brevi letture da notti insonni

Siete a letto, è notte. Potrebbero essere le 2 o le 3, fa lo stesso: è troppo presto per alzarsi e vorreste dormire, davvero, perché la stanchezza è tanta. Ma se il sonno non arriva, l’unica soluzione è accendere la luce, andare di sotto e scegliere un libro, piccolo, che possiate iniziare e finire in una notte, o anche il giorno dopo se poi il sonno dovesse all’improvviso cogliervi nel mezzo della lettura….

JEAN-PIERRE VERNANT “C’era una volta Ulisse”

Einaudi, €9,50

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I miti greci come si potrebbero raccontare ad un bambino. Ulisse, ma anche Perseo e Medusa: niente che non si sappia già, ma c’è sempre una buona ragione per rileggerli, ancora e ancora. Qualche episodio raccontato in maniera semplicissima e divertente: ma non oltre una notte!

<<…Ulisse ritorna, e in capo a vent’anni, in un certo senso per la memoria di Ulisse, per la sua fedeltà, per quella di Penelope e per il canto del poeta, il tempo viene abolito e Ulisse e Penelope si ritrovano come erano quando si sono sposati, lui di vent’anni, lei di quindici, tanto tempo prima. E Atena rende più lunga la notte, impedendo al sole di levarsi perché quella in cui si ritrovano, lei, Penelope e lui, l’Ulisse dell’astuzia, dell’intelligenza e della fedeltà, sia la più lunga notte coniugale che possa mai essere sognata.>>

“Gustav KLIMT LETTERE E TESTIMONIANZE”

Abscondita, €12,50

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Per chi ama Klimt, come me, questa preziosa raccolta è un’occasione imperdibile per entrare in punta di piedi nella vita del grande maestro, guidati dalla viva voce di lui e di chi l’ha conosciuto: le sue donne, i viaggi, le questioni economiche, le delusioni.  L’uomo, oltre che il genio..

<<So dipingere e disegnare. Lo penso io e lo dicono anche gli altri, ma non sono sicuro che sia vero. Di sicuro so soltanto due cose:

1. non ho mai dipinto un autoritratto. La mia persona come soggetto di un quadro non mi interessa. Mi interessano gli altri, soprattutto le donne, e più ancora le altre forme. Credo che in me non ci sia niente di particolare da vedere. Sono un pittore che dipinge tutti i giorni, dalla mattina alla sera: figure, paesaggi e, più raramente, ritratti.

2.Non valgo molto con le parole, non sono capace di parlare e di scrivere, soprattutto se devo dire qualcosa di me o del mio lavoro. Anche se devo scrivere una semplice lettera mi prende l’angoscia, come se avessi la nausea. Bisognerà dunque rinunciare a un mio autoritratto, artistico e letterario. Non sarà una grande perdita: chi vuole sapere qualcosa di me come artista (che è l’unica cosa che valga la pena di conoscere) deve guardare attentamente i miei quadri. Solo così potrà capire chi sono e cosa voglio.>>

L.

 

Altre letture consigliate…

 

QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

 

 

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