Il piacere/dovere di struccarsi

Capita in genere a fine anno, con il fiorire dei tipici post “…i buoni propositi per l’anno nuovo…” & co. Parliamo di beauty blogger o canali YouTube dedicati alla bellezza, non solo naturale. Tra i buoni propositi spesso capita di leggere/sentire “struccarmi tutte le sere” ed io, credetemi, non posso far altro che domandarmi: “Beauty guru? Stiamo freschi“. Penso che non finirò mai di stupirmi di come spesso, quelle che io ritenga a ragion veduta abitudini imprescindibili e date per scontate, non lo siano per molte altre persone. Ma in questo caso, perdonatemi, posso affermare che l’atto di eliminare il make-up prima di andare a dormire E’ in ogni caso un dovere. Non può esistere alla lunga una pelle bella e sana sotto tonnellate di trucco, sulle quali si applicherà nuovo trucco e così via, fino ad un bel giorno in cui la sopracitata beauty guru della situazione avrà 10 minuti per struccarsi. Poi è sicuramente vero che molte di loro probabilmente vantano una pelle inspiegabilmente più bella della mia, ma questo fa parte delle grandi ingiustizie della vita, capitolo a parte.

Struccarsi, oltre che un atto dovuto, è a mio avviso un rituale di bellezza irrinunciabile in quanto a piacevolezza. Rientrare a casa alle 20 o alle 22,30 per me non fa differenza: sono sicuramente stanca, la giornata di lavoro è stata pesante, lunga ed il primo step per ristorare mente, spirito e corpo è eliminare il make-up. Pochi minuti, pochi gesti per lavare via simbolicamente lo stress, le tensioni e le, a volte, lunghissime ore della giornata appena trascorsa.

Entrando nel merito, in molte credono in una detersione profonda, altre in una più dolce e delicata, e penso che tutte a modo loro abbiano ragione poiché ognuna conosce la sua pelle e sa bene (o crede di sapere) cos’è giusto e cosa funziona meglio per sé: io, curiosa come sempre, le ho provate entrambe ed ho scelto quella che ad oggi mi sembra un buon compromesso!

Come già in passato mi è capitato di dire almeno in un paio di post (QUI, QUI per esempio), da anni la mia abitudine N.1 non è ancora cambiata: anzitutto rimuovo la maggior parte del trucco con una salviettina: è simpatico dire “la maggior parte del trucco” perché, considerata la quantità del mio trucco e la sua natura beh, è un po’ come dire “la quasi totalità”! Successivamente….

SO’BIO étic_HYDRA ALOE VERA Lait démaquillant hydratant

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Acquistato da Auchan per poco meno di 10€, prezzo molto interessante considerato il grande formato (500ml) e tutto sommato la buona qualità del marchio! Un latte fluido e ricco al tempo stesso, dal buon profumo. A viso inumidito, lo massaggio con le mani indugiando anche qualche minuto in più del necessario; successivamente, con il mio “disco esfoliante” di Sephora, procedo ad un ulteriore massaggio: lo amo, è delicato ed igienico (essendo in silicone, i suoi dentini sono morbidi e non graffiano, inoltre non si rischia di sviluppare muffe, come con altro genere di spazzole/spugne/pannetti molto in voga al momento). Insisto nella zona T oppure sulle sopracciglia, che richiedono una detergenza un po’ più mirata. Dopo di che risciacquo con abbondante acqua: pelle pulita, morbida, fresca! Degni di nota in formula, l’olio di semi di Girasole e Aloe Vera, naturalmente. Certificato ECOCERT, il 99% degli ingredienti sono di origine naturale e il 10% provengono da agricoltura biologica! n.b.: l’etichetta in italiano riporta un fantomatico “latte di Fico bio” che in inci non trovo…mah, mistero!

SO’BIO étic_Précieux Argan Eau Micellaire Anti-Age

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Sempre Auchan, sempre 500 ml e sempre 10€ circa, ma questa volta parliamo di un’acqua micellare; o meglio: la mia prima acqua micellare, ebbene sì. La mia passione per le texture ricche e cremose non risparmia gli struccanti ed in generale non sono mai stata particolarmente attratta da questa tipologia di prodotto. Capirete bene tuttavia che non potevo esimermi dall’acquistarla, e vederla lì tutta sola all’ultimo scaffale dell’Auchan ad “altezza piedi”, mi ha intenerita. Probabilmente a questo punto credo che sia inevitabile una precisazione prima di continuare: il mio make-up è costituito da una base viso leggera (cipria, terra, blush e illuminante), mascara per sopracciglia (must have!!) e trucco labbra; nessun fondo, nessun correttore, zero trucco occhi. Per cui ovviamente le performances di uno struccante vanno contestualizzate in base alle abitudini di ognuna. Per le mie esigenze e considerato l’uso preliminare della solita salviettina beh, quest’acqua micellare è funzionale e più che soddisfacente! Il pad in silicone a questo giro viene sostituito con un classico dischetto struccante in cotone ben imbevuto di prodotto: ha un buon profumo di fiori d’arancio ed elimina gli ultimi residui di trucco! Le sue caratteristiche anti-age lasciano un po’ il tempo che trovano, come del resto capita con ogni prodotto a risciacquo: già, perché il mio ultimo step rimane sempre e comunque un’abbondate lavata del viso con sola acqua! Ciò non toglie che i suoi ingredienti possano comunque farci felici, sia chiaro: idrolato di camomilla, estratto di Argan, acido ialuronico! Certificato ECOCERT, il 99% degli ingredienti sono di origine naturale, di cui l’11% da agricoltura biologica!

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I PROVENZALI_Latte Viso Detergente all’olio di Rosa Mosqueta

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Nell’ultimo anno penso di averlo acquistato almeno due o tre volte: parliamo di un prodotto low cost, reperibile oramai un po’ ovunque. Questo di sicuro gioca un ruolo molto importante, perché all’occorrenza basterà fare un salto all’ipermercato più vicino o all’ormai famosissimo Acqua & Sapone accanto all’ufficio per prenderne una confezione al volo! Ma non solo: l’ho trovato gradevole ed efficace! E’ un latte ben più corposo del So’Bio, dunque molto adatto al massaggio: anche su viso bagnato non cola e permette di spenderci qualche minuto in più in tutto relax! Il suo profumo poi, che in molte hanno giudicato troppo artificiale, a me piace (le più vetuste tra voi ricorderanno la collezione “Fiorilù” di Pupa, di cui ho abusato ai tempi dell’adolescenza e che oggi un po’ ritrovo in questo latte!). Operazioni-nostalgia a parte, in formula troviamo un simpatico idrolato d’Orzo, burro di Karité, olio di Rosa Mosqueta, Vitamina E, olio di semi di Girasole; certificato CCPB e Leaping Bunny contiene il 99,92% di ingredienti di origine naturale, di cui il 98,04% biologici! Niente male, vero?

