A walk in UK (da Londra a Cardiff in 10 scatti+1)

1. Dear London…

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Non è la più bella, né la più folle. É Londra, semplicemente Londra. Un concentrato di adrenalina, un’iniezione vitaminica nonostante il cielo grigio. Un posto al mondo in cui stare bene, il mio angolo preferito. L’unica città che mi abbia fatta “ritornare”, dopo 9 anni lunghi un secolo. E mi ha sorpreso quanto fosse più viva e più bella di prima. E più mia.

2. The Thames below Westminster

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Chiunque frequenti abitualmente mostre e musei sa quanto sia facile trovarvi Van Gogh e Cézanne, ad esempio. Ma soprattutto Monet. Non c’è museo nazionale che non ne esponga almeno 2 o 3 opere. Ebbene, amo Monet, m’incanta, ma non è il mio preferito: trovo che i suoi quadri si somiglino un po’tutti. Ma questo no, questo é diverso. Lui ha personalità: mi pare di vederla questa città che si sveglia. Ne ricordo il titolo, strano, ed è principalmente per ammirarlo di nuovo che sono tornata alla National Gallery.

Sarà la nebbia, sarà il Tamigi, sarà Westminster. Sarà Londra.

3. A front row seat

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Me ne innamorai ai tempi del video di Midge Ure, uno di quei luoghi un po’ magici, quasi irreali, di cui sai l’esistenza ma è sempre troppo complicato raggiungerli. Ed io ci sono andata, da sola, a piedi. Una salita interminabile e non una persona sul mio cammino. Stanchezza e un po’ di paura, lo ammetto. Ma poi, una volta in cima, questo. E nonostante la pioggia e il vento e le vertigini, lo spettacolo è talmente emozionante da azzerare tutto.

E ti ritrovi lì, su una panchina solitaria, sotto la pioggia con in tuo ombrello rotto. E sei felice.

4. Shiny Bath

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Avevo un ricordo di una cittadina piccola e grigia. Ho trovato un posto pieno di vita, di gente, di musica per la strada. Luminoso e splendente, anche sotto la pioggia. Di Bath porto con me gli scorci da cartolina e i travestimenti al Fashion Museum, la gente che mi chiede se ho bisogno d’aiuto vedendomi impalata a consultare una cartina e il mio pub preferito dove pranzare all’ora del thè. Ma anche l’esasperata ammirazione nei confronti di Mr Darcy del ragazzo al Jane Austen Center e tutte quelle donne rovinate, come me, dall’aver letto “Orgoglio & Pregiudizio”!

5. “Climbing up on Solsbury Hill…”

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C’è stato un tempo in cui non stavo bene e questa canzone di Peter Gabriel entrò nella mia vita, così, dal nulla. Ascoltarla mi dava conforto e pensai “Andrò sulla Solsbury Hill, un giorno, quando starò meglio”. Ed è questa la chiave di volta, la tappa che ha dato vita a tutto il viaggio. Un’altra salita lunga e faticosa e solitaria. E di nuovo la pioggia e il vento, anche se meno di Bratton Camp, ma con in più una mandria irrequieta che mi ha costretta a scendere più volte.  Una vista mozzafiato in un silenzio irreale, questo è quanto offre. A ben pensarci non sto meglio di qualche anno fa ma è stato bello andarci per chiudere quella porta, attendendo di aprire il famoso portone.

Chissà, magari ci dovrò tornare ancora una volta.

“…Today I don’t need a replacement
I’ll tell them what the smile on my face meant”…

6. Quiet, lovely Cardiff

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Una città che sonnecchia per 5 giorni la settimana ma che neanche nel week-end del Pride riesce a diventare caotica. Tutto apre tardi e chiude troppo presto e non si ha certo bisogno di prendere i mezzi per visitarla. Cardiff è così, tranquilla e a misura d’uomo… e con l’inglese più incomprensibile che abbia mai sentito. Non offre moltissimo, ma quel che ha è bello e prezioso e non è venduto a peso d’oro. E fa persino caldo.

7. Gulls, leeks & rabbits

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Il punto più a sud del Galles, un’isola solitaria con poco più di un faro, una fattoria ed una stanzetta adibita a pub, ovviamente. Quel giorno sulla Flat Holm Island c’era il sole e ben 22 persone con un paio di volontari a gironzolare per i suoi sentieri erbosi. Nessun altro. Gabbiani e conigli, loro sì. E non uno ha messo mani al cellulare, se non per scattare foto. A stento si parlava fra noi e quasi a bassa voce non foss’altro per non turbare quella pace e quella quiete di cui tutti volevano riempirsi le orecchie e l’anima.

8. Happiness is a warm Welsh Cake!

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Un posto va anche assaporato. E di tutti i profumi e i sapori ricorderò le uova strapazzate al mattino e l’immancabile Fish & Chips; i soliti tazzoni di caffè e l’insuperabile Beef Cottage Pie accompagnata da Onion Rings e Garlic Bread, tanto per stare leggera. Ma soprattutto le Welsh Cakes, deliziose nella loro semplicità. E mi rivedo a mangiarle per strada di ritorno dalla baia, oppure distesa su una panchina di Bute Park, con un paio di scoiattoli che mi girano attorno aspettando speranzosi la loro parte.  Le mie ultime 5£ sono state spese per il biglietto del bus diretto in aeroporto: le penultime per un sacchetto di Welsh Cakes…

9. Vagabond Heart

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Un viaggio diverso questa volta, nessun quartier generale a cui far ritorno la sera. 4 tappe, 4 città, 4 calorose accoglienze. E una valigia mai disfatta. Non abituarsi mai a nessun posto e non riuscire a provare quella rassicurante sensazione di familiarità di un tragitto. Ed esser triste 4 volte di andartene ed essere contenta 4 volte di essere andata altrove. E la campagna inglese che scorre dietro il finestrino del primo treno per chissà dove.

10. There’s no place like… 

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Mi piace il sole che filtra attraverso le nuvole: quella luce la trovi solo in UK e anche quando è grigio, trova il modo di risplendere. Mi piacciono le giornate così lunghe e il sole che tramonta tardi e quell’ora indietro che pare un regalo. Mi piace la formale cordialità, le risate assordanti nei pub affollati il venerdì pomeriggio. Mi piacciono i musei nazionali gratuiti e i parchi enormi in pieno centro e la gente in giacca e cravatta che si stende sull’erba in pausa pranzo. E l’attaccamento alle tradizioni e l’orgoglio e il senso di appartenenza che tutti dovremmo provare per il proprio paese. Mi piace il Regno Unito e non ne ho mai abbastanza.

L.

 

 

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Mother-Water and more

Sarebbe bello che, una volta tanto, potessi aggiornare questo diario con buone nuove, ma la verità è che la cellulite continua ad essere una presenza sempre più familiare nella mia vita. Potrei darle un nome e condividere con lei questa mia esistenza solitaria, tanto che ci sono. E, del resto, finirà proprio così, come Hollywood ci ha mostrato in tante salse: gli eterni nemici finiranno per amarsi, chissà?

Lo ribadisco ancora una volta: non ho la fissa della cellulite, ma considerata l’attenzione che pongo alla body care, mi piace ritagliare un piccolo spazio mirato, del resto su gambe, glutei, fianchi e addome una crema dovrò pur metterla, giusto? Perché non scegliere un prodotto specifico, allora? Inoltre, per quanto ancora mi è possibile, svolgo regolare attività fisica, bevo molto e ho una dieta equilibrata: il tutto, unito al contributo che la cosmesi può dare (ed in cui credo fermamente), penso che possa dare i suoi frutti.

A questo giro ho voluto approcciarmi ad un marchio per me nuovo, Guérande, acquistato in saldo su un e-commerce in liquidazione. Durante la mia precedente routine anti-cellulite, ho potuto apprezzare l’interazione tra uno scrub leggero, che possa infatti essere usato con una certa frequenza senza stressare la pelle, ed un prodotto da massaggio ed ho pertanto voluto replicare.

Tanto per cominciare, Guérande prende il suo nome proprio dalla cittadina francese in cui ha sede l’azienda, nota per le saline e l’alta qualità del sale prodotto. La caratteristica di questo brand è l’aver sviluppato una gamma di cosmetici a base di acqua madre, ossia l’acqua derivante dall’evaporazione finale nel processo di produzione del sale. Quest’acqua, infatti, ha una concentrazione di sali minerali e micronutrienti di ben 10 volte superiore rispetto all’acqua marina e per questo considerata una vera e propria living water! Proprio in virtù del fatto che la nostra pelle è costituita dal 70% d’acqua, va da sé che mantenere questo prezioso equilibrio è di fondamentale importanza per il suo benessere e la sua bellezza: ricorrere a cosmetici basati su un’acqua di composizione tanto affine a quella del nostro organismo può giocare un ruolo fondamentale per il rinnovamento cellulare e una miglior ricettività ai principi attivi presenti nei trattamenti effettuati.

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Capirete bene che, dinanzi a premesse di questo tipo, certo non potevo esimermi dal testarne l’efficacia..

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Fantasia Painting(59)GUERANDE BODY SCRUB DETOXIFYING_Ogni rituale che si rispetti, parte dalla vasca da bagno (alla peggio, doccia) perché nulla può avere inizio su una pelle che non sia ben detersa. Il prodotto si presenta piuttosto liquido e con una granulometria fine ed uniforme. Su pelle bagnata rischiate di perderlo del tutto sotto le mani, meglio su pelle asciutta anche perché il fatto che non sia compatto renderà possibile il poterlo stendere e massaggiare agevolmente. Io procedo come consuetudine su addome, fianchi, glutei e cosce: si sviluppa una sorta di scia bianca, il tutto immediatamente assorbito dalla pelle a massaggio terminato. Dopo di che, proprio perché non ne ho mai abbastanza, inumidisco i palmi e ritorno a massaggiare creando questa volta una vera e propria morbida schiumetta (il passaggio del detergente può essere tranquillamente skippato). Infine m’immergo in vasca: la sensazione, lo immaginate ovviamente, è di puro benessere. La fragranza è fresca ed un po’ maschile, tipica di tutti quei prodotti al profumo di brezza marina & simili. Sebbene in apparenza affatto strong come tipologia di scrub, devo ammettere che ha una sua efficacia, proprio in virtù del fatto che sia così omogeneo in sale e che permetta un notevole massaggio! La pelle appare subito detossinata, chiara, uniforme e, al tatto, estremamente liscia senza la minima untuosità proprio perché non grasso. Un trattamento rinvigorente che, specie con le calde giornate da fine agosto ad oggi, si è dimostrato fresco, piacevole e rigenerante.

