labbra dolcissime e un po’ vintage

Per la prima volta nella storia di questo blog, potrei apprestarmi a fare qualcosa di socialmente utile con un certo tempismo.

Potrei.

Ovviamente andrà tutto alla rovescia, come mio solito. Perché io vengo travolta da passioni immediate e incontenibili ma arrivo lentamente alle mie conclusioni. Un best-seller? Lo compro anni dopo, quando ormai non se lo fila più nessuno. Come una nota sit-com, spesso mi dico da sola “e alla fine arriva Mirta”.

Ma torniamo alle ragioni di questo post. Domani Neve Cosmetics lancerà i nuovi Dessert à Lèvres: 6 degli storici (Almond Cookie, Panna Cotta, Plum Cake, Mousse Framboise, Cherry Pie, Fruit Sushi), 4 della seconda tranche (Sakura Mochi, Chocolate Eclair, Strawberry Sundae, Pink Donut) più 4 new entry (Raspberry Jelly, Blueberry Pancake, Syrup Waffle, Apfelstrudel). I dolci rossetti di Neve ispirati alla più golosa pasticceria, completamente rivisitati nell’aspetto e nella formulazione….e ci metto la mano sul fuoco che saranno davvero sorprendenti poiché l’azienda nel corso degli anni ha dato prova di mettere a punto prodotti sempre più performanti!

Ebbene, non c’è nulla che io debba presentarvi in anteprima; bensì, alla vigilia di questa novità, vi parlerò…dei vecchi rossetti. Già. Ve l’ho detto che le cose sarebbero andate al contrario.

Dessert à Lèvres, come del resto ogni novità make-up, fecero scalpore appena usciti…per poi finire nel dimenticatoio, immeritatamente. Complice anche una opinabile politica aziendale che ha focalizzato le ultime nuove uscite labbra prima sulle DueBaci e poi sui Vernissage, i dolcetti sono rimasti fermi alle solite colorazioni per alcuni anni e l’interesse è andato via via scemando (va detto che, contemporaneamente, molte aziende hanno invece sfornato rossetti a più non posso – PuroBio, Nouveau, Piteraq, Defa- e noi addicted abbiamo avuto di che abbuffarci!)

Tuttavia la mia simpatia per questi rossetti è rimasta inalterata. Anzi, se possibile, è addirittura aumentata tanto che mi ero ripromessa di scriverne un elogio, prima o poi. Da sempre riluttante a cavalcare il trend del momento, mostrando per la milionesima volta le medesime cose di altre mille blogger, non ho mai fatto mistero della mia immutata fedeltà ai dolcetti, mostrandoli in più di qualche occasione (QUI, ad esempio, ma anche QUI e QUI 

Nonostante stiamo parlando di un rossetto naturale “prima maniera”, la gamma ha colori molto interessanti, pieni e pigmentati, confortevoli e di buona durata! E allora mi dico “che meraviglia sarai mai la versione rivisitata??!” 

Da qui la voglia di concretizzare, finalmente, questo resoconto: celebrare alcuni tra i miei rossetti preferiti di sempre e accendere una piccola luce sulle tonalità a mio avviso molto interessanti da ricercare nella nuova versione (oppure acquistare nella vecchia, visto che molti e-commerce li stanno giustamente smaltendo a prezzi estremamente vantaggiosi! La pazza collezionista che è in noi non può rimanere indifferente all’idea di accaparrarsi gli ultimi pezzi di una collezione fuori produzione, no?)

In principio fu il Panna Cotta…

Difficile a dirsi, ma sino a non molti anni fa la mia scelta erano i nude, di cui conservo ancora una cospicua testimonianza (difficile da smaltire): mi piaceva l’idea d’indossare un qualcosa che soddisfacesse la vanità di applicare comunque un rossetto, senza che fosse sfacciatamente ostentato (oggi: tutto il contrario…). Oltre, ovviamente, all’indiscutibile praticità di non dover essere troppo accorta nel gestirlo durante la giornata, insomma…un rossetto comodo, senza sbattimento! Fedele a questo principio, il mio rossetto pilota dei Dessert à Lèvres fu il Panna Cotta, usato nel corso degli anni e diligentemente finito nell’ottobre 2016!

pannacotta

Poi vennero Cherry Pie e Mousse Framboise…

Lo ricordo bene, li acquistai entrambi a fine estate 2013. E sono ancora loro quelli che vi mostro oggi, perfettamente conservati e senza tradire l’età. Del Cherry Pie abbiamo già parlato nel dettaglio non molto tempo addietro e, oggi più che mai, posso ancora rinnovare il mio amore a questo bel rosso classicamente perfetto. La mia cultura del rosso mi permette di poter ben giudicare un rossetto valido, ed il Cherry Pie lo è, senza se e senza ma. Un rosso con sottotono freddo, dal colore pieno senza necessitare di particolari stratificazioni; resta tranquillo al suo posto, mantenendo una buona umidità ma senza migrare oltre il contorno o trasferirsi sui denti. Sulle labbra non fa spessore e forse proprio per questo rimane ben fermo, senza però seccarsi col passare delle ore. Pur avendo tanti rossi, il Cherry Pie rimane uno dei miei favoriti in assoluto! Delizioso come il suo nome!

phototext_636602514183380458C’è stato un tempo, poi, in cui ero prepotentemente in fissa con i fucsia, roba che oggi non mi si addice molto (come farò a smaltirli rimane un mistero anche per me, credetemi). Di tanto in tanto è un colore che porto ancora, più per senso del dovere (ce li hai? Usali!) che per desiderio. Pertanto il Mousse Framboise è entrato a far parte della mia cricca con molto piacere, sebbene fosse stato stroncato da molte recensioni quale colore pressoché impossibile da accordare a qualsivoglia sottotono di incarnato. Io non sono stata d’accordo e, finché ho avuto piacere ad indossare questo genere di colore, l’ho apprezzato molto! Una via di mezzo tra la dolcezza del rosa Barbie unito all’intensità di un fucsia non troppo acceso. Facile da portare con disinvoltura senza il reale pericolo di sembrare una tedesca di mezza età in vacanza. Dimenticavo: si metta a verbale che, per realizzare questo timido tratto, ne ho inspiegabilmente rotto il bullet ed ora sono disperata.

Seguì lo Strawberry Sundae…

Dopo circa un anno e mezzo dal lancio dei primi 8 Dessert à Lèvres, ne seguirono altri 5. Il mio acquisto fu immediato e non esitai un solo istante nel capitolare ai piedi di quello che, di nuovo, è uno dei miei rossetti preferiti ancora adesso: lo Strawberry Sundae. Un rosso-fucsia o un fucsia caldo in base rossa, come lo definisce l’azienda, fate voi, il concetto è il medesimo: non è fucsia e non è rosso, bensì la perfetta fusione di entrambi, un colore acceso e brillante se siete donne di confine ed amate tenere un piede in entrambe le nuances! Io lo ero fino a circa un anno fa, ma poi mi è presa questa mania del rosso, mi sono trasferita oltre la frontiera, ho comprato un bel cottage coi gerani alla finestra e pace. Ma ho sempre pronta la valigia di cuoio sotto al letto perché la donna è mobile, si sa, specie con i rossetti. E da questo post di capisce più che mai quanto io sia piuma al vento in fatto di colori!!

Arrivò il Sakura Mochi…

Il malva, quale adorato colore nonché mia fissa di non troppo tempo fa? Si, per un periodo sono andata alla ricerca di colori alla Kylie Jenner, lo sapete. Prediligevo toni di nude scuri e spenti, con sottotono Malva. Il Sakura Mochi, invece, è un’evoluzione del Mirta-pensiero in merito a questa categoria, già proiettata verso scelte più audaci. Un rosa scuro sì, freddo con una buona dose di Malva, ma brillante, assolutamente non spento! Lo trovo decisamente elegante, per chi non vuole osare e desidera sulle labbra un colore sobrio ma evidente! Anche se il periodo Malva è durato poco e, di fatto, oggi lo usi di rado, resta obiettivamente un colore che trovo bellissimo! Con molta probabilità se dovessi valutarlo oggi non sarebbe una mia scelta, viste le mie attuali inclinazioni, ma sono ben contenta di averlo e d’indossarlo di tanto in tanto quando mi sento ispirata! Si metta a verbale anche che mi accorgo solo ora di un’inquietante lesione sul tappo: scrivere questo post mi sta portando alla distruzione dei miei vintage Dessert à Lèvres, sono sopraffatta dal dolore.

Infine fu il Pink Donut.

Il perché io abbia acquistato questo rossetto in tempi relativamente recenti rimane un vero mistero. Parliamo infatti dell’autunno 2015 quando, in occasione di un salto a Torino a vedere la mostra di Tamara de Lempicka, ebbi modo di swatchare da Melissa questo rossetto e mi piacque subito. Non che oggi il Pink Donut non mi piaccia, ma guardandolo non trovo in lui tracce di nessuna mia seppur fugace passione passata. Mah. Di nuovo, come sopra: un colore più vivace del Sakura Mochi, sia pur grazie a quella punta di corallo che gli conferisce brio e carattere, ma restando nel range di colori etichettati come “portabili” e “da giorno”. Che dire, se amate il genere è indiscutibilmente bello e non banale come tono di rosa. Quanto a me l’ho indossato davvero poco e, se dovessi comprarlo oggi ovviamente non lo farei: ma c’è stato un tempo in cui ritenevo che la diversità fosse il sale della vita e desideravo avere rossetti di tutti i colori, che mi permettessero di essere diversa ogni giorno.

***

Ebbene, da domani si apre un nuovo capitolo e tutto questo sarà storia. Delle nuove colorazioni penso che la più papabile per un nuovo acquisto possa essere il Raspberry Jelly (Rosso melograno con una sottilissima satinatura rosata), anche se non ne sono completamente convinta. Ciò che follemente sarei tentata di fare sarebbe riacquistare il Cherry Pie e lo Strawberry Sundae, i miei preferiti, per vedere se la formula migliorata ha reso ancor più belli questi miei dilettissimi dolcetti (ne sono quasi assolutamente certa).

Ci penso.

L.

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assi di cuori e due di picche

Potrebbe essere forse vagamente intuibile, per chi mai si fosse avventurato in queste pagine, la mia passione per i rossetti rossi (QUI e QUI, ad esempio).

E altresì nota la mia tendenza al collezionismo, agli acquisti compulsivi, alle fisse: quando mi appassiono a qualcosa, sviluppo una sorta di ossessione, compro tutto a tema, mi circondo di cose che me la rammentino, la sogno. Ad esempio, decido di andare in viaggio a Berlino? Bene, per mesi leggo ogni curiosità al riguardo, guardo ogni sorta di video, esamino le strade con Google Maps, scarico musica popolare, imparo l’inno nazionale, cerco un marito tedesco e via discorrendo.

Negli ultimi anni la mia fissa in fatto di rossetti è il rosso, non ne ho mai abbastanza, devo provarli tutti. Guardo ciò che offre in fatto di rossi ogni singola azienda in cerca di una nuova sfumatura. Agli occhi di qualche profano, sembra che io abbia una quantità imbarazzante di rossetti tutti uguali, ma ai miei di occhi nessuno è paragonabile all’altro, perché sebbene possano avere colori più o meno simili (sempre di rosso parliamo, in fondo), differiranno per performance, texture, finish, confortevolezza….insomma: il metro di giudizio di un rossetto è articolato in più fattori, non si può semplificare la questione dicendo che è “rosso”. Molto spesso un colore spettacolare unito ad una scarsa durata può rendere mediocre il risultato finale! Immaginatemi in questo momento come la giuria di un’esibizione di pattinaggio artistico o di una gara di tuffi. Meglio ancora, potremmo affidarci al sistema di Johnathan Evans Prichard (professore emerito) per comprendere la poesia (naturalmente mi aspetto che riconosciate tale citazione):

“Se segniamo la perfezione di una poesia sull’asse orizzontale di un grafico e la sua importanza su quello verticale, sarà sufficiente calcolare l’area totale della poesia per misurarne la grandezza. Un sonetto di Byron può avere valori alti in verticale, ma soltanto medi in orizzontale, un sonetto di Shakespeare avrà, d’altro canto, valori molto alti in orizzontale e in verticale con un’imponente area totale, che, di conseguenza, ne rivela l’autentica grandezza.”

phototext_636581991359519538Tutto questo per dirvi che ho un sacco di rossetti rossi per un sacco di buone ragioni. Oh.