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MATERNATURA_Gel Detergente Viso Purificante con Fiori di Limone

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Detergere il viso tuttavia non è prassi da farsi solo per eliminare il make-up! E’ buona abitudine lavare via tutta quella sporcizia che si accumula sul viso nell’arco della giornata anche quando non siamo truccate: sebo, sudore, smog, per non parlare delle innumerevoli volte in cui ci tocchiamo il viso! Molti usano un gel detergente dopo il latte o l’acqua micellare, ma per le mie esigenze sarebbe troppo. Questo bel gel di MaterNatura infatti l’ho usato alla sera qualora non mi fossi truccata affatto oppure al mattino: indubbiamente parliamo di un prodotto ricco e di qualità: o.e. ed estratto di Limone tanto per cominciare, o.e. ed estratto di fiori d’Arancio, Fiordaliso, Melissa, Vitamina E! Un gel mediamente denso dal fresco profumo agrumato, deterge il viso in assoluta delicatezza e lo lascia pulito, luminoso senza seccare la pelle! A me ha ricordato un po’ il detergente viso di Bionova, un altro mio grande favorito della routine estiva della scorsa estate, che si rivelò completamente indovinata e funzionale (QUI)! Certificato VeganOK e AIAB, ha inoltre un pack molto valido (oltre che delizioso!)che vi consentirà di erogare la giusta quantità di prodotto senza sprechi!

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ALKEMILLA_Tonico

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E infine, dopo ogni detersione che si rispetti, un buon tonico non potrà mai mancare! Spesso mi ritrovo ad usare idrolati o acque termali, specie in estate, ma non manco di inserire non appena possibile anche un “classico” tonico ed in particolare questo di Alkemilla è stata la perfetta conclusione della mia routine serale prima che scoppiasse il caldo! L’ho amato dalla prima goccia all’ultima: ottimo profumo di Rosa, consistenza inaspettatamente densa per essere un tonico, cosa che permette di ottimizzarne l ‘uso! Versato sul classico dischetto in cotone, non viene assorbito immediatamente come ci si aspetterebbe da qualsiasi prodotto liquido, permettendo così di poterlo distribuire sul viso agevolmente senza l’inevitabile spreco (normalmente la maggior parte del tonico resta intrappolata nel cotoncino stesso e dunque inservibile)! Acqua di Rosa Damascena, succo d’Aloe, estratti di Calendula, Fiordaliso, Eucalipto e Menta Piperita: una pelle normale/mista non necessita davvero di niente altro dopo o almeno per me è andata esattamente così;  nessuna crema prima di andare a letto e al mattino….pelle da favola!! L’Alcool è piuttosto in alto nell’inci, ma io non l’ho minimamente avvertito! Certificato ICEA Eco Bio Cosmesi, Leaping Bunny, VeganOK, Nickel, Cromo e Cobalto Tested! Ottimo!

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Che voi usiate un gel o una mousse, un’acqua micellare o un lette detergente, un sapone o una salviettina non importa! Cercate il prodotto che sia più adatto alle vostre esigenze in fatto di pelle e di tipologia di make-up, ma anche piacevole da usare e che vi regali qualche minuto di benessere, che non è mai abbasta. Se struccarvi vi pesa così tanto, createvi un rituale: musica, candele e la vostra sfilza di prodotti preferiti contribuiranno a trasformare quello che rimane un dovere.. in completo e assoluto piacere!

L.

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Precauzioni cosmetiche da stadio #2 ALL BLACKS EDITION

12 novembre. Stadio Olimpico. Test Match. Italia vs Nuova Zelanda.
Da quando sono trapelate le prime indiscrezioni in merito a questa partita, e parliamo della scorsa primavera, non ho avuto pace. Sono stata il terrore di ogni operatore di call-center, di ogni omino del customer care, di Ticket One, dell’Olimpico, della FIR e pure dell’ATAC. 
Infine il biglietto è stato comprato, i mesi sono passati e il grande giorno è arrivato.
Il fatto che io stessi per vedere dal vivo la squadra più forte al mondo (sebbene con la delusione di non poter ammirare Dan Carter e Kieran Read) non mi sollevava dalla spinosa questione hands care.
 
La giornata era splendida, ma la temperatura progressivamente in calo. In mio aiuto sono venuti gli onnipresenti guantini “a mezzo dito”, al loro debutto di stagione, ed una piccola crema mani, souvenir di Berlino...
 
ALVERDE_HANDCREME CALENDULA

 

Appena calpestato il suolo tedesco e nonostante non facesse affatto freddo, ho sentenziato che avevo urgentemente bisogno di una crema mani senza la quale la mia vacanza sarebbe stata irrimediabilmente compromessa. Il mio hotel era praticamente in Alexanderplatz dove casualmente si trovava un DM che ho frequentato regolarmente durante la mia permanenza Berlinese. Da quella prima incursione proviene appunto questa piccola cremina (25 ml) che poi ho previdentemente messo da parte proprio per questa occasione.
Il suo pack innanzitutto è ideale, in quanto a forma e minimo ingombro, ma con una quantità di prodotto interessante. Solo il tappo a vite si rivela il suo punto debole poiché potrebbe facilmente cadere nello svitare e avvitare. Il prodotto in se mi ha soddisfatta: non è unta ma al tempo stesso non si assorbe completamente molto in fretta nonostante l’alcool così in alto (il che sarebbe l’opzione migliore specie per una crema out-door…ancor di più per una “da stadio”). Il suo odore, dato da parfum derivante da o.e., è delicato e molto lieve, tipico dei prodotti alla calendula. Indicata per tutti i tipi di pelle in effetti potrebbe non essere sufficiente per i mesi a venire, ma per quest’occasione si è rivelata ideale! Uno di quei prodotti da portarsi sempre dietro, stadio incluso!
 
ALKEMILLA_GEL IGIENIZZANTE

 

L’altro amico che mi ha accompagnata a Berlino come a Roma è stato il Gel Igienizzante Alkemilla, prodotto che non dovrebbe mancare nella borsa di ogni donna quotidianamente, specie se passate molto tempo fuori casa! Se poi, come me, avete la tendenza a raccogliere foglie da terra piuttosto che accarezzare qualche gatto lungo il tragitto, vi tornerà particolarmente utile! E non solo quando sgranocchierete tra gli spalti dell’Olimpico i vostri Pavesini al cacao (lo so, non è una merenda molto adatta alla circostanza…ma i miei vicini mangiavano yogurt, quindi!…) perché molto spesso si associa il gesto di igienizzare le mani al solo concetto di mangiare. Sarà invece utile avere le mani pulite quando le porterete al viso guardando sognanti l’Haka, o quando le passerete sugli occhi in un gesto sconfortato dopo aver preso la prima META (di una lunga serie…) o ancora vi coprirete la bocca durante il piccolo miracolo di Tommaso Boni…
Il pack è solido e compatto, il gel denso: insomma, tutto a portata di stadio. Naturalmente essendo a base alcolica asciuga in fretta ma senza seccare la pelle, anzi!! Lo trovo stranamente idratante e confortevole…sarà la glicerina?! Il suo profumo delicato e fresco mi ha completamente conquistata! 
Dunque mani igienizzate….ma non solo.
Siete in trasferta e non vi siete portate dietro il mondo per il week-end. L’aereo ha questo strano effetto collaterale di farvi sorgere imperfezioni e probabilmente anche il muffin al triplo cioccolato mangiato in aeroporto ci ha messo il suo: insomma, sul vostro viso avete visite. Indesiderate. Ebbene provate a mettere giusto una goccina di questo igienizzante e vedrete! In fondo non sono forse quasi tutti gli stick anti imperfezioni costituiti da gel a base alcolica con aggiunta di o.e.? 
 
