Cellulitigando

Ci sono 3 sole ragioni per le quali i prodotti finiscono nel borsone della palestra:

  1. li voglio smaltire e, a casa, passare ad altro;
  2. sono buoni ma niente di eccezionale o troppo costoso; il borsone resta in macchina praticamente tutto il giorno, al freddo come al caldo torrido, facile che possano guastarsi…
  3. mi piacciono talmente tanto da non volermene separare….e, ovviamente, per testarne le potenzialità ogni singolo giorno!

Diciamo che, questa volta, è decisamente la risposta n.3 a spiegare il perché mi prenda il fastidio di traslocare EUPRAXIA OLIO CELLULITE di ETEREA dal bagno di sù a quello di giù, e da quello di giù al borsone e poi di nuovo sù, borsone, giù….e così via, fedele come un cagnolino, è diventato la mia ombra. Mi segue gioioso e scodinzolante in ogni posto in cui sosti per la mia body care routine della sera, quella seria insomma!

Leggendo spesso e volentieri in queste pagine circa prodotti anti-cellulite, nel tempo mi sono guadagnata la nomea di fissata, cosa francamente non vera. Ritengo solo che, da appassionata di cura per il corpo e osservando le 3 sacre regole d’oro che governano l’equilibrio dell’universo (dieta equilibrata, attività fisica, cosmesi), credo ancora fermamente che i risultati, un giorno, arriveranno. Io sono qui e non mollo, sebbene all’ombra degli anta. Non ho fretta e non mi do scadenze ridicole (ad esempio la prova costume e smaltire i bagordi di una vita in, tipo, ….4 mesi? Se ci riuscite, senza morire di fame, finire in ospedale o internate in un manicomio, vi prego condividete col mondo il vostro straordinario metodo ). Io la vedo in un’ottica del tutto differente: ogni giorno lavorare per raggiungere un risultato, visto che madre natura non è stata molto generosa con me e, mentre distribuiva un buon metabolismo, ad esempio, io ero chissà dove. Ma tant’è. A ragion veduta si può affermare che io sia fissata con la cellulite tanto quanto con l’idratazione, l’esfoliazione…e poi il viso, i capelli, il make-up: probabilmente a questo punto non mi pare tanto lontano dalla verità il fatto che sia un po’ fissata con tutto.

Non divaghiamo, però! Dicevo, che no, non sono fissata. L’ho già dichiarato non so quante volte: ma se tanto una crema su addome, fianchi, glutei e cosce la devo mettere…perché non una specifica?

fantasia painting(43)Questa è stata la volta di un olio, bello a vedersi e dalle grandi promesse, acquistato al Sana assieme ad uno scatafascio di altra roba (attenzione: di cui non mi rimane quasi più niente!! Queste sono soddisfazioni!).

Prendiamola alla larga, come sempre. Inutile dire che si presenti più che bene: mi piace così semplice e sobrio, dal pack robusto, funzionale, che ha resistito inalterato nonostante sia stato trasportato di qua e di là. Integro e bello come il primo giorno! Il blocco dell’erogatore, aspetto assolutamente fondamentale quando un prodotto va in giro, è ancora oggi perfetto e non mi ha mai tradita facendomi trovare amare e unte sorprese. Inoltre rilascia una quantità di olio pressoché perfetta, almeno per quelle che sono le mie abitudini: ne faccio 4 pushate a sera (1 per ciascuna coscia, 1 per i glutei, 1 per fianchi e addome), né troppo né troppo poco. Il suo generoso formato (250 ml), insolito per la categoria, permette d’iniziare un trattamento e di portarlo avanti almeno il tempo sufficiente per vedere dei risultati o farsi un’adeguata idea del prodotto stesso, senza contare che vi permetterà di ammortizzare in maniera piuttosto indolore un costo che già di per sé, e vista la qualità, non trovo per nulla esoso (€25)!!

Lo vedete, l’olio ha un bel colore giallo vibrante e intenso, ma quel che non posso mostrarvi è la sua consistenza, di nuovo, praticamente perfetta: è denso e corposo al punto giusto, ma affatto pesante! Quel tipo di vischiosità che vi permetterà di maneggiarlo con disinvoltura e senza che vi scappi mai dai palmi o, dramma, sgoccioli sul pavimento (il peggio del peggio che possa accadere).

E’ costituito da un trio di oli altamente nutrienti, semi di Girasole, Sesamo e Baobab,  arricchito da un bouquet di fitoestratti mirati a stimolare microcircolo e sistema fantasia painting(45)linfatico: Ippocastano, Caffè, Betulla, Edera, Ginepro, Arnica Montana, Capsico. Al tutto si aggiungono oli essenziali dalle proprietà liporiducenti, drenanti, decongestionanti quali Menta, Rosmarino, Betulla, Cipresso, Pompelmo, Geranio, Limone, Arancio Dolce. Vitamina E? Immancabile.

Ha un odore fresco e mentolato, di quelli abbastanza comuni tra i prodotti anti-cellulite, senza essere invadente e appestare i vestiti. Altrettanto fresco e discreto è il lieve effetto sulla pelle: nulla che non si presti ad essere usato in pieno inverno così come ho fatto io (ed è tutto dire, in quanto sono freddolosa all’estremo). Direi che, a giudicare da l’intensità e la persistenza della freschezza, sarebbe un olio molto interessante per la mezza stagione, in particolar modo per la primavera in cui si avvertono già i primi segni di gonfiore e pesantezza delle gambe ed un prodotto del genere potrà essere un buon defaticante e contribuire a donare sollievo. D’estate no, francamente: il fresco è troppo blando per essere percepito con alte temperature, o per fare in qualche modo la differenza, senza contare il fatto che un olio non sempre è gradito con il caldo! Dettagli, sottigliezze, nulla che mi abbia fatto desiderare di posticiparne l’uso di qualche mese.

Questo è un aspetto non trascurabile, il fatto che sia moderatamente fresco intendo: detesto l’effetto ghiacciato così come le creme riscaldanti, non mi piace alcuna alterazione termica violenta, anche perché a mio avviso del tutto inutile (spesso si tratta solo di specchietti per le allodole, qualcosa che induce a pensare che il prodotto stia in qualche modo funzionando).

Il grande pregio di quest’olio? Avermi fatto tornare la voglia dei lunghi automassaggi! Avendo per le mani un prodotto abbastanza ricercato e in cui riponevo un tot di aspettative, ho voluto dedicarmici al meglio. Non vi nascondo che la mia body routine serale, tra doccia, olio Eupraxia e idratanti vari per il corpo, dura ogni sera dai 45 minuti ai 60: ho dedicato a ciascuna coscia fino ad un quarto d’ora di massaggio, con grande soddisfazione. Di più, credetemi, non avrei potuto fare…

…ed è per questo che, mio malgrado, non lo promuovo. Già. Nonostante la mia ferrea costanza e la consapevolezza di averlo applicato al meglio delle mie possibilità, ebbene….non ho notato alcun, seppur minimo, miglioramento.

Ed è con profonda amarezza che chiudo questo post: un prodotto dai molti pregi ma che, su di me, non ha funzionato. Sono molto esigente e attenta ad ogni minimo cambiamento della mia pelle, per altro estremamente viziata e coccolata….per cui, affinché un prodotto faccia la differenza, ebbene…deve avere davvero qualcosa di speciale! Ma la buona notizia è che ci sono un sacco di cose nuove da testare ed io non mi sento affatto scoraggiata da questo insuccesso! Sono inoltre proiettata verso alcuni mesi ormonalmente molto particolari che potrebbero minare tutto il lavoro fatto ma….ehi, tocca a me e non posso tirarmi indietro….per cui m’impegnerò al massimo e, se qualcosa dovesse funzionare, beh…. sarà proprio una bomba!

L.

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Dal Dottore, con amore

Quando ho deciso d’imbarcarmi in questa relazione seria e monogama con il dottore, oltre ai pochi gesti che riguardano il quotidiano, e di cui abbiamo già parlato, non potevo tralasciare l’aspetto extra-ordinario.

Per quanto la filosofia Hauschka sia piuttosto minimalista e austera, persino in casa del dottore non potevano mancare un certo numero di maschere: quello che molto spesso viene erroneamente ritenuta una coccola, un gesto in più, è in realtà parte integrante e imprescindibile di qualunque beauty routine, anche la più semplice.

Non che non siano delle coccole, per carità, perché fondamentalmente ognuna di noi è spinta dal desiderio di far del bene alla nostra pelle, unito ad un aspetto giocoso e alla voglia di concedersi un momento di puro relax: molto spesso, anche la meno funzionale delle maschere, ci regala benessere nel gesto stesso di farla, sotto altre forme.

La mia prima scelta in fatto di maschere è sempre qualcosa di purificante, sempre. La mia concezione di extra-care e trattamento complementare è finalizzata ad offrire alla pelle una pulizia più profonda di quel che la detersione quotidiana fa. Questo naturalmente è da collegarsi alla mia tipologia di pelle che, sebbene indiscutibilmente e tristemente orientata verso i 40, mi regala ancora ostinatamente qualche imperfezione, nell’eterna illusione di restare adolescente, chissà.

La mia razionalità, invece, mi porta ad acquistare sempre qualcosa che strizzi l’occhio all’anti-aging…per ovvie ragioni, ma che so mi seccherà tremendamente portare avanti. Potessi fare ogni volta una maschera purificante, sarei più contenta, ma non chiedetemi il perché. Tuttavia m’impongo da brava scolara di bilanciare la mia extra-care dividendola in due steps: un giorno è dedicato al detox e un altro al nutrimento.

In quest’ottica quando ho stabilito le maschere da acquistare tra quelle proposte da Dr. Hauschka, ho optato per la Clarifying Clay Mask e la Revitalising Mask.

DR. HAUSCHKA_CLARIFYING CLAY MASK

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Sono sempre attratta da maschere in polvere perché costituite al 100% da ingredienti attivi, ma poi finisce che mi secca un po’ doverle preparare e preferisca qualcosa di pronto all’uso, maledicendo la mia scelta in ogni lingua conosciuta e non. Già, perché per quanto semplice e idiota possa sembrare prepararla (in fondo va solo miscelata con acqua!), l’operazione nasconde delle insidie! Anzitutto dovrete procurarvi degli accessori perché farla direttamente nel palmo della mano non è il top in fatto di praticità (vi consiglio quelle adorabili tazzine in ceramica con cucchiaino annesso, in vendita ovunque a 1€! La mia è verde a pois bianchi). Stabilire poi la giusta quantità di acqua richiede una certa dimestichezza e un minimo d’esperienza (mettete pure in conto di dover buttare qualche tentativo fallito! Cosa che, ovviamente, detesto): sempre consigliabile mettere prima la polvere e procedere cautamente goccia a goccia! Se avete acqua termale da vaporizzare, meglio! NON METTETE MAI DIRETTAMENTE LA TAZZINA SOTTO IL RUBINETTO, per carità! Pensate di riuscire ad aprirlo pochissimo per far fuoriuscire qualche goccia ma alla fine allagherete la tazzina, fidatevi, ottenendo una sbrodaglia marrone. NON OSTINATEVI A SALVARE IL SALVABILE: non aggiungete, cioè altra polvere per addensare! sprecherete ancora più prodotto ottenendo una quantità abnorme di maschera e andrete in giro a proporre maschere ad ogni componente della famiglia (pensate al dramma di chi vive da solo)!

