, tanto da abituarmi quasi alla presenza d’imperfezioni. Allora mi sono detta: <<Ma perché non pensare al presente, visto che di doman non v’è certezza?! Cosa mi chiede OGGI la mia pelle?>>
Ho deciso pertanto di provare la Rhassoul Aktiv Creme di Alva, marchio da me spesso sottovalutato che, leggendo le molte recensioni su Ecco-Verde, tanto successo ha riscontrato tra le sue clienti.
 
<<La crema si spalmava facilmente e, come sembrò a Margherita, si volatilizzava subito. Dopo aver fatto alcune frizioni, Margherita diede un’occhiata allo specchio e lasciò cadere la scatoletta proprio sul vetro dell’orologio che si coprì d’incrinature. Margherita chiuse gli occhi, poi guardò ancora una volta e scoppiò a ridere sfrenatamente.>>
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La crema si presenta in un pratico tubo da 75 ml, per cui anche il rapporto quantità/prezzo è interessante. E’ bianca, compatta. In genere una crema per pelli grasse/impure viene mentalmente associata a qualcosa dalla texture leggera, mentre la Aktiv Creme è densa, pastosa e necessita di un buon massaggio (ragion per cui preferisco stenderla su pelle inumidita da acqua termale! L’operazione, in questo modo, è decisamente più veloce e agevole). Ciononostante risulta asciutta, né grassa né untuosa, con un discreto finish opaco e anche con alte temperatura non si percepisce la sua presenza addosso (io, ad esempio, l’ho usata mattina e sera sin da giugno e per tutta l’estate, senza mai sudare). Pur contenendo parfum, quel che salta al naso è più che altro il mix di o.e. contenuti (Bergamotto, Citronella, Lavanda, Tea Tree, Ylang Ylang, Rosmarino) che a dire il vero, a me non disturba; certo non odora di limo di palude, tranquille. Anzi con il passare del tempo mi ci sono quasi affezionata!
 
<<Era svanita senza lasciar tracce la sottile ruga verticale che tagliava la radice del naso che era comparsa quella volta in ottobre, quando era sparito il Maestro. Erano svanite anche le ombre giallognole alle tempie e i due reticoli, appena visibili, nell’angolo esterno degli occhi. La pelle delle guance era soffusa di un uniforme color roseo, la fronte s’era fatta bianca e pura, e s’era disfatta l’ondulazione artificiale dei capelli.>>
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L’effetto benefico è stato lieve ma costante e, nell’arco di un mesetto, ho capito che qualcosa stava cambiando davvero e che questa crema aveva realmente un potere. Le aree critiche sono andate via via purificandosi, l’incarnato risulta più uniforme, la pelle levigata, compatta, visibilmente sana. Nei giorni post-ciclo (quelli che per me risultano più tosti) le imperfezioni possono esserci ma contenute e di dimensioni accettabili. Inoltre vanno via nell’arco di poco (se si ha la bontà di non metter mano). In ferie non ho indossato neanche quel poco trucco che mi concedo e, persino in viaggio (periodo in cui il mio viso fiorisce di ogni orrore, causa voli, cambio di alimentazione, stravolgimento di abitudini e orari, ecc..) per la prima volta nella mia vita ho avuto un viso pressoché perfetto.
 
Non so quanto andrà avanti questo idillio, se anche la Rhassoul Aktiv Creme si piegherà all’inesorabile legge dell’assuefazione, ma quel che è sicuro è che, oggi, la trovo straordinaria e completamente in empatia con la mia pelle. Al punto che, nel vederla lì lì per finire, ho fatto un altro ordine (imprevisto) su Ecco-Verde, per assicurarmi di non rimanere senza. Il fatto stesso che io l’abbia insignita dell’alta onorificenza Bulgakoviana qualcosa vorrà pur dire!
 
Il grande interrogativo a questo punto è: riuscirà la Rhassoul Aktiv Creme a mantenere inalterati nel tempo gli alti standard a cui mi ha abituata? Ci sarà una terza confezione consecutiva? O dovrà cedere scettro e corona a qualche altra crema? Infine: in una crema al Rhassoul…non dovrebbe esserci il Rhassoul?
Non ne ho idea, ma ora mi piace da morire e mi godo i suoi benefici effetti lasciandomi trasformare ogni volta, ancora oggi, in una novella Margherita Nikolaevna…
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<< – Che crema! Che crema! – Gridò Margherita, buttandosi nella poltrona>>
 
“Il Maestro e Margherita” M. Bulgakov
 
L.
 
riassumendo: per la vostra pelle impura usate la Rhassoul Aktiv Creme di Alva, per la vostra fantasia leggete “Il maestro e Margherita”!
 