Quando ho puntato i miei occhietti astigmatici su Avril ed il suo rinnovato parco rossetti, ho notato un’interessante varietà di rossi su cui mettere le mani.

Ciascun rossetto ha un pack nero, semplice e sobrio, con il numero di riferimento posto comodamente in cima. Il bullet è da 4 ml, hanno un PAO di 12 mesi e sono certificati ECOCERT COSMOS ORGANIC. Sebbene di mamma francese, sono Made in Italy e deliziosamente low cost (€5,99 cadauno). Sono rossetti al 100% con ingredienti di origine naturale, 72.96% biologici:

INCI: Ricinus Communis (Castor) Seed Oil [1]Oryza Sativa Seed Oil [1]Prunus Amygdalus Dulcis (Sweet Almond) Oil [1]OctyldodecanolCera Alba (White Beeswax) Extract [1]Copernica Cerifera (Carnauba) Wax [1]Candelilla Cera (Euphorbia Cerifera) WaxHectoriteOryza Sativa Cera (Rice Bran Wax)Simmondsia Chinensis (Jojoba) Seed Oil [1]MaltodextrinPuò contenere (+/-): Ci 75470Ci 77499 (Iron Oxide)Ci 77891 (Titanium Dioxide)Ci 77491 (Iron Oxide)

1 da agricoltura biologica controllata

GROSEILLE N.599 E’ stato il rossetto pilota, il primo da me comprato e fondamentalmente il responsabile dei successivi acquisti. Capirete bene che il nostro è stato amore, da subito. Texture cremosa e confortevole, colore pieno ed omogeneo, una  buona durata e la capacità di andar via dalle labbra in maniera uniforme senza grandi danni e comunque facile al ritocco. Il colore, poi, che ve lo dico a fare: uno spettacolare tono di rosso con una punta di rosa: per tutte coloro che amano le labbra ben in evidenza ma magari non vogliono osare un rosso fuoco.

HOLLYWOOD N.598 A tal proposito, il n.598 Hollywood è esattamente uno stupefacente, vellutato rosso classico, esattamente il colore che la fa da padrone nella mia vita da un annetto a questa parte. Se temiate che possa ingiallire i denti, tranquille: non lo fa pur non essendo spiccatamente freddo. Per il resto valgono tutte le meravigliose qualità sopra elencate! Purtroppo il mio, ovviamente, è arrivato fallato: non poteva essere diversamente rivelandosi di fatto il mio preferito. Uffa.

COQUELICOT N.597 Sulla scia del precedente ma un tantino più smorzato, si colloca il color papavero: un rosso soft, forse con un sottotono lievemente più aranciato ma che, di nuovo, non pregiudica il vostro sorriso (con una dentatura mediamente bianca, non si corrono grossi rischi). E’ stato l’ultimo ad entrare nella grande e felice famiglia dei miei rossetti, del resto con un nome così come non comprarlo? Come sopra: pieno, avvolgente e coprente dalla prima passata, resta al suo posto e si consuma con grazia. Basterà, come per i fratellini, una semplice rimestata con le labbra per ricompattarlo. Bello bello!

ROUGE SANG N.636 Ma quale sarà mai, allora, questo due di picche se non Rouge Sang? Ebbene si, mi si spezza il cuore ma questo rossetto non va, c’è poco da fare. In fatto di colore nulla si può obiettare: è bellissimo, indubbiamente. E proprio per questo fa ancora più male! Il più scuro dei quattro, un rosso sanguigno, appunto. Ma il pigmento non è distribuito omogeneamente in formula, lo si vede chiaramente già alla stesura. E peggio ancora quando inizia a sbiadire a chiazze, si raggruma, per non parlare di quando si tenta di uniformarlo sfregando il labbro superiore con quello inferiore. Se pensate che fissarlo con un po’ di cipria possa salvare la situazione vi sbagliate. Anzi, peggiorerà ulteriormente le cose perché renderà impossibile la rimestata di cui sopra.

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Tirando le somme, i rossetti Avril sono belli, indiscutibilmente. I rossi accontentano le più svariate esigenze: 4 sfumature per le appariscenti e basta o le appariscenti non plus ultra (perché, diciamocelo, se indossi un rosso, passare inosservata non è esattamente una tua priorità). Non pretendo che un rossetto naturale mi sopravviva ad un pasto, ma considerate la compostezza e l’attenzione che ci metto nell’indossarlo, mi aspetto che possa arrivare all’ora di pranzo in maniera soddisfacente, passando per almeno 1 lt d’acqua, un tazzone di caffè, un’arancia per spuntino, ed i rossetti Avril (Rouge Sang escluso, purtroppo) mi garantiscono tutto questo.

…e sono pure low cost.

Ed è per questo che li amo. Una validissima ragione per aver comprato 4 rossi.

L.

 

 

Beauty check-list per un party

Una serata, un party, un matrimonio, vanno affrontati con una scrupolosa preparazione, che culmina il giorno incriminato ma parte con un ragionevole anticipo. Già, perché non crederete di far tutto a poche ore dall’evento, giusto? La fretta e l’ansia da prestazione, possono generare piccoli e grandi incidenti beauty, che immancabilmente rovinano il giorno tanto atteso! E dunque questa è la mia check-list messa a punto negli anni e perfezionata con l’esperienza, per non arrivare impreparate: quel che secondo me si può fare il giorno stesso, la sera prima o con un cinico anticipo…perché non si sa mai! 

…la settimana prima..

Tutto, ma i peli no. No depilazione, no party…ok? Su questo punto non transigo, lo sapete.

Ebbene la depilazione va affrontata da una certa distanza, a mio avviso. Certo, essere fresche di ceretta ha i suoi indiscutibili vantaggi, ovvio, ma nasconde anche delle insidie. Il classico bidone dell’ultimo momento, ad esempio: quante volte vi è capitato che la vostra estetista vi annullasse l’appuntamento? A me, purtroppo, sì. PANICO. Andrete peregrinando da un centro estetico ad un altro elemosinando una ceretta che immancabilmente non potranno farvi perché generalmente ci troviamo già al ridosso del week-end e non hanno neanche 10 minuti di buco dove infilarvi. Sembra che tutti debbano depilarsi esattamente in quella che pare essere la giornata nazionale contro i peli superflui. Finirà che troverete un’estetista sconosciuta che vi chiederà il doppio della tariffa, ad un orario impossibile facendo un pessimo lavoro. E le sarete pure grate. Questo ci porta dritte dritte ad un’altra possibile conseguenza disastrosa: l’errore con la ceretta…si paga. Vi è mai capitato che vi strappassero un po’ di pelle? Che poi è sempre colpa tua, perché sei troppo idratata o troppo poco o perché hai Giove in Saturno e via discorrendo. Tra l’altro, vi strappano la pelle…lasciando lì i peli: inspiegabili misteri della fisica che solo loro sanno. Pregando poi che vi sia accaduto in posti nascosti agli sguardi altrui, altrimenti andrete in giro con delle belle chiazze rosse stile scottature che giustificherete nei modi più fantasiosi…perché parlare di depilazione è poco chic! Dunque, concludendo, la ceretta completa va affrontata fino ad una settimana prima, per scongiurare bidoni e tentare di lenire incidenti di percorso: lasciamo al giorno prima eventuali, innocui, ritocchi!

 

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tinte per capelli Villa Lodola

Anche la tinta ai capelli va approcciata con furbizia, io direi sempre circa 1 settimana prima. Innanzitutto, a ridosso dell’evento avrete così tante beauty-cose da fare che vi rincrescerà moltissimo perdere un bel po’ di tempo per tingervi quei maledettissimi capelli bianchi: potreste azzardarvi a farlo ugualmente, ma con la fretta vi verrà male, fidatevi. La tinta richiede il suo tempo, vi piaccia o no. E una volta che la fate, dedicatevi. Senza contare qualche altro dettaglio pratico: potrebbe darsi che vi macchiaste, perché no. Non vi è mai successo? Ebbene, in queste occasioni capita sempre, fidatevi. Potreste, dicevo, macchiarvi la fronte o molto più probabilmente il collo o le orecchie. Nella migliore delle ipotesi ve ne accorgete in tempo, guadagnandoci giusto la pelle un po’ arrossata post sfregatura; nella peggiore….non ve ne accorgete nemmeno (parlo di collo e orecchie, perché sulla fronte è un po’ difficile) ed andrete tutte in tiro ma con inquietanti macchie scure qua e là. E poi…vogliamo parlare di quant’è antiestetica quella sfumatura colorata che assume la cute immediatamente dopo la tintura? Meglio mettere almeno 2 lavaggi tra tinta ed evento, per detergere a fondo, far scaricare il colore nei posti indesiderati e scongiurare figuracce. Se fate l’hennè, poi, date il tempo anche all’odore di andar via!

 

..il giorno prima…

Ok, il peggio è passato, il grosso è fatto. Siamo giunte alla sera prima e potrete in libertà dedicarvi ai ritocchi del caso. In primis una passatina di silk-epil io la farei, tanto per metterci al sicuro. Il silk-epil poi, è un amico fidato per i ritocchi ed è a prova di incidenti & imbranataggine.

La delicata zona del labbro (il baffetto, per intenderci) è un’altra storia: se, dopo una scrupolosa ispezione, ritenete con una mano sul cuore di non necessitarne, evitatelo. Come sopra: la ceretta è insidiosa e, quel che normalmente va liscio (specie se dovete trascorrere una settimana in solitudine con l’influenza),  è inversamente proporzionale all’importanza dell’evento. Quindi se possiamo, evitiamolo. Ma se è da fare, si fa, c’è poco da obiettare: la sera prima è sempre l’ideale! Abbiamo una notte intera per far sbiadire il rossore! …e incrociamo le dita!

 

 

Il ritocco alle sopracciglia è imprescindibile, ma sempre da confinarsi alla sera prima: no ceretta, sì pinzetta. E, per carità, non è il caso di sperimentare nuove forme: teniamo a freno la fantasia e limitiamoci a ripulire quel che è spuntato fuori dal seminato. E se vi può sembrare un’operazione innocente…pensate al classico pizzicotto da pinzetta che capita di rado e che sicuramente vi attende al varco! Non vi è mai successo? Questa volta sì, credete a me e non rischiate di andare in giro come dopo un incontro di pugilato.

It’s time!

Ok, ci siamo! Il giorno tanto atteso è arrivato…ma non siamo ancora pronte! La manicure, ad esempio, è una brutta bestia. Se credete di affrontarla un’oretta prima che inizino i preparativi, quelli seri, vi sbagliate: avrete bisogno della piena manualità e non potete permettervi di stare con le mani per aria mentre avete un restauro da mettere in pratica, vi pare? Generalmente se la fate in casa, avrete nel tempo già consolidato un approccio, un momento della giornata in cui incastrarla. La sera della vigilia, prima di andare a dormire perché no? Va benissimo se vi coricate come Tutankhamon, specie d’estate funziona alla grande. D’inverno personalmente ho troppo freddo e devo mettere le mani sotto le coperte, con risultati disastrosi al risveglio! Da qualche mese ho abbinato la manicure alle lezioni d’inglese: so che dovrò restar seduta per almeno un’ora e il mouse è l’unica cosa che dovrò impugnare. Quindi, il giorno dell’evento, si fa lezione, non si scappa!

