storie d’ingredienti che hanno senso

L’INCI, questo sconosciuto.

Certo oggi la situazione è ben diversa rispetto ad una decina d’anni fa ma, se prima gli strumenti a nostra disposizione erano pochi, le informazioni pure e dovevi essere proprio determinata a volerci capire qualcosa, quel che predomina oggi è, purtroppo, un bel po’ di pigrizia nell’approcciarsi alla lista degli ingredienti. Conosco un sacco di persone orientate al naturale che non hanno proprio idea di come diamine si legga un INCI e non ci provano nemmeno, che è ancor peggio.

Scrivere riguardo l’INCI di un prodotto, lo giuro, è la cosa più noiosa del mondo (e mi annoia altrettanto leggerlo nei post altrui) ma cerco comunque di ritagliare un piccolissimo spazio all’interno dei post perché, ricordiamocelo, la scelta del naturale (prima che del biologico) è basata proprio su questo: la capacità e la volontà di capire cosa realmente contiene un cosmetico e di conseguenza fare delle scelte consapevoli. Ora la pappa è pronta ma non è sempre così scontato fare buoni acquisti. Leggere un inci ci apre un ventaglio di possibilità e ci fornisce uno strumento validissimo per orientarci in base alle nostre esigenze! Questo prodotto ha funzionato così bene per me? Benissimo, ricercherò altrove questi ingredienti che si sono dimostrati così affini! Un esempio sciocco ma efficace: il balsamo. In un mare di esperimenti disastrosi mi imbattei per puro caso nel BALSAMO CONCENTRATO ATTIVO di BIOFFICINA TOSCANA: diamine, funzionava da Dio!! Ed è stato cercando altrove lo stesso condizionante (per la cronaca, il Behenamidopropyl Dimethylamine) che non ho più preso una fregatura! Certo, non è un concetto assoluto e il successo di un prodotto scaturisce dall’insieme dei suoi ingredienti, di come siano bilanciati in formula e da come interagiscono tra di loro…ma è per lo meno un punto di partenza!

Così è stato, ad esempio, nella ricerca di una valida crema per i piedi. La maggior parte sono un’accozzaglia di burri e oli, come se questi da soli potessero fare la differenza in una parte del corpo soggetta ad ispessimenti, callosità…insomma, molte creme ammorbidiscono nell’immediato ma una volta assorbite la differenza è ben poca. E lo dice una che fa la pedicure con religiosa puntualità! Quel che ci vuole è l’UREA, poche chiacchiere. E cercando in giro, inci per inci, mi sono imbattuta nel prodotto ideale, o almeno con buone premesse! Ho dovuto sconfinare dal biologico per trovare quel che cercavo ed in effetti parliamo di un prodotto con buon INCI, anche se non del tutto immacolato: la SOFTENING FOOT CREAM 20% UREA + Salicylic Acid + Ceramides & Vitamins A+E di BIELENDA PROFESSIONAL.

Fantasia Painting(70)Si tratta di un brand Polacco con prezzi estremamente invitanti ma, lo ripeto, non è un brand orientato al naturale: bisogna valutare inci per inci, così come ho fatto io. Ingredienti che di solito scarterei li ho invece accettati perché mi sembrava comunque un buon compromesso avendone trovati altri irrinunciabili!

Anzitutto…l’UREA, lo ripeto! E in così alta concentrazione (è al secondo posto nell’INCI dopo l’acqua, guarda un po’), merce rara! Una vera e propria manna per la pelle secca che non ha bisogno di semplice idratazione ma di un’azione altamente emolliente! Quando poi ho visto poco più in là nell’inci la LANOLINA beh, brodo di giuggiole! Emollienza su emollienza, non potevo crederci! Normalmente è veramente opportuno che la Lanolina sia biologica, non c’è bisogno di spiegare il perché, ma di fronte a questa promessa di morbidezza assoluta non potevo sottrarmi!! Il prodotto è pensato a 360°, mi piace assolutamente questo inci che non verte su un unico ingrediente cardine: troviamo infatti anche l’ACIDO SALICILICO che, con la sua azione esfoliante e cheratolitica, va a levigare la pelle e contrastare gli ispessimenti. Cos’altro? Olio di Macadamia, olio di Kukui (dalle note proprietà rigeneranti e nutritive, stimola la produzione di collagene,  ricco di acidi WP_20200602_18_06_39_Prograssi Omega 3, Omega 6 e Omega 9, vitamina C, D ed E), vitamine A ed E, estratto di Viola Tricolor (antibatterica e antifungina, la troviamo infatti spesso anche in cosmetici contro l’acne), olio Sacha Inchi (ricco di acidi linoleici e alfa linoleici e vitamina E, aiuta a mantenere la giusta idratazione ed elasticità), Ceramidi a sostegno della barriera cutanea!

La confezione è di quelle grandi, per uso professionale, da 500 ml con pratico dispenser; la crema è fluida, con un profumo lieve e fresco; non è grassa o unta, ma corposa, lo si avverte chiaramente al primo tocco quanto sia emolliente. I miei piedi, che dire? L’adorano!! Usata quotidianamente mantiene la pelle in uno stato di morbidezza costante ed il lavoro della pietra pomice come del rullo levigante settimanale è di gran lunga alleggerito! Funge anche da ammorbidente…per i calzini che dopo il lavaggio hanno un’inspiegabile morbidezza mai provata!

Fantasia Painting(68)Andiamo avanti con un altro INCI di quelli belli e ben congegnati! La FITOPOMATA ARTIGLIO DEL DIAVOLO di ALMA BRIOSA! Dai piedi saliamo un po’ più su fino alla mia povera anca: sono affetta da Coxartrosi, una di quelle patologie che ti fa sentire tanto giovane ad ogni visita medica, essendo molto tipica tra le persone anziane e tu, in sala d’attesa, abbassi notevolmente la media. I problemi alle articolazioni sono una brutta bestia e se l’articolazione in questione è bella grande e sempre sollecitata ancor di più.  Sono in uno stadio avanzato ed il prossimo step è la protesi: il dolore è costante sia che cammini o che stia a letto, peggiora solo se porto pesi ma non migliora mai. Lo ritengo tuttavia sopportabile (il mio medico non se ne capacita)e cerco di evitare il più possibile l’uso (e abuso) di anti-infiammatori. Lo riconosco, non credo nei rimedi naturali in questo caso specifico ma ugualmente ho voluto provare questa fitopomata tanto alla peggio non avrei comunque fatto fatica a consumarla. Ebbene, mi ha sorpresa! Ridimensioniamo subito la questione a scanso di equivoci: il dolore non passa (come potrebbe?) ma un minimo di sollievo c’è e, vi dirò, è un sollievo paragonabile ad un anti-infiammatorio! Certo, molto dipende dall’intensità del dolore: se ho fatto le pulizie o la spesa beh…solo una botta in testa può aiutare; ma in condizioni “normali” non è affatto da sottovalutare!

La pomata necessita di un breve massaggio per essere assorbita e non ha un odore IMG_20200602_184614gradevole, ma in compenso non appesta i vestiti, se è quello che temete! L’estratto di ARTIGLIO DEL DIAVOLO è da sempre noto per le sue proprietà analgesiche, antinfiammatorie e anti reumatiche, idem per la Boswellia Serrata, indicata per diverse patologie croniche del sistema osteoarticolare; poi ancora Salice Bianco e Betulla <<ricchi di bioflavonoidi e di glucosidi salicilici, con l’aggiunta di MSM, facilitano una più veloce ripresa delle normali funzionalità; il Perna canaliculus, o cozza verde della Nuova Zelanda, è ricco di glicosaminoglicani (GAG), sostanze naturalmente presenti nelle cartilagini articolari e nel liquido sinoviale. La pomata contiene inoltre una miscela floriterapica, preparata secondo le indicazioni del Dr. Bach, per alleviare il disagio nella delicata zona articolare. Miscela floriterapica utilizzata: Elm, Holly, Hornbeam, Rock water, Walnut, Water violet, Willow.>> (non potevo dirlo meglio, né diversamente). L’azienda parla di “azione rubescente” data dalla miscela di oli essenziali, ma io non l’ho riscontrata! Insomma, tutto quel che c’è in questa fitopomata, …ha ragione d’esserci! Tutto è stato selezionato per un’azione mirata e, ve l’ho detto, funziona e merita una chance!