ALVA RHASSOUL AKTIV CREME  75 ML  €10,59
INCI: Aqua, Simmondsia Chinensis Oil*, Aloe Barbadensis*,  Glyceryl Stearate SE1, Brassica Oleifera Oil*, Polyglyceryl-3 Methylglucose Distearate1, Cera Alba, Tocopheryl Acetate1Helianthus Annuus Seed Oil1, Parfum1, Sodium Hyaluronate1, Algin1, Lactic Acid1Glycerin1, Xanthan Gum, Bisabolol1Citrus Aurantium Bergamia Oil1, Cymbopogon Winterianus Oil1Lavandula Hybrida Oil1Melaleuca Alternifolia Oil*, Cananga Odorata Oil1Rosmarinus Officinalis Oil1,  Leptospermum Scoparium Oil², Phytic Acid1, Potassium Sorbate, Limonene, Citral, LinaloolGeraniol, Citronellol
* ingredients from organic farming,
1 from natural origin,
² wild harvest


 
 
 

Fico d’India, amico dei capelli

Ci risiamo, fico d’india. E di nuovo per i capelli. E di nuovo abbiamo fatto centro!
 
Questo acquisto è stato frutto di un ragionamento piuttosto elementare, ma che si è rivelato vincente (per il ciclo “evviva le menti semplici!”). Venivo da una hair routine che mi aveva poco soddisfatta e, sebbene avessi riposto la mia fiducia in alcuni prodotti, questi non si erano rivelati propriamente il top, almeno per le mie esigenze.
 
Lo stato della mia testa a luglio era: capelli secchi, cute secca. Così, senza appello. E qui l’idea geniale: 
qual è la stagione dell’anno in cui spopola secchezza anche tra le teste più sane? L’estate. 
E perché?
Per via del sole, del mare, della salsedine, dei lavaggi frequenti, ecc…ecc…
Dunque una linea formulata come “doposole” potrebbe fare al caso mio, ho pensato, sebbene di sole non ne abbia visto molto…
 
Da qui all’acquisto (su Ecco-Verde) il passo è stato breve, anche perché la mia attenzione è stata catturata da questi prodotti della sempre affidabile Officina Naturae a base di estratto di Fico d’India, siciliano per giunta (negli ultimi tempi sto sviluppando una vera e propria passione per la Sicilia, si sappia).
 
Piccolo prezzo, pack semplice e carino, formato compatto ideale da portarsi dietro, certificato Icea Cosmesi Naturale, Vegan Ok e Nickel tested.
 
wp_20160919_13_38_32_proOFFICINA NATURAE_SHAMPOO DOPOSOLE 150 ml €6,00 circa
inci: Aqua, Sodium Lauryl Sulfoacetate, Sodium Methyl 2-Sulfolaurate/Disodium 2-Sulfolaurate, Cocamidopropyl Betaine, Opuntia Ficus-Indica Stem Extract, Hydrolyzed Wheat Protein, Allantoin, Glyceryl Caprylate/Caprate, Glycerin, Citric Acid, Guar Hydroxypropyltrimonium Chloride, Tetrasodium Glutamate Diacetate, Parfum*, Potassium Sorbate, Sodium Benzoate, Benzyl Alcohol, Linalool.
*origine naturale
 
 
Vengo al dunque: questo shampoo, per me, è assolutamente promosso. E non è cosa da poco, specie in un momento così critico per la mia cute. Ho dovuto ricominciare a pieno regime le mie cure tricologiche con medicinali che sì, aiutano ad arrestare la caduta, ma al tempo stesso sono piuttosto aggressivi sulla cute. Ebbene, lo Shampoo Doposole Officina Naturae si è rivelato all’altezza, persino in questa circostanza. Cute perfettamente pulita, lavante ma al tempo stesso mai aggressivo. Il gel è denso e produce una morbida schiuma che facilita ancor di più le operazioni di lavaggio. Durante il massaggio vi renderete conto persino di un buon potere condizionante! Il risciacquo è semplice, veloce, a dispetto della considerevole quantità di schiuma prodotta.
Capelli e cute non potrebbero star meglio! Prurito, secchezza, desquamazione nettamente migliorati e capelli soffici, lucenti, già in parte condizionati e pronti a ricevere il trattamento successivo.
Basta una piccola quantità, ottimo e performante sia puro che diluito. Il suo profumo, di origine naturale, è delicatissimo e, a onor del vero, sui capelli non ne resta traccia!
Ristrutturante, nutriente, riequilibrante senza appesantire la chioma (che, per una riccia, è un aspetto da non sottovalutare)!
Non pensiate che oggi possa essere “fuori stagione”: è uno shampoo per cute e capelli stressati, danneggiati, secchi, a prescindere che la causa possa essere il sole, piuttosto che fattori ormonali o cure aggressive, come nel mio caso!
La formula, lo vedete, è piuttosto semplice: tensioattivi vari ed eventuali, estratto di fico d’india, proteine idrolizzate del grano, allantoina…
 
