“Ben presto cominciai ad amare…”

A partire da quel tenero, primo amore per la Regina di Cuori di un mazzo di carte, quando l’autore sentì nel sangue quella vampa di caldo, quella scottante puntura come tocco acceso carbone, che segnò poi sempre in me l’annunciazione di un amore

<<Quando, a me – che solitamente assistevo al cartaceo torneo seduto ad un angolo del tavoliere, rosicchiando libri e cioccolata – quella Maestà gentile apparve la prima volta sul verde prato di felpa col suo visoccio dalla paffuta bontà e col suo cor rosseggiante presso l’orecchio sinistro quasi a dire “agli altri in petto, a me fu posto in fronte”..>>  

Amori è questo: una carrellata di dolcezza e romanticismo d’altri tempi, il bisogno costante di essere amati e ricambiati, il cogliere messaggi d’amore in tutto ciò che ci circonda…

<<Bisognoso allora di un cuore che al mio si accompagnasse né decidendosi esso a venire a me dalla cappa del fumo o dal buco della serratura, lo trovai nell’orologio a pendolo del caminetto, un orologio napoleonico dal vibrato tic-tac. E il monotono monosillabico battito prese tosto modulazioni di lingua. Era una voce che mi diceva continuamente quanto io bramava di udire “ti amo, ti amo”. E da quell’ora non fui più solo.>>

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Amori celesti e terreni, reali e immaginari, fino a quando…

<<Una futura lontana lettrice era ne’ voti miei. Come poss’io desiderarla ancora e attenderla, or che mi leggi? Tutte infine le imagini di gentilezza e di generosità che ho sognato, le ritrovai, al mio risveglio, vedendoti. Il sogno tu sei, fatto corpo>>

Un romantico, un gentiluomo. Ed un sognatore.

Una lettura straordinaria.

L.

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C. Dossi
edito da Otto/Novecento,
126 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

 

 

 

 

best of 2019!

Eccoci qui a tirare le cuoia….ops, le somme! Con la positività e l’entusiasmo nonché la gioia di vivere che mi contraddistinguono! Che dire? E’ stato di sicuro un anno non facile per queste pagine…che hanno pienamente rispecchiato quel che la vostra scribacchina ha vissuto fuori. Tempo tiranno, pochi momenti liberi da dividere tra le centinaia di cose che si vorrebbero fare….e di cui puntualmente non se ne fa nessuna. Per riuscire a mantenere in attività il caro bloggino, ho dovuto drasticamente ridurre la produzione postando ogni 15 gg e mi pare sia stato un buon compromesso. Oggi, pensando a quel che mi attende il prossimo anno,  la vedo ancor più dura. Ma ci proverò….e se non ci sentiamo più beh, ….non ci sono riuscita. Ma bando alle ciance e procediamo a redigere la consueta classifica di fine anno, con tanto di spumante e panettone al mio fianco!

CAPELLI

Non è stato un anno particolarmente fortunato in fatto di capelli. Non ho beccato nessun prodotto che mi abbia fatto innamorare né che possa ad onor del vero considerare un classico “mai più senza” o tutte quelle definizioni stereotipate sempre in voga, specie in post come questi. Nulla che sia stata un vera svolta della mia hair-care routine…senza parlare del fatto che, dopo una simpatica cura ormonale, una volta stoppata a seguito di un intervento, ho sofferto della più catastrofica perdita di capelli mai registrata (e lo dice una che è in cura dal 2012, non esattamente una novellina a digiuno della questione). Insomma, guai. Tuttavia, qualcosa di buono nell’arco di un anno intero vuoi che non ci sia stato?! Di sicuro la MASCHERA PER CAPELLI CON IDROLIZZATO DI SEMI DI MORINGA Ekos é stata una super top!! Ma non dobbiamo allontanarci di troppo per trovare altri validissimi balsami: insomma, il post-shampoo firmato Ekos é una garanzia!

Una Hair-Lover Routine

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BIO SKIN-CARE

Questa categoria era stata già assegnata da tempo: mesi e mesi fa già sapevo con estrema certezza che avrebbe trionfato su tutto quello già provato …e sui prodotti futuri. Non mi sono sbagliata, in effetti. Il GOLD INFUSION di Diego Dalla Palma é quanto di più vicino alla perfezione si possa desiderare per la propria skin care! Costa troppo? Li vale, non aggiungo altro. E con tutti gli sconti che offrono le varie profumerie non mancano le occasioni per accaparrarselo a prezzi scontati. Parliamo in termini “d’investimento”: per performance, risultati e piacevolezza di utilizzo non ha avuto eguali!!