Fantasia Painting(69)Altro giro, altra storia ma stesso comune denominatore: efficacia e inci ben congegnato! Durante l’emergenza COVID praticamente ogni azienda ha sfornato un igienizzante mani, vista la richiesta altissima e l’impossibilità di reperirne! In un mare d’igienizzanti a base alcolica con aggiunta di o.e. (normalmente Tea Tree) e Aloe Vera, mi è balzato agli occhi un prodotto unico nel suo genere che staccava tutti gli altri di parecchie lunghezze: CREMA FLUIDA IGIENIZZANTE GUARDIAN di SETARE’.  Anzitutto ciò che la caratterizza è essere una crema e non il solito gel: questo l’ho adorato al solo pensiero perché amo i prodotti che non ti obbligano a scegliere tra il loro uso specifico e l’idratazione (che, lo ripeto ancora una volta, è il requisito minimo per il benessere della pelle)! Già così vinceva a mani basse! Ma poi, guardando l’inci, ho capito di avere a che fare con una piccola meraviglia: come ogni igienizzante che si rispetti contiene alcool ed è anche abbastanza in alto nell’inci, ma non lo si avverte né all’olfatto né sulla pelle; contiene Clorexidina antisettico disinfettante con azione battericida e batteriostatica, Tea Tree oil (forse il più famoso tra gli o.e. per proprietà antisettiche, battericide, antivirali e purificanti)e olio di Neem IMG_20200602_184652(antibatterico, antivirale e antifungino) tanto per gradire! Ma troviamo anche olio di Mandorle Dolci e d’Oliva, Aloe Vera, estratto di Camomilla, Lavanda, Rosmarino, Salvia, Vitamina E….e UREA! E, di nuovo, si sente!! Il tutto la rende una crema con evidente efficacia antibatterica ma al contempo risulta estremamente idratante! Non è unta, ma ricca pur rimanendo piuttosto fluida. Il profumo è di “confine” tra un sentore fresco e una nota medicinale, nulla di entusiasmante…ma di fronte ad un prodotto del genere, ….beh, chissene!!  La presenza dell’Urea ancora una volta fa drasticamente la differenza: durante la prima quarantena ho sofferto di una forte desquamazione delle mani addirittura fino ai polsi, e non c’è stato nulla (NULLA, né olio, burro, crema che fosse) che abbia potuto fare qualcosa per aiutarmi. Chi ha visto in che condizioni versassero ne è rimasto a dir poco impressionato ed ero ormai ad un passo dal dermatologo perché perdevo lembi di pelle come se avessi un’ustione o quasi. Ebbene, non la tiro per le lunghe: dopo appena 2 o 3 giorni di Guardian ho risolto completamente, come se non fosse accaduto nulla durante i mesi precedenti, stentavo a crederci!

Questo è quel che mi piace! Una cosmesi attiva, funzionale e realmente efficace! Prodotti con inci studiati, pensati ed indirizzati ad un fine comune, non semplicemente un’accozzaglia d’ingredienti buttati lì per fare numero! Ma, per godere delle gioie di un bell’inci, …bisognerebbe innanzitutto iniziare a leggerlo!

L. 

Cellulite? Sì, grazie!

Forse ad un certo punto bisognerebbe riconoscere la propria sconfitta e tirare avanti pensando che, in fondo, le cosce bucherellate potrebbero anche avere un certo fascino.

Un giorno mi arrenderò.

Un giorno…

<<Ma non è questo il giorno!!>> come del resto diceva saggiamente il buon Aragorn …e chi siamo noi per contraddire l’erede di Isildur?! Anche se, a ben pensarci, credo non parlasse di cellulite nel suo discorso davanti al nero cancello di Mordor!

Con tutta la buona volontà devo tuttavia registrare un’ennesima sconfitta ai danni del mio popò: questo match se lo aggiudica, ancora una volta, la nemica giurata di sempre. La cellulite.

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Questa intro al sapor di spoiler me la sarei potuta proprio risparmiare e capisco perfettamente che voi interrompiate la lettura proprio qui, ma avrei due o tre cosette da aggiungere, se me lo consentite.

Ebbene, la mia storia con Eupraxia Crema Anticellulite di Eterea Cosmesi Naturale inizia con un regalo inviatomi da Fabiola (QUI il suo canale You Tube) la quale non essendosi trovata bene, me la spedì per farmela testare, conoscendo la mia passione per l’argomento. Peccato che l’avessi acquistata da appena qualche giorno al Sana… perché mi sarei potuta risparmiare la spesa.

Effettivamente aveva ben ragione Faby poiché il suo prodotto di certo aveva qualcosa di storto! Se paragonato al mio, infatti, sembrava quasi uscito da un lotto fallato. Colore e consistenza erano nettamente differenti, ma soprattutto quello di Fabiola andava solidificandosi giorno dopo giorno: l’erogatore a pump, infatti, diventò ben presto inservibile e il prodotto presentava evidenti particelle cristallizzate all’interno, quasi fosse uno scrub, che solo con il calore generato da un intenso massaggio riuscivo in parte a sciogliere. Nel mio, invece, queste stesse particelle erano vagamente rintracciabili al tatto e alla vista posso facilmente individuarle solo ora a flacone vuoto. Mah. Un prodotto del genere non avrebbe meritato una seconda chance ma, ripeto, si sarà trattato di una confezione difettosa.

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La mia per fortuna non ha creato problematiche di questo tipo, altrimenti terminarla sarebbe stato arduo, credetemi! Buon profumo fresco e mentolato, questo sì, ed una consistenza fluida, perfettamente adeguata al pack con dispenser, ma ricca al tempo stesso! Sì perché a differenza di quanto potesse apparire il suo aspetto, non si è trattato certo di un prodotto leggero! Formula ricca, non solo in fatto di estratti mirati contro gli inestetismi della cellulite, ma proprio in quanto ad ingredienti idratanti ed emollienti…

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Di roba ce n’è: idrolato di camomilla, caffeina, o.e. di menta, rosmarino, cipresso, pompelmo, estratti di kiwi, ginepro, arnica, betulla, ginkgo, ippocastano, uva ursina e aloe, oli di sesamo, jojoba e girasole, burro di karité, mentolo, vitamina E, cera candelilla ….e chi più ne ha più ne metta!! Infatti si presta perfettamente come trattamento unico e completo per la body care! Del resto è cosa ormai risaputa: Eterea non bada a spese con i suoi prodotti che risultano sempre estremamente ricchi in fatto d’ingredienti, per quantità e qualità. Ed è proprio per quella sua lieve untuosità che non la consiglierei d’estate: con le alte temperature inoltre quella lieve freschezza percepibile dopo l’applicazione si perde del tutto! Per il periodo in cui l’ho usata io, ossia autunno/ inverno (già! É antecedente alla combo Ambadué! Sono vergognosamente in ritardo) le sue caratteristiche sono andate benone! Inoltre questa sua leggera untuosità la rendeva non solo incredibilmente vellutante, ma anche idonea ad un massaggio medio-lungo, di quelli che piacciono a me!

Il suo effetto, a questo punto: pelle idratata, nutrita, levigata e compatta sì…. niente di nuovo sotto il sole. Non ho registrato niente, neppure il minimo miglioramento in fatto di ritenzione idrica (missing pipì come sempre), pelle a buccia d’arancia, buchetti vari ed eventuali…. insomma nessuna miglioria nei riguardi di tutte quelle simpatiche caratteristiche che fanno capo al nome “cellulite”.

Per questo motivo, al pari dell’olio Eupraxia (QUI), posso promuovere questo prodotto, ma solo in parte! É vero che é stato adoperato proprio in concomitanza con le mie bombe ormonali ma é altrettanto vero che, se una donna non ha la cellulite, non si darebbe la pena di usare cosmetici di questa tipologia. Quindi la smetterò di usare i miei ormoni come scusante al mancato funzionamento dei relativi trattamenti! Oh!

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Per il resto, se avete curiosità, non posso assolutamente sconsigliarvi l’acquisto in quanto 250 ml di una crema formulata così bene al prezzo molto conveniente di circa €30 merita il tentativo! Una cellulite non è come un’altra, troppi fattori ne influenzano le dinamiche! La mia esperienza é stata questa ma ciò non toglie che voi possiate essere più fortunate! Ha soddisfatto in pieno l’aspetto più giocoso della mia body care, quello che ti spinge ad accedere le candele ed infilarti nella vasca da bagno anche quando le 23 sono scoccate da un pezzo, sei stanca e domani la sveglia suona presto come sempre. Piacevole, voluttuosa, invitante! Ma non essendo una semplice crema idratante era chiamata ad adempiere a ben altri doveri, aimé!