A questo punto non ci resta che aspettare il nuovo anno e il 6 Nazioni, ma è presto per parlarne, per cui ripongo la sacra maglia. 
A posteriori, dei 3 Test Match giocati in Italia, naturalmente ho scelto di andare ad assistere al massacro: contro il Sud Africa abbiamo portato a casa la partita e ad Italia-Tonga abbiamo perso all’ultimo minuto e di soli 2 punti… ma vuoi mettere veder giocare gli All Blacks?
Se tornassi indietro sceglierei di nuovo l’Olimpico e questo bel week-end, fatto di sole e Roma, sport e musei,caffè e pavesini, mani idratate e igienizzate….
 
L.
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Il mercoledì del cardio e dello scrub

Alla regola del 21 del mese difficilmente si può sfuggire.
 
E’ accaduto prima dell’estate: avevo “bisogno” di uno scrub e non potevo aspettare. Non vedevo ordini on-line all’orizzonte e il mio budget era inferiore ai 10€ (non fate quelle facce, stiamo parlando di un 21 del mese in fondo….). Ma lo scrub lo volevo, dannazione! E lo volevo proprio in quel momento: aspettare anche il giorno dopo mi sarebbe stato fatale.
 
Girovagando, come sempre, da Acqua e Sapone, ho individuato il solito Equilibra (di cui abbiamo parlato un milione di anni fa….) e che ho usato, appunto, un milione di volte: noia. Ecco la meravigliosa bellezza della cosmesi: ogni gesto, anche il più doveroso, è inesorabilmente collegato al gioco, al divertimento, insomma….ad un momento di puro godimento da regalarsi. Ecco perché cerchiamo sempre qualcosa di nuovo da scoprire!
L’unica alternativa possibile (…e passabile, permettetemi di dirlo) era lo Scrub Corpo Nutriente Zuccherino, sempre di Equilibra: per circa 7€ 550 gr di scrub non mi sono parsi affatto male, anche se già a colpo d’occhio nell’inci c’era qualcosa che mi turbava: il BHA
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Sul Biodizionario il BHA (Butilidrossianisolo, antiossidante) è a pallino rosso in quanto sintetico, ma anche perché può contenere in minime quantità toluene (male male, cattivo toluene). 
Primo, grande contro: una formula peraltro molto graziosa inesorabilmente rovinata, questo è indiscutibile. Ma non solo! Diciamo che l’uso non è dei più semplici!
Innanzitutto il profumo è troppo intenso e stucchevole, oltre che risultare persistente su corpo e accappatoio, ad esempio. Inoltre è quanto di più unto mi sia capitato di maneggiare negli ultimi secoli, e se lo dico io che sono la regina del pastrocchio, qualcosa dovrà pur significare! Ha una texture quasi burrosa e tutte noi sappiamo bene cosa significhi maneggiare del burro a contatto con acqua: una patina praticamente impossibile da mandar via se non dopo l’impiego di diversi ml di bagnoschiuma!! Qualsiasi cosa toccherete in doccia o in vasca sarà inesorabilmente ricoperta d’unto, ergo vi toccherà pulire il tutto energicamente e anche in fretta!
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Ma se è vero che questo prodotto ha certamente molti (notevoli) lati negativi, è pur vero che qualcosa di buono lo fa! Abbiamo già detto che è economico ed è reperibile facilmente nella grande distribuzione. Non contiene Parabeni, Petrolati, Coloranti, Alcol ed è al 93% di origine naturale. Ma quel che è sorprendente è che la vostra pelle sarà di una morbidezza assoluta, anche il giorno dopo! E senza bisogno di aggiungere altro!
A dispetto di quanto sia burroso e oleoso esfolia che è una bellezza: i granuli si sentono bene senza tuttavia essere aggressivi! Se solo fosse più semplice e veloce da risciacquare, sarebbe una vera e propria goduria da massaggiare! E’ inoltre molto compatto, per cui zero fall-out! Infine si rivela anche pratico perché è un composto uniforme e non necessita di essere mescolato, come invece è indispensabile fare con gli scrub costituiti da una componente solida (sale, in genere) e una oleosa (e ciononostante alla fine l’olio immancabilmente si esaurisce).
 
Lo step successivo è stato fare di necessità virtù: ed ecco che è stato istituito di recente il mercoledì del cardio e dello scrub! Vado in palestra, faccio giusto un’oretta tra cardio e addome (che fa sempre bene) e poi una gran bella scrubbata, tanto le docce in palestra sono talmente spartane e prive di comfort che non si pone il problema di ungere cromature e/o ceramiche! Hanno inoltre un getto talmente potente da facilitare le altrimenti difficoltose operazioni di risciacquo!
 
Lo ricomprerei? Francamente no: il suo lavoro lo svolge bene ma l’intera operazione comporta troppo sbattimento per i miei gusti…e vuoi mettere il piacere di una perfetta esfoliazione nel proprio bagno perfetto ascoltano musica perfetta?
 
L.

 

 

duci come il miele

<<Un uomo, quello voleva, dolce come il miele, puro come la manna, forte come il ferro, caldo come il fuoco.>>

Questa è la storia di quando manna e miele incontrarono ferro e fuoco. E’ la storia di don Francesco barone di Ventimiglia e della sua sposa bambina, Romilda.

<<Il fatto era che la vita cresceva dentro sua moglie, e aveva trasformato quella picciridda in una dea intoccabile. Di fronte a tanta potenza lui si sentiva fragile, indifeso. Perciò ce l’aveva tanto con lei.>>

Un uomo avanti con l’età, nobile per caso, potente e solitario. Una ragazzina duci come il miele, bella e un po’ magica (a me ha subito portato alla mente Remedios la bella di “Cent’anni di solitudine”, la ricordate? E di conseguenza anche la sua versione successiva, riveduta e corretta, de “La casa degli spiriti”, Rosa la bella).

<<“Congratulazioni, signor barone! Avete sbaragliato i concorrenti, anzi il concorrente. Un poco moscio questo Parlato, manco due rilanci ha voluto fare….ma buon per voi. Ora siete il proprietario del convento nella forma, ché nella sostanza lo siete stato subito. Cent’anni di salute a voi che ve lo dovete proprio godere…” L’augurio aveva più il sapore di un anatema e don Francesco fu lesto a fare gli scongiuri frugando con le mani dentro i pantaloni.>>

E poi la  sua famiglia, Alfonso e Maricchia, e i fratelli Tanuzzo, Nino e Mariuzzo, e l’antica arte di “fare manna” (per tutti coloro che si fossero sempre interrogati su cosa fosse questa cosa misteriosa appresa al catechismo…).