Una volta ottenuta la consistenza ideale, si pone il problema di come applicarla: pescare il composto con le dita, specie se piuttosto fluido, non è cosa semplice soprattutto se avete le unghie lunghe. Allora vi toccherà scegliere un pennello da immolare alla causa: per fortuna ne avevo uno a lingua di gatto dei tempi in cui usavo ancora fondi liquidi, non so più di quanti anni fa parliamo, perciò sono stata ben lieta di dargli nuovamente lustro!

Ok, abbiamo la maschera e sappiamo come applicarla: non ci resta che esaminarla nel dettaglio! Mescolandola col cucchiaino si produce quel tipico suono stridente che lascia presagire una consistenza sabbiosa: in realtà al tocco è estremamente morbida e vellutata! Molto piacevole! Si lascia ben distribuire sul viso ed inizia ad asciugare dopo poco: il suo pregio è fondamentalmente quello di essere molto veloce, quando non si ha a disposizione tempo per lunghe pose! Altro pregio: in virtù della rapidità con cui si secca, sarete portate ad inumidirla con acqua termale per poterla tenere di più in posa, tuttavia se anche sbadatamente la lasciaste seccare, nessun danno! A differenza della Detox di Madara che mi lasciava proprio il segno sul viso, questa non provoca nessun rossore!! Ancora: si lascia risciacquare con estrema facilità!!

In merito agli effetti, tuttavia, devo frenare gli entusiasmi! L’effetto purificante di molte maschere è evidente già al risciacquo: pori minimizzati, punti neri spariti, pelle rischiarata e affinata. Questa, purtroppo, no: il prima e il dopo sono perfettamente identici. Quel che penso io è che il suo effetto si noti giorno dopo giorno, con un uso costante, vedendo il diradarsi delle imperfezione e il mantenere la pelle mediamente pulita e sana (il tutto inquadrato in una routine ad integrazione degli altri prodotti Hauschka). Per questo mi piace ed in tutti questi mesi di utilizzo non mi è mai venuta a noia e non ho ritenuto di doverla sospendere in favore di altro….tuttavia non l’ho ricomprata! E, credetemi, sono stata combattuta fino all’ultimo giorno. Mi è piaciuta la sua delicatezza ma poi ho voluto orientarmi su qualcosa di un po’ più strong (forse sbagliando, chissà?)

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A base di una tipologia di argilla chiamata Loess, estratti di Nasturzio e Amamelide, amido di Mais. Certificata Natrue, priva di fragranza, coloranti e conservanti!

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WP_20180520_10_25_22_ProQuesto è un prodotto molto noto della gamma, al pari forse della celeberrima Crema Detergente. Se avete provato Hauschka, credo che abbiate acquistato anche questa maschera, in merito alla quale di favoleggia. Ovviamente chi sono io per oppormi e decidere di poterne fare a meno senza prima darle, giustamente, una chance?

Guardandone le caratteristiche ho pensato che in effetti avrebbe potuto fare al caso mio: su carta tutto quadrava. La Maschera Rivitalizzante, infatti, ha una duplice funzione: se da una parte serve a rassodare e donare tonicità (dunque caratteristiche interessanti per una pelle non più giovane) dall’altra purifica e affina i pori (si presta a soddisfare anche le pelli impure).

Già guardando l’inci ci si accorge in maniera piuttosto lampante di questa sua ambivalenza: estratti di Mela Cotogna e Antillide, oli di Albicocca e Jojoba, estratti di Borragine e Camomilla, olio di Arachide, Bentonite, olio ed estratto di Germe di Grano, estratto di Carota e Propoli. Dunque elementi nutrienti e addolcenti uniti ad una spiccata componente purificante.

WP_20180520_10_35_09_ProSi presenta come una pomata molto morbida dal profumo delicatissimo (mi piace molto e mi ricorda vagamente quello del Latte Detergente). Si applica con facilità ed è molto piacevole da indossare perché non s’indurisce o si secca, anche dopo alcune ore: infatti ho cura di farla solo quando ho tempo da dedicarle, in genere la domenica mattina, e la tengo su il più possibile. Al risciacquo (da farsi con una spugnetta e con un panno imbevuto di acqua tiepido/calda ben strizzato, altrimenti s’impiegano troppo tempo e troppo acqua!) la mia pelle è sicuramente morbida e idratata, quasi non necessiterebbe dopo di alcuna crema, ma altro non posso dire. Come sopra: non esiste un prima e un dopo, né a dire il vero, nessun miglioramento sul medio/lungo periodo. I pori non sono diversi da com’erano mesi fa e, con essi, tutto il resto. Anzi! Capita a volte che già in serata o al massimo il giorno dopo affiori qualche spiacevole imperfezione, come se il lunedì non fosse già abbastanza funesto di per sé!

Al momento di fare il mio ultimo ordine infatti non ho avuto alcun dubbio: ero certissima di non volerne più sapere. Continuerò a farla perché ormai ce l’ho ed in fondo è piacevole, ma non posso davvero aggiungere altro in suo favore! Farla o no non fa poi una grande differenza!

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Cosa aggiungere ancora? Dal mio punto di vista se avete deciso di intraprendere un percorso Hauschka come me, non potete non integrare la vostra peculiare routine con qualcuna delle maschere in gamma, in base al vostro tipo di pelle. Per quanto non mi abbiano convinta fino in fondo sono altresì sicura che abbiano un senso viste in un’ottica più vasta e che si integrino perfettamente con i pochi prodotti che il dottore mi ha amorevolmente prescritto, se non altro per affinità di componenti!

Prese singolarmente, invece, non le consiglierei perché in tutta onestà ho provato di meglio…

Che il mio amore per il dottore stia già sfiorendo?…

to be continued …

L.

 

 

 

Metodo RINNOVAPELLE in 3 steps

La primavera è per eccellenza il periodo dell’anno in cui esplode la voglia irrefrenabile di trattamenti corpo. So quello a cui state pensando: la prova costume. No, mi spiace. Alla mia veneranda età oramai è ben chiaro un concetto: contro cellulite e adipe, nulla si può fare in un pugno di mesi, mettiamoci l’anima in pace (e voi che v’iscrivete in palestra ad Aprile occupando gli attrezzi che io uso tutto l’anno beh, sappiate che non si fa! Oh!).

A dirla tutta, la prova costume non m’interessa neanche più di tanto, perché vado al mare veramente poco e frequento spiagge rigorosamente per anziani, dove c’è gente che non urla e dove persino io posso far abbassare l’età media.

La primavera, dicevamo, è la stagione perfetta per concedersi qualche trattamento in più perché ha la temperatura ideale, questa è la verità: sufficientemente calda dal poter restare nuda quanto si vuole ma ancora non troppo afosa dal desiderare solo una doccia rinfrescante per poi spalmarsi sul letto e ricominciare a sudare dopo 10 minuti.

Questi sono i miei 3 semplicissimi steps che nell’ultimo periodo mi hanno garantito una pelle liscia e morbida!

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STEP #1 DRY BRUSHING

Come da copione, anche il Dry Brushing ha avuto un periodo di enorme popolarità sul web, dopo di che non se l’è filato più nessuno. E, come sempre, io me ne sono interessata quando ormai il fenomeno si era sgonfiato. Ho acquistato la mia spazzola all’Ipercoop per sicuramente meno di 10€ con il preciso intento di non investirci molto in quanto non sapevo se poi effettivamente l’avrei usata. Erano i primi di Ottobre e, da allora, sono stata piuttosto costante nella spazzolatura a secco del mio corpo, tanto che oggi posso finalmente pronunciarmi in merito.

Per quelle poche persone che non avessero idea di che diamine di pratica io stia parlando, il dry brushing consiste nello spazzolare energicamente il corpo a pelle asciutta con una spazzola dalle setole più o meno rigide. La spazzolatura deve avvenire in un senso ben preciso (verso il cuore, per intenderci), dunque dal basso verso l’alto per quanto riguarda le gambe, in senso rotatorio sul ventre, dal polso verso la spalla, dal collo in basso), ci sono molti video esplicativi su You Tube. Tutto questo processo dovrebbe promuovere il rinnovamento cellulare, esfoliare e detossinare la pelle, stimolare il sistema linfatico, ridurre cellulite e follicoliti and more.

Ovviamente il risultato finale, come sempre, dipende dalla costanza ma anche sicuramente dall’utilizzo di spazzole di qualità, che arrivano a costare fior fior di quattrini. Se devo giudicare l’intera operazione dal mio punto di vista, ossia con molta costanza ma con l’impiego di uno strumento di media-bassa qualità, non grido al miracolo. Non ho apprezzato significativi miglioramenti né dal punto di vista della riduzione della cellulite né tantomeno nei confronti di eventuali peli sotto-pelle. Nell’ambito di questa mia routine (ossia associato ad altri elementi)ha dato il meglio, ma singolarmente non ritengo faccia la differenza (e comunque non può certo sostituirsi ad altre pratiche di esfoliazione di tipo meccanico molto più performanti, come il caro vecchio scrub.

Spazzolare a secco il corpo pensavo potesse essere sgradevole o troppo aggressivo, invece l’ho trovato piacevole e rilassante (in realtà il dry brushing è consigliato al mattino in un’ottica rinvigorente, ma fatto di sera certo non mi ha tenuta sveglia!), quasi un gesto liberatorio per spogliarsi di tutte le negatività della giornata e lo stress accumulati. La pelle si arrossa al momento, ma è un effetto passeggero. Seguendo il principio “tanto ormai ce l’ho e quindi la uso”, continuo con la mia spazzola ma non sono molto incline, visti i risultati, ad investire in un’altra più professionale…

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STEP #2 NAJEL_ACQUA DEL MAR MORTO

Se non l’avete mai usata, sappiate che ci troviamo di fronte ad un prodotto realmente singolare e se pensate di sapere ciò che vi aspetta aprendo la boccetta beh, vi sbagliate.

Il Mar Morto vanta un’altissima concentrazione di sale e di minerali, tanto da non ospitare alcuna forma di vita (da qui il suo nome) e le sue acque erano note già in tempi antichi per le loro proprietà curative soprattutto per le malattie della pelle. Essenzialmente frizionando la pelle con quest’acqua si ottengono gli effetti di un leggero peeling.

Avevo acquistato questo prodotto per tentare di rivitalizzare e purificare il cuoio capelluto, il quale non ha gradito per niente: dopo un paio di tentativi ho deciso di sospenderlo perché davvero troppo aggressivo. Sul corpo, invece, ha il suo perché.

Dopo aver spazzolato accuratamente la pelle, entro in vasca/doccia: attenzione, questo è un aspetto fondamentale. Non pensate che sia sufficiente stare su un comune tappetino da bagno 70X40, credete a me! Il fatto è che il prodotto è un’acqua, appunto, e come tale completamente liquida, tuttavia oleosa. Ve l’avevo detto, persino io che ne ho provate di ogni, non mi sono mai imbattuta in una texture simile! Dunque unisce in se tutta la scomodità di un’acqua e di un olio!! Il fall out è inevitabile, ecco perché è indispensabile procedere con piccole quantità: se mai vi cadesse una gocciolina sul pavimento, addìos (per dirla alla Cannavacciuolo). Non riuscirete a tamponarla con niente senza lasciare un alone di unto, insomma…un incubo. Ma, con le dovute accortezze e con un po’ di manualità, alla fine si riesce ad andare d’accordo!