Eppure, leggendo questo inci, …avrei messo le chiappe sul fuoco!

Sì dice così, no?

L.

 

Sù la maschera!

L’argomento “maschere” latita da un po’ e mi sembra veramente il caso di parlarne. Mi preme in particolar modo in quanto, udite udite, in questi ultimi mesi se ne sono succedute alcune realmente notevoli e degne di nota. Parliamone, allora!

Diciamola alla Bake Off, questa non è una classifica e l’ordine é puramente casuale.

Forse mi immaginate quale maniaca di body care e rossetti rossi e cura dei capelli, e non vi allontanate di molto dalla realtà. Il vero problema é che sono oltremodo appassionata dell’universo “skin care” anche se ne parlo meno…ma solo perché i prodotti non si consumano con la stessa rapidità e non ne ho mai troppi per le mani. Le maschere, signore mie, non sono poi tanto “complementari” come si dice. Eh già. Un trattamento “intensivo”, mirato per le nostre esigenze, é parte integrante di ogni beauty routine che si rispetti: anche la più basica, la più spartana, necessita di essere integrata a cadenza regolare. E non vale il classico NON HO TEMPO, no! Farete pure voi una santa doccia (spero), giusto? Ebbene, applicatela e andate a lavarvi….o spolverate…o stirate, insomma! Unite l’utile al dilettevole! Vi garantisco che ci sono ben poche maschere che richiedono di stare orizzontali con i cetrioli sugli occhi a farsi sventolare da un hawaiano inghirlandato. Vi piacerebbe, eh? Ma non ce n’è bisogno, ve l’assicuro. Specie se si tratta di maschere cremose che non si seccano e vi consentono quindi di tenerle indosso ad oltranza: é il caso della AURA MANUKA HONEY MASK di Antipodes. Intrippata come sono con la oramai neanche più tanto inedita passione per il miele, durante una delle mie innumerevoli ricerche mi comparve questa maschera, il cui campioncino non esitai a richiedere poco tempo dopo in occasione di un ordine su Ecco Verde. E fu amore.

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É una maschera dalla consistenza morbida, cremosa, ricca ma non unta e deliziosamente profumata di mandarino. La applico ogniqualvolta la mia pelle mi chiede un maggior contributo in fatto d’idratazione o voglia semplicemente coccolarmi. Se ho i minuti contati o sono molto stanca o l’ora é davvero troppo tarda per pensare ad una posa medio-lunga, non la prendo neanche in considerazione perché, vedete, sarebbe un po’uno spreco lavarla via dopo appena 5 o 10 minuti. Se mi concedo un bel bagno lungo e rilassante (come mi é capitato ad esempio con i Sali Superdrenanti Vera Lab), questa maschera é stata la ciliegina sulla torta e i vapori circostanti ne hanno amplificato i benefici, così come quando l’ho portata con me in spa! Ma non attendo certo di avere 1h da spendere restando esanime in vasca per farla! Probabilmente sono più le volte in cui l’abbino al lavaggio dei piatti che il resto! Ci si arrangia, insomma: dalle stelle alle stalle, sai com’è.

Vogliamo poi parlare delle innumerevoli e arcinote proprietà del miele di Manuka? Antibatterico, cicatrizzante e incredibilmente nutriente. Questo fa sì che la AURA MANUKA HONEY MASK si candidi perfettamente anche per tutti coloro che hanno problemi di pelle e normalmente fuggono di fronte a maschere idratanti e cremose. Al risciacquo pelle luminosa e morbidissima…e, a proposito di risciacquo….pura poesia: la maschera, a contatto con un panno caldo e bagnato, si risveglia ed esplodono gli o.e. di mandarino e vaniglia in tutta la loro delicata fragranza.

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Per il resto, lo vedete da voi: l’inci é la sua migliore presentazione! Il miele di Manuka guarda il resto degli ingredienti dall’alto, olio di avocado, estratto di vite, o.e.di carota, estratto dell’albero di Natale della Nuova Zelanda (potente antiossidante), vitamina E, fragranza derivante da o.e. di mandarino e vaniglia. Un grande amore, il nostro!!

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E continuiamo con una maschera storica, di quelle in cui tutte prima o poi ci siamo imbattute: la MASCHERA all’ARGILLA VERDE e MENTA di Cattier. E infatti, quando avevo necessità di una maschera purificante, ho pensato fosse proprio il caso di riacquistarla in quanto ne serbavo un buon ricordo…oltre che essere indiscutibilmente economica e di facile reperibilità.

Di anni ne sono passati un bel po’e c’è da dire che la formulazione potrebbe essere cambiata..forse, oppure, molto più probabile, é la mia pelle ad essere cambiata. Ad ogni modo non é malvagia, ma nulla che mi darò la pena di prendere una terza volta.

É in tubo ed ha una consistenza cremosa, ma necessita di essere agitata per bene in quanto tende a colare non appena aperta. Per il resto, che dire? Asciuga in fretta, quindi ha tutti i pregi e i difetti di questa tipologia di prodotto: é veloce da fare se si ha poco tempo ma bisogna starle appresso re-idratandola con acqua termale o tonico se si desidera tenerla un po’di più in posa. Dovesse malauguratamente seccarsi, tuttavia, non è aggressiva e la mia pelle, in verità mai particolarmente sensibile, non ha riportato segni d’insofferenza né rossori. Della menta si avverte più il profumo che una reale sensazione di freschezza. Al risciacquo, che non è rognoso ma meglio farlo con un panno umido, la pelle é pulita ma nulla di sbalorditivo: diciamo nella media. Il fatto che non sia aggressiva permette comunque di ripeterla più volte nell’arco della settimana.

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Argilla (Illite e Caolino), estratto di menta piperita, olio di jojoba, o.e. di rosmarino e menta piperita. Carina …ma non ci perderei il sonno!

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Eccola invece una maschera che val la pena di provare…e di riacquistare!! La MASCHERA alla TORBA Turbliss é stata una grande scoperta di quest’anno per me, una di quelle che ti lasciano piacevolmente sorpresa in un universo che, a volte, pare non offrire più nulla per cui entusiasmarsi!

La mia é una pelle mediamente “normale” con una tendenza ad imperfezioni relativa in genere ad influssi ormonali (che siano maledetti). Un po’mista lo é ma se non esagero con la skin care, tengo le mani a posto e la luna é in trigono con Mercurio, non mi dà noie più di tanto. Tuttavia la tipologia di maschere che prediligo sempre é appunto la purificante perché, mentre tutto il resto dell’universo delle maschere rappresenta per me una “coccola”, di questa sento invece una reale necessità. Perché allora non provare qualcosa di nuovo? Tanto più che la maschera alla Torba sta vivendo un vero e proprio boom. E dunque sì, confermo: bisogna proprio averla e, se possibile, in tutte le sue varianti, perché no (cosa che mi sono ripromessa di fare). Iniziare con un cofanetto prova, si sa, é sempre una buona idea e Turbliss pensa a noi donne scettiche e ce ne mette a disposizione un paio, tanto per gradire. Il cofanetto é comunque preferibile alle monodosi in quanto consente di fare un buon numero di applicazioni e di provare anche l’acqua di torba in combo, che dovrebbe potenziarne gli effetti.

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L’applicazione é molto confortevole: il prodotto si distribuisce facilmente (io uso un pennello in silicone) mantenendo una giusta cremosità senza colare. Ha un odore caratteristico che, sebbene non possa definirsi un profumo, non risulta sgradevole. Una volta sul viso tende ad asciugarsi ma non rapidamente e comunque va inumidita con l’apposita acqua: ad ogni modo non lascia rossori e non secca la pelle. Come d’abitudine la rimuovo con un panno umido anche se con la sola acqua viene via facilmente. Mettete in conto di dover lavare il lavandino dopo perché sporca un attimo, come del resto accade con ogni maschera scura a risciacquo. Cos’altro? Il risultato, ovvio: pelle levigata, luminosa, pulita. Una maschera che é un piacere fare e che funziona!

