operazione nostalgia: Vatika Oil

C’è stato un tempo in cui, se non usavi 3 cose in particolare sui tuoi capelli, non eri nessuno: olio di cocco, amla e gel d’aloe. Il trio per eccellenza, che avrebbe garantito ad ognuna di noi una fulgida chioma da srotolare all’occorrenza dalla cima di una torre.

Era il tempo degli albori del bio in Italia, di quando You Tube era un bel posto e si poteva imparare qualcosa, di quando eri disposta a fare un ordine a Kathmandu presso rivenditori sconosciuti pur di accaparrarti qualche rimedio della tradizione ayurvedica.
Io, che ve lo dico a fare, non mi sono fatta mancare niente e a suo tempo mi sono procacciata i fantastici 3, che i miei capelli non hanno dimostrato di apprezzare particolarmente (controcorrente, come al solito). In generale nel corso degli anni ho imparato che i miei ricci mal tollerano la maggior parte degli oli (olio di Bardana e pochi altri a parte) e l’olio di cocco non ha fatto eccezione; per quanto riguarda l’Amla, provata sotto ogni forma, non ha dato i risultati sperati e, probabilmente, l’unica eccezione è il gel d’Aloe, che ad oggi mi capita ancora di utilizzare, ma che non ho mai ritenuto indispensabile.
Tornando ai begli anni di massimo splendore di You Tube, c’era un prodotto che ebbe il suo periodo di grande popolarità, lanciato da una guru che ai tempi era ancora credibile: il Vatika Enriched Coconut Hair Oil.

Io naturalmente sempre pronta a lasciarmi incantare, ricordo di essermi messa subito sulle tracce dell’ennesimo oscuro oggetto del desiderio, inutilmente tuttavia. Lo stesso, infatti, veniva venduto solo da siti indiani o di qualche sperduto luogo dall’altra parte del mondo dove la gente cammina a testa in giù. Le spese di spedizione erano alte e persino io capii che, in fondo, non ne valeva la pena.

Anni dopo il Vatika Oil ha fatto la sua comparsa anche in un e-commerce italiano da me abitualmente frequentato e, quel desiderio insoddisfatto ritenuto oramai sopito da tempo, è tornato a galla con tutta la prepotenza di quel che non si è riuscito ad ottenere in passato e che probabilmente non vogliamo più, ma tant’è.

Uso abitualmente oli sui capelli? No. Mi serviva quest’olio? No. Lo volevo? Certo! Che diamine!

E fu così che anni dopo la preziosa boccetta fu tra le mie mani….

VATIKA NATURALS ENRICHED COCONUT HAIR OIL

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Partiamo col dire di cosa si tratta: il Vatika Oil è essenzialmente un olio di cocco arricchito da 7 powerful herbs (AMLA, HARAR/HARITAKI, BAHERA, NEEM, CENTELLA ASIATICA,KAPUR KACHRI, HENNE’), Lecitina, Latte, o.e. di Rosmarino e Limone. Pare che nel corso degli anni il suo inci abbia subito rimestamenti vari (in effetti in rete leggo la presenza di altri ingredienti, quali il BRAHMI, di cui oggi non c’è traccia), fino a raggiungere l’attuale composizione…per leggere la quale ho dovuto mettere gli occhiali…e ho detto tutto.

Quindi sarà il caso di partire proprio dall’infelicissimo pack. E’ una boccetta in plastica rivestita da un’etichetta “mobile” (dunque non attaccata alla confezione) sulla quale sono riportate tutte le info del caso, per carità, ma stampate in caratteri talmente piccoli che, se non disponete di vista bionica non riuscirete a leggere. Ripeto: io stessa sono qui seduta con gli occhiali e non è che sia proprio una talpa!

Come se non bastasse, la sfigata confezione ha un altrettanto sfigato tappo tondo a vite, con una seghettatura approssimativa che spesso non si avvita perfettamente: immaginate l’incubo di dover semplicemente richiudere la confezione con le mani bagnate o leggermente unte, tra tappo ballerino ed etichetta rotante! Decisamente cheap!

Quanto al prodotto è evidente che si tratti di un olio di spiccata ispirazione ayurvedica pensato per cute e capelli, per rafforzare, proteggere e riparare.

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Anzitutto il mio tempismo è stato, ancora una volta, completamente sbagliato: approcciare un olio di cocco in inverno quando è ovviamente solido, non è stata una furbata, diciamocelo (ricordo per le 3 o 4 persone al mondo che ancora non lo sapessero, che l’olio di cocco solidifica con temperature al di sotto dei 24-25°. Dunque se siete sotto la neve e il vostro olio di cocco è liquido, ponetevi delle domande. Alla stessa stregua, quando lo vedete solido sugli scaffali di un negozio e siete in inverno non commentate “Questo prodotto è andato sicuramente a male” perché poi DEVO intervenire, oh.)