Si avverte subito un lieve pizzicorìo, specie se avete qualche piccola ferita: ecco perché è indispensabile andare a sciacquarla e non tenerla in posa molto tempo! Io faccio così: la massaggio (energicamente) stando al riparo in vasca/doccia, dopo di che esco con cautela e continuo con tutte le mie operazioni serali (mi strucco e lavo i denti). Questi minuti saranno più che sufficienti, dopo di che si può passare all’ultimo step!

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STEP #3 NAJEL_GUANTO KESSA

L’abbiamo già visto non troppo tempo fa (QUI)e il suo aspetto frusto tradiscono l’uso smodato che ne ho fatto ma anche una qualità non propriamente eccelsa, diciamocelo! Questo è il tipico accessorio da Hammam, in genere abbinato all’uso del sapone nero. Io ho fatto esattamente questo e, una volta terminato l’OTTIMO Savon Noir d’Alep, l’ho utilizzato semplicemente con il bagnoschiuma, ogni giorno.

A questo punto della routine, infatti, non resta che lavarmi …ma rigorosamente frizionando (sono quasi al limite delle forze, si sappia) con il guanto nero che, scarso quanto vuoi, ha comunque il suo buon potere levigante. Insisto specialmente nelle zone critiche, per dirla con diplomazia, quali cosce, glutei e addome, ma anche nelle zone in cui ho la tendenza a sviluppare qualche pelo sotto-pelle (come la parte bassa ed esterna delle ginocchia). Massaggio accuratamente tutto il corpo modulando l’intensità della pressione esercitata (sul decollètè, ad esempio, ho cura di avere una mano leggera). Così facendo sono sicura di eliminare ogni residuo di Acqua del Mar Morto e, al tempo stesso, di liberare la superficie della pelle. Lo step #2, infatti, ha già ammorbidito le cellule morte, gli ispessimenti, le ruvidità che il massaggio con il guanto elimina del tutto.

Il guanto Kessa è un toccasana, non a caso non l’ho più lasciato dopo averlo scoperto! Metto sicuramente in conto di riacquistarlo alla prima occasione, magari non esattamente questo!…meglio uno che non debba star lì a rammendare?

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La mia pelle è viziata dall’uso di tante creme ed oli e di ogni sorta di esfoliazione, lo so. A maggior ragione quando avverto un cambiamento reale ed evidente, la cosa mi sorprende sempre! Ed in questo caso, con una semplice routine fatta di cose comuni ed economiche, sono riuscita ad ottenere davvero un buon risultato!

Naturalmente non è ancora tempo per me di andare a letto, non sia mai che possa dormire quelle 6 ore a notte! Infatti, accappatoio e applicazione dei prodotti alla Bava di Lumaca di NaturaverdeBio, i quali rappresentano un ipotetico step #4: sono sicura che i buoni risultati ottenuti siano stati dati dalla sinergia di tutto quanto, poiché la creme hanno di sicuro beneficiato dell’intera routine precedente e, al tempo stesso, l’hanno egregiamente completata!

E poi? E poi è notte, cavolo, ed è veramente ora di andare a dormire, spossata da tutti i miei energici massaggi…ma contenta e incredibilmente …morbida!

L.

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Quella preziosa scia luccicante

L’eco-bio cosmesi non è immune dai trend del momento, i must-have, le fisse. In genere tutto ruota attorno ad un ingrediente, dalle inaspettate, inimmaginabili, strepitose proprietà. Ne abbiamo viste di ogni, dal Giurassico ai giorni nostri: l’Amla-mania, ad esempio, e come non citare le famosissime bacche di Goji? Ed esattamente come qualche anno fa eri una povera sfigata se non provavi un impacco di Amla sui capelli, oggi sei ugualmente una perdente se non usi qualcosa a base di Bava di Lumaca.

Questo trend che ha conosciuto il suo top circa un annetto fa ma che ancora si difende bene, ha preso piede in maniera piuttosto vigorosa, considerata la grande attenzione che si presta ultimamente all’esfoliazione non di tipo meccanico. Se fino a non troppo tempo fa lo scrub era il nostro strumento più efficace per supportare il rinnovamento cellulare, oggi la fanno da padrone i peeling enzimatici, acido glicolico, alfaidrossiacidi, e via discorrendo.

La Bava di Lumaca vanta, tra le altre cose, un ottimo potere esfoliante e levigante essendo ricca di allantoina, acido glicolico, collagene, elastina e peptidi: si presta dunque ad essere impiegata nella lotta contro i segni dell’acne come d’espressione, cicatrici e macchie, oltre che essere un’ottima fonte d’idratazione, nutriente e rigenerante. Insomma: un vero elisir di bellezza. Chi guarderà più le lumache con gli stessi occhi?

Molte aziende hanno proposto la loro linea alla Bava di Lumaca, ed io sono stata subito attratta da (ovviamente) questi prodotti Naturaverde Bio per il corpo (perché per il viso ero già abbondantemente in trip col dottore). L’intera linea è certificata ICEA Eco Bio Cosmetics e si basa sui 7 conclamati benefici della preziosa scia luccicante: Elasticizzante, Idratante, Antiossidante, Lenitiva, Protettiva, Rigenerante, Illuminante. 

NATURAVERDE BIO Crema Corpo Rassodante Intensiva 

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L’ho trovata al caro, vecchio e sempre fidato Ipercoop in offerta a poco più di €10: mi è sembrato un prezzo molto interessante e, ancor prima di realizzare ciò, l’avevo già infilata nel carrello e trotterellavo via contenta. Del resto di creme corpo rassodanti non se ne hanno mai abbastanza.

La sua texture è perfettamente idonea al pack con dispenser: pur restando corposa, mantiene quel giusto grado di fluidità da consentirle di essere erogata agevolmente. Parlando di consistenza, la sua mi piace particolarmente: mediamente fluida, dicevo, vellutata e scorrevole sulla pelle e adeguata ad un ragionevole massaggio. Il suo odore un po’ pungente non mi piace particolarmente, ma non è persistente al punto tale da disturbarmi o impregnare i vestiti.

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Il suo inci mi faceva ben sperare ed infatti l’ho presa pensando alle mie zone critiche: addome, fianchi, glutei e cosce. La bava di Lumaca è già al secondo posto dell’inci, seguita da olio di Mandorle Dolci, di Riso e di Argan, burro di Karitè, succo d’Aloe, estratto di Zenzero, Caffeina, olio di semi di Girasole, Vitamina E. Sulla confezione leggo:

“L’aggiunta della Caffeina e dell’estratto di Zenzero dalle note proprietà rassodanti, donano al tuo corpo un aspetto scolpito e compatto oltre a lasciarlo piacevolmente profumato”

Ebbene, sul discorso del piacevolmente profumato, l’ho già detto, non sono d’accordo; per il resto, l’unico fattore che possa scolpire il corpo è un allenamento costante e mirato e su questo, persino una come me che crede fermamente nella cosmesi, deve arrendersi all’evidenza. Speravo nella sinergia di questi ingredienti per poter giovare di un qualche miglioramento sulla cellulite, che tuttavia non ho visto. Quel che fa questa crema, e lo fa per davvero, è donare una piacevole compattezza ai tessuti: la pelle è estremamente liscia e vellutata, profondamente idratata e visibilmente più soda. Inoltre è di rapido assorbimento, non unge ma al tempo stesso non ha nulla da invidiare a creme ben più ricche in fatto d’idratazione: l’ho incominciata con il freddo e la porterò a termine nei prossimi giorni e si è rivelata perfetta in entrambi i casi: non escludo che anche d’estate possa essere altrettanto piacevole!

NATURAVERDE BIO Crema Corpo Elasticizzante Intensiva

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E le restanti parti del corpo? Non potevano certo essere lasciate allo sbando: per braccia, gambe e décolleté ho pensato di abbinare la versione elasticizzante, tanto per non farci mancare niente (acquistata da Acqua & Sapone ad un prezzo più vantaggioso rispetto all’Ipercoop). Come consistenza, texture, scorrevolezza è assolutamente in linea con la sua sorellina rassodante: estremamente piacevole da applicare! Inoltre questa versione ha dalla sua anche una profumazione ben più gradevole: femminile e delicatissima, avvolge il corpo in maniera discreta e appena percettibile, l’adoro!

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Anche l’inci, sebbene più semplice, merita uno sguardo: l’elemento caratterizzante, ossia la bava di Lumaca, è anche in questo caso in pole position, seguita da Aloe Vera, Vitamina E e olio di semi di Girasole. Una formula, ci racconta l’azienda, pensata per le pelli più secche e disidratate. In effetti quel che da parte mia ho potuto appurare è proprio il buon potere idratante e la sensazione di una pelle liscia e quasi setificata! Di nuovo, come sopra: pur mantenendo un aspetto “leggero” e tutte le caratteristiche di un fluido corpo appena più ricco, garantisce tutto il comfort di una pelle ben idratata e protetta, unita alla rapidità di applicazione e ad una texture fresca! Adatta alle pigre che non vogliono spendere più di 5 minuti nella loro body care senza rinunciare ad una pelle invidiabile!

A mio avviso le due creme si equivalgono per effetto ma quest’ultima stravince per piacevolezza, merito anche della sua profumazione! Il tipico prodotto che potrei tranquillamente riacquistare, specie d’estate quando si va alla ricerca di queste consistenze! Ottima!!

 NATURAVERDE BIO Crema Mani Idratante Intensiva

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E veniamo alla Crema Mani Idratante Intensiva, gentile omaggio abbinato all’acquisto della Crema Elasticizzante, cosa che ho scoperto allegramente solo alla cassa (Acqua & Sapone, a volte sai ancora come conquistarmi, specie ora che il nostro amore vacilla).

L’ho messa in azione sin dal primo istante e mi ha accompagnata fedelmente in borsa oltre che essere la mia crema da scrivania degli ultimi mesi: il fatto è che, come immaginavo, la crema Menta & Cannella di Biomarina non è stata completamente sufficiente nelle giornate più fredde. Sebbene non abbia propriamente le caratteristiche che ricerco per l’ufficio (ossia una crema di rapido assorbimento che non lasci le mani unte), non mi ha dato noie più di tanto: certo, ha una texture un tantino più ricca di quel che i pochi minuti della mia pausa caffè mi concedono, ma restando parchi con le quantità e dopo un massaggio non poi così tanto lungo, si può tornare amabilmente a lavoro, magari lasciando qualche impronta di troppo sul pc.

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Se vi piace la Glicerica qui ce n’è in abbondanza, seguita dalla bava di Lumaca (al quinto posto nell’inci), olio di Mandorle Dolci, burro di Karitè, Aloe Vera, Vitamina E, olio di semi di Girasole. La sua profumazione è gradevole, molto simile alla Crema Elasticizzante ma un tantino più intensa.

Un prodotto valido, non c’è che dire. Se ha lavorato bene di giorno, penso che di notte, in quantità più generose e al riparo nel nostro letto da ogni fattore di stress, possa essere seriamente rigenerante!