Il suo inci é semplice: Torba. Fine. E il tonico bioattivo? Acqua di Torba. Più facile di così! Per dovere di cronaca devo ricordare che attorno alla Torba e alla sua estrazione e a quanto vengano considerate più o meno inquinanti ruotano infuocate polemiche: non è questa la sede più opportuna, ma qualora voleste farvi un’idea v’invito ad approfondire l’argomento!

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E poi? E poi c’è lei, la mia preferita …e già ricomprata, incredibile! La RADIANT GLOW MASK di Evolve Organic é un piccolo gioiellino, uno di quei prodotti che coniuga in sé praticità, piacevolezza, efficacia…ad un prezzo accessibile. Già il packaging mi piace, così essenziale, ed il vasetto checché se ne dica, é sempre il mio preferito perché mi consente di usare il prodotto davvero fino all’ultima goccia! E a noi non piacciono gli sprechi, giusto? Giusto!

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Amerete questa maschera prima ancora di applicarla, lo so, perché il solo gesto di togliere il tappo e avvicinarla al naso, v’inebrierà: un profumo paradisiaco di cioccolato di quelli che in un momento di follia potrebbero spingere una povera donna a dieta ad infilarci un dito dentro e assaggiarla ( non temete, non l’ho fatto ma in compenso il mio stomaco ha eseguito un triplo salto carpiato da 9.0). Sapete cosa mi ricorda? Quei prodotti dolciari tipo colomba pasquale o pandoro al cioccolato che, se ci pensate bene, hanno un sapore/odore tipico. Dunque cosa sappiamo di questa maschera, oltre al fatto che sia estremamente golosa? Sappiamo che si distribuisce bene, che non si secca e potete tenerla sù ad oltranza (anche se viene consigliata una posa di 5 minuti)e che ogni minuto sarà puro godimento. La sua texture é cremosa e granulosa a causa della polvere di cocco: la granulometria é fine e regolare, ragion per cui é opportuno andarci piano, con mano leggera. Io la applico, la tengo in posa finché posso e, prima di rimuoverla, bagno i polpastrelli e procedo ad un delicato messaggio al termine del quale risciacquo. Il risultato è di quelli “prima e dopo la cura“: grana della pelle uniformata, colorito roseo, incarnato luminoso. Avrete una fame del diavolo dopo, vi avviso, e vi si saranno scatenate le più infime voglie che persino il reparto dolci dell’Eurospin vi apparirà come il paradiso del goloso. Ma ne sarà valsa la pena. Il massaggio potreste farlo anche all’inizio, appena distribuita sul viso, per poi lasciarla in posa, fate voi.

Olio di semi di girasole, polvere di cocco e di cacao, caolino, olio di mandorle dolci, idrolato di arancio dolce, estratto di vaniglia, vitamina E. Una maschera da avere senza ombra di dubbio, un prodotto che riesce a coniugare come mai prima d’ora l’aspetto “coccola” con una reale utilità e performance all’altezza delle aspettative! ADORO!

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Mi pare doveroso inserire in questo post anche un prodotto complementare alle maschere, che normalmente io uso a staffetta. Se, infatti, la maschera che decido di adoperare non é aggressiva e non ha microgranuli, mi piace da una vita ormai, farla precedere da uno scrub, tanto per preparare la pelle, darle una svegliata e liberarla dalle cellule morte che possano renderla meno ricettiva ai trattamenti successivi. Con il passare del tempo l’uso dello scrub viso da parte mia é andato via via scemando, ma devo pur sempre riconoscere la sua utilità. Quello che vi mostro é un prodotto che é con me dal Sana 2018, già, e che con molta probabilità passerò ai miei eredi. Il GEL DETERGENTE SCRUB di Eterea, infatti, va usato a piccole dosi: la mia lunga esperienza con lui mi porta a sconsigliarne l’uso a mò di detergente, per carità, e come scrub stesso anche una classica frequenza settimanale potrebbe essere troppo per una pelle appena un po’sensibile. La mia, che di certo non può fregiarsi di tale nobile caratteristica, ugualmente non riesce sempre a tollerare una seppur lieve scrubbata: i microgranuli sono davvero ad alta concentrazione, piccoli e abrasivi: procedere con tocco leggero da fata é assolutamente indispensabile. Essendo appunto così concentrato, ne basta poco e badate bene a tenere preferibilmente il viso inumidito (e anche le mani)! Io stessa se mi accorgo di avere qualche imperfezione preferisco evitare del tutto e passare direttamente alla maschera. Insomma, dovrete calibrarne l’uso in base alle esigenze della vostra pelle….e a come reagisce, tutto qui. Per il resto è d’indubbia qualità, come ogni prodotto del marchio, oltre che risultare piacevole, complice anche quel suo buon profumo di latte di mandorla!

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L’inci é ricco, marchio di fabbrica del brand: a base d’idrolato di camomilla, polvere di mandorle e nocciole, estratti di calendula, malva, avena, iris, salvia, liquirizia, cetriolo e lampone, pantenolo, bisabololo, o.e. di lavanda. Una formula, é evidente, che cerca di coniugare ingredienti purificanti e lenitivi….ma calendula, malva, avena nulla possono con l’azione meccanica che di per sè resta intensa seppur con tutte le precauzioni del caso!

Giuro che ho finito, per ora! E, se siete arrivati in fondo a questo post…beh…vi meritate proprio una bella maschera (o una colomba pasquale fuori stagione, fate voi)!

L.

Letture..al volo

12/08/19 ore 9:55 volo Brindisi-Milano Malpensa AZ1742

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Adele é una donna anziana che, nell’intimità della sua cucina, si lascia travolgere dal fiume dei ricordi. Sedotta e abbandonata, accetta di sposare ‘u manciatu (così chiamato per via della malattia che gli divora la pelle). Odia quel suo primo figlio bello e stranuliddu frutto di un amore sbagliato e ama il tranquillo secondogenito nato dalla violenza di suo marito. Pare che nella vita di Adele funzioni tutto al contrario…per poi ribaltarsi ancora. E ancora.

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“Ho la testa sott’acqua ma respiro, mentre il piacere é un soffio di vento che mi rende felice come mai lo sarò più”.

12/08/2019 ore 16:55 volo Milano Malpensa- London Heathrow AZ0238

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Uno scorcio della Grande Guerra. Pochi giorni di Milton il partigiano e della disperata ricerca dell’amico Giorgio. Da un paese all’altro, nella nebbia, sotto la pioggia, attraverso i boschi, lesto e silenzioso come un fantasma. Non conosce stanchezza, ogni ora é preziosa perché Giorgio é stato catturato dai fascisti. Ma deve trovarlo prima che sia troppo tardi, e sapere la verità riguardo lui e l’amata e mai dimenticata Fulvia.

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“Non la vedevo dal principio della guerra, e non la rivedrò più prima della fine.”

L.

 

Tattoo after care

Tatuaggio, facile a dirsi.

Già, ma bisogna prendersene cura…e molto bene.

Una perfetta guarigione é fondamentale per il risultato finale nell’immediato e soprattutto sul lungo periodo. Dal mio punto di vista é un affare un po’rognoso e qualche volta é stata la ragione che mi ha fatto rimandare il tatuaggio stesso, non scherzo. Se so che non ho voglia di prendermene cura, non lo faccio. Ma quando il tattoo chiama, ragazzi,….se li amate come li amo io, sapete perfettamente a cosa mi riferisco: una voglia matta e irrefrenabile. Se poi come me siete abituati al “detto/fatto” state certi di ritrovarvi a messaggiare col vostro tatuatore di fiducia in men che non si dica: “ciao! Quando mi puoi inserire per….?”

Lontani anni luce ormai dalla vecchia cura a base di vaselina, a questo giro mi sono procacciata una buona alternativa naturale, Fantasia Painting(52)la AFTER TATTOO di BEONME. Se intendete portarvela in giro, di sicuro il pack in tubetto risulta pratico, anche se verso la fine bisogna fare un po’di forza per far uscire il prodotto. Esiste anche la versione monodose da 7 ml, ideale per il bagaglio a mano direi… anche se economicamente non conviene: potrebbe essere la soluzione nel caso di un tattoo piccolino quando sapete già a monte che non ve ne servirà molta. Tornando al tubetto, verso la fine bisogna fare un po’di forza per far uscire il prodotto e questo perché la sua texture é densa e compatta, molto simile alla vecchia vaselina di cui sopra. Al tempo stesso, e proprio come accadeva al tempo dei petrolati puri, é facile da spalmare e resta molto unta, proprio come dovrebbe essere. L’ho utilizzata per la prima settimana: i suoi ingredienti lenitivi di sono presi cura della pelle stressata ed in generale il tattoo é sempre rimasto ben umettato. Dopo una settimana tuttavia ho come avuto l’impressione che la guarigione non progredisse in alcun modo…

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Olio di semi di girasole e di mandorle dolci, cera candelilla, burro di karité, ossido di zinco, bisabololo, vitamina E, o.e. di Tea Tree.

