“baciami se hai coraggio”

<<Parce que c’était lui, parce que c’était moi>>

Elio, non ancora maggiorenne, figlio di un professore universitario. Una villa al mare, sempre ospiti a cena: cultura e apertura mentale alla loro tavola.

<<Io ero Glauco e lui Diomede. In nome di chissà quale oscuro culto maschile, gli stavo cedendo la mia armatura d’oro per la sua di bronzo>>

Oliver, ventiquattrenne ricercatore della Columbia (e che si era specializzato, tra tutti gli argomenti possibili, sui presocratici) approda alla villa e prende la stanza di Elio; aiuterà il professore a sbrigare piccoli lavoretti e corrispondenza, un libro in corso, fascino da vendere e modi spicci.

<<Chiudersi in se stessi può essere una cosa terribile quando ci tiene svegli di notte, e vedere che gli altri ci dimenticano prima di quanto vorremmo non è tanto meglio. Rinunciamo a tanto di noi per guarire più in fretta del dovuto, che finiamo in bancarotta a trent’anni, e ogni volta che ricominciamo con una persona nuova abbiamo meno da offrire. Ma non provare niente per non rischiare di provare qualcosa…che spreco!>>

Tutti se lo contendono, lui camicia svolazzante ed espadrillas, un costume diverso a seconda dell’umore. Il signor Ulliva, il cauboi, la muvi star. -Li aveva tutti in pugno- 

<<Una sola parola, uno sguardo, ed ero in paradiso. Dopo tutto, forse non era poi tanto difficile essere così felici. Non dovevo fare altro che trovare in me la fonte della felicità e non dipendere da altri per i successivi rifornimenti.>>

Un’estate nell’Italia degli anni 80, un libro che profuma di uova alla coque e succo d’albicocca, di salsedine e crema solare. Passioni nuove e sentimenti indecifrabili. E i silenzi, le incomprensioni, le attese e le speranze.

<<Se ti ricordi tutto, volevo dirgli, e se sei davvero come me, allora domani prima di partire o quando sei pronto per chiudere la portiera del taxi e hai già salutato gli altri e non c’è più nulla da dire in questa vita, allora, una volta soltanto, girati verso di me, anche per scherzo, o perché ci hai ripensato e, come avevi già fatto allora, guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo, e chiamami col tuo nome.>>

L.

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A. Aciman
edito da Guanda,
271 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

#honeyaddicted 5

Continua il periodo del miele, che detto così potrebbe sembrare un movimento artistico improntato sulla dolcezza oppure un momento storico particolarmente pacifico e ricco. Niente di tutto ciò, che ve lo dico a fare. Solo la mia fissa per la profumazione al miele che continua ancora, imperterrita.

A dire il vero qualcosa é pur cambiato, forse scoraggiata dallo scarseggiare della materia prima o forse dettato da alcuni, clamorosi flop. Chissà. Tuttavia ne parliamo ancora, in barba alla mia volubilità arci-nota: la honeyaddiction si é rivelata una passione duratura e prepotente.

Le svariate “puntate precedenti” sono QUI,, ANCHE QUI e PROPRIO LÀ, se voleste farvi del male! Diversamente, e state certe/i che avete tutta la mia comprensione, nessun rancore.

Dicevo poche righe più sù, che i prodotti alla profumazione “miele” scarseggiano pericolosamente e in tutta onestà credo di aver quasi del tutto esaurito le opzioni possibili. Mi restano ad oggi altre 2 o 3 cartucce che sparerò con un altro post e poi o le case cosmetiche mi grazieranno mettendo in commercio qualche dolce novità oppure mi toccherà rivolgermi ai soliti noti, riacquistandoli. O ancora..meglio che cambi addiction, va!

Ma entriamo nel vivo di questo post, dolce e appiccicoso, partendo col botto. Già, ma al contrario.

Fantasia Painting(103)Dovete sapere che ai tempi del passaggio al bio, periodo storico lontano diventato quasi una leggenda, l’azienda a cui per mesi mi rivolsi per qualsiasi cosa mi servisse, era Fitocose. Compravo indistintamente la crema solare come il deodorante, con un occhio particolare alle creme corpo, ovviamente, perché la mia ossessione per la body care affonda le radici nella più tenera età. Ai tempi, lo ricordo bene, le provai praticamente tutte e ricomprai più e più volte le mie preferite (Vaniglia, Monoi, Rosa Nera, Muschio Bianco). Le varianti sicuramente skippate furono Mandorla e, appunto, Miele.

Ora procurarsi Fitocose é assai più semplice di un decennio addietro in cui i loro prodotti erano distribuiti solo dal loro e-shop! Non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di un ordine su Ecco Verde per procacciarmi la versione al Miele. Ebbene, che dire. Dell’intera saga #honeyaddiction é stato con molta probabilità l’insuccesso più clamoroso. E il più doloroso.

Non si gioca così con i sentimenti.

Il fatto é che nulla ho da recriminare sulla qualità di questa crema, il suo potere idratante, la piacevolezza dell’utilizzo. No, affatto. É corposa, avvolgente, di facile spalmabilità. L’effetto che ha sulla pelle, poi, é perfetto: non resta unta ma risulta ben nutrita; la pelle dimostra di amarla, é morbida e liscia.

A non amarla é il naso. Ma proprio per niente. Il fatto è che non solo non ricorda il miele nella maniera più assoluta, ma non è neanche gradevole.

In passato mi sono già imbattuta in prodotti che, pur essendo in teoria al miele, non lo ricordavano affatto ma potevano tuttavia vantare un odore per lo meno dolce.

In questo caso no davvero, e lo dico senza paura di smentita. É pungente ed in tutta onestà, non potendo credere che sia effettivamente il suo odore originale, temo che in qualche modo si sia guastata pur non tradendo ciò né dalla consistenza né dal colore.

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Estratto di Tiglio, olio di semi di Girasole, burro di Karité e di Cupuacu, Miele, estratto di Rosmarino.

L’inci é carino, nulla di fantasmagorico ma tutto quel che serve per essere una buona crema per il corpo (nonostante un poco entusiasmante olio di Colza, ma cmq in coda). Un gran peccato, insomma!

Ma la fiera delle delusioni continua! …

Fantasia Painting(105)Sempre ridotta alla frutta, é evidente che stia raschiando il fondo del barile alla ricerca disperata di qualcosa di anche lontanamente mieloso! Ed è proprio il caso di questo bagnoschiuma di Organic Shop, dall’incoraggiante nome “honey and lemon”. Vuoi vedere che ci rintraccerò un vago profumo di miele?

No. Il suo odore é nettamente agrumato, magari dolce e comunque nel complesso molto lieve. Quindi compratelo per qualsiasi ragione vi venga in testa ma non di certo se coltivate la mia stessa speranza.

Il prodotto è buono e, come da tradizione Organic Shop, estremamente economico. Tuttavia sebbene i maxi formati ci piacciano sempre, in questo caso specifico ha rappresentato quasi uno svantaggio. Il flacone é davvero troppo grande e scomodo da gestire o da trasportare: immaginate che l’ho portato anche in palestra!! Il mio borsone pesava più di me! Inoltre é dotato di tappo a vite (di nuovo, scomodissimo) al di sotto del quale si ha la sorpresa di un foro veramente grande, per cui bisogna stare particolarmente attente a versare il prodotto. Senza contare che arrivate quasi alla fine, consumarlo sarà un bel problema: normalmente li tengo a testa in giù affinché il liquido si concentri verso l’imbocco…ma in questo caso, a causa del grande foro, era praticamente impossibile togliere il tappo evitando una cascata di bagnoschiuma!! Insomma…. feeling zero. Menomale che l’ho pagato poco! Packaging davvero troppo spartano!

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Ovviamente sulla sua composizione, nulla da eccepire! Tensioattivi del caso, o.e.di Limone, Miele, idrolato di Tiglio, vitamina E! Anzi, a voler essere sincera, considerato il maxi formato, l’inci, la certificazione…., ed il prezzo realmente competitivo, é un ottimo prodotto a prescindere dal packaging (su qualcosa dovevano pur risparmiare!!) . In questo caso specifico, l’ho trovato deludente per le aspettative in merito al profumo, ma le varianti sono tali e tante che di sicuro si potrà trovare qualcosa di meglio!!

Queste amare delusioni, tuttavia, non mi hanno demoralizzata in quanto, per contro, nello stesso periodo ho avuto modo di provare un prodotto che ho letteralmente amato di un amore totale e sconfinato, di quelli che ti fanno centellinare ogni singola applicazione: si tratta del burro di karité di Cattier, nella versione al Miele.

Fantasia Painting(104)Secoli e secoli fa avevo già provato questo prodotto, ma necessitando ai tempi della travel size, la stessa é ancora oggi disponibile nella sola versione “neutra” che francamente usai senza grossi slanci d’entusiasmo. Con questa, invece, è stato AMORE, di quelli travolgenti da romanzo Harmony, per intenderci!

Anzitutto il profumo di miele si percepisce annusando il burro ma, una volta applicato sulla pelle, lascia una lieve, dolce scia…nulla d’invadente, stucchevole: una profumazione persistente ma molto discreta. Adorabile!