E’ tutto oro quello che luccica

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BODY CARE

Nessun dubbio, anche in questo caso. Nell’istante in cui l’ho adoperato per la prima volta ho realizzato che sarebbe entrato nel mio cuore per molto a lungo! Di rado, lo sapete, acquisto due volte lo stesso prodotto, ma in questo caso non ho potuto farne a meno! Signore, se avete il lusso di una vasca da bagno e quello, ancor più grande, di potervi prendere un’oretta tutta per voi, dovete provare i SALI SUPERDRENANTI SLIM_ME BATH di VeraLab. Io conservo questo ricordo di me stessa esanime, con musica e tanto di sveglia puntata. Sapete che non sono solita lesinare momenti di relax e cerco spesso e volentieri di ritagliare un po’di tempo per me…di trattamenti ne ho fatti e ne farò, mi auguro, ma questi bagni….chi se li scorda?!

I migliori 4 bagni della storia

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MAKE-UP NATURALE

Realizzo solo ora di non aver postato nulla, …ma proprio nulla in tutto l’arco dell’anno d’inerente al make-up, pietà di me!! Eppure qualcosa potrei menzionarla persino io, così palesemente disinteressata alla faccenda: il NEW AGE FILLER di Alkemilla, finché c’è stato, ha avuto il suo peso! Dico sul serio: un prodotto che, sebbene non facesse a mio avviso alcunché in fatto di piallaggio rughe, ha sempre invece fatto la differenza in quanto a durata e resa del make-up! Ho avuto modo di testarlo in condizioni davvero estreme: il caldo, in Puglia, non è mai un dettaglio trascurabile! Qualsiasi cipria abbia usato in combo con lui, successivamente non mi ha mai garantito neanche 1/3 della resa, se presa singolarmente. Un acquisto che mi propongo seriamente di rifare, specie quando si avvicinerà la bella stagione e la mia T-ZONE assumerà quell’inquietante lucentezza degna del peggior illuminante sulla piazza!!

Ogni mattina, uò uò…

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LETTURE

Diciamo che, anche sotto il punto di vista delle letture, non ho avuto una gran fortuna! Tutto il meglio si è concentrato alla fine dell’anno…e, con somma vergogna, non ho ancora avuto modo di recensirlo per cui la scelta si riduce ancor più drasticamente! Penso tuttavia di non sbagliare eleggendo IL CLUB DUMAS di Arturo Pérez-Reverte a miglior libro di questo 2019!! Non l’avete letto? Beh…fatelo!!

“E ciascuno ha il diavolo che si merita”

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VIAGGI

Durante l’anno che volge al termine -mancano ormai poche ore!! – ho avuto modo di regalarmi qualche trasfertina! E’ di sicuro stato un anno ricco di mostre bellissime, per vedere le quali mi sono spostata a Milano un paio di volte (rispettivamente per I Preraffaeliti e la Collezione Thannhauser a Palazzo Reale) e a Torino (“Vittorio Corcos, l’avventura dello sguardo” presso il Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto). Ma, sebbene siano state esperienze meravigliose come solo certe mostre sanno essere per una modesta appassionata d’arte, è sicuramente il mio viaggio estivo attraverso l’Inghilterra e il Galles a vincere a mani basse. Vivo di rendita, ancora oggi.

A walk in UK (da Londra a Cardiff in 10 scatti+1)

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SCELTO DA VOI…

Il post pubblicato nel 2019 che avete letto numerosissimi (e mi domando il perché…ma sono fatti vostri) è stato pubblicato nel lontano marzo ed ovviamente aveva come oggetto la sempre epica lotta a cellulite e adiposità! Il tutto la dice lunga sul target dei miei lettori…ed è per questo che vi amo!

liporidu…che?!

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Tante belle cose, ci si vede l’anno prossimo!

L.

“E ciascuno ha il diavolo che si merita”

Tra facoltosi librai, collezionisti miliardari e accaniti bibliofili si muove Lucas Corso, procacciatore di libri. Antichi, rari, preziosi. Un lupo solitario, Corso.

<<… riprendeva fiato come un lupo scontroso che, dopo un lungo inseguimento, disdegna il pezzo catturato. Predatore senza fame né passione, senza fremiti davanti alla carne o al sangue. Senza altro scopo che la caccia in sé. Morto come le tue prede, Lucas Corso. Come quella carta fragile e secca che hai trasformato nella tua bandiera.>>

Questa volta nella sua borsa di tela ha del materiale estremamente raro. E pericoloso: un presunto manoscritto originale de “Il vino d’Angiò”, capitolo 42 de I Tre Moschettieri; e uno dei tre esemplari esistenti de “Le Nove Porte del regno delle Ombre”, che era valso al suo stampatore il rogo.

<<Completo e in buono stato>> disse Fargas interpretando correttamente i gesti di Corso. <<Sono tre secoli e mezzo che va in giro per il mondo, e quando si apre sembra fresco come se fosse appena uscito di stampa…si direbbe che il tipografo abbia fatto un patto col diavolo>>

Sulle sue tracce una serie di personaggi senza scrupoli che sembrano appena usciti dalla penna di Dumas: una versione moderna di Milady, Rochefort e il cardinale Richelieu, naturalmente.