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Estratto di “Alga Norvegese”, ricca in iodio, aminoacidi, antiossidanti e minerali, sale di organicGuérande per le sue qualità remineralizzanti, “Mother-Water” che favorisce l’equilibrio dei minerali nell’epidermide e aiuta la pelle ad assorbire tutti gli ingredienti attivi; ancora, l’argilla di Guérande per le sue proprietà rilassati e purificanti ed infine l’estratto dell’alga Enteromorpha ad azione antiossidante. Il 98% degli ingredienti sono di origine naturale di cui il 21% biologici!

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Fantasia Painting(58)GUERANDE FIRMING GEL BODY AND LEGS DRAINING_Un prodotto sicuramente indicato per la stagione calda per via della sua texture leggera in gel. Tuttavia non fatevi ingannare dalla sua consistenza: non si tratta di un prodotto “sbrigativo”. Molto spesso ci si orienta verso i gel nella convinzione siano di rapidissimo assorbimento per una body care in tutta velocità; altre volte, invece, li si evita per la stessa ragione, fondamentalmente, in quanto si ritiene non consentano un adeguato massaggio. Diciamo che c’è un fondo di verità in entrambi i casi, ma è pur vero che ci sono gel e gel. In questo caso, per quanto piuttosto fluido, il prodotto non viene immediatamente bevuto dalla pelle, tutt’altro. Il massaggio che ne consegue dovrà essere sufficientemente energico e lungo prima di potersi definire concluso (il che, lo sappiamo bene, è di fondamentale importanza nella lotta alla cellulite tanto quanto il prodotto stesso)! Dunque, dopo un massaggio di tutto rispetto, si assorbirà in men che non si dica lasciando la pelle liscia, vellutata ma asciutta. Nessuna sensazione di appiccicoso, nessuna urgenza di lavarsi le mani: io continuo tranquillamente con i restanti trattamenti. Penso che sia inoltre ideale per tutte coloro che non amano sensazioni di caldo o freddo oppure, avendo capillari fragili, preferiscono evitare: nessuna reazione termica, nessun arrossamento della pelle. La sua profumazione, poi, è di nuovo fresca e rinvigorente ma delicata e, soprattutto, non appesta i vestiti.

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Naturalmente a base di Acqua-Madre, ritroviamo l’estratto di Ascophyllum Nodosum altresì noto come “Alga Norvegese”, estratto di Salicornia Verde ricca in Magnesio e Zinco, estratto di Sphacelaria Soparia, che dovrebbe interferire con l’accumulo degli acidi grassi responsabili della cellulite. Il 98% degli ingredienti sono di origine naturale ed il 20% biologici.

L’azienda ne raccomanda un uso quotidiano per almeno 28 giorni: io sono andata ben oltre, essendo infatti arrivata alla fine della confezione; ho anche portato entrambi i prodotti con me durante la mia ultima trasferta Bolognese/Milanese. La pelle è effettivamente “ossigenata”, lo si vede chiaramente proprio da un aspetto uniforme, compatto, rischiarato, specie immediatamente dopo il massaggio. Tuttavia non posso dichiarare altro in merito, né in fatto di riduzione dell’odiosa buccia d’arancia, ritenzione idrica, men che meno cellulite. Quanto all’azione drenante beh…diciamo che affinché io noti un incremento considerevole della famosa plin plin, ce ne vuole. Ho però potuto apprezzare una certa corsa al bagno a distanza di circa mezz’ora dal massaggio, cosa estremamente rara da ottenere con trattamenti casalinghi!!

Ovviamente non devo essere io a raccomandare cautela a tutte le donne con problemi di Tiroide, giusto? Dovreste già aver imparato a tenervi a debita distanza da alghe varie ed eventuali!

Ebbene, due prodotti sicuramente interessanti, se non altro per un concept diverso rispetto alle composizioni trite e ritrite dell’universo anti-cellulite; tuttavia sappiamo bene che di cellulite ne esistono svariate tipologie e, del resto, siamo tutte diverse e ciò che funziona per me oggi non significa che andrà ugualmente bene domani, figuriamoci per un’altra persona! Dunque…tutto è da provare e niente è garantito 😉

Per dirla a tema, nient’altro che due gocce nel mare della mia cellulite…

L. 

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*dal sito.

#honeyaddicted 2

Non è passato molto tempo dalla mia dichiarazione di amore assoluto e devotissimo verso il miele. Ebbene sì, l’ossessione continua e, complice una dieta ovviamente povera di dolci (che dieta sarebbe?) e la voglia di zuccheri alle stelle, mi consolo con una body care quanto più golosa possibile, visto che solo in questo ambito posso dar sfogo senza ritegno alle meglio abbuffate. No sensi di colpa, nessun cm guadagnato su girovita e cosce e nessuna tirata d’orecchie da parte del nutrizionista: solo goduria all’ennesima potenza.

Devo riconoscere che la passione per i prodotti contenenti miele (e, soprattutto, profumati al miele) ha battuto di molte lunghezze il mio periodo Cinnamonmania sbocciato lo scorso anno di questi tempi ed esauritosi nel giro di qualche mese: sia chiaro, la Cannella è ancora oggi una delle mie profumazioni preferite e di tanto in tanto mi metto alla ricerca di qualche potenziale nuova referenza immessa sul mercato a mia insaputa, ma il miele è un’altra storia… ed è anche un tantino più soddisfacente per lo shopping in quanto, bighellonando per e-commerce, di prodotti carini se ne trovano. Non tantissimi, ma quanto basta per variare un po’.

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Partiamo da quello che potrebbe essere il prodotto-ponte tra la Cinnamonmania e la Honeyaddiction: ORGANIC CINNAMON & HONEY BODY SCRUB di ORGANIC SHOP! Il suo acquisto affonda le radici nella notte dei tempi e non escludo avesse più a che fare con la cannella che con il miele, ma tant’è. In realtà se proprio dobbiamo dirla tutta…c’entra poco sia con l’una che con l’altro, sob. Infatti il caro scrub, sebbene dall’odore molto goloso e zuccherino, non mi rammenta per nulla il miele e ancor meno la cannella. Ripeto, odora di buono e di dolce, probabilmente di torta, è molto goloso…tutto vero, ma miele e cannella assolutamente non pervenuti! Ho avuto anche la coffeevariante COFFEE & SUGAR, che aveva lo stesso odore sia pure con una punta d’inspiegabile liquirizia, mah. Ad ogni modo, odore a parte, il prodotto ha un suo perché ed una indubbia efficacia. Partiamo col dire che è quasi una pasta di scrub, penso che la definizione pedestre sia tuttavia calzante! E’ compatto e per niente oleoso, si preleva con facilità e di certo non si rischia il fall-out! Ho visto che su pelle inumidita non va affatto bene: i granelli tendono a sciogliersi e perdono di molto l’effetto abrasivo; del resto neanche su pelle asciutta funziona in quanto troppo compatto e poco scorrevole: in questo modo occorrerebbero davvero grandi quantità per coprire tutto il corpo e non possiamo permettercelo in quanto il WP_20181006_20_44_59_Provasetto è di soli 250 ml. La soluzione ideale per me è stata distribuirlo alla bell’e meglio su pelle asciutta e proseguire il massaggio con le mani inumidite: il giusto compromesso per ammorbidire e fluidificare la sua compattezza senza perdere di efficacia!  Uno sguardo all’inci ci mostra l’effettiva presenza sia di Miele che di estratto di Cannella, entrambi da agricoltura biologica; a base di zucchero, glicerina, burro di Karitè e olio di semi di Girasole. Per il resto non c’è molto altro da aggiungere: penso sia consigliabile, è molto economico ed è sufficientemente strong, cosa che ricerco in un esfoliante corpo; è certificato BDIH, è naturale al 99,54% e non contiene SLS, parabeni e siliconi: pelle levigata e nutrita, ….se solo profumasse di miele!!IMG_20181005_135106Proseguiamo il nostro viaggio a Mielandia (non quella di Harry Potter però) con un brand made in USA e che, forse proprio per questo, non ha mai avuto un grosso appeal su di me, sebbene ce l’abbia sempre sotto al naso, io che compro su Ecco-Verde da una vita. Tuttavia lo zio Burt e le sue api mi hanno tentata con un idratante corpo all’arcinota abbinata latte e miele…e dunque perché no? Infatti la NATURALLY NOURISHING MILK & HONEY BODY LOTION di BURT’S BEES l’ho trovata da subito accattivante, anche per come si presenta: la sua grafica un po’ retrò, il colore che rimanda subito al miele e il claim “24-hour moisturization” hanno fatto il resto. Non abbiamo avuto subito un gran feeling, principalmente per il suo odore dolce sì ma, di nuovo, per niente attinente al latte e men che meno al miele, aihmè: quel tipico profumo dolce-plasticoso delle WP_20181006_17_51_28_Probambole. Andando avanti con l’uso ho saputo apprezzarla e, inaspettatamente, oggi mi piace. Una volta abituata alla fragranza un po’ finta ed industriale, è stato tutto in discesa: preciso anzitutto che il termine “lotion” o “lait” potrebbero farvi pensare a qualcosa di fluido e leggero. No, si tratta proprio di una crema, dalla consistenza singolare, è vero: non è liscia né compatta, ma quasi montata, soffice, molto facile da stendere e massaggiare anche su ampie porzioni di pelle e, nonostante questa leggerezza, ha un suo corpo, un fattore altamente nutriente percepibile già sotto le dita. Ed infatti è vero che mantiene l’idratazione a lungo e non escludo affatto che possa garantirla per le 24h di cui sopra, anche se io non sono mai stata così tanto tempo senza lavarmi e riapplicarla. Se si abbonda con le quantità potrebbe addirittura risultare un po’ unta, ma il tutto è facile da tenere sotto controllo, in base alle abitudini/esigenze/sregolatezze di ognuno (a me, infatti, con l’abbassarsi delle temperature, capita di eccedere più di frequente rispetto alla scorsa estate in cui mi sono mantenuta leggera! Dunque perfettamente modulabile: un prodotto 4 stagioni, per intenderci). Oli di semi di Girasole, Cocco, Oliva e Vinaccioli, cera Alba, burro di Karitè, Latte scremato in polvere, Miele, succo d’Aloe, estratto di Rosmarino, Vitamina E, Beta Carotene e un paio di oli senza infamia e soprattutto senza lode (Soia e Colza). Certificato Natural Products Association e Leaping Bunny.

