“…e fuori, ovunque, è solo Novembre.”

<<Il fatto è che la magia di una nuova conoscenza non dura mai abbastanza. Alla fine vogliamo sempre chi non possiamo avere. Sono quelli che abbiamo perso o che non hanno mai saputo della nostra esistenza a lasciare il segno. Gli altri ne sono solo una misera eco>>

E’ tempo di tornare ad incrociare Elio, Oliver e Samuel, amatissimi e mai dimenticati, gettando uno sguardo fugace sulle loro vite, anni dopo quella calda estate in Riviera.

<<Il destino agisce in avanti, all’indietro e in diagonale, e non gliene importa niente del fatto che noi analizziamo il suo operato applicando il nostro senso misero e inaffidabile del prima e del dopo.>>

Le cose cambiano, com’è giusto che sia, ma possono cambiare ancora, in meglio talvolta, e inaspettatamente..

<<Sai, dopo tutto la vita non è poi così originale. Usa metodi misteriosi per ricordarci che, perfino in assenza di Dio, si nota un’aura di splendore retrospettivo nel modo in cui il fato gioca le sue carte. Non ce ne consegna cinquantadue, ma solo quattro o cinque, diciamo, che alla fine risultano essere le stesse che già avevano giocato i nostri genitori e nonni e bisnonni. Sono piuttosto logore e sgualcite, infatti. Inoltre, la scelta delle combinazioni è limitata: a un certo punto le carte si ripeteranno, di rado nello stesso ordine, ma pur sempre secondo uno schema che ci risulta sinistramente familiare. A volte la vita di qualcuno finisce ancor prima che possa giocare l’ultima.>>

***

Forse sarebbe meglio lasciare i personaggi ai finali aperti che ciascun lettore ha creato per loro? Quando si è amato un libro siamo sempre in grado di accettare la visione di uomini e donne che, seppur di fantasia, non possono sottrarsi al tempo che passa e alle regole della vita? Quanto a me, piace pensare al ragazzino Elio, con tutta la forza della sua passione adolescenziale, a Oliver l’irresistibile cauboi ma soprattutto a Samuel, una delle più belle e forti figure maschili, lì nella sua casa al mare, ancora lontano dalla fine.

<<Le temps d’apprendre à vivre il est déjà trop tard.>>

L.

“Cercami”
A. Aciman
edito da Guanda, pag.278
QUI la mia precedente lettura! Enjoy! 

“Ma a volte le cose cambiano”

Quattro donne, quattro “amiche”. Ma non pensiamo a quel genere di amicizia tanto in voga e che tanto piace raccontare, alla “Sex and the City”, per intenderci. No, amicizia nella variante più moderna e più comune, oggi. Quattro colleghe, donne che lavorano insieme e pertanto volenti o nolenti si trovano a dividere la loro quotidianità, perché ci sono dei giorni in cui parlare con qualcuno diventa un’esigenza assoluta ed una collega, perché no? Può diventare un’amica, all’occorrenza . Ma ciascuna ha la sua vita e la vive separatamente e indipendentemente dalle altre.

<<Ma allora non avevo ancora iniziato a perdere gli anni. Quando guardavo indietro, li trovavo sempre al loro posto, in bell’ordine, precisi e netti, schierati in fila indiana, come un esercito di soldatini giocattolo, erano tutti lì e prima di compiere ventidue anni ne avevo ventuno, e prima ancora venti, e prima ancora diciannove, era facile come imparare a contare sulle dita. Ora sto per compierne trentasette e cerco di non voltarmi mai indietro, perché non so troppo bene dove siano finiti i miei ultimi dieci anni, non capisco in quale buco ho perso i ventiquattro, per esempio, o dove mi sono spariti i ventisei, o cosa mi è successo quando ne ho compiuti ventinove, ma la verità è che non me li ricordo, non sono cosciente di averli vissuti, è come se il tempo divorasse se stesso, come se ogni giorno che passa mi rubasse un giorno già trascorso, come se gli anni si annullassero fra loro.>>

Ma, se è vero che una donna è complicata per definizione, una donna adulta lo è molto molto di più. Ognuna con il suo bagaglio di errori e amarezze, fa i conti con quel che si è fatto e quel che resta della propria vita e come meglio viverla e ricominciare, se possibile.