Le due indagini s’intrecciano, si sovrappongono, si allontanano. Toledo, Sintra, Parigi …ma se ogni testo é autentico, come mai nessuno dei tre pare funzionare?

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“Il Club Dumas” é il romanzo dal quale é stato tratto “La nona porta”, film di Roman Polański del 1999. Ma se anche aveste visto il film, a prescindere che vi possa essere piaciuto o no, che lo ricordiate battuta per battuta o meno, poco importa. Il libro troverà comunque il modo di sorprendervi. Un tributo a l tre Moschettieri e al feuilleton tutto, un universo di citazioni, libri nel libro. Questo é Il Club Dumas. E molto altro.

<<E Corso pensò che le streghe, e le baronesse, e le vecchiette che lavorano tra libri e piante, hanno anch’esse il loro prezzo, come tutti. VICTA IACET VIRTUS.>>

L.

 

IMG_20191201_214440“Il Club Dumas”
A. Pérez-Reverte
edito da Rizzoli,
382 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

 

 

 

 

 

 

 

Letture..al volo

12/08/19 ore 9:55 volo Brindisi-Milano Malpensa AZ1742

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Adele é una donna anziana che, nell’intimità della sua cucina, si lascia travolgere dal fiume dei ricordi. Sedotta e abbandonata, accetta di sposare ‘u manciatu (così chiamato per via della malattia che gli divora la pelle). Odia quel suo primo figlio bello e stranuliddu frutto di un amore sbagliato e ama il tranquillo secondogenito nato dalla violenza di suo marito. Pare che nella vita di Adele funzioni tutto al contrario…per poi ribaltarsi ancora. E ancora.

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“Ho la testa sott’acqua ma respiro, mentre il piacere é un soffio di vento che mi rende felice come mai lo sarò più”.

12/08/2019 ore 16:55 volo Milano Malpensa- London Heathrow AZ0238

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Uno scorcio della Grande Guerra. Pochi giorni di Milton il partigiano e della disperata ricerca dell’amico Giorgio. Da un paese all’altro, nella nebbia, sotto la pioggia, attraverso i boschi, lesto e silenzioso come un fantasma. Non conosce stanchezza, ogni ora é preziosa perché Giorgio é stato catturato dai fascisti. Ma deve trovarlo prima che sia troppo tardi, e sapere la verità riguardo lui e l’amata e mai dimenticata Fulvia.

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“Non la vedevo dal principio della guerra, e non la rivedrò più prima della fine.”

L.

 

“agonia e speranza”

Anne Elliot e Frederick Wentworth si incontrano, si piacciono, si innamorano. La carriera di lui, tuttavia, é incerta, solo agli esordi e non può promettere una stabilità che, ai tempi, era determinante per un’unione: l’amica di famiglia Lady Russell persuade infatti Anne a tirarsi fuori da questo rapporto.

<<Non ci potevano essere due cuori così aperti, né gusti così simili, né sentimenti così all’unisono, né volti così reciprocamente amati quanto i loro>>

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Passano ben 8 anni ed Anne, lungi dall’essere la ragazza inesperta e influenzabile di un tempo, é ancora sola e trascorre le sue giornate tra Kellynch Hall, Uppercross Cottage e Bath in una famiglia di vanitosi, egocentrici e ipocondriaci con cui ha ben poco a che spartire.

<<Eppure, quante emozioni! Agitazione, dolore, piacere; qualcosa tra la gioia e il tormento>>

Una serie di eventi fanno incontrare nuovamente i fidanzati di un tempo: il capitano Wentworth é ormai un uomo affermato e ricco e i due sono alle prese con rimpianti e rancori ma anche sentimenti mai sopiti.

<<Devo sforzarmi di sottomettere la mia mente alla mia fortuna. Devo imparare a sopportare d’essere più felice di quanto merito>>

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Talvolta, presi dalla frenesia del quotidiano e da una serie di letture deludenti, il ritorno ad un classico é sempre terapeutico. Specie se scritto da colei che ha fatto innamorare irrimediabilmente tutte noi di un uomo fatto di carta e inchiostro che cerchiamo ancora oggi, Mr Darcy. E anche quando la trama non è poi così avvincente ed il tutto si risolve piuttosto alla svelta, senza quei deliziosi e rocamboleschi fraintendimenti tipici dei grandi classici, la lettura é comunque piacevole.

E anche a questo giro, lo ammetto, mi sono innamorata.

(Mr Darcy non essere geloso)

L.

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“Persuasione”
J. Austen
edito da Newton Compton Editori,
215 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

 

 

l’anti-amicizia a passo di danza

<<CUSTODISCI IL TUO CORPO COME UN PREZIOSO PEZZO DI GIADA>>

Siamo negli States e questa è la storia di Grace, giovanissima ballerina, fuggita di casa per lasciarsi alle spalle un passato di violenze domestiche e darsi la chance di sfondare nel mondo dello spettacolo.

E di Helen, appartenente ad una delle più illustri e conservatrici famiglie di Chinatown, dal passato doloroso e oscuro.

