Il poeta della città

Dalla quarta di copertina:

<<Se l’Egitto corrispondeva a una melodia di basso, Parigi era una partitura d’orchestra completa, una città che risplendeva della gioia di un déjà vu rivisto e corretto. Come sant’Agostino quando ripensava ai giorni in cui ancora non amava Dio, chiedendosi stupito come mai non l’avesse scoperto prima, anche io mi domandavo: perché non sono nato qui, perché non posso vivere qui, verrà mai il giorno in cui mi sarà concesso, perché sono arrivato qui quando ormai mi sembra troppo tardi?>>

Ho scoperto Aciman anni fa, con la lettura di “Ultima notte ad Alessandria”, bellissimo e struggente, unico libro a detenere il primato di essere stato finito e ricominciato la stessa sera.

“Città d’ombra” invece è un memoir costituito da alcuni brevi aneddoti aventi tutti come comune denominatore l’impossibilità dell’esule di sentirsi a casa in qualunque luogo: il rapporto di amore/odio con la sua Alessandria, gli anni bui in un angusto quartiere di Roma, le feste comandate nella meravigliosa Parigi. E poi l’abbagliante New York, Barcellona, e ancora Alessandria. Vivere in un angolo della Terra e struggersi al pensiero di una città; raggiungerla e desiderare di non essere mai partiti. Perché ciò che si rivedrà non sarà mai all’altezza del ricordo idealizzato del medesimo luogo.

L.

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“Città d’ombra”, A. Aciman, edito da Guanda, 264 pag., prezzo di copertina €18,00
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

 

 

 

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