Lo psicologo e la ballerina

<<Ho imparato che un’amicizia profonda, gratificante, è un’iniziativa che mal si presta a essere intrapresa tardivamente, come la danza o l’informatica>>

Protagonisti di questo romanzo sono “lo psicologo”, un uomo solitario di mezz’età e “la paziente delle quattro”, una conturbante e problematica spogliarellista. Con questi presupposti ritenevo potesse trattarsi di una di quelle storie in cui il confine tra un sano rapporto professionale e un coinvolgimento personale si fa via via più sottile e incerto e labile.

<<Sono passati tanti anni, dice lei, ci conosciamo ancora? E poi, si può davvero conoscere una persona?>>

In realtà il libro si divide tra le lezioni universitarie dello psicologo, la sua complicata relazione con Nina e la terapia della “paziente delle quattro”, che di tutti e tre è paradossalmente l’aspetto più marginale.

<<E come Freud notò fin dall’inizio, in questa vita dobbiamo vedercela con un numero sufficiente di sofferenze reali, non c’è nessun bisogno di inventarne altre>>

E se le lezioni risultano interessanti e quasi terapeutiche anche per il lettore (con alcuni brani da sottolineare…ammesso che concepissi il sottolineare i libri), se la relazione con Nina non è nulla di particolarmente intrigante, è proprio “la paziente delle quattro” a non riservare nessuna sorpresa: infanzia difficile, solita storia trita e ritrita di abusi, solita figlia di cui ottenere l’affidamento….insomma: niente d’imperdibile, ma comunque ben scritto e scorrevole.

<<Lui si sporge a guardarle il tatuaggio. Lo indica e legge la scritta che lo sovrasta: NIENTE PAURA.

Niente paura dice sottovoce.

E’ un regalo del mio ragazzo, spiega lei.

Ha intenzioni serie?

Lei scuote il capo: mi ha piantata.

E il tatuaggio? chiede lui indicando la spalla.

Cosa c’entra? Fa lei.

Non le ricorda quel bastardo?

Lei tace per un attimo, poi scuote di nuovo la testa: mi ricorda di me innamorata.>>

wp_20160829_13_48_14_pro“La paziente delle quattro”,
N. Shpancer, edito da Ponte alle Grazie, 243 pag., prezzo di copertina €16,80
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

 

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2 commenti su “Lo psicologo e la ballerina

  1. Cara MIRTA ❤️ Tra i milioni di buoni propositi che ho in programma, c’è anche quello di allontanarmi un po’ dagli esistenzialisti e buttarmi su altre letture, leggo solo libri di gente morta e sepolta, uniti da un disincanto che mi conforta perché mi ci rivedo, tentativi continui di spiegare le cose per renderle più sopportabili, e capirai bene che per una razionale come me, sono vita, eppure so che esistono milioni di scrittori contemporanei ignorati, snobbati non sempre giustamente, leggerò di altre tue recensioni sul genere, chissà che non trovo ispirazione. Ahhh come la paziente delle quattro, credo anche io che soffermarsi sul bello sia terapeutico, tanto è solo una questione di interpretazione, su tutto.

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    • Carissima Fra, non siamo noi a scegliere il libro, ma il libro che sceglie noi! e se i tuoi esistenzialisti morti e sepolti ti gratificano….perché no? sono d’accordo con te però su un punto: c’è così tanto da leggere che soffermarsi solo su un genere ci priva di molte esperienze…anche se, ripeto, non possiamo farci niente! io non potrei mai leggere un libro che non m’ispirasse, non ce la faccio!! e il cambiamento, se avviene, è spontaneo ❤

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