E ancora di Ruby, disinibita e trasgressiva, con non meno segreti da svelare.

E’ la storia di tre ragazze cinesi (… ma questo è tutto da vedersi), unite dal ballo e dalla voglia di riscatto, attraverso 50 anni: a passo di danza andremo dai night club dei primi anni 40 al circuito del chop-suey, tra locali ed artisti realmente esistiti. Ma volteggiando passeremo attraverso la seconda guerra mondiale, l’attacco a Pearl Harbor, la paura del nemico, l’internamento dei giapponesi, l’omosessualità, l’HIV…

Un libro che dovrebbe far perno sull’amicizia e la solidarietà fra donne, essendo stato paragonato ad una sorta di Sex and the City con gli occhi a mandorla, ma che nulla ha a che spartire con la nota (e da me amatissima) serie tv: solo un concentrato di gelosia, invidia e tradimenti.

Sono un’appassionata di storie al femminile, della prima metà del 900 come periodo storico e di culture differenti, meglio se esotiche ed orientaleggianti. Per queste ragioni “Come fiori di notte” mi pareva un concentrato di tutto ciò che mi piace leggere. Aspettative alte anche perché non è il primo libro di Lisa See che leggo, ed è proprio per questa ragione che ne sono rimasta doppiamente delusa: “Fiore di Neve e il ventaglio segreto” e “Le ragazze di Shanghai” le ricordo come letture scorrevoli, avvincenti ed interessanti, oltre che indubbiamente ben scritte: nulla di tutto ciò posso purtroppo dire di questo romanzo.

A volte capita.

L.

WP_20190622_17_42_40_Pro“Come fiori di notte”
L.See
edito da Tea,
432 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

“E’finita, Zio, è finita. Sei stato eliminato”

“Lo Zio” non è un boss come gli altri.
Certo, fa esattamente tutto ciò che un tipico boss della Camorra deve fare, e il suo lo fa maledettamente bene, per così dire.

Tuttavia ha una passione singolare. Un vero e proprio culto, un appuntamento fisso e imperdibile durante il quale non c’è impegno che tenga.

Il Grande Fratello.

Accade che, come in ogni storia di mafia che si rispetti, lo Zio viene tradito, sfuggendo ad una retata per un soffio: sparisce nel nulla portando con se solo la consorte Gessica, appassionata lettrice di Zafòn, e neanche i suoi vice – i 5 mostri– ne sanno più niente. Per riuscire a comunicare con lui e rivelargli il nome del traditore non ci sarà altra soluzione che il GF, appunto, poiché sono assolutamente certi che non ne perderà neanche una puntata, ovunque si trovi.

Assoldano così un pesce piccolo dei Quartieri Spagnoli, incensurato e grottescamente adatto al ruolo di gieffino, Anthony: sopracciglia ad ali di gabbiano, depilato, <<magro, abbronzatissimo, praticamente tumefatto. Una specie di vip del terzo mondo>>…

<<La madre di Anthony non lo doveva sapere. Lei credeva che quel giovanotto messo al mondo vent’anni prima con la buonanima di Antonio Guardascione – grande conoscitore del sottosuolo partenopeo ed esperto delle rapine “col buco”, fatto fuori da un poliziotto dopo essere sbucato nella banca sbagliata – fosse un bravo ragazzo. Che si limitasse, cioè, a vendere qualche stecca di hashish e a fare piccoli furti. Mai avrebbe creduto che da un giorno all’altro sarebbe diventato un aspirante gieffino.
Saperlo, le avrebbe spezzato il cuore>>

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Anthony verrà sottoposto ad un estenuante addestramento da Peppino il fetente in uno squallido scantinato: citazioni d’effetto, balletti imbarazzanti, canzoni frizzantine, affinché sia irresistibilmente trash per gli autori del programma, superi i provini ed entri nella casa pronto ad inviare messaggi in codice allo Zio.

E come in ogni storia di mafia che si rispetti, dicevo, non può mancare un cronista di nera, tale Lorenzo Scateni del quotidiano “Cronache del Meridione” e un poliziotto, Woody Alien…

<<La faccia gli si era incasinata definitivamente durante uno scontro a fuoco con i clan della Locride nel periodo in cui prestava servizio alla Questura di Reggio Calabria. Non che prima fosse un adone, per carità. Ma era soltanto brutto, di una bruttezza intellettualoide -alla Woody Allen, appunto, e da qui il primo soprannome- che a qualcuno poteva anche piacere. Poi, durante la sparatoria, un tizio l’aveva preso di mira con la sua calibro 9, ma quando aveva schiacciato il grilletto il proiettile era andato a conficcarsi in una bombola di gas mezzo metro a sinistra. Non l’aveva mica fatto apposta, come nei film di Steven Segal dove il genio del momento spara al barile di benzina poi la pallottola rimbalza e colpisce l’accendino del cattivo che sta dando fuoco alla sigaretta e poi salta tutto in aria e muoiono solo i bastardi. No, quello l’aveva mancato semplicemente perché aveva una mira di merda. Però aveva beccato la bombola del gas , che era esplosa e gli aveva devastato il volto. Su tutto il resto del corpo, neanche un graffio. Ma ormai non somigliava più a Woody Allen, a meno che il regista non si fosse lavato la faccia con l’acido muriatico. Era Woody Alien, un cesso senza via di scampo.>>