<<Il 1870 fu quindi un anno di grandi cambiamenti, per la famiglia Gelardi e per l’Italia tutta: Romilda e Roma erano state prese>>

Ma è anche la storia della Sicilia ai tempi del Risorgimento, dell’unità d’Italia, di Garibaldi e Cavour, i Savoia e i Borbone, di un paese in fermento.

Le aspettative erano alte: la mia attuale passione per la Sicilia, uno dei miei periodi storici preferiti uniti ad un’autrice d’eccezione. Tuttavia le mie precedenti letture della sempre stimata Torregrossa (“Il conto delle minne” e “L’assaggiatrice“) sono state più appassionanti, sebbene questo rimanga comunque un buon libro, scorrevole e ben scritto, non potrebbe essere altrimenti del resto! Ha avuto più il sapore di una grande premessa senza che la trama esplodesse, raggiungesse il suo fulcro. Anche se don Francesco in particolare riserva dei momenti di puro spasso!

<<Ogni donna sperimenta sulla propria pelle il patimento che può temporaneamente offuscare l’armonia delle sue fattezze, minare le sue certezze, farle dimenticare i suoi talenti. Ma il più delle volte la deprivazione può essere motore di una ricerca che la porta a scoprire il suo vero dono, e a dar vita ai suoi frutti migliori in piena libertà. Ma voi, signori, state attenti a non far patire troppo la vostra compagna: perché poi fruttificherà, e tra i suoi frutti più dolci potrebbe scoprire quello proibito della libertà.>>

L.

Una frivolezza: ma quanto è bella questa copertina?!

wp_20161115_22_09_53_pro“Manna e Miele, Ferro e Fuoco”,
G. Torregrossa, edito da Mondadori,
382 pag., prezzo di copertina €19,00
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

 

 

 

Metti lo smalto, togli lo smalto

Se amate l’universo della manicure fai da te, vi sarete trovate di fronte alla spinosa questione “solvente”.
Già, perché lo smalto andrà pur tolto in qualche modo e, visto che su questo blog lo smalto è un tema alquanto ricorrente, mi sento in dovere oggi di parlarne.
Le nostre priorità dovrebbero essere: cercare prodotti validi che facciano il loro sporco lavoro velocemente e in maniera impeccabile e, al tempo stesso, non siano eccessivamente aggressivi tanto da poter danneggiare le unghie (abbiano, come dire, il classico “inci accettabile”). Ah, dimenticavo! Ovviamente se spendiamo 4 o 5 euro per uno smalto, di certo non vorremmo spender di più per un solvente, giusto? Per cui lo vogliamo low cost. Molto low cost.
Parliamo di me: faccio la manicure costantemente 2 volte a settimana per mantenere le mani in ordine. Ovviamente nei ritagli di tempo, in genere mi capita a tarda sera prima di andare a dormire. Ebbene mi serve qualcosa di molto pratico e rapido perché, davvero, non ho tempo da perdere!
Il barattolino levasmalto è di sicuro la scelta più azzeccata in tal senso! Nulla di più comodo è stato inventato (io gli darei il Nobel), lo adoro! Veloce, funzionale, zero spreco di dischetti di cotone: in men che non si dica lo smalto è rimosso! Permette inoltre di poter intervenire in maniera mirata su un’unghia per volta, cosa non da poco se si desidera rimuovere una sola sbeccatura senza compromettere tutto il resto della manicure. Dura tanto ed in commercio si trovano parecchie alternative di facile reperibilità, valide e low cost, come per esempio….
 
KIKO Nail Polish Remover Fast & Easy Acetone Free
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Ottimo! Rimuove lo smalto rapidamente, dura molto, ha un costo nella media ed è facilmente reperibile (Kiko, ormai, è un po’ ovunque). Il suo inci è assolutamente accettabile e non lo trovo minimamente aggressivo. Per il tutto il tempo in cui l’ho usato (ben 3 confezioni di seguito) le unghie non ne hanno minimamente risentito, tutt’altro! Che sia merito di quel goccino di olio di mandorle presente in formula? Chissà! Tuttavia sebbene Kiko sia proprio nell’Ipercoop dove vado abitualmente a fare la spesa, per me è sempre un po’ difficile andarci poiché entrando direttamente con il carrello nell’ipermercato, me ne ricordo quando ormai è troppo tardi (dentro in genere c’è sempre una bolgia infernale ed il carrello non posso certo lasciarlo incustodito fuori….)! 
 
MISS BROADWAY Levasmalto a Immersione Ultra Rapido
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Questo simpatico barattolino lo acquisto all’Ipercoop, nel momento in cui dimentico, appunto, di entrare da Kiko! Attenzione però: in giro c’è anche un’altra versione con un nuovo pack che, purtroppo, ha un INCI notevolmente peggiore! Siamo sulla stessa fascia di prezzo e anche questo come il Kiko è senza acetone, ma lo trovo un po’ più aggressivo a lungo andare e mi pare che duri anche meno! In generale le mie unghie stanno benone, non me ne lamento (penso che nel quadro generale del mio decadimento psico-fisico, siano nettamente sopra la media rispetto a tutto il resto), però ho notato che immediatamente dopo aver rimosso lo smalto e lavato le mani, devo applicare un po’ di crema sulle unghie perché appaiono incredibilmente secche! E, a volte, tendono lievemente a sfaldarsi.
 
AVRIL Le Dissolvant sans acétone
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Una versione in formato “boccetta” non può mancare d’estate per rimuovere lo smalto dalle unghie dei piedi, naturalmente. Ed in questo caso i piedi si beccano il prodotto migliore (controtendenza con quanto di solito avviene)! Di levasmalto “naturali” ne ho provati (Benecos, Sante, …) ma il migliore è lui, senza dubbio! E’ profumato e questo lo rende di gradevole utilizzo! E’ performante e svolge bene il suo lavoro oltre che avere un prezzo onesto unito ad un’ottima qualità ed una quantità conveniente! Unico, grande neo: per me è disponibile solo on-line e per di più anche se molti e-commerce hanno Avril, in pochi hanno la linea nails , mah(come diceva giustamente Tiziano “non me lo so spiegare, io”)…
 