La sua consistenza é quella del classico burro di karité, dunque piuttosto solida: necessita di essere prelevato in piccole quantità e, di volta in volta, scaldato tra i palmi prima di essere massaggiato addosso. Se pensate di poterlo spalmare direttamente così….beh, andrete incontro ad un’amara delusione, oltre che un immondo pastrocchio. La regola da seguire é una ed una sola: se procedete in questa maniera, magari impiegandoci qualche minuto in più….vi assicuro che ne varrà la pena! Avrete tutto il piacere di un olio ma molto più avvolgente e con un’idratazione ancor più duratura! Ovviamente parliamo di un trattamento da destinare ai mesi più freddi dell’anno, ma ciò non toglie che, non appena le temperature si sono fatte un po’ più miti, il progressivo ammorbidirsi della sua consistenza ha raggiunto la pura perfezione! Appena più morbido e dunque più facile da prelevare e lavorare tra le mani: non vi dico l’effetto setificante sulla pelle! Morbidissima, liscia, visibilmente nutrita, elastica, uniformata…! Nella sua semplicità, un trattamento completo!

Il fatto che sia la versione “grande” tuttavia non toglie che possa prestarsi anche ad essere portato in giro poiché parliamo comunque di un barattolo da 100 ml, tranquillamente inseribile nel bagagliaio a mano: lo sottolineo perché, se mettete in conto un viaggetto un po’più lungo, questo burro si presta ad essere usato su tutto il corpo e ne basta poco!! Vi libererà dall’incombenza di dovervi procurare crema piedi, mani, balsamo labbra, ecc….

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Il suo inci, lo vedete, é semplicissimo: niente di più che burro di karité, profumo e vitamina E. Dunque se qualcuno accarezzasse l’idea della reale presenza del miele in formula, mi spiace ma non è così. E proprio in concomitanza con l’uso di questo prodotto ho sentito qualche polemica in merito al fatto che lo stesso venisse ritenuto, a ragione, troppo “lavorato/industrialmente trattato”. Ma a prescindere da tutto, io l’ho amato lo stesso, incondizionatamente e spassionatamente. Ecchissene!
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Ebbene, anche le storie più tristi e disperate come questa possono avere un riscatto.

Il lieto fine é dietro l’angolo, a volte…

L.

 

Snellent….eh? (E ci riprovo!)

“…ma io tanto non ci credo…! Una crema non può “liporidurre” un bel niente!…. alimentazione…. palestra….. preghiere….”

E intanto, anche questa volta, non mi sono tirata indietro davanti ad una crema che promette ciò che ognuna di noi sogna: ridurre il grasso in eccesso, anche in maniera quasi impercettibile…pensate quanto sarebbe bello. E dunque, fedele al mio principio Venturesco “provarci sempre, arrendersi mai” e a quello Biomirtiano “una crema in più male non fa”, ancora una volta ho ceduto all’acquisto di una Crema Snellente, questa volta di Argital.

Quest’azienda, lo dichiaro subito, mi ha sempre fatto molta simpatia. Una realtà che lavora ancora come ecobiocosmesi prima maniera ma che purtroppo ha una distribuzione tale dal renderla abbastanza difficile per me da reperire proprio perché lontana dai canali da me frequentati.

Quando oggi mi imbatto in formulazioni di questo tipo, mi intenerisco sempre un po’ (un po’, eh! Non esageriamo) perché mi riportano alla memoria gli inci degli esordi, e rivedo me stessa a cercare ingrediente per ingrediente sul biodizionario…..che tempi!!

Tornando ai giorni nostri, giro da un po’come un avvoltoio attorno a questo brand e la mia sperimentazione, come tradizione vuole, é partita esattamente dalla Crema Snellente Florange.

Fantasia Painting(44)Se, come me, amate le consistenze ricche e corpose, per lo meno fino a quando le temperature sono tali da rendere il tutto non solo possibile ma ovviamente piacevole, questa crema potrebbe fare al caso vostro!

Infatti si presenta abbastanza soda e ferma, bianca e lucida…. e profumatissima! Quel che infatti a parer mio letteralmente conquista di questa crema é la possibilità di avere un trattamento completo, non solo mirato a combattere inestetismi cutanei ma anche avvolgente e incredibilmente piacevole come solo una crema idratante/nutriente profumata può essere. L’ho detto già un milione di volte, se ben ricordo: detesto il dover scegliere tra il trattamento e il nutrimento che per me resta alla base di qualsivoglia tipologia di skin-care. Una pelle scarsamente idratata difficilmente potrà apparire bella nonostante priva (o quasi) dei comuni inestetismi. Per non parlare di quella meravigliosa sensazione di totale comfort e benessere derivante dall’indossare un prodotto sufficientemente ricco. Semmai dovessi essere chiamata a scegliere, chissà per quale astrusa ragione poi, non avrei dubbi: idratazione batte trattamento, assolutamente. 

Ciò detto, per quanto abbia trascorso in compagnia di Florange indubbiamente dei bei momenti, la stessa non si è rivelata assolutamente perfetta o comunque priva di lati oscuri o quantomeno discutibili.

Parlavamo di ecobiocosmesi prima maniera, e non a caso. Lo spettro che si aggirava attorno alle creme fatte alla vecchia maniera, specie se piuttosto corpose, era la celeberrima e detestata “scia bianca”, concetto quasi completamente sconosciuto oggi alle giovani militanti del naturale. Essendo io, invece, una sorta di dinosauro in gonnella e bazzicando l’ambiente da un po’(non stiamo a quantificare, su!)lo ricordo bene quel tema ricorrente, la nota dolente che faceva desistere in molte dall’acquisto. Oggi, per fortuna, le formulazioni sono andate via via perfezionandosi ed é piuttosto raro riscontrarlo. Florange, appunto, fa scia bianca. E un bel po’, a prescindere che se ne usi tanta o poca. La cosa é antipatica perché oltre che di difficile assorbimento, frena sotto le mani e rende difficoltoso il massaggio. Va pure detto che un massaggio un po’più lungo e intenso male non fa, soprattutto se consideriamo la natura stessa di questa crema che, anzi, lo richiederebbe.

Il tutto vi darà un certo da fare per qualche minuto ma, una volta sconfitta la scia bianca e con essa la resistenza opposta dalla crema, potrete poi proseguire in scioltezza il vostro massaggio ancora per un po’, perché la sua consistenza si sarà arresa rilasciando quel tot di unto toda joia che preferisco nettamente!!

Non parliamo di una crema eccessivamente grassa, ma sicuramente nulla di consigliabile d’estate, ad esempio. Ha un suo spessore non indifferente, quel tipico strato isolante e protettivo che fino agli esordi della primavera fa ancora piacere sentirsi addosso. La sensazione di comfort é assoluta, alimentata anche dalla sua profumazione dolce e agrumata, per nulla comune nei prodotti snellenti.

Già, snellenti. E qui altra nota dolente, purtroppo. Non ho riscontrato nell’uso continuativo e costante di Florange alcun tipo di miglioria, sotto nessun profilo se parliamo di inestetismi cutanei. La pelle è visibilmente bella, ci mancherebbe, ma di quella bellezza derivante da un ottimo grado d’idratazione: rosea, liscia e compatta…ma come mi succede quando uso anche semplicemente un prodotto piuttosto nutriente senza altre caratteristiche particolari (un banale burro di karité, per intenderci).

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Vediamo nel dettaglio cosa ci offre: oli di Jojoba, di Mandorle Dolci e di Oliva, estratto di Olmaria, o.e.di Arancio Dolce, Limone e Rosmarino di origine biologica. Estratti di Betulla, Edera, Calendula e Ortica, o.e. di Lavanda certificati Demeter. Troviamo inoltre olio di Germe di Grano, o.e di Finocchio e di Boswelia (incenso), Argilla, estratti da resina di Benzoino e Crespino.

Tanta roba, come si suol dire. Ingredienti sconosciuti ai più ma anche i soliti noti, quelli cioè che in una crema con ambizioni anticellulite/snellenti/liporiducenti non possono proprio mai mancare! Inoltre é un prodotto che vanta davvero ottime certificazioni (BDIH & ICEA)! Insomma…. cos’altro aggiungere? L’avrete capito: contenta di averla acquistata e usata con soddisfazione…ma quanto al suo effetto snellente mi permetto di essere un attimo scettica! Ovviamente nella misura in cui il mio scetticismo si abbatte sull’intera categoria perché, diciamocelo, diversamente sarebbe tutto troppo bello e facile e noi non vogliamo le cose facili, giusto?

(Certo che no, ma fa figo dirlo)

L.

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I migliori 4 bagni della storia

Ai tempi in cui la mia casa era in costruzione, optai per allestire il mio bagno come l’avevo sempre desiderato, con  una bella vasca classica, di quelle con le zampe di leone per intenderci. Non mi lasciai tentare dall’idromassaggio e non cercai la praticità di una doccia (che comunque in casa ho), nonostante più persone profetizzassero che, in fondo, quella vasca non l’avrei mai utilizzata.

Ma davvero, eh.