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<<Gli avevano assegnato un bulletto di primo pelo, uno di quelli che quando si tratta di sparare girano la pistola in orizzontale come nei film delle gang americane, e si fanno saltare il pezzo di carne fra il pollice e l’indice con lo scarrellamento dell’arma. La polizia riusciva ad arrestarne un sacco grazie alla loro passione cinematografica. Bastava trovare un’arma, individuare residui di pelle e tracce di DNA sul carrello e compararli con quelli di un’ampia cerchia di sospettati. Quando incastrati in un’arma si rinvenivano pezzi di pelle umana, c’era la certezza quasi matematica di poter guardare in faccia il genio del male che l’aveva usata per fare fuoco. Loro lo sapevano, ma continuavano a sparare come i rapper di colore, e gli sbirri continuavano ad arrestarli.
Oltretutto, quello che i killer cinefili non avevano ancora capito era che sparando in orizzontale la precisione del tiro calava drasticamente. Accadeva così che sul luogo di un omicidio gli investigatori trovassero dieci bossoli di pallottole esplose, e due soli proiettili andati a segno. Neanche questo, però, era sufficiente a eradicare la moda dello sparo orizzontale. Il fascino di uccidere un cristiano come se si stesse girando un video di Busta Rhymes era troppo forte.>>

L.

IMG_20190404_233152 - Copia“Nel nome dello ZIO”
S. Piedimonte
edito da Tea,
249 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

“E poi furono solo baci e sospiri”

Questa è la storia di Nancy Astley, ma anche di Nan King prima e Neville King poi, delle sue tante vite e delle sue tante donne.

Siamo nell’Inghilterra di fine Ottocento e la nostra storia parte da una taverna di Whitstable dove la giovane Nancy fa l’ostricara; negli anni turbolenti che seguiranno diventerà una vestiarista, una stella del Music-Hall, toccherà il fondo per le strade di Londra e sarà il pupillo di una ricca signora…

Nella sua vita ci sarà Kitty Butler, che le farà scoprire una nuova e sconcertante forma d’amore…

“Era una sensazione meravigliosa, ma anche spaventosa, poiché credi sempre di non meritarti la tua fortuna, di averla ricevuta per sbaglio, al posto di qualcun altro, e di rischiare di perderla alla prima distrazione. E non c’era nulla che non avrei fatto, pensavo, nulla che non avrei sacrificato, per non perdere ciò che avevo ottenuto. Sapevo che Kitty e io provavamo la stessa sensazione, ma naturalmente riguardo a cose diverse.

Avrei dovuto ricordarmene, in seguito”.

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Diana Lethaby la salverà dalla strada, rinchiudendola in una prigione dorata…

“Era vedova, senza figli, ricca e audace, e quindi, benché a un livello notevolmente superiore, abituata come me a ricercare il proprio piacere e come me dura di cuore. Nell’estate del 1892 aveva trentotto anni, quindi era più giovane di quanto lo sia io adesso, ma io, che ne avevo ventidue, la trovavo vecchissima”.

E ancora Florence Banner, idealista e attivista politica…

“Come potrei chiudere occhio in un mondo tanto duro e crudele, quando potrebbe essere diverso? Il lavoro che faccio ha già la sua parte di soddisfazione, sia esso coronato dal successo oppure no”. Bevve il suo tè. “E’ come l’amore”.

L’amore! Arricciai il naso. “Allora credi che l’amore sia già di per sé una ricompensa?”

“Tu no?”

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L’autrice ci ha già abituati a storie di amori al femminile, ad ambientazioni dure e al limite dello squallore, ma in Carezze di Velluto ho riscontrato un’insolita, lieve volgarità, del tutto sconosciuta nei libri precedenti e la storia stessa ha una trama piuttosto debole e priva di risvolti inaspettati. Dimentichiamo Affinità e i suoi misteri oppure il grande inganno di Ladra: una vicenda come tante, ma una scrittura come sempre scorrevole ed un’innegabile capacità di entrare in empatia con il lettore. Una lettura che, nonostante tutto, mi ha fatto spegnere la tv e tornare la voglia di macinar libri…

“Era una proposta piuttosto singolare, ma eravamo ragazze con storie un po’ fuori dal comune, ragazze dal passato simile a una scatola dal coperchio che non si chiude. Dovevamo portarcelo dietro con molta attenzione. Pensai che ce la saremmo cavata benissimo, quando Florence finalmente sospirò e sollevò una mano per sfiorarmi. Ce la saremmo cavata benissimo finché le scatole non avessero rovesciato il loro contenuto”.