Dunque se siete già con la testa sotto l’acqua e non vi siete ricordate di scaldarlo prima…addio. A mio avviso infatti non è un prodotto che ho ritenuto semplice da usare, non perché ci voglia chissà quanto a scaldarlo, ma solo perché dovevo proprio ricordarmene appositamente, cosa un po’ difficile specie se non avete l’abitudine a fare impacchi.

Diciamo che, quando me ne ricordavo, tutto è filato liscio! Lo mettevo in un recipiente pieno di acqua calda e poi lo distribuivo su tutta la chioma, già districata (quest’abitudine di pettinare i capelli asciutti prima del lavaggio va avanti felicemente ancora oggi! QUI): la sensazione dell’olio caldo unita al suo buon odore era sempre straordinariamente confortevole e rilassante. A tal proposito, il profumo è aggiunto ma piuttosto “credibile”: una versione un po’ affumicata di cocco, probabilmente dovuta anche alla presenza delle varie erbe ayurvediche, chi lo sa! Ad ogni modo non persiste particolarmente sui capelli se non nell’immediato.

Io l’ho usato in 2 modi: come impacco e come leave-in. Di sicuro l’impacco, che poi sarebbe anche la destinazione d’uso propria di questo prodotto, ha il suo perché. La differenza tra il farlo o no effettivamente c’è. Il Vatika Oil si lava bene e senza fatica in primis, non lascia residui di unto e non compromette né volume né definizione del riccio, anzi! Inoltre i capelli sono estremamente lucidi e morbidi e nettamente meno annodati al lavaggio successivo. Per quanto riguarda la mia cute sempre troppo stizzosa, a questo giro non ha fiatato: si è fatta docilmente sottomettere al mio volere, una volta tanto, senza scatenare reazioni di alcun tipo.

Ma…. c’è un MA. L’utilizzo degli oli, è risaputo, accorcia la vita delle tinte per capelli, a maggior ragione se le stesse sono per così dire naturali (QUI).  Io non vado in paranoia per qualche capello bianco che spunta, ma se mi prendo la briga di fare una tinta…beh, vorrei che durasse il più possibile!! Ed è per questo che, a malincuore, ho ripiegato sull’uso N.2, il leave-in che è (quasi) sempre cosa buona e giusta.

Capelli lavati, tamponati, poche gocce distribuite sulle lunghezze e plopping as usual. A differenza della quasi totalità dell’universo femminile che venera l’olio di cocco sui capelli, io non ne sono mai stata una grande fan, l’ho detto. Non ha mai dimostrato una particolare empatia con i miei riccioli e anche in questo caso devo essere sempre moderata rispetto alla quantità utilizzata perché l’effetto unto/moscio/Soul Glo è veramente dietro l’angolo. Se, invece, non vi lasciate prendere la mano, può rivelarsi un discreto prodotto.

Ma il vero, grande contro è la presenza in formula del BHT, altrimenti noto come butil idrossi toluene. E’ un antiossidante sintetico, che viene utilizzato anche per preservare dall’irrancidimento ma che potrebbe essere tranquillamente sostituito con un sacco di altre alternative naturali. Di buono c’è che in formula è praticamente alla fine dell’inci (infatti generalmente viene impiegato in quantità minime)…ma di fatto mi domando perché sia stato adoperato, pur non essendo il Vatika Oil un prodotto con particolari ambizioni naturali (preciso che, ovviamente, non gode di alcuna certificazione).

Sulla scorta di quanto detto, posso oggi affermare in sostanza di essermi tolta lo sfizio.  Non è un prodotto malvagio, e conto di finirlo nel corso dell’estate, quando è facilmente fruibile… confesso che mi farebbe realmente piacere usarlo proprio come impacco, magari quando la tinta è già bella che andata ed ho in programma di rifarla a breve! Potrebbe essere un compromesso accettabile!

Per il resto questo episodio mi ha insegnato che…

…i miei capelli e l’olio di cocco non sono un matrimonio felice…

…gli e-commerce non fanno più una severa cernita dei prodotti a monte e passano un po’ tutto, purché ci sia scritto naturals da qualche parte …

…i desideri irrealizzati spesso hanno valore solo nella nostra fantasia in quanto tali e magari sarebbe meglio lasciarceli alle spalle…

L.

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3 commenti su “operazione nostalgia: Vatika Oil

  1. Paradossalmente al suo articolo, amo l’olio di cocco ed anche io ho i capelli ricci e secchi, l’ho comprato ad un grande ipermercato in soluzione liquida, poco a che fare con il bio, ma mi trovo bene e aumenta a dismisura la crescita dei capelli.

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