Probabilmente non è un prodotto che riacquisterei, ma continuo ad usarlo con piacere finché ce n’è!….se solo profumasse di miele!!

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E poi c’è lei, la reginetta del post, crema amata e adorata che riacquisterei sicuramente alla prima occasione (…ehm…già fatto). Capita d’innamorarsi di un prodotto, a me capita continuamente del resto, e l’oggetto della mia adorazione è la CREMA MANI AL MIELE di BIO BIO BABY. E dire che ho avuto modo di utilizzarla in campioncino innumerevoli volte, ma mai l’avevo apprezzata, probabilmente i tempi non erano maturi per la nostra storia, chissà. A parte WP_20181006_17_50_31_Proil pack delizioso, come del resto l’intera linea in tutte le sue varianti prodotta da Pilogen Carezza, ha un pratico formato da 40 ml, ideale da borsetta o per chi fatica a portare a termine entro il PAO una crema mani (per quanto mi riguarda, se fosse da 400 ml sarebbe anche meglio, ovvio). Ha una texture fondente, idrata in profondità, si assorbe in fretta e non unge, requisiti davvero fondamentali in una crema mani. Ma quel che la rende ulteriormente speciale e insostituibile (da qui il perché l’abbia già ricomprata) è, finalmente, il suo profumo di miele, inebriante e dolce da crear dipendenza. La cosa sorprendente, poi, è la persistenza della fragranza sulle mani!! Tanto per intenderci, la applico al mattino intorno alle 8,15 mentre rifaccio il letto e, all’ora di pranzo, la sento ancora, nonostante io in ufficio abbia lavato le mani sicuramente almeno una volta! Magari fosse una crema corpo…o avesse un formato tale dal consentirmi di farne questo uso!!

Burro di Karitè, olio di Jojoba, Miele ed estratto di Rosa Canina tutti da agricoltura biologica e, all’inizio dell’inci, olio di Riso. Una crema davvero economica ma al tempo stesso preziosa e di cui non ho intenzione di fare senza, almeno per il prossimo futuro o finché durerà la honeyaddiction!

L.

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Quel che resta dell’estate…

Questa lunga, calda e singolare estate è ormai definitivamente alle spalle e, sebbene non sia notoriamente una grande fan di questa stagione, credetemi, lo dico con una punta di rammarico.

L’estate, come l’inverno del resto, ha regole tutte sue e difficilmente si riesce a scendere a compromessi: le beauty routine vengono alleggerite sia per numero di prodotti utilizzati che per consistenza degli stessi; il gran caldo ci rende meno predisposte al massaggio…e la notte ci incolliamo alle lenzuola…e il giorno ci incolliamo ai vestiti…insomma: una vera lotta alla sopravvivenza!

Di buono c’è, però, che si sta in casa praticamente nude, si possono attendere tempi di posa di maschere e fanghi senza rischiare la broncopolmonite, le belle docce fresche e tonificanti sono un piacere, si tende ad usare meno prodotti, per numero e quantità impiegata, e si risparmia pure, alè.

Se la body care per voi come per me è un appuntamento da 3 volte al dì, peggio di un antibiotico, e soprattutto se per ragioni lavorative siete costrette ad uscire di case alle 15 con il sole che sta cuocendo la vostra macchina senza clima (e sottolineo SENZA), sapete bene quanto sia dura adempiere ai propri doveri di incrematrici compulsive di primo pomeriggio. DIO se è difficile. Ma quest’anno, lo riconosco, ho (per puro caso/fortuna/c…) imbroccato i prodotti giusti e tutto è filato liscio senza intoppi: sono sopravvissuta all’estate con una pelle da favola, extra morbida e liscia (posso vantare svariati feed-back in proposito).

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La doccia, tanto per cominciare. Parte tutto da lì, è l’unico step assolutamente

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imprescindibile: il lavarsi “a pezzi”, come si suol dire, non vale. In genere a mio avviso non vale quasi mai, ma in estate è completamente bandito! Volete mettere il rinfrescare il corpo per intero, quella meravigliosa sensazione di benessere? E poi, ok, mi lavo le ascelle e resto con un rivolo di sudore sulla pancia? Dunque, doccia forever and ever. Ed eccedete pure senza dare ascolto ai dermatologi che vogliono farvi crescere il muschio addosso probabilmente in vista del presepe: più di una doccia al giorno non ha mai ammazzato nessuno (Psyco a parte, s’intende). Abbiate cura però di scegliere detergenti delicati, poco schiumogeni e, ovviamente, con buoni ingredienti. Meglio se di grande formato (vorrete mica rimanere senza bagnoschiuma alla centesima doccia del giorno?): io ho acquistato questo bel BAGNODOCCIA CON ESTRATTO BIOLOGICO DI ALTEA de I COSMETICI DI PHEDEA (2) all’Ipercoop. Questo brand è prodotto da Pierpaoli che è sempre una garanzia, diciamocelo. Rispecchia tutte le caratteristiche sopra elencate: ha un comodissimo formato da 400 ml (direi “formato famiglia” ma questa quantità basta a malapena per me), è dolce sulla pelle, che risulta ben detersa senza essere aggredita o resa arida. In verità produce un soffice schiumetta, quindi può in tutta onestà essere gradito anche a chi usa bagnoschiuma tradizionali. Ecco, giusto la WP_20180922_15_21_56_Proprofumazione al mio naso non è completamente gradita: preferisco mille volte la versione alla Liquirizia che troneggia nel borsone della palestra e di cui probabilmente parleremo più avanti, chissà. Tornando a noi e alle caratteristiche del perfetto bagnoschiuma estivo, non possiamo non soffermarci sulla composizione che poi è il fulcro di tutto: i soliti tensioattivi delicati del caso, idrolato d’Orzo (emolliente, antinfiammatorio), estratto di Altea (idratante, addolcente e, di nuovo, emolliente ed antinfiammatorio), o.e. di Lavanda, tutto da agricoltura biologica. Questo bagnodoccia è inoltre certificato AIAB, Cosmesi QC e Vegan, facilmente reperibile ed estremamente economico, il che non guasta mai!

Ok, ci siamo lavate, ma non è finita qui: una faccenda di grande importanza che miete molte vittime, specie d’estate, è il deo. Quante di noi hanno avuto grandi difficoltà ad assestarsi con la sudorazione, una volta abbondonati i deodoranti tradizionali? E quante, me compresa, hanno gettato la spugna di fronte a temperature impossibili, ascelle pezzate e odori non esattamente gradevoli? Ne abbiamo già parlato, la questione è seria. Ne ho provati moltissimi prima di trovare il mio deo ideale e, francamente, dopo un primo periodo letale e qualche altro fallimento successivo, di buoni ed efficaci ne ho trovati diversi sul mercato. Oggi mi rendo conto di aver smesso di cercare, segno che ciò che è in uso da un bel po’ di tempo a questa parte, mi soddisfa completamente: il DEODORANTE DELICATO VAPO (4) di VIVIVERDE COOP, facendo i debiti scongiuri (…che non si sa mai…) dura tutto il giorno, asciuga in fretta e, aspetto fondamentale per me, non lascia antiestetici aloni sui vestiti (questo è importante tanto quanto il resto, detto da una che è gelosissima dell’integrità del suo guardaroba). Non mi dilungherò in quanto l’abbiamo già minuziosamente trattato QUI e, da allora, confermo tutto. Sappiate che ho la massima fiducia in lui tanto da averlo ancora una volta portato con me in vacanza, prova del 9 e dimostrazione massima di fede cieca, in quanto esco dall’hotel presto (a volte praticamente all’alba, giuro) e rientro alla sera senza aver ucciso nessuno togliendomi lo zaino e la felpa…! Attualmente ho anche smesso di guardarmi attorno: mi finisce il deo? Bene, vado all’Ipercoop e lo infilo nel carrello. E fine della storia.