Per i non tatuati: il tatuaggio può definirsi “guarito” quando tutte le “crosticine” d’inchiostro in superficie sono venute via. E questo deve avvenire spontaneamente, senza fregare/scrubbare/grattare, chiaro?? Non si fa, giù le mani! É proprio tenendo la parte costantemente idratata e umida che ciò avviene. Ovviamente il tempo necessario dipende dal tatuaggio stesso.

Detto questo, il mio era bello che fermo allo stadio di pelle oramai normalizzata, senza rossori ma di crosticine staccate neanche l’ombra. Per questa ragione sono passata ad un altro prodotto, che mi ha dato il mio stesso tatuatore: TATTOO GOO, prodotto made in USA che, sebbene non dichiaratamente “naturale”  ha un INCI di tutto rispetto! Piccola scatolina in latta, minimo ingombro, minimo peso. So perfettamente a cosa state pensando: pucciare le dita non è cosa buona e giusta e igienica. Ma io dico: chi diamine si toccherebbe un tatuaggio in via di guarigione con le mani sporche?! E chi lo fa, credetemi, si merita il proliferare di germi e batteri nella propria scatolina! La cura del tatuaggio avviene dopo la doccia o il bagno…insomma dopo essersi lavati e con mani pulite! Se siete fuori tutto il giorno e vi portate appresso i vostri prodotti per idratare il tattoo di tanto in tanto, minimo minimo andrete in un bagno e potrete lavarvi opportunamente le mani, prima. Quindi per me la questione dell’igiene non si pone, in nessun caso! Anzi: questo pack dal mio punto di vista é risultato nettamente più pratico del tubetto BEONME: quando il prodotto all’interno é agli sgoccioli, avrete bisogno di entrambe le mani per comprimere la plastica e farlo fuoriuscire. Bene, provate a farlo con le mani unte. Appunto.

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Ma torniamo alla graziosa, mini scatolina: il prodotto si presenta come un unguento verde, piuttosto solido e ovviamente unto. Per prelevarlo dovrete munirvi di una spatolina o, come faccio io, col dorso dell’unghia, ammorbidirlo (non ci vorrà molto) e applicarlo. Non ha profumazione aggiunta ma il suo mix di o.e. lo rende molto gradevole all’olfatto (spicca la lavanda). L’idratazione é garantita ed effettivamente il tatuaggio ha iniziato a progredire rapidamente nella guarigione. A me é bastato per circa una settimana rinnovando l’applicazione minimo 3 volte al giorno su un tatuaggio non propriamente piccolo. La confezione non si è mai aperta in borsa e si può tenere anche semplicemente in tasca tanto é mini. Mi é piaciuto davvero moltissimo!

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Olio di oliva, cera alba, burro di cacao, olio di germe di grano, o.e. di lavanda e rosmarino, vitamina E. Essendo un prodotto al di fuori dei nostri abituali canali di distribuzione, ho cercato un po’in rete per darvi qualche info su come reperirla e mi ha sorpreso il fatto che non solo é presente in negozi specializzati e non (ovviamente Amazon ce l’ha) ma é anche molto conveniente (il prezzo varia, ma mai oltre i 7€)! A me é durata circa una settimana ma, lo ripeto, il tatuaggio é grandino ed io non certo lesino prodotto!!)! Dunque se v’interessa, googlate “tattoo Goo” e scegliete l’offerta migliore!

Ricapitolando: made in Italy vs made in USA, certificazione Ecocert vs nessuna certificazione, inodore e cremosa vs delicata profumazione naturale e texture solida, tubetto vs scatola in latta. Ce n’è per tutti i gusti ma entrambe valide! La Tattoo Goo più performante, lo ammetto! Per il prossimo, dovendo scegliere tra le due, opterei per quest’ultima!

E voi che volete tatuarvi, ricordate sempre di farlo in tutta sicurezza. Il tatuaggio se fatto con tutti i crismi, costa. Piuttosto che risparmiare rivolgendovi a qualcuno che lavora in nero e con materiali di scarsa qualità e dubbia provenienza, non fatelo proprio. Oltre che ritrovarvi con un obbrobrio addosso (per coprire il quale spenderete il triplo) é soprattutto necessario tutelare la propria salute!

Detto questo mi godo il mio tatuaggio pensando al prossimo…e finendo quel che resta nel tubetto della BEONME come impacco serale per i piedi: in questa vesta funziona decisamente meglio!!

L.

 

14 luglio-10 agosto: 28 gg per drenare!

Penso che, a questo punto e considerato il fatto che ne parlo da svariati mesi, sia inutile precisare che ultimamente mi sia trovata a fare i conti con una ritenzione idrica mai avuta in quarant’anni d’età ( ehi ehi, frena!! QUASI quarant’anni!). Ma, per amor di cronaca e constatata la tendenza dei miei lettori a guardare solo le figure, lo ricapitolerò ancora una volta. Ebbene, per un problema di salute, risoltosi poi con un intervento chirurgico lo scorso giugno, mi sono sottoposta ad una cura ormonale della durata di 4 mesi che il mio povero già imperfetto corpo ha iniziato a smaltire solo di recente. E contro gli ormoni, si sa, c’è ben poco da fare: non c’è dieta che tenga né tantomeno allenamento che possa tenerne a bada i devastanti effetti! Solo salvare il salvabile. Io lo dovevo fare e l’ho fatto, poche chiacchiere. Mi ritrovo oggi con un corpo che stento a riconoscere ma ho fede nel miglioramento (la speranza si sa…é l’ultima a morire! Ma poi penso: chi vive di speranza, muore disperato? Mah). Dicevo che ho fatto proprio il possibile per arginare i danni …. incluso un po’di shopping mirato di qualche prodotto che avrei sfoderato al momento opportuno. Tra questi spicca Ambadué, combo high cost per donne disposte a tutto. Come me, del resto. Ne ero davvero incuriosita poiché anche in tempi migliori non ho mai trascurato il fattore cellulite….mi pare evidente (QUI)! Ma spendere €113  per un trattamento casalingo confesso che va ben oltre le mie normali abitudini: la spesa é direttamente proporzionale al grado di disperazione. Capirete con quali aspettative mi sia approcciata a questi prodotti!! Va detto che la loro fama li precede….peccato che abbia letto e sentito meraviglie al riguardo ma solo da chi li ha ricevuti in omaggio collaborando con l’azienda! Nulla togliere alla bontà di queste recensioni penso tuttavia che sborsare di tasca propria quest’importo per un ciclo di 28 gg sia un’altra storia. Già perché parliamo di un trattamento urto da farsi quotidianamente per questo periodo di tempo: se siete incostanti, pigre, svogliate e via discorrendo…. risparmiatevi l’investimento, ok? Tutti i giorni significa non sgarrare….e per soli 28 gg direi che non é poi così difficile. Almeno per me! La cosa funziona così: bisogna utilizzare in combo la crema e le drops una o due volte al giorno; se il trattamento é comprensibilmente troppo costoso e dovete scegliere uno solo dei due prodotti, prendete la crema poiché le drops da sole non servono, lo dice l’azienda stessa.