Tutto il resto fa parte delle grandi manovre a poche ore dall’inizio. La parola d’ordine è NON IMPROVVISARE, TESTARE, SPERIMENTARE. Quel che facciamo abitualmente andrà più che bene: meglio un risultato sicuro anche se nella media, che un potenziale disastro inseguendo la promessa di qualcosa di strabiliante.

Io parto sempre con il lavarmi i capelli (parrucchiere? Anche no). Ho cura di non cambiare assolutamente nulla, né i prodotti, né i passaggi e i gesti. Mi servono essenzialmente capelli puliti e un bel riccio, per ottenere il quale niente è meglio di un plopping medio-lungo: da qui il perché io parta dai capelli, ma non solo. Con il turbante in testa è tutto più pratico, dalle maschere alla doccia e al make-up (senza dover raccogliere i capelli rischiando di sciupare la piega). Se non vivete da sole, a questo punto ritengo sia il caso di avvisare gli altri membri della famiglia di fare ORA o MAI PIU’ i loro bisogni, perché non uscirete tanto presto dal bagno. Portatevi una bottiglia d’acqua e generi di prima necessità, in caso di mancamento o calo di zuccheri (o fame nervosa).

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1.Maschera Purificante Dr.Hauschka  2.Maschera Rivitalizzante Dr.Hauschka  *COMING SOON*

Per prima cosa tocca alle maschere, sì…al plurale. Perché l’interrogativo è: purificante o rivitalizzante? Cosa prescrive il manuale della perfetta first lady: pelle pulita o incarnato radioso? Ma perché scegliere? Io le faccio entrambe: naturalmente parto con una bella maschera che purifichi a fondo SENZA aggredire (altrimenti va fatta il giorno prima), seguita a staffetta da una rivitalizzante che mi dia un effetto mise en beauté immediato! Contemporaneamente inizio a fare il bagno o la doccia, di modo che i vapori sprigionati aiutino i pori a dilatarsi e le maschere possano meglio agire (senza contare la comodità di risciacquarsi il viso direttamente nel box). Con i capelli umidi nel turbante e le maschere che si passano il testimone, posso dedicarmi alla body care. Via libera a spazzolature a secco, guanti di crine e scrub, purché abbiate già assodato che i rossori del caso sbiadiscano dopo poco! Per il resto nessuna regola in particolare, salvo una: nessun prodotto troppo grasso. Gli abiti in velluto, seta o in generale in tessuti impalpabili, tenderanno altrimenti ad appiccicarsi addosso e, a parte il fastidio, potreste facilmente ritrovarvi con striature biancastre o aloni di unto (molto facile che accada su georgette e organza). Regolatevi in base al vostro outfit: magari un goccino d’olio sulle aree scoperte per dare un tocco di glow che non guasta mai! Ma con moderazione! Non vogliamo sembrare appena uscite dalla friggitrice!

 

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1. rossetto 01 Elegant Red, Neobio  2.Radiant Fusion Baked Powder 02, Kiko  3.Mineral Foundation Phibest 2.5N Over Light, Finis Terre  4. Mineral Highlighter Liquid Mirror, Neve Cosmetics  5.Primer Loose Powder, PuroBIO 6. blush 02, PuroBIO  7. duo-bronzer 20 Sunny Bronze 8.smalto 8-free Tulipano Nero, Vive la Vida  9. DueBaci Masquerade, Neve Cosmetics

Avvolte da una preziosa vestaglia in seta (in pile, nel mio caso), potrete finalmente lasciare il bagno in favore del vostro vanity table e dare inizio alla magia del make-up! Per me non esiste un trucco da sera, lo sapete. Mi trucco ogni giorno come mi piace, con base leggera e labbra ben in evidenza…e poco importa se sono le 8 del mattino. Abbiate cura di scegliere una combinazione che si sia rivelata affidabile e duratura, una base che non lucidi troppo e un rossetto che sia ben stabile e facile al ritocco!  Puntate su un look che vi faccia sentire voi stesse e pienamente a vostro agio! Altrimenti sembrerete delle bambole dalle facce semi-paralizzate. Importantissimo!! Non truccatevi da vestite, regola d’oro!! Soprattutto se usate polveri, potrebbe essere la fine!!

 

A questo punto, sempre rigorosamente nella vestaglia di cui sopra, potete procedere

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Eau de Toilette Bergamotto & Patchouli, Phytorelax

all’asciugatura dei capelli e solo alla fine, vestitevi. Ma prima scegliete con cura un profumo che sia adeguato ma che, soprattutto, abbia un minimo di persistenza (con i profumi naturali o pseudo-tali questa è la maggiore difficoltà). Non-spruzzate-il-profumo-sui-vestiti, vi prego. I profumi a volte macchiano in modo praticamente indelebile i tessuti e non ci sarà lavanderia al mondo che potrà porvi rimedio (quel top in pizzo macchiato nell’estate del 99 con il profumo alla vaniglia di Yves Rocher è un ricordo indelebile nella mia memoria).

 

Cos’altro? Siate assolutamente, completamente ed indiscutibilmente favolose. E se ci riuscite, divertitevi pure!

L.

 

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E in borsetta? Anzitutto adoro le Clatch, ma vuoi mettere la comodità di una piccola tracolla? 1. d’obbligo per me una pochette con zip, all’interno della quale mettere le cose di fondamentale importanza (questa l’ho acquistata a Berlino, com’è facilmente intuibile) 2. Patente e soldi…che non si sa mai!  3. fazzoletti di carta, specie in inverno il naso che cola può rovinarvi una serata!  4. chiavi, ovvio  5.inseparabile specchietto (se vi guardate nel cellulare no, non è lo stesso) con Maria Antonietta preso a Versailles  6. prodotti labbra per il ritocco, che nella maggior parte dei casi non farete nemmeno.

 

 

 

 

da 100 a 10 senza passare dal VIA!

Non voglio apparire bella. Voglio esserlo.

Questo è quello che ho maturato da una decina d’anni a questa parte ed è questa consapevolezza che mi guida in tutto quello che faccio. Non compro il tale vestito perché mi fa sembrare magra. Io voglio esserlo. Non voglio che il mio viso appaia bello e armonioso. Voglio che lo sia. Ed è proprio la banalità di questo desiderio a renderlo, spesso, irraggiungibile. Già, perché se ci pensate, non bisognerebbe far altro se non ridurre il superfluo, guardare all’essenziale, utilizzare solo quel poco che basta a valorizzare, pur rimanendo noi stesse protagoniste assolute e non il make-up. Quante volte ci siamo sentite dire: “che bel trucco hai!!” e non “che bel viso hai!!” e, in fondo, ne siamo state anche contente! Tanto tempo fa ho capito che questo non mi bastava più. Per quanto io amassi il make-up, nel senso più ampio e completo del termine, beh…amavo di più me stessa. Volevo tornare indietro ed imparare a piacermi di nuovo come ero e non come abilmente mi mascheravo. Così, dall’oggi al domani via l’ombretto! Poi è stata la volta di matita e eye-liner….poi ancora del mascara….e del fondo….e niente per le sopracciglia…e piano piano nel corso degli anni sono passata da 100 prodotti utilizzati a 10, ma tanto per esagerare e fare cifra tonda: potrei usarne la metà, volendo. E’ stato scioccante, all’inizio…e poi divertente….e che sollievo, infine!

Se ti secca essere vista senza trucco e tu stessa stenti a riconoscerti e fuggi gli specchi…beh: è giunta l’ora di fare inversione e tornare al tempo in cui il trucco ti abbelliva ma non ti sostituiva. Se il pensiero di applicare questo e quello ti pesa, e ancor di più il monitorarlo, ritoccarlo, struccarlo ….la festa è finita… e i trucchi se ne vanno.

Non è solo una questione di tempo e praticità: per realizzare il mio make-up posso impiegare 5 minuti come mezz’ora, se ho tempo e voglia (ricordiamoci che rimane sempre un gioco bellissimo, se siete voi il MASTER). Oggi quel che mi basta per sentirmi perfettamente a mio ago, in giorni feriali e festivi, a Natale come in un qualunque venerdì, si può sintetizzare così:

  1. Polvere di Perla. Mi piace applicarla sul contorno occhi, a metà strada tra il trattamento (per conoscere i suoi molteplici benefici, clicca QUI) e l’effetto opacizzante e rischiarante di una polvere cosmetica! Ce l’ho da un po’ e volevo inventarmi un modo per poterla utilizzare quotidianamente visto che mi ero resa conto di averla accantonata! Piace a me e al mio contorno occhi! Modificate in Lumia Selfie
  2. Correttore. Questo, ad esempio, è uno di quei prodotti che continuo ad adoperare (e non sempre) solo perché ce l’ho e mi dispiace lasciare inutilizzate le cose (compro molto, è vero, ma finisco sempre tutto!). Quello che mostro in questo post è il Fairly Light di Elemental Beauty, comprato un milione di anni fa, naturalmente in full size, non sia mai che un giorno tutti i correttori del mondo finissero ed io rimanessi senza. Oggi, per i miei gusti, è un po’ troppo coprente e la polvere grossolana. Ma se steso in piccole quantità con un pennello non troppo fitto (trovo ideali i pennelli angolati da Blush/Highlighter), l’effetto non è poi così male! In caso contrario tende ad evidenziare le linee d’espressione, ma solo dopo un bel po’ di ore: occhiaie tutta la vita ma MAI effetto incartapecorito, vi prego!! E poi quell’ombra sotto gli occhi non è tremendamente seducente?Modificate in Lumia Selfie
  3. Cipria. Ad essere onesta la cipria potrebbe in tutta tranquillità sostituire completamente il correttore e molto spesso lo fa. E’ il primo, vero elemento che, oggi, non può mancare nella realizzazione del mio make-up. Se esistesse un prodotto realmente indispensabile…ecco, sarebbe proprio lei. Attualmente continuo ad usare con soddisfazione la Radiant Fusion Baked Powder 02 di Kiko (ricordate? Ne avevo già parlato di recente QUI….) e credo che la userò ancora per molto perché non solo dura tanto ma, approfittando dei saldi estivi, ne ho presa un’altra di scorta (sempre per il principio: vuoi vedere che tolgono qualunque cipria dal mercato e poi, oh mio Dio, come farò??). Il risultato che voglio ottenere, e che di fatto solo una cipria può garantire, è uniformare il colorito, cercando di mitigare rossori e qualche imperfezione. Nient’altro. Non cerco coprenza, non desidero un’incarnato perfetto: quel che voglio è avere una bella pelle, nei limiti delle mie caratteristiche e possibilità. E questo si può ottenere solo lavorando sulla skin-care. Se la mia pelle non sta bene quel che m’interessa è aiutarla a star meglio e non far sì che appaia bella. Inoltre la consapevolezza di non poter contare su un fondo coprente fa si che si riesca a controllare quel fatidico impulso in preda al quale ci si distrugge, inutilmente, la faccia quando andiamo in cerca davanti allo specchio di brufoli e/o punti neri non visibili ad occhio nudo (prima) o perlomeno ad essere meno cruente! Naturalmente nei giorni in balìa di nemici ed imperfezioni, maledico me stessa e la mia continua voglia di concretezza!Modificate in Lumia Selfie
  4. Terra. Ritengo che sia, anch’essa, una componente potenzialmente indispensabile. Dopo aver reso l’incarnato uniforme, infatti, si presenta l’esigenza di andare a scolpirne nuovamente i volumi in quanto l’effetto precedente ha appiattito il viso rendendolo una sorta di disco lunare (si spera senza crateri). Non faccio un vero e proprio contouring, è una pratica in cui non credo particolarmente e non m’interessa: mi basta far riemergere gli zigomi dall’appiattimento e poco altro, senza contare il fatto che mi piace portare l’ombreggiatura fin quasi alle tempie, in maniera molto sfumata, s’intende! La gemella di questo duo di Alverde (20 Sunny Bronze) l’ho mostrata in un post giurassico, in cui più o meno ribadivo questa mia attuale tendenza a ridurre il make-up: non è la stessa, è solo l’ultimo pezzo delle mie scorte DMmiane quando mi trovo all’estero pensando che in Italia non sarò in grado di reperire una terra, ovviamente…quindi perché non comprarne 2 o 3 di scorta, non si sa mai? Grazie al cielo è l’ultima e si appresta, lentamente, alla fine.Modificate in Lumia Selfie
  5. Blush. Sono perfettamente a posto anche solo con la terra, ma un tocco di blush non si nega a nessuno! E’ un cosmetico di cui non faccio largo uso: ne ho alcuni in polvere libera che tuttavia in questo periodo della mia vita trovo scomodo adoperare (da “luna” a Heidi è un attimo!), mentre il n.02 di PuroBIO mi piace molto, per la facilità di utilizzo, il suo colore elegante e discreto, la modulabilità nell’applicazione! Da quando mi è stato omaggiato in occasione di un corposo ordine, lo uso sempre o meglio: lo uso ogni qual volta decida d’indossare un blush!Modificate in Lumia Selfie
  6. Illuminante. Di nuovo, niente di assolutamente indispensabile, ma riconosco che lo uso paradossalmente più spesso del blush! Non sono una highlighter-addicted e non mi piace particolarmente uscire abbagliando i passanti, ma un velo nella parte alta dello zigomo, sebbene non fondamentale, fa tuttavia la differenza. Questo in particolare, la Illuminismo di Neve Cosmetics, mi piace per la sua aurea luminosa ma discreta! Lievemente iridescente, è una polvere fine che si amalgama perfettamente alla base, senza creare inquietanti sgommate glitterate, per carità! L’arcata sopracciliare, l’angolo interno dell’occhio, l’arco di cupido non ne vedono traccia quasi mai; il naso, poi, neanche a parlarne!Modificate in Lumia Selfie
  7. Primer. Ho acquistato il Pr1mer Loose Powder di PuroBIO per destinarlo al trucco labbra, ma l’esperimento non è ancora riuscito: applicato come base non solo rende difficoltoso e stentato il tratto della matita, ma il rossetto s’impasta e anche la superficie del bullet ne esce un po’ malconcia, quasi graffiata. Applicata sulla bocca truccata devo necessariamente sporcare un pennello o le dita, cosa che detesto, e cmq l’effetto impastato rimane! Applicarlo con un pennello frapponendo una velina tra esso e le labbra truccate….non funziona lo stesso perché il prodotto non si trasferisce affatto, non so come facciano tutte coloro che dicono di utilizzare questo metodo!! Allora l’ho riciclato come finishing-powder per cercare di limitare l’insorgere di sgradite aree lucide, ma in piccole dosi e solo su fronte e naso! Funziona? Naaaa, ed inoltre ho il sospetto che mi crei qualche imperfezione se usato in maniera continuativa! Tuttavia per il principio ce l’ho e lo uso, m’inventerò qualcos’altro!Modificate in Lumia Selfie
  8. Lip Locker. Mi piace utilizzarle, non ne ho fatto mai un mistero! E se da un lato mi illudo che possano effettivamente contenere l’esondazione di un rossetto dai bordi, dall’altro amo soprattutto l’effetto ottico che regalano! La 44 Phantom di PuroBIO non fa né una cosa né l’altra: è una matita cerosa perfettamente trasparente e, dal mio punto di vista, piuttosto inutile! La Ghost di Nabla non è quasi mai la mia prima scelta, in genere le preferisco una matita correttore da sfumare come la n.436 di LadyLya, ad esempio! Ma la mia preferita resta ad oggi ancora Perfettina di Neve Cosmetics che, nome antipatico a parte, mi piace un sacco come tono di beige lievemente luminoso, adorabile per il contorno esterno delle labbra!Modificate in Lumia Selfie
  9. Matita contorno labbra. Alle volte possono fare la differenza sulla resa stessa del rossetto che si andrà ad applicare successivamente, altre volte invece possono essere bypassate senza troppi problemi! Tutto dipende, appunto, dal rossetto prescelto! Ad ogni modo se avete il colore adatto è sempre buona norma applicarla per delineare al meglio il contorno naturale delle labbra, specie in presenza di colori vistosi o molto scuri. Mi capita molto di rado di utilizzarle su tutta la bocca al posto del rossetto, anche se alcune hanno una tale scrivenza e pigmentazione da non farlo rimpiangere! Ne ho diverse, ma le mie preferite restano le Pastello di Neve Cosmetics: offrono probabilmente la più ampia gamma di colori ad oggi sul mercato ed hanno una buona resa e un piccolo prezzo! Se posso farne a meno? In alcuni casi proprio no!! Una buona matita salva un rossetto mediocre, tenetelo a mente!Modificate in Lumia Selfie
  10. Rossetto. Il sovrano incontrastato del make-up! Persino una base così semplice acquista carattere con un bel colore sulle labbra! Questa, lo sapete, è la mia fissa degli ultimi anni, dopo averne passati tanti senza poterne usare a causa dei cattivi ingredienti della cosmesi tradizionale che avevano ridotto le mie labbra a 2 Gran Canyon (perfettamente guarite dopo il passaggio al naturale….e pensare che a suo tempo mi rivolsi, inutilmente, anche ad un dermatologo! Ma questa, ne converrete, è un’altra storia). Il rossetto per quel che mi riguarda, è l’aspetto giocoso e divertente del trucco ed è anche il mio modo per osare col colore senza per questo stravolgere la mia faccia: indubbiamente con o senza rossetto la differenza c’è…ma un occhio truccato ed uno struccato sono due mondi opposti!! E’ questo quello che intendo! Ne ho tanti, li adoro, sono in fissa con il rosso ma non ci spendo mai grandi cifre (per me 10/12€ sono un prezzo onesto e quasi sempre il massimo che io decida di spendere), non vi dico niente di nuovo! Un viso semplice e in ordine e un bel colore intenso sulla bocca è il mio concetto di make-up, oggi.Modificate in Lumia Selfie

Questo decalogo è stato per me il pretesto per parlare ancora una volta della dipendenza da make-up e del non accettarsi, un tema che mi è sempre a cuore. Vorrei sottolineare che non c’è proprio nulla di sbagliato nell’usare tanti prodotti ricreando un trucco molto intenso ed elaborato, se questo vi diverte! Il gioco è alla base di tutto, ma quando vi accorgete di rifiutare di uscire per 5 minuti a prendere un caffè perché dovreste impiegare 1/2 ora per prepararvi allora le cose stanno cambiando ed il gioco stesso non è poi così divertente. Se poi la gente da struccata stenta a riconoscervi, io qualche domandina me la farei! Penso che il make-up sia uno strumento preziosissimo per migliorarci e possiamo farlo nel pieno rispetto di quello che siamo, tutto qui. E poi perché crearci nuove costrizioni quando la vita ce ne offre già così tante?

Have fun!

L.

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lipstick, red passion

<<…For her lips were the colour of the roses, that grew down the river, all bloody and wild…>>*

La passione per il rossetto rosso continua….anzi: è addirittura aumentata, prepotente e dilagante, al punto che se in passato la scelta del rosso non era quotidiana ma dettata da determinati stati d’animo e/o opportuni abbinamenti cromatici, oggi posso affermare senza paura di smentita che il rosso, in tutte le sue declinazioni, è di fatto la mia prima scelta.
In questi casi di sicuro entra in gioco anche l’abitudine a vedersi con determinati colori indosso e le labbra in evidenza, ma se al mattino la mia scelta deve ricadere su un altro colore, non sono contenta.
Addirittura per la prima volta (a parte un week-end a Roma nel marzo scorso) l’ho indossato persino in vacanza, cosa davvero straordinaria per la mia concezione di comodità da viaggio: ho sempre dichiarato (e messo in pratica) che portare un colore impegnativo equivale senza dubbio ad un po’ di sbattimento extra, se come me uscite dall’hotel al mattino presto e beviate e mangiate anche per strada, camminando. Il terrore di andare in giro in stile Jocker però non mi ha scoraggiata: qualche controllatina in più e la combo specchietto+rossetto “pronto ritocco” strategicamente a portata di mano!

Per chi non ha la passione dei rossetti (e del make-up in generale) potrebbe a ragione pensare che acquistare sempre rossetti dello stesso colore non ha molto senso! Ma si fa presto a dire “rosso”: ogni rossetto è una storia a parte ed io sono in cerca del rosso perfetto per cui, capirete bene, che la mia è una vera e propria missione e tutto ciò ha un reale scopo scientifico! Senza contare che quando ci si appassiona a qualcosa, subentra una sorta di collezionismo cronico ed io in particolare sono caratterialmente molto propensa a tutto ciò (mi piacciono le piante grasse? Piante grasse dappertutto!! Amo l’odore di cannella? Compro TUTTO alla cannella!! ecc..ecc..)! Tornando a noi e ai rossetti rossi, devo dire di avere ancora una nutrita wish list da onorare, anche se nell’ultimo anno qualche nuovo rosso me lo sono regalato con enorme piacere!!

ALVA_C1 Brick Red Creamy Collection

INCI: ricinus communis (castor) seed oil, helianthus annuus (sunflower) seed oil, copernica cerifera (carnauba) wax, hydrogenated olive oil stearyl esters, euphorbia cerifera (candelilla) wax, oleic/linoleic/linolenic polyglycerides, helianthus annuus (sunflower) seed wax, prunus armeniaca kernel extract, macadamia ternifolia seed oil, oenothera biennis (evening primrose) oil, camelina sativa seed oil, theobroma cacao (cocoa) seed butter, parfum (natural), tocopherol, vitis vinifera (grape) seed oil, pongamia glabra seed oil, yeast polysaccharide, beta vulgaris (beet) root extract, CI 77891, CI 77491

Letteralmente “Brick Red” significa “rosso mattone”: mai nome fu più sbagliato e fuorviante! A meno che a casa Alva i mattoni siano di un meraviglioso, sgargiante color rosso Geranio!! Questo è uno dei grandi contro della vendita on-line: ma sarà giusto il nome? O le foto? O gli swatches?! Certo è che bisogna fare un po’ di ricerca …e incrociare le dita!! In questo caso mi sono lanciata confidando nella buona sorte ed infatti mi è andata davvero bene, essendo di fatto il Brick Red uno dei miei rossetti preferiti!! Ma se il nome è fuorviante, di certo la collezione chiamata “Creamy” rispecchia perfettamente la sua texture: morbido, confortevole ed incredibilmente duraturo, qualità che in un rossetto non sempre riescono a convivere serenamente! Il colore è pieno da subito, non va a spasso per il resto della faccia (ma consiglio comunque di contornarlo con una matita!), è facile da ritoccare (basterà giusto tamponare con un fazzolettino e riapplicarlo), non si deposita in orrendi grumi ma mantiene la stessa deliziosa cremosità dal primo istante all’ultimo! Nel suo odore rintraccio quasi una vaga nota alcolica anche se, vedete bene, di alcool non ce n’è! Piuttosto….anche l’inci è molto carino ed il rossetto è Vegan (le Cocciniglie sono salve a questo giro!) oltre che certificato ECOCERT! Enorme contro: il pack per nulla affidabile!! E’ realizzato in cartone, ma il tappo non ha un blocco, è semplicemente infilato, tanto che sarebbe impossibile portarselo dietro in borsa! Questa scarsa protezione mi fa temere il peggio anche in fatto di conservazione del prodotto stesso…anche se fino ad oggi  non mi ha dato da pensare! Altro contro: d’estate bisogna procedere con mano leggera perché il bullet, già di per se extra cremoso, si ammorbidisce ulteriormente con il caldo, com’è giusto che sia! Ma in generale bisogna maneggiarlo con cautela: io stessa nel realizzare questi scatti, l’ho impercettibilmente urtato ….e ne ho perso 1/4, credo che la foto sia eloquente! Non mi vedete, ma sto piangendo lacrime amare! Quindi labbra contornate, tocco lieve e, se decideste di portarlo con voi, assicuratevi d’inserirlo in una pochettina! ….ed infine godetevelo (o meglio: godetevi quel che rimane) perché è stupendo!!