<<Sono sicura che non sarò mai come loro, ma ho smesso di sperare che il caso mi tratti molto meglio, e forse il problema è che la gente sfortunata finisce sempre per assomigliarsi.>>

Donne che amano, che tradiscono e vengono tradite. Donne indipendenti ma sole, forti nella loro debolezza.

<<Allora mi vennero le lacrime agli occhi e ricordai che io ero sempre stata felice, che ho quest’abitudine, e la speranza, la fiducia e addirittura la curiosità per un futuro che avevo creduto di seppellire nella stessa tomba con il mio amore perduto, ballarono di nuovo davanti ai miei occhi.>>

E così ti scopri a vivere un’ossessione come Rosa e ti rivedi nella solitudine di Marisa ma speri ancora in una svolta come accade ad Ana e in un’altra occasione come Fran…

<<Così sapevo che se mi lasciavo sfuggire quell’uomo, mi sarei preparata un futuro di completa solitudine, l’orizzonte che già intravedevo quando la fortuna aveva tirato per me dei dadi che sicuramente non mi toccavano, ed era uscito un tre. Avrei potuto avere un sei, ma la metà di sei è molto più di zero, e dormire da sola la notte è come non avere nulla, ma pur sapendo tutto questo non sapevo che fare della mia vita. Non avevo mai immaginato che cercare di essere felice potesse rivelarsi così difficile. Eppure questa fu l’unica cosa che feci per molto tempo, tentai di essere felice, di approfittare di quanto portava di buono quel tempo che passava in fretta e sembrava non passare mai…>>

***

<<Ma a volte le cose cambiano. Sembra impossibile, e incredibile, ma a volte capita.>> 

“Atlante di geografia umana”
Almudena Grandes
edito da Guanda,
438 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

“tana, rifugio, crocevia di esistenze”

<<Cerca di sembrare un po’ meno intelligente>> mi consiglia Lalla.

<<Devi fare la misteriosa>> dice Giovanni.

<<Un bel vestito ci vuole>> è il parere di Provvidenza.

<<E’ meglio se ti dici una preghiera>> suggerisce Ruggero.

Pregare è l’unica cosa che non faccio: sono bella, mi chiamo Olivares, possiedo una putìa… lo troverò uno spasimante.

***

Questa è la storia della famiglia Olivares, torrefattori e caffeomanti per tradizione e passione. Non solo: è anche la storia del caffè stesso e della sua evoluzione a cavallo tra la prima e la seconda metà del novecento. Ma soprattutto è la storia della Sicilia ai tempi della Grande Guerra, di morte e distruzione, di famiglie spezzate ma anche di ricostruzioni, speranze e ripartenze.

***

<<Le macerie formavano ovunque alti cumuli, dune di un deserto bizzarro. Il continuo passaggio della gente aveva scavato tra loro un viottolo irregolare, che “i sentieri si tracciano camminando”.>>

WP_20200518_12_29_48_Pro“La miscela segreta di casa Olivares”
G. Torregrossa
edito da Mondadori,
328 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

best of 2020!

Scrivere di questo 2020, sia pure in termini “cosmetici” è dura e confesso di non avere molta voglia di farlo. Sappiamo che è stato universalmente un anno devastante e mai come questa volta dovremmo sentirci sulla stessa barca (mal comune, mezzo gaudio?). Ma oltre al discorso pandemia che ha rivoluzionato le nostre vite e che non mi sembra il caso di affrontare qui, per me è stato veramente catastrofico per due o tre altre questioni che mi hanno privata della mia dote più grande: vedere il bicchiere mezzo pieno. Quel che c’è nel mio bicchiere è un po’ d’acqua stagnante che non mi va di mandar giù.

Ma per quanto sia giù e non mi vada di buttar due parole, questo è un appuntamento che non mi va di mancare…praticamente l’unico appuntamento fisso di questo blog derelitto! Orsù, dunque, facciamo un viaggio a ritroso di 12 mesi e vediamo un po’ cosa si è salvato di questo 2020…