 
wp_20160919_13_39_11_proOFFICINA NATURAE_BALSAMO DOPOSOLE  150 ml  €8,00 circa
inci: Aqua, Behenamidopropyl Dimethylamine, Myristyl Alcohol, Glycerin, Opuntia Ficus-Indica Stem Extract, Tocopheryl Acetate, Lactic acid, Xanthan Gum, Guar Hydroxypropyltrimonium Chloride, Citric Acid, Parfum*, Potassium Sorbate, Sodium Benzoate, Benzyl Alcohol, Sodium Dehydroacetate,
 Linalool.
*origine naturale
 
Galeotto fu il balsamo…. già perché è stato proprio lui e il suo Behenamidopropyl Dimethylamine al secondo posto a tentarmi e a guidarmi di conseguenza verso l’acquisto della combo!
Oramai il mio criterio di ricerca di un nuovo balsamo è la presenza, al suo interno, del magico condizionante perché, altrimenti, per me non avrebbe senso usarne. Un balsamo in primis deve districare: a detergere ci ha pensato lo shampoo, ad ammorbidire e definire ci penserà il leave-in. Se un balsamo non districa o ha un condizionante troppo blando, non ha ragione di esistere, almeno per quel che mi riguarda.
Avere il Behenamidopropyl Dimethylamine già al secondo posto dell’inci per me è garanzia di un ottimo potere districante, e così è stato. Si presenta come una crema bianca, lucida e densa, ne basta una noce (infatti è sopravvissuto allo shampoo di qualche lavaggio) e si fonde all’istante con i capelli, che risultano docili al pettine già quasi subito (non sono una da grandi pose…).  Mi voglio sbilanciare: penso che, nella sua semplicità, non abbia molto da invidiare a prodotti ben più blasonati (quali il Concentrato Attivo di Biofficina Toscana oppure il MaterNatura, tuttora il mio preferito).
Anche qui un inci semplice, che conta oltre il già abbondantemente menzionato Behenamidopropyl Dimethylamine, ovviamente l’estratto di Fico d’India e la vitamina E.
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Dopo tanto entusiasmo c’è posto anche per una piccola critica, che tuttavia non compromette in alcun modo la bontà di questi due prodotti. 
Il fatto che siano quasi praticamente inodore, può piacere e non.
Specie in estate, quando sudare un po’ di più è a dir poco fisiologico, oppure quando si fa sport, spesso si tende a lavare i capelli molto più di frequente di quel che in realtà necessiterebbero, e solo allo scopo di “rinfrescarne” l’odore. Provate a menzionare ad un tricologo più di 2 lavaggi settimanali e vi fisserà con disapprovazione (io me ne guardo bene!). 
In questo periodo infatti, sebbene avessi capelli e cute puliti, ricci definiti, ecc… avevo il desiderio di lavarli per “deodorarli”, lo ammetto. Cosa che non mi era mai successa prima sebbene io usi da anni shampoo e balsamo naturali e quindi con mediamente modiche e non invadenti quantità di profumo in formula. 
Quindi niente di male a conti fatti: un profumo un tantino più intenso e persistente, se può ritardare anche di un giorno il lavaggio, facendoci comunque sentire a nostro agio, non può che essere benaccetto. Ovviamente questo aspetto può essere ovviato abbinando a questa linea un prodotto da styling profumato, ed il gioco è fatto.
Confesso che, se non avessi un bel po’ di prodotti da provare “in magazzino”, li avrei già ricomprati, entrambi.
 
La buona riuscita di un prodotto ovviamente non è determinata da un unico elemento: la totalità degli ingredienti scelti, la formulazione, la qualità delle materie prime….tutto contribuisce a rendere un prodotto eccellente o appena sufficiente, a volte è solo una questione di dettagli. Ma ci scommetto: il Fico d’India è un buon amico dei capelli, olio (click!) o estratto che sia! Tre prodotti su tre si sono rivelati ottimi: che sia una coincidenza? Ma state pur certi che se avrò ancora l’occasione d’imbattermi in prodotti per capelli contenenti Fico d’India in qualunque forma beh, non me lo farò scappare!
 