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L’intera linea è dermatologicamente testata, senza petrolati, parabeni e coloranti. Vogliamo dedicare due righe al pack? A me piace molto, ha attirato da subito il mio sguardo! Lo trovo raffinato nella sua sobrietà oltre che essere estremamente comodo e funzionale (arrivata agli sgoccioli, sono dolori, come da copione; penso che dovrò ben presto attrezzarmi con una sega perché, se non taglio le confezioni e non prelevo fino all’ultima goccia di prodotto, soffro, non c’è niente da fare). Esteticamente mi ricorda un po’ uno standard da profumeria, curato ed elegante.

La questione bava di Lumaca apre poi un intero capitolo, ossia se e in che misura la sua raccolta venga effettuata nel rispetto di questi animaletti. Sebbene io non sia vegana, ciò non toglie che ovviamente la questione interessi anche la mia coscienza. Sul foglietto illustrativo all’interno della confezione, viene dettagliatamente descritto l’intero processo oltre che illustrate le garanzie del caso, perché anche questo è un aspetto da non sottovalutare. Quel che ne penso io è evidente, altrimenti non avrei acquistato questi prodotti: del resto non è un ingrediente facilmente sostituibile in quanto ha caratteristiche del tutto peculiari; la mia pelle, davvero, ha un aspetto molto più uniforme: piccole macchie e lievi cicatrici si sono attenuate e, nel complesso, ha anche un colorito più chiaro e luminoso (merito anche di un paio di altre accortezze in uso nello stesso periodo, che vedremo più avanti). D’altro canto non è imprescindibile provare la bava di Lumaca, la vostra vita non sarà né peggiore né migliore, tranquille! …ma, in fondo, cos’è assolutamente indispensabile quando parliamo di cosmesi?

L.

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Perché il corpo non finisce alle caviglie

Questo è il mio mantra, ora.

Ma non è stato sempre così, anzi. Il fatto è che la natura da e la natura toglie, questa è l’amara verità. Se abbiamo qualcosa di buono in dotazione, beh…dovremmo imparare a preservarlo e non darlo per scontato perché, un giorno, le cose potrebbero cambiare. Sad but True, Metallica docet (altro mio mantra).

Il rapporto con i miei piedi, ad esempio, si divide in un prima e un dopo.

prima

Nonostante i miei fasti da incrematrice compulsiva sin dalla più tenera età, i piedi non me li sono mai filati. Rapida pedicure fatta in casa, e la crema? Quando me ne ricordavo: più semplicemente avevo la bontà di massaggiare in velocità ciò che mi restava sulle mani dopo essermi occupata amorevolmente delle gambe. E loro? Zitti e bellini, come sempre. Mai secchi e unghie rosee. Oppure: una crema non mi piaceva per il corpo perché troppo leggera o al contrario troppo unta o, perché no? Puzzava? Via, smaltiamola sui piedi! E loro niente, cordiali come sempre.

I piedi erano fondamentalmente la parte del corpo o quasi del tutto ignorata oppure adibita ad accogliere qualsiasi prodotto non mi piacesse altrove (peccato non potessi smaltire il make-up così!).

dopo

E poi? Poi si cresce (leggi: s’invecchia), si cambia. Cambiano le abitudini e cambia l’organismo…e non sempre i due continuano ad andare d’accordo. La circolazione peggiora, la postura pure e così mi sono trovata a trascorre il più lungo autunno-inverno (2016-2017) della mia vita: piedi costantemente ghiacciati, geloni a più non posso, calze su calze, unghie in sofferenza. E l’ho pagata cara: le successive stagioni le ho trascorse con le scarpe chiuse, nonostante il caldo, perché i miei piedi proprio non si potevano mostrare.

E fu così che scoprii di avere i piedi e che essi, come tutto il resto, andavano curati. Questa è una carrellata dei prodotti che mi hanno amorevolmente accompagnata negli ultimi, difficili, 12 mesi…

ALKEMILLA_CREMA PIEDI E GAMBE

WP_20180429_15_06_20_ProUna crema ideale per la bella stagione, non foss’altro per il suo profumo mentolato e l’effetto rinfrescante (che, tuttavia, dalle mie parti in piena estate nulla può contro il caldo). Quando esci di casa alle 8,30 del mattino e rincasi alle 20 quando va bene, e la giornata ha sfiorato picchi di 40° all’ombra, ebbene, può capitare di avere gambe e piedi provati, un po’ gonfi e decisamente stanchi. Io facevo così: doccia/bagno serale/notturno rinfrescante, appena prima di andare a letto; sulla scia del benessere immediatamente successivo, andavo ad applicare piccole quantità di questa crema (perché odio incollarmi alle lenzuola, specie d’estate) dalla punta dei piedi fino al ginocchio. Il sollievo era innegabile, seppur non particolarmente duraturo. Mi è piaciuta anche la sua consistenza cremosa e le proprietà nutrienti (se fosse stata un pelino meno unta, sarebbe stata perfetta; ma le mie impressioni sono ovviamente condizionate da un’estate torrida).

Inci ricco, mi ci ficco: burro di Karitè, Mentolo, olio di semi di Girasole e di Sesamo, estratti di Eucalipto, radice di Liquirizia, Melissa, Menta Piperita e Limone.

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Dermatologicamente testata, cerificata Leaping Bunny (cruelty free), AIAB, QCertificazioni e Qualità Vegana, Nickel-Cromo-Cobalto tested. Tanta roba.

LALEI_DOLCE AURORA_MAMI RELAX

WP_20180429_15_08_28_ProQuesta è una vera chicca, una super coccola che mi sono concessa ogni sera per un mesetto dal Sana in poi. Già, perché questa preziosa mini taglia è stata omaggiata a me e alle mie compagne d’avventura quando siamo approdate al frizzante stand di Lalei, dove ci siamo trattenute non so quanto, rapite da questi prodotti eccezionali e dalla verve di Mary, la loro mamma. “Dolce Aurora” è una linea pensata per la gravidanza, alla quale non mi sarei accostata spontaneamente (per ovvie ragioni), lo ammetto. Ed avrei perso l’occasione di scoprire probabilmente in miglior olio defaticante mai provato prima! Ho goduto di ogni singola goccia di questi 10 ml e ancora oggi, semplicemente annusando la boccetta, vengo pervasa da una profonda sensazione di benessere! Un bel massaggio e vi garantisco che ai miei piedi spuntavano le ali! Texture setosa e profumazione paradisiaca: nulla a che vedere con le classiche fragranze mentolate! Questa è fresca sì, ma gentile e raffinata (crea dipendenza, vi avviso).

A base di olio di Macadamia, segue olio di semi di Girasole (in quanto componente oleolita, chiaramente segnalato in etichetta e punto su cui siamo ritornate spesso durante la conoscenza del prodotto), Vitamina E, estratti di Iperico, Rusco e Centella.

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Senza allergeni, made in Italy e Nickel tested. Mi ero ripromessa che non me lo sarei fatto mancare la prossima estate, e spero di riuscire ad accaparrarmelo presto in quanto è un prodotto che, per le sue caratteristiche, risulta unico nel suo genere, credetemi!

MATERNATURA_CREMA PIEDI/TALLONI IDRATANTE E PROTETTIVA AL TIMO ROSSO

WP_20180429_15_06_01_ProCon l’approssimarsi dell’autunno, ho cercato qualcosa che potesse essere più nutriente, dunque ho focalizzato l’attenzione sull’aspetto emolliente ed idratante: non uso calze in nylon, bensì calzini in cotone più o meno caldi a seconda della stagione, per cui anche una crema ricca, con il freddo, è perfettamente gestibile di giorno come di sera. A dover essere sincera, è stata la cura pomeridiana che mi ha accompagnata per buona parte della stagione fredda. Dalla texture non eccessivamente compatta, si fonde che è un piacere: consente di dedicarsi ad un buon massaggio e lascia sulla pelle uno strato protettivo da secchezza e disidratazione. Proprio per la sua consistenza corposa, non è un prodotto che personalmente consiglierei d’estate (anche se, va detto, si assorbe piuttosto in fretta). Dunque un’ottima crema…se non fosse per il suo odore: nulla di troppo sgradevole o che me ne abbia mai impedito l’uso quotidiano, ma non mi è piaciuto (un prodotto deve appagarmi sotto qualsiasi punto di vista e soddisfare tutti i sensi). Mentolato e balsamico con una nota pungente che non riesco ad identificare, ma che un po’ mi disturba. Certo, se avesse avuto un qualche miracoloso potere sui miei piedi, poco mi sarebbe interessato del suo odore; ma stando così le cose, è di sicuro una buona crema che non credo di ricomprare.

Il suo inci? Nulla da dire, di tutto rispetto: estratto di Timo, tanto per cominciare, olio di semi di Girasole, Oliva, Ricino, Sesamo, cera Carnauba, estratti di Eucalipto, Lavanda, Menta Piperita, Rosmarino, Mentolo e Vitamina E.

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Questa crema, che sfoggia lo stesso identico pack della precedente (il migliore, da tagliare e ripulire fino all’ultima goccia), è certificata ICEA Eco Bio Cosmesi e VeganOK e, come tutti i prodotti MaterNatura, non contiene parabeni, paraffina, oli minerali, SLS, SLES e DEA; inoltre è Nickel tested e 100% made in Italy.

BIOMARINA_CREMA PIEDI AL CORIANDOLO

WP_20180429_15_07_49_ProCammina, cammina siamo arrivati all’inverno pieno, ed i miei piedi grazie alle cure viste sino ad ora ma anche ad alcuni stratagemmi (quali indossare 1 solo paio di calze per non opprimerli abbinato a scarpe “imbottite”) se la stavano cavando piuttosto bene, idratati e senza l’ombra di un gelone. Quella che stiamo per vedere è stata la mia crema da giorno, in virtù della buona capacità d’idratazione abbinata ad una texture ricca ma non troppo, perfettamente gestibile anche prima di uscire.

Per presentarvela dobbiamo fare, di nuovo, un salto al Sana: ho avuto modo di conoscere la genitrice del brand, Marina Ferrari, la quale ha avuto il piacere di donarmi questa crema, senza sapere che avessi un blog e che l’avrei recensita. Un gesto squisitamente disinteressato che mi ha colpita, lo ammetto. Da parte mia, pur di farla entrare nei liquidi del bagaglio a mano, ho comprato i sacchetti del congelatore, ma questa è un’altra storia.

La sua texture è fluida e, sulle prime, ho ritenuto potesse essere troppo “leggera” per poter offrire ai miei piedi quella protezione dal freddo che cercavo. In realtà, sebbene non sia effettivamente grassa ma, al contrario, fresca e di rapido assorbimento, mi ha garantito sempre pelle morbida e un grado ottimale d’idratazione! La sua profumazione è piuttosto singolare: le note di testa risultano un po’ speziate e pungenti per poi evolvere in una fragranza calda e avvolgente: la userei su tutto il corpo con molto piacere!

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Parliamo d’inci: olio di Mandorle Dolci, succo d’Aloe, burro di Karitè e di Cacao, olio d’Oliva, o.e. di Coriandolo, Vitamina E. Non contiene parabeni, alcol, SLS e SLES, petrolati e oli minerali, Peg, siliconi, ingredienti di derivazione animale, lanolina, coloranti e GMO. Inoltre è Nickel Tested, Cruelty free, dermatologicamente testata e certificata AIAB!