Altra questione da affrontare è la non sempre facile idratazione d’estate. Partiamo dal

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presupposto che ci siamo lavate, deodorate e molto probabilmente stiamo già sudando: il caldo è una brutta bestia, lo so. In quante avranno voglia di spalmarsi qualcosa addosso? Non vedo mani alzate…tranne me: neanche in questa impietosa stagione voglio rinunciare al piacere di una crema corpo che, però, sia di consistenza fresca e leggera e di rapido (-issimo) assorbimento.  Non sempre va come dovrebbe e anche un “latte” può nascondere dietro un’apparente leggerezza, un’untuosità che vi frega, diciamocelo. A me è capitato tante volte. Ma quest’anno mi è andata bene, come già detto! E dire che ho anche tentennato quei 30-40 secondi prima d’infilarlo nel carrello, indecisa se potesse o meno fare al caso mio. Il LATTE CORPO IDRATANTE (1) di CENTIFOLìA si è dimostrato il perfetto alleato per questa calda estate! Ha una consistenza fluida e liscia, si stende rapidamente e, con piccole quantità, si riescono a coprire ampie aree del corpo. Nel giro di pochissimi minuti il gioco è fatto: tutto il corpo è perfettamente idratato, senza praticamente bisogno di massaggiare (che, d’estate, non è mai piacevole in quanto inevitabilmente si genera ulteriore calore). La pelle lo beve letteralmente restando morbida, vellutata ma asciutta, fresca e gradevolmente profumata (sentore floreale, lieve, fresco, leggero, anch’esso in linea con la classica esigenza estiva di evitare odori troppo invadenti o stucchevoli). Inoltre il suo grande formato (ben 400 ml) unito alla sua notevole resa, ha fatto si che mi accompagnasse per l’intera stagione ed oltre! Insomma, quando un prodotto è perfetto e racchiude tutte, ma proprio tutte, le caratteristiche ricercate in un determinato WP_20180922_15_22_24_Promomento. La mia indole di accumulatrice seriale nonché donna fortemente propensa alle scorte mi suggerisce di tornare all’Ipercoop e, alla prima occasione, ricomprarlo per la prossima estate, tanto mi è piaciuto! Penso inoltre che possa essere una scelta indovinata anche per le pigre, per chi fatica a portare avanti anche il minimo sindacale di una body care che si rispetti, perché “l’estate fa troppo caldo, l’inverno fa troppo freddo e poi non ho tempo”: il Latte Corpo Idratante Centifolìa per lo meno assicurerà un livello base d’idratazione costante nel più breve tempo possibile, consentendo di rivestirsi subito. Ma diamola un’occhiata all’INCI: succo d’Aloe, Glicerina, burro di Karitè e di Cacao, olio di semi di Girasole, estratto di Ginkgo Biloba, il tutto da agricoltura biologica (pari al 37,7% sul totale del 99% d’ingredienti naturali). L’estratto di Ginkgo Biloba è noto per le sue proprietà antiossidanti, anti-aging e soprattutto coadiuvanti del microcircolo. Che sia questa polvere di Riso a donare il suo tocco asciutto? Chissà! …ma la grafica che fa tanto MANGA, ne vogliamo parlare?

Ma andiamo avanti! Ovviamente ci sono questioni, come la cellulite, che non possono attendere l’arrivo dell’autunno. In molte, arrivato luglio o agosto al più tardi, già non se ne curano più: sono le stesse donne che a marzo si sono iscritte in palestra e andavano giù di fanghi e massaggi per affrontare la prova costume. Mostrate le vergogne, la questione può essere rimandata al prossimo anno con la solita tarantella. Io, invece, continuo nella mia disperata -quanto pressoché inutile- lotta alla cellulite e, anche in questo caso, devo dire di avere per puro caso imbroccato il giusto prodotto! Infatti la CREMA GEL INESTETISMI DELLA CELLULITE PEPE ROSA & LIME (3) di DELIDEA si è dimostrata perfettamente adeguata anche al caldo! Di nuovo, non mi soffermerò molto su questo prodotto poiché l’intera linea ha già goduto di un POST tutto suo non molto tempo fa, ma si da il caso che, terminato il kit, ne avessi già in scorta (ma come mai??) un altro tubo per proseguire il trattamento per qualche tempo ancora. Mi ripeto: il prodotto, nella sua leggerezza, ha comunque un certo corpo (infatti consente un buon massaggio), tuttavia non unge o appiccica e la successiva sensazione di freschezza ovviamente non può che farci piacere!!

..e la cellulite?…sempre lì…

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E la sera? Come già precisato nell’intro, un aspetto senz’altro positivo dell’estate é il fatto di andare per casa praticamente nude. Quante volte d’inverno mi capita di fare una body care serale/notturna dettagliata, indossare pigiama, vestaglia, andare in camera e….ARGH!! Ho dimenticato collo e décolleté!! E chi si spoglia di nuovo!? Ecco: d’estate, statene pur certe, questo non accade. O meglio: succede di saltare degli step ma si riesce a porre rimedio senza drammi. Non ci vuole nulla ad abbassare una spallina ed adempiere al proprio dovere! Come già dettagliatamente descritto, ho dedicato tutta l’avvolgente carezza dell’elisir MAMI DROPS (6), linea DOLCEAURORA di LALEI, al mio scarno décolleté (che tuttavia sta vivendo un periodo di strana floridità in concomitanza dell’uso della pillola, a titolo di cronaca): non riesco ad immaginare una coccola serale più rilassante e rigenerante e profondamente nutriente (leggi: staresti lì a massaggiarti per ore). Non mi dilungo in quanto, com’è giusto, questo afrodisiaco trattamento ha goduto di un post tutto suo; mi soffermo solo un attimo per sottolineare quanto feeling io abbia avuto (e continui ad avere ancora oggi) con questo prodotto, per texture così setosa, profumo femminile, seducente e al tempo stesso delicato, ed effetto pelle di seta al risveglio. Adoro.

WP_20180922_15_25_16_ProOvviamente nulla di tutto ciò sarebbe possibile senza aver adeguatamente inumidito la zona. La soluzione più semplice e veloce è vaporizzare un idrolato, un tonico…insomma, va benone qualsiasi cosa abbiate a portata di mano sul vostro vanity  table che possa essere spruzzata in velocità. Io ho scelto, come da tradizione oramai consolidata, un’acqua termale, spesso ingiustamente sottovalutata. Quest’estate è stata la volta dell’EAU THERMALE di URIAGE (5). Non ho un’acqua termale preferita in particolare né, sono sincera, riesco a cogliere sostanziali differenze tra i vari marchi. Fondamentalmente acquisto ciò che è in offerta!

Massaggiare un olio su pelle umida ne favorisce l’assorbimento, ma l’acqua termale ha mille usi diversi, specie d’estate, ecco perché ad inizio stagione acquisto sempre la full size: estremamente lenitiva grazie all’alto contenuto di Calcio e Magnesio, dunque si presta perfettamente per essere vaporizzata su cute arrossata e irritata, magari dopo l’esposizione al sole, o post-epilazione/rasatura. La concentrazione di minerali molto simile a quella del NMF (Natural Moisturizing Factor) della cute fa si che, nella sua leggerezza e freschezza, eserciti un’azione idratante unica. Il Silicio, infine, ne rinforza il film idrolipidico. Come vedete è un prodotto davvero funzionale, in tutta semplicità. Poi, ovviamente, è indicata anche semplicemente per darsi una rinfrescata quando l’afa mi fa venire delle vampate che neanche in menopausa…! Oppure, molto utile per mantenere umide le maschere sul viso, specie quelle purificanti a base di argilla che tendono a seccare rapidamente.  Personalmente al mattino la usavo anche per ridare un senso ai miei ricci….

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Ebbene, l’estate se n’è andata e stanno per seguirla anche alcuni dei prodotti che l’hanno caratterizzata, di pomeriggio e di sera, in giornate più o meno calde, con 40° all’ombra o anche solo 34 (solo?), ma comunque tutti al meglio delle loro possibilità e, perché no? Delle mie aspettative! Non è facile accontentarmi ma talvolta la semplicità di una routine fatta di pochi prodotti indovinati può fare la differenza…e farti passare, nonostante tutto, una fantastica estate bollente!

L.

La combo #13 Primavera Naturkosmetik Bio Lavanda & Bio Vaniglia

Custodivo questa “combo”(o forse farei meglio a dire “combina”?) dai tempi del Black Friday, che tante soddisfazioni mi ha dato…e qualche fregatura anche, ma tant’è.

WP_20180923_16_10_53_Pro“Custodivo”, dico bene. Già, perché avevo a lungo corteggiato questo cofanetto regalo prima di concedermelo ed inoltre lo tenevo espressamente da parte per qualche trasferta che fosse più lunga di un week-end, ma non troppo: insomma, un tempo adeguato per il formato da 100 ml. Sono infatti rimasti pazientemente a terra per la mia trasferta torinese di luglio perché troppo breve (molto più comodi i campioncini), ma non mi hanno seguita neanche in Irlanda: l’occasione si è presentata proprio all’inizio di settembre quando ho trascorso a Bologna un paio di giorni per il Sana e poi, da lì, sono andata a Milano per qualche altro giorno ancora, per ragioni belle e meno belle. Inoltre l’approssimarsi della scadenza mi ha definitivamente convinta a portarmeli dietro.

Parto innanzitutto col dire che questo kit si presenta molto bene ed infatti è un’idea regalo deliziosa se non volete spendere molto ma al tempo stesso regalare qualcosa di bello alla vista ed indubbiamente utile (accertatevi, però, che la destinataria di questo dono sia avvezza all’uso di prodotti naturali).  Come è evidente dalla grafica, si trattava di una limited edition vagamente natalizia, anche se le full size dei prodotti sono in gamma permanente. Entrambi sono Vegan, certificati Natrue e Leaping Bunny.

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Dicevo di selezionare con cura l’amica/fidanzata/moglie a cui eventualmente far dono di questi prodotti perché sono espressamente destinati a chi abbia una certa dimestichezza nonché familiarità con l’eco-bio: questi prodotti, infatti, hanno resa, consistenze e profumo che bisogna saper apprezzare, diciamo così.