L.
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la combo #5 Naturaverde Bio Bacche di Goji e Bamboo

Non è la prima volta che su questi lidi si parla della linea Giardini Imperiali di Naturaverde Bio: la combo #3 infatti era la linea Olio d’Argan e Fiori d’Arancio, mentre un valido supporto post allenamento è stato il Foglie d’Ulivo e Fiordaliso, che purtroppo non è potuto diventare una combo perché il “mio” Acqua e Sapone si è ben guardato dal campionare anche la body lotion (profondo disappunto).

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Fortunatamente la linea Tonificante e Antiossidante a base di Bacche di Goji e Bamboo era piuttosto completa e dico fortunatamente perché si è rivelata la mia preferita!
Tutti i prodotti sono certificati ICEA Eco Bio Cosmetics e non contengono SLES, parabeni, petrolati, coloranti e siliconi.
 
wp_20160822_12_51_36_proNATURAVERDE BIO DETERGENTE CORPO Bacche di Goji e Bamboo  500ml
Sono profondamente contraria alla pratica di aprire le confezioni in negozio per sentirne la profumazione, per le ragioni che tutti sappiamo. Ma fortuna ha voluto che io acquistassi sulla fiducia questo detergente corpo in formato maxi da 500 ml, perché in verità esiste anche la versione “Doccia Schiuma” da 250ml (la cui formulazione è quasi identica).
Mi è andata più che bene direi, poiché questo detergente l’ho letteralmente adorato!
Fermo restando la validità del prodotto in sé (che nulla di più deve fare se non lavare senza aggredire, e lo fa) la sua profumazione dolce e fruttata lo rende una vera e propria coccola!
La sua formulazione prevede una combinazione di tensioattivi in aggiunta ai quali fanno capolino gli estratti di Bacche di Goji e di Bamboo, entrambi da agricoltura biologica.
A prescindere dal fatto che non credo nei reali effetti tonificanti e antiossidanti che l’uso di un bagnoschiuma possa donare, è sicuramente un prodotto che si rivela indovinato e gradevolissimo all’uso! Ottimo!
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wp_20160822_12_52_15_proNATURAVERDE BIO CREMA FLUIDA CORPO Bacche di Goji e Bamboo 250 ml
Parlando di questa body lotion il vero peccato è che non esista una maxi size perché è semplicemente deliziosa! Per l’estate si è rivelata perfetta: fresca e facile da stendere, non necessita di un lungo massaggio per essere assorbita e lascia la pelle asciutta, idratata e profumata a lungo! Il profumo (aggiunto) è identico a quello del detergente corpo, dunque adorabile! Probabilmente per l’inverno potrebbe non rivelarsi completamente sufficiente, specie per le pelli più secche, ma ci scommetto che potrei testarla anche nei mesi più freddi perché mi è molto piaciuta la sua “facilità” d’utilizzo, unita ad una innegabile gradevolezza! Sbirciando l’inci troviamo sempre gli estratti di Bacche di Goji e Bamboo come sopra; da segnalare olio di Germe di Grano che ci piace sempre e Tocoferolo per potenziare il suo effetto antiossidante (del resto, cos’è la vita senza un po’ di Vitamina E?).
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Non vi sorprenderà affatto leggere che presa dal trip “bacche di goji e bamboo”, alla prima occasione, ho acquistato anche il Sapone Liquido della stessa linea, che fa bella mostra di sé nel bagno padronale: servizievole e carino come i suoi fratellini!
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Direi che per questa combo è tutto e, lo ammetto, mi è andata bene anche questa volta! Perché anche la cosmesi non sfugge al principio generale che tutto regola nella nostra vita: la fortuna innanzitutto.
L.
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Lo psicologo e la ballerina

<<Ho imparato che un’amicizia profonda, gratificante, è un’iniziativa che mal si presta a essere intrapresa tardivamente, come la danza o l’informatica>>

Protagonisti di questo romanzo sono “lo psicologo”, un uomo solitario di mezz’età e “la paziente delle quattro”, una conturbante e problematica spogliarellista. Con questi presupposti ritenevo potesse trattarsi di una di quelle storie in cui il confine tra un sano rapporto professionale e un coinvolgimento personale si fa via via più sottile e incerto e labile.

<<Sono passati tanti anni, dice lei, ci conosciamo ancora? E poi, si può davvero conoscere una persona?>>

In realtà il libro si divide tra le lezioni universitarie dello psicologo, la sua complicata relazione con Nina e la terapia della “paziente delle quattro”, che di tutti e tre è paradossalmente l’aspetto più marginale.