Il suo packaging è indiscutibilmente molto bello e si presta bene con la consistenza fluida del prodotto anche se, arrivati agli sgoccioli (opportunamente segnalati dall’etichetta a tacche) prelevarlo diventa un po’ arduo come sempre. Vorrei riuscire a tagliare la plastica rigida pur conservando tutte le dita, dovrò elaborare una strategia d’attacco, ma in qualche modo farò!

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WP_20180429_15_08_07_ProCon questo prodotto ho, infine, dato sfogo a tutta la mia irrefrenabile voglia stagionale di unto.  La soddisfazione di massaggiare un burro? Bisogna avere di sicuro una certa attitudine al pastrocchio, come dico sempre, ed io ce l’ho. Non lo faccio sempre per ragioni di praticità e con il caldo sarebbe improponibile, ma da dicembre a questa parte ho affidato la cura serale dei miei piedi a questo burro di Nacomi, ricevuto in omaggio con un mio ordine di qualche tempo fa. Non è un prodotto specifico per i piedi, ma si è rivelato completamente adeguato al ruolo. Alla sera, avevo cura di posarlo per qualche minuto sul termosifone per farlo ammorbidire e riuscire a prelevarlo più agevolmente (se voleste usarlo su tutto il corpo, molto più pratico farlo sciogliere del tutto dando origine ad olio denso da urlo: un vero defibrillatore di sensi). A bagno o doccia ultimati un bel massaggio e calzini caldi a completare il tutto: vi posso garantire che, al risveglio, i miei piedi erano morbidi come quelli di un bambino (le mie calze, invece, potevano star dritte da sole)! Un trattamento iper-nutriente che teneva a bada ispessimenti della pelle, secchezza e screpolature, pur dimenticando spesso e volentieri la pietra pomice! Il suo profumo, poi! Qualcosa d’indescrivibilmente goloso! Ciliegia elevata all’ennesima potenza! Del resto Nacomi è particolarmente nota per le sue fragranze eccezionali (in vacanza mi sono imbattuta nello Sweet Honey Wafers Body Scrub . Da mangiare…e non aggiungo altro).

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La sua etichetta, tuttavia, nasconde un piccolo giallo. Recita “burro corpo naturale con burro di karitè, olio di argan, fragola selvatica, intensa azione idratante”, ma se leggiamo l’inci …dove sarebbe questa fantomatica fragola selvatica? Contiene in effetti burro di Karitè, Olio di Argan, Vitamina E e profumo. Che si riferisca alla profumazione? Eppure la grafica riporta uno stelo di ciliegio in fiore oltre che due piccole ciliegie stilizzate. MAH!

E’ VeganOK, senza conservanti, coloranti e parabeni!

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A distanza di un anno, i miei piedi sono irriconoscibili: sebbene non perfettamente guariti, non hanno patito particolarmente i rigori dell’inverno e ne sono usciti neanche troppo provati…e senza l’ombra di un gelone! Ma soprattutto e come sempre…mi sono divertita un sacco!

L.

*per ammirare gli splendidi piedi in copertina, fate un giro al Neues Museum di Berlino!

 

 

 

 

La combo #10 Fattoria di Belcanto

Quanto tempo è passato dall’ultima combo!! 

Questo potrebbe erroneamente indurvi a pensare che in questi mesi non abbia più usato combo o peggio ancora che non mi sia lavata affatto.

Mi preme smentire subito: non solo mi sono lavata, grazie al cielo, ma ho continuato allegramente ad abbinare docciaschiuma e crema corpo, nella migliore tradizione Biomirtiana. Il fatto è che mi è capitato di usare contemporaneamente più prodotti, sparsi per i bagni che popolano la mia vita: dunque il consumo complessivo è andato frazionandosi nei piccoli consumi per ciascuna combo…con il risultato finale di averci impiegato un’infinità di tempo a terminarle e, ancor peggio, mi sono finite tutte insieme. Sa il cielo quando riuscirò a recensirle!

Ricordiamo le regole delle combo: creare una continuità olfattiva tra il momento del mero lavarsi e il successivo incremarsi, così che il piacere totale sia elevato al quadrato. Se l’abbinata in questione è low cost, poi, il piacere è addirittura al cubo.

Questa è una di quelle storie, ma la sua corretta narrazione impone d’invertire l’ordine di presentazione dei prodotti, abbiate pazienza!

Fattoria di Belcanto_Crema Corpo Nutriente 

Fantasia Painting(7)Tanto tanto tempo fa, in un Ipercoop lontano lontano, c’era una donnina che trotterellava nel reparto body care felice come una Pasqua, ed infilava nel suo carrello tonnellate di prodotti che le avrebbero consentito di continuare a prendersi cura di sé per molti mesi a venire, non sia mai che tutti i negozi fossero stati chiusi di colpo. Era fine settembre e fece capolino tra gli scaffali questo tubo che subito attirò la mia attenzione per alcuni fattori: prezzo contenutissimo (€6,90 per 200 ml di prodotto), pack simpatico e un po’ vintage, certificazione ICEA e tappo rigorosamente sigillato da una protezione in plastica, una di quelle cose che fanno ancora scorrere un brivido di piacere lungo la schiena. “Mia!”, pensai. Già nell’avvicinare gli occhietti astigmatici al tubo per leggere l’inci, mi accorsi di un buon odore che si rivelò quale la dolce e antica fragranza di questa crema, giubilo dei miei sensi!

Parliamo infatti di una crema che è un vero concentrato di piacere in tubo, di quelle corpose che piacciono a me e con le quali, d’inverno, si convive allegramente! Densa e bianca è appena più fluida di un burro corpo, ma perfettamente adeguata al suo packaging (quando si arriva agli sgoccioli, basterà tagliare la confezione e ripulire i bordi, nessuno sbattimento). Si massaggia con piacere e lascia sulla pelle un velo unto, ma nel suo significato più felice, s’intende: come una qualunque crema piuttosto corposa dovrebbe fare! Si stende con facilità e il potenziale lungo massaggio che seguirà sarà solo una vostra scelta, credetemi, dettata dal piacere e non dalla necessità di farla assorbire. Anche perché il profumo di questa crema, almeno per quel che mi riguarda, è buonissimo: è quel tipico odore fresco di pulito misto a delle note floreali molto delicate, che la mia mente associa alla violetta. Il tutto perfettamente vintage, a tema con la sua grafica volutamente retrò!

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A base di burro di Karitè, con aggiunta di olio ed estratto d’Oliva (il tutto da agricoltura biologica) con vitamina E. Un inci semplice e piuttosto basico per un prodotto che, nel complesso, funziona alla grande! Tant’è vero che, finito il primo flacone ne è seguito subito un altro (cosa rara per me!!!), ma questa volta in combo con il suo docciaschiuma che nel frattempo ha fatto la sua comparsa a casa Ipercoop!

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E veniamo dunque al docciaschiuma, che si è unito alla sua compagna in seconde nozze.Fantasia Painting(8) Quando l’ho visto, non ci ho pensato neanche per un istante a prenderlo, proprio per il principio di continuità di amorosi sensi di cui sopra. Tuttavia, lo dico subito e mi gioco l’effetto sorpresa, non è un prodotto che mi ha convinta o che potrebbe candidarsi al riacquisto.

Da una prima annusata potrebbe sembrare che la fragranza sia la stessa della crema corpo, ma con l’uso ci si accorge che sebbene possa effettivamente sembrare molto simile, assume una sfumatura differente, non così gradevole.

In genere quel che si dice di un docciaschiuma nel recensirlo è relativo, oltre che “lava” e “produce una soffice schiuma”: ecco, questo in particolare non fa né una cosa né l’altra. E’ proprio una formulazione old style, di quelle degli esordi dell’eco-bio, in cui tutte ci convincevamo che l’unica soluzione possibile per un detergente naturale fosse quella di non fare schiuma. Ma questo, santo cielo, accadeva un milione di anni fa! Oggi ci sono centinaia di prodotti altrettanto delicati che un minimo schiumano! Niente di niente! Inoltre…non lava. Triste storia per un docciaschiuma. E la mia non è solo una percezione riconducibile al fatto che non produca schiuma no, non lava affatto. E’ così tanto delicato che non riesce a togliere dal corpo i residui di eventuali creme corpo applicate anche a svariate ore di distanza; neanche distribuendolo con il guanto Kessa la situazione migliora più di tanto. Senza contare il fatto che la sua non-schiuma lascia residui in vasca da bagno, di quelli che vi obbligano a lavarla appena dopo averla adoperata, odio! Quella terrificante simil incrostazione che si deposita lungo le pareti della vasca a segnare il livello dell’acqua, come se non vi lavaste da secoli e quelle fossero le vostre cellule morte, roba da brivido.

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Per queste ragioni l’infelice doccia schiuma, come ogni altro prodotto che in passato abbia minacciato l’integrità della mia adorata vasca dai piedi artigliati [cit.], è finito dritto dritto nel (indovinate un po’?) borsone della palestra, tanto il mio attuale workout non mi fa versare una goccia di sudore.

Quel che di carino troviamo al suo interno è succo di Aloe Vera, estratti di Fiordaliso e di olio d’Oliva, tutto da agricoltura biologica.

Potrei consigliarlo a chi ha una pelle molto sensibile e delicata, che mal sopporta detergenti appena più sgrassanti o che si secca con la minima schiuma; probabilmente potrebbe fare al caso dei signori uomini qualora non usino creme corpo!

Il suo pack, infine, è davvero infelice: il prodotto per tutto il periodo invernale è stato particolarmente solido e, per far sì che fuoriuscisse dal forellino bisognava comprimere il flacone (rigido, per giunta): infatti, poverino, porta evidenti segni di maltrattamenti (oltre che il tappo rotto, ma questo è stato un incidente! Lo giuro!)

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Entrambi i prodotti sono made in Italy, certificati ICEA Eco Bio Cosmesi, privi di fenossietanolo e testati dermatologicamente. Una combo non perfettamente riuscita, per quelle che sono le mie esigenze, ma il solo fatto di aver goduto di questa crema corpo per tutto l’inverno beh…mi ha ripagata della delusione data dal docciaschiuma. E tanto basta.

L.

 

 

 

labbra dolcissime e un po’ vintage

Per la prima volta nella storia di questo blog, potrei apprestarmi a fare qualcosa di socialmente utile con un certo tempismo.

Potrei.

Ovviamente andrà tutto alla rovescia, come mio solito. Perché io vengo travolta da passioni immediate e incontenibili ma arrivo lentamente alle mie conclusioni. Un best-seller? Lo compro anni dopo, quando ormai non se lo fila più nessuno. Come una nota sit-com, spesso mi dico da sola “e alla fine arriva Mirta”.

Ma torniamo alle ragioni di questo post. Domani Neve Cosmetics lancerà i nuovi Dessert à Lèvres: 6 degli storici (Almond Cookie, Panna Cotta, Plum Cake, Mousse Framboise, Cherry Pie, Fruit Sushi), 4 della seconda tranche (Sakura Mochi, Chocolate Eclair, Strawberry Sundae, Pink Donut) più 4 new entry (Raspberry Jelly, Blueberry Pancake, Syrup Waffle, Apfelstrudel). I dolci rossetti di Neve ispirati alla più golosa pasticceria, completamente rivisitati nell’aspetto e nella formulazione….e ci metto la mano sul fuoco che saranno davvero sorprendenti poiché l’azienda nel corso degli anni ha dato prova di mettere a punto prodotti sempre più performanti!