Infatti ci sono settimane in cui lo faccio quotidianamente, altre meno, ma non passa mai più di un pugno di giorni tra un bagno e l’altro. Diciamo che la mia vasca, quella che non avrei mai usato o giù di lì, fatica a restare asciutta.

IMG_20190422_125530Normalmente il mio bagno è finalizzato a lavarmi, che assurdità…vero? Una reale alternativa alla doccia: bagnoschiuma, guanto esfoliante….niente bolle, niente lunghi temporeggiamenti a mollo. Candele? Quasi sempre! Musica? Obbligatoria (anche per un bidet). In questi anni ha funzionato così, perché fondamentalmente vado sempre di corsa, sono freddolosa in maniera imbarazzante e mi rincresce riempire ogni singola volta la vasca fino all’orlo: tralasciando le implicazioni ecologiche ed economiche, mi sembra uno spreco e un’assurdità. Fondamentalmente ne deve valere la pena e, per investire una certa quantità d’acqua, devo come minimo sostarci.

E’ passato dal mio bagno un prodotto che mi ci ha fatto sostare per davvero in vasca e mai così volentieri. Di quelli che punti la sveglia dopo 45 minuti e quando suona ti dispiace pure. Un prodotto che è diventato un imperdibile appuntamento della domenica pomeriggio, per il quale ho messo in stand-by altre amatissime e attese attività del fine settimana senza se e senza ma. Ho totalizzato 4 bagni belli, ma talmente belli che molto probabilmente il loro ricordo mi farà superare il trauma delle prossime bollette (I hope so)!

Modificate in Lumia Selfie

Negli ultimi tempi si fa un gran parlare di Veralab de L’Estetista Cinica: ci sono alcuni prodotti di quelli che, se non li compri, non sei nessuno (tipo la Luce Liquida, best seller assoluto, le Slim_me Bende di cui si favoleggia e che, ovviamente, ho preso anch’io, ecc..) ma tra questi non figurano i SALI SUPERDRENANTI SLIM_ME BATH.

Poi, coincidenza, ho iniziato a postare foto dichiarando il mio amore smodato e assoluto per loro, è arrivato il tanto atteso sconto 30% annunciato tempo fa e per il quale già mi sfregavo le manine ossute….e sono andati sold out alla velocità della luce, battendo persino il mio carrello già fumante in corsa alla cassa. Ma tant’è.

Forse perché la vasca ce l’hanno in poche, o la usano in poche, chissà, ma io di questi sali non avevo sentito parlare un granché. Ma tu, amica, proprio tu che la vasca ce l’hai ed è sempre bagnata come la mia, tu che ti ritagli volentieri un’oretta extra di coccole non plus ultra con la musica e tutto il resto, tu che se perdi un po’ di liquidi non ti fa schifo, ecco….dovresti provarli. Giuro.

Anzitutto il vero investimento è il costo di gas e acqua, perché i sali di per sé sono perfettamente abbordabili e convenienti: una jar da 1 kg basta per 4 bagni e costa appena €20 (€5 a bagno, per intenderci. A livelli di un baffetto dall’estetista).

IMG_20190422_125558Prendiamola alla larga, come sempre: il pack. In molte amano lo stile unicornoso dei prodotti Veralab, il trionfo di rosa e bianco che a me personalmente non entusiasma. Quel che conta è la sua praticità e questa jar lo è, con un tappo interno a protezione dei sali. Per essere da 1 kg non è eccessivamente ingombrante o pesante, direi che piaccia o meno…chissene! Va bene così!

Di sicuro uno degli aspetti che più mi ha colpita e deliziata e incantata è il loro profumo paradisiaco, che vi irretirà non appena sollevato il tappo salvafreschezza: un odore intenso, fresco, balsamico ma non pungente. Un vero e proprio apri-polmoni! Mi basta odorare la confezione vuota per desiderare immediatamente di chiudermi nel mio bagno annebbiato da questi vapori profumati.

Una volta preparato il giusto quantitativo in una ciotola, lo versavo in acqua calda a vasca quasi vuota, porta ben chiusa alle spalle e tutto il tempo del mondo per farli sciogliere ed immergermi finalmente in totale relax.

Complice il riscaldamento acceso, l’acqua a temperatura di cottura della pasta (lo so, lo so, non fa bene….ma mi piace così) e l’azione realmente drenante di questi sali …fatto sta che dall’immersione al raggiungimento di uno stato di catarsi totale, beatitudine, distacco dalla realtà non passano che pochi minuti. Altro che funghi allucinogeni!

IMG_20190422_125624Mi lasciavo scivolare sul fondo della vasca a palmi in sù, quasi completamente priva di forze, occhi chiusi, maschera sul volto (uniamo l’utile al dilettevole, …o l’utile all’utile….o il dilettevole al dilettevole, fate voi) tenendomi sveglia (ma poi neanche troppo) cantando sulla mia playlist. Pura beatitudine, relax totale.

….e così per 45 minuti…..

Al suono della sveglia, precipitando nella dura realtà e prendendo di nuovo possesso del mio corpo pieno di ritenzione idrica (damn!), mi dispiaceva troppo la doverosa apertura della finestra per disperdere i vapori, ma al di là del fatto che non si vedesse ad un passo il mio pensiero correva sempre all’umidità che si crea sui muri e questo mi faceva rendere conto di essere ritornata pienamente in me.

Per i primi 2 bagni sono stata diligente e mi sono misurata prima e dopo, verificando effettivamente la perdita di almeno 2 cm sul girovita e 1,5 per coscia….niente male!! Teniamo a freno i facili entusiasmi, sono perdite relative e temporanee….ma fa sempre piacere! Se non che, cm o no, per i successivi 2 bagni me ne sono altamente fregata: li ho fatti per puro piacere e diletto….e dei cm poco importa (tanto con le bombe ormonali che mi sto sparando, tutto è davvero molto relativo)!

Si parla di una certa secchezza della pelle dopo il trattamento e la cosa non mi stupisce, del resto. Tuttavia l’idratazione post-bagno non me la faccio mancare in qualsiasi circostanza ed io non ho avvertito nulla da segnalare in merito!

IMG_20190422_125644Quel che invece voglio annotare è il crollo vertiginoso della mia pressione sanguigna per tutti i fattori di cui sopra, ovviamente, sebbene io non ne soffra in alcun modo e anche pratiche quali bagno turco, sauna, ecc….notoriamente mi fanno un baffo. Ebbene, se soffrite di pressione bassa, tenete sotto controllo la temperatura dell’acqua, magari lasciate la porta aperta di appena uno spiraglio, se potete, e comunque uscite con cautela della vasca! Se di tanto in tanto bevete un po’ male non fa (se non siete a dieta, un po’ di zuccheri potrebbero giovarvi, magari un bel succo di frutta, un centrifugato, fate voi in base al vostro grado di salutismo. Per me bottiglia d’acqua a portata di mano, ma a piccoli sorsi). Altra cosa che potrebbe aiutare nel percorso di recupero dei 5 sensi è bagnare viso, mani e polsi con acqua fresca: se come me vorrete approfittare di quest’estesi di 45 minuti e coronare il tutto con una bella maschera viso, sciacquatela direttamente in vasca prima di uscire: vi garantisco che aiuta; dopo potrete persino ricordare il vostro nome!

Cosa che a voi potrebbe apparire ovvia in base a quanto descritto, ma che per me ha quasi dell’incredibile vista la mia paradossale freddolosità (sì, anche durante un bagno caldo) è quanto abbia sudato nel mentre. E quanto abbia continuato a sudare durante la notte! L’ho riscontrato tutte e 4 le volte! Quindi se dormite in allegra compagnia….forse questo è l’unico risvolto meno entusiasmante! ….

IMG_20190422_115420Cos’altro aggiungere ancora, semmai ce ne fosse bisogno? Una doverosa occhiata all’INCI, come sempre! Solfato di Magnesio e Sale inglese, estratti di Equiseto, Olmo Rosso, Altea, Rosa, Menta Piperita, Arancio Dolce, Consolida Maggiore e Camomilla. Il profumo è aggiunto…..ma questo bel bouquet di estratti giocheranno sicuramente il loro ruolo nel raggiungimento di questa incantevole fragranza!!

Lo consiglio? Lo ricomprerei?….Lo ADORO?! SI, SI E ANCORA SI!! Assolutamente e senza la minima esitazione!! Anzi: se non fosse andato sold-out nel giro di un battito di ciglia, sarebbe già di nuovo mio!….e voi ben sapete quanto sia difficile per me superare la soglia del riacquisto!! Naturalmente la mia curiosità in fatto di sali da bagno è stata solleticata e il vaso di Pandora scoperchiato, è evidente….povera me! Dunque senza ombra di dubbio mi guarderò intorno e magari sperimenterò dell’altro….ma ciò non toglie che, tirando via il tappo della vasca l’ultima volta…un pezzettino del mio cuore disciolto se ne sia andato insieme a questi sali….

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(quindi per chi se lo stesse chiedendo….SI’, un cuore ce l’ho)

(Credo)

L.