Prendiamo il balsamo doccia, tanto per cominciare. Ha una consistenza fluida e cremosa, che personalmente mi piace moltissimo: non fa schiuma però, cosa che non sorprende neanche tanto vista la sua texture e che è un fattore oramai superato per me e per ogni “veterana”, ma capite bene che in tante ancora si aspettano le bolle. Altra questione, il profumo: la vaniglia in questo caso c’entra poco e niente. Al mio naso non arriva proprio nessun sentore dolce, ma solo la lavanda in tutta la sua purezza (dunque autentica e piuttosto pungente). Fondamentalmente o siete delle spassionate adoratrici di lavanda oppure meglio tenervene alla larga. Quanto a me, la Lavanda mi piace e in questo Fantasia Painting(53)prodotto riconosco il pregio del suo sentore più autentico, ma non posso dire che mi mandi in estesi. Il bagno (o la doccia) è comunque piacevole e, sì, rilassante (non potrebbe essere altrimenti), ma affinché mi dia una reale sensazione di pulizia considerata la sua delicata azione detergente, preferisco in ogni caso utilizzarlo in abbinata al sempre presente guanto Kessa, che sfoggia di recente un nuovo buco da rammendare per l’ennesima volta. Con l’azione del guanto, questo balsamo viene adeguatamente distribuito sul corpo, lasciando la percezione che effettivamente, per quanto delicato, ci si stia comunque lavando ed inoltre si riesce ad ottimizzare la quantità, anche se si tende ad impiegarne probabilmente più del dovuto: dura comunque un tempo più che ragionevole (ci ho fatto più di 2 settimane senza lesinare prodotto né lavaggi), ma di molto inferiore alla crema corpo.

La sua composizione vede olio di semi di Girasole da agricoltura biologica prima ancora dei tensioattivi, o.e. e idrolato di Lavanda, estratto di Vaniglia, Aloe Vera: una pelle secca e sensibile ci andrà a nozze!!

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La crema corpo si fa apprezzare con un po’ più di difficoltà, lo ammetto. La profumazione è identica, ma ovviamente più persistente rispetto alla parentesi del lavaggio che dura il giusto e poi si dimentica una volta uscite dal bagno. In questo caso bisogna ovviamente considerare di tenerla addosso anche se francamente credevo peggio: non è invadente o fastidiosa e comunque non impregna i vestiti e dopo un tempo ragionevole svanisce.

Il vero problema è la sua texture: è ricca, fin troppo. Ha la consistenza compatta e solida quasi di una pomata, difficile da stendere su zone ampie senza usarne troppa. Ed è unta, Dio se è unta! E se lo dico io che sono la regina del pastrocchio, qualcosa dovrà pur significare!! La pelle rimane lucida in superficie nonostante vi siate impegnate in lunghi e pazienti massaggi. Per quanto mi riguarda il problema sorge dal suo uso serale in questo particolare Settembre realmente caldo. Lo sapete, l’ho scritto più volte: da ormai un anno a questa parte mi piace ritagliarmi tutto il tempo del mondo alla sera (…notte?) per dedicarmi ad una body care più accurata. Una cosa che detesto fortemente è però incollarmi alle lenzuola, specie in questi ultimi giorni in cui mi addormento accaldata e nottetempo voglio invece infilarmici sotto. Quella sensazione di unto, di tessuti incollati addosso m’infastidisce e mi fa riposare male.

Al risveglio invece, è tutta goduria: l’unto in eccesso è stato ovviamente assorbito (o trasferito nel letto) e la pelle è di una liscezza e morbidezza davvero notevoli! Guardo sempre con sospetto gli idratanti corpo che restano così in evidenza in superficie (non sempre l’eccessiva corposità di un prodotto equivale ad altrettanta capacità di penetrare a fondo, anzi molto spesso creano una pellicola di difficile assorbimento eliminata la quale al lavaggio successivo ci si accorge che, dopotutto, la pelle non ne ha beneficiato particolarmente). In questo caso, invece, no: l’azione emolliente c’è ed è reale. Basti avere Fantasia Painting(54)il tempo sufficiente per aspettare che venga assorbita. Penso a questo punto che l’uso ideale sia da farsi in autunno-inverno, periodi nei quali s’indossa il pigiama (o comunque qualcosa di più coprente di una sottoveste) che avvolge il corpo rendendolo libero di girarsi e rigirarsi nel letto.

Un’occhiata all’inci ci da conferma della ricchezza della formula: oli di semi di Girasole, di Kukui (di origine Hawaiana, è noto per la sua eccellente azione doposole in caso di scottatura, ma anche contro tutte quelle problematiche di pelle secca, psoriasi, acne, ecc.),  Burro di Capuaçu (effetto barriera, mantiene l’idratazione, emolliente, calmante, lenitivo), estratti di Salice Bianco e di Vaniglia, o.e. di Lavanda, Vitamina E, olio d’Oliva.

Proprio perché difficile da distribuire in quanto molto densa e per evitare di metterne troppa (sarebbe un incubo! Un inferno di scivolosità), quella che teoricamente potrebbe essere la giusta porzione, che so, per un braccio, la distribuisco a piccoli tocchi lungo tutta la lunghezza, coprendo l’intera superficie ma contenendo la quantità di prodotto andando a massaggiare piccole aree per volta! Non so di quanto ancora potrà sopravvivere al suo balsamo doccia ma quel che è certo è che ne ho ancora un po’ e, come tutti i prodotti “spaiati” da smaltire, è finita nel borsone della palestra, ovviamente.

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Alla luce di quanto detto non è sicuramente una combo che acquisterei in full-size, anche perché hanno francamente un costo spropositato. Tuttavia non mi è dispiaciuto affatto avere l’occasione di utilizzarli in questo formato che si è rivelato più che sufficiente per testarli adeguatamente, convincendomi che…beh…magari per rilassarmi ci vuole altro (il miele, probabilmente)!

L.

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Lolita, alla rovescia.

Una cittadina Irlandese degli anni 50, il quindicenne Alex e Mrs Grey, la mamma del suo migliore amico, di 20 anni più grande. Questa è una storia d’incontri furtivi, passioni proibite, primi amori, vecchi materassi per terra e sedili posteriori di una vecchia Giardinetta. Ma più di tutto questa è la storia di un’iniziazione, un ragazzo che diventa uomo in un’estate, arso dal sole cocente e dall’amore.

“E lei era unica, per me. Non sapevo dove collocarla nella scala umana. Non davvero una donna, come mia madre, e di certo non come le ragazze di mia conoscenza, lei era, come credo di aver già detto, di un genere tutto suo. Al tempo stesso era la femminilità nella sua essenza, il metro stesso con cui, consciamente o inconsciamente, ho misurato tutte le donne che sono venute dopo di lei nella mia vita”

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Ma non solo. I ricordi di quell’estate con Mrs Gray s’intrecciano con la scomparsa prematura e violenta di sua figlia, la fragilità di sua moglie e di una diva-collega da salvare dal suo mal di vivere e così, l’ormai maturo Alexander, si ritrova volente o nolente a tirare le somme della sua vita.

“Anche qui, ha detto, a questo tavolo, la luce che è l’immagine dei miei occhi ci mette un tempo, un tempo minuscolo, infinitesimale, ma pur sempre un tempo, a raggiungere i suoi occhi, e così accade che ovunque guardiamo, ovunque, guardiamo nel passato”

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La rivincita dell’universo femminile rispetto alla visione Nabokoviana? Probabilmente, ma siamo lontano anni luce dal delirio passionale di Mr Humbert e dal completo, soggiogante potere della mutevole Dolores, purtroppo.

“E da qualche parte Mrs Gray è sopravvissuta, magari sopravvive ancora, ancora giovane, e ancora mi ricorda come io ricordo lei. A quale regno eterno devo credere, quale sceglierò? Nessuno dei due, poiché tutti i miei morti sono vivi per me e il passato è un luminoso presente eterno”

L.

IMG_20180915_154901“Una educazione amorosa”

J. Banville

edito da Guanda,

280 pag.

QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

 

#honeyaddicted

Vi dirò qualcosa di nuovo, insospettabile, sorprendente:

sono una persona soggetta alle fisse.

So bene che non l’avreste mai detto, ma quando mi prende una mania….è la fine. Fissazione allo stato puro, frenesia, dipendenza. E la cosa più significativa è che ne sono perfettamente consapevole e, come se non bastasse, felice come una Pasqua. Già, perché quando scatta l’addiction, sono come una bambina che scrive la lettera a Babbo Natale, interminabili wish list, strabordanti carrelli virtuali a nove zeri, instancabili ricerche presso ogni e-commerce del mondo emerso.

Tanto vale che ve lo dica, prima o poi l’avreste sospettato.

Non troppo tempo fa ci fu un noto marchio di make up che sorprese (e scandalizzò) con una campagna che in sostanza paragonava il trucco alle droghe: penso che la cosa non sia poi così distante dalla verità!

Tutto questo per dirvi che sono preda di una nuova dipendenza, sono completamente, inesorabilmente, follemente, innamorata del miele…

Mi ha preso così, all’improvviso, ed in tutta onestà non riesco neanche a ricordare cosa abbia scatenato quest’ultima mania (strano, io che ho una memoria impressionante per tutte le info inutili), ma sta di fatto che…se non profuma di miele, non lo voglio.

La cosa ha davvero dell’incredibile per quanto mi riguarda, perché non sono mai stata golosa di miele, anzi! Per la maggior parte della mia vita l’ho evitato del tutto! Il massimo uso che ne abbia fatto è quel cucchiaino scarso nelle tisane, ma l’abitudine è presto tramontata in quanto non dolcifico più niente da tempo (persino il mio vasetto di miele in dispensa è stato passato a mio padre nella speranza che lo finisse lui). E così come non mi è mai piaciuto da mangiare, al tempo stesso il suo odore mi ha sempre nauseata e i cosmetici al profumo di miele sono stati sempre banditi dalla mia vita.

Ma quanto si cambia col passare del tempo?

Sta di fatto che ad un certo punto ho iniziato a circondarmi di prodotti che in qualche modo avessero a che fare con il miele, addiction che è ancora prepotentemente in corso. Oggi ne vedremo alcuni, finiti o agli sgoccioli, a piccole dosi altrimenti poi le calorie si sprecano!