CAPELLI

Categoria d’importanza fondamentale, devo riconoscere che il 2020 è stato magnanimo con la mia chioma problematica concedendomi 12 mesi di tregua (partono i debiti scongiuri). L’anno precedente tra la mia patologica caduta, la cura ormonale, l’intervento…praticamente avevo azzerato qualunque miglioria faticosamente raggiunta: la caduta dei capelli ha un impatto emotivo devastante. Quest’anno, sebbene non abbia mai mollato le mie cure e sia andata comunque ad un paio di controlli (più per scaramanzia che altro) e nonostante tutte le difficoltà di cui accennavo e che generalmente si ripercuotono sui capelli in primis, ho vissuto in uno stato di grazia: caduta sotto controllo e senza i temibili picchi. Prodotti buoni a bizzeffe: un po’ di sfortuna con gli shampoo e con lo styling, il prodotto che però mi sento indubbiamente di premiare tra quelli di cui abbiamo parlato è la LOZIONE STIMOLANTE CAPELLI TENDENTI A CADUTA ALLE FOGLIE D’OLIVO di MATERNATURA (QUI e QUI): un prodotto di grande formato rispetto alla media della categoria che, se usato con regolarità può davvero aiutare!

BIO SKIN-CARE

Anche qui, nessuna problematica da segnalare, nessun capriccio: la mia pelle si è comportata piuttosto bene, nonostante tutto! Negli ultimi tempi ho dovuto indossare costantemente la mascherina anche seduta alla scrivania in ufficio (nonostante un notevole distanziamento…perché non si sa mai) e questo inevitabilmente qualche noia me l’ha data, che vuoi farci? La mia skin care è stata piuttosto basica, tranne per quanto riguarda le maschere con cui mi sono ampiamente divertita a giocare e giocare! Ho svariati prodotti che mi sono piaciuti…in linea di massima quasi tutti…il CLEANSING 4 MULTI ACTION di PUROPHI per esempio se parliamo di detersione; il DAILY DEFENCE MOISTURE MIST di EVOLVE ORGANIC BEAUTY che ora ricordo di aver promesso di ricomprare e ancora non l’ho fatto; ma il cardine resta il siero, innegabile, e dunque il migliore di questo 2020 è, a mani basse, il LongeVity-C Serum di SETARE’: un prodotto non tra i più economici, ma neanche inavvicinabile (approfittando di qualche sconticino, meglio). Di sicuro vale i soldi spesi…e, credetemi, spesso non è poi così scontato!! Buono nella performance e piacevole nell’applicazione!

BODY CARE

Questa è sempre una categoria abbastanza nutrita, salvo quest’anno: pare che non abbia usato nulla o poco più sul corpo!! Garantisco che non è vero!! Ad ogni modo un vincitore c’è e ne sono sicurissima non solo per la scarsità di post tra cui scegliere, bensì perché è stato un trattamento degno di nota che mi ha fatto provare l’ebbrezza di un prima e dopo, merce rara!! Parliamo di cellulite, l’avrete capito. Ogni prodotto utilizzato è stato più o meno deludente, mi rendo conto che non potete saperlo perché praticamente non ne ho parlato se non sporadicamente su Instagram o FB (tranquilli, non vi chiederò di seguirmi): abbiate fede, i dettagli arriveranno (che si sappia, ho 12 post in coda da pubblicare)….non so quando, ma arriveranno! Tornando a noi, non posso non consigliare la celeberrima PHYSIOCUP! La conoscerete per forza e se vi risulta nuova, o volete sapere nel dettaglio la mia esperienza, cliccate QUI. Sono stata estremamente costante per mesi ed i risultati non si sono fatti attendere, lo dico con certezza e con l’onestà che mi contraddistingue (perché non ci guadagno nulla). L’investimento economico è irrisorio ed è ammortizzabile nei secoli perché fondamentalmente la coppetta è riutilizzabile forevA. L’olio da abbinare? Fate voi, non crediate di doverla adoperare solo con il suo olio, assolutamente no! Io, ad esempio, ho ottenuto i risultati migliori con un olio Eurospin, pensate un po’! Tuttavia vi esorto ad andarci piano perché, se è vero che i risultati ci sono e sono innegabili, è altrettanto vero che questa tipologia di massaggio stressa i capillari, purtroppo. Bisogna andarci caute, procedere per gradi…e avere l’intelligenza di stopparvi qualora notiate peggioramenti di sorta! Io mi sono messa in pausa di riflessione e la uso molto meno…ma quando la prendo, è sempre una gioia.