Ebbene, non c’è nulla che io debba presentarvi in anteprima; bensì, alla vigilia di questa novità, vi parlerò…dei vecchi rossetti. Già. Ve l’ho detto che le cose sarebbero andate al contrario.

Dessert à Lèvres, come del resto ogni novità make-up, fecero scalpore appena usciti…per poi finire nel dimenticatoio, immeritatamente. Complice anche una opinabile politica aziendale che ha focalizzato le ultime nuove uscite labbra prima sulle DueBaci e poi sui Vernissage, i dolcetti sono rimasti fermi alle solite colorazioni per alcuni anni e l’interesse è andato via via scemando (va detto che, contemporaneamente, molte aziende hanno invece sfornato rossetti a più non posso – PuroBio, Nouveau, Piteraq, Defa- e noi addicted abbiamo avuto di che abbuffarci!)

Tuttavia la mia simpatia per questi rossetti è rimasta inalterata. Anzi, se possibile, è addirittura aumentata tanto che mi ero ripromessa di scriverne un elogio, prima o poi. Da sempre riluttante a cavalcare il trend del momento, mostrando per la milionesima volta le medesime cose di altre mille blogger, non ho mai fatto mistero della mia immutata fedeltà ai dolcetti, mostrandoli in più di qualche occasione (QUI, ad esempio, ma anche QUI e QUI 

Nonostante stiamo parlando di un rossetto naturale “prima maniera”, la gamma ha colori molto interessanti, pieni e pigmentati, confortevoli e di buona durata! E allora mi dico “che meraviglia sarai mai la versione rivisitata??!” 

Da qui la voglia di concretizzare, finalmente, questo resoconto: celebrare alcuni tra i miei rossetti preferiti di sempre e accendere una piccola luce sulle tonalità a mio avviso molto interessanti da ricercare nella nuova versione (oppure acquistare nella vecchia, visto che molti e-commerce li stanno giustamente smaltendo a prezzi estremamente vantaggiosi! La pazza collezionista che è in noi non può rimanere indifferente all’idea di accaparrarsi gli ultimi pezzi di una collezione fuori produzione, no?)

In principio fu il Panna Cotta…

Difficile a dirsi, ma sino a non molti anni fa la mia scelta erano i nude, di cui conservo ancora una cospicua testimonianza (difficile da smaltire): mi piaceva l’idea d’indossare un qualcosa che soddisfacesse la vanità di applicare comunque un rossetto, senza che fosse sfacciatamente ostentato (oggi: tutto il contrario…). Oltre, ovviamente, all’indiscutibile praticità di non dover essere troppo accorta nel gestirlo durante la giornata, insomma…un rossetto comodo, senza sbattimento! Fedele a questo principio, il mio rossetto pilota dei Dessert à Lèvres fu il Panna Cotta, usato nel corso degli anni e diligentemente finito nell’ottobre 2016!

pannacotta

Poi vennero Cherry Pie e Mousse Framboise…

Lo ricordo bene, li acquistai entrambi a fine estate 2013. E sono ancora loro quelli che vi mostro oggi, perfettamente conservati e senza tradire l’età. Del Cherry Pie abbiamo già parlato nel dettaglio non molto tempo addietro e, oggi più che mai, posso ancora rinnovare il mio amore a questo bel rosso classicamente perfetto. La mia cultura del rosso mi permette di poter ben giudicare un rossetto valido, ed il Cherry Pie lo è, senza se e senza ma. Un rosso con sottotono freddo, dal colore pieno senza necessitare di particolari stratificazioni; resta tranquillo al suo posto, mantenendo una buona umidità ma senza migrare oltre il contorno o trasferirsi sui denti. Sulle labbra non fa spessore e forse proprio per questo rimane ben fermo, senza però seccarsi col passare delle ore. Pur avendo tanti rossi, il Cherry Pie rimane uno dei miei favoriti in assoluto! Delizioso come il suo nome!

phototext_636602514183380458C’è stato un tempo, poi, in cui ero prepotentemente in fissa con i fucsia, roba che oggi non mi si addice molto (come farò a smaltirli rimane un mistero anche per me, credetemi). Di tanto in tanto è un colore che porto ancora, più per senso del dovere (ce li hai? Usali!) che per desiderio. Pertanto il Mousse Framboise è entrato a far parte della mia cricca con molto piacere, sebbene fosse stato stroncato da molte recensioni quale colore pressoché impossibile da accordare a qualsivoglia sottotono di incarnato. Io non sono stata d’accordo e, finché ho avuto piacere ad indossare questo genere di colore, l’ho apprezzato molto! Una via di mezzo tra la dolcezza del rosa Barbie unito all’intensità di un fucsia non troppo acceso. Facile da portare con disinvoltura senza il reale pericolo di sembrare una tedesca di mezza età in vacanza. Dimenticavo: si metta a verbale che, per realizzare questo timido tratto, ne ho inspiegabilmente rotto il bullet ed ora sono disperata.

Seguì lo Strawberry Sundae…

Dopo circa un anno e mezzo dal lancio dei primi 8 Dessert à Lèvres, ne seguirono altri 5. Il mio acquisto fu immediato e non esitai un solo istante nel capitolare ai piedi di quello che, di nuovo, è uno dei miei rossetti preferiti ancora adesso: lo Strawberry Sundae. Un rosso-fucsia o un fucsia caldo in base rossa, come lo definisce l’azienda, fate voi, il concetto è il medesimo: non è fucsia e non è rosso, bensì la perfetta fusione di entrambi, un colore acceso e brillante se siete donne di confine ed amate tenere un piede in entrambe le nuances! Io lo ero fino a circa un anno fa, ma poi mi è presa questa mania del rosso, mi sono trasferita oltre la frontiera, ho comprato un bel cottage coi gerani alla finestra e pace. Ma ho sempre pronta la valigia di cuoio sotto al letto perché la donna è mobile, si sa, specie con i rossetti. E da questo post di capisce più che mai quanto io sia piuma al vento in fatto di colori!!

Arrivò il Sakura Mochi…

Il malva, quale adorato colore nonché mia fissa di non troppo tempo fa? Si, per un periodo sono andata alla ricerca di colori alla Kylie Jenner, lo sapete. Prediligevo toni di nude scuri e spenti, con sottotono Malva. Il Sakura Mochi, invece, è un’evoluzione del Mirta-pensiero in merito a questa categoria, già proiettata verso scelte più audaci. Un rosa scuro sì, freddo con una buona dose di Malva, ma brillante, assolutamente non spento! Lo trovo decisamente elegante, per chi non vuole osare e desidera sulle labbra un colore sobrio ma evidente! Anche se il periodo Malva è durato poco e, di fatto, oggi lo usi di rado, resta obiettivamente un colore che trovo bellissimo! Con molta probabilità se dovessi valutarlo oggi non sarebbe una mia scelta, viste le mie attuali inclinazioni, ma sono ben contenta di averlo e d’indossarlo di tanto in tanto quando mi sento ispirata! Si metta a verbale anche che mi accorgo solo ora di un’inquietante lesione sul tappo: scrivere questo post mi sta portando alla distruzione dei miei vintage Dessert à Lèvres, sono sopraffatta dal dolore.

Infine fu il Pink Donut.

Il perché io abbia acquistato questo rossetto in tempi relativamente recenti rimane un vero mistero. Parliamo infatti dell’autunno 2015 quando, in occasione di un salto a Torino a vedere la mostra di Tamara de Lempicka, ebbi modo di swatchare da Melissa questo rossetto e mi piacque subito. Non che oggi il Pink Donut non mi piaccia, ma guardandolo non trovo in lui tracce di nessuna mia seppur fugace passione passata. Mah. Di nuovo, come sopra: un colore più vivace del Sakura Mochi, sia pur grazie a quella punta di corallo che gli conferisce brio e carattere, ma restando nel range di colori etichettati come “portabili” e “da giorno”. Che dire, se amate il genere è indiscutibilmente bello e non banale come tono di rosa. Quanto a me l’ho indossato davvero poco e, se dovessi comprarlo oggi ovviamente non lo farei: ma c’è stato un tempo in cui ritenevo che la diversità fosse il sale della vita e desideravo avere rossetti di tutti i colori, che mi permettessero di essere diversa ogni giorno.

***

Ebbene, da domani si apre un nuovo capitolo e tutto questo sarà storia. Delle nuove colorazioni penso che la più papabile per un nuovo acquisto possa essere il Raspberry Jelly (Rosso melograno con una sottilissima satinatura rosata), anche se non ne sono completamente convinta. Ciò che follemente sarei tentata di fare sarebbe riacquistare il Cherry Pie e lo Strawberry Sundae, i miei preferiti, per vedere se la formula migliorata ha reso ancor più belli questi miei dilettissimi dolcetti (ne sono quasi assolutamente certa).

Ci penso.

L.

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“non è facile passare il testimone dei sogni irrealizzati”

“Nella vita, quasi sempre, c’è un momento cruciale, un punto che divide il tempo in prima e dopo: un incidente, una storia d’amore, un viaggio, o forse una morte. Per Spencer, le quattro cose, come i punti cardinali di una bussola, si combinarono dando forma a Lillian Dawes. E siccome è impossibile assistere a un dramma senza conservarne i segni, questa donna fu anche per me la grande svolta.”

Questa è la storia di Gabriel, Spencer e Lillian. Ed è proprio la voce del diciassettenne Gabriel, appena espulso dal collegio maschile di Renwick, a narrarci la delicata storia di un’afosa estate newyorkes degli anni cinquanta.

Gabriel si trasferisce nell’appartamento di Spencer, suo fratello maggiore: orfani di entrambi i genitori, appartengono ad una famiglia ricca ed aristocratica. Spencer è uno scrittore. Bello, apprezzato ed ammirato, brillante. Conquista tutti, me inclusa.

“Sono pigro e dissoluto di natura, e ho gusti dispendiosi per educazione”

Le loro vite s’imbattono in quella di una giovane donna stravagante, Lillian Dawes

“Le finanze di Lillian erano ambigue, ma sembrava fare in modo di guadagnare giusto il necessario per soddisfare certe stravaganze; traeva un piacere edonistico e sfrenato nel concedersi certi lussi scelti con attenzione osservando, in altri campi, un regime di frugalità quasi penitenziale.”

Entrambi i fratelli ne restano inevitabilmente ammaliati, anche se Gabriel dovrà accontentarsi di venerarla da lontano.

“Feci una smorfia a Spencer per comunicargli un muto “vedi?” e presi posto a tavola. Lillian ci raggiunse un attimo dopo con un prendisole senza maniche e constatai con piacere il rossetto rosso acceso che le avevo comprato. Nel vedere la sua mano sfiorare quella di Spencer mentre prendeva il tovagliolo, capii che tra loro esisteva una complicità, per quanto timida e discreta, dalla quale io ero escluso.”

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Attorno a loro gravitano una serie di personaggi irresistibili, come zia Grace e sua figlia Hadley, gli amici di Spencer Clayton Prather e Beckwith, ma soprattutto zia Lavinia…

“Dopo qualche serata, mi fu chiaro che i valori mondani che apprezzava di più erano, nell’ordine, pensiero originale, umorismo agile, bellezza eccezionale; tutti gli altri erano solo zavorre sociali.”