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Amore sì? No?…forse…

Questo post è la dimostrazione tangibile del fatto che, determinati prodotti, necessitino più di altri di essere capiti e di quanto sia per tanto opportuno aspettare proprio l’ultima goccia per potersi sbilanciare. E molto spesso, credetemi, occorrerebbe una seconda confezione per poter consolidare la propria opinione.

Questa è una storia di incomprensioni, fraintendimenti, sperimentazioni ed infine il raggiungimento di un’intesa. Non sufficiente al riacquisto, non esageriamo, ma pur sempre quel bel compromesso che ti permette in serenità di arrivare alla fine della confezione (mio obbiettivo primario, come sempre).

Sapete bene con quanto slancio ed entusiasmo mi sia lanciata nella conoscenza di Eterea Cosmesi Naturale, brand che puntavo da circa un annetto e che ho eletto a prescelta sostituta della routine Hauschkiana (dottore, io ti amo, ricordalo sempre. Ma la donna è mobile, ed io in particolar modo…). Dal Sana 2018 è stato tutto un rimpiazzare i prodotti della mia skin-care finiti man mano con new entry Eterea, ne abbiamo già ampiamente parlato (QUI). La mia infatuazione iniziale, degna delle peggio adolescenti, è andata via via ridimensionandosi, colpa di scelte non propriamente azzeccate, prodotti indiscutibilmente di qualità ma che non si sono dimostrati in perfetta empatia con la mia pelle.

WP_20190420_15_55_52_ProDurante lo shopping del sempre amatissimo Black Friday ho avuto modo di accaparrarmi alcune referenze Eterea che m’incuriosivano e che pareva proprio potessero fare al caso mio. Avevo infatti deciso di strutturare la mia successiva skin-care routine utilizzando la combo INTENSIVE ANTIOX CONCENTRATE SERUM + CREMA VISO ANTIAGE PELLI NORMALI E MISTE. Sin dalle prime applicazioni la mia pelle mi ha gridato forte e chiaro che, no, non era davvero il caso di continuare.

Il problema di una routine strutturata è essenzialmente andare a capire quale prodotto stia sbilanciando il tutto o se è semplicemente l’interazione di tutti loro a dar noie. In questi casi non resta altro da fare se non smembrarla, prendere le componenti singolarmente e ….sperimentare. Insieme, separati, di giorno, di notte, alternati, ….!

Con questi prodotti, confesso, ci ho perso davvero la testa ed alla fine, sconfitta, ho alzato bandiera bianca. Detesto accantonare i prodotti ma non m’intestardisco oltre un certo limite, nel momento in cui mi accorgo che la mia pelle inizia a rifiutare tutto. Infatti ai tempi avevo preso ad usare come unico e solo trattamento viso lo straordinario GOLD INFUSION che aveva messo a posto la situazione, lasciando un vuoto incolmabile nella mia routine non appena terminato. Orfana della mia pozione di giovinezza e forte del fatto che la mia pelle era nuovamente in forma, ho voluto riprovare con la Crema Viso Antiage precedentemente accantonata, nella speranza di riuscire ad usarla. Ma da sola questa volta…

WP_20190420_15_57_59_ProCom’è andata. Beh, un percorso strano, il nostro. La crema, piacevolissima al tatto e nell’applicazione (eccezion fatta per il suo odore non propriamente inebriante! Avete presente il risotto ai funghi precotto? ….ecco, appunto. E se state pensando di aver già sentito in giro questo parallelismo é vero…ma l’ho creato io con il mio pessimo gusto! Avrei dovuto metterci il copyright, damn!)si rivela nell’immediato soffice, fondente, assolutamente non grassa o unta, ma neanche inconsistente o troppo leggera! La sua texture é quanto di più appropriato si possa trovare in giro, appunto, per una pelle sì mista ma comunque bisognosa di una certa quota d’idratazione in quanto, ahimè, non più giovanissima ( gli ANTA sono proprio ad un annetto di distanza).

Massaggiata sul viso si capisce subito che la pelle é perfettamente nutrita, idratata ….e rimarrà tale anche sotto il makeup per tutto il giorno!

A tal proposito va detto che, nel corso delle ore non lucida eccessivamente salvo nella sempre rognosa zona T (teniamo sempre presente che io nulla posso dire della sua resa in presenza di temperature appena oltre lo stadio definito “mite”! Il mio feedback é relativo a mesi invernali, non freddi rigorosi ma comunque freddi).

Mai pelle disidratata, mai spiacevole sensazione di pelle che “tira”. Qual è il problema, allora? Il costante e praticamente quotidiano insorgere di piccole imperfezioni, in genere sulle guance (di cui ad oggi porto ancora i segni). Fermo restando il mio pazzo periodo ormonale, resto ancora dell’idea che fosse la crema stessa a causarle in quanto al mattino (con una precedente routine serale differente) il fenomeno era nettamente ridimensionato! Le bombe ormonali se devono causarmi brufoletti lo fanno indipendente dalla crema del mattino o dall’olio della sera, suppongo.

Poi, d’un tratto e senza che cambiassi nulla, quasi al termine della confezione…..empatia totale! Pelle pressoché perfetta! Succede sempre così: un prodotto che ti ha fatto un po’penare per 3/4 del suo utilizzo….arriva faticosamente alla fine e all’improvviso inizia a sorprenderti! Lo ami….e persino il suo odore di porcini non ti sembra poi così male! La tua pelle lo adora e tu inizi ad arrovellarti divorata dal dubbio se sia o meno il caso di ricomprarlo?! Ma forse la pelle doveva solo abituarsi? Oppure con una nuova confezione ricomincerà l’epopea del brufolo? …..a non saper né leggere né scrivere ho deciso di soprassedere, innanzitutto perché ho altri piani per la mia next beauty routine ed ho altro da utilizzare (o provare a riutilizzare, come appunto l’Intensive Antiox Concentrate Serum….che -spoiler!!!!- facendo i debiti scongiuri pare stia andando bene…..mah)

A questo punto non ci resta che vedere nel dettaglio la composizione di questa crema! A base d’idrolato di Camomilla, a seguire Glicerina, Burro di Karitè, Caffeina, Pantenolo, Niacinamide, oli di Jojoba, Argan, Cocco, Riso, Sesamo, Avocado, Vinaccioli, Rosa Canina, Fico d’India, Canapa, estratti di Mirtillo, Lampone, Kiwi, Vitamina C ed E, proteine idrolizzate del Grano, olio di semi di Girasole, Orizanolo, Acido Ialuronico, Cera Candelilla, Squalano, Bisabololo, estratto d’Aloe….

In casa Eterea Cosmesi Naturale non si può dire che risparmino sugli ingredienti!! Come al solito la formula è estremamente ricca di attivi, ingredienti ormai abbondantemente usati in ecobiocosmesi affiancati ad altri più di nicchia, il tutto per dar vita ad un prodotto sicuramente unico nel suo genere per ricercatezza, qualità ad un prezzo accessibile, come sempre!

Quanto a me, che aggiungere? La ricomprerò? Francamente no…ma ciò non toglie, tuttavia, che alla fin fine sia stata contenta del mio acquisto: se ne avessi ancora un po’ la userei allegramente, ora che finalmente ci siamo capite ma, dato che è finita, a cuor leggero vado per la mia strada e passo alla prossima!

Avanti un’altra…

L. 

“E’finita, Zio, è finita. Sei stato eliminato”

“Lo Zio” non è un boss come gli altri.
Certo, fa esattamente tutto ciò che un tipico boss della Camorra deve fare, e il suo lo fa maledettamente bene, per così dire.

Tuttavia ha una passione singolare. Un vero e proprio culto, un appuntamento fisso e imperdibile durante il quale non c’è impegno che tenga.

Il Grande Fratello.

Accade che, come in ogni storia di mafia che si rispetti, lo Zio viene tradito, sfuggendo ad una retata per un soffio: sparisce nel nulla portando con se solo la consorte Gessica, appassionata lettrice di Zafòn, e neanche i suoi vice – i 5 mostri– ne sanno più niente. Per riuscire a comunicare con lui e rivelargli il nome del traditore non ci sarà altra soluzione che il GF, appunto, poiché sono assolutamente certi che non ne perderà neanche una puntata, ovunque si trovi.

Assoldano così un pesce piccolo dei Quartieri Spagnoli, incensurato e grottescamente adatto al ruolo di gieffino, Anthony: sopracciglia ad ali di gabbiano, depilato, <<magro, abbronzatissimo, praticamente tumefatto. Una specie di vip del terzo mondo>>…

<<La madre di Anthony non lo doveva sapere. Lei credeva che quel giovanotto messo al mondo vent’anni prima con la buonanima di Antonio Guardascione – grande conoscitore del sottosuolo partenopeo ed esperto delle rapine “col buco”, fatto fuori da un poliziotto dopo essere sbucato nella banca sbagliata – fosse un bravo ragazzo. Che si limitasse, cioè, a vendere qualche stecca di hashish e a fare piccoli furti. Mai avrebbe creduto che da un giorno all’altro sarebbe diventato un aspirante gieffino.
Saperlo, le avrebbe spezzato il cuore>>

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Anthony verrà sottoposto ad un estenuante addestramento da Peppino il fetente in uno squallido scantinato: citazioni d’effetto, balletti imbarazzanti, canzoni frizzantine, affinché sia irresistibilmente trash per gli autori del programma, superi i provini ed entri nella casa pronto ad inviare messaggi in codice allo Zio.