 
beauty tips per unghie sane
Per quanto uno smalto possa essere “naturale” indubbiamente rappresenta uno stress per le unghie, specie se lo indossate costantemente….e non sarò di certo io a dirvi di fare il contrario!! Dunque, come mi comporto per arginare i danni?
  1. Anzitutto se so di dover rimanere confinata in casa, la prima cosa che faccio è togliere lo smalto! Conducendo io vita monastica ultimamente, i miei week-end sono casalinghi (con al massimo capatina all’Ipercoop per fare la spesa, il mio top di vita mondana), per cui tolgo lo smalto appena arrivata a casa dal lavoro (il sabato intorno alle 13,30) per poi riapplicarlo solo la domenica sera/notte (e andare a dormire in stile Tutankhamon d’inverno, Uomo Vitruviano d’estate). Se i vostri week-end sono più interessanti dei miei, …buon per voi! Scegliete dunque un momento della giornata in cui siete in casa, anche solo il tempo di doccia & capelli!)  
  2. Attenzione a rimuovere lo smalto completamente! Se il barattolino è in dirittura d’arrivo può accadere che tolga il grosso, ma lasci una patina colorata, anche sui polpastrelli: in genere ci ritorno con un cotoncino imbevuto di solvente Avril.
  3. Per circa 1 giorno e mezzo la settimana dunque ho modo di far “respirare” l’unghia e di darle il giusto grado d’idratazione. Si perché un altro step fondamentale è applicare costantemente un po’ di burro di karitè (che dovrebbe contribuire a “sbiancarle”), o semplicemente la vostra crema mani, oppure un qualunque idratante (l’olio d’oliva che avete in dispensa andrà benone)!
  4. Ricordate, infine, che le unghie vanno accorciate con la lima (di quelle larghe, in cartone) e non tagliate!! Vi sorprenderà la differenza! Dimenticherete unghie sfaldate e deboli ed il letto ungueale si allungherà visibilmente!
Come potete vedere nessuna beauty routine lunga e complessa, ma piccoli accorgimenti: poco sbattimento e molto divertimento, perché la manicure è un bellissimo gioco!
 
L.
 
 

 

Ottobre si tinge di Avril

Cosa succede se avete messo gli occhi su alcuni smalti dai colori estivi ma vi capita di poterli ordinare solo a fine agosto? Semplice: li indossate lo stesso sperando in un buon Settembre e magari anche Ottobre (in Puglia è possibile, del resto!)….
A questo giro sono tutti smalti Avril, la cui gamma è andata via via arricchendosi negli ultimi tempi: il piccolo formato, il prezzo accattivante, la vasta scelta di colori uniti ad una buona qualità e ottime performances fanno si che ci si conceda qualche smaltino in più (di cui teoricamente potremmo fare a meno), magari osando colori stravaganti o diversi da quanto s’indossa in genere!
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Mi piace ricordare ogni volta che gli smalti Avril sono 7 free (privi di parabeni, formaldeide, ftalati, toluene, xylene, canfora, colofonia…)! Purtroppo non tutti gli e-commerce che hanno il marchio Avril hanno anche gli smalti, per cui quando li trovo cerco sempre di prenderne 3 o 4 e mi metto l’anima in pace per un po’ (tutti e quattro infatti provengono dal mio ultimo ordine presso “Il Giardino di Arianna”, e-shop storico che consiglio caldamente)!  
 
AVRIL JAUNE JONQUILLE N.632
Il colore perfetto per tornare in ufficio? Un bel giallo, ovviamente, perché siamo donne serie e poco appariscenti! O forse perché il N.632 è esattamente un giallo post-it? Potrebbe anche essere! 
Ad ogni modo desideravo un giallo da tempo, ma che non fosse fluo, né tendente all’arancio né al verde e devo dire che il tenero colore delle Giunchiglie si è rivelato adorabile!
Tuttavia come ogni colore pastello contenente una buona dose di bianco, anche questo non si è dimostrato il più semplice nell’applicazione: persino dopo le canoniche 2 passate non tutte le striature vengono coperte perfettamente! Il risultato non è impeccabile, ma 3 passate +base + top coat sono improponibili, visto che lo spessore è già notevole! Le perfezioniste sono avvisate! Comunque molto carino sia su mani che su piedi (preferibilmente non troppo abbronzati, ma per questo aspetto non corro rischi, si sa)!
 
AVRIL ROUGE HIBISCUS N.561
Non paga di tutti i toni di rosso che avevo già, mi sono lasciata tentare da questo bell’Ibisco. Ora, parliamone: il colore, per carità, è indubbiamente bello, ma niente di introvabile o talmente particolare da renderlo imperdibile. Potrei definirlo un rosso Ferrari classico, tanto per rendere l’idea. Di quelli che stanno bene un po’ a tutte e in qualunque stagione. Se voleste farvi tentare da un rosso potreste puntare su questo senza paura di sbagliare.
La straordinarietà di questo smalto, invece, è la sua impareggiabile coprenza! Le foto che ho deciso di mostrarvi, non a caso, sono state scattate con la mia solita base LadyLya (smalto indurente) e UNA SOLA passata di Hibiscus. Stop. Non una seconda passata, non il top coat e il risultato è quasi perfetto!
Facile, veloce, ideale anche per le non-addette-ai-lavori,… anche quando sentite dalla tv in camera che è appena cominciato Grey’s Anatomy e non avete tempo da perdere…. (dott. Hunt, sono tua!)
 
AVRIL SABLE DORE’ NACRE’ N.06
Oh, finalmente un colore diverso! Francamente non lo definirei un “sabbia”, come il suo nome del resto potrebbe indurre a supporre. E’ quasi un platino chiaro che, con il variare della luce, assume a tratti un bel color “perla”. La sua consistenza fluida e coprente vi stupirà: nessuna incertezza di colore, sin dalla prima passata si stende perfettamente ed ha un buon grado di coprenza (infatti confrontando il risultato dopo 1 sola passata e dopo 2 passate non cambia di molto, ad ogni modo in foto le passate sono 2). E’ luminoso, sofisticato senza scadere nel “datato” o troppo “classico”. 
 
AVRIL ROUGE VERMILLON N.33  
Sempre perché di rossi non se ne hanno mai abbastanza! Ma questo qui….parliamone! Il meraviglioso, vibrante, seducente, goloso colore delle ciliegie candite! Non che io non ce l’avessi già (Vintage Red di Benecos, tra l’altro riassortito quest’estate…! Ma perché non comprare un dupe, in fondo!). Le foto parlano da sole, è quasi superfluo commentare! Il colore è spettacolare e per le amanti del rosso è irrinunciabile! Ma non solo: rappresenta un classico rivisitato. Perfetto in ogni occasione, come solo un rosso sa essere, ma con un pizzico di brio e originalità.
 
E mentre sono già intenta a scegliere i prossimi colori da infilare nel carrello, mastico i soliti buoni propositi: non esagerare, per esempio, che di smalti ne ho fin troppi; oppure di consultare le nuove tendenze, che teoricamente è sempre una buona idea. Magari prendere qualcosa di più adatto alla stagione invernale, qualcosa di scuro e magari più tranquillo. E di certo non un altro rosso, per carità!
…E penso che un bel verdino potrebbe fare al caso mio  😉
 
L.
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XX. La crema di Azazello

 
<<Margherita Nikolaevna sedeva davanti alla specchiera vestita soltanto di un accappatoio da bagno gettato sul corpo nudo e con scarpette nere scamosciate. Un braccialetto d’oro con orologino era posato davanti a lei, accanto alla scatoletta ricevuta da Azazello ed ella non staccava gli occhi dal quadrante.>>
 
Non ho incontrato nessun losco figuro con un osso rosicchiato nel taschino della giacca che mi abbia offerto una certa scatoletta. E sicuramente la crema di cui sto per parlarvi non mi ha mutata in una strega (ammesso che non lo sia già abbastanza).
“Il Maestro e Margherita” è un libro che ho amato intensamente e, sebbene l’abbia letto un milione di anni fa, la scena della trasformazione di Margherita è impressa nella mia memoria: chi non ha mai sognato di usare una crema magica? LA crema perfetta, di quelle che ti fanno passare la voglia irrefrenabile di provare altro, di quelle che ti fanno dire <<Allora esisti!! Perché non ti ho incontrata prima?!>>.
 