MAKE-UP NATURALE

Ecco, ora sono definitivamente in difficoltà! Il mio rapporto, già piuttosto conflittuale, con il make-up è andato sempre più deteriorandosi, fino a diventare praticamente inesistente. Ragion per cui…realizzo ora di non aver scritto praticamente niente!! La verità è che quel poco di trucco che mi piace indossare dev’essere invisibile o quasi…il minimo sindacale della base viso, ecco. Perché ti trucchi? Verrebbe da dire! Beh, perché è terapeutico e ancora fa la differenza, non tantissima, ma un po’ sì! Dunque vi ripropongo l’unico post (QUI) in cui viene menzionato il make-up, a testimonianza di quel che uso come tipologia di prodotti. Una storia a parte merita il sempre amatissimo rossetto rosso, unico irrinunciabile vezzo cosmetico! Piacere che l’uso continuativo della mascherina mi ha tolto (che senso ha? Senza contare il tenere a freno le sbavature…è veramente una mission impossible!) … l’anno prossimo qualcosa la dovrò scrivere, che diamine!! Se non altro per avere materiale utile per questo post 🙂

LETTURE

Per forza di cose, la lettura è stata la mia best friend dell’anno 2020! E non potrei esserne più felice! Naturalmente, che ve lo dico a fare, ho postato appena 5 recensioni ma di libri ne ho letti 16, molti dei quali anche belli! Paradossalmente non ho letto tanto in tempi di lockdown quanto in autunno, ma è pur vero che la mia vita è cambiata radicalmente nella seconda metà dell’anno. La lettura è un piacere che mi accompagna da oltre 20 anni, senza conoscere periodi di fermo. Ma quel che rimane della lettrice accanita di tanti anni fa è ben poco, purtroppo! Sono diventata estremamente lenta (e stanca)! Quest’anno è stata un po’ una rinascita anche se sono perfettamente cosciente che, recuperati ritmi e stili di vita di un tempo, tornerò ai miei scarsi numeri! Nessun buon proposito, perché tanto la lettura non la mollo….anche solo un paio di pagine a notte per poi addormentarsi col libro in faccia, la luce accesa e il torcicollo. Il migliore tra i 5 postati? Non è facile: ce n’è uno scarso, uno piacevole, uno bello ed un paio ….diversi, speciali. Credo che darò lo scettro a OGNI COSA E’ ILLUMINATA (QUI), di JONATHAN SAFRAN FOER. Una lettura a tratti paradossale, velata di una comicità sottilissima ma sempre intimista e profonda.

VIAGGI

Tasto dolente. A parte i viaggi di fantasia, quest’anno non ha concesso niente. Realizzo solo ora di non aver scritto una parola sulla mini fuga fatta a Firenze lo scorso agosto. Non è stata una scelta, bensì una reazione spontanea: probabilmente non l’ho considerato un viaggio a tutti gli effetti. E questo non per snobbare Firenze o l’Italia…ma perché non era dove avevo progettato di essere. L’ho vissuto farse come un ripiego perché avevo un biglietto aereo in tasca e un hotel prenotato da tutt’altra parte dove ci darebbe dovuta essere una persona ad attendermi. Poi tutto è andato a monte e mi sono ritrovata invariabilmente da sola a Firenze…e quindi….nada.

SCELTO DA VOI

L’articolo del 2020 che avete letto di più? Eccolo….ma non chiedetemi il perché…me lo domando anch’io!!

L.

Londra, ai tempi della Grande Guerra

<<La felicità è una cosa talmente fragile di questi tempi. E’ come se non ce ne fosse abbastanza per tutti.>>

<<Come se fosse razionata.>>

Helen sorrise. <<Sì, esattamente! E perciò sai, quando ne hai ottenuta un po’, che presto si esaurirà; e questo ti impedisce di godertela, perché sei troppo occupata a chiederti come ti sentirai quando non l’avrai più. Oppure cominci a pensare alla persona che ne è rimasta priva perché tu potessi avere la tua parte.>>

***

Londra all’indomani della Grande Guerra. Sulle macerie di case e di vite si cerca di ricostruire e di tornare alla normalità: iniziamo ad intravvedere alcune presenze, in apparenza a sé stanti. Kay, ad esempio, che dalla finestra della sua stanza vede i pazienti del dott. Leonard arrancare per strada, come il sig.Mundy e Duncan. Ma anche Vivian che lavora assieme ad Helen in un’agenzia di cuori solitari e la fidanzata di quest’ultima, la scrittrice Julia. Si ricomincia a vivere, uscire, lavorare…ma come lasciarsi dietro le spalle gli anni della guerra?