E come in ogni storia di mafia che si rispetti, dicevo, non può mancare un cronista di nera, tale Lorenzo Scateni del quotidiano “Cronache del Meridione” e un poliziotto, Woody Alien…

<<La faccia gli si era incasinata definitivamente durante uno scontro a fuoco con i clan della Locride nel periodo in cui prestava servizio alla Questura di Reggio Calabria. Non che prima fosse un adone, per carità. Ma era soltanto brutto, di una bruttezza intellettualoide -alla Woody Allen, appunto, e da qui il primo soprannome- che a qualcuno poteva anche piacere. Poi, durante la sparatoria, un tizio l’aveva preso di mira con la sua calibro 9, ma quando aveva schiacciato il grilletto il proiettile era andato a conficcarsi in una bombola di gas mezzo metro a sinistra. Non l’aveva mica fatto apposta, come nei film di Steven Segal dove il genio del momento spara al barile di benzina poi la pallottola rimbalza e colpisce l’accendino del cattivo che sta dando fuoco alla sigaretta e poi salta tutto in aria e muoiono solo i bastardi. No, quello l’aveva mancato semplicemente perché aveva una mira di merda. Però aveva beccato la bombola del gas , che era esplosa e gli aveva devastato il volto. Su tutto il resto del corpo, neanche un graffio. Ma ormai non somigliava più a Woody Allen, a meno che il regista non si fosse lavato la faccia con l’acido muriatico. Era Woody Alien, un cesso senza via di scampo.>>

IMG_20190404_233031 - Copia

<<Gli avevano assegnato un bulletto di primo pelo, uno di quelli che quando si tratta di sparare girano la pistola in orizzontale come nei film delle gang americane, e si fanno saltare il pezzo di carne fra il pollice e l’indice con lo scarrellamento dell’arma. La polizia riusciva ad arrestarne un sacco grazie alla loro passione cinematografica. Bastava trovare un’arma, individuare residui di pelle e tracce di DNA sul carrello e compararli con quelli di un’ampia cerchia di sospettati. Quando incastrati in un’arma si rinvenivano pezzi di pelle umana, c’era la certezza quasi matematica di poter guardare in faccia il genio del male che l’aveva usata per fare fuoco. Loro lo sapevano, ma continuavano a sparare come i rapper di colore, e gli sbirri continuavano ad arrestarli.
Oltretutto, quello che i killer cinefili non avevano ancora capito era che sparando in orizzontale la precisione del tiro calava drasticamente. Accadeva così che sul luogo di un omicidio gli investigatori trovassero dieci bossoli di pallottole esplose, e due soli proiettili andati a segno. Neanche questo, però, era sufficiente a eradicare la moda dello sparo orizzontale. Il fascino di uccidere un cristiano come se si stesse girando un video di Busta Rhymes era troppo forte.>>

L.

IMG_20190404_233152 - Copia“Nel nome dello ZIO”
S. Piedimonte
edito da Tea,
249 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

La maschera del giovedì

C’era una volta una pelle che stava benissimo… e poi non più tanto bene….e poi meglio….e di nuovo male…e così via.
La verità è che la mia pelle ha vissuto un periodo di massimo splendore durante l’era Hauschkiana, routine che poi ho abbandonato in cerca di qualcosa di meno austero, che soddisfacesse di più la mia voglia di sperimentare, giocare, circondarmi di più prodotti, forte del mio stato di grazia. Ma le cose, lo abbiamo visto, non sono andate come sperato e, sebbene oggi tutto sommato non possa neanche lamentarmi più di tanto, è pur vero che sono lontana anni luce dalla perfezione di un anno fa.
Mea culpa.
Le ultime routine non sono sempre state facili da bilanciare: alla fine ho trovato la quadra, a furia di sperimentare, invertire, alternare…ma nulla, all’infuori dell’amatissimo Gold Infusion si è rivelato del tutto appropriato. I prodotti Eterea, in cui riponevo tali e tante speranze, in realtà non mi hanno completamente convinta, salvo gli shampoo… e questa adorata maschera!
Se, infatti, dovessi consigliare a qualcuno un prodotto must have del brand, per quella che è stata la mia esperienza, sarebbe senza ombra di dubbio la MASCHERA VISO PURIFICANTE.
L’ho acquistata allo scorso Sana ed oggi, che sono praticamente agli sgoccioli, mi sento di confermare quella che tutto sommato è stata la mia primissima, ottima impressione (avrei dunque potuto parlarvene già mesi fa, ma tant’è).
Volevo qualcosa che potesse sostituire nel mio cuore e sulla mia faccia la Clarifying Clay Mask di Dr.Hauschka: un trattamento che fosse al tempo stesso purificante, ma delicato. Nessun effetto WOW immediato, ma quell’appuntamento che nel corso delle settimane fa la differenza e, se lo salti, ne senti immediatamente la mancanza.

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Così è stato, oggi posso dirlo. Forse la maschera del dottore si è rivelata a suo tempo un pelino più efficace, ma il tutto va inquadrato in una routine 10 e lode dal primo all’ultimo step, cosa che fa la differenza. Dalla sua la MASCHERA VISO PURIFICANTE ETEREA ha molti punti di forza, vediamoli insieme.
Partiamo da lontano, come mio solito: il packaging. Bello, indubbiamente, curato seppur minimalista con le confezioni in latta; si presta ottimamente come idea regalo perché è già di per sé un set, costituito dalla maschera in polvere e dal mix d’idrolati con cui miscelarla, racchiuso in una scatola di cartone con tanto di sigillo in ceralacca: ADORO. Tuttavia, lo devo dire e subito, cotanta bellezza ha un prezzo in fatto di praticità: non so se la mia scatola fosse fallata ed ho avuto la solita sfiga di beccarla proprio io o se è un problema comune a tutte, ma il barattolo della polvere non si avvitava correttamente e, pur usando ogni volta la massima cautela, immancabilmente andava fuori binario incastrandosi irrimediabilmente. Tanto che alla fine, esasperata, mi sono decisa a travasarlo in un altro contenitore di fortuna, provvedimento che notoriamente odio.

Altro punto di forza è ovviamente il prezzo, perché questo duo costa €25, davvero ragionevolissimo!! Come da tradizione del brand, infatti, ricercatezza d’ingredienti, ottima qualità, bell’aspetto e funzionalità di sposano con prezzi quasi sempre perfettamente accessibili. In questo caso più che mai, credetemi.

Fantasia Painting(98)Il prodotto in sé è singolare, non c’è che dire. Partiamo dicendo che una maschera in polvere è, per forza di cose, attiva e funzionale al 100%: questa tipologia a mio avviso sarebbe sempre da preferire, anche se a volte la praticità di una pasta già pronta da applicare vince, sono la prima ad ammetterlo. Ad ogni modo, per quanto effettivamente necessiti di una minima preparazione, questa si rivela comunque veloce (sempre che il tappo del barattolo abbia la bontà di avvitarsi come Dio comanda). La quantità ideale per me è un cucchiaino di polvere e due d’idrolato: una breve rimestata e il composto diventa estremamente cremoso e senza grumi. Una volta applicato sul viso (consiglio l’uso di un pennello), non impiegherà molto a seccare: bisogna aver cura d’inumidirlo con dell’acqua termale, ad esempio, per poter prolungare la posa e sfruttarne al meglio i benefici.

Anche la rimozione è veloce e senza troppo sbattimento: ho provato a risciacquarla direttamente con acqua tiepida ed è andata sempre piuttosto bene, ma il metodo che di gran lunga preferisco è l’uso di un pannetto ben imbevuto di acqua calda, poi strizzato e applicato sul viso. Procedo così per due o tre volte, dopo di che con il medesimo pannetto rimuovo il tutto.

E’ facilmente intuibile che questa sia, a prescindere dalla necessità di doverla preparare, una maschera pratica e veloce sotto tutti i punti di vista: applicazione, posa e rimozione. Se anche foste delle pigre croniche oppure non aveste che 10 minuti per farvi belle, ebbene la buona notizia è che fa assolutamente al caso vostro!

Veniamo al cuore della faccenda, quel che più conta alla fin fine: gli ingredienti. Accennavo prima alla peculiarità della MASCHERA VISO PURIFICANTE ETEREA perché, sebbene parliamo di un prodotto finalizzato ad assorbire sebo in eccesso e liberare la pelle dalle impurità, non si può certo dire che la formulazione sia di quelle che si vedono in giro, tutt’altro.

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A base di argille (bianca, verde e rosa), polvere di Cacao, alghe Spirulina e Chlorella, polpa del frutto di Baobab, o.e. di Tea Tree e Geranio: un unico prodotto che riunisce in sé ingredienti dalle spiccate proprietà purificanti ad altri rivitalizzanti, antiossidanti e illuminanti. Il tutto è completato dal mix d’idrolati di Lavanda e Camomilla, entrambi da agricoltura biologica, che contribuiscono all’azione di pulizia profonda, ma con dolcezza….e che, detto fra noi, rappresenta ad oggi  l’acqua floreale di miglior qualità e piacevolezza che la sottoscritta abbia mai provato (….e ne ho provati! Oh, se ne ho provati!!). E poi….che profumo incantevole!! Se fosse vendibile singolarmente GIURO che l’avrei già comprata!