<<Il cuore di Margherita batté così forte che essa non riuscì neppure a prendere subito la scatoletta. Riavutasi, l’aperse e vide in essa una crema grassa giallognola. Le sembrò che sapesse di limo di palude. Con la punta d’un dito Margherita depose un piccolo fiocco di crema sulla palma, mentre diventava più intenso l’odore di erbe di palude e di bosco, poi con la mano cominciò a spalmarsi la crema sulla fronte e sulle guance.>>
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Da sempre in fissa con prodotti anti-età, ho basato da subito la mia skin care sul concetto di “prevenzione delle rughe”, il che è comunque una buona idea. Con le rughe bisogno giocare d’anticipo poiché, una volta che sono lì, poco si può fare. Ma la mia pelle non stava bene: fattori ormonali, stress e infelicità l’hanno resa sempre più impura, tanto da abituarmi quasi alla presenza d’imperfezioni. Allora mi sono detta: <<Ma perché non pensare al presente, visto che di doman non v’è certezza?! Cosa mi chiede OGGI la mia pelle?>>
Ho deciso pertanto di provare la Rhassoul Aktiv Creme di Alva, marchio da me spesso sottovalutato che, leggendo le molte recensioni su Ecco-Verde, tanto successo ha riscontrato tra le sue clienti.
 
<<La crema si spalmava facilmente e, come sembrò a Margherita, si volatilizzava subito. Dopo aver fatto alcune frizioni, Margherita diede un’occhiata allo specchio e lasciò cadere la scatoletta proprio sul vetro dell’orologio che si coprì d’incrinature. Margherita chiuse gli occhi, poi guardò ancora una volta e scoppiò a ridere sfrenatamente.>>
Modificate in Lumia Selfie
 
La crema si presenta in un pratico tubo da 75 ml, per cui anche il rapporto quantità/prezzo è interessante. E’ bianca, compatta. In genere una crema per pelli grasse/impure viene mentalmente associata a qualcosa dalla texture leggera, mentre la Aktiv Creme è densa, pastosa e necessita di un buon massaggio (ragion per cui preferisco stenderla su pelle inumidita da acqua termale! L’operazione, in questo modo, è decisamente più veloce e agevole). Ciononostante risulta asciutta, né grassa né untuosa, con un discreto finish opaco e anche con alte temperatura non si percepisce la sua presenza addosso (io, ad esempio, l’ho usata mattina e sera sin da giugno e per tutta l’estate, senza mai sudare). Pur contenendo parfum, quel che salta al naso è più che altro il mix di o.e. contenuti (Bergamotto, Citronella, Lavanda, Tea Tree, Ylang Ylang, Rosmarino) che a dire il vero, a me non disturba; certo non odora di limo di palude, tranquille. Anzi con il passare del tempo mi ci sono quasi affezionata!
 
<<Era svanita senza lasciar tracce la sottile ruga verticale che tagliava la radice del naso che era comparsa quella volta in ottobre, quando era sparito il Maestro. Erano svanite anche le ombre giallognole alle tempie e i due reticoli, appena visibili, nell’angolo esterno degli occhi. La pelle delle guance era soffusa di un uniforme color roseo, la fronte s’era fatta bianca e pura, e s’era disfatta l’ondulazione artificiale dei capelli.>>
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L’effetto benefico è stato lieve ma costante e, nell’arco di un mesetto, ho capito che qualcosa stava cambiando davvero e che questa crema aveva realmente un potere. Le aree critiche sono andate via via purificandosi, l’incarnato risulta più uniforme, la pelle levigata, compatta, visibilmente sana. Nei giorni post-ciclo (quelli che per me risultano più tosti) le imperfezioni possono esserci ma contenute e di dimensioni accettabili. Inoltre vanno via nell’arco di poco (se si ha la bontà di non metter mano). In ferie non ho indossato neanche quel poco trucco che mi concedo e, persino in viaggio (periodo in cui il mio viso fiorisce di ogni orrore, causa voli, cambio di alimentazione, stravolgimento di abitudini e orari, ecc..) per la prima volta nella mia vita ho avuto un viso pressoché perfetto.
 
Non so quanto andrà avanti questo idillio, se anche la Rhassoul Aktiv Creme si piegherà all’inesorabile legge dell’assuefazione, ma quel che è sicuro è che, oggi, la trovo straordinaria e completamente in empatia con la mia pelle. Al punto che, nel vederla lì lì per finire, ho fatto un altro ordine (imprevisto) su Ecco-Verde, per assicurarmi di non rimanere senza. Il fatto stesso che io l’abbia insignita dell’alta onorificenza Bulgakoviana qualcosa vorrà pur dire!
 
Il grande interrogativo a questo punto è: riuscirà la Rhassoul Aktiv Creme a mantenere inalterati nel tempo gli alti standard a cui mi ha abituata? Ci sarà una terza confezione consecutiva? O dovrà cedere scettro e corona a qualche altra crema? Infine: in una crema al Rhassoul…non dovrebbe esserci il Rhassoul?
Non ne ho idea, ma ora mi piace da morire e mi godo i suoi benefici effetti lasciandomi trasformare ogni volta, ancora oggi, in una novella Margherita Nikolaevna…
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<< – Che crema! Che crema! – Gridò Margherita, buttandosi nella poltrona>>
 
“Il Maestro e Margherita” M. Bulgakov
 
L.
 
riassumendo: per la vostra pelle impura usate la Rhassoul Aktiv Creme di Alva, per la vostra fantasia leggete “Il maestro e Margherita”!
 
ALVA RHASSOUL AKTIV CREME  75 ML  €10,59
INCI: Aqua, Simmondsia Chinensis Oil*, Aloe Barbadensis*,  Glyceryl Stearate SE1, Brassica Oleifera Oil*, Polyglyceryl-3 Methylglucose Distearate1, Cera Alba, Tocopheryl Acetate1Helianthus Annuus Seed Oil1, Parfum1, Sodium Hyaluronate1, Algin1, Lactic Acid1Glycerin1, Xanthan Gum, Bisabolol1Citrus Aurantium Bergamia Oil1, Cymbopogon Winterianus Oil1Lavandula Hybrida Oil1Melaleuca Alternifolia Oil*, Cananga Odorata Oil1Rosmarinus Officinalis Oil1,  Leptospermum Scoparium Oil², Phytic Acid1, Potassium Sorbate, Limonene, Citral, LinaloolGeraniol, Citronellol
* ingredients from organic farming,
1 from natural origin,
² wild harvest


 
 
 

Fico d’India, amico dei capelli

Ci risiamo, fico d’india. E di nuovo per i capelli. E di nuovo abbiamo fatto centro!
 