<<Quelle persone non sono morte, hanno commesso soltanto il piccolo errore di crederlo, potrebbe capitare a chiunque.>>

***

Bisogna fare un passo indietro, allora. E ci ritroviamo di colpo in mezzo ai bombardamenti, con l’oscuramento e i rifugi. Vite vissute furtivamente, brevi momenti di felicità, incontri inaspettati, scelte senza ritorno, che cambiano l’esistenza. E così, flashback dopo flashback, riusciamo a ricostruire fili e connessioni di queste vite, tutt’altro che separate.

<<Dicono che se c’è il tuo nome sopra, ti becca dovunque tu sia>> disse Duncan
[…]
Fraser incollò di nuovo il viso al vetro <<Mi piacerebbe pensare di avere una possibilità di cavarmela, ecco tutto…>>

***

L.

WP_20200430_10_46_27_Pro“Turno di notte”
S.Waters
edito da Tea,
414 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

“Le reliquie dell’amore”

La malinconica e sonnolenta provincia francese in autunno. Le grandi case signorili, le strade deserte e i caffè. Il narratore resterà anonimo, di lui si sa poco o niente: trentaquatrenne americano, trascorrerà l’inverno nella cittadina di Autun in casa di amici. Un universo di personaggi appena intravisti, spiati…

<<Claude era troppo opulenta per lui, forse, troppo vistosa. E’ sempre truccata con cura, i capelli che le scendono sulla fronte. Braccialetti su entrambi i polsi. Grossi anelli, uno sull’indice sinistro. Lo porta anche quando batte a macchina. Potrebbe avere ventotto anni, Claude, o ventinove. Quando cammina, mi lascia tramortito.>>

E poi Dean e Anne-Marie, tanto giovani e belli quanto imperfetti, carichi d’inquietudini, si trovano quasi per caso. Una storia d’amore che si consuma attraverso i resoconti voyeuristici del nostro narratore, mescolati ai racconti dello stesso Dean o a quanto egli crede sia successo. Di hotel in hotel, di città in città, senza soldi ma a bordo di una Delage, chissà di chi.

<<Ma ora sanno qualcosa l’uno dell’altra. C’è un fondo cui possono attingere insieme. Il loro incontro comincia ad avere un’essenza tutta sua che nessuno dei due può definire ma che li nutre entrambi, e gioiosamente, in un unico reciproco, altruistico rituale amoroso, che ciascuno arricchisce secondo le sue possibilità. E non importa quanto ciascuno porta via. E’ un fondo illimitato. Non può mai essere esaurito, ma solo dimenticato, anche se non ci crede mai nessuno.>>

I giorni diventano mesi, l’autunno lascia il passo all’estate, gli amori finiscono, le passioni bruciano e le vite si spengono.

<<Dopo, restano sdraiati a lungo in silenzio. Non c’è niente. La poesia è sparpagliata intorno a loro. I giorni sono caduti dappertutto, crollati come un castello di carte.>>

L.

“Un gioco e un passatempo”
J. Salter
edito da Guanda,
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

“baciami se hai coraggio”

<<Parce que c’était lui, parce que c’était moi>>

Elio, non ancora maggiorenne, figlio di un professore universitario. Una villa al mare, sempre ospiti a cena: cultura e apertura mentale alla loro tavola.

<<Io ero Glauco e lui Diomede. In nome di chissà quale oscuro culto maschile, gli stavo cedendo la mia armatura d’oro per la sua di bronzo>>

Oliver, ventiquattrenne ricercatore della Columbia (e che si era specializzato, tra tutti gli argomenti possibili, sui presocratici) approda alla villa e prende la stanza di Elio; aiuterà il professore a sbrigare piccoli lavoretti e corrispondenza, un libro in corso, fascino da vendere e modi spicci.