Altro aspetto da non sottovalutare: efficacia e delicatezza a braccetto, finalmente. Non è una di quelle maschere a mio avviso che generano una differenza prima/dopo eclatante, no. L’uso continuato e costante porta i migliori frutti. Ma di buono c’è che potreste teoricamente anche farla seccare sul viso perché magari nel frattempo vi siete impegnate in una conversazione  di quelle di vita o di morte (tipo: “mamma, quanto deve bollire…?”) senza che vi cada la faccia. E dire che, specie negli ultimi 2 mesi a causa sempre della maledetta cura ormonale di cui ho accennato nello corso post, la mia pelle è estremamente reattiva e si arrossa con un nonnulla. Invece con questa maschera non mi è mai capitato nemmeno un vago rossore, niente (ricordo con un brivido di terrore lungo la schiena la DETOX di Madara).

Non penso di dover aggiungere altro, il concetto che la MASCHERA VISO PURIFICANTE di ETEREA COSMESI NATURALE sia assolutamente da avere dovrebbe essere a questo punto sufficientemente chiaro, no? Potrei forse dire che la ricomprerò sicuramente ma questo non è vero, se un po’ mi conoscete dovreste già sapere quanto io sia sempre curiosa di sperimentare e provare nuove cose….ma Vostro Onore giuro che se dovessi essere a corto d’ispirazione, nel dover ricomprare una maschera….ebbene, sarebbe questa!

L.

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liporidu…che?!

Doverosa premessa: nonostante la mia incrollabile fede nella cosmesi, non credo nelle creme liporiducenti. No, mai. Neanche nei miei periodi di massima credulonaggine, di disperazione,…quei periodi in cui ti attaccheresti a qualunque piccola soluzione part-time piuttosto che andare in palestra o metterti a dieta.

Non ci credo.

Ma ci spero.

Ancora.

Del resto, se è vero che la ricerca fa passi da gigante in qualsiasi campo, potrebbe essere che questi miei occhi assistano all’era della rivoluzione cosmetica, in cui si potrà sconfiggere (o per lo meno ridurre, attaccare) l’adipe con una bella crema che magari costerà fior di quattrini…ma vuoi mettere? Io la comprerei, non credo nutriate dubbi in merito.
“Toh, un cuscinetto! ….ma niente paura! Un bel massaggio con la crema miracolosa contenente lacrime di Unicorno, piume di Ippogrifo, scaglie di Santo Graal …e tutto sparisce”.
Più passa il tempo, più il mio disincanto aumenta ma non per una questione di maturità dovuta alla mia veneranda età, questo mai: la mia consapevolezza diventa sempre più radicata in conseguenza della mia esperienza personale, a ciò che sondo ogni giorno e tocco con mano da svariati anni. Quant’è difficile dimagrire? Ci vogliono impegno, costanza, una volontà incrollabile….eppure i risultati tardano ad arrivare o si perdono un po’ per strada a causa di una serie infinita di variabili…insomma: lavorare tanto e sacrificarsi ancor di più spesso solo per limitare i danni.
Ecco perché, oltre ad una dose non indifferente di fortuna (che regola l’universo, diciamocelo) la crema liporiducente sarebbe un valido aiuto.
Proprio in conseguenza di ciò, se in commercio trovo qualcosa del genere da provare….mi dico “perché no?”, in fin dei conti se l’investimento non è troppo gravoso, le perdite sono contenute (sogni infranti a parte). Questo per spiegare il perché la linea CAFFE’ VERDE & ANANAS de Le Driadi mi abbia attirata come una calamita da subito e, non a caso, il mio primo acquisto è stato appunto la Crema Liporiducente Intensiva Effetto Caldo.
Se la trovo anche scontata, beh…nulla potrà fermarmi.
Spesso ho manifestato la mia antipatia per i cosmetici che provocano un’alterazione termica, in particolar modo il tanto temuto effetto caldo specie da chi non ha propriamente capillari d’acciaio. In passato avevo usato la celeberrima 90-60-90 di Alkemilla (QUI), crema tanto osannata dalle altre quanto mal sopportata da me (anche la versione ICE, francamente non trovo abbia una reale utilità, QUI). Non mi piace per niente quella sensazione d’intenso calore, la vista della pelle infuocata e la sensibilità che ne consegue. Sono prodotti che negli anni ho imparato ad evitare (tanto non funzionano e tutta quella reazione spropositata non fa nulla di concreto, solo fuffa e specchietti per le allodole).
Quando l’ho acquistata, dico la verità, avevo completamente saltato la dicitura “effetto caldo”, altrimenti (forse) avrei comprato qualcos’altro in gamma. Ma ormai la frittata era fatta e non mi restava che metterla in uso il prima possibile, sfruttando per lo meno il suo potere riscaldante in favore della mia freddolosità cronica, ben conscia del fatto che inoltrandoci nella bella stagione sarebbe stato davvero difficoltoso per me tollerarla.
Diciamo che, per una volta, la strategia si è rivelata azzeccata ed infatti oggi che è finita posso dire che il freddo intenso da fine gennaio a questa parte è stato un buon alleato!
WP_20190309_16_55_04_ProLa CREMA LIPORIDUCENTE INTENSIVA EFFETTO CALDO de LE DRIADI mi ha seguita fedelmente ogni giorno in tutti i miei spostamenti: dal bagno di giù, al borsone, al bagno di sù, in pausa pranzo dai miei….insomma: ho abbandonato la mia consolidata abitudine ad allestire ogni ambiente con i suoi prodotti e piuttosto li sposto io e me li porto appresso, proprio per testarne l’efficacia usandoli più volte al giorno e tutti i giorni, continuativamente.
Solo in questa maniera e specie per prodotti di questa tipologia si può sondare la reale efficacia, se questa esiste.
Prendiamola alla larga, come consuetudine: si presenta bene, bella grafica, bel pack robusto perfettamente adeguato alla texture della crema stessa. Si può arrivare in scioltezza alla fine del prodotto e tagliare il tubo giusto per recuperare gli ultimi residui. Nella scatola era presente un campioncino di Scrub della stessa linea, iniziativa sempre furba e lodevole…peccato che la quantità fosse talmente esigua da non essermi fatta una minima idea in merito.
Mi è piaciuta molto la sua consistenza cremosa che si sposa benissimo con il massaggio, ma nella misura da voi desiderata. Mi spiego: se non avete tempo e voglia basterà usare una piccola quantità che, essendo di rapido assorbimento e non producendo alcuna scia bianca, si dimostrerà pratica e veloce. Al contrario, volendovi cimentare in un massaggio più lungo, una quantità un po’ più generosa vi consentirà di andare avanti ad oltranza. Mi è piaciuta infatti la sua ricchezza e quanto si sia dimostrata nutriente, caratteristica che non sempre va di pari passo con creme di questo tipo o anti-cellulite. La Crema Liporiducente Intensiva infatti non vi porrà mai davanti all’indecisione di sospenderla in favore di un idratante. Ciò non toglie che consenta di rivestirsi nell’immediato!
L’effetto caldo c’è ed è intenso, vero. Si manifesta a pochi minuti dall’applicazione e comporta anche un notevole arrossamento della pelle (leggi: se la mettete in assenza di spettatori è meglio, altrimenti preparatevi a rispondere a molte, stupide domande). Tuttavia, sarà stato il freddo, sarà stata la mia temperatura corporea simil-rettile, sta di fatto che ho trovato il tutto tranquillamente tollerabile (anzi, piacevole addirittura in serate particolarmente rigide)! Tuttavia, in presenza di fragilità capillare, andateci caute!
La piacevolezza della sua texture si sposa anche ad un odore che personalmente amo: la classica profumazione dei prodotti snellenti, drenanti, anti-cellulite…insomma….ci siamo capite! Sarà che li bazzico da una vita, ma per me è sempre un’esperienza olfattiva gradevolissima! Ma non temete di lasciare la scia o, ancor peggio, appestare i vestiti! Nulla di tutto ciò, l’odore è percepibile al momento del massaggio e comunque resta abbastanza delicato!
WP_20190309_19_15_51_ProL’effetto caldo è dato dal Methyl Nicotinate (ricordate? Ne abbiamo già parlato QUI), su cui non tornerò poiché tutto sommato la mia opinione in merito non è cambiata ed è sempre in linea con quella di Zago (aria fritta, appunto). Ciò non toglie tuttavia che ci siano anche ingredienti realmente funzionali e di tutto rispetto: oli di Mandorle Dolci e di Semi di Girasole, burro di Cacao e di Karitè, Caffeina, olio ed estratto di Caffè Verde, estratti d’Ananas, di Ginestrino Marittimo (lipolitico, stimolante, ossigenante e drenante), di Alga Dulse (antinfiammatoria e antiossidante), di Alga Sphacelaria (promotrice della formazione di collagene, azione “anti stoccaggio” dell’adipe). Non fatemi sentire in colpa: se avete problemi di tiroide, la presenza di Alghe è un tema da approfondire! Occhio!!
Un inci senza dubbio interessante, da cui si evince già quanto questa crema sia orientata ad idratare, nutrire e al tempo stesso abbia un’azione mirata contro le adiposità localizzate. Tuttavia, se dovessi dire di aver notato un miglioramento in tal senso, mi spiace ma…no. Sono in un periodo ormonalmente piuttosto confuso e di sicuro questo ha contribuito ad un generale peggioramento della mia silhouette, non lo nego. Probabilmente in un altro momento avrei potuto cogliere il seppur minimo beneficio, o forse no, chi può dirlo? Ma, ad ogni modo una cura ormonale è sempre un fattore di cui tener conto. Quello che posso affermare, oltre alla piacevolezza d’utilizzo, l’ottimo grado d’idratazione è altresì un generale miglioramento nell’aspetto della pelle, che appare subito ben levigata e compatta. Per il resto il mio adipe è sempre lì, a braccetto con la mia cellulite, ma voi provatela perché è di sicuro meritevole di una chance!
…in attesa della crema al veleno di Basilisco, in uscita prossimamente!