L.

WP_20190209_12_11_40_Pro“Carezze di Velluto”
S. Waters
edito da Tea,
494 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

 

best of 2018!

Un altro anno volge al termine: un fiume di parole, tanti prodotti, inci, fisse, passioni. Questo è quanto è accaduto ancora una volta in questo blog. Confesso di essermi seduta qui a tirare le somme senza ancora una vaga idea di quel che avrei scritto perché l’età si allunga e la memoria si accorcia e, ad oggi, il ricordo cosmetico di questi 365 giorni è un’infinità di cose acquistate, usate e finite con più o meno soddisfazione. Ho idea che bisognerà procedere con cautela avventurandoci in questa marea di boccette e tubetti, con passo leggero e buon equilibrio, pescando dal mucchio solo il meglio. Ma procediamo con ordine…

CAPELLI

Capelli, capelli….ricci adorati che quest’anno, facendo i debiti scongiuri, si sono comportati più che bene! In mezzo a tutte le preoccupazioni che hanno affollato la mia testa, i capelli che in passato mi hanno causato notti insonni e lacrime, hanno deciso almeno loro di togliermi di dosso questo fardello ed io, dal canto mio, li ho trattati al meglio delle mie possibilità.

Come sempre mi succede in queste circostanze, la migliore hair-care routine è proprio quella in corso da settembre/ottobre a questa parte e di cui, promesso, vi parlerò molto presto, ma ovviamente non può rientrare in classifica. Iniziamo bene.

Dando uno sguardo a tutti i prodotti per i capelli utilizzati quest’anno, posso con contentezza affermare di non aver preso grosse fregature, tranne una colossale che, è evidente, mi brucia ancora (la Crema Attiva-Ricci Disciplinante Elastica di Domus Olea Toscana). Per il resto è filato tutto liscio, con l’alternanza di prodotti tutti mediamente buoni e soddisfacenti! Decretare un vincitore non è semplice perché si equivale un po’ tutto, ma se proprio devo, la Crema Modellante Ricci di Gyada Cosmetics si merita la vittoria!

Lo styling dei ricci, al di là di quanto erroneamente si possa pensare, è cosa ben complicata! Bisogna cercare di conciliare il volume, la definizione, la leggerezza senza ungere, indurire, ingessare: se un prodotto è molto ricco potrà premiare la cura, il nutrimento e la definizione del riccio a scapito però di volume e leggerezza; per contro, qualcosa che sia leggero tanto da non appesantire i capelli potrebbe darci un riccio aereo e poco definito…e che orrore quel piattume alla radice??! O il boccolo unticcio?!! Ebbene, la Crema Modellante Ricci, sebbene poi non l’abbia più riacquistata (e ciò significa che la curiosità ha prevalso sulla comprovata efficacia, ….in altri termini…niente d’insostituibile) è riuscita perfettamente a coniugare tutti questi aspetti e a soddisfare una testa permalosa come la mia! Inoltre vi durerà molto permettendovi di ammortizzare nel tempo un costo già perfettamente abbordabile! Ottima!

L’affollata hair-care routine di Ruud

Modificate in Lumia Selfie

BIO SKIN-CARE

Questa categoria ha assunto nel corso dell’anno un’importanza e un’attenzione sempre maggiori. Non che prima non ne avesse, ci mancherebbe, solo che spesso si attraversano periodi di ribellione nei confronti di qualcosa…o più semplicemente si focalizza l’attenzione su altro,….capita. Gli ultimi tempi, infatti, mi hanno vista orientarmi su skin care routine sempre più semplificate in virtù del fatto che avessi assodato oramai quanto poco fosse disposta la mia pelle a farsi coccolare. I risultati erano sempre inversamente proporzionali alla cura, l’impegno e i soldi spesi. Sembrava che, quanto meno le dessi, meglio mi ripagasse. Mah. (cosa ampiamente documentata in questo blog, tra l’altro).

Detto ciò, le cose sono drasticamente cambiate e, nell’ultima metà dell’anno, ho ritrovato il gusto di strutturare anche per il viso una routine più complessa, giocosa: mi sono circondata via via di qualche prodotto in più rispetto al mio solito e, se vogliamo, più ricercato.

Vorrei tanto dirvi che l’ultima skin care routine di cui vi ho parlato sarà quella premiata da questo post perché mi piace tanto e mi ha dato così gusto! Inoltre è stata la routine che ha di fatto segnato il passaggio, la transizione di cui vi parlavo. Ma in tutta onestà, per quanto Eterea abbia prodotti ottimi, con un rapporto qualità/prezzo davvero notevole….e per quanto abbia indiscutibilmente amato in particolare la CREMA GIORNO PRODIGIOUS HELIX…beh, no. Non vince Eterea, sorry. C’è qualcosa (e ancora non ho capito cosa, damn!) che mi dà noia, che mi causa l’insorgere di qualche, seppur minima (ma costante) imperfezione. E me lo sta facendo di nuovo questo scherzetto, anche con i prodotti appena introdotti, sempre dello stesso marchio. Devo indagare…