Fantasia Painting(45)L’INTENSIVE BODY DRAINAGE with ALGAE é una crema piuttosto fluida, dall’odore erbaceo. Non è un odore particolarmente fresco o gradevole, tuttavia non è troppo intenso e non appesta i vestiti! Il pack é adeguato ad un prodotto di fascia alta: ben fatto, funzionale, maneggevole….e minimal. Tuttavia un bel flacone airless ce lo saremmo proprio meritate! La sua texture é fluida, come dicevo, e di rapido assorbimento: non é grassa o oleosa, ma la si sente addosso e con queste temperature alte non è stato troppo piacevole andare a letto con le gambe leggermente unte, incollandosi alle lenzuola. Nulla d’insormontabile da superare, io l’ho fatto senza troppe difficoltà (ecco, magari piuttosto che lasciare la Sacra Sindone, meglio dormire su un telo in microfibra! Io l’ho preferito). Ho utilizzato la crema mattino (da sola) e sera (con le drops) e francamente i 200 ml mi sono bastati per un soffio!! E dire che non l’ho stesa sull’addome poiché temevo qualche reazione sulle cicatrici post intervento! Ha una consistenza molto piacevole e tale da adeguarsi perfettamente alle vostre intenzioni in fatto di massaggio: poco tempo e poca voglia? Perfetto, si assorbe rapidamente! 10 minuti in più da dedicare al massaggio? Nonostante si sia assorbita, quel lieve velo di untuosità in superficie vi consentirà di prolungare il massaggio a vostro piacimento!

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É stata piacevole da utilizzare, anche perché fungeva al contempo da trattamento anti cellulite e da ottimo idratante, ma il fatto di dover riuscire a farmela bastare per almeno i 28 gg del trattamento confesso che mi ha condizionata un po’. 50 ml in più, secondo me, sono il quantitativo giusto se si vuole trattare anche l’addome o arrivare in scioltezza alla fine del ciclo senza ansia!!

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Le DEEP DRAINAGE DROPS si presentano sotto forma di 5 boccette da 10 ml cadauno, dotate di pratica pipetta conta gocce. Il liquido contenuto non é completamente acquoso e mantiene un minimo di corpo…tuttavia il rischio che possa scivolare é alto, bisogna studiare una tecnica d’approccio: non versatelo sul palmo per poi passare direttamente al massaggio!! É di sicuro il metodo fallimentare per eccellenza. Meglio vuotare la pipetta direttamente sulla gamba, avendo cura però di massaggiare repentinamente! Colore ambrato e odore in linea con la crema, la sua formula leggermente densa consente di “allungare” la crema e prolungare il massaggio. Ma é pur vero che sono probabilmente le drops stesse a rendere il tutto un po’appiccicoso (l’avete capito, no? Meglio in stagioni in cui potete indossare un sacrosanto pigiama)!

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La quantità suggerita dall’azienda é di 1 o 2 pipette per gamba: ebbene, con 2 non coprite i 28 gg! Io ho usato 1 pipetta per gamba e sono arrivata alla fine del trattamento con all’attivo 4,5 boccette, fate un po’voi! E poi francamente il quantitativo di una sola pipetta considerato che si va a miscelare alla crema, é più che sufficiente. Di nuovo, se avessi trattato l’addome probabilmente non sarebbe bastato. E pensare che credevo di non farcela…ed invece a mollarmi é stata la crema!!

Ebbene, facciamo il punto. Anzitutto se ha funzionato….mah, che dire? Il trattamento ha di sicuro donato all’area interessata una compattezza, morbidezza e lisciezza evidenti soprattutto al tatto. Alla vista, per quanto mi sia sforzata di cogliere il seppur minimo cambiamento, non posso darne testimonianza, aimé. Non che mi sia dispiaciuto il risultato ottenuto, ma non è nulla che io non possa eguagliare con la buona idratazione a cui sono avvezza. E comunque non l’ho ritenuto sufficiente considerato l’investimento. Del resto, mi dico, a fare un trattamento per 28 gg in un centro estetico….altro che 113€!! Ci contavo molto, l’avete capito e fatto probabilmente in un altro momento ad ormoni smaltiti, mi avrebbe dato risultati migliori? Chissà! Ma essendo un trattamento urto non é forse destinato a chi la cellulite ce l’ha?

Non ho riscontrato un effetto drenante tangibile (missing pipì) ma mi é piaciuto il fatto che non produca i soliti, inutili effetti caldo/freddo quindi se anche aveste capillari fragili, non datevene pena; altra nota positiva, non è laborioso come si possa pensare e come altri tipi di trattamenti sono (pensiamo ai fanghi, ad esempio), basta avere solo un po’di costanza! Considerato il rapporto costo/risultati ottenuti tuttavia non mi ripropongo di riacquistarlo. Mi preme precisare che non metto in dubbio la bontà e l’autenticità delle recensioni entusiastiche fatte da chi il kit l’ha ricevuto in omaggio dall’azienda, nella maniera più assoluta. Da parte mia ovviamente il metro di giudizio non può essere il medesimo, avendo io speso quella che, a parer mio, é cmq una cifra considerevole. Di conseguenza parliamo di aspettative alte (molto alte) ed un occhio clinico puntato su ogni piccolo dettaglio! Diverso sarebbe stato se lo stesso kit l’avessi pagato, che so, 20€? Mi avreste sentita dire “ottimo!…per quel che costa”!! Quante volte leggiamo questa frase?! Il prezzo influenza il giudizio, c’è poco da fare. Un prodotto mediocre ma estremamente low cost può diventare persino buono, tutto sommato! E viceversa!

Con la speranza di smaltire i mitici ormoni, io e la mia cellulite ci congediamo….ma che non cantasse vittoria: ho molte altre armi da sfoderare!

L.

La combo #17 Madara Infusion Blanc

Una combo tira l’altra….

Infatti torniamo presto presto a parlare di una nuova combo (ma semplicemente perché la precedente l’ho scritta in scandaloso ritardo e quest’ultima in straordinario anticipo! A volte capita ancora questo inaspettato tempismo!)

Quando mi piace un brand, l’avrete ormai capito, tendo ad acquistare e provare il maggior numero di prodotti fino a quando:

a) il brand mi delude

b) ho esaurito il parco prodotti

c) mi viene a noia/perdo d’interesse.

Ebbene, dopo la fissa Hauschkiana (c) e quella Etereana (mix di a & c), mi ha preso un po’ Madara: avete avuto modo di veder snocciolare uno dietro l’altro svariati prodotti, specie per la skin care (QUIe QUI). Ebbene, potevo io sottrarmi dal provare qualcosa per il corpo? Domanda che non necessita di risposta, direi. Mi aveva da sempre (oddio, da sempre! Da quando ho preso in considerazione il marchio! Su, non esagerare) intrigata la linea INFUSION BLANC con il suo bel pack candido e la promessa di una profumazione soave.

WP_20190804_13_32_47_ProL’ INFUSION BLANC MOISTURE SOAP JASMIN AND MEDOSWEET è effettivamente tanto bello a vedersi quanto ad usarsi! Ha una confezione da esibire con piacere nel vostro bagno: molto sobria ed elegante con l’unico vezzo di un’etichetta floreale. Per il resto il flacone ha anche una quantità di tutto rispetto (300 ml) ed è dotato di dosatore, cosa non sempre furbissima: in questo caso specifico, il detergente ha una consistenza tale da ben prestarsi a questa tipologia di erogazione, tuttavia non è tra i dosatori più felici mai concepiti per un prodotto da usare per il corpo, in quanto la quantità erogata è davvero pochina. Per contro si presta bene come sapone mani, per esempio, e comunque consente per forza di cose un ottimo controllo sugli sprechi!

Si presenta come un gel lattiginoso mediamente denso e cremoso: delicato sulla pelle, con un profumo lieve, femminile, floreale molto piacevole. Per le amanti delle bolle, mi spiace ma niente schiuma.

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A base di succo d’Aloe con estratti di Olmaria e Gelsomino tutti da agricoltura biologica, tensioattivi del caso e profumo aggiunto che svetta nella prima parte dell’inci, come purtroppo sto riscontrando in ogni prodotto del brand.

Un ottimo detergente corpo, davvero. Tuttavia non mi ha fatta innamorare e confesso che non è neanche un qualcosa per cui sia giustificato spendere 12-13€…ma una tantum si può fare! O per togliersi uno sfizio, perché no? Posso dire che li vale…ripeto, è ottimo, ma niente che altri docciaschiuma non abbiamo perfettamente eguagliato pur mantenendo costi nettamente inferiori! Regalatelo e regalatevelo!

WP_20190804_13_33_29_ProRicordate quando nello scorso post cosmetico vi spoilerai di star usando una combo più costosa di quella di cui vi parlavo, ma deludente? Ebbene sì, è questa. E tutta la delusione si concentra nell’assoluto flop rappresentato dall’INFUSION BLANC SUPREME HYDRATION BODY LOTION: un nome tanto altisonante quanto poco aderente alla realtà.