L.

WP_20190309_16_53_27_Pro

#honeyaddicted 4

Fino a quando non avevo il minimo interesse per il miele (anzi, lo evitavo come la peste), mi pareva che il mondo della cosmesi eco-bio orbitasse intorno ad esso. Quando desideravo un prodotto, state pur certi che c’era una versione al miele, per nulla allettante, ai tempi. Ora, invece, o gli indici di gradimento del miele sono paurosamente al ribasso oppure sono semplicemente sfigata.
Io propendo per l’opzione 2.
Com’è, come non è…la lista dei potenziali prodotti interessanti per me, che vadano ad assecondare questa mia irrefrenabile passione per il non-più-tanto-in-voga-miele va assottigliandosi sempre più e le alternative si fanno sempre più scarse, ahimè.
Ad ogni modo per questo giro parliamo ancora di miele, di profumi dolci e soavi, per chi non può peccare di gola ….ma dispone di infiniti mezzi per peccare in altro modo.
Generalmente so già quale sarà l’e-commerce dove farò il mio prossimo ordine, in base ovviamente a quel che mi serve e ai marchi trattati, ed immancabilmente prima di chiudere il carrello (definitivamente, intendo. Le 10000 volte in cui l’ho svuotato e riempito e svuotato e riempito, ecc…non contano) faccio sempre una ricerca per vedere se malauguratamente mi sia sfuggito un prodotto profumato al miele. Ed è proprio con una ricerca di questo tipo che ho beccato un bagnoschiuma eternamente skippato…ma visto che era disponibile un’interessante versione al miele (merce rara!!) mi dico, …perché no? Secondo il principio a me tanto caro del “un bagnoschiuma in più fa sempre comodo” (se appartenete alla vecchia scuola del lavarsi, concorderete con me).

BIO SEASONS_ORGANIC HONEY SHOWER GEL

Fantasia Painting(97)Il prodotto in questione è proprio l’Organic Honey Shower Gel, eternamente skippato, dicevo, perché Bio Seasons è un marchio che non ha esercitato su di me mai nessun tipo di appeal: sarà per questo packaging un po’ troppo colorato (per non dire pacchiano, sapete quanto sia noiosa al riguardo), sebbene di attrattive ce ne siano: anzitutto un costo contenuto e anche la disponibilità di vari formati, tante profumazioni…insomma: non si può dire che non offra valide ragione di essere testato!
Io sono partita con un più che generoso formato da 300 ml, per il ciclo: una quantità ragionevole per testarlo sul medio/lungo periodo, senza ingabbiarsi in una relazione a 2 per i prossimi 6 mesi con il bottiglione da litro. Col senno di poi, non sarebbe stato un grosso sacrificio. Già, perché si è rivelato un discreto gel doccia, con un ottimo rapporto qualità/quantità/prezzo.
In fin dei conti, quali pretese si possono mai avanzare nei confronti di un detergente per il corpo? Che lavi sufficientemente (difficile non lo facciano, a meno che non vi rotoliate costantemente nel fango o lavoriate in una miniera di carbone, non so) e che non secchi la pelle (molto difficile anche questo, parlando in genere di formulazioni naturali) nella rara (rarissima, per me) eventualità non usiate nessun tipo d’idratante dopo. Tutto qui, se poi ha una texture e una profumazione un minimo gradevoli e non vi siete impegnate al Monte di Pietà un organo per acquistarlo, la promozione è quasi assicurata. Ed il buon Bio Seasons non fa eccezione. Di sicuro nulla d’insostituibile o da ricomprare assolutamente, un buon detergente che fa il suo dovere come tanti, che ho usato e continuerò ad usare in tutta tranquillità, che molto probabilmente non riassortirò.
Si presenta come un gel di media consistenza, che schiuma davvero poco: infatti è particolarmente indicato per pelli sensibili. La confezione è ideale: è straordinariamente piccola e maneggevole, per essere un formato da 300 ml, e questo fa si che si presti bene anche ad essere messo nel beauty della palestra. Se solo fosse un po’ meno colorata, perché la foggia a bottiglia del latte è proprio carina! Ma veniamo al punto cruciale: il profumo di miele. Ebbene, ha una fragranza dolce e molto delicata, che sia di miele, poi, o di qualsiasi altra cosa non è ben chiaro. Di sicuro se trattasi di miele, è una varietà a me sconosciuta!

inci: AQUA, HORDEUM VULGARE STEM WATER*, DECYL GLUCOSIDE, LAURYL GLUCOSIDE, COCAMIDOPROPYL BETAINE, GLYCERIN, SODIUM CHLORIDE, SUCROSE COCOATE, SODIUM LAURYL GLUCOSE CARBOXYLATE, CITRIC ACID, PARFUM, SODIUM BENZOATE, POTASSIUM SORBATE, MEL*, LINALOOL.
*INGREDIENTS FROM ORGANIC FARMING

In merito all’inci, non c’è nulla di particolare da portare alla vostra attenzione: idrolato d’orzo da agricoltura biologica appena dopo l’acqua, tensioattivi del caso, ed in fondo alla formulazione giusto un goccio di miele (ben dopo la profumazione aggiunta, capirete bene quanto ce n’è). Il prodotto è certificato ECOCERT, è costituito dal 97,1% d’ingredienti di origine naturale di cui il 10,5% deriva da agricoltura biologica.

DR.ORGANIC_ORGANIC MANUKA HONEY BODY BUTTER

Fantasia Painting(96)Quello che, invece, si presentava come super favorito del periodo è l’Organic Manuka Honey Body Butter di Dr Organic. Se malauguratamente avete già letto questo blog e, in particolar modo, le precedenti puntate della mia honey-addiction (QUI e QUI, nello specifico), saprete bene quanto io ami profondamente questa la linea al Miele di Manuka: la crema piedi mi è piaciuta molto, ma il prodotto che si è guadagnato un posto speciale nel mio cuore è stata la crema corpo. La scorsa estate l’avevo letteralmente centellinata e, capirete bene, con quali aspettative mi sia accaparrata il burro. Ho pensato: se già la crema è stata un trionfo di sensi, immaginiamo allora una consistenza ancor più ricca (che d’inverno ci sta tutta)! Che ve lo dico a fare, le cose non sono andate esattamente come sperato.
Nulla togliere alla bontà del prodotto, me ne guardo bene, ed in tempi di magra sul fronte miele questa linea è sempre un porto sicuro. Tuttavia non ha retto il confronto con la body lotion. Per essere una confezione più piccola (200 ml contro 250) e costare di più, continuo nettamente a preferire la compianta crema. Anzitutto il profumo (goloso, inebriante…che è il medesimo per l’intera linea), nel burro corpo non si è rivelato persistente come nella crema: un piacere relativo al solo momento dell’applicazione, ma che non rintracciavo più né su pelle né tantomeno sui vestiti. Un gran peccato, se pensiamo che il punto forte è proprio la profumazione (di creme idratanti ce ne sono in commercio, anche di qualità nettamente superiore, ….ma con questo profumo nessuna!!).
Parlando appunto d’idratazione: niente di speciale, davvero. Idem come sopra: la ricchezza del prodotto si percepisce nel momento del massaggio, piacevolissimo per carità (se vi piacciono le consistenze ricche). Ma non resta addosso a lungo: alla doccia successiva è difficile che lo senta sciogliersi sotto l’acqua. Dunque specialmente d’inverno, stagione in cui fa sempre comodo proteggere la pelle con uno strato che l’avvolga schermandola da freddo e mantenendo una buona quota lipidica, non funge completamente allo scopo. Del resto non vedo in quale altra stagione usarla con successo, vista la ricchezza iniziale del burro che ben poco si sposa a temperature appena più miti. Insomma, non di certo un idratante da mettere e dimenticare, per così dire. No, va applicato ma necessariamente riapplicato dopo ogni doccia (io lo faccio già, ma ci sono idratanti che in tutta onestà lo rendono superfluo). Non dico che non abbia la pelle liscia e morbida, ma altre creme hanno agito meglio e più a lungo (vedi, ad esempio, la Millevoglie di Naturaequa, per non andare tanto lontano). Insomma, un buon prodotto, ma sovraprezzato a mio avviso(parliamo di quasi 20€ per 200ml di prodotto) e comunque c’è di meglio.

inci: Aloe barbadensis leaf juice, Caprylic/Capric triglyceride, Isopropyl palmitate, Cetyl ricinoleate, Polyglyceryl-3 methylglucose distearate, Cetearyl alcohol, Myristyl myristate, Glycerin, Isocetyl palmitate, Butyrospermum parkii (Shea butter), Pyrus Malus (Apple) fruit extract, Aqua, Simmondsia chinensis (Jojoba) seed oil, Mel (Manuka honey), Glyceryl caprylate, Tocopherol, Helianthus annuus (Sunflower) seed oil, Parfum, Sodium phytate, Citric acid, Sodium benzoate, Potassium sorbate.