ALVIANA NATURKOSMETIK_SAPONE CREMOSO LATTE & MIELE

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Altra mia piccola fissa è usare prodotti in combo, lo sapete. E se anche non dovessero appartenere alla stessa linea, il requisito minimo è che abbiamo un filo conduttore. Essendomi io procacciata alcune creme corpo al miele, mi sono messa sulle tracce di detergenti da abbinare.

Questa Crema di Sapone di Alviana, nonostante nasca per la detersione delle mani, ha un formato grande da consentirmi di portarlo in doccia senza problemi (del resto sapete bene quanto io creda nella versatilità dei prodotti naturali). Se v’interessate di Miele, saprete meglio di me che un classico abbinamento nella cosmesi è “latte e miele”. Ebbene, questo prodotto non profuma né di latte né, ahimè, di miele: ha un odore leggero e vagamente dolce, ma del tutto anonimo (e neanche particolarmente buono, a dire il vero).

Per l’uso che ne ho fatto io si è dimostrato adeguato (se puoi lavare le mie mani perché non il mio corpo?), con tutte le limitazioni date da un packaging pensato per erogare ovviamente meno prodotto (io dovevo fare invece svariate pushate) e una formula effettivamente cremosa che fa poca schiuma. L’ho usato come mia abitudine in abbinamento al solito, usuratissimo, plurirammendato guanto Kessa: tutto sommato la doccia scorreva liscia, ma nessun particolare piacere.

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Quel che di carino voglio segnalare è la reale presenza in formula di Miele e Latte (entrambi da agricoltura biologica), olio di Oliva (anch’esso biologico), vitamina E e olio di Girasole. Il profumo è aggiunto (da oli essenziali), ma non particolarmente riuscito, l’ho detto. E’ certificato Natrue: nulla che ricomprerei francamente, forse giusto come sapone mani vista comunque la sua delicatezza e il buon rapporto qualità/quantità/prezzo!

BALEA_DOCCIACREMA LATTE & MIELE

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Altro giro, altro detergente…ma qui siamo su un altro pianeta. Certo, non parliamo di un prodotto naturale, men che meno certificato o con ingredienti da agricoltura biologica, ma tutto sommato con un inci accettabile. In merito al DM (Balea è infatti una sua marca interna) molto spesso si ritiene (erroneamente) che sia una sorta di supermercato bio. La cosa non è affatto vera e chiunque sia entrato in una filiale (di recente aperte anche in Italia) mi auguro se ne sia accorto! Certo, il DM ha alcuni marchi interni “eco-bio”, ma altri perfettamente inquadrati nella cosmesi tradizionale (con relativi inci inguardabili). Balea, lo ribadisco, non è un marchio né eco né bio, e ciascun prodotto va valutato singolarmente leggendo gli ingredienti che lo costituiscono. Chiarito il punto, non ho storto il naso davanti a questo bel flacone di docciacrema da 300 ml ad un prezzo davvero stracciato che ora non ricordo, ma fidatevi.

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Una rapida lettura all’inci mi ha definitivamente convinta: nulla che mi avrebbe polverizzato come in Indiana Jones quando bevono dal finto Santo Graal, per intenderci. Del resto è evidente, l’inci non è immacolato: qualche pallino rosso c’è…ma vedo anche Miele, latte in polvere, estratto di Fico d’India, vitamina E…

Un detergente denso, cremoso, goloso….che goduria!! Schiuma bene anche in piccole quantità, lascia la pelle morbida e delicatamente profumata: a tal proposito, la fragranza “Latte & Miele” altro non è se non qualcosa di dolce, molto più intenso del sapone precedente, ma assolutamente non nauseante. Di sicuro è un prodotto che, dovessi trovarmi di nuovo nei pressi di un DM (e senza le limitazioni di un eventuale bagaglio a mano) riprenderei di sicuro…e più di una confezione!!

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Ed infine troviamo il coronamento di un sogno, il paradiso del goloso, il prodotto che unisce l’inci impeccabile, le ottime prestazioni e tutto il piacere dell’avvolgente fragranza di miele.

Parto col dire che Dr.Organic non è nuovo da queste parti ma, in tutta onestà, non è mai stato tra i miei marchi preferiti. Quel che ho provato fino ad oggi l’ho trovato buono senza che mi scatenasse alcuna passione ed in generale penso che nel panorama dell’eco-bio ci sia di meglio. E tutto questo perché non avevo ancora provato la linea al Miele di Manuka, probabilmente la meglio riuscita di sempre.

Appena acquistata, smaniavo dalla voglia di metterla in uso ma temevo potesse essere un po’ troppo pesante considerata la stagione (primavera con un piede già nell’estate). Ma la voglia era troppa ed in fin dei conti a mali estremi avrei dovuto tenerla in stand-by per pochi mesi: nulla che potesse nuocerle particolarmente.

…preoccupazioni inutili, dal momento che una volta provata, non ho più avuto cuore di lasciarla!! E credetemi se vi dico che l’ho centellinata, proprio io che non bado mai alle quantità e spesso uso più prodotto di quel che necessito, che ci godo a riempirmi le mani di crema. Questa volta…proprio NO!! Tant’è che non è ancora finita, sebbene l’abbia alternata con un’altra che vedremo più in là, è comunque un bel record da parte mia, PAT PAT (pacche sulla schiena)!

La sua texture è densa, compatta, ma fondente: ne basta davvero una piccola quantità e si lascia distribuire agevolmente sul corpo. L’esperienza sensoriale è pazzesca: questa crema dapprima ferma e soda che si fonde con la pelle, sprigionando un golosissimo profumo (questa volta nettamente più autentico dei precedenti). E per quanto possa sembrare corposa, non è affatto pesante: si assorbe perfettamente senza lasciare tracce di unto, gestibile anche con il caldo e anche di sera (odio incollarmi alle lenzuola in stile carta moschicida, ma la night body care routine in questo caso è un’altra storia!!). L’idratazione però resta: la pelle è nutrita a fondo e si percepisce da quanto risulti morbida e vellutata!

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Il Miele di Manuka, ingrediente principe dell’intera linea, è manna per la pelle!! Ingrediente pregiato, stimola la produzione di collagene ed elastina contribuendo a rinnovare i tessuti! Noto inoltre per le sue caratteristiche antinfiammatorie, è indicato nel trattamento di pelli molto secche, eczemi, acne, prurito ma altresì contro dolori reumatici e muscolari! Ed in questa crema lo troviamo già nella prima metà dell’inci! Altri ingredienti degni di nota che contribuiscono a rendere questa crema così performante: succo d’Aloe di base (ancor prima dell’acqua!), olio d’Oliva, burro di Cacao, burro di Karitè, Vitamina E ed A, olio di Girasole, estratto di Muschio Irlandese. La profumazione è aggiunta ma affatto chimica o “finta”!

Capirete che, con un esordio del genere, difficile demordere! Ed infatti la mia passione per il miele cresce di giorno in giorno, le mie wish list si allungano, i carrelli virtuali sfiorano l’equivalente del nostro debito pubblico, il sole splende e tutto va bene!

L.

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il tempo delle mele (cotogne)

Potreste ricordare, o forse no, la mia fissa per Dr. Hauschka.

L’anno scorso di questi tempi era già matura: nella mia testa aveva preso forma la routine Hauschka che avrei seguito ed ero fermamente decisa ad intraprendere questo percorso che aveva saputo conquistare così tante donne (alcune delle quali personaggi autorevolissimi del settore, almeno per me).

Visto che abito in luoghi sperduti, lontano anni luce da qualunque iniziativa Dr.Hauschka volta a far conoscere i loro prodotti, il rituale e l’intera filosofia che gli gravita attorno, approfittai dell’esperienza del Sana per interfacciarmi con l’azienda (nella persona della sig.ra Alessandra), al fine di avere qualche dritta in proposito. Quella che poi a fine giornata diventò per me e Francesca Semplicemente Bio la “dottoressa Hauschka” andò oltre, prescrivendomi quella che a suo dire sarebbe stata la routine più idonea per il mio tipo di pelle: completamente differente da quella che avrei adottato io ed ancor più essenziale (QUI)!

Sono passati mesi ma quella routine è ancora in carica, con una differenza però: al posto della Crema alla Rosa per il giorno c’è la Crema alla Cotogna.

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Quello che la “dottoressa Hauschka” mi indicò come trattamento era infatti l’alternanza delle due creme ed io, da brava scolara, mi sono attenuta scrupolosamente a tali indicazioni! Avendo io poi iniziato la routine in autunno, ho preferito partire con la Crema alla Rosa, ritenendola più corposa e di conseguenza più idonea alla stagione fredda che si stava avvicinando: una volta terminata, e parliamo di fine maggio/inizi giugno, sono poi passata a quella alla Cotogna.

WP_20180529_18_55_37_Pro DR. HAUSCHKA_CREMA ALLA COTOGNA PER IL GIORNO

Partiamo dal presupposto che è una crema consigliata per pelli normali che non presentano esigenze e/o problematiche particolari; viene presentata dall’azienda come “rinfrescante e protettiva”, da qui probabilmente la mia scelta di farla seguire a quella alla Rosa per la bella stagione, ma non solo. Provandole entrambe in sample la differenza di texture era notevole! La prima nettamente più solida, quasi fosse una pomata, l’altra più cremosa e fondente. Ma se è vero che la Crema alla Rosa si è rivelata perfetta per lo scorso inverno, quella alla Cotogna non lo è stata altrettanto per la stagione calda.

E’ vero, risulta meno corposa, più fluida, ma è lo stesso molto ricca: distribuita su viso inumidito dal tonico, e nonostante la massaggi sempre con accuratezza fino a completo assorbimento, anche otticamente la sua presenza si nota. Di quelle, per intenderci, che senza almeno un velo di cipria non si può uscire. Il viso resta lucido ed avendo già io stessa la tendenza a lucidare (soprattutto nella T ZONE), la cosa non fa ben sperare. Intendiamoci: anche nelle ore più calde della giornata, non ne percepisco addosso la presenza (tipica odiosa sensazione di creme parecchio pesanti), ma dovessi toccare il viso, anche dopo molto dall’applicazione e nonostante il make-up minerale al di sopra, allora sì che la sento ancora! Ovviamente la non eccessiva ma comunque evidente lucidità tradisce definitivamente la sua presenza.