Anzitutto il pack in tubo non si rivela una genialata per una body lotion estremamente liquida: attenzione ad aprirlo tenendolo sempre inclinato, altrimenti idraterete il pavimento. Una texture così abbinata a tale pack vi assicura di finire i 200 ml molto presto e di sicuro con largo anticipo rispetto al detergente, come difatti è successo a me. Il controllo della quantità giusta da utilizzare è arduo.

“Idratazione suprema” poi….mah. Mi pare francamente esagerato. Certo, per essere poco più che un fluido idrata, è vero. Ma nulla di che. Tasto dolente: la profumazione non solo non è in linea con il detergente ma è addirittura sgradevole. La cosa positiva è che è davvero molto molto lieve. Di buono ha la sua leggerezza ed il fatto che si assorba in fretta senza lasciare untuosità sulla pelle, cosa che d’estate fa sempre piacere (specie per me che l’ho adoperato per la body care del primo pomeriggio, quando praticamente il solo gesto di lavarsi ti fa sudare. Brutta storia).

madara2 Olio di semi di Girasole, estratti di Avena, Gelsomino e Olmaria, burro di Karitè, o.e. di Timo, Vitamine C ed E. Per dovere di cronaca faccio notare che, per una volta, il profumo è più in basso rispetto agli estratti! Questa nota positiva non mi fa di certo rimpiangere le 20€ spese per questo prodotto di cui, mi rendo conto, avrei potuto far tranquillamente a meno!

A questo giro, lo vedete, poco entusiasmo e un po’ di rimpianto. Mi rifarò con la prossima combo?… il dramma è che non l’ho ancora scelta….e questo non è da me. Non sto bene….chissà che sto covando! Statemi lontani, potrei essere contagiosa!!

L. 

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A walk in UK (da Londra a Cardiff in 10 scatti+1)

1. Dear London…

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Non è la più bella, né la più folle. É Londra, semplicemente Londra. Un concentrato di adrenalina, un’iniezione vitaminica nonostante il cielo grigio. Un posto al mondo in cui stare bene, il mio angolo preferito. L’unica città che mi abbia fatta “ritornare”, dopo 9 anni lunghi un secolo. E mi ha sorpreso quanto fosse più viva e più bella di prima. E più mia.

2. The Thames below Westminster

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Chiunque frequenti abitualmente mostre e musei sa quanto sia facile trovarvi Van Gogh e Cézanne, ad esempio. Ma soprattutto Monet. Non c’è museo nazionale che non ne esponga almeno 2 o 3 opere. Ebbene, amo Monet, m’incanta, ma non è il mio preferito: trovo che i suoi quadri si somiglino un po’tutti. Ma questo no, questo é diverso. Lui ha personalità: mi pare di vederla questa città che si sveglia. Ne ricordo il titolo, strano, ed è principalmente per ammirarlo di nuovo che sono tornata alla National Gallery.

Sarà la nebbia, sarà il Tamigi, sarà Westminster. Sarà Londra.

3. A front row seat

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Me ne innamorai ai tempi del video di Midge Ure, uno di quei luoghi un po’ magici, quasi irreali, di cui sai l’esistenza ma è sempre troppo complicato raggiungerli. Ed io ci sono andata, da sola, a piedi. Una salita interminabile e non una persona sul mio cammino. Stanchezza e un po’ di paura, lo ammetto. Ma poi, una volta in cima, questo. E nonostante la pioggia e il vento e le vertigini, lo spettacolo è talmente emozionante da azzerare tutto.

E ti ritrovi lì, su una panchina solitaria, sotto la pioggia con in tuo ombrello rotto. E sei felice.

4. Shiny Bath

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Avevo un ricordo di una cittadina piccola e grigia. Ho trovato un posto pieno di vita, di gente, di musica per la strada. Luminoso e splendente, anche sotto la pioggia. Di Bath porto con me gli scorci da cartolina e i travestimenti al Fashion Museum, la gente che mi chiede se ho bisogno d’aiuto vedendomi impalata a consultare una cartina e il mio pub preferito dove pranzare all’ora del thè. Ma anche l’esasperata ammirazione nei confronti di Mr Darcy del ragazzo al Jane Austen Center e tutte quelle donne rovinate, come me, dall’aver letto “Orgoglio & Pregiudizio”!

5. “Climbing up on Solsbury Hill…”

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C’è stato un tempo in cui non stavo bene e questa canzone di Peter Gabriel entrò nella mia vita, così, dal nulla. Ascoltarla mi dava conforto e pensai “Andrò sulla Solsbury Hill, un giorno, quando starò meglio”. Ed è questa la chiave di volta, la tappa che ha dato vita a tutto il viaggio. Un’altra salita lunga e faticosa e solitaria. E di nuovo la pioggia e il vento, anche se meno di Bratton Camp, ma con in più una mandria irrequieta che mi ha costretta a scendere più volte.  Una vista mozzafiato in un silenzio irreale, questo è quanto offre. A ben pensarci non sto meglio di qualche anno fa ma è stato bello andarci per chiudere quella porta, attendendo di aprire il famoso portone.

Chissà, magari ci dovrò tornare ancora una volta.

“…Today I don’t need a replacement
I’ll tell them what the smile on my face meant”…

6. Quiet, lovely Cardiff

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Una città che sonnecchia per 5 giorni la settimana ma che neanche nel week-end del Pride riesce a diventare caotica. Tutto apre tardi e chiude troppo presto e non si ha certo bisogno di prendere i mezzi per visitarla. Cardiff è così, tranquilla e a misura d’uomo… e con l’inglese più incomprensibile che abbia mai sentito. Non offre moltissimo, ma quel che ha è bello e prezioso e non è venduto a peso d’oro. E fa persino caldo.

7. Gulls, leeks & rabbits

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Il punto più a sud del Galles, un’isola solitaria con poco più di un faro, una fattoria ed una stanzetta adibita a pub, ovviamente. Quel giorno sulla Flat Holm Island c’era il sole e ben 22 persone con un paio di volontari a gironzolare per i suoi sentieri erbosi. Nessun altro. Gabbiani e conigli, loro sì. E non uno ha messo mani al cellulare, se non per scattare foto. A stento si parlava fra noi e quasi a bassa voce non foss’altro per non turbare quella pace e quella quiete di cui tutti volevano riempirsi le orecchie e l’anima.

8. Happiness is a warm Welsh Cake!

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Un posto va anche assaporato. E di tutti i profumi e i sapori ricorderò le uova strapazzate al mattino e l’immancabile Fish & Chips; i soliti tazzoni di caffè e l’insuperabile Beef Cottage Pie accompagnata da Onion Rings e Garlic Bread, tanto per stare leggera. Ma soprattutto le Welsh Cakes, deliziose nella loro semplicità. E mi rivedo a mangiarle per strada di ritorno dalla baia, oppure distesa su una panchina di Bute Park, con un paio di scoiattoli che mi girano attorno aspettando speranzosi la loro parte.  Le mie ultime 5£ sono state spese per il biglietto del bus diretto in aeroporto: le penultime per un sacchetto di Welsh Cakes…

9. Vagabond Heart

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Un viaggio diverso questa volta, nessun quartier generale a cui far ritorno la sera. 4 tappe, 4 città, 4 calorose accoglienze. E una valigia mai disfatta. Non abituarsi mai a nessun posto e non riuscire a provare quella rassicurante sensazione di familiarità di un tragitto. Ed esser triste 4 volte di andartene ed essere contenta 4 volte di essere andata altrove. E la campagna inglese che scorre dietro il finestrino del primo treno per chissà dove.

10. There’s no place like… 

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Mi piace il sole che filtra attraverso le nuvole: quella luce la trovi solo in UK e anche quando è grigio, trova il modo di risplendere. Mi piacciono le giornate così lunghe e il sole che tramonta tardi e quell’ora indietro che pare un regalo. Mi piace la formale cordialità, le risate assordanti nei pub affollati il venerdì pomeriggio. Mi piacciono i musei nazionali gratuiti e i parchi enormi in pieno centro e la gente in giacca e cravatta che si stende sull’erba in pausa pranzo. E l’attaccamento alle tradizioni e l’orgoglio e il senso di appartenenza che tutti dovremmo provare per il proprio paese. Mi piace il Regno Unito e non ne ho mai abbastanza.

L.