<<Chiudersi in se stessi può essere una cosa terribile quando ci tiene svegli di notte, e vedere che gli altri ci dimenticano prima di quanto vorremmo non è tanto meglio. Rinunciamo a tanto di noi per guarire più in fretta del dovuto, che finiamo in bancarotta a trent’anni, e ogni volta che ricominciamo con una persona nuova abbiamo meno da offrire. Ma non provare niente per non rischiare di provare qualcosa…che spreco!>>

Tutti se lo contendono, lui camicia svolazzante ed espadrillas, un costume diverso a seconda dell’umore. Il signor Ulliva, il cauboi, la muvi star. -Li aveva tutti in pugno- 

<<Una sola parola, uno sguardo, ed ero in paradiso. Dopo tutto, forse non era poi tanto difficile essere così felici. Non dovevo fare altro che trovare in me la fonte della felicità e non dipendere da altri per i successivi rifornimenti.>>

Un’estate nell’Italia degli anni 80, un libro che profuma di uova alla coque e succo d’albicocca, di salsedine e crema solare. Passioni nuove e sentimenti indecifrabili. E i silenzi, le incomprensioni, le attese e le speranze.

<<Se ti ricordi tutto, volevo dirgli, e se sei davvero come me, allora domani prima di partire o quando sei pronto per chiudere la portiera del taxi e hai già salutato gli altri e non c’è più nulla da dire in questa vita, allora, una volta soltanto, girati verso di me, anche per scherzo, o perché ci hai ripensato e, come avevi già fatto allora, guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo, e chiamami col tuo nome.>>

L.

WP_20200427_17_01_59_Pro“Chiamami col tuo nome”
A. Aciman
edito da Guanda,
271 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

“le frasi diventavano parole diventavano sospiri diventavano gemiti diventavano bramiti diventavano luce”

Questa è la strana storia del viaggio in Ucraina del giovane scrittore Jonathan, alla ricerca delle sue origini. Assieme a lui il team “Viaggi Tradizione”: il suo interprete Alexander (<<Alex?>>Io ho detto di sì. <<Sei il mio interprete, vero?>> Io gli ho chiesto di andare lento perché non capivo), il nonno cieco alla guida e l’imbarazzante cane Sammy Davis Junior Junior al seguito.

Intriso di una comicità esilarante come di riflessioni amare e potenti.

<<Ogni mattina si svegliava con il desiderio di far bene, di essere un uomo buono e avveduto: di essere – nella semplicità del suono e nell’impossibile realtà della parola – felice. E nel corso di ogni giornata il cuore gli calava dal petto nello stomaco. Al primo pomeriggio era oppresso dalla sensazione che niente fosse giusto o meglio niente fosse giusto per lui, e dal desiderio di essere solo. A sera era appagato: solo, nella illimitatezza del suo dolore; solo nella sua colpa senza scopo; solo, perfino nella sua solitudine. Non sono triste, io, si ripeteva tante volte. Non sono triste, come se un giorno potesse riuscire a convincersi. O a gabbare se stesso. O a convincere gli altri – peggio di essere triste è solo quando gli altri sanno che sei triste. Non sono triste. Non sono triste.>>

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E il racconto di Jonathan è un viaggio a ritroso nel tempo: la storia di suo nonno, la ricerca di Augustine che lo salvò dai Nazisti e più indietro fino alle origini dello stesso shtetl …

<<Non venivano mai proferite parole d’odio, né si alzavano mani. Ancor di più: non venivano mai proferite parole di rabbia, e nulla era negato. Ma ancor di più, non venivano mai proferite parole che non fossero d’amore, e tutto era portato come un ulteriore, piccolo elemento probatorio del fatto che così può essere, e non dev’essere altrimenti; se nel mondo non c’è amore faremo un altro mondo, e lo circonderemo di mura massicce e lo arrederemo con interni rossi e soffici, e gli forniremo un battaglio che suoni come un diamante caduto nel feltro di un gioielliere in modo che non lo sentiamo mai. Amami perché l’amore non esiste e io ho provato tutto ciò che esiste.>>

Fantasia Painting(80)

Indietro fino al giorno in cui il carro di Trachim sprofondò nel fiume e della piccola Brod che affiorò dalle sue acque e di Yankel che la prese con sé e dell’uomo di Kolki che la sposò.

Quel che resta di Trachimbrod oggi, per Jonathan, è tutto qui: storie straordinarie, di fantasia e amori e solitudini e passioni. Tante storie di tante vite, più la sua, quella di Alexander, suo nonno e Sammy Davis Junior Junior.