<<E come Freud notò fin dall’inizio, in questa vita dobbiamo vedercela con un numero sufficiente di sofferenze reali, non c’è nessun bisogno di inventarne altre>>

E se le lezioni risultano interessanti e quasi terapeutiche anche per il lettore (con alcuni brani da sottolineare…ammesso che concepissi il sottolineare i libri), se la relazione con Nina non è nulla di particolarmente intrigante, è proprio “la paziente delle quattro” a non riservare nessuna sorpresa: infanzia difficile, solita storia trita e ritrita di abusi, solita figlia di cui ottenere l’affidamento….insomma: niente d’imperdibile, ma comunque ben scritto e scorrevole.

<<Lui si sporge a guardarle il tatuaggio. Lo indica e legge la scritta che lo sovrasta: NIENTE PAURA.

Niente paura dice sottovoce.

E’ un regalo del mio ragazzo, spiega lei.

Ha intenzioni serie?

Lei scuote il capo: mi ha piantata.

E il tatuaggio? chiede lui indicando la spalla.

Cosa c’entra? Fa lei.

Non le ricorda quel bastardo?

Lei tace per un attimo, poi scuote di nuovo la testa: mi ricorda di me innamorata.>>

wp_20160829_13_48_14_pro“La paziente delle quattro”,
N. Shpancer, edito da Ponte alle Grazie, 243 pag., prezzo di copertina €16,80
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

 

La biocolazione, d’estate..

La colazione, chi mai l’avrebbe detto (visto mamma? Ci ho messo più di trent’anni a capirlo ma ci sono arrivata), è il pasto a cui tengo di più e su cui mi arrovello di continuo affinché accompagni le mie esigenze, che sono sempre in fermento. Se mi sento a terra punto sulla colazione, se arrivo affamata allo spuntino la integro, se sono in fase d’intestino pigro la vario…insomma! E’ continuamente work in progress!

Da svariati mesi a questa parte, ecco cosa mangio dalle 6,30 alle 6,55 facendo zapping su You Tube oppure, se mi va male, guardando Dr.Oz (per non più di 20 secondi) oppure Will & Grace (per non più di 5 minuti)…
 
Le mie adorate gallette con il cioccolato sono state per qualche settimana desaparecidos all’Ipercoop e, non volendo assolutamente rinunciare alla mia parentesi dolce mattutina, ho puntato su semplici gallette con un velo di confettura. In genere preferisco gallette di riso perché hanno un gusto molto delicato che ben si presta ad accompagnare sapori più intensi. Le scelgo sempre Bio e Gluten Free e le preferisco piuttosto spesse! Ma anche riso & soia o ai cereali: la scelta oramai è molto vasta e a prezzi onestissimi!
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Per la confettura cambio sempre gusto (fragola, fichi, agrumi…) ma dev’essere rigorosamente Bio e con solo zuccheri della frutta o al massimo zucchero di canna, ma non in grandi quantità (leggete sempre le etichette!! Il fatto che sia BIO non vuol dire che debba essere infilato nel carrello ad occhi chiusi!!). Anche in questo caso c’è solo l’imbarazzo della scelta! Le confetture Rigoni di Asiago offrono molte ottime varianti, sono certificate biologiche, senza aggiunta di zucchero e sono senza glutine, …oltre che buonissime!
Passiamo al piatto forte: yogurt e cereali. A-d-o-r-o!
Sebbene di tanto in tanto ricompro i flakes di farro (che rimangono sempre buonissimi), trovo che in particolare questi Bio Flakes di mais Cerealvit abbiano una marcia in più! I canonici 30 gr riempiono tazza e pancia, sono BIO, Gluten Free, buonissimi e croccanti! Non hanno zuccheri aggiunti e creano dipendenza!! Il prezzo è buono e si trovano con facilità nel reparto per intolleranti al glutine. Probabilmente i cereali perfetti!
In tazza aggiungo le sempre buone mandorle nel numero magico (7, tanto per gradire) ….
Lo yogurt, invece, da svariati mesi a questa parte è Activia, nella versione 0%, ovviamente. Non è bio, lo so, ma è magro e buono ed in più mi sta aiutando (non in maniera strabiliante) con la questione “intestino pigro”. Ne consumo 24 vasetti in 2 settimane (in genere tutti “bianco e cereali”!! Delizioso! Il mio frigo sembra quello della pubblicità!) perché lo mangio spesso anche a cena! Nel mio precedente post mi è stato contestato il fatto che mangiassi yogurt “aromatizzati” invece di preferire yogurt bianco a cui aggiungere della frutta, ad esempio. E’ vero ma…la mia colazione mi pare comunque accettabile e a metà strada tra sano e buono…   
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New entry: il polline!! Lo puntavo da tempo immemore ma mi sembrava sempre eccessivamente costoso. Sentendomi particolarmente stanca e pensando di acquistare un integratore alimentare ho pensato: <<perché non provare prima con il polline?>> e così sia!
Ne aggiungo un cucchiaino allo yogurt, prima di versarlo in tazza. L’odore non è dei più invitanti, ma il sapore si confonde facilmente. Non bisogna eccedere perché, come si suol dire, è una botta di vita! Tra l’altro moderandosi doverosamente con le quantità, si riesce ad ammortizzare il costo del prezioso vasetto (circa 9€)!
Energia a volontà!
Che altro?
Una bella tisana, calda o fredda non importa (anche se ultimamente preferisco quelle fredde e lascio le calde alla sera. Le “Fredde Infusioni” Pompadour sono ottime! La mia preferita? Fragola e Arancia!!), ovviamente non zuccherata, per mandar giù l’idea di doversi alzare da tavola e fiondarsi in bagno a prepararsi!
Sarò pronta per una nuova giornata? No, naturalmente. Sarò carica e scoppiettante? Ancora no….ma almeno sarò sazia e soddisfatta (e senza sensi di colpa!) 
 