 

 

La combo #16 Le Driadi Avena e Calendula

Anche se questa “combo” mi ha lasciata già da molto, merita comunque il suo angolo di notorietà in quanto, lo anticipo già, è stata una bella scoperta di questo 2019 cosmetico! Avevo difatti puntato svariati prodotti de Le Driadi già da un annetto e, non avendo un Tigotà a portata di mano, avevo approfittato del mio soggiorno Bolognese pro-Sana per curiosare un po’ dal vivo. Morale: quasi tutte le referenze corpo finite in wish list. E lì ancora giacciono, non per una perdita d’interesse, bensì per la coincidenza di non essere più andata a Taranto nel pv fisico più vicino a me né di aver fatto altri ordini on-line, seppur con offerte convenienti alle quali ho stoicamente resistito! Ad oggi ho provato solo la CREMA LIPORIDUCENTE INTENSIVA EFFETTO CALDO e, appunto la combo di cui sto per raccontarvi!

Non so quanto possiate ritenere interessante un post di questo tipo, ma ricordate sempre che la semplice detersione seguita da una discreta e costante idratazione della pelle sono le regole base per una perfetta cura del nostro corpo. l’ABC, per intenderci. Un detergente troppo aggressivo mina già di per sé tutti gli equilibri sui quali si fondano benessere e salute della pelle, senza i quali qualsiasi gesto successivo, credete a me, ne verrà alterato. Quindi, torno a ripeterlo: la solita solfa “tanto è un prodotto a risciacquo” a giustificazione dell’acquistare il primo bagnoschiuma del supermercato dietro l’angolo, non vale…ok? Specie considerato il fatto che ormai se ne trovano di ottimi praticamente ovunque e a qualsiasi prezzo…non come ai tempi miei in cui per un banale sapone per le mani dovevi fare un ordine on-line!

Fantasia Painting(126)Bene signori, detergente dicevamo…e che detergente! Il BAGNOLATTE ADDOLCENTE AVENA & CALENDULA è già di per sé un vero e proprio trattamento! Forse un nome più adeguato sarebbe stato “bagnocrema” tanto la sua texture è densa e confortevole! Il profumo è dolce, avvolgente e rasserenante…assolutamente adeguato a quel che ci si aspetta acquistando un prodotto all’Avena e Calendula: a metà tra quel tipico, tenero odore da prima infanzia e le profumazioni rotonde in genere attribuite a questi ingredienti cosmetici! NON genera schiuma ma si lascia massaggiare esattamente come se fosse una lozione idratante: al risciacquo la pelle è morbidissima, coccolata e profumata (ovviamente parlo di qualcosa di non particolarmente persistente, esattamente come qualsiasi profumazione aggiunta presente in prodotti naturali).

AvenaAvena e Calendula si rincorrono per tutto l’inci, lo vedete bene: estratti di Avena e Calendula (da agricoltura biologica) tanto per cominciare, farina e proteine idrolizzate d’Avena, idrolato di Calendula; ma anche olio di semi di Girasole e burro di Karitè. Questa formulazione vi fa pensare a qualcosa di denso, addolcente, emolliente, calmante e idratante? Sì, vero?…e posso garantire che rispecchia perfettamente quel che in realtà il prodotto è! Una coccola in formato 500 ml!!

Il 98% degli ingredienti è di origine naturale, sebbene non goda di alcuna certificazione. Ha un PAO di 12 mesi, è dermatologicamente testato su pelli sensibili ma non sugli animali, rispetta gli standard vegani ed è Nichel-Cromo-Cobalto tested!

Vi durerà molto, anche perché la sua corposità permette non solo di usarne la giusta quantità ogni volta ma anche di poterlo dosare correttamente: per intenderci, denso al punto giusto senza correre il rischio di versare mezzo flacone se siete appena appena distratte mentre fate la doccia….cosa che, specie di lunedì mattina alle 6:30 è molto facile che accada! Perfetto per le pelli più secche e bisognose d’idratazione o soggette ad irritazioni e prurito! La sua profumazione l’ho preferita in inverno ma nulla toglie che si presti ad essere usato con piacere tutto l’anno: l’ho amato!!

Fantasia Painting(125)E che dire poi della CREMA PROTETTIVA POLIVALENTE? Anche in questo caso non posso che sperticarmi in lodi su lodi!! Immaginate una crema solida al punto da potersi confondere con un burro o un unguento, ma che al contatto con le dita si fonde perfettamente e si lascia lavorare sul corpo in totale semplicità e naturalezza. Per quanto il suo aspetto riconduca a qualcosa di particolarmente ricco, non risulta unta o pesante in alcun modo (certo, va dosata con un minimo di criterio!). Anche qui, come sopra: è un vaso di soli 200 ml ma vi durerà molto (credetemi….e se ve lo dice una incrematrice compulsiva!!) anche se non quanto il bagnolatte, purtroppo! La pelle risulterà morbidissima, protetta e delicatamente profumata a lungo! Un prodotto di quelli da tenere in casa, che servono sempre in altre parole: come idratante corpo, l’uso che ne ho fatto io, ma anche perfetta per il post-epilazione, per i rossori da esposizione al sole…insomma, in tutti quei casi in cui si ha bisogno di calmare la pelle!

Avena.PNG2 Sentite qua: burri di Cacao e di Karitè, oli di semi di Girasole, di Mandorle Dolci, di Macadamia e di Avena, idrolato di Calendula, estratti di Calendula e Avena, Vitamina E. La profumazione è aggiunta ma senza allergeni e comunque in fondo all’inci come piace a me! Ma ciò non la rende meno presente e avvolgente! Per il resto vale tutto ciò che ho detto sul suo fratellino: PAO di 12 mesi, 98% d’ingredienti naturali, ecc…

L’ho amata e centellinata letteralmente, cosa per me non poi così scontata. Ricordo che alcuni mesi fa ho dovuto fare un lavaggio di capelli pomeridiano del tutto improvvisato fuori casa…e non mi sono creata problemi più di tanto ad usarla sul viso prima di truccarmi! E non è andata affatto male! Ne ho apprezzato tanto di più il ricordo ora che sto usando una combo molto più costosa ma che, a parer mio, non vale neanche la metà di questa in fatto di comfort, performance e piacevolezza d’utilizzo, aimè!

Una combo per le coccolone cosmetiche…provatela! E non aggiungo altro!

L.

 

“agonia e speranza”

Anne Elliot e Frederick Wentworth si incontrano, si piacciono, si innamorano. La carriera di lui, tuttavia, é incerta, solo agli esordi e non può promettere una stabilità che, ai tempi, era determinante per un’unione: l’amica di famiglia Lady Russell persuade infatti Anne a tirarsi fuori da questo rapporto.

<<Non ci potevano essere due cuori così aperti, né gusti così simili, né sentimenti così all’unisono, né volti così reciprocamente amati quanto i loro>>

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Passano ben 8 anni ed Anne, lungi dall’essere la ragazza inesperta e influenzabile di un tempo, é ancora sola e trascorre le sue giornate tra Kellynch Hall, Uppercross Cottage e Bath in una famiglia di vanitosi, egocentrici e ipocondriaci con cui ha ben poco a che spartire.

<<Eppure, quante emozioni! Agitazione, dolore, piacere; qualcosa tra la gioia e il tormento>>

Una serie di eventi fanno incontrare nuovamente i fidanzati di un tempo: il capitano Wentworth é ormai un uomo affermato e ricco e i due sono alle prese con rimpianti e rancori ma anche sentimenti mai sopiti.

<<Devo sforzarmi di sottomettere la mia mente alla mia fortuna. Devo imparare a sopportare d’essere più felice di quanto merito>>

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Talvolta, presi dalla frenesia del quotidiano e da una serie di letture deludenti, il ritorno ad un classico é sempre terapeutico. Specie se scritto da colei che ha fatto innamorare irrimediabilmente tutte noi di un uomo fatto di carta e inchiostro che cerchiamo ancora oggi, Mr Darcy. E anche quando la trama non è poi così avvincente ed il tutto si risolve piuttosto alla svelta, senza quei deliziosi e rocamboleschi fraintendimenti tipici dei grandi classici, la lettura é comunque piacevole.

E anche a questo giro, lo ammetto, mi sono innamorata.

(Mr Darcy non essere geloso)

L.

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“Persuasione”
J. Austen
edito da Newton Compton Editori,
215 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!