A dire il vero io un preferitissimo che vince a mani basse la categoria ce l’ho…ma, purtroppo, non ho avuto ancora modo di dedicargli un post! Lo uso da 2 mesi ed è quanto di più confortevole, performante, lussuoso … adorabile mi sia capitato per le mani negli ultimi tempi! Fuori concorso, purtroppo…

Ma allora…chi vince? Ebbene, la routine Hauschka, naturalmente! Pochi prodotti, pochi gesti essenziali, ….ma i risultati che ho avuto sin da subito sono stati a dir poco eccezionali! In tutti i mesi di utilizzo ho goduto di una pelle praticamente perfetta, equilibrata, morbida, rosea…! E se proprio dovessi scegliere un solo prodotto da eleggere a vincitore della categoria, beh sarebbe la CREMA ALLA ROSA PER IL GIORNO poiché, la medesima routine con la Crema alla Cotogna non ha prodotto gli stessi, incredibili risultati! Ad ogni modo sono sempre più convinta che il successo della routine Hauschka sia…la routine stessa. I prodotti sono perfettamente bilanciati tra loro e sono convinta che, presi singolarmente, non siano altrettanto performanti!

Un capolavoro di routine!

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BODY CARE

Questa probabilmente è la categoria più nutrita e, mi rendo conto, ciò di cui ho scritto di più in assoluto quest’anno (…ma anche i precedenti). Il fatto è che io sono un po’ in fissa con tutto ma i prodotti corpo, nei confronti dei quali non conosco pigrizia e/o stanchezza e che uso religiosamente così come faccio per viso, capelli, ecc…, si consumano di fatto più velocemente e in definitiva, se ne usano molti, molti di più. Anche qui c’è una piccola indecisione: durante l’ultimo anno non ho incontrato nulla di assolutamente eccezionale e strabiliante, ma di sicuro una menzione d’onore spetta all’onnipresente, sfruttatissimo, usurato, plurirammendato GUANTO KESSA! Uno strumento che francamente può fare la differenza contribuendo a mantenere una pelle costantemente liscia e morbida (ovviamente inquadrato in una routine fatta come si deve)! Certamente un altro prodotto che ha avuto la capacità di stupirmi, se fosse ancora possibile, è il SAPONE NERO D’ALEPPO: un’esfoliazione differente, una pulizia profonda ed un piacevolissimo effetto rinfrescante, defaticante e rinvigorente! Un prodotto che certamente potrei ricomprare! Chi vince, allora? Non posso esimermi dall’incoronare la mia travolgente passione per il miele, che ancora incredibilmente tiene banco! In particolar modo e, in rappresentanza della categoria, cito quella che è stata la crema centellinata nell’arco dell’estate, quel prodotto tanto godurioso quanto efficace: la ORGANIC MANUKA HONEY SKIN LOTION di DR.ORGANIC! Nutriente ed irresistibile! (cavolo, l’anno prossimo vorrei che vincesse un prodotto anti-cellulite, però!!!)

#honeyaddicted

Fantasia Painting(50)

MAKE-UP NATURALE

Facile!! Il ROSSETTO ROSSO trionfa su tutto, credo che l’abbiate indovinato! Si, la mia passione per questa vera e propria icona make-up, sbocciata lo scorso anno, è andata via via consolidandosi, diventando al tempo stesso un irrinunciabile quotidiano, un oggetto da collezione ed una vera e propria fissa, come mio solito! Ritengo di non sbagliare nell’affermare di non aver quasi mai indossato nulla che non fosse una gradazione di rosso per tutto l’anno ed in wish list, a ben vedere, ho ancora rossetti rossi come se non fosse già sufficientemente folle comprare di continuo lo stesso colore, …come solo un profano potrebbe affermare! Già…ma quale rosso far vincere, se possibile? Di certo i Mulac sono stati una mia grande riscoperta; il GREEN ME LIPS & CHEEKS RED BOOST 04 l’ha fatta da padrone per tutta l’estate ed è stata la mia scelta quotidiana anche in vacanza! Di alcune new entry particolarmente degne di nota non abbiamo ancora parlato, uffa….ma ci sono alcuni rossetti che devo far vincere per rapporto qualità prezzo, scrivenza, comfort, durevolezza e gamma colori: 3 dei miei 4 Avril meritano assolutamente il podio!!

assi di cuori e due di picche

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LETTURE

Anche per questa categoria non ho grosse difficoltà a premiare un vincitore, ma solo perché non c’è affatto l’imbarazzo della scelta! Purtroppo mi sono capitate un paio di libri noiosi (fossi in voi eviterei la saga di Sharpe di Cornwell) oltre ogni dire ed in generale non è stato un anno felice per la scelta delle letture (“Manola”…che delusione)! “Alle cinque al Plaza” di Katherine Mosby è stato piacevole, scorrevole, ben scritto: un momento di vera evasione! Lo consiglio caldamente!