L.

aiutano ad aiutarsi

Capita a volte di passare dei periodi negativi. Perché nell’amore, nel lavoro, nei rapporti con gli altri e, più in generale, nella vita ci vuole fortuna sopra ad ogni altra cosa.
Poi all’improvviso tutto cambia e l’amore svanisce, il lavoro ti mette alla prova, le finanze fanno acqua da tutte le parti e non importa quanto brava e buona e diligente tu sia stata in passato; e non importa se hai 15 o 36 o 44 anni: devi ricominciare tutto daccapo. Ti siedi alla tua scrivania improvvisata (che in realtà è un tavolo da giardino)e fai un piccolo inventario di ciò che ti rimane, compri un’agenda (o te la regala papà) e riordini la tua casa: da qualcosa bisognerà pur cominciare.
Ed il punto di partenza sei tu, perché se gli altri ti abbandonano tu sei sempre rimasta fedele a te stessa, ti sei amata ed hai creduto in te ed in fondo sei la migliore amica che potessi desiderare.
Se ti vuoi bene allora hai fatto già il 50% del lavoro ed hai capito che bisogna provare a star meglio.
Del resto che altro fare? Se ce l’hai fatta una volta perché non questa?
Quindi…si ricomincia! Ma non da soli: la famiglia, quella vera, ti sostiene.
 
E poi anche alcuni preparati naturali possono dare una mano…
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REMEDIA HONEYSUCKLE dose 10 ml  €10,00
 
I Fiori di Bach si possono rivelare preziosi alleati nei momenti di difficoltà.
Quando per la prima volta qualche mese fa mi sono approcciata ad essi, ho potuto constatare che si tratta di un universo piuttosto complesso ed affascinante.
C’è eventualmente una tipologia di scelta “istintiva”, ossia scegliere guardando le immagini dei fiori senza sapere niente al riguardo se non il loro aspetto. Io invece ho semplicemente letto le caratteristiche di ciascun fiore per valutare se ci fosse qualcosa che potesse fare al caso mio. Ed Honeysuckle mi è sembrato calzasse a pennello…
 
<< La persona Honeysuckle è troppo attaccata al passato, nostalgica e convinta di non trovare più la felicità simile a quella che ha conosciuta o vissuta. Il fiore stimola la capacità di vivere il presente, di evolvere e crescere >>
 
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OLFATTIVA ABETE BIANCO 120 ml  €15,90
 
Ma anche l’aromaterapia può venirci incontro! Mi piace vaporizzare Abete Bianco in particolar modo sul cuscino, le lenzuola…. ma anche addosso. 
 