E sarà proprio Gabriel con la sua adolescenziale ossessione per Lillian a coglierne particolari e segreti, insospettabili agli occhi di Spencer. “La prosa elegante e poetica di Katherine Mosby è scorrevole come velluto” ha scritto il Publishers Weekly ed io sono assolutamente d’accordo; non solo: la voce di Gabriel è talmente autentica dal rendere incredibilmente vividi pensieri, immagini e situazioni, trasformando il lettore in spettatore. Il libro, tuttavia, entra nel vivo solo ad una cinquantina di pagine dal finale (che, tra l’altro, non rende merito al resto della trama), ma da sole valgono l’intero romanzo.

“zia Lavinia, andiamo al Plaza a prendere i tramezzini mignon e i pasticcini che ti piacciono tanto”, proposi. “Offro io. Ho voglia di fare follie. Pensavo a una dozzina di bignè a testa, che ne dici?”

Zia Lavinia mi diede un colpetto sul braccio e rise. “Sei proprio un bambino, mio caro, ma dopotutto, lo sono anch’io. Ti seguo. Per principio ho sempre incoraggiato i vizi innocenti e i piccoli piaceri immeritati.”

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“Alle cinque al Plaza”,
K. Mosby
edito da Frassinelli, 276 pag., prezzo di copertina €17,90
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

 

Un capolavoro di routine!

Mi sono accostata alla routine Hauschka consapevolmente, mesi e mesi prima di iniziarla davvero. Come tutte le cose che m’interessano, ho voluto dapprima conoscerla, poi approfondirla e studiarla con largo anticipo, innanzitutto per portare a termine ciò che avevo in uso ma anche per capire se potesse o meno fare al caso mio.

I prodotti Dr. Hauschka mi sono ben noti da anni, sin dal primo momento in cui mi sono affacciata all’universo del naturale e del biologico, ma non mi hanno mai attratta. Mai. Poi, con il tempo si cambia, si hanno esigenze diverse e perché no? Qualcosa che mai prima d’ora ci ha intrigate, all’improvviso attira la nostra attenzione e di colpo un brand da sempre conosciuto ma puntualmente skippato (per nessuna ragione in particolare poi, semplicemente per una mancanza di appeal) nella nostra fantasia prende forma e si propone come un qualcosa da provare.

In base ai miei personalissimi sondaggi, ho potuto appurare che la maggior parte delle persone che hanno provato la routine Hauschka, l’hanno fatto in un periodo problematico della loro pelle. Per me non è stato così, al contrario: con i debiti scongiuri, la mia pelle già da un paio di anni ha trovato spontaneamente (con il supporto della oramai beatificata Crema di Azazello) un equilibrio. Anche in un periodo ormonalmente pazzo non me ne lagno: le imperfezioni possono insorgere, ma davvero il danno è poco. Più che altro, per quanto io sia un’appassionata di skin care, mi sono resa conto di ricercare l’essenziale, specie nella cura del viso. Meno prodotti uso, meglio la mia pelle risponde, è stato un segnale chiaro ed inequivocabile. La sera, in particolare, il non applicare nulla all’infuori di un tonico, mi ha portato solo benefici. Ed allora, essendoci fondamentalmente arrivata da sola, ho pensato: ma forse il Dr Hauschka ha ragione.

La Routine Hauschka, infatti, è essenziale: pochi prodotti mirati, zero fronzoli ed un concetto sovrano: nulla che si proponga di cambiare la pelle, bensì di mettere in condizione la pelle stessa di cambiare, da sola.

Se io, tuttavia, avessi studiato da sola mia routine ideale, come ritenevo di essere in grado di fare, avrei indiscutibilmente sbagliato. Quello che andava bene per me si è rivelato l’esatto opposto, inaspettatamente.

WP_20180415_14_07_01_ProAl Sana, infatti, la mia unica tappa imprescindibile era appunto lo stand Hauschka (per il resto volevo svolazzare in giro, saltare di palo in frasca, vedere tutto e niente) dove quella che io e la mia compagna d’avventura Francesca Semplicemente Bio abbiamo definito dottoressa Hauschka, dando una rapida occhiata alla mia pelle, mi ha “prescritto” una routine che MAI avrei scelto in base all’opinione che ho da sempre delle mie necessità (perplessità #2: ma come si può capire, mi sono chiesta, quello di cui ho bisogno guardando in velocità un viso truccato, sia pure leggermente?). Ed invece si può, a quanto pare. Ho il pregio di seguire sempre la mia testa ma altresì riconoscere le competenze altrui e dunque, sia pure tra mille dubbi, ho voluto affidarmi a quanto consigliatomi.

Al mattino

Fantasia Painting(2)Dr. Hauschka Crema Detergente 

Questo prodotto è un must nonché la base della stragrande maggioranza dei trattamenti Hauschka per ogni condizione di pelle. E’ inoltre quel tipico prodotto acquistato da solo anche da chi non fa alcuna routine Hauschka. Si tratta di una crema compatta e granulosa da prelevare in piccole quantità (circa 1 o 2 cm) e miscelare con qualche goccia di acqua tiepida nel palmo della mano: il composto, raggiunta una consistenza cremosa, va tamponato su viso inumidito e lavorato con movimenti a ventosa, dall’interno verso l’esterno. Sotto le dita, i suoi microgranuli (comunque morbidi e non abrasivi) v’indurranno spontaneamente a sfregare, ma voi non cedete!! Non è un peeling! Prendetevi il vostro tempo e lavoratela come sopra descritto (ad ogni modo sul sito Dr. Hauschka c’è un video dove poter vedere esattamente come fare). Dimenticate la pelle che tira alla fine della detersione: questa crema è ricca ma non unta e purifica la pelle in tutta dolcezza. A base di farina di Mandorle, contiene estratti di Calendula, Antillide, Camomilla, Iperico, Amamelide, Acerola, oli di Arachidi, di semi di Girasole, di germe di Grano e di Mandorla. Contiene Alcool, ma non ho da segnalare alcuna reazione: sono al mio terzo tubetto (1 da 50 ml e 2 da 100 ml in limited edition)e devo dire che ci sono lotti in cui non l’ho avvertito neanche all’olfatto. Parlando di odore, non fantasticate sulla Mandorla che, sebbene alla base della formulazione, non la caratterizza in quanto a profumazione: al mio naso non è niente di particolarmente buono né cattivo…niente che riesca a descrivere, è chiaro. Le prime volte l’associavo ai ceci e comunque a qualcosa di alimentare, ma forse era legato alla mia dipendenza da legumi di qualche mese fa, chissà. Le mie prime impressioni? Al risciacquo mi sorprese sentire la sua ricchezza ancora addosso, in maniera evidente ma non invadente e pensai potesse esser “troppo” per me: invece offre una base d’idratazione utile per il giorno ed indispensabile per la sera. La sua unica pecca, invece? Quella di finire troppo in fretta!

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Fantasia Painting(1)Dr. Hauschka Lozione Tonificante

Il secondo step consiste nel fornire alla pelle un impulso vivificante, al fine di stimolarla nelle sue funzioni naturali. La Lozione Tonificante Dr. Hauschka è consigliata ad una pelle normale, secca e sensibile (io, chiaramente, avrei acquistato la versione “Purificante”, sia perché ho sempre ritenuto la mia pelle “mista”, ma anche perché ha un inci più ricco ed interessante). Luminosità, vitalità, incarnato roseo sono quel che si propone di ottenere, per il principio di cui sopra: rafforzare la pelle, stimolarla a raggiungere il suo naturale splendore, attivarne vitalità, regalarle freschezza. Il suo inci è estremante semplice dicevo: solo acqua ed estratti di Antillide e Amamelide (con aggiunta di profumo). E l’Alcool: in questo caso si sente, forte e chiaro, fin troppo. Si sente all’olfatto e si avverte quando tento di aprire gli occhi subito dopo: a me brucia moltissimo e questa non può non essere una nota dolente. Ovviamente niente di grave, il tutto passa a prodotto asciugato senza lasciare rossori o altro tipo di reazioni, tuttavia è un aspetto che mi lascia perplessa e spesso m’interrogo se questa Lozione possa essere sostituita. Una routine è come un puzzle, con le sue tante o poche tessere che s’incastrano, e questo nel bene e nel male, perché un tassello non è sempre sostituibile senza alterare tutto il resto. Altro aspetto che mi lascia perplessa è il suo erogatore, che non vaporizza il prodotto in maniera ampia, ma resta piuttosto concentrato, di modo che alla fine probabilmente si facciano più spruzzi del dovuto ed il prodotto, infatti, finisce con una rapidità che normalmente non mi appartiene con i tonici (sono alla fine della seconda bottiglia da 100 ml). Dunque luci ed ombre, perplessità ma altrettanta consapevolezza del suo ruolo all’interno della routine!

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Fantasia Painting(3)Dr. Hauschka Crama alla Rosa per il giorno

Su viso ancora inumidito dalla Lozione Tonificante, il terzo ed ultimo step della mia routine è rappresentato dalla Crema alla Rosa per il giorno, normalmente indicata per la pelle secca, sensibile e matura. Questo, probabilmente, è stato il consiglio che meno mi sarei aspettata e che più mi lasciava titubante: com’è possibile che possa fare al caso mio?! E dire che la dottoressa Hauschka ha sottolineato più volte che no, non intendeva la versione light! La mia pelle la rigetterà come ha fatto con tutto quello di appena più ricco che le abbia propinato? Mi riempirò d’imperfezioni? Ho sbagliato tutto fino ad ora?! Lo ricordo perfettamente: quando ho prelevato per la prima volta il prodotto (acquistato in travel size, per precauzione) già al contatto con il dito ho sentito la sua consistenza simil pomata ed ho pensato al peggio, lo ammetto. Scaldata appena tra i polpastrelli come mi è stato raccomandato, ho proceduto a tamponarla su viso inumidito per poi continuare con un massaggio, pensando che mai sarei riuscita a farla assorbire. Ed invece lavorandola, mi ha sbalordita la facilità con cui la mia pelle l’abbia accettata e come l’effetto unto fosse svanito. Con il trascorrere del tempo ho potuto vedere con i miei occhi quanto effettivamente sia adatta a me (non l’avrei mai creduto possibile!!) e quanto ogni giorno faccia la differenza. Un vero pilastro della cosmesi Hauschka, la Crema alla Rosa è a base di olio di Arachidi (storco un po’ il naso), Cera Alba, estratti di Altea, Iperico e Rosa Canina, idrolato di Rosa Damascena, burro di Karitè, olio di Avocado, ed ancora Rosa Damascena in forma di estratto e cera. Mantiene la pelle morbida, idratata ed elastica per tutto il giorno, anche sotto il fondo minerale. Non lucida più di quanto non faccia una qualunque crema che abbia usato di recente e ne basta davvero poca! In vista di questo post ho dovuto sospenderla per qualche giorno per poter scattare le foto prima che fosse definitivamente finita e la mia pelle ha espresso sonoramente il suo disappunto! La stagione invernale è trascorsa senza lasciar traccia sul mio viso: ora intendo alternarla con quella alla Cotogna, così come prescrittomi dalla dottoressa Huschka: la mia pelle ne sarà altrettanto contenta?