Questo acquisto è stato frutto di un ragionamento piuttosto elementare, ma che si è rivelato vincente (per il ciclo “evviva le menti semplici!”). Venivo da una hair routine che mi aveva poco soddisfatta e, sebbene avessi riposto la mia fiducia in alcuni prodotti, questi non si erano rivelati propriamente il top, almeno per le mie esigenze.
 
Lo stato della mia testa a luglio era: capelli secchi, cute secca. Così, senza appello. E qui l’idea geniale: 
qual è la stagione dell’anno in cui spopola secchezza anche tra le teste più sane? L’estate. 
E perché?
Per via del sole, del mare, della salsedine, dei lavaggi frequenti, ecc…ecc…
Dunque una linea formulata come “doposole” potrebbe fare al caso mio, ho pensato, sebbene di sole non ne abbia visto molto…
 
Da qui all’acquisto (su Ecco-Verde) il passo è stato breve, anche perché la mia attenzione è stata catturata da questi prodotti della sempre affidabile Officina Naturae a base di estratto di Fico d’India, siciliano per giunta (negli ultimi tempi sto sviluppando una vera e propria passione per la Sicilia, si sappia).
 
Piccolo prezzo, pack semplice e carino, formato compatto ideale da portarsi dietro, certificato Icea Cosmesi Naturale, Vegan Ok e Nickel tested.
 
wp_20160919_13_38_32_proOFFICINA NATURAE_SHAMPOO DOPOSOLE 150 ml €6,00 circa
inci: Aqua, Sodium Lauryl Sulfoacetate, Sodium Methyl 2-Sulfolaurate/Disodium 2-Sulfolaurate, Cocamidopropyl Betaine, Opuntia Ficus-Indica Stem Extract, Hydrolyzed Wheat Protein, Allantoin, Glyceryl Caprylate/Caprate, Glycerin, Citric Acid, Guar Hydroxypropyltrimonium Chloride, Tetrasodium Glutamate Diacetate, Parfum*, Potassium Sorbate, Sodium Benzoate, Benzyl Alcohol, Linalool.
*origine naturale
 
 
Vengo al dunque: questo shampoo, per me, è assolutamente promosso. E non è cosa da poco, specie in un momento così critico per la mia cute. Ho dovuto ricominciare a pieno regime le mie cure tricologiche con medicinali che sì, aiutano ad arrestare la caduta, ma al tempo stesso sono piuttosto aggressivi sulla cute. Ebbene, lo Shampoo Doposole Officina Naturae si è rivelato all’altezza, persino in questa circostanza. Cute perfettamente pulita, lavante ma al tempo stesso mai aggressivo. Il gel è denso e produce una morbida schiuma che facilita ancor di più le operazioni di lavaggio. Durante il massaggio vi renderete conto persino di un buon potere condizionante! Il risciacquo è semplice, veloce, a dispetto della considerevole quantità di schiuma prodotta.
Capelli e cute non potrebbero star meglio! Prurito, secchezza, desquamazione nettamente migliorati e capelli soffici, lucenti, già in parte condizionati e pronti a ricevere il trattamento successivo.
Basta una piccola quantità, ottimo e performante sia puro che diluito. Il suo profumo, di origine naturale, è delicatissimo e, a onor del vero, sui capelli non ne resta traccia!
Ristrutturante, nutriente, riequilibrante senza appesantire la chioma (che, per una riccia, è un aspetto da non sottovalutare)!
Non pensiate che oggi possa essere “fuori stagione”: è uno shampoo per cute e capelli stressati, danneggiati, secchi, a prescindere che la causa possa essere il sole, piuttosto che fattori ormonali o cure aggressive, come nel mio caso!
La formula, lo vedete, è piuttosto semplice: tensioattivi vari ed eventuali, estratto di fico d’india, proteine idrolizzate del grano, allantoina…
 
 
wp_20160919_13_39_11_proOFFICINA NATURAE_BALSAMO DOPOSOLE  150 ml  €8,00 circa
inci: Aqua, Behenamidopropyl Dimethylamine, Myristyl Alcohol, Glycerin, Opuntia Ficus-Indica Stem Extract, Tocopheryl Acetate, Lactic acid, Xanthan Gum, Guar Hydroxypropyltrimonium Chloride, Citric Acid, Parfum*, Potassium Sorbate, Sodium Benzoate, Benzyl Alcohol, Sodium Dehydroacetate,
 Linalool.
*origine naturale
 
Galeotto fu il balsamo…. già perché è stato proprio lui e il suo Behenamidopropyl Dimethylamine al secondo posto a tentarmi e a guidarmi di conseguenza verso l’acquisto della combo!
Oramai il mio criterio di ricerca di un nuovo balsamo è la presenza, al suo interno, del magico condizionante perché, altrimenti, per me non avrebbe senso usarne. Un balsamo in primis deve districare: a detergere ci ha pensato lo shampoo, ad ammorbidire e definire ci penserà il leave-in. Se un balsamo non districa o ha un condizionante troppo blando, non ha ragione di esistere, almeno per quel che mi riguarda.
Avere il Behenamidopropyl Dimethylamine già al secondo posto dell’inci per me è garanzia di un ottimo potere districante, e così è stato. Si presenta come una crema bianca, lucida e densa, ne basta una noce (infatti è sopravvissuto allo shampoo di qualche lavaggio) e si fonde all’istante con i capelli, che risultano docili al pettine già quasi subito (non sono una da grandi pose…).  Mi voglio sbilanciare: penso che, nella sua semplicità, non abbia molto da invidiare a prodotti ben più blasonati (quali il Concentrato Attivo di Biofficina Toscana oppure il MaterNatura, tuttora il mio preferito).
Anche qui un inci semplice, che conta oltre il già abbondantemente menzionato Behenamidopropyl Dimethylamine, ovviamente l’estratto di Fico d’India e la vitamina E.
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Dopo tanto entusiasmo c’è posto anche per una piccola critica, che tuttavia non compromette in alcun modo la bontà di questi due prodotti. 
Il fatto che siano quasi praticamente inodore, può piacere e non.
Specie in estate, quando sudare un po’ di più è a dir poco fisiologico, oppure quando si fa sport, spesso si tende a lavare i capelli molto più di frequente di quel che in realtà necessiterebbero, e solo allo scopo di “rinfrescarne” l’odore. Provate a menzionare ad un tricologo più di 2 lavaggi settimanali e vi fisserà con disapprovazione (io me ne guardo bene!). 
In questo periodo infatti, sebbene avessi capelli e cute puliti, ricci definiti, ecc… avevo il desiderio di lavarli per “deodorarli”, lo ammetto. Cosa che non mi era mai successa prima sebbene io usi da anni shampoo e balsamo naturali e quindi con mediamente modiche e non invadenti quantità di profumo in formula. 
Quindi niente di male a conti fatti: un profumo un tantino più intenso e persistente, se può ritardare anche di un giorno il lavaggio, facendoci comunque sentire a nostro agio, non può che essere benaccetto. Ovviamente questo aspetto può essere ovviato abbinando a questa linea un prodotto da styling profumato, ed il gioco è fatto.
Confesso che, se non avessi un bel po’ di prodotti da provare “in magazzino”, li avrei già ricomprati, entrambi.
 