<<Quale sapore aveva la mela, Adamo?>>

 

WP_20200216_16_20_24_Pro“Ogni cosa è illuminata”
Jonathan Safran Foer
edito da Guanda,
327 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

“Ben presto cominciai ad amare…”

A partire da quel tenero, primo amore per la Regina di Cuori di un mazzo di carte, quando l’autore sentì nel sangue quella vampa di caldo, quella scottante puntura come tocco acceso carbone, che segnò poi sempre in me l’annunciazione di un amore

<<Quando, a me – che solitamente assistevo al cartaceo torneo seduto ad un angolo del tavoliere, rosicchiando libri e cioccolata – quella Maestà gentile apparve la prima volta sul verde prato di felpa col suo visoccio dalla paffuta bontà e col suo cor rosseggiante presso l’orecchio sinistro quasi a dire “agli altri in petto, a me fu posto in fronte”..>>  

Amori è questo: una carrellata di dolcezza e romanticismo d’altri tempi, il bisogno costante di essere amati e ricambiati, il cogliere messaggi d’amore in tutto ciò che ci circonda…

<<Bisognoso allora di un cuore che al mio si accompagnasse né decidendosi esso a venire a me dalla cappa del fumo o dal buco della serratura, lo trovai nell’orologio a pendolo del caminetto, un orologio napoleonico dal vibrato tic-tac. E il monotono monosillabico battito prese tosto modulazioni di lingua. Era una voce che mi diceva continuamente quanto io bramava di udire “ti amo, ti amo”. E da quell’ora non fui più solo.>>

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Amori celesti e terreni, reali e immaginari, fino a quando…

<<Una futura lontana lettrice era ne’ voti miei. Come poss’io desiderarla ancora e attenderla, or che mi leggi? Tutte infine le imagini di gentilezza e di generosità che ho sognato, le ritrovai, al mio risveglio, vedendoti. Il sogno tu sei, fatto corpo>>

Un romantico, un gentiluomo. Ed un sognatore.

Una lettura straordinaria.

L.

IMG_20191214_214313“Amori”
C. Dossi
edito da Otto/Novecento,
126 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

 

 

 

 

best of 2019!

Eccoci qui a tirare le cuoia….ops, le somme! Con la positività e l’entusiasmo nonché la gioia di vivere che mi contraddistinguono! Che dire? E’ stato di sicuro un anno non facile per queste pagine…che hanno pienamente rispecchiato quel che la vostra scribacchina ha vissuto fuori. Tempo tiranno, pochi momenti liberi da dividere tra le centinaia di cose che si vorrebbero fare….e di cui puntualmente non se ne fa nessuna. Per riuscire a mantenere in attività il caro bloggino, ho dovuto drasticamente ridurre la produzione postando ogni 15 gg e mi pare sia stato un buon compromesso. Oggi, pensando a quel che mi attende il prossimo anno,  la vedo ancor più dura. Ma ci proverò….e se non ci sentiamo più beh, ….non ci sono riuscita. Ma bando alle ciance e procediamo a redigere la consueta classifica di fine anno, con tanto di spumante e panettone al mio fianco!

CAPELLI

Non è stato un anno particolarmente fortunato in fatto di capelli. Non ho beccato nessun prodotto che mi abbia fatto innamorare né che possa ad onor del vero considerare un classico “mai più senza” o tutte quelle definizioni stereotipate sempre in voga, specie in post come questi. Nulla che sia stata un vera svolta della mia hair-care routine…senza parlare del fatto che, dopo una simpatica cura ormonale, una volta stoppata a seguito di un intervento, ho sofferto della più catastrofica perdita di capelli mai registrata (e lo dice una che è in cura dal 2012, non esattamente una novellina a digiuno della questione). Insomma, guai. Tuttavia, qualcosa di buono nell’arco di un anno intero vuoi che non ci sia stato?! Di sicuro la MASCHERA PER CAPELLI CON IDROLIZZATO DI SEMI DI MORINGA Ekos é stata una super top!! Ma non dobbiamo allontanarci di troppo per trovare altri validissimi balsami: insomma, il post-shampoo firmato Ekos é una garanzia!