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Alla sera

Fantasia Painting (2)Dr. Hauschka Latte Detergente

Prodotto che ho amato sin dal primo utilizzo, il Latte Detergente Dr. Hauschka è già un trattamento! La sua crema morbida ha un profumo delicato e rasserenante! Io rimuovo come d’abitudine l’eccesso del make-up con una salviettina, poi bagno il viso e massaggio questo bel latte, occhi inclusi senza il più vago bruciore. Pochi gesti che portano via make-up & stress, uno step necessario ma al tempo stesso una gran coccola! Contiene estratti di Antillide, olio di Jojoba, di Mandorle Dolci e di Albicocca. Molto interessante è il Lactobacillus da Avena/Segale/Grano, ricco in proteine, calcio, ferro, vitamine B1, B2, B3, B6, B12, E, e co-enzima A: “Contiene fermenti naturali che aiutano a proteggere il mantello acido della pelle e hanno proprietà umettanti e lenitive. L’estratto aiuta anche a scomporre le impurità portando umidità e vitalità alla pelle” e la Bentonite. Più o meno liquido a seconda del lotto di produzione, il secondo flacone iniziato da circa 1 mese è nettamente meno compatto del primo, ad ogni modo 2 o 3 pushate per volta saranno più che sufficienti e vi durerà un sacco! A massaggio terminato, rimuovo l’eccesso con un dischetto di cotone, anche per essere sicura di asportare fino all’ultimo residuo di trucco, dopo di che risciacquo il viso con acqua tiepida! Pelle morbida, pulita e fresca! Lo amo!!

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Dopo di che la routine continua con la Crema Detergente e la Lozione Tonificante! Basta, nient’altro! Uno dei principi cardini della filosofia Hauschka è lasciare la pelle libera di rigenerarsi di notte, momento in cui non necessita di essere protetta da smog e agenti atmosferici: l’uso di trattamenti grassi andrebbero a rallentare il naturale processo di rinnovamento cellulare e questo in contrapposizione alla maggior parte delle teorie cosmetiche. Quanto a me, ancor prima della routine Hauschka, ho potuto constatare quanto effettivamente la mia pelle fosse più rosea e distesa al mattino allorché di sera ho iniziato a non usare nulla dopo la detersione. Mi trovo dunque perfettamente in linea col dottore, anche se qualcosa per la notte è stata comunque messa a punto! Si tratta di soluzioni acquose in ampolline monodose che vorrei provare oppure un siero in gel che ho acquistato in mini size ma che non mi ha convinta del tutto.

E questo, per il momento, è quanto. Pochi prodotti, pochi step essenziali ma un risultato notevole che ad oggi mi convince completamente. Non dirò come mi è capitato di sentir affermare che Dr. Hauschka è la mia scelta definitiva (salvo poi cambiare comunque bandiera), perché la curiosità cosmetica, se così possiamo definirla, è tale e tanta da spingermi sempre ad interessarmi a qualcosa di diverso, dunque non giurerò eterna fedeltà al dottore, questo no. Ma quel che è certo è che continuerò ancora con la routine Hauschka per la prossima stagione: mi piace la sua semplicità e concretezza e, naturalmente, sto apprezzando i risultati. Preciso ancora una volta che, sebbene mi trovi completamente appagata dal mio sodalizio col dottore, tuttavia non sono disposta a pagare il prezzo pieno di questi prodotti: faccio scorta sul sito tedesco Sonnen Apotheke che ha un listino di molto inferiore rispetto a qualunque altro e-commerce/negozio fisico sia Italiano che estero. Non sempre è facile organizzarsi con le quantità e suppongo che questo fattore alla lunga potrebbe stancarmi ed essere potenzialmente la causa di un futuro divorzio, ma per il momento mi va di continuare.

E poi?

…vedremo…

L.

 

 

 

 

 

il lato verde di un borsone

Ritornano le borsone chronicles, anche se un po’ in sordina.

Il fato ha voluto che proprio in occasione del mio primo abbonamento annuale in palestra, mai fatto per questioni di scaramanzia (ed avevo pure ragione), sia venuto a galla un certo problema fisico, che chiameremo semplicemente acciacco. Dunque dapprima mi sono freezata e sono rimasta ferma per qualche lezione in attesa di una prima visita medica; dopo mi sono data un sonoro stop freeze e sono tornata ad allenarmi, ma con le dovute cautele. Oggi, in attesa di altre 2 visite fissate il prossimo mese, faccio il minimo sindacale e le mie speranze di fisicarmi, già piuttosto improbabili, appaiono come un miraggio.

Fatta questa premessa, capirete bene che la questione borsone non sia stata particolarmente curata: in altri termini ho buttato nel beauty le prime cose che ho trovato in scorta e pace. Infatti non c’è praticamente nulla di tutte quegli amabili prodotti di cui amo circondarmi, specie dopo l’attività fisica (roba drenante, energizzante, anti-cellulite, rassodante….), ma solo lo stretto indispensabile, ossia un detergente per il corpo (perché la doccia me la faccio lo stesso, anche se non verso una goccia di sudore) e un semplice idratante (perché, in fondo, sono sempre io e acciaccata sì, ma mai disidratata!).

In questo caso specifico, mai prima d’ora due prodotti furono peggio accoppiati, proprio perché, come vedremo, non solo nulla hanno a che spartire l’uno con l’altro, ma rappresentano quasi lo scontro di 2 generazioni: da un lato abbiamo una nuova interpretazione dell’essere “naturale”, alquanto discutibile per certi versi; dall’altra una specie di dinosauro dell’eco-bio, un cosmetico prima maniera destinato forse all’estinzione.

PHYTORELAX_BERGAMOTTO & PATCHOULI Scented Natural Shower Gel

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Questo delizioso shower gel faceva parte di un’amabile confezione regalo in accoppiata con l’eau de toilette (l’abbiamo intravista QUI), sbarcata da Acqua e Sapone i primi di novembre e subito infilata nel carrello. Le profumazioni erano in origine 4 (oggi la gamma si è arricchita di nuove varianti), ma questa in particolare mi ha colpita da subito ed in effetti confermo ancora oggi che….l’adoro, semplicemente (in seguito ho acquistato anche “Pepe Rosa & Pera” ma, sebbene il profumo fosse molto buono, ha dimostrato una scarsissima persistenza, con mio enorme rammarico).

Quel che dicevo prima, in merito ad una nuova generazione di prodotti forse impropriamente definiti “naturali”, è la tendenza a immettere sul mercato inci sempre migliori e sempre più orientati al naturale, ma non certificati e con qualche pecca sul curriculum. Una sorta di ponte che unisca il desiderio di ottenere alcune caratteristiche tipiche della cosmesi tradizionale (quali profumazioni intense, ad esempio, oppure nel caso di un bagno doccia nello specifico, la capacità di produrre molta schiuma) alla volontà di eliminare il peggio presente nelle formulazioni. Questo genere di prodotto non è mai la mia prima scelta, ma potrebbe ritornare utile per la facile reperibilità: se ce l’ho, lo uso; ma francamente se non fosse stato in combo col profumo non l’avrei acquistato.

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Il suo inci, lo vedete, non è da demonizzare (al 98% naturale) ma d’altro canto non ha nulla di particolarmente interessante da segnalare: nessun estratto, niente di niente a parte tensioattivi e profumo. Qualcosa che invece devo specificare è la presenza di due conservanti a pallino rosso (METHYLCHLOROISOTHIAZOLINONE e METHYLISOTHIAZOLINONE) ritenuti da EcoBioControl fortemente allergizzanti.

Fatta questa doverosa precisazione, devo comunque sottolineare il fatto che ho usato con molto piacere questo doccia-gel e senza alcuna remora. Non mi ha causato mai nessun tipo di reazione e, anzi: lavarmi con la sua morbida schiuma e il suo profumo inebriante è stata ogni volta una gioia per i sensi! Inoltre il suo formato da 100 ml lo rende perfetto anche per i viaggi!… e per una volta non ho temuto che qualcuno me lo chiedesse in prestito!!

PILOGEN CAREZZA_BIO LADY Crema Corpo Idratante alla Camomilla

E veniamo invece al Brontosauro della situazione: uno di quei prodotti magari imperfetti

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rispetto a ciò che offre oggi l’eco-bio ma che guardo sempre con affetto e tenerezza, ma anche con un certo rispetto. Pilogen Carezza, infatti, è stato un vero pioniere quando in Italia i prodotti interamente naturali erano agli albori. Non posso certo dimenticare la sorpresa e l’emozione quella domenica mattina di non-so-più-quanti-anni-fa quando trovai all’Auchan la gamma Bio Bio Baby che avevo sempre visto su You Tube ma mai dal vivo (quel giorno, tuttavia, non comprai nulla fuorché il talco, perché tutto il resto era troppo malconcio e vinse il mio entusiasmo. Brutta storia).

Bio Lady è prodotta sempre da Pilogen, ma è indirizzata ad un pubblico “più adulto”, per così dire. L’ho trovata ancora una volta nella parafarmacia dell’Auchan, ma in perfetto stato e, in onore dei bei tempi andati, l’ho presa. Già perché questa è una crema che in passato ho già acquistato (anche nella versione “Nutriente all’Aloe ed Argan”) e ne conservavo un buon ricordo, ovviamente in relazione a ciò che offriva il mercato del naturale anni fa.

Questa volta parliamo di un prodotto certificato ICEA Eco Bio Cosmetics e dalla formulazione un po’ vintage, tanto che fa anche la famosa “scia bianca”, cosa che al giorno d’oggi non si sente neanche più dire! Che tenerezza!

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Se non vi piace l’odore di Camomilla, tranquille: la fragranza è tutt’altra storia! E’ piuttosto intensa, fiorita e femminile, a me piace molto! Troviamo poi burro di Karitè, oli di Crusca di Riso e di Avocado, estratti di Camomilla e Vite Rossa. Ha una consistenza ricca e, come già detto, necessita di un buon massaggio per essere assorbita. Non la trovo unta, ma piuttosto ricca: insomma, una di quelle creme che vi sentite addosso, per intenderci. Tuttavia non l’ho trovata particolarmente indicata per il periodo invernale e le temperature basse perché contrariamente a quanto si potrebbe credere subito dopo l’applicazione, con le ore viene completamente bevuta dalla pelle che resta morbida, è vero, ma non può più contare su quello strato protettivo in superficie tanto evidente non appena applicata. Usata di sera in palestra (mediamente intorno alle 21,30), al mattino dopo non la sentivo già più, purtroppo. Non penso possa essere l’ideale neanche con il caldo, per via di quella sua consistenza ricca di cui sopra: m’immagino ad agosto a star lì a far assorbire la scia bianca, anche no! Dunque deduco che potrebbe ben collocarsi nella favolosa 1/2 stagione, quella in cui tutto può andar più o meno bene e non si sbaglia quasi mai!

Una crema che consiglio alle nostalgiche per riprovare il brivido della scia bianca e riflettere sul fatto che, anni fa, era quasi ritenuta una caratteristica propria degli idratanti eco-bio!

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Ebbene, per il momento dal mio borsone è tutto. Potrei ragionevolmente cercare di sfruttare queste serate ancora fredde per terminare i prodotti più corposi che ho in uso attualmente, dispersi in vari bagni. Ma ciò significherebbe non aprire niente di nuovo e la cosa non si prospetta molto divertente.

E’ una questione delicata su cui devo riflettere.

L.