Potrebbe anche darsi che con temperature appena più fresche, la stessa si rivelerebbe più adeguata, considerate le mie esigenze di pelle normale/mista, chissà. Oggi il paragone con la ben più amata (l’avrete capito, sù) Crema alla Rosa è più attuale che mai in quanto, avendo diversi samples, ho deciso di portarla con me in vacanza, dunque ho avuto modo di usarla di nuovo appena il mese scorso. Il clima che ho trovato in Irlanda è di certo differente da quello lasciato in Puglia, ovvio. Stando fuori tutto il giorno ed uscendo dall’hotel spesso all’alba andavo incontro al freddo di prima mattina, con vento e pioggia (nebulizzata,… tipo Jiffy…), piuttosto caldo all’ora di pranzo, e comunque sempre umido. Ecco, la Crema alla Rosa reggeva nettamente meglio!
Questa quota nutriente in eccesso rispetto a quanto la mia faccia richieda non si è però mai trasformata in imperfezioni, questo va precisato: lucidità, solo quella! Quindi un “contro” prettamente estetico, visto che in conclusione la mia pelle è sempre stata benissimo (facendo i debiti scongiuri).
cotognaParliamo d’inci: olio di Albicocca, tanto per cominciare, estratti di Antillide, di Mela Cotogna, Carota, Altea, Amamelide, burro di Karitè, olio di Mandorle Dolci, di Oliva, di Avocado, di Jojoba, cera Alba e cera di Mela Cotogna. L’alcool c’è ed è anche piuttosto in alto nell’inci, come da tradizione Hauschka: lo rintraccio vagamente nell’odore ma non mi ha mai dato alcuna noia!
Ebbene, la routine Hauschka è andata ancora avanti e penso ne avrò per qualche settimana, perdendo pezzi per strada però. Già perché la mia storia d’amore col “dottore” è finita, almeno per ora.
La mia pelle è stata bene in quest’ultimo anno? Benissimo!!
La routine Hauschka ha apportato dei benefici? Ha fatto la  differenza? E’ valida come si dice? SI, assolutamente!!
…e allora perché lasciarla??
Beh, perché non esercita più nessun appeal su di me, è così.
Per un’appassionata di cosmesi, mettere una crema sul viso o lavarsi la faccia al mattino, non è un dovere bensì un piacere. Quando so di dover provare qualcosa di nuovo, salto giù dal letto (che neanche un bambino a Natale)! Se sto pensando a nuovi acquisti, li sogno (è inquietante, lo so).
Ogni singolo gesto, ogni prodotto, profumo, texture ha qualcosa da raccontare. Provare qualcosa di diverso, organizzare una nuova routine, probabilmente inadeguata e fatta di troppe cose,… sperimentare…non posso star troppo a lungo lontana da tutto questo. Anche visivamente ho bisogno di novità, di circondarmi di vasetti, spruzzini, …ampolle, …alambicchi (sarò stata un’Alchimista in un’altra vita?) . Ed in questo preciso momento della mia esistenza, right now, ho voglia di cambiare, di una routine meno austera, di coccole per la pelle, di prodotti -perché no?- più lussuosi, ricercati. Ho voglia di circondarmi di cose belle ma funzionali, di tirar fuori dalla mia pelle una luce differente…ho bisogno di distrarmi da una realtà un po’ difficile (che avevo procrastinato fino ad oggi, intenzionalmente “ci penserò dopo le ferie”) e perdermi in questi miei pensieri futili e leggeri…
…beauty addicted, so che mi capite!
L.

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io, gli amminoacidi, le vitamine e tutto il resto

E dopo la parentesi Irlandese si ritorna ai nostri abituali argomenti, roba comunque di vitale importanza, come la spinosa questione dell’hair care routine. Spinosa perché sapete bene ormai la telenovelas che vivo quotidianamente con i miei adorati capelli, che tanto mi danno da pensare, a volte. Un amore burrascoso, che Giulietta e Romeo erano due tranquilli fidanzatini di provincia al confronto! A volte è ricambiato, a volte no, a volte va bene per mesi a volte no, a volte imbrocco la routine……..a volte NO. Questa, signori, è una di quelle volte.

Lo scorso Sana è stato caratterizzato dal lancio di svariate linee per capelli, che io sono andata pian piano acquistando nel corso dei mesi sfruttando le promo che di volta in volta hanno allietato il mio shopping, primo fra tutti il sempre amatissimo e tanto atteso Black Friday. Ed è stato proprio in quel meraviglioso giorno che ho concluso gli affari migliori….ma anche no.

…per lavare…

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DOMUS OLEA TOSCANA_UNDICI_SHAMPOO MICELLARE CUTE SEBORROICA

Questo prodotto fa parte della linea Undici, ricca e particolareggiata proposta dell’azienda per la cura di cute e capelli. Parliamo di grande ricerca e dell’impiego di materie prime che si discostano da quello che è l’attuale universo ecobio e dalle formulazioni che più o meno si rincorrono nel panorama dei soliti noti. La Undici offre routine complete per, si può dire, tutte le tipologie di capello ponendo l’attenzione anche su problematiche della cute, neanche tanto singolari, ma di cui a dire il vero in pochi si occupano. Da subito sono stata interessata allo Shampoo Micellare Cute Seborroica, che a suo tempo provai anche in campioncino e mi fece una buona impressione, per quanto una sola applicazione possa farci capire, ovviamente. Com’è, come non è, l’ho acquistato in full size, l’ho usato e appena finito, ma le mie grandi aspettative sono state purtroppo disattese. Non che sia un prodotto malvagio, ma purtroppo non ho davvero riscontrato i benefici che mi aspettavo/speravo. La situazione dell’ormai lieve e circoscritto prurito (Dio ti ringrazio!) non è peggiorata ma nemmeno migliorata. Inoltre, la sua consistenza estremamente fluida un po’ si perdeva nella mia chioma, dandomi l’impressione di dover rincarare la dose ed usando probabilmente più prodotto di quel che avrei dovuto (infatti è finito moooolto in fretta). Avevo costantemente l’impressione che non stesse lavando a fondo, impressione che è andata via via consolidandosi in una triste certezza. Del lavaggio mi è piaciuta la sensazione di freschezza che lasciava sulla cute e anche la sua profumazione molto delicata, a differenza di altri prodotti della linea che stiamo per vedere…
Per il resto, il fatto che non abbia funzionato per me non significa che sia un prodotto non valido! Certificato AIAB e QC…e poi basti dare un’occhiata all’inci, di quelli che piacciono a noi, ricchissimo di tutto quel che di buono si vorrebbe trovare in uno shampoo: foglia d’Olivo, 11 piante Toscane e Fitocheratina….

INCI: Aqua, Glycerin°, Sodium Lauroyl Sarcosinate, Undecylenamidopropyl Betaine, Cetearyl Alcohol, Cetyl Alcohol, Panthenol, Cocamidopropyl Betaine, Disodium Cocoamphodiacetate, Sodium Lauroyl Glutamate, Sodium Chloride, Helianthus Annuus Seed Oil*, Hydrogenated ethylhexyl olivate, Linum usitatissimum seed Extract*/***, Cannabis sativa seed Extract*/***, Hydrogenated olive oil unsaponifiables, Cucurbita maxima seed Extract*/***, Helichrysum Italicum Extract*/**, Urtica dioica extract*/**, Chamomilla recutita flower extract*/***, Calendula officinalis flower extract*/***, Arctium lappa root extract*/***, Rosmarinus officinalis leafextract*/***, Castanea sativa bark Extract*/***, Cupressus sempervirens leaf/stem Extract*/***, Olea europaeaLeaf Extract*/**, Hydrolyzed Wheat Protein, Hydrolyzed Rice Protein, Arginine, Glutamic Acid, Serine, Alanine, Cystine, Aspartic Acid, Threonine, Leucine, Proline, Valine, Mel *, Glycyrrhiza Glabra Root Extract*, Citric Acid°°, Tartaric Acid°°, Pyrus Malus Fruit Extract*/°°, Citrus Limon Fruit Extract*/°°, Hydrolyzed Grape Fruit*/°°, Hydrolyzed Wheat Bran*/°°, Guar hydroxypropyltrimonium chloride, Menthol, Tocopheryl Acetate, Piroctone Olamine, Glycyrrhetinic Acid, Malachite Extract, Zinc Gluconate, Ascorbyl Palmitate, Ascorbic acid, Alcohol, Parfum°°°, Potassium Sorbate, Sodium Hydroxide, Sodium Benzoate, Ethylhexylglycerin, Phenoxyethanol.

*Da Agricoltura Biologica  **Sviluppato presso Polo Scientifico e Tecnologico dell’Universita di Firenze   ***Estratto di fitocomplesso esclusivo Domus Olea Toscana  °Di origine vegetale  °°Mix attivo con AHA  °°°Senza allergeni Reg.EUR.1223/2009

I COSMETICI DI PHEDEA_SHAMPOO ANTIFORFORA CON ESTRATTO BIOLOGICO DI SALICE

Una volta realizzato che no, lo Shampoo Micellare Cute Seborroica non si stava dimostrando sufficientemente lavante per le mie esigenze, sono corsa ai ripari e con la coda tra le gambe sono tornata all’Ipercoop per vedere di accaparrarmi un altro tubo dello Shampoo Antiforfora con estratto biologico di Salice I Cosmetici di Phedea …ed era pure l’ultimo!! Acciuffato avidamente e posto in salvo nel carrello, neanche avessi visto tra gli scaffali il Santo Graal, devo dire che ha saputo supportare il Domus offrendomi un lavaggio più in profondità. Ammetto, tuttavia, che l’alternanza tra i due non è stata poi chissà che genialata e infatti ritengo che questo shampoo dia risultati migliori lavorando in solitudine (un solitario per intenderci, proprio come me). Ovviamente non mi dilungherò perché ne abbiamo parlato a sufficienza QUI e anche piuttosto di recente, ma confermo tutto e confido che il suo uso esclusivo mi dia di nuovo gli stessi risultati dell’altra volta!