La buona riuscita di un prodotto ovviamente non è determinata da un unico elemento: la totalità degli ingredienti scelti, la formulazione, la qualità delle materie prime….tutto contribuisce a rendere un prodotto eccellente o appena sufficiente, a volte è solo una questione di dettagli. Ma ci scommetto: il Fico d’India è un buon amico dei capelli, olio (click!) o estratto che sia! Tre prodotti su tre si sono rivelati ottimi: che sia una coincidenza? Ma state pur certi che se avrò ancora l’occasione d’imbattermi in prodotti per capelli contenenti Fico d’India in qualunque forma beh, non me lo farò scappare!
 
L.
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la combo #5 Naturaverde Bio Bacche di Goji e Bamboo

Non è la prima volta che su questi lidi si parla della linea Giardini Imperiali di Naturaverde Bio: la combo #3 infatti era la linea Olio d’Argan e Fiori d’Arancio, mentre un valido supporto post allenamento è stato il Foglie d’Ulivo e Fiordaliso, che purtroppo non è potuto diventare una combo perché il “mio” Acqua e Sapone si è ben guardato dal campionare anche la body lotion (profondo disappunto).

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Fortunatamente la linea Tonificante e Antiossidante a base di Bacche di Goji e Bamboo era piuttosto completa e dico fortunatamente perché si è rivelata la mia preferita!
Tutti i prodotti sono certificati ICEA Eco Bio Cosmetics e non contengono SLES, parabeni, petrolati, coloranti e siliconi.
 
wp_20160822_12_51_36_proNATURAVERDE BIO DETERGENTE CORPO Bacche di Goji e Bamboo  500ml
Sono profondamente contraria alla pratica di aprire le confezioni in negozio per sentirne la profumazione, per le ragioni che tutti sappiamo. Ma fortuna ha voluto che io acquistassi sulla fiducia questo detergente corpo in formato maxi da 500 ml, perché in verità esiste anche la versione “Doccia Schiuma” da 250ml (la cui formulazione è quasi identica).
Mi è andata più che bene direi, poiché questo detergente l’ho letteralmente adorato!
Fermo restando la validità del prodotto in sé (che nulla di più deve fare se non lavare senza aggredire, e lo fa) la sua profumazione dolce e fruttata lo rende una vera e propria coccola!
La sua formulazione prevede una combinazione di tensioattivi in aggiunta ai quali fanno capolino gli estratti di Bacche di Goji e di Bamboo, entrambi da agricoltura biologica.
A prescindere dal fatto che non credo nei reali effetti tonificanti e antiossidanti che l’uso di un bagnoschiuma possa donare, è sicuramente un prodotto che si rivela indovinato e gradevolissimo all’uso! Ottimo!
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wp_20160822_12_52_15_proNATURAVERDE BIO CREMA FLUIDA CORPO Bacche di Goji e Bamboo 250 ml
Parlando di questa body lotion il vero peccato è che non esista una maxi size perché è semplicemente deliziosa! Per l’estate si è rivelata perfetta: fresca e facile da stendere, non necessita di un lungo massaggio per essere assorbita e lascia la pelle asciutta, idratata e profumata a lungo! Il profumo (aggiunto) è identico a quello del detergente corpo, dunque adorabile! Probabilmente per l’inverno potrebbe non rivelarsi completamente sufficiente, specie per le pelli più secche, ma ci scommetto che potrei testarla anche nei mesi più freddi perché mi è molto piaciuta la sua “facilità” d’utilizzo, unita ad una innegabile gradevolezza! Sbirciando l’inci troviamo sempre gli estratti di Bacche di Goji e Bamboo come sopra; da segnalare olio di Germe di Grano che ci piace sempre e Tocoferolo per potenziare il suo effetto antiossidante (del resto, cos’è la vita senza un po’ di Vitamina E?).
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Non vi sorprenderà affatto leggere che presa dal trip “bacche di goji e bamboo”, alla prima occasione, ho acquistato anche il Sapone Liquido della stessa linea, che fa bella mostra di sé nel bagno padronale: servizievole e carino come i suoi fratellini!
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Direi che per questa combo è tutto e, lo ammetto, mi è andata bene anche questa volta! Perché anche la cosmesi non sfugge al principio generale che tutto regola nella nostra vita: la fortuna innanzitutto.
L.
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Lo psicologo e la ballerina

<<Ho imparato che un’amicizia profonda, gratificante, è un’iniziativa che mal si presta a essere intrapresa tardivamente, come la danza o l’informatica>>

Protagonisti di questo romanzo sono “lo psicologo”, un uomo solitario di mezz’età e “la paziente delle quattro”, una conturbante e problematica spogliarellista. Con questi presupposti ritenevo potesse trattarsi di una di quelle storie in cui il confine tra un sano rapporto professionale e un coinvolgimento personale si fa via via più sottile e incerto e labile.

<<Sono passati tanti anni, dice lei, ci conosciamo ancora? E poi, si può davvero conoscere una persona?>>

In realtà il libro si divide tra le lezioni universitarie dello psicologo, la sua complicata relazione con Nina e la terapia della “paziente delle quattro”, che di tutti e tre è paradossalmente l’aspetto più marginale.

<<E come Freud notò fin dall’inizio, in questa vita dobbiamo vedercela con un numero sufficiente di sofferenze reali, non c’è nessun bisogno di inventarne altre>>

E se le lezioni risultano interessanti e quasi terapeutiche anche per il lettore (con alcuni brani da sottolineare…ammesso che concepissi il sottolineare i libri), se la relazione con Nina non è nulla di particolarmente intrigante, è proprio “la paziente delle quattro” a non riservare nessuna sorpresa: infanzia difficile, solita storia trita e ritrita di abusi, solita figlia di cui ottenere l’affidamento….insomma: niente d’imperdibile, ma comunque ben scritto e scorrevole.

<<Lui si sporge a guardarle il tatuaggio. Lo indica e legge la scritta che lo sovrasta: NIENTE PAURA.

Niente paura dice sottovoce.

E’ un regalo del mio ragazzo, spiega lei.

Ha intenzioni serie?

Lei scuote il capo: mi ha piantata.

E il tatuaggio? chiede lui indicando la spalla.

Cosa c’entra? Fa lei.

Non le ricorda quel bastardo?

Lei tace per un attimo, poi scuote di nuovo la testa: mi ricorda di me innamorata.>>

wp_20160829_13_48_14_pro“La paziente delle quattro”,
N. Shpancer, edito da Ponte alle Grazie, 243 pag., prezzo di copertina €16,80
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!