Vediamo nel dettaglio cosa offre la formulazione di questo body butter: tanto per cominciare troviamo una base di Aloe Vera poi, da metà inci, burro di Karitè, estratto di Mela, olio di Jojoba, Miele, Vitamina E, olio di semi di Girasole. L’inci riportato è esattamente quello presente sulla mia confezione poiché ho notato che su ogni e-commerce (anche il loro official web site) era differente! Nulla di speciale, in definitiva. Contenta di essermi tolta lo sfizio, se non l’avete provato…perché no? Merita una chance! Ma per quel che mi riguarda non si candida al riacquisto: mille e mille volte la body lotion!!

DUBLIN HERBALISTS_HONEY LIP BALM

Fantasia Painting(95)E veniamo al gioiellino del post, il piccoletto che, a prescindere dal suo reale valore, occupa un posto speciale sulla mia vanity-mensola tanto quanto nel mio cuore. La mia scarsa obiettività (e il fatto che abbia scalato la lista d’attesa piazzandosi avanti a balsami labbra che attendono di essere usati da ben più tempo….) si deve al fatto che l’Honey Lip Balm di Dublin Herbalists sia un souvenir portato dalla verde Irlanda, e tanto basta. Del resto, quando viaggi con bagaglio a mano, c’è ben poco di cui far incetta, ne converrete. Ma i cari e sempre affidabili balsami labbra, per i quali un posticino si trova sempre, non mancano quasi mai di seguirmi a casa.
Ero in giro per Dublino, era pomeriggio ed avevo già concluso (con successo) l’itinerario del giorno, per cui ero libera di gironzolare per negozi, curiosando e…comprando. Entro in un negozio di quelli di artigianato di design (leggi: prezzi medio alti), che spaziano dalla gioielleria ai complementi d’arredo, con un angolo riservato alla cosmesi made in Ireland. Gli inci non erano sempre immacolati ed in generale ho avuto la netta sensazione che costassero molto di più di quel che in realtà valessero, insomma: niente di troppo tentatore. Ma qualcosa, cavolo, me la dovevo comprare!! Questi balsami labbra dall’ottima formulazione priva d’ingredienti dubbi e disponibili in tanti gusti ha fatto proprio al caso mio! A memoria credo di non averlo pagato più di 4€ (sono andata anche a vedere sulla lista movimenti e, incredibile, pare l’abbia pagato in contanti….io, famosa per pagare con la carta anche 1 caffè. L’ho fatto, giuro). Ad ogni modo la lista movimenti mi avrebbe fornito anche altre curiosità, come ad esempio come si chiamasse questo negozio…o l’indirizzo…che purtroppo non ricordo con esattezza [tuttavia, visto che ho una memoria fotografica sconfinata (per le cavolate), e considerato che passo la vita su Google Maps, mi pare si trattasse di Kilkenny Shop, su Nassau Street, non lontano dal Trinity College, per intenderci].
Insomma, visto il suo inci l’ho ritenuto subito un prodotto più adeguato ad un clima non troppo freddo, magari da usare in primavera. Tuttavia la voglia di usarlo era tale e tanta, che non ho resistito. Infatti non mi sbagliavo: effettivamente, è uno di quegli stick più oleosi che cerosi, di quelli che non fanno strato e non hanno una grossa resistenza. Tuttavia va detto che questo aspetto non mi ha disturbata più di tanto, in quanto sotto il rossetto non ho più da molto tempo l’abitudine a stendere il burrocacao (trovo che accorci la durata del rossetto stesso e, inoltre, non ne avverto la necessità in quanto il make-up labbra da me utilizzato è sempre naturale o per lo meno con buon inci, dunque già di per sé con una buona componente idratante). Se, invece, doveste applicarlo da solo per uscire, con molta probabilità andrebbe riapplicato con una certa frequenza. Io, invece, lo uso di sera quando sono ad un passo dal letto e, sebbene la mattina dopo non lo percepisca quasi più addosso, mi sveglio con le labbra perfettamente morbide e idratate. E’ pur vero che chi indossa abitualmente il rossetto, specie in colori piuttosto evidenti, sviluppa una certa educazione nel parlare, bere, mangiare…è molto difficile, ad esempio, che ci s’inumidisca le labbra, quindi in generale decadono molti dei fattori responsabili di screpolature e secchezza, oltre ad avere sempre la bocca ben schermata.

dh

Cera Alba, Burro di Karitè, oli di Jojoba, Ricino, semi di Girasole, estratti di Miele e Calendula: un inci di tutto rispetto, senza certificazioni, ma completamente naturale. Scorrevole, morbido, lucido e dal delizioso profumino di Miele….finalmente!! E poi un souvenir da Dublin..? Vuoi mettere?…

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Ed anche per questo episodio, abbiamo concluso le nostre considerazioni. Riuscirà la nostra eroina a procacciarsi altri cosmetici al profumo di Miele?

Stay tuned….
L.

“E poi furono solo baci e sospiri”

Questa è la storia di Nancy Astley, ma anche di Nan King prima e Neville King poi, delle sue tante vite e delle sue tante donne.

Siamo nell’Inghilterra di fine Ottocento e la nostra storia parte da una taverna di Whitstable dove la giovane Nancy fa l’ostricara; negli anni turbolenti che seguiranno diventerà una vestiarista, una stella del Music-Hall, toccherà il fondo per le strade di Londra e sarà il pupillo di una ricca signora…

Nella sua vita ci sarà Kitty Butler, che le farà scoprire una nuova e sconcertante forma d’amore…

“Era una sensazione meravigliosa, ma anche spaventosa, poiché credi sempre di non meritarti la tua fortuna, di averla ricevuta per sbaglio, al posto di qualcun altro, e di rischiare di perderla alla prima distrazione. E non c’era nulla che non avrei fatto, pensavo, nulla che non avrei sacrificato, per non perdere ciò che avevo ottenuto. Sapevo che Kitty e io provavamo la stessa sensazione, ma naturalmente riguardo a cose diverse.

Avrei dovuto ricordarmene, in seguito”.

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Diana Lethaby la salverà dalla strada, rinchiudendola in una prigione dorata…

“Era vedova, senza figli, ricca e audace, e quindi, benché a un livello notevolmente superiore, abituata come me a ricercare il proprio piacere e come me dura di cuore. Nell’estate del 1892 aveva trentotto anni, quindi era più giovane di quanto lo sia io adesso, ma io, che ne avevo ventidue, la trovavo vecchissima”.

E ancora Florence Banner, idealista e attivista politica…

“Come potrei chiudere occhio in un mondo tanto duro e crudele, quando potrebbe essere diverso? Il lavoro che faccio ha già la sua parte di soddisfazione, sia esso coronato dal successo oppure no”. Bevve il suo tè. “E’ come l’amore”.

L’amore! Arricciai il naso. “Allora credi che l’amore sia già di per sé una ricompensa?”

“Tu no?”

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L’autrice ci ha già abituati a storie di amori al femminile, ad ambientazioni dure e al limite dello squallore, ma in Carezze di Velluto ho riscontrato un’insolita, lieve volgarità, del tutto sconosciuta nei libri precedenti e la storia stessa ha una trama piuttosto debole e priva di risvolti inaspettati. Dimentichiamo Affinità e i suoi misteri oppure il grande inganno di Ladra: una vicenda come tante, ma una scrittura come sempre scorrevole ed un’innegabile capacità di entrare in empatia con il lettore. Una lettura che, nonostante tutto, mi ha fatto spegnere la tv e tornare la voglia di macinar libri…

“Era una proposta piuttosto singolare, ma eravamo ragazze con storie un po’ fuori dal comune, ragazze dal passato simile a una scatola dal coperchio che non si chiude. Dovevamo portarcelo dietro con molta attenzione. Pensai che ce la saremmo cavata benissimo, quando Florence finalmente sospirò e sollevò una mano per sfiorarmi. Ce la saremmo cavata benissimo finché le scatole non avessero rovesciato il loro contenuto”.

L.

WP_20190209_12_11_40_Pro“Carezze di Velluto”
S. Waters
edito da Tea,
494 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!