…per ammorbidire e districare…

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EKOS PERSONAL CARE_BALSAMO PER CAPELLI CON SUCCO DI ALOE BIOLOGICO

Mi sono poi trovata inspiegabilmente e improvvisamente a corto di balsamo………IO??!! La cosa ha del surreale!! Ebbene sì, le mie scorte contano attualmente 50000000000 prodotti di cui nessun balsamo. Così, francamente in preda al panico, ho cercato nel settore travel size ed ho trovato, guarda un po’, un acquisto risalente al mio soggiorno bolognese di quasi un anno addietro (che fece ulteriormente lievitare i miei liquidi, obbligandomi ad acquistare alla Pam in via Marconi dei sacchetti per il congelatore….insomma, lunga storia)! Purtroppo il Tigotà a me più vicino è ad una quarantina di chilometri, per cui non sempre il top della praticità da raggiungere (ci sarò andata una volta, credo, o forse due). Ed ecco perché la linea Ekos del buon Pierpaoli, rappresenta per me, come sempre accade in questi casi, un po’ un oggetto del desiderio. La stessa, infatti, e mi riferisco in particolare a balsami e maschera, gode del resto di ottima fama (potrebbe essere diversamente col sempre amato Behenamidopropyl Dimethylamine?!) ed io non vedevo l’ora di provarli! Ebbene, questa piccola confezione da 75 ml, che cmq è bastata per almeno 4 lavaggi e forse più, mi ha permesso di  farmi già un’idea piuttosto precisa del prodotto….e niente, lo amo. Confermo quel che si dice in giro, ma francamente non avevo alcun dubbio perché tutti i balsami Pierpaoli si sono rivelati ottimi e con un rapporto qualità/prezzo tra i più elevati. L’azione ammorbidente è istantanea, idem quella districante! Odore gradevole e un po’ vintage (tipo le creme in barattolo di latta della nostra infanzia…), consistenza cremosa, inci semplice ma che funziona: burro di Karitè, olio di semi di Girasole, succo d’Aloe (tutti e tre da agricoltura biologica), Pantenolo, proteine idrolizzate del Riso e ovviamente il mitico condizionante già citato già al terzo posto! Dermatologicamente testato con il 98,7% di ingredienti di origine naturale di cui il 16,3% biologici, Nickel-Cromo-Cobalto tested, certificato ICEA Eco Bio Cosmesi e Leaping Bunny!

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OMIA LABORATOIRES_BALSAMO CAPELLI ECO BIOLOGICO OLIO DI MACADAMIA

Ere geologiche fa ho utilizzato la maschera della stessa linea (QUI) ed ho provato anche la versione del balsamo all’Aloe Vera (QUI), ma questo mi mancava (…o almeno credo). Quando sono corsa all’Ipercoop per lo shampoo ero doppiamente angosciata perché mi serviva anche il balsamo, essendo il piccolo Ekos terminato. La verità: non ho trovato davvero niente di meglio!! Tutti gli altri, se erano prodotti eco-bio non avevano il Behenamidopropyl Dimethylamine in formula….e cosa li compravo a fare? Ebbene, alla fine ho scelto il Balsamo Capelli Eco-Biologico Olio di Macadamia di Omia Laboratoires che probabilmente non si sarebbe candidato a balsamo della vita ma avevo comunque la certezza che avrebbe svolto egregiamente il suo compito…e così è stato. Basti dare un’occhiata all’inci, di quelli che non mentono: magico condizionante al terzo posto (potrei anche non andare avanti…), olio di semi di Macadamia, Glicerina, estratto di Calendula e burro di Karitè. Cremoso al tatto, nutriente e districante quanto basta. Ecco, forse giusto la sua profumazione non mi piace particolarmente, ma non è resta a lungo tra i capelli e, ad ogni modo, non è così intensa da disturbare! Il tipico prodotto che ti salva: lo si trova ormai dappertutto, ha un costo davvero contenuto…ed è tutto sommato una buona opzione se si è all’improvviso a corto di balsamo! Quindi un hip hip urrà per l’Omia che, ripeto, non si candida di sicuro come prodotto TOP dell’anno per i miei capelli, ma mi ha salvato il popo’!

Idem come sopra: certificato ICEA Eco Bio Cosmesi e Leaping Bunny, Nickel-Cromo-Cobalto tested, 0% siliconi, oli minerali, PEG, parabeni e coloranti sintetici!

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…lo styling…

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DOMUS OLEA TOSCANA_UNDICI_CREMA ATTIVA-RICCI DISCIPLINANTE ELASTICA

Ed arriviamo alla vera nota dolente del post, alla spina nel fianco. Avevo acquistato questo prodotto con enormi aspettative:  di nuovo, come sopra, la linea UNDICI è completa e ben articolata anche in merito alle proposte per lo styling, cosa che per una riccia non è mai un aspetto trascurabile né secondario, tutt’altro. Questo prodotto promette un effetto rilassato o rimbalzante, anticrespo, lucido naturale (musica per le mie orecchie)! Comprato durante il Black Friday, ho atteso pazientemente di terminare gli altri prodotti in uso. Ho avuto un’amara sorpresa: non potrei neanche dirvi quale sia stato l’effetto sui ricci perché l’ho usato una volta soltanto ed i capelli li ho dovuti rilavare il giorno dopo con la massima urgenza! Ha un odore stantio, non so descriverlo, come di medicinale (di antibiotico?) talmente forte, persistente che mi ha disturbata al punto dal rendermi impossibile anche solo riprovarci. Oltre all’imbarazzo in ufficio, non potete capire. Detesto dover gettare un prodotto e allora ho tentato di sfruttare tutte le sue proprietà riciclandolo come maschera pre-shampoo (confidando nel fatto che avrei lavato i capelli dopo e, con essi, l’odore…)ma nulla: shampoo e balsamo non sono riusciti a cancellare l’odore. Ho allora contattato l’azienda, sapendo bene che alcuni prodotti erano stati riformulati proprio a causa dell’odore (dato l’impiego in alta concentrazione di sostanze, diciamo, difficilmente camuffabili al naso), ma mi è stato risposto che loro non cambiavano i prodotti per la profumazione (in fin dei conti ci sono i campioncini per poterli testare) e che era passato troppo tempo dall’acquisto. Io penso solo che se hanno ritenuto di dover riformulare alcuni prodotti rispetto al primo lotto è perché è stata riconosciuta l’impossibilità di usarli, ma comunque capisco perfettamente la loro posizione e sono ugualmente stati molto gentili nell’offrirmi un buono sconto da spendere nel loro e-commerce. Penso però anche che un cambio articolo a volte non costi nulla e dia la possibilità ad un’azienda di far contento un cliente e a quest’ultimo di provare un prodotto nella sua versione riveduta e corretta, dandogli la giusta (e sicuramente meritata) importanza (credetemi, lavoro in un’azienda che non rifiuta certo un cambio articolo pur di soddisfare il cliente….e di ben altri importi!). Quel che mi spiace di più è non poter utilizzare un prodotto che sicuramente è valido! Se dovessi riuscire a sfruttarlo in altro modo, e lo spero, vi aggiornerò!

SPECCHIASOL_ALOE VERA GEL PURO ECO-BIOLOGICO

E dunque dopo lo shampoo che ha bisogno di un aiutino, il balsamo finito…si è posta anche l’emergenza di un prodotto per lo styling (questa routine è iniziata davvero col piede sbagliato)! In un numero di Giugno di Starbene c’era in regalo questa simpatica taglia da 100 ml di gel d’Aloe Vera Specchiasol…che, mi son detta, può sempre servire! Il gel d’Aloe non è mai la mia prima opzione in fatto di styling perché fino ad ora tutti quelli provati mi hanno soddisfatta ma mai completamente. A corto di qualsiasi altra alternativa l’ho usato e…..i giorni successivi sono tornata in edicola a comprarne altri 2 (la solita esagerata, lo so)!! Ma davvero, i miei ricci ci sono andati a nozze: estremamente definiti, ma non duri, ingessati. Immediatamente dopo l’asciugatura la chioma è lucidissima e i ricci perfettamente a molla; il giorno dopo si ammorbidiscono un po’ ed assumono un aspetto più naturale, ma la definizione c’è ancora. I capelli non perdono mai di volume e, se non legati, sono perfetti fino al lavaggio seguente (per me dopo 3-4 gg). E, a volte, perfettamente portabili persino una volta sciolti! Bisogna solo imparare a dosarne la giusta quantità: mi è capitato una sola volta di esagerare ed il gel, appena asciutto, era visibile sul capello con quell’odioso e antiestetico effetto farina! Poi, diciamoci la verità, in casa il gel d’Aloe serve sempre e per moltissime altre cose al di là dei capelli (scottature, punture d’insetti, irritazioni, post-epilazione, ecc..)! Oltre al fatto che il formato da 100 ml si presta perfettamente come travel size per il bagaglio a mano, cosa importante per un prodotto multiuso come questo!

Certificato ICEA Eco Bio Cosmesi, è Nickel-Cromo-Cobalto tested, senza oli minerali, parabeni, paraffina liquida, SLS, SLES, profumo, coloranti aggiunti, allergeni e dermatologicamente testato su pelli sensibili!

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…gli extra…

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Non molto tempo fa abbiamo parlato dettagliatamente del Vatika Enriched Coconut Hair Oil, per cui vi rimando a quel post senza dilungarmi particolarmente. Ne ho ancora un po’