<<Considerato l’albero della luce nelle più antiche tradizioni. L’olio essenziale è estratto da foglie e rametti di questa maestosa conifera e ci restituisce la forza di un albero cresciuto sulla roccia, sferzato dal vento. Il suo profumo fresco e balsamico ci rende solidi e resistenti quando il percorso sembra impervio, ci protegge come le lunghe fronde della pianta fanno con i piccoli animali che vivono nei climi ostili in cui cresce.
L’abete è, nelle antiche tradizioni pagane, l’albero che simboleggia il solstizio d’inverno: si fa custode della luce e di una promessa di cambiamento. Quando si teme per il proprio futuro e ci si sente incerti, l’olio essenziale di Abete Bianco dissipa i dubbi e dona fiducia nel proprio cammino, conferisce forza interiore nelle difficoltà >>
 
A questo punto probabilmente dovrei dire se ho riscontrato qualche giovamento dall’utilizzo di questi prodotti e se ritengo siano essi indispensabili in un cammino di guarigione ma la verità è che non lo so. Di certo nei momenti NO non saranno 4 goccine sotto la lingua a farvi stare meglio o una nuvola di profumo. Ma possono aiutare… insieme al tempo, alla capacità di adattamento e all’amor proprio. Effetto placebo? Chissà… ma se può servire perché no? Il solo gesto è un piccolo atto d’amore verso noi stessi, come a dire: voglio stare bene, di nuovo e meglio di prima. E mi aiuto come posso. Mi aiuto ad aiutarmi.
 
L.  
 

AUTOABBRONZANTE: se Maometto non va al…mare…

ONCE UPON A TIME…
 
[ESTATE 2015] L’avevo giurato, ne ero convinta. Mai più avrei incrociato sul mio cammino un autoabbronzante. Mai più. Mi era bastata quell’unica esperienza, anni fa, in cui nonostante l’avessi applicato con tutti i crismi, mi ritrovai con un terribile effetto dalmata ed un odore stagnante di cotenna bruciata. E poi, come per l’hennè, è una pratica che esige una certa attitudine: bisogna sviluppare una tecnica, studiare un metodo di applicazione, un approccio. Non è semplice e comporta una buona dose di sbattimento, cosa che io odio.
Se non che, arrivata a luglio senza neanche intravvedere il mare (e, lo ammetto, senza nessuna voglia di andarci) ho pensato di attivarmi a togliere un po’ di pallore. Sia chiaro, nulla contro il pallore. Ma se sei chiara di pelle ed hai un sottotono giallo, ad un certo punto assumi una certa sfumatura itterica, un’aria un po’ malsana che unita allo stress e alla stanchezza del periodo, fanno di te un rottame ambulante.
Il mercato del naturale non offre molta scelta in fatto di autoabbronzanti ed alla fine mi sono convinta per:
 
WP_20160823_12_25_26_ProLOZIONE AUTOABBRONZANTE SUN BIOEARTH  100ml  €19,50
INCI: Aqua, Glycerin, DihydroXyacetone, Helycrisum angustifolium flower extract*, Aloe barbadensis leaf juice*, Camellia sinensis leaf extrac, Malva Sylvestris extract*, Benzyl Alcohol, Ethylhexylglycerin.
*da agricoltura biologica
 
Oltre a donare un colorito naturale, questa lozione contiene alcuni estratti vegetali ad azione antiossidante ed emolliente (estratto di Elicriso, succo d’Aloe, estratti di Tè Verde e di Malva). L’effetto autoabbronzante, invece, è dato dal DHA (DihydroXyacetone), un carboidrato derivante dalla canna da zucchero.
Sono stata piuttosto temeraria nella scelta, poiché è un prodotto nuovo sul mercato e non sono riuscita a trovare in giro alcuna recensione. Esaminando l’inci non sapevo cosa aspettarmi, probabilmente un preparato piuttosto acquoso, il che mi lasciava un po’ perplessa: questo genere di prodotti vanno distribuiti alla perfezione e, a questo scopo, di sicuro un fluido/latte penso debba rappresentare la giusta consistenza. Inoltre temevo che si potesse asciugare troppo velocemente, impedendo una corretta stesura.
 
Impressioni dopo la prima applicazione. Effettivamente è un’ACQUA che, sulle prime, non sapevo se spruzzare sul palmo e poi massaggiare oppure direttamente addosso: quest’ultima si è rivelata l’opzione migliore, perché asciuga talmente in fretta che il doppio passaggio fa solo perdere tempo prezioso. Non sapendo bene quale effetto aspettarmi, durante la prima applicazione ho preferito non abbondare (meglio andarci cauti)! Essendo, appunto, un’acqua, non solo asciuga immediatamente, ma non lascia tracce di untuosità. Ci si può rivestire praticamente da subito e non sprigiona il tipico odoraccio da autoabbronzante! Non mi pare ci sia ancora nessuna differenza di colorito: questa cosa non mi delude, anzi, mi tranquillizza! Avendo constatato la sua praticità di utilizzo, penso che lo infilerò nella sacca della palestra e lo userò lì! 2 applicazioni settimanali saranno più che sufficienti!
***
Impressioni a settembre. No, 2 applicazioni settimanali non sono affatto sufficienti…ed io non sono stata per nulla costante. Posso solo dire che non mi ha mai macchiato né pelle né vestiti e che l’odore di autoabbronzante lo sentivo solo dopo l’applicazione, ma la doccia della mattina dopo ne lavava via ogni traccia. Inoltre con il super caldo una volta vaporizzato asciuga in una manciata di secondi (e comunque lo spruzzo risulta ben nebulizzato, nessuna paura di macchie a forma di “goccioloni”).
Non sono andata al mare neanche una misera volta e, ad oggi, mi sembra assurdo continuare con l’applicazione di questo prodotto. Per questo motivo non posso esprimere alcun giudizio su quella che dovrebbe essere la sua funzione principale, dunque stando così le cose l’ho riposto “in magazzino” per ripescarlo l’anno prossimo a tempo debito (tanto ha 1 PAO di 12 mesi) …. e vedremo!
 
[ESTATE 2016] Questo accadeva un anno fa. Essendo perfettamente nei limiti del PAO ed avendo a disposizione la confezione praticamente intera, l’ho ripescato quest’anno sin da fine maggio. A questo giro però, ho usato ad ogni applicazione una quantità maggiore di prodotto (assicurandomi sempre che la pelle non rimanesse eccessivamente bagnata onde evitare macchie). In questa maniera la differenza è evidente! Certo, sono sempre tendenzialmente chiara, ma un velo di colorito c’è e si vede! Tenete presente che ci sono andata comunque con i piedi di piombo: 2 applicazioni a settimana ben distanziate tra loro, di modo che il prodotto avesse modo di far presa adeguatamente e sempre su pelle esfoliata e ben idratata! Lo confermo, è pratico e “facile”, non macchia, asciuga velocemente, non puzza e non si diventa arancioni. Una volta asciutta la pelle, inoltre, è molto liscia. Il bello è che non bisogna impiegare le mani in nessun modo (anche se subito lavate, quant’è orrendo l’effetto dell’autoabbronzante sui palmi??!). Inoltre d’estate quant’è infinitamente più piacevole vaporizzarsi addosso un’acqua fresca piuttosto che massaggiare e generare altro calore? Naturalmente per chi volesse un colorito più intenso dovrà procedere con applicazioni più frequenti: consiglierei di usarlo a giorni alterni ma sempre in piccole quantità! Va inoltre detto che, pur essendo prossimo alla scadenza e avendolo lasciato nel borsone in macchina alla temperatura di fusione del nocciolo, non si è deteriorato in alcun modo!
 
Pur non essendo un’esperta del settore, non posso che dirne bene e consigliarlo caldamente! E’ la versione senza sbattimento di un autoabbronzante: con piccoli accorgimenti e senza farsi prendere dalla smania di diventare Beyoncé il mattino dopo, può dare grosse soddisfazioni! 
Ah, dimenticavo: non dite in giro che sono Pugliese e non vado al mare (anche se quest’estate, lo confesso, ci sono stata per ben 9 ore in 3 giorni! Però!)….
 
L.
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…ma si può??!…

 

Il poeta della città

Dalla quarta di copertina:

<<Se l’Egitto corrispondeva a una melodia di basso, Parigi era una partitura d’orchestra completa, una città che risplendeva della gioia di un déjà vu rivisto e corretto. Come sant’Agostino quando ripensava ai giorni in cui ancora non amava Dio, chiedendosi stupito come mai non l’avesse scoperto prima, anche io mi domandavo: perché non sono nato qui, perché non posso vivere qui, verrà mai il giorno in cui mi sarà concesso, perché sono arrivato qui quando ormai mi sembra troppo tardi?>>

Ho scoperto Aciman anni fa, con la lettura di “Ultima notte ad Alessandria”, bellissimo e struggente, unico libro a detenere il primato di essere stato finito e ricominciato la stessa sera.

“Città d’ombra” invece è un memoir costituito da alcuni brevi aneddoti aventi tutti come comune denominatore l’impossibilità dell’esule di sentirsi a casa in qualunque luogo: il rapporto di amore/odio con la sua Alessandria, gli anni bui in un angusto quartiere di Roma, le feste comandate nella meravigliosa Parigi. E poi l’abbagliante New York, Barcellona, e ancora Alessandria. Vivere in un angolo della Terra e struggersi al pensiero di una città; raggiungerla e desiderare di non essere mai partiti. Perché ciò che si rivedrà non sarà mai all’altezza del ricordo idealizzato del medesimo luogo.

L.

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“Città d’ombra”, A. Aciman, edito da Guanda, 264 pag., prezzo di copertina €18,00
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!