Una Hair-Lover Routine

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BIO SKIN-CARE

Questa categoria era stata già assegnata da tempo: mesi e mesi fa già sapevo con estrema certezza che avrebbe trionfato su tutto quello già provato …e sui prodotti futuri. Non mi sono sbagliata, in effetti. Il GOLD INFUSION di Diego Dalla Palma é quanto di più vicino alla perfezione si possa desiderare per la propria skin care! Costa troppo? Li vale, non aggiungo altro. E con tutti gli sconti che offrono le varie profumerie non mancano le occasioni per accaparrarselo a prezzi scontati. Parliamo in termini “d’investimento”: per performance, risultati e piacevolezza di utilizzo non ha avuto eguali!!

E’ tutto oro quello che luccica

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BODY CARE

Nessun dubbio, anche in questo caso. Nell’istante in cui l’ho adoperato per la prima volta ho realizzato che sarebbe entrato nel mio cuore per molto a lungo! Di rado, lo sapete, acquisto due volte lo stesso prodotto, ma in questo caso non ho potuto farne a meno! Signore, se avete il lusso di una vasca da bagno e quello, ancor più grande, di potervi prendere un’oretta tutta per voi, dovete provare i SALI SUPERDRENANTI SLIM_ME BATH di VeraLab. Io conservo questo ricordo di me stessa esanime, con musica e tanto di sveglia puntata. Sapete che non sono solita lesinare momenti di relax e cerco spesso e volentieri di ritagliare un po’di tempo per me…di trattamenti ne ho fatti e ne farò, mi auguro, ma questi bagni….chi se li scorda?!

I migliori 4 bagni della storia

Modificate in Lumia Selfie

MAKE-UP NATURALE

Realizzo solo ora di non aver postato nulla, …ma proprio nulla in tutto l’arco dell’anno d’inerente al make-up, pietà di me!! Eppure qualcosa potrei menzionarla persino io, così palesemente disinteressata alla faccenda: il NEW AGE FILLER di Alkemilla, finché c’è stato, ha avuto il suo peso! Dico sul serio: un prodotto che, sebbene non facesse a mio avviso alcunché in fatto di piallaggio rughe, ha sempre invece fatto la differenza in quanto a durata e resa del make-up! Ho avuto modo di testarlo in condizioni davvero estreme: il caldo, in Puglia, non è mai un dettaglio trascurabile! Qualsiasi cipria abbia usato in combo con lui, successivamente non mi ha mai garantito neanche 1/3 della resa, se presa singolarmente. Un acquisto che mi propongo seriamente di rifare, specie quando si avvicinerà la bella stagione e la mia T-ZONE assumerà quell’inquietante lucentezza degna del peggior illuminante sulla piazza!!

Ogni mattina, uò uò…

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LETTURE

Diciamo che, anche sotto il punto di vista delle letture, non ho avuto una gran fortuna! Tutto il meglio si è concentrato alla fine dell’anno…e, con somma vergogna, non ho ancora avuto modo di recensirlo per cui la scelta si riduce ancor più drasticamente! Penso tuttavia di non sbagliare eleggendo IL CLUB DUMAS di Arturo Pérez-Reverte a miglior libro di questo 2019!! Non l’avete letto? Beh…fatelo!!

“E ciascuno ha il diavolo che si merita”

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VIAGGI

Durante l’anno che volge al termine -mancano ormai poche ore!! – ho avuto modo di regalarmi qualche trasfertina! E’ di sicuro stato un anno ricco di mostre bellissime, per vedere le quali mi sono spostata a Milano un paio di volte (rispettivamente per I Preraffaeliti e la Collezione Thannhauser a Palazzo Reale) e a Torino (“Vittorio Corcos, l’avventura dello sguardo” presso il Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto). Ma, sebbene siano state esperienze meravigliose come solo certe mostre sanno essere per una modesta appassionata d’arte, è sicuramente il mio viaggio estivo attraverso l’Inghilterra e il Galles a vincere a mani basse. Vivo di rendita, ancora oggi.

A walk in UK (da Londra a Cardiff in 10 scatti+1)

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SCELTO DA VOI…

Il post pubblicato nel 2019 che avete letto numerosissimi (e mi domando il perché…ma sono fatti vostri) è stato pubblicato nel lontano marzo ed ovviamente aveva come oggetto la sempre epica lotta a cellulite e adiposità! Il tutto la dice lunga sul target dei miei lettori…ed è per questo che vi amo!

liporidu…che?!

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Tante belle cose, ci si vede l’anno prossimo!

L.