“non è facile passare il testimone dei sogni irrealizzati”

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VIAGGI

Anche qui non ho dubbi….e come potrei?! Innanzitutto perché non è che mi sia mossa tanto quest’anno, salvo qualche trasfertina Milanese, un week-end a Torino e il consueto salto al Sana! Ovviamente nulla che possa neanche lontanamente eguagliare il mio viaggio estivo in Irlanda, meta tanto sognata. Non posso più aggiungere nulla a quanto già detto nel post dedicato, solo che sono stati i 10 giorni più belli dell’intero anno…vi sembra poco?

Céad mìle fàilte! (l’Irlanda in 10 scatti+1)

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SCELTO DA VOI…

E concludiamo questa carrellata come di consueto con il post che ha ricevuto più visualizzazioni nel corso di questo lungo 2018! Rimango sempre un po’ perplessa nel constatare quanto poco vengano premiati post su cui punto, ai quali tengo e, al contrario, quanto vengano apprezzati, inaspettatamente, altri a cui non avrei dato una lira, per dirla in maniera vintage…

Tuttavia, sebbene i prodotti di questo post non avessero nulla di particolarmente eccitante, le “scoperte dell’acqua calda” quelle sì, sono state in uso da allora sino ad oggi e riconfermo la validità delle stesse! Di sicuro pettinare accuratamente i capelli prima di lavarli ha tutta una serie di notevoli vantaggi e, al tempo stesso, l’uso dei teli in microfibra mi pare ancora oggi una di quelle abitudini ritenute indispensabili ed in merito alle quali mi viene da dire “ma come ho fatto a non pensarci prima…”? Il post è questo ed è stato il primo articolo dell’anno!

L’ultima hair-care e le scoperte dell’acqua calda!

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Questo è quanto signori! Ogni volta la scelta si fa più ardua, ma sono abbastanza sicura di aver premiato proprio il meglio! Ci vediamo il prossimo anno per un nuovo fiume di parole, tanti prodotti, inci, fisse, passioni… se avrete ancora la bontà, la pazienza e la voglia di leggermi (…ma c’è ancora qualcuno che legge i blog?!)…

L.

Manola. Ma soprattutto Ortensia e Anemone

Questa è la storia delle gemelle più improbabili che si possano immaginare. Non sono semplicemente “diverse”, no: sono completamente, assolutamente, straordinariamente opposte sotto qualsiasi punto di vista. E lo saranno per tutta la vita, anche quando, curiosamente, i loro ruoli e modi di essere si invertiranno.

Faranno visita a Manola, una cartomante, e si racconteranno. Le confideranno ogni più piccolo segreto, ogni successo, ogni fallimento. Qualsiasi cosa accada loro, l’amore, l’abbandono, la malattia, la rivincita, e questo per sempre.

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Ortensia. “Guardi la treccia dei miei capelli, si accompagna meravigliosamente al mio stile crepuscolare, come un’abbadessa al suo convento. Non l’ho mai scorciata. Io, Manola, non butto via niente di me. Ogni cosa, anche la più logora, conserva dentro di sé un sussurro che non posso permettermi di smarrire. La treccia è la mia miccia. Sovente vedo qualche fiammella sprigionarsi oltre l’arco della fronte, mentre la treccia, lentamente, si solleva in aria. Forse un giorno finalmente mi condurrà con sé. Il mio corpo si sgretolerà in un pulviscolo magnetico, e io sarò ovunque.”

Anemone. “Il futuro non lo so cos’è. Di sicuro dura poco, come tutto. Ogni volta che mi cade sul collo una preoccupazione, io penso subito che comunque finirà, e che presto arriverà un altro presente bello pulito. Allora mi siedo ad aspettarlo, ed evito inutili sofferenze. Tanto, Manola, si sopravvive sempre e comunque, e tutti si consolano. Io sono una persona contenta, ho un bel sole sopra di me, e un paio di mutandine di lurex luccicante sotto di me. E questo mi basta.”

…e Manola?

“Orty, pensi che potremo tornare indietro?”

“Non lo so, chiedilo a Manola…”

“Non serve” ha detto mia sorella, “tanto non ci ha mai risposto.”

Una valanga di aneddoti, il desiderio di raccontarsi, di dichiarare a voce alta le nostre paure, i mostri che popolano la vita di ognuno di noi, non per avere approvazione, ascolto o consiglio (tanto che Manola non proferisce parola) ma, probabilmente, come antidoto alla solitudine, all’incomprensione e all’incomunicabilità. Il tutto nel puro stile tagliente ed esplicito della Mazzantini. Ma soprattutto (e inspiegabilmente, per quanto mi riguarda) grottesco come se la vita, quella vera e reale di ognuno di noi, in fondo, non lo fosse già a sufficienza.

L.

WP_20181125_15_36_34_Pro“Manola”
M. Mazzantini
edito da Mondadori,
249 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!