Letture..al volo

12/08/19 ore 9:55 volo Brindisi-Milano Malpensa AZ1742

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Adele é una donna anziana che, nell’intimità della sua cucina, si lascia travolgere dal fiume dei ricordi. Sedotta e abbandonata, accetta di sposare ‘u manciatu (così chiamato per via della malattia che gli divora la pelle). Odia quel suo primo figlio bello e stranuliddu frutto di un amore sbagliato e ama il tranquillo secondogenito nato dalla violenza di suo marito. Pare che nella vita di Adele funzioni tutto al contrario…per poi ribaltarsi ancora. E ancora.

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“Ho la testa sott’acqua ma respiro, mentre il piacere é un soffio di vento che mi rende felice come mai lo sarò più”.

12/08/2019 ore 16:55 volo Milano Malpensa- London Heathrow AZ0238

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Uno scorcio della Grande Guerra. Pochi giorni di Milton il partigiano e della disperata ricerca dell’amico Giorgio. Da un paese all’altro, nella nebbia, sotto la pioggia, attraverso i boschi, lesto e silenzioso come un fantasma. Non conosce stanchezza, ogni ora é preziosa perché Giorgio é stato catturato dai fascisti. Ma deve trovarlo prima che sia troppo tardi, e sapere la verità riguardo lui e l’amata e mai dimenticata Fulvia.

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“Non la vedevo dal principio della guerra, e non la rivedrò più prima della fine.”

L.

 

A walk in UK (da Londra a Cardiff in 10 scatti+1)

1. Dear London…

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Non è la più bella, né la più folle. É Londra, semplicemente Londra. Un concentrato di adrenalina, un’iniezione vitaminica nonostante il cielo grigio. Un posto al mondo in cui stare bene, il mio angolo preferito. L’unica città che mi abbia fatta “ritornare”, dopo 9 anni lunghi un secolo. E mi ha sorpreso quanto fosse più viva e più bella di prima. E più mia.

2. The Thames below Westminster

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Chiunque frequenti abitualmente mostre e musei sa quanto sia facile trovarvi Van Gogh e Cézanne, ad esempio. Ma soprattutto Monet. Non c’è museo nazionale che non ne esponga almeno 2 o 3 opere. Ebbene, amo Monet, m’incanta, ma non è il mio preferito: trovo che i suoi quadri si somiglino un po’tutti. Ma questo no, questo é diverso. Lui ha personalità: mi pare di vederla questa città che si sveglia. Ne ricordo il titolo, strano, ed è principalmente per ammirarlo di nuovo che sono tornata alla National Gallery.

Sarà la nebbia, sarà il Tamigi, sarà Westminster. Sarà Londra.

3. A front row seat

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Me ne innamorai ai tempi del video di Midge Ure, uno di quei luoghi un po’ magici, quasi irreali, di cui sai l’esistenza ma è sempre troppo complicato raggiungerli. Ed io ci sono andata, da sola, a piedi. Una salita interminabile e non una persona sul mio cammino. Stanchezza e un po’ di paura, lo ammetto. Ma poi, una volta in cima, questo. E nonostante la pioggia e il vento e le vertigini, lo spettacolo è talmente emozionante da azzerare tutto.

E ti ritrovi lì, su una panchina solitaria, sotto la pioggia con in tuo ombrello rotto. E sei felice.

4. Shiny Bath

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Avevo un ricordo di una cittadina piccola e grigia. Ho trovato un posto pieno di vita, di gente, di musica per la strada. Luminoso e splendente, anche sotto la pioggia. Di Bath porto con me gli scorci da cartolina e i travestimenti al Fashion Museum, la gente che mi chiede se ho bisogno d’aiuto vedendomi impalata a consultare una cartina e il mio pub preferito dove pranzare all’ora del thè. Ma anche l’esasperata ammirazione nei confronti di Mr Darcy del ragazzo al Jane Austen Center e tutte quelle donne rovinate, come me, dall’aver letto “Orgoglio & Pregiudizio”!

5. “Climbing up on Solsbury Hill…”

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C’è stato un tempo in cui non stavo bene e questa canzone di Peter Gabriel entrò nella mia vita, così, dal nulla. Ascoltarla mi dava conforto e pensai “Andrò sulla Solsbury Hill, un giorno, quando starò meglio”. Ed è questa la chiave di volta, la tappa che ha dato vita a tutto il viaggio. Un’altra salita lunga e faticosa e solitaria. E di nuovo la pioggia e il vento, anche se meno di Bratton Camp, ma con in più una mandria irrequieta che mi ha costretta a scendere più volte.  Una vista mozzafiato in un silenzio irreale, questo è quanto offre. A ben pensarci non sto meglio di qualche anno fa ma è stato bello andarci per chiudere quella porta, attendendo di aprire il famoso portone.

Chissà, magari ci dovrò tornare ancora una volta.

“…Today I don’t need a replacement
I’ll tell them what the smile on my face meant”…

6. Quiet, lovely Cardiff

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Una città che sonnecchia per 5 giorni la settimana ma che neanche nel week-end del Pride riesce a diventare caotica. Tutto apre tardi e chiude troppo presto e non si ha certo bisogno di prendere i mezzi per visitarla. Cardiff è così, tranquilla e a misura d’uomo… e con l’inglese più incomprensibile che abbia mai sentito. Non offre moltissimo, ma quel che ha è bello e prezioso e non è venduto a peso d’oro. E fa persino caldo.

7. Gulls, leeks & rabbits

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Il punto più a sud del Galles, un’isola solitaria con poco più di un faro, una fattoria ed una stanzetta adibita a pub, ovviamente. Quel giorno sulla Flat Holm Island c’era il sole e ben 22 persone con un paio di volontari a gironzolare per i suoi sentieri erbosi. Nessun altro. Gabbiani e conigli, loro sì. E non uno ha messo mani al cellulare, se non per scattare foto. A stento si parlava fra noi e quasi a bassa voce non foss’altro per non turbare quella pace e quella quiete di cui tutti volevano riempirsi le orecchie e l’anima.

8. Happiness is a warm Welsh Cake!

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Un posto va anche assaporato. E di tutti i profumi e i sapori ricorderò le uova strapazzate al mattino e l’immancabile Fish & Chips; i soliti tazzoni di caffè e l’insuperabile Beef Cottage Pie accompagnata da Onion Rings e Garlic Bread, tanto per stare leggera. Ma soprattutto le Welsh Cakes, deliziose nella loro semplicità. E mi rivedo a mangiarle per strada di ritorno dalla baia, oppure distesa su una panchina di Bute Park, con un paio di scoiattoli che mi girano attorno aspettando speranzosi la loro parte.  Le mie ultime 5£ sono state spese per il biglietto del bus diretto in aeroporto: le penultime per un sacchetto di Welsh Cakes…

9. Vagabond Heart

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Un viaggio diverso questa volta, nessun quartier generale a cui far ritorno la sera. 4 tappe, 4 città, 4 calorose accoglienze. E una valigia mai disfatta. Non abituarsi mai a nessun posto e non riuscire a provare quella rassicurante sensazione di familiarità di un tragitto. Ed esser triste 4 volte di andartene ed essere contenta 4 volte di essere andata altrove. E la campagna inglese che scorre dietro il finestrino del primo treno per chissà dove.

10. There’s no place like… 

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Mi piace il sole che filtra attraverso le nuvole: quella luce la trovi solo in UK e anche quando è grigio, trova il modo di risplendere. Mi piacciono le giornate così lunghe e il sole che tramonta tardi e quell’ora indietro che pare un regalo. Mi piace la formale cordialità, le risate assordanti nei pub affollati il venerdì pomeriggio. Mi piacciono i musei nazionali gratuiti e i parchi enormi in pieno centro e la gente in giacca e cravatta che si stende sull’erba in pausa pranzo. E l’attaccamento alle tradizioni e l’orgoglio e il senso di appartenenza che tutti dovremmo provare per il proprio paese. Mi piace il Regno Unito e non ne ho mai abbastanza.

L.

 

 

best of 2018!

Un altro anno volge al termine: un fiume di parole, tanti prodotti, inci, fisse, passioni. Questo è quanto è accaduto ancora una volta in questo blog. Confesso di essermi seduta qui a tirare le somme senza ancora una vaga idea di quel che avrei scritto perché l’età si allunga e la memoria si accorcia e, ad oggi, il ricordo cosmetico di questi 365 giorni è un’infinità di cose acquistate, usate e finite con più o meno soddisfazione. Ho idea che bisognerà procedere con cautela avventurandoci in questa marea di boccette e tubetti, con passo leggero e buon equilibrio, pescando dal mucchio solo il meglio. Ma procediamo con ordine…

CAPELLI

Capelli, capelli….ricci adorati che quest’anno, facendo i debiti scongiuri, si sono comportati più che bene! In mezzo a tutte le preoccupazioni che hanno affollato la mia testa, i capelli che in passato mi hanno causato notti insonni e lacrime, hanno deciso almeno loro di togliermi di dosso questo fardello ed io, dal canto mio, li ho trattati al meglio delle mie possibilità.

Come sempre mi succede in queste circostanze, la migliore hair-care routine è proprio quella in corso da settembre/ottobre a questa parte e di cui, promesso, vi parlerò molto presto, ma ovviamente non può rientrare in classifica. Iniziamo bene.

Dando uno sguardo a tutti i prodotti per i capelli utilizzati quest’anno, posso con contentezza affermare di non aver preso grosse fregature, tranne una colossale che, è evidente, mi brucia ancora (la Crema Attiva-Ricci Disciplinante Elastica di Domus Olea Toscana). Per il resto è filato tutto liscio, con l’alternanza di prodotti tutti mediamente buoni e soddisfacenti! Decretare un vincitore non è semplice perché si equivale un po’ tutto, ma se proprio devo, la Crema Modellante Ricci di Gyada Cosmetics si merita la vittoria!

Lo styling dei ricci, al di là di quanto erroneamente si possa pensare, è cosa ben complicata! Bisogna cercare di conciliare il volume, la definizione, la leggerezza senza ungere, indurire, ingessare: se un prodotto è molto ricco potrà premiare la cura, il nutrimento e la definizione del riccio a scapito però di volume e leggerezza; per contro, qualcosa che sia leggero tanto da non appesantire i capelli potrebbe darci un riccio aereo e poco definito…e che orrore quel piattume alla radice??! O il boccolo unticcio?!! Ebbene, la Crema Modellante Ricci, sebbene poi non l’abbia più riacquistata (e ciò significa che la curiosità ha prevalso sulla comprovata efficacia, ….in altri termini…niente d’insostituibile) è riuscita perfettamente a coniugare tutti questi aspetti e a soddisfare una testa permalosa come la mia! Inoltre vi durerà molto permettendovi di ammortizzare nel tempo un costo già perfettamente abbordabile! Ottima!

L’affollata hair-care routine di Ruud

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BIO SKIN-CARE

Questa categoria ha assunto nel corso dell’anno un’importanza e un’attenzione sempre maggiori. Non che prima non ne avesse, ci mancherebbe, solo che spesso si attraversano periodi di ribellione nei confronti di qualcosa…o più semplicemente si focalizza l’attenzione su altro,….capita. Gli ultimi tempi, infatti, mi hanno vista orientarmi su skin care routine sempre più semplificate in virtù del fatto che avessi assodato oramai quanto poco fosse disposta la mia pelle a farsi coccolare. I risultati erano sempre inversamente proporzionali alla cura, l’impegno e i soldi spesi. Sembrava che, quanto meno le dessi, meglio mi ripagasse. Mah. (cosa ampiamente documentata in questo blog, tra l’altro).

Detto ciò, le cose sono drasticamente cambiate e, nell’ultima metà dell’anno, ho ritrovato il gusto di strutturare anche per il viso una routine più complessa, giocosa: mi sono circondata via via di qualche prodotto in più rispetto al mio solito e, se vogliamo, più ricercato.

Vorrei tanto dirvi che l’ultima skin care routine di cui vi ho parlato sarà quella premiata da questo post perché mi piace tanto e mi ha dato così gusto! Inoltre è stata la routine che ha di fatto segnato il passaggio, la transizione di cui vi parlavo. Ma in tutta onestà, per quanto Eterea abbia prodotti ottimi, con un rapporto qualità/prezzo davvero notevole….e per quanto abbia indiscutibilmente amato in particolare la CREMA GIORNO PRODIGIOUS HELIX…beh, no. Non vince Eterea, sorry. C’è qualcosa (e ancora non ho capito cosa, damn!) che mi dà noia, che mi causa l’insorgere di qualche, seppur minima (ma costante) imperfezione. E me lo sta facendo di nuovo questo scherzetto, anche con i prodotti appena introdotti, sempre dello stesso marchio. Devo indagare…

A dire il vero io un preferitissimo che vince a mani basse la categoria ce l’ho…ma, purtroppo, non ho avuto ancora modo di dedicargli un post! Lo uso da 2 mesi ed è quanto di più confortevole, performante, lussuoso … adorabile mi sia capitato per le mani negli ultimi tempi! Fuori concorso, purtroppo…

Ma allora…chi vince? Ebbene, la routine Hauschka, naturalmente! Pochi prodotti, pochi gesti essenziali, ….ma i risultati che ho avuto sin da subito sono stati a dir poco eccezionali! In tutti i mesi di utilizzo ho goduto di una pelle praticamente perfetta, equilibrata, morbida, rosea…! E se proprio dovessi scegliere un solo prodotto da eleggere a vincitore della categoria, beh sarebbe la CREMA ALLA ROSA PER IL GIORNO poiché, la medesima routine con la Crema alla Cotogna non ha prodotto gli stessi, incredibili risultati! Ad ogni modo sono sempre più convinta che il successo della routine Hauschka sia…la routine stessa. I prodotti sono perfettamente bilanciati tra loro e sono convinta che, presi singolarmente, non siano altrettanto performanti!

Un capolavoro di routine!

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BODY CARE

Questa probabilmente è la categoria più nutrita e, mi rendo conto, ciò di cui ho scritto di più in assoluto quest’anno (…ma anche i precedenti). Il fatto è che io sono un po’ in fissa con tutto ma i prodotti corpo, nei confronti dei quali non conosco pigrizia e/o stanchezza e che uso religiosamente così come faccio per viso, capelli, ecc…, si consumano di fatto più velocemente e in definitiva, se ne usano molti, molti di più. Anche qui c’è una piccola indecisione: durante l’ultimo anno non ho incontrato nulla di assolutamente eccezionale e strabiliante, ma di sicuro una menzione d’onore spetta all’onnipresente, sfruttatissimo, usurato, plurirammendato GUANTO KESSA! Uno strumento che francamente può fare la differenza contribuendo a mantenere una pelle costantemente liscia e morbida (ovviamente inquadrato in una routine fatta come si deve)! Certamente un altro prodotto che ha avuto la capacità di stupirmi, se fosse ancora possibile, è il SAPONE NERO D’ALEPPO: un’esfoliazione differente, una pulizia profonda ed un piacevolissimo effetto rinfrescante, defaticante e rinvigorente! Un prodotto che certamente potrei ricomprare! Chi vince, allora? Non posso esimermi dall’incoronare la mia travolgente passione per il miele, che ancora incredibilmente tiene banco! In particolar modo e, in rappresentanza della categoria, cito quella che è stata la crema centellinata nell’arco dell’estate, quel prodotto tanto godurioso quanto efficace: la ORGANIC MANUKA HONEY SKIN LOTION di DR.ORGANIC! Nutriente ed irresistibile! (cavolo, l’anno prossimo vorrei che vincesse un prodotto anti-cellulite, però!!!)

#honeyaddicted

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MAKE-UP NATURALE

Facile!! Il ROSSETTO ROSSO trionfa su tutto, credo che l’abbiate indovinato! Si, la mia passione per questa vera e propria icona make-up, sbocciata lo scorso anno, è andata via via consolidandosi, diventando al tempo stesso un irrinunciabile quotidiano, un oggetto da collezione ed una vera e propria fissa, come mio solito! Ritengo di non sbagliare nell’affermare di non aver quasi mai indossato nulla che non fosse una gradazione di rosso per tutto l’anno ed in wish list, a ben vedere, ho ancora rossetti rossi come se non fosse già sufficientemente folle comprare di continuo lo stesso colore, …come solo un profano potrebbe affermare! Già…ma quale rosso far vincere, se possibile? Di certo i Mulac sono stati una mia grande riscoperta; il GREEN ME LIPS & CHEEKS RED BOOST 04 l’ha fatta da padrone per tutta l’estate ed è stata la mia scelta quotidiana anche in vacanza! Di alcune new entry particolarmente degne di nota non abbiamo ancora parlato, uffa….ma ci sono alcuni rossetti che devo far vincere per rapporto qualità prezzo, scrivenza, comfort, durevolezza e gamma colori: 3 dei miei 4 Avril meritano assolutamente il podio!!

assi di cuori e due di picche

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LETTURE

Anche per questa categoria non ho grosse difficoltà a premiare un vincitore, ma solo perché non c’è affatto l’imbarazzo della scelta! Purtroppo mi sono capitate un paio di libri noiosi (fossi in voi eviterei la saga di Sharpe di Cornwell) oltre ogni dire ed in generale non è stato un anno felice per la scelta delle letture (“Manola”…che delusione)! “Alle cinque al Plaza” di Katherine Mosby è stato piacevole, scorrevole, ben scritto: un momento di vera evasione! Lo consiglio caldamente!

“non è facile passare il testimone dei sogni irrealizzati”

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VIAGGI

Anche qui non ho dubbi….e come potrei?! Innanzitutto perché non è che mi sia mossa tanto quest’anno, salvo qualche trasfertina Milanese, un week-end a Torino e il consueto salto al Sana! Ovviamente nulla che possa neanche lontanamente eguagliare il mio viaggio estivo in Irlanda, meta tanto sognata. Non posso più aggiungere nulla a quanto già detto nel post dedicato, solo che sono stati i 10 giorni più belli dell’intero anno…vi sembra poco?

Céad mìle fàilte! (l’Irlanda in 10 scatti+1)

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SCELTO DA VOI…

E concludiamo questa carrellata come di consueto con il post che ha ricevuto più visualizzazioni nel corso di questo lungo 2018! Rimango sempre un po’ perplessa nel constatare quanto poco vengano premiati post su cui punto, ai quali tengo e, al contrario, quanto vengano apprezzati, inaspettatamente, altri a cui non avrei dato una lira, per dirla in maniera vintage…

Tuttavia, sebbene i prodotti di questo post non avessero nulla di particolarmente eccitante, le “scoperte dell’acqua calda” quelle sì, sono state in uso da allora sino ad oggi e riconfermo la validità delle stesse! Di sicuro pettinare accuratamente i capelli prima di lavarli ha tutta una serie di notevoli vantaggi e, al tempo stesso, l’uso dei teli in microfibra mi pare ancora oggi una di quelle abitudini ritenute indispensabili ed in merito alle quali mi viene da dire “ma come ho fatto a non pensarci prima…”? Il post è questo ed è stato il primo articolo dell’anno!

L’ultima hair-care e le scoperte dell’acqua calda!

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Questo è quanto signori! Ogni volta la scelta si fa più ardua, ma sono abbastanza sicura di aver premiato proprio il meglio! Ci vediamo il prossimo anno per un nuovo fiume di parole, tanti prodotti, inci, fisse, passioni… se avrete ancora la bontà, la pazienza e la voglia di leggermi (…ma c’è ancora qualcuno che legge i blog?!)…

L.

Céad mìle fàilte! (l’Irlanda in 10 scatti+1)

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1. L’amore struggente. Un appuntamento che non potevo mancare: “Hellelil and Hildebrand, the Meeting on the Turret Stairs” di Frederic William Burton è molto probabilmente il quadro più amato d’Irlanda. Un delicato acquerello, visibile appena per un paio d’ore la settimana alla National Gallery of Ireland, è una delle immagini più intense che abbia mai visto, così passionale e disperata.
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 2. If you dare… Una giornata attraverso l’Irlanda del nord non può non includere, oltre a Dark Hedges, Giants Causeway e Dunluce Castle, anche  il leggendario attraversamento del Carrick-a-Rede rope bridge, nella contea di Antrim, ma solo per brave hearts! Tuttavia ciò che mi ha stregato di questo luogo è il sentiero che porta al ponte di corda: una scarpinata di mezzora tra rocce, scogli, mare e gabbiani….costa selvaggia e incontaminata e tu vorresti solo restar lì, sull’erba, a rimirar la Scozia all’orizzonte…

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3.E poi, all’improvviso, in un quadro di Monet. Ci sono luoghi incantati, angoli magici e nascosti, in cui non ti sorprenderebbe veder passare un unicorno. Questo stagno presso Malahide Castle, appena fuori Dublino, mi ha rapita e fatta sentire parte per un momento di qualcosa di bellissimo, un dipinto magari, al di là del tempo e dello spazio, tra sogno e realtà.

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4.Blowed away! E di nuovo natura, prepotentemente. Onde che s’infrangono con forza contro le possenti Cliffs of Moher, sulla costa occidentale del Clare. Uno spettacolo che riempie gli occhi e penserai di non aver mai visto natura più bella e suggestiva e spettacolare. Inerpicarsi lungo chilometri di scogliere spazzate da un vento furioso e profumato d’oceano: non ho peso e non ho sostanza, leggera come un soffione…

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5.La gemma del Connemara. E’ esattamente così che si presenta Kylemore Abbey, un gioiello bianco e splendente incastonato in un’altura boscosa. E tutto attorno non c’è altro che verde, pioggia, foschia. Di nuovo un luogo sospeso in un’altra dimensione: potrebbe essere una mattina d’autunno come una serata estiva, poco importa. Sarei potuta arrivare in questo posto calandomi giù per un pozzo, come al monastero di Rorrim, e so bene che qui è custodito il libro della mia vita, che finisce con “Sarai uccisa da Dylan Dog!”

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6. Connemara, ancora. E’ evidente che la regione del Connemara mi sia entrata nel cuore. La Inagh Valley, così aspra e solitaria, è il luogo ideale per raccogliere i propri pensieri. Uno scoglio su cui sedersi, un k-way per ripararsi da vento e pioggia, un paesaggio mozzafiato da ammirare, non occorre altro. Per tutto il tempo che ci vuole. E magari una corsa liberatoria spaventando qualche pacifica blackface sheep!

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7.The high point! Dublino è avara di torri da scalare, campanili e grattacieli…ma ha un modo tutto speciale di farsi guardare dall’alto. Lo Skyline Tour presso Croke Park, la casa del GAA, offre la possibilità di una passeggiata lungo tutto il perimetro dello stadio dal suo punto più alto ed una vista della città che vi lascerà senza fiato…

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8.”Make love not laws”. Dall’istante in cui sono passata attraverso Belfast ho detto a me stessa che ci sarei dovuta tornare, assolutamente. E così è stato. Una città dalle tante facce, per assaggiare un po’ di United Kingdom: la maestosità della Great Hall, la toccante esperienza al Titanic Quarter. Ma è la sua turbolenta storia politica a lasciare il segno, Shankill Road e il Peace Wall ad indelebile testimonianza. E quasi tutti i gate chiusi tra la zona cattolica e quella protestante fanno purtroppo pensare che le tensioni siano, ancora oggi, parte viva della città stessa.

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9.E lasciare il cuore in questa baia. Pensavo che trascorrervi un paio d’ore mi sarebbe bastato, ma ci son dovuta tornare per un giorno intero. La città di Galway è pittoresca, viva, il quartiere latino così bohémien e pieno di musica e tradizione. Ma spingetevi oltre, lasciatevi alle spalle il centro e raggiungete i docks e poi ancora più in là verso la Martin Connolly Causeway: una passeggiata di qualche ora fino ad un faro sperduto e laggiù, di spalle, lanciare il cuore in queste acque come fosse una monetina, per sperare di tornarci ancora.

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10. Dear Dublin… essere svegliata all’alba dai gabbiani, le lunghe strade dai tanti nomi, il miglior fish & chips di sempre, il Liffey da seguire e l’Ha’Penny Bridge da attraversare un milione di volte; “Whisky in the jar” da cantare, la pioggia nebulizzata dell’alba e il sole di mezzogiorno, un’altalena su cui aspettare l’apertura troppo comoda di qualche attrazione turistica. Dublino è stata per me tutto questo e molto altro, una casa per 10 giorni e un posto in cui tornare, magari.

L.

…e se partissi per il week-end?

Che sia una mini fuga romantica, per dirla alla Bridget Jones, o un salto in un’altra città a vedere una mostra piuttosto che una partita di rugby, le partenze del week-end sono una vera e propria boccata d’aria fresca! Si esce di casa il sabato mattina e si rientra la domenica sera, si lasciano tutte le abituali faccende domestiche in stand-by, il frigo vuoto come sempre, niente spesa e caffè dalla nonna.

La parola d’ordine è zero sbattimento, però! Se dovete portarvi appresso trolley, borsoni, scarpe, borse e abiti che non metterete non vale: si prepara uno zaino, credetemi sarà più che sufficiente! Un libro, il caricabatteria del cellulare, due o tre capi al massimo abilmente piegati a mo’ di origami-salvaspazio e via! Ah, non dimenticate carta d’imbarco e documento d’identità (e soldi….le uniche 3 cose assolutamente fondamentali e imprescindibili)! Tutto il resto, ho imparato negli anni, si può trovare in loco: certo, molto spesso può costituire una perdita di tempo, ma nulla di grave.

Ovviamente la parte più cospicua dell’intero bagaglio è il reparto beauty, suddiviso generalmente in bustina trasparente dei liquidi e tutto il resto, perché è ovvio che viaggiamo con bagaglio a mano (non fate i tirchi e acquistate Priority+2 bagagli a mano)! Ma anche in questo caso vale la stessa regola in auge per i vestiti: portiamo solo lo stretto necessario, quello di cui facciamo un uso quotidiano. Non penso che, stando fuori per anche meno di 48H, ci manderà in crisi non fare una maschera viso. Lo stesso dicasi per i capelli, almeno nel mio caso: lo shampoo è un problema che proprio non mi pongo nei week-end fuori porta!! Lavo i capelli il venerdì sera e poi se ne riparla al rientro, con tutte le comodità di casa mia! Lo scrub? Idem! I trattamenti anti-cellulite? Potranno aspettare!! Queste sono tutte questioni che si pongono per viaggi un po’ più lunghi, proprio a voler essere pignole! Ma per il week-end bisogna ragionare semplificando ai massimi livelli!

Anzitutto, se siete novelle-volatili, vi invito a consultare il regolamento della compagnia con la quale volerete e mettervi al sicuro non solo in fatto di “liquidi”, ma anche per tutto ciò che è possibile portare a bordo, numero e dimensione dei bagagli consenti, ecc…per non avere spiacevoli sorprese e trovarvi costrette a cestinare la vostra crema preferita!

In queste circostanze direi di puntare più sui campioncini che sulle travel size: un modo efficace che ci permette di salvare spazio e smaltire le quantità abnormi di samples accumulati durante l’anno!

Ripercorrete mentalmente tutti i passaggi che fate al mattino e alla sera e segnate i prodotti assolutamente fondamentali in una check-list (oppure, di volta in volta, collocateli già in un angolino designato: non vi resterà altro da fare che infilarli nei rispettivi beauty e partire!). Non occupatevi di queste faccende il giorno della partenza, per cortesia!

Niente di più fondamentale del dentifricio: nulla ci vieta di portarci appresso una full-size (che è normalmente da 75 o 100 ml), ma che spreco di spazio!! Tanto più che i formati da 25 si trovano un po’ ovunque! Magari non ha l’inci a cui siete abituate? Cerchiamo di essere pratiche: per 2 gg non vi succederà nulla di grave! Idem per lo spazzolino: puntiamo sulle versioni da viaggio che consentono di salvare un po’ di spazio.

La doccia: normalmente calcolo un paio di docce al giorno, perché per pranzo in genere non rientro mai in hotel, ed un campioncino per ciascuna doccia. Tuttavia meglio abbondare e portarsi dietro anche una mini-size da almeno 50 ml: specie d’estate si può desiderare una doccia fuori programma! Oppure la si può tenere comodamente a disposizione sul lavandino per lavarsi le mani (cosa che con i campioncini risulta piuttosto scomodo) o ancora, se non avete particolari esigenze “intime” potreste usarlo per lavarvi in maniera completa….insomma! Sul bagnoschiuma non lesinate!

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1.TRAVEL KIT SELEX; 2.CREMEDUSCHE MILCH & HONIG BALEA; 3.OLIO LAVANTE ANTOS; 4.SAPONE ANTIOSSIDANTE DOMUS OLEA TOSCANA; 5.BIO BAGNODOCCIA MEDITERRANEO LA SAPONARIA.

Se, invece, preferite portarvi appresso un detergente intimo (magari in quei giorni o se siete irrimediabilmente soggette ad odiosi fenomeni di spotting), ricordate che può essere un fedele alleato anche per lavare il viso! In ogni caso mai lasciare a casa salviettine intime (da tenere rigorosamente in borsa), proteggi slip e … perché no? Lavande vaginali: formato da 100 ml e garanzia di freschezza assoluta (purtroppo le questioni ginecologiche non sempre hanno la bontà di pazientare fino al lunedì)!

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1.SALVIETTE INTIMA BIO FRIA; 2.LAVANDA VAGINALE SOAVEMIN FITOFARMA; 3.PROTEGGI SLIP LINES ULTRA; 4.DETERGENTE INTIMO LENITIVO SENSURE’

La crema corpo non è indispensabile? E chi l’ha detto? Certo, non quanto il bagnoschiuma ma l’idratazione per me è sempre molto importante, anche per un week-end! Prediligete, se li avete, campioni della stessa tipologia tanto per non far impazzire il vostro naso o quello altrui…ma non stiamo a sottilizzare! Io calcolo almeno 10 ml ad applicazione…ma una crema non rende come un’altra, si sa! Dunque…un campioncino in più male non fa (ricordate di aprire le bustine PRIMA d’incominciare le grandi manovre…oppure con le mani unte sarà impossibile andare oltre la prima).

Creme per mani e piedi possono essere facilmente sostituite dalla crema corpo di cui sopra o del tutto glissate, se parliamo di un solo week-end, estivo per giunta. Tuttavia, quando non ce le ho, mi sorge l’impellente bisogno di averle e finisce che le vado a comprare o soffro per tutte le 48H! Se avete un pottino in cui collocare una crema che possa andar bene per entrambi, meglio: sarà anche infinitamente più comoda da applicare (esiste una cosa più odiosa di un campioncino da riutilizzare in più applicazioni?! A tal proposito portatevi sempre dietro qualche molletta, sentite me)!Altrimenti qualche campioncino extra non toglierà poi così spazio, se serve a tranquillizzare la pazza isterica che è in voi.

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1.BALSAMO PER IL CORPO ROSA DR.HAUSCHKA; 2.BALSAMO PER IL CORPO LAVANDA SANDALO DR.HAUSCHKA; 3.CREMA PER LE MANI DR.HAUSCHKA; 4.CREMA PER I PIEDI DR.HAUSCHKA.

Il deo? Indispensabilissimo, direi! Non improvvisiamo per cortesia e portiamoci dietro qualcosa che funzioni! Anche qui difficile che la full size sia superiore ai 100ml ma spesso hanno pack veramente ingombranti! Io trasferisco il mio fedelissimo Viviverde Coop in uno spruzzino riciclato (NON buttateli mai se vi capitano! Roba preziosa!!)

 

Il profumo non è affatto indispensabile ma tenete bene a mente che nulla può essere più evocativo!! Volete lasciare nella vostra mente una traccia profumata e indelebile di quello che si preannuncia un week-end memorabile? Ebbene, allora il profumo portatelo (attenzione però che non sia già associato ad altri ricordi…altrimenti farete solo una gran confusione)!! I profumi solidi, poi, potrebbero unire l’utile al dilettevole! NB: se è una minifugaromantica quella che vi apprestate a fare, abbiate cura di lasciare a casa tutta quella schiera di profumi in merito ai quali avete collezionato pareri del tipo: <<…sembra di stare in Chiesa…!… Puzzi di insetticida…! …Chi odora di cimitero?…>> I profumi naturali spesso non vengono “capiti” da tutti i nasi, si sa!

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1.DEODORANTE DELICATO VIVIVERDE COOP; 2.SPRUZZINO NECTAR ROYAL; 3.PROFUMO “NUVOLA DI CREMA” OLFATTIVA.

Per le operazioni di struccaggio le salviettine tolgono da un bell’impiccio e se vi truccate poco possono adempiere alla perfezione da sole senza ricorrere al classico latte (e agli annessi & connessi, tipo dischetti struccanti, pannetti, ecc!). Come detergente, se proprio quello intimo non vi aggrada, portate qualcosa che possa andar bene tanto al mattino quanto alla sera, magari avvalendovi degli ovali in silicone: utilissimi ed igienici, si possono asciugare e riporre subito in valigia se state per rientrare, oppure da ancorare a qualcosa mediante la loro ventosa e lasciar a sgocciolare! E cmq infinitamente più pratici di tutti quegli accessori con setole e spugne che restano bagnate!

Per il viso? Facile che tutti i vostri prodotti siano già del formato ideale! Se avete una pelle capricciosa, meglio investire lo spazio a vostra disposizione per la cura del viso, se anche un paio di giorni possono farvi impazzire equilibri già precari! Se poi disponete di campioni dei vostri abituali e fidati trattamenti, accantonateli proprio per queste circostanze! Oppure, sfruttate le jar di precedenti samples opportunamente lavate e conservate per crearvi mini taglie di crema contorno occhi, viso e tutto ciò che occorre!! Se riusciste a portarvi anche in questo caso solo campioni…meglio! Il tonico, per me, non è qualcosa di cui non riesca a fare a meno per un solo week-end…ma avendo gli adorati spruzzini da viaggio non costa proprio nulla portarselo dietro! Ah…e ricordate, infine, che il balsamo labbra (indispensabile? Certo!) può diventare un valido idratante da notte per il contorno occhi, perché no?

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1.CREMA DETERGENTE DR.HAUSCHKA; 2.SALVIETTE DETERGENTI ALLA ROSA SELVATICA ALVERDE; 3.SPRAY VUOTO SEPHORA COLLECTION; 4.ADDOLCILABBRA “TORTA DI MELE” ALKEMILLA; 5.ROSE DAY CREAM LIGHT+DAILY HYDRATING EYE CREAM DR.HAUSCHKA; 6.DISCO ESFOLIANTE VISO SEPHORA COLLECTION.

Le bustine trasparenti 18×20 vi mandano al manicomio? Sono quelle tipiche cose che, quando ti servono, sistematicamente non riesci a trovare in commercio e finisci per comprare i sacchetti del congelatore (storia vera)!! Consiglio: quando le vedete in giro, prendetele perché tanto prima o poi vi torneranno utili!! Oppure puntate sul riutilizzabile: le pochette di Muji, ad esempio, sono un’ottima idea! Non di meno le bustine di Neve: magari non saranno perfettamente delle dimensioni richieste…ma a me non hanno mai fatto storie!

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1.TROUSSE TRASPARENTE PIATTA MUJI; 2.MAKE-UP POCHETTE NEVE COSMETICS; 3.EASY BAG FOR FLY; 4.BUSTA TRASPARENTE DA VIAGGIO LARGE MUJI.

Mettete in conto, naturalmente, di dimenticare qualcosa di assolutamente vitale et voilà! Il gioco è fatto: bagaglio pronto…e buon week-end, ovunque voi andiate!

L. 

 

 

Obwarzanki in tasca e strada sotto i piedi! (la Polonia in 10 scatti+1)

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1. Il cuore pulsante. Mai vista una piazza talmente grande dal racchiudere in sé imponenti edifici, bar, ristoranti, chiese e ancora mercatini, statue, musicisti e centinaia di turisti mantenendo un senso di ariosa libertà. Ma la magia di Rynek Glowny, la piazza del mercato di Cracovia, è il fondere elementi appartenenti ad epoche e stili architettonici completamente differenti con armonia, come se per ognuno di loro non potesse esserci al mondo un’altra possibile collocazione se non questa. Alchimia pura.

 

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2. Love is blind. Il suo sguardo vacuo e il sorriso appena accennato ne fanno un volto di raro fascino. Sereno e bellissimo, Eros Bendato giace ai piedi della Torre del Municipio e sopporta pazientemente orde di turisti irrispettosi. Non mi sono stancata di ammirarlo ogni singolo giorno: lui ti guarda, eccome, e la fascia scostata dagli occhi ti fa capire che l’amore è cieco…ma poi mica tanto!

 

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3. Il nero cancello. Potreste pensare di essere sufficientemente adulti e pronti per varcarlo, ma niente vi preparerà ai viali silenziosi e l’aria immobile di Auschwitz o alla sconvolgente vastità di Birkenau. “L’aria stessa che si respira è un’esalazione velenosa”. Una volta nella vita e mai più.

 

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4. “Dite amici ed entrate!” Moria senza Nani, Orchi né Barlog, ma con in più il sale. Un dedalo di cunicoli, camere e laghi sotterranei vi condurranno nelle profondità della terra e tutto intorno a voi non è altro che sale in forma di statue, bassorilievi, lampadari realizzati nel corso dei secoli. Le miniere di Wieliczka, patrimonio dell’Unesco, sono una boccata d’aria salubre e offrono qualche ora di ristoro dalla (insospettabile) calura estiva. E poi dove altro ascoltare Chopin a 120 metri di profondità?

 

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5. Pierogi, amore e … Una cucina, per così dire…”robusta”, come si addice ad un paese che sopporta temperature estremamente basse. Non mi sono fatta mancare Oscypki, Kurtoskalacs alla cannella, Obwarzanki al sesamo…ma soprattutto Pierogi: a pranzo o a cena, dolci o salati, al ristorante o in una latteria! Completely addicted!

 

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6. “La fa che par che ascolti, e non favella”. La Dama con l’Ermellino di Leonardo da Vinci era per me una tappa assolutamente fondamentale e l’urgenza di poterla ammirare mi ha fatto anticipare di 1 giorno la visita al Museo Nazionale di Cracovia. Non meno enigmatica della Gioconda, pare irradiare luce pura. Di bellezza e raffinatezza senza pari! “…Cecilia se bellissima oggi è quella che a suoi begli occhi il sol par ombra scura”.

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7. “Whoever saves one life, saves the world entire”.  La fabbrica che tante vite salvò, impossibile non visitarla. Oskar Schindler, “Giusto tra le nazioni”, il suo ufficio, le stoviglie smaltate, la lista. Ma non solo: stanza dopo stanza verrete catapultati nella Cracovia ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e il ghetto, le foto, le lettere, per vivere un pezzetto di storia.

 

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8. La Cristianità. A Cracovia è quasi inevitabile imbattersi in una eccezionale quantità di chiese; ci sono strade, come ul. Grodzka ad esempio, in cui si susseguono una accanto all’altra o una di fronte all’altra. La Cattedrale del Wawel è a dir poco spettacolare, la Basilica di Santa Maria splendida…ma cosa dire di una chiesa interamente decorata con motivi floreali art-nouveau? La Basilica dei Francescani, con i suoi colori brillanti anche in penombra, è uno spettacolo per la vista e per il cuore!

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9. Teste ondeggianti al ritmo di “Dance of the Flowers”. E a proposito di ul. Grodzka e di chiese, in quella di San Pietro e Paolo, dall’acustica perfetta, sono frequenti e alla portata di tutti splendidi concerti: Vivaldi, Mozart, Chopin, Tchaikovsky…quale modo migliore di trascorrere una domenica sera? E che bello vedere la platea rapita dalla musica! Poi, d’improvviso, non sei più una turista con le scarpe inzuppate e un Obwarzanki al sesamo nella tasca del k-way, ma seduta in una poltrona della sala dorata del Musikverein, elegantissima…

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10. Varsavia la bella. I suoi grandi viali, i fiori, i monumenti ed un fiabesco centro storico ne fanno un vero gioiello! La Sirenetta, simbolo della città, è stupefacente: non placidamente adagiata su uno scoglio in attesa di un marinaio da incantare, ma una guerriera a difesa della città! Spada, scudo e ben due code…. l’ho adorata dal primo istante!

L.

 

 

 

Precauzioni cosmetiche da stadio #3 ITALIA vs FRANCIA

11 Marzo 2017. Stadio Olimpico. RBS 6 Nazioni. Italia VS Francia.
Delle partite del 6 Nazioni 2017 giocate in casa, Italia-Francia era di fatto la mia terza scelta (su tre). Ecco, appunto. Non è un caso se, in generale, i francesi non vengano ritenuti dei simpaticoni (anche se la Marsigliese dal vivo ha sempre un suo perché, diciamocelo).
 
Sveglia all’alba, come sempre: outfit da tifosa e make up essenziale. Quel che non manca, anche questa volta, è una crema mani e un idratante labbra! Ma facciamo un passo indietro….
I prodotti che ho portato come me in trasferta sono stati acquistati lo scorso novembre (in occasione di Italia-All Blacks), presso il pv Yves Rocher della stazione Termini, e sono in uso (anche se non proprio quotidianamente) sin da allora. Il pack, lo vedete, è grazioso e funzionale e i due prodotti risultano estremamente accattivanti e golosi: una linea al Miele e Muesli (certificata ECOCERT)non può non allettare….almeno per quanto mi riguarda! Della stessa linea c’era anche una combo per il corpo, ma viaggiando con bagaglio a mano, il formato era proibitivo! Sob! 
 
WP_20170318_12_14_51_ProYVES ROCHER_CULTURE BIO_Crema mani nutriente Miele & Muesli Bio
 
E’ stata la mia crema mani da comodino prima, da scrivania dopo, da trasferta, da borsa…e di nuovo da scrivania: insomma, sono sempre stata indecisa su quale fosse l’uso più appropriato….ma la verità è che non mi ha mai convinta del tutto. La sua texture è fluida ma piuttosto ricca e untuosa, per questo sulle prime ho pensato di destinarla “alla notte” (complice anche il suo profumino goloso): tuttavia non si è dimostrata realmente nutriente e ristrutturante e, se avessi puntato su creme riparatrici per davvero, di certo le mie mani avrebbero superato l’inverno e i danni del freddo con meno problematiche!! Come idratante da scrivania, del resto, non è andata meglio proprio per la questione “unto”. Quel che ho imparato è che, per funzionare al meglio, va usata in piccole dosi e ripetutamente: in questo modo si tengono a bada secchezza e screpolature ovviando all’inconveniente dell’untuosità. Così ho fatto anche in trasferta: sin sul volo (a proposito: ma Ryanair è diventato peggio di Media Shopping!!) ho “incremato” costantemente concedendomi tutto il tempo di effettuare un buon massaggio, specie a cuticole e nella problematica area tra dito e dito. Lo stesso dicasi allo stadio o per strada durante le luuuunghe passeggiate romane: il caldo decisamente sopra le medie stagionali ha fatto sì che i guanti proprio non potessi portarli oltre le 10 del mattino. EWP_20170318_12_15_14_Pro dunque igienizzante prima, idratante dopo. Il suo pack, dai colori abilmente studiati per richiamare alla mente il concetto di naturale, l’ho già detto, è pratico, robusto e funzionale, in particolar modo il tappo con apertura a scatto è sempre consigliabile per l’uso on the road : igienico e non a rischio caduta/smarrimento! Profumo dolce e texture ricca, già detto anche questo, ma quel che conta come sempre è la composizione: il sig. Yves Rocher (o la signora?) ci dice che il 98% degli ingredienti sono di origine naturale, il 13,5% proviene da agricoltura biologica e non contiene parabeni, coloranti e oli minerali. Molto bene, ma un doveroso sguardo all’inci è sempre e comunque consigliabile! Burro di Karitè, Glicerina, estratto d’Acero, olio di Ricino, Miele, idrolato d’Orzo, olio di semi di Girasole, estratto di Avena, amido di Mais, estratto di Castagno: sicuramente una formulazione interessante e con un pizzico di originalità ma che all’atto pratico non è performante come potrebbe sembrare, peccato!
 
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La questione, per questo balsamo labbra, è un po’ più complessa. Già perché, essendo una sorta di gel denso, ha in tutto e per tutto la funzione di un gloss neutro. Per chi, invece, come me indossa il rossetto quasi H24, non ha grosse chance di sfruttarlo, se non in alcune occasioni, come prima di andare a dormire, per esempio: naturalmente è una vera e propria coccola, per il suo profumo dolce e rilassante e per la sua texture cremosa e confortevole! Al mattino c’è ancora …e sotto? Labbra da favola! Questa sua straordinaria resistenza lo rende assolutamente ideale per essere usato proprio come gloss! Una volta applicato rimane perfettamente confinato entro il bordo, proteggendo le labbra dagli agenti atmosferici e conferendo una brillantezza davvero molto bella, oltre ad un naturale effetto ottico di labbra piene. 99,9% degli ingredienti di origine naturale e 16,5% provenienti da agricoltura biologica. Pensate, l’ho applicato intorno alle 5 del mattino ed ha resistito egregiamente ad un vento notevole, un buon caffè in Piazza di Spagna, un pacchetto di cracker integrali di ritorno dalla Fontana di Trevi e, preso posto all’Olimpico intorno alle 13, ho dovuto toglierlo con un fazzolettino (capitemi, ci sono delle partite che una donna deve vedere con il rossetto)! [Tenete sempre presente che, indossando abitualmente il rossetto, sono piuttosto allenata ad esercitare un gran controllo della bocca ottimizzandone la durata]. Se proprio dovessi trovargli un difetto è il suo pack: applicandolo e stendendolo dal tubetto si rischia d’impiastricciarlo; del resto utilizzare le dita garantisce un risultato di maggior precisione ma farlo quando si è in giro non è il top in fatto d’igiene! Ad ogni modo un prodotto realmente valido!
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C’è ancora spazio per qualche considerazione finale:…e la partita? Ebbene, è andata piuttosto male. Quanto a me, ero seduta vicino ad una signora scozzese pesantemente ubriaca ancor prima dell’inizio ed ho assistito ad una proposta di matrimonio live, con tanto di ragazzo inginocchiato e anello, una di quelle cose che se succedessero a te vorresti sotterrarti, ma viste da fuori intenerisco sempre (persino me)!
L.

Precauzioni cosmetiche da stadio #2 ALL BLACKS EDITION

12 novembre. Stadio Olimpico. Test Match. Italia vs Nuova Zelanda.
Da quando sono trapelate le prime indiscrezioni in merito a questa partita, e parliamo della scorsa primavera, non ho avuto pace. Sono stata il terrore di ogni operatore di call-center, di ogni omino del customer care, di Ticket One, dell’Olimpico, della FIR e pure dell’ATAC. 
Infine il biglietto è stato comprato, i mesi sono passati e il grande giorno è arrivato.
Il fatto che io stessi per vedere dal vivo la squadra più forte al mondo (sebbene con la delusione di non poter ammirare Dan Carter e Kieran Read) non mi sollevava dalla spinosa questione hands care.
 
La giornata era splendida, ma la temperatura progressivamente in calo. In mio aiuto sono venuti gli onnipresenti guantini “a mezzo dito”, al loro debutto di stagione, ed una piccola crema mani, souvenir di Berlino...
 
ALVERDE_HANDCREME CALENDULA

 

Appena calpestato il suolo tedesco e nonostante non facesse affatto freddo, ho sentenziato che avevo urgentemente bisogno di una crema mani senza la quale la mia vacanza sarebbe stata irrimediabilmente compromessa. Il mio hotel era praticamente in Alexanderplatz dove casualmente si trovava un DM che ho frequentato regolarmente durante la mia permanenza Berlinese. Da quella prima incursione proviene appunto questa piccola cremina (25 ml) che poi ho previdentemente messo da parte proprio per questa occasione.
Il suo pack innanzitutto è ideale, in quanto a forma e minimo ingombro, ma con una quantità di prodotto interessante. Solo il tappo a vite si rivela il suo punto debole poiché potrebbe facilmente cadere nello svitare e avvitare. Il prodotto in se mi ha soddisfatta: non è unta ma al tempo stesso non si assorbe completamente molto in fretta nonostante l’alcool così in alto (il che sarebbe l’opzione migliore specie per una crema out-door…ancor di più per una “da stadio”). Il suo odore, dato da parfum derivante da o.e., è delicato e molto lieve, tipico dei prodotti alla calendula. Indicata per tutti i tipi di pelle in effetti potrebbe non essere sufficiente per i mesi a venire, ma per quest’occasione si è rivelata ideale! Uno di quei prodotti da portarsi sempre dietro, stadio incluso!
 
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L’altro amico che mi ha accompagnata a Berlino come a Roma è stato il Gel Igienizzante Alkemilla, prodotto che non dovrebbe mancare nella borsa di ogni donna quotidianamente, specie se passate molto tempo fuori casa! Se poi, come me, avete la tendenza a raccogliere foglie da terra piuttosto che accarezzare qualche gatto lungo il tragitto, vi tornerà particolarmente utile! E non solo quando sgranocchierete tra gli spalti dell’Olimpico i vostri Pavesini al cacao (lo so, non è una merenda molto adatta alla circostanza…ma i miei vicini mangiavano yogurt, quindi!…) perché molto spesso si associa il gesto di igienizzare le mani al solo concetto di mangiare. Sarà invece utile avere le mani pulite quando le porterete al viso guardando sognanti l’Haka, o quando le passerete sugli occhi in un gesto sconfortato dopo aver preso la prima META (di una lunga serie…) o ancora vi coprirete la bocca durante il piccolo miracolo di Tommaso Boni…
Il pack è solido e compatto, il gel denso: insomma, tutto a portata di stadio. Naturalmente essendo a base alcolica asciuga in fretta ma senza seccare la pelle, anzi!! Lo trovo stranamente idratante e confortevole…sarà la glicerina?! Il suo profumo delicato e fresco mi ha completamente conquistata! 
Dunque mani igienizzate….ma non solo.
Siete in trasferta e non vi siete portate dietro il mondo per il week-end. L’aereo ha questo strano effetto collaterale di farvi sorgere imperfezioni e probabilmente anche il muffin al triplo cioccolato mangiato in aeroporto ci ha messo il suo: insomma, sul vostro viso avete visite. Indesiderate. Ebbene provate a mettere giusto una goccina di questo igienizzante e vedrete! In fondo non sono forse quasi tutti gli stick anti imperfezioni costituiti da gel a base alcolica con aggiunta di o.e.? 
 
A questo punto non ci resta che aspettare il nuovo anno e il 6 Nazioni, ma è presto per parlarne, per cui ripongo la sacra maglia. 
A posteriori, dei 3 Test Match giocati in Italia, naturalmente ho scelto di andare ad assistere al massacro: contro il Sud Africa abbiamo portato a casa la partita e ad Italia-Tonga abbiamo perso all’ultimo minuto e di soli 2 punti… ma vuoi mettere veder giocare gli All Blacks?
Se tornassi indietro sceglierei di nuovo l’Olimpico e questo bel week-end, fatto di sole e Roma, sport e musei,caffè e pavesini, mani idratate e igienizzate….
 
L.
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Ich bin ein Berliner! (Berlino in 10 scatti +1)

CIMG44681. Il grande cantiere. Non c’è quasi angolo di Berlino che non sia completamente circondato da impalcature, gru, scavi, transenne. Una città tutta work-in-progress! Molto arduo riuscire a fare uno scatto decente, ma con piccoli mezzi e molta fantasia..

WP_20160814_14_10_55_Pro2. La navicella spaziale. Avete presente quei film in cui per la Terra non c’è più speranza e i suoi abitanti l’abbandonano su navicelle spaziali in cui viene ricreato un mondo perfetto? Ecco, entrando nel Sony Center è questa la sensazione che si prova!…e in un mondo perfetto non può mancare Starbucks per un Americano Coffee! (<<What’s your name?>> <<Luciana>>…<<ok, LuTana>>)

CIMG45313. Le ferite. Sono tante e molto dolorose. Una città profondamente segnata che non si è lasciata alle spalle la sua storia. Le rovine della Kaiser-Wilhelm-Gedachtniskirche, bombardata nel 43, si ergono al centro di Breitscheidplatz e ne sono un triste esempio…

WP_20160814_13_07_42_Pro4. Quel che amo. Amo i bretzel e amo i parchi enormi come il Tiergarten. E ancor di più amo sedermi su una panchina a fare una pausa con una visuale d’eccezione come la Grosser Stern (specie se ci sono appena salita mettendo a dura prova le mie vertigini che peggiorano con l’età, ma tant’è)

 

CIMG45595. A proposito di ferite. A pochi passi dalla Porta di Brandeburgo, il molto discusso Holocaust-Denkmal v’inviterà a smarrirvi tra le sue 2700 stele di cemento: apparentemente “logico”, si rivela folle e labirintico, così come fu l’olocausto. Per me ha colto nel segno!

WP_20160814_15_18_34_Pro6. Un piede nella east side, un piede nella west side. Siete in giro con il naso per aria, come sempre. Ma qualche volta la strada riserva delle sorprese. Potreste imbattervi in quel che resta della maggior parte del MURO che attraversa la città come un’immensa cicatrice…e realizzare che 30 anni fa questo passo non avreste mai potuto muoverlo.

WP_20160816_17_11_08_Pro7. Maratona di musei. Il sogno di ogni appassionato d’arte: 5 musei tutti insieme sulla Museumsinsel, ma non è cosa semplice! Ci vogliono nervi saldi e buone gambe. Io mi ero prefissata di visitarne 3 e così è stato: il Neues Museum con il celeberrimo Busto di Nefertiti (probabilmente una delle cose più belle che abbia mai visto); il Pergamon Museum per cui vale la pena affrontare anche 1 ora di fila come ho fatto io, del resto la sua fama, meritatamente, lo precede; e poi l’Alte Nationalgalerie …ma vi avviso: non vorrete più uscire dall’ala degli Impressionisti Francesi!

CIMG45848. Gli alleati. Sebbene oggi sia diventata un’attrazione turistica con tanto di finti soldati con cui scattare simpatiche foto ricordo, quel che resta di Checkpoint Charlie non manca di fare un certo effetto…

WP_20160815_12_05_27_Pro9. Un futuro senza libri. Nella pavimentazione di Bebelplatz c’è una finestra sul futuro. Meglio: una finestra su un futuro che sarebbe potuto essere e non è stato. Potrebbe sembrare una semplice lastra di vetro ma se aguzzate la vista vedrete delle librerie. Vuote. Ricordando il grande rogo di libri avvenuto nel ’33 al cospetto di Goebbels…

WP_20160815_16_03_23_Pro10. Il muro. Manco di fantasia, lo so, ma non posso proprio fare a meno dal mostrare quest’immagine a rappresentanza di ciò che porta immediatamente alla memoria. L’East Side Gallery è un’incontro con la storia del nostro tempo, con una pagina buia di un passato paurosamente troppo recente. L’East Side Gallery non è una passeggiata di salute, ma ti fa sentire vivo. E ti dona un po’ di speranza.

L.

 

 

 

kit di sopravvivenza a brevi(ssime) trasferte

 
Squadra che vince non si cambia.
Roma 27-28 febbraio. Milano 12-13 marzo.
Due mini trasferte a poca distanza l’una dall’altra, ergo usiamo lo stesso kit! 
Pochi prodotti indispensabili, piuttosto validi, per portare un po’ della nostra casa ovunque si vada e, naturalmente, per sentirci sempre al top (almeno dal punto di vista cosmetico perché, per il resto….. lasciamo perdere!)
 
PER IL VISO
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Non occorre nulla di più che struccare, detergere ed idratare: scrub, maschere e altre diavolerie le lasciamo confinate nelle mura domestiche (le terremo senz’altro presenti per trasferte più lunghe).
 
Lo strucco è affidato allo strumento più pratico che ci sia, ossia le salviettine! Per le mie esigenze si rivelano sempre la soluzione ottimale, perché non trucco gli occhi (salvo un po’ di correttore minerale) e anche sul viso mi mantengo leggera! Inoltre se si scelgono le classiche salviettine da cambio pannolino (come queste, ottime, Vivicot Bio), piuttosto che quelle prettamente struccanti, si riescono a coniugare più esigenze: tenendole in borsa/zaino si possono utilizzare all’occorrenza anche per pulire le mani al volo o per darsi una rinfrescata. Per quanto possa essere una confezione più ingombrante da portarsi appresso è pur vero che risolvono molte situazioni!
 
Tornando al viso, la detersione non è da sottovalutare! Il detergente antiossidante Domus Olea Toscana, nel pratico formato travel size da 50 ml si è rivelato utile e funzionale! Essendo un 3 in 1, si può utilizzare anche su corpo e capelli, ma non posso recensirvelo in tal senso semplicemente perché non l’ho testato. Sul viso, invece, l’ho usato anche a casa! L’avevo scoperto durante la mia skin care notturna all’aeroporto di Schiphol: mi piace, non è particolarmente aggressivo ma va usato in piccole quantità perché genera più schiuma di quel che vi andrà di risciacquare, credetemi! Ad ogni modo ho ridimensionato il mio entusiasmo delle prime impressioni e sono contenta di aver acquistato solo la travel size (peraltro riutilizzabile)!
 
Per l’idratazione ho voluto portare un campioncino (questione di spazi). Con la quantità di pochi ml si riesce a coprire l’intera area di viso, contorno occhi e collo, sia la sera che il mattino seguente, per cui i samples sono sempre la scelta migliore in questi casi! Nello specifico ho scelto l’Emulsione Viso Antiossidante Biofficina Toscana!
La cura delle labbra, invece, è una storia a parte ma di cui abbiamo già parlato in maniera estesa QUI: la Crema per Labbra di Remedia è stata un’ottima compagna di viaggio, lo confermo!
 
PER IL CORPO
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Iniziamo con una bella doccia! L’Erbolario ha sfornato le utilissime versioni travel size di alcune delle sue più celebri linee, come ad esempio l’arcinota “Papavero Soave” (ma quant’è più simpatico “Sweet Poppy”??!). Non è un prodotto naturale o certificato in alcun modo, ma la formulazione e l’inci sono ok! A parte il pack delizioso (e riutilizzabile) è un ottimo prodotto: un gel piuttosto denso, ne basta poco e produce una gradevole schiuma! Ha una buona resa e, proprio per questo, vi durerà ben oltre una piccola trasferta! Profumo non eccessivo ma delicato, femminile e floreale! Conserverò sicuramente la boccetta!
 
Proseguiamo con il suo fratellino, la crema corpo “Papavero Soave”: idem come sopra, profumo delizioso, assolutamente non proibitivo da utilizzare in combo! Idratazione garantita per tutto il giorno e un buon livello di comfort! Se vi piace abbondare con le quantità non sarà comunque stucchevole! Ribadisco che le mini size siano una genialata: oltre all’indiscussa praticità del portarsi dietro piccole quantità, danno anche la possibilità di poter testare per qualche giorno un prodotto senza lanciarsi nell’acquisto delle full size allo sbaraglio! Ho visto che tra le proposte manca la linea Goji (damn!), ma di sicuro testerò qualcos’altro (ammesso che, come Sweet Poppy, abbia un buon inci)!
 
La crema mani al Tiglio di Remedia, come il balsamo labbra, ha già avuto il suo momento di gloria pochi post fa!
 
Non come profumo ma nel suo ruolo di deo ho portato in giro “Acqua dell’Angelo” di Olfattiva, nel pratico formato da 20 ml e con tanto d’involucro originale a protezione della boccetta (a-d-o-r-o). Ho già approfondito la questione dell’utilizzo dei profumi Olfattiva come deodoranti (QUI) e ribadisco la loro efficacia! In particolare la scelta della delicata Acqua dell’Angelo non è stata casuale: dovendo già usare un idratante profumato, non volevo aggiungere altro profumo. Oltre ad avere un odore lieve e poco persistente, non arrossa le ascelle (come invece capita con Litsea, ad esempio)! Ricordate che, se siete sensibili all’alcool, non è il caso di fare questo esperimento!
 
Altro grande amico fedele ed indispensabile è il proteggi-slip, in particolar modo del tipo ripiegato in bustina! Questi sono i fratellini dei già noti Vivicot “distesi” che uso quotidianamente. Inutile dire quanto sia comodo il piccolo formato confezionato singolarmente ma, attenzione! Cercate di tenerli in una pochette e non buttarli a caso in borsa perché l’involucro non è molto resistente e tende ad aprirsi più facilmente di quel che dovrebbe!
Poche ore a disposizione ma così tante belle cose viste….
Ora appendo lo zaino al chiodo e ne riparliamo in estate!!
 
L.
ps: la mostra “Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau” a Palazzo Reale, Milano, è imperdibile!! Mancano pochi giorni alla chiusura, affrettatevi!!