ANTOS_Vulcano

INCI: OLUS OIL, CAPRYLIC/CAPRIC TRIGLYCERIDE, RICINUS COMMUNIS SEED OIL, ORYZA SATIVA CERA, CI 15850, HYDROGENATED RAPESEED OIL, SHOREA STENOPTERA BUTTER, HYDROGENATED VEGETABLE OIL, MANGIFERA INDICA SEED OIL, PARFUM, SOYBEAN GLYCERIDES, BUTYROSPERMUM PARKII BUTTER UNSAPONIFIABLES, AROMA. 

Penso sia evidente già dalla foto: non ha la pienezza e l’intensità di colore di nessun rossetto qui presentato. Tuttavia io lo amo, semplicemente! E non crediate che possa paragonarsi ad un balsamo labbra colorato, assolutamente no! E’ meno carico, questo è vero, ma con un paio di passate in più si ottiene uno splendido rosso lampone! E di passate se ne possono fare in libertà perché non crea spessore e resta sottile e ben aderente alle labbra! Ha un’ottima durata che in tutta onestà mi ha sorpresa, considerata l’impressione che si può avere di primo impatto davanti ad un rilascio di colore un po’ sheer! Ed invece è un rosso di cui mi fido, nel senso che posso applicarlo e controllarlo di tanto in tanto, pur sapendo che non ci saranno grossi cambiamenti, probabilmente grazie alla stratificazione che rimane, come già detto, senza spessore! Il suo dolce profumino inoltre è davvero goloso e contribuisce idealmente a rendere le vostre labbra invitanti come ciliegie candite! Confesso che mi piace molto anche il suo astuccio dalla grafica un po’ bambinesca e forse molto più adatto ad un burrocacao che ad un signor rossetto, ma fa simpatia e in fondo gli si adatta considerato che non ha la presunzione di essere il pezzo imperdibile della nostra collezione! Mi piace moltissimo e, considerato il prezzo davvero contenuto, consiglio vivamente di provarlo: opportunamente contornato e applicato non ha davvero nulla da invidiare ad altri rossetti che posseggo!

ALKEMILLA_N.10 Adonide Scarlatto

INCI: RICINUS COMMUNIS SEED OIL (RICINUS COMMUNIS (CASTOR) SEED OIL)*, SIMMONDSIA CHINENSIS SEED OIL (SIMMONDSIA CHINENSIS (JOJOBA) SEED OIL)*, SILICA, MICA, HYDROGENATED OLIVE OIL STEARYL ESTERS, OLEIC/LINOLEIC/LINOLENIC POLYGLYCERIDES, CANDELILLA CERA (EUPHORBIA CERIFERA (CANDELILLA) WAX), TOCOPHEROL, PARFUM (FRAGRANCE), PRUNUS ARMENIACA KERNEL EXTRACT (PRUNUS ARMENIACA (APRICOT) KERNEL EXTRACT)
* from Organic Farming
MAY CONTAIN +/-: CI 77891 (TITANIUM DIOXIDE), CI 77491 (IRON OXIDES), CI 77492 (IRON OXIDES), CI 77499 (IRON OXIDES), CI 77510 (FERRIC FERROCYANIDE), CI 77007 (ULTRAMARINES), CI 77288 (CHROMIUM OXIDE GREEN), CI 77742 (MANGANESE VIOLET), CI 15850 (RED7), CI 15850 (RED6), CI 19140 (YELLOW 5), CI 45410 (RED27)

Non è certo la prima volta che parlo dei rossetti Alkemilla (QUI e QUI) e, ancora una volta ne sono assolutamente entusiasta! Davanti agli swatches on-line di questo bel rosso fuoco, sono sempre rimasta in disparte un po’ scettica, temendo che avesse un sottotono un po’ troppo caldo per me: non che facesse a pugni con la mia carnagione, ma più che altro se un rosso non è dichiaratamente in base blu temo che ingiallisca i denti, a meno che non li abbiate bianco fosforescente come le modelle californiane! In realtà trovo che il suo sottotono sia neutro e, abbinato ad un colore tanto pieno e brillante, ne fa una festa per le labbra!! Il suo finish rimane un po’ lucido, come per gli altri colori in gamma, ma non è una cosa che mi dispiaccia anche in quest’era di labbra ultra-matt! Il pack che posseggo io è ancora la vecchia versione dorata (ora dovrebbero essere con astuccio nero, come il mio Fragola Matta): colore a parte si dimostra sempre pratico e funzionale, oltre che bello e non eccessivamente ingombrante (quando si inizia a possedere un certo numero di rossetti ma il vanity table -nel mio caso vanity mensola- è sempre lo stesso, si inizia a far caso anche a questo aspetto, credetemi!) Ritengo che sia da contornare necessariamente per evitare fughe di colore, per il resto non crea grosse preoccupazioni, dura, idrata, si lascia ritoccare senza problemi e resta al suo posto come un bravo ometto! Non è un rossetto per chi voglia passare inosservata (chi sceglierebbe mai un rosso se lo volesse?) è un’esplosione di colore e vivacità….semplicemente bellissimo!!

ALKEMILLA_Auge Full Color Shine Lip Gloss

INCI: RICINUS COMMUNIS SEED OIL (RICINUS COMMUNIS (CASTOR) SEED OIL)*, OLEIC/LINOLEIC/LINOLENIC POLYGLYCERIDES, PRUNUS ARMENIACA KERNEL EXTRACT (PRUNUS ARMENIACA (APRICOT) KERNEL EXTRACT), GLYCERYL ROSINATE, SILICA, TOCOPHEROL, PARFUM (FRAGRANCE)
* DA AGRICOLTURA BIOLOGICA
MAY CONTAIN +/-: CI 77891 (TITANIUM DIOXIDE),CI 77019(MICA), CI 77491 (IRON OXIDES), CI 77492 (IRON OXIDES), CI 77499 (IRON OXIDES), CI 77510 (FERRIC FERROCYANIDE), CI 77007 (ULTRAMARINES), CI 77742 (MANGANESE VIOLET), CI 15850 (RED7), CI 15850 (RED6),CI 19140 (YELLOW 5), CI 45410 (RED27)

Ancora Alkemilla ma, mentre Adonide Scarlatto è stata una conferma della bontà e affidabilità dei rossetti di questo brand, Auge costituisce una vera e propria sorpresa!! In un settore, quello del naturale, in cui anche il classico lipstick non sempre riesce a garantire una buona performance, specie in colori impegnativi, un lip gloss quali risultati potrà mai dare?! Ed invece Auge è stato una rivelazione: il suo colore è incredibilmente pieno, vibrante! Ovviamente è lucido ed è il caso di non eccedere nelle dosi (regole basilari, direi), così come ritengo che stenderlo sulle labbra già contornate e riempite da una matita preferibilmente tendente all’asciutto è sempre un’ottima idea!! Non nascondo però di averlo indossato anche in abbinata al solo contorno ed il risultato non mi ha affatto delusa!! Penso che davanti ad un lip gloss ci si approcci con un po’ di timore e si scelgano giudiziosamente tonalità tenui e neutre, ma Auge è l’eccezione che conferma la regola ed è francamente riduttivo ritenerlo un comune lucidalabbra! Trovo che sia un prodotto davvero valido, da avere assolutamente (ma che rosso meraviglioso è, tra l’altro?!): resta al suo posto, non migra al di fuori dei contorni e non perde d’intensità! Labbra viniliche ed invitanti…e questo è quanto!

PITERAQ_Chamarel n.57

INCI: ricinus communis seed oil*, candelilla cera, prunus armeniaca kernel extract, oleic/linoleic/linolenic polyglycerides, silica, octyldodecanol, crambe abyssinica seed oil phytosterol esters, tocopherol, butyrospermum parkii butter*, parfum, prunus armeniaca kernel oil,* butyrospermum parkii extract, crambe abyssinica seed oil. può contenere / may contain: CI 77891 (titanium dioxide), CI 77019 (mica), CI 77491 (iron oxides), CI 77492 (iron oxides), CI 77499 (iron oxides), CI 77510 (ferric ferrocyanide), CI 77007 (ultramarine), CI 77742 (manganese violet), CI 15850 (red7), CI 19140 (yellow 5), CI 45410 (red27).

*from organic source

Dulcis in fundo. L’intensità, il suo colore pieno sin dal primo tocco e la sua grande affidabilità ne fanno un rossetto degno di adorazione (questo mi pare il post dei miracoli)! A ragion veduta ritengo che sia il rossetto rosso (tra quelli in mio possesso) dalla performance migliore in assoluto che, unita ad un color melograno a dir poco superlativo, ne fanno un vero must have!  Andiamo con ordine: il suo pack è in cartone ma, a differenza del Brick Red di Alva, è nettamente più rigido e il tappo si chiude ermeticamente (hip hip urrà per l’astuccio fatto a regola d’arte)! L’odore è piuttosto neutro e la consistenza davvero singolare: sufficientemente morbido da garantire una stesura perfetta e piena alla prima, sottile passata, ma compatto al punto da mantenere l’aspetto del bullet sempre integro e ottimale! E’ l’unico rosso che oso indossare anche senza matita contorno labbra poiché la sua pigmentazione è tale da garantire un’ottima definizione! Ugualmente non sbava e, se vi capita di mangiare, può affievolirsi ma sempre in modo uniforme! Le sue prestazioni mi soddisfano al punto che è stata la mia scelta per le vacanze, incredibile a dirsi! Come già detto nell’intro, il rosso non è una scelta poi così scontata per stare tutto il giorno a spasso, sotto un sole cocente (inaspettatamente..)e mangiando anche cose piuttosto unte!! Ma non ho mai avuto una sbavatura o il rossetto sui denti!! Assolutamente, completamente affidabile e meraviglioso!! Amore puro!!

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<<…Do you know where the wild roses grow, so sweet and scarlet and free?…>>*

*Nick Cave, “Where the wild roses grow”

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L.

 

 

 

 

NO TALC

Partiamo dal presupposto che non è tutto oro quel che luccica e non tutto il BIO è assolutamente ideale.

Mi sono più e più volte soffermata sul concetto che un prodotto, solo perché privato di siliconi, petrolati, peg, ecc… sia effettivamente funzionale: fermo restando che l’assenza di queste sostanze sia il presupposto minimo, bisogna anche valutare cosa rimane di valido e attivo nella sua formulazione. Molti preparati risultano in effetti “vuoti” e usarli o no non fa molta differenza, ma non solo.
Ci sono ingredienti, molto frequenti in prodotti eco-bio, che da sempre sollevano in noi dubbi amletici: ma questo Dodecane, per esempio?! Si è capito qualcosa in merito? Certo, penso, se fosse effettivamente di origine petrolifera, il prodotto che lo contiene non sarebbe certificato Natrue, per esempio (come accade con Delidea, tanto per citare un marchio!)! Ma al tempo stesso in molti discordano!
E la Silica nel make-up minerale? Quello che viene definito per eccellenza il trucco più semplice e naturale nasconde effettivamente un’altra faccia della medaglia? La Silica è talmente tanto volatile da rappresentare un pericolo per l’apparato respiratorio?
Altro giro, altro dubbio: quei solari (bio) con filtri NANO sono potenzialmente pericolosi? Penetrano realmente così in profondità? Per non citare alcuni oli vegetali bollati da sempre come comedogeni (primo fra tutti l’olio di mandorle dolci) e o.e. ritenuti altamente sensibilizzanti, ecc…
Come vedete il lato oscuro della cosmetica non risparmia neanche il bio e, per il consumatore medio, diventa davvero difficile farsi un’opinione in merito, specie quando si tratta di questioni così complesse. Molto spesso a non saper né leggere né scrivere…. io preferisco evitare i prodotti che contengono ingredienti quantomeno controversi …e pace. Ci sono persone specializzate che sostengono una tesi ed altre persone altrettanto specializzate che dichiarano l’esatto contrario: i forum sono zeppi di lunghissime disquisizioni in merito, per chi volesse deliziarsi!

Ma veniamo al punto: le critiche, i dubbi e i forum non hanno risparmiato il talco in quanto ingrediente base di un’enorme quantità di prodotti da trucco. In molti concordano sul fatto che, in prodotti quali fondotinta e ciprie, possa essere comedogeno, ostruire i pori, causare acne. Eppure molti di questi prodotti sono addirittura certificati!!
Nella mia lotta alle imperfezioni ho ritenuto quantomeno di dover fare un tentativo ed eliminare il talco dalla mia vita: cos’avevo da perdere, in fondo? Ma non avevo messo in conto quanto difficile fosse trovare in commercio prodotti che non ne contenessero!!

Ho terminato l’ultimo di una lunga serie di Flat Perfection, che tanto ho amato, (in particolare la sua vita è stata bruscamente interrotta sul pavimento di un hotel di Berlino! Per fortuna era agli sgoccioli!!) e mi sono messa alla ricerca di qualcosa con cui sostituirlo!

***Doverosa precisazione: io, come base trucco, generalmente uso una cipria applicata con un kabuki o un flatbuki! Nei periodi di “grazia” poi, un pennello ampio è più che sufficiente! Da qui il perché vi citerò solo ciprie, pur parlandone quasi in termini da fondotinta!***

PUROBIO, Cipria Indissoluble

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INCI: Mica, Zea Mays Starch*, Silica, Squalane, Zinc Stearate, Tocopherol, Glyceryl Caprylate, Parfum, Oryza Sativa Powder*, Butyrospermum Parkii Butter*, Macadamia Ternifolia Seed Oil*, Prunus Armeniaca Kernel Oil*, Persea Gratissima Oil*, Pongamia Glabra Seed Oil, Limonene, Citronellol May Contain +/-: Ci 77891(Titanium Dioxide), Ci 77491 (Iron Oxides), Ci 77492 (Iron Oxides), Ci 77499 (Iron Oxides)
* certified organic

Arcifamosa e molto amata, devo dire che su di me non ha esercitato alcun fascino particolare! E non ho riscontrato neanche le performances tanto attese! Il suo pack è solido, compatto e, al tatto, molto piacevole (quasi gommoso).
Si presenta come la classica cipria “universale” bianca, che ben si adatta a sottotono sia caldo che freddo.  Le va riconosciuto un potere uniformante non da tutti: pur essendo una cipria, trasparente per giunta, l’ho trovata in una certa misura addirittura coprente! E, seppur bianca, non vi trasformerà in una maschera veneziana! Probabilmente dovrei darle un’altra chance e provare la versione colorata, potrebbe essere vincente! Devo superare tuttavia la diffidenza nei confronti di un riacquisto: dopo pochi giorni dall’apertura, metà cialda si è ossidata, con tutti i fastidi del caso: star lì a grattare di continuo la superficie innanzitutto comporta la perdita di buona parte del prodotto…e poi è una gran rottura!!
Nella sua formulazione troviamo Mica, amido di Mais, Silica, Vitamina E, polvere di Riso, burro di Karité, olio di Macadamia, olio di nocciolo di Albicocca, olio di Avocado, olio di Pongamia; è Made in Italy, certificata CCPB, Nickel Tested e VeganOK!

LAVERA, Mineral Compact Powder

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INCI: Simmondsia chinensis seed oil*, magnesium stearate, silica, tricaprylin, argania spinosa kernel oil*, vegetable oil, butyrospermum parkii*, theobroma cacao seed butter*, cocos nucifera oil*, hippophae rhamnoides fruit extract*, olea europaea fruit oil*, glycyrrhiza glabra root extract*, rosa centifolia flower extract*, malva sylvestris flower extract*, tilia cordata flower extract*, hydrogenated lecithin, camelina sativa seed oil, tocopherol, helianthus annuus (sunflower) seed oil, ascorbyl palmitate, alcohol*, water (aqua), fragrance (parfum)**, limonene**, geraniol**, linalool**, citronellol**, citral**, benzyl benzoate**, [+/- mica (CI 77019), titanium dioxide (CI 77891), iron oxide (CI 77491), iron oxide (CI 77492), iron oxide (CI 77499)].
*da agricoltura biologica
**oli essenziali naturali

Si tratta di una polvere setosa, impalpabile al punto tale che metterla o non metterla non faceva una grande differenza! Se non amassi un effetto quanto più naturale possibile, di certo non userei un velo di cipria come base trucco…tuttavia qui siamo proprio al limite dell’invisibilità!! Probabilmente questa sua caratteristica la rende di gran lunga più adatta come prodotto da finitura, da stendere sul fondotinta come una cipria fine a se stessa, oppure da tenere in borsetta per i ritocchi, quando si ha bisogno di non aggiungere spessore al make-up! Il suo pack piuttosto cheap e datato (da cipria anni 80) si è conservato integro e perfettamente funzionale, così anche la cialda! Il profumo? Tipicamente “tedesco”: se chiudi gli occhi ti sembra di stare al DM a swatchare l’impossibile… e per questo l’ho amato! Effetto vacanza assicurato!
Un INCI molto ricco, che non ti aspetti da una semplice cipria, economica per giunta! Tanti oli (Jojoba, Argan, Cocco, Oliva, Camelina, Girasole…), burro di Karité e di Cacao, e molti estratti (Olivello Spinoso, Liquirizia, Rosa Centifolia, Malva, Tiglio), Vitamina E….insomma! Teoricamente perfetta ma un po’ deboluccia, almeno per le mie esigenze!
Certificata NaTrue** e Vegan!
Se voleste provarla…assicuratevi di pagarla al giusto prezzo (dunque non compratela in Italia)!

ALKEMILLA, Velvet Powder

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INCI: mica, zea mays starch*, silica, squalane, zinc stearate, tocopherol, glyceryl caprylate, parfum (fragrance), pongamia glabra seed oil, persea gratissima oil*, prunus armeniaca kernel oil kernel oil)*, macadamia ternifolia seed oil*,butyrospermum parkii butter *
*from organic farming
May contain +/-: ci 77891 (titanium dioxide), ci 77491 (iron oxides), ci 77492 (iron oxides), ci77499 (iron oxides)

Non posso dirne che bene, considerato il fatto che l’ho acquistata per ben tre volte e non escludo di continuare! L’ho trovata qualitativamente ottima e performante! Ho sia la versione colorata (la 01) che la Invisible, ideale per i ritocchi! Uniforma discretamente, rilascia un velo di colore senza alterare la carnagione o risultare pesante: è il giusto compromesso tra lieve coprenza ed effetto velvet! Pur essendo lievemente polverosa, non evidenzia pori o eventuali screpolature. Probabilmente la Indissoluble è più uniformante, ma il fatto che rimanga leggera sul viso non mi dispiace affatto! Bello anche il pack: molto ben fatto, robusto, indiscutibilmente elegante…e con una chiusura a prova di shopping bag (senza però spezzarti le unghie, requisito essenziale)!
La sua formulazione ricorda la PuroBio: mica, amido di mais, Vitamina E, olio di Pongamia, di Avocado, di Albicocca, di Macadamia e burro di Karitè.

Certificata AIAB e QC, Nickel, cromo e cobalto tested, Vegan e cruelty free!

KIKO, Radiant Fusion Baked Powder

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INCI: Mica, Caprylic/Capric Triglyceride, Octyldodecyl Stearoyl Stearate, Magnesium Aluminium Silicate, Caprylyl Glycol, Ethylhexylglycerin, Potassium Sorbate, Smithsonite Extract, Tourmaline, Argania Spinosa Kernel Oil, Tocopheryl Acetate, Malachite Extract, Rhodochrosite Extract, Phenoxyethanol, Sorbic Acid.
+/- (MAY CONTAIN): CI 77891 (TITANIUM DIOXIDE), CI 77491 – CI 77492 – CI 77499 (IRON OXIDES), CI 77163 (BISMUTH OXYCHLORIDE).

Dimentichiamo oli ed estratti, materie prime da agricoltura biologica e certificazioni varie: siamo da Kiko e, in fin dei conti, questa cipria ha un inci di gran lunga migliore rispetto a tutti gli altri prodotti!
La Radiant Fusion è una cipria cotta arricchita da minerali (Smithsonite, Tormalina, Malachite, Rodocrosite), mica e un goccio di olio di Argan, tanto per gradire! Il mio scetticismo, tuttavia, è stato vinto: trito sottile e impalpabile, al tatto è quasi cremosa! E poi fa quel che promette: uniforma l’incarnato rendendolo radioso! Si applica e si sfuma con facilità, è leggera quanto basta e dall’effetto bonne mine assicurato! Probabilmente per una pelle grassa non credo sia l’ideale, tuttavia non evidenzia pori o altre mostruosità!
E poi…vogliamo parlare del pack? Stupendo, pratico…e che bella cialda! Sì….mi ha conquistata! Unico contro? Il doversi recare da Kiko per acquistarla e dover fare slalom tra le commesse che tentano di applicarti l’impossibile!! Vi consiglio di tirar fuori l’antica tecnica del “no, sono allergica…” che funziona sempre! Snocciolate qualche ingrediente a caso…i siliconi hanno nomi d’effetto e, sempre se le commesse si prendessero la briga di controllare l’inci, li troverebbero di certo!!

Modificate in Lumia SelfieTirando le somme di questa campagna anti-talco: in formula fa la differenza? Si, e molta. Non una di queste ciprie mantiene a lungo la zona T opacizzata, mi spiace. Ho notato un visibile miglioramento della pelle, in quanto ad impurità e imperfezioni, in quasi un anno di ciprie talc free? Francamente niente che io possa ricondurre all’uso della cipria! Certo, potrebbe aver contribuito ma non credo in una misura tale da convincermi a bandire del tutto il talco dalla mia faccia! E poi chi mi assicura che uno qualunque degli altri ingredienti non possa essere altrettanto comedogeno? Esiste un make-up che non lo sia al 100%?

E comunque… brutta storia essere allergica al Cyclopentasiloxane 😉

L.

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Precauzioni cosmetiche da stadio #3 ITALIA vs FRANCIA

11 Marzo 2017. Stadio Olimpico. RBS 6 Nazioni. Italia VS Francia.
Delle partite del 6 Nazioni 2017 giocate in casa, Italia-Francia era di fatto la mia terza scelta (su tre). Ecco, appunto. Non è un caso se, in generale, i francesi non vengano ritenuti dei simpaticoni (anche se la Marsigliese dal vivo ha sempre un suo perché, diciamocelo).
 
Sveglia all’alba, come sempre: outfit da tifosa e make up essenziale. Quel che non manca, anche questa volta, è una crema mani e un idratante labbra! Ma facciamo un passo indietro….
I prodotti che ho portato come me in trasferta sono stati acquistati lo scorso novembre (in occasione di Italia-All Blacks), presso il pv Yves Rocher della stazione Termini, e sono in uso (anche se non proprio quotidianamente) sin da allora. Il pack, lo vedete, è grazioso e funzionale e i due prodotti risultano estremamente accattivanti e golosi: una linea al Miele e Muesli (certificata ECOCERT)non può non allettare….almeno per quanto mi riguarda! Della stessa linea c’era anche una combo per il corpo, ma viaggiando con bagaglio a mano, il formato era proibitivo! Sob! 
 
WP_20170318_12_14_51_ProYVES ROCHER_CULTURE BIO_Crema mani nutriente Miele & Muesli Bio
 
E’ stata la mia crema mani da comodino prima, da scrivania dopo, da trasferta, da borsa…e di nuovo da scrivania: insomma, sono sempre stata indecisa su quale fosse l’uso più appropriato….ma la verità è che non mi ha mai convinta del tutto. La sua texture è fluida ma piuttosto ricca e untuosa, per questo sulle prime ho pensato di destinarla “alla notte” (complice anche il suo profumino goloso): tuttavia non si è dimostrata realmente nutriente e ristrutturante e, se avessi puntato su creme riparatrici per davvero, di certo le mie mani avrebbero superato l’inverno e i danni del freddo con meno problematiche!! Come idratante da scrivania, del resto, non è andata meglio proprio per la questione “unto”. Quel che ho imparato è che, per funzionare al meglio, va usata in piccole dosi e ripetutamente: in questo modo si tengono a bada secchezza e screpolature ovviando all’inconveniente dell’untuosità. Così ho fatto anche in trasferta: sin sul volo (a proposito: ma Ryanair è diventato peggio di Media Shopping!!) ho “incremato” costantemente concedendomi tutto il tempo di effettuare un buon massaggio, specie a cuticole e nella problematica area tra dito e dito. Lo stesso dicasi allo stadio o per strada durante le luuuunghe passeggiate romane: il caldo decisamente sopra le medie stagionali ha fatto sì che i guanti proprio non potessi portarli oltre le 10 del mattino. EWP_20170318_12_15_14_Pro dunque igienizzante prima, idratante dopo. Il suo pack, dai colori abilmente studiati per richiamare alla mente il concetto di naturale, l’ho già detto, è pratico, robusto e funzionale, in particolar modo il tappo con apertura a scatto è sempre consigliabile per l’uso on the road : igienico e non a rischio caduta/smarrimento! Profumo dolce e texture ricca, già detto anche questo, ma quel che conta come sempre è la composizione: il sig. Yves Rocher (o la signora?) ci dice che il 98% degli ingredienti sono di origine naturale, il 13,5% proviene da agricoltura biologica e non contiene parabeni, coloranti e oli minerali. Molto bene, ma un doveroso sguardo all’inci è sempre e comunque consigliabile! Burro di Karitè, Glicerina, estratto d’Acero, olio di Ricino, Miele, idrolato d’Orzo, olio di semi di Girasole, estratto di Avena, amido di Mais, estratto di Castagno: sicuramente una formulazione interessante e con un pizzico di originalità ma che all’atto pratico non è performante come potrebbe sembrare, peccato!
 
 WP_20170318_12_15_39_ProYVES ROCHER_CULTURE BIO_Balsamo labbra nutriente Miele & Muesli Bio
 
La questione, per questo balsamo labbra, è un po’ più complessa. Già perché, essendo una sorta di gel denso, ha in tutto e per tutto la funzione di un gloss neutro. Per chi, invece, come me indossa il rossetto quasi H24, non ha grosse chance di sfruttarlo, se non in alcune occasioni, come prima di andare a dormire, per esempio: naturalmente è una vera e propria coccola, per il suo profumo dolce e rilassante e per la sua texture cremosa e confortevole! Al mattino c’è ancora …e sotto? Labbra da favola! Questa sua straordinaria resistenza lo rende assolutamente ideale per essere usato proprio come gloss! Una volta applicato rimane perfettamente confinato entro il bordo, proteggendo le labbra dagli agenti atmosferici e conferendo una brillantezza davvero molto bella, oltre ad un naturale effetto ottico di labbra piene. 99,9% degli ingredienti di origine naturale e 16,5% provenienti da agricoltura biologica. Pensate, l’ho applicato intorno alle 5 del mattino ed ha resistito egregiamente ad un vento notevole, un buon caffè in Piazza di Spagna, un pacchetto di cracker integrali di ritorno dalla Fontana di Trevi e, preso posto all’Olimpico intorno alle 13, ho dovuto toglierlo con un fazzolettino (capitemi, ci sono delle partite che una donna deve vedere con il rossetto)! [Tenete sempre presente che, indossando abitualmente il rossetto, sono piuttosto allenata ad esercitare un gran controllo della bocca ottimizzandone la durata]. Se proprio dovessi trovargli un difetto è il suo pack: applicandolo e stendendolo dal tubetto si rischia d’impiastricciarlo; del resto utilizzare le dita garantisce un risultato di maggior precisione ma farlo quando si è in giro non è il top in fatto d’igiene! Ad ogni modo un prodotto realmente valido!
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C’è ancora spazio per qualche considerazione finale:…e la partita? Ebbene, è andata piuttosto male. Quanto a me, ero seduta vicino ad una signora scozzese pesantemente ubriaca ancor prima dell’inizio ed ho assistito ad una proposta di matrimonio live, con tanto di ragazzo inginocchiato e anello, una di quelle cose che se succedessero a te vorresti sotterrarti, ma viste da fuori intenerisco sempre (persino me)!
L.

rossetti anni ’90 (ft. Lady Lya Bionature)

 

Premessa: questa storia affonda le sue radici in un passato neanche troppo recente. La faccio breve: desideravo il rossetto limited edition di Mulac “Santa Claus” uscito a dicembre 2014, poi sold-out, riproposto come “ultima chance” a febbraio 2015. Pagina degli inci sempre impallata, mi fido di qualche recensione che parlava di “inci accettabile” o di “stesso inci degli altri Wacky” e lo compro. Lo indosso un paio di volte, molto bello ma le labbra secche mi lanciano segnali d’allarme obbligandomi ad indagare….ed ecco che spunta del dimethicone. M’incavolo tremendamente (con me stessa, con Mulac, con quelle blogger farlocche di cui ho seguito il consiglio e con tutto il creato..), il rossetto rimane a lungo inutilizzato; ripescato di recente solo perché mi doleva il cuore aver buttato quasi 20€ (a proposito: colore spettacolare!! Che peccato!!)ma giuro solennemente di diventare ancor più selettiva, specie sul make-up.

nel frattempo…

forse ricorderete che avevo acquistato a prezzo scontato del 40% un rossetto Lady Lya Bionature, il n.785 Rosa Scuro (non lo ricordate? Ecco QUI). Carino ma-niente-di-che era finito a far compagnia al Panna Cotta di Neve nel beauty del pomeriggio (leggi: selezione di make-up scelto per ritocchi senza impegno). Lo uso più o meno sbadatamente per più di una stagione e poi, una sera dei primi di giugno,…la folgorazione! Rossetto indossato alle 15,00 con 35° all’ombra, aveva resistito a 1,5 lt di acqua, 1 caffè, 1 ulteriore bicchiere d’acqua, il mio sproloquiare, 2 ore di allenamento in palestra, 1 gran sudata ed ancora 1 lt di acqua e alle 22,00 il rossetto era ancora lì al 50%! Mi son detta: <<Mi sa che devi riconsiderare seriamente i rossetti Lady Lya, cavolo!!>>. Un giretto sul web, qualche swatch si trova pure e mi accorgo che alcuni colori potrebbero fare al caso mio….

NATURALE ROSATO  N. 782

Non credo possa definirsi un nude, come il nome potrebbe indurre a supporre! E’ quasi un corallo rosato o piuttosto un ruggine luminoso con una punta di rosa. Può diventare quasi un “mattone” se si abbonda con le passate. E’ simile al Sunset Orange di Lavera, peraltro fuori catalogo: per cui tutte coloro che ancora lo cercano in giro hanno un buon dupe a disposizione! Sin da subito mi è parso ben più cremoso del Rosa Scuro pur restando ben fermo al suo posto! Se avessi avuto modo di swatcharlo prima probabilmente non l’avrei preso, ma solo perché ho già più di qualcosa di abbastanza simile! Effettivamente avevo immaginato un colore diverso… peccato!

ROSA ANTICO N. 784

Il mio acquisto invernale (a prezzo pieno), vale ogni singolo centesimo speso! E’ un meraviglioso color alla Kylie Jenner, ossia quel rosa scuro un po’ “cipriato” con una punta di malva. Sulle labbra risulta sofisticato, “naturale” ma assolutamente visibile. Dona inoltre un effetto ottico di labbra piene e denti bianchi. L’accoppiata ideale con la pastello Ballerina di Neve Cosmetics, l’ho usato molto spesso durante tutta la stagione fredda e in ogni occasione in cui non volessi rinunciare ad indossare un rossetto ma magari sapevo di non poterlo tenere adeguatamente sotto controllo, insomma….un rossetto di cui fidarsi! Il mio preferito!

BRONZO CHIARO DORATO N. 787

L’ho preso scontato del 50% (€5,25) e già solo per questo lo amo! E’ un tipico colore anni ’90 che ho amato in passato e continuo ad amare nonostante non rispecchi propriamente le attuali tendenze! Penso che il Bronzo Chiaro Dorato e il Naturale Rosato potrebbero facilmente scambiarsi i nomi: il 787 è infatti un tono di nude (sempre perlato) con riflessi oro ma al tempo stesso rosati, molto naturale ma luminoso, che si lascia indossare perfettamente anche senza contorno labbra (io ad ogni buon conto ho preso l’abitudine ad adoperare una lip-locker in ogni caso, sia per praticità sia per l’effetto ottico molto carino)! Per truccarsi senza impegno, in ogni occasione! Per dargli un po’ di carattere abbinatelo alla DueBaci Virgin di Neve Cosmetics: una combo inedita che sorprende! 

ROSSO BORDEAUX N. 786

Ultimo arrivato nella collection, lo prendo perché al 50% non potevo non trovare qualcos’altro da comprare e di certo, in un periodo in cui il rosso la fa da padrone sulle mie labbra, se vedo un “bordeaux” a poco più di 5€ davvero, non posso esimermi. Francamente sulle prime la delusione è stata tanta: il colore che immaginavo era completamente differente! Si tratta di un color cioccolato, né più né meno, con l’aggiunta di una punta di ruggine. Inoltre le sue performances non sono delle migliori: il colore è scuro ma non intenso e per raggiungere una certa saturazione bisogna fare parecchie passate! Rimane inoltre piuttosto morbido e “mobile”, nonostante una buona dose di polvere minerale sotto in stile primer! Tuttavia questa piccola cantonata un pregio ce l’ha: mi ha fatto scoprire che queste nuances, da me scansate come la peste, non solo mi piacciono ma mi donano pure e ben si sposano con un incarnato chiaro.

PUNTI DI FORZA!

Che piacere un inci breve, semplice, chiaro! Appena aperto il bullett è perfetto ma non appena si swatcha emergono i fastidiosi “pallini” già riscontrati nel Rosa Scuro (ci metto la mano sul fuoco che è il classico scherzetto del burro di Karitè) che, per quanto siano brutti a vedersi e un po’ fastidiosi, non compromettono completamente la funzionalità del prodotto (ma di certo non aiutano un’applicazione di precisione!)

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Un prodotto naturale di make-up nella grande distribuzione è  cosa rara! L’inci è perfetto e il prodotto è performante: ben pigmentato scrive in maniera decisa sin dalla prima passata; è idratante, confortevole ma “asciutto”, dunque non tende a sbavare e resta piuttosto fermo; è corposo, fa strato e non necessita di balsamo labbra sotto. N.b: i “pallini” di cui sopra con il caldo spariscono e il bullett diventa lievemente più morbido ma non si scioglie!

PUNTI A SFAVORE!

Non ha un espositore decente con dei tester, per cui la scelta del colore è difficile senza una ricerca a monte! Il prezzo è più o meno nella media dei rossetti eco-bio, ma se costasse anche 2 o 3€ in meno sarebbe più onesto; i colori sono piuttosto simili tra loro e mancano tutte quelle nouances che vanno per la maggiore (rossi, fucsia,..) trovo che manchino un po’ di personalità, variano non di molto gli uni dagli altri e questo rende anche la scelta più complicata! Il finish è un po’ perlato (che brutta parola!! Fa proprio anni ’90!!) mentre specie nell’ultima stagione si è consolidata l’opposta tendenza ai rossetti matt o semi-matt; il pack così anonimo è un po’ penalizzante (difficile notarli se non si è espressamente alla ricerca), ma cmq solido e funzionale (ed in plastica di 2 vita!); 

Potrebbe sembrare che i punti a sfavore battano quelli di forza, ma vi assicuro che non è così: i punti di forza sono determinanti e assolutamente fondamentali, mentre gli altri sono aspetti che, a mio avviso, potrebbero essere migliorati, ma che non compromettono la bontà del prodotto.

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Da quando ho visto per puro caso nel “mio” Ipercoop questo becero cartello, ammetto di star facendo lo sciacallo alla grande! Ogni volta che vado a fare la spesa non manco di prendere qualcosina (gli smalti li adoro e al prezzo di €3,00 sono imperdibili! La matita correttore mi piace molto per il contorno esterno delle labbra da sfumare; i rossetti, abbiamo visto, sono promossi..)

Ebbene io consiglio di dare una chance a questi bei rossetti, specie se doveste trovarli in offerta così come è capitato a me! Un buon rossetto dal colore “tranquillo” per così dire serve a tutte, del resto ci sono i giorni per i rossi, per i fucsia….e i giorni in cui una donna vuole semplicemente essere curata e in ordine senza necessariamente accendere i riflettori!

L.

Quando uno smalto costa 3€

Quando uno smalto costa 3€….è mio. Non si discute. In particolare se parliamo di un marchio che mi piace come Lady Lya Bionature, che io ho abbondantemente acquistato a prezzo pieno (e già recensito, naturalmente, QUI, QUI,QUI e QUI, per esempio …).
Uno smalto da 12 ml, con formulazione priva di formaldeide, toluene, canfora, dbp, dalla buona resa e bei colori, non può lasciarmi indifferente se venduto a metà prezzo! E, sebbene ritenessi di aver già acquistato tutti i colori della gamma che m’interessavano, ho pensato che probabilmente sarebbe stato opportuno guardare meglio, cercare ancora, …di sicuro avrei trovato qualcosa d’interessante da prendere! Così è stato, ovviamente, perché ciò che a prezzo pieno non ti convince del tutto, al -50% può diventare una tentazione irresistibile!
Anzitutto ho fatto ampie scorte di basi e top-coat, perché li trovo ottimi ed uso solo loro da tempo ormai! Sono prodotti validissimi e, visto che se ne consumano notevoli quantità, ogni volta che vado a fare la spesa ne prendo uno, non si sa mai!
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N.948
Un po’ 90’s, un po’ Kylie Jenner, il n.948 è perfettamente nelle mie corde! Inoltre visto il rilancio del malva nelle ultime tendenze make-up, mi pare anche piuttosto attuale. Si tratta in effetti di un bellissimo rosa antico con, appunto, una spiccata virata al malva. Se avete buona memoria vi ricorderà il “vincitore” della categoria make-up naturale dello scorso anno, ovvero il n.954 sempre di Lady Lya Bionature, ed in effetti non vi sbagliate! I colori sono praticamente identici, cambia solo il finish: colore saturo e pieno per il n.954, stesso colore ma con l’aggiunta di una perlescenza ben visibile per il n.948! Attenzione però, non parliamo comunque di glitter: queste particelle chiare conferiscono una certa luminosità d’insieme, senza risultare invadenti o visibili singolarmente! Bellissimo e anche performante: asciuga in fretta e dura tanto! A-D-O-R-O! 
 
N.951
Questo STUPENDO azzurro non poteva sfuggirmi in vista della mia trasferta romana di novembre e di certo non potevo presentarmi ad Italia VS Nuova Zelanda con unghie che non fossero rigorosamente azzurre! Perché poi usare gli smalti già in mio possesso quando potevo comprare uno nuovo tono di blu & co.? Mi sembra comprensibile! Affiancato al n.959 (capostipite della mia collezione Lady Lya e colore molto amato), si nota una buona dose di lavanda, oltre che una delicata perlescenza: questa componente fa si che l’effetto finale sia estremamente luminoso, brillante, senza che ci siano glitter! La performance è ottima, anche la stesura è semplice e veloce (le due passate canoniche sono però d’obbligo). Bello su unghie lunghe o corte, d’estate come d’inverno! Insomma, un azzurro-4-stagioni-per-tutte-le-occasioni! 
 
N.957
Un colore del tutto inusuale per me! Probabilmente non indossavo qualcosa del genere dal ’96! Si tratta di un cioccolato in verità molto interessante ma che io avevo immancabilmente snobbato fino a quando lo sconto del 50% me l’ha reso appetibile! Persino a 3€ non mi convinceva del tutto e sono rimasta parecchio dubbiosa fino al mio arrivo a casa, quando l’ho indossato e …..SBAM! Amore! Mi piace il fatto che sia freddo e pieno, senza iridescenze/perlescenze/brillii di sorta! Per raggiungere un buon grado d’intensità occorrono anche in questo caso due passate, ma non diventa troppo spesso e l’asciugatura non ne risulta penalizzata o rallentata in alcun modo (sempre con le dovute accortezze)! Di sicuro è un colore perfettamente fall/winter!
 Naturalmente i miei buoni propositi per il nuovo anno comprendono, tra le altre cose, non acquistare più smalti. Ma non è ben chiaro se questo valga anche per quelli in saldo…
Ad ogni modo…giuro solennemente di non avere buone intenzioni!
L.
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Metti lo smalto, togli lo smalto

Se amate l’universo della manicure fai da te, vi sarete trovate di fronte alla spinosa questione “solvente”.
Già, perché lo smalto andrà pur tolto in qualche modo e, visto che su questo blog lo smalto è un tema alquanto ricorrente, mi sento in dovere oggi di parlarne.
Le nostre priorità dovrebbero essere: cercare prodotti validi che facciano il loro sporco lavoro velocemente e in maniera impeccabile e, al tempo stesso, non siano eccessivamente aggressivi tanto da poter danneggiare le unghie (abbiano, come dire, il classico “inci accettabile”). Ah, dimenticavo! Ovviamente se spendiamo 4 o 5 euro per uno smalto, di certo non vorremmo spender di più per un solvente, giusto? Per cui lo vogliamo low cost. Molto low cost.
Parliamo di me: faccio la manicure costantemente 2 volte a settimana per mantenere le mani in ordine. Ovviamente nei ritagli di tempo, in genere mi capita a tarda sera prima di andare a dormire. Ebbene mi serve qualcosa di molto pratico e rapido perché, davvero, non ho tempo da perdere!
Il barattolino levasmalto è di sicuro la scelta più azzeccata in tal senso! Nulla di più comodo è stato inventato (io gli darei il Nobel), lo adoro! Veloce, funzionale, zero spreco di dischetti di cotone: in men che non si dica lo smalto è rimosso! Permette inoltre di poter intervenire in maniera mirata su un’unghia per volta, cosa non da poco se si desidera rimuovere una sola sbeccatura senza compromettere tutto il resto della manicure. Dura tanto ed in commercio si trovano parecchie alternative di facile reperibilità, valide e low cost, come per esempio….
 
KIKO Nail Polish Remover Fast & Easy Acetone Free
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Ottimo! Rimuove lo smalto rapidamente, dura molto, ha un costo nella media ed è facilmente reperibile (Kiko, ormai, è un po’ ovunque). Il suo inci è assolutamente accettabile e non lo trovo minimamente aggressivo. Per il tutto il tempo in cui l’ho usato (ben 3 confezioni di seguito) le unghie non ne hanno minimamente risentito, tutt’altro! Che sia merito di quel goccino di olio di mandorle presente in formula? Chissà! Tuttavia sebbene Kiko sia proprio nell’Ipercoop dove vado abitualmente a fare la spesa, per me è sempre un po’ difficile andarci poiché entrando direttamente con il carrello nell’ipermercato, me ne ricordo quando ormai è troppo tardi (dentro in genere c’è sempre una bolgia infernale ed il carrello non posso certo lasciarlo incustodito fuori….)! 
 
MISS BROADWAY Levasmalto a Immersione Ultra Rapido
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Questo simpatico barattolino lo acquisto all’Ipercoop, nel momento in cui dimentico, appunto, di entrare da Kiko! Attenzione però: in giro c’è anche un’altra versione con un nuovo pack che, purtroppo, ha un INCI notevolmente peggiore! Siamo sulla stessa fascia di prezzo e anche questo come il Kiko è senza acetone, ma lo trovo un po’ più aggressivo a lungo andare e mi pare che duri anche meno! In generale le mie unghie stanno benone, non me ne lamento (penso che nel quadro generale del mio decadimento psico-fisico, siano nettamente sopra la media rispetto a tutto il resto), però ho notato che immediatamente dopo aver rimosso lo smalto e lavato le mani, devo applicare un po’ di crema sulle unghie perché appaiono incredibilmente secche! E, a volte, tendono lievemente a sfaldarsi.
 
AVRIL Le Dissolvant sans acétone
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Una versione in formato “boccetta” non può mancare d’estate per rimuovere lo smalto dalle unghie dei piedi, naturalmente. Ed in questo caso i piedi si beccano il prodotto migliore (controtendenza con quanto di solito avviene)! Di levasmalto “naturali” ne ho provati (Benecos, Sante, …) ma il migliore è lui, senza dubbio! E’ profumato e questo lo rende di gradevole utilizzo! E’ performante e svolge bene il suo lavoro oltre che avere un prezzo onesto unito ad un’ottima qualità ed una quantità conveniente! Unico, grande neo: per me è disponibile solo on-line e per di più anche se molti e-commerce hanno Avril, in pochi hanno la linea nails , mah(come diceva giustamente Tiziano “non me lo so spiegare, io”)…
 
 
beauty tips per unghie sane
Per quanto uno smalto possa essere “naturale” indubbiamente rappresenta uno stress per le unghie, specie se lo indossate costantemente….e non sarò di certo io a dirvi di fare il contrario!! Dunque, come mi comporto per arginare i danni?
  1. Anzitutto se so di dover rimanere confinata in casa, la prima cosa che faccio è togliere lo smalto! Conducendo io vita monastica ultimamente, i miei week-end sono casalinghi (con al massimo capatina all’Ipercoop per fare la spesa, il mio top di vita mondana), per cui tolgo lo smalto appena arrivata a casa dal lavoro (il sabato intorno alle 13,30) per poi riapplicarlo solo la domenica sera/notte (e andare a dormire in stile Tutankhamon d’inverno, Uomo Vitruviano d’estate). Se i vostri week-end sono più interessanti dei miei, …buon per voi! Scegliete dunque un momento della giornata in cui siete in casa, anche solo il tempo di doccia & capelli!)  
  2. Attenzione a rimuovere lo smalto completamente! Se il barattolino è in dirittura d’arrivo può accadere che tolga il grosso, ma lasci una patina colorata, anche sui polpastrelli: in genere ci ritorno con un cotoncino imbevuto di solvente Avril.
  3. Per circa 1 giorno e mezzo la settimana dunque ho modo di far “respirare” l’unghia e di darle il giusto grado d’idratazione. Si perché un altro step fondamentale è applicare costantemente un po’ di burro di karitè (che dovrebbe contribuire a “sbiancarle”), o semplicemente la vostra crema mani, oppure un qualunque idratante (l’olio d’oliva che avete in dispensa andrà benone)!
  4. Ricordate, infine, che le unghie vanno accorciate con la lima (di quelle larghe, in cartone) e non tagliate!! Vi sorprenderà la differenza! Dimenticherete unghie sfaldate e deboli ed il letto ungueale si allungherà visibilmente!
Come potete vedere nessuna beauty routine lunga e complessa, ma piccoli accorgimenti: poco sbattimento e molto divertimento, perché la manicure è un bellissimo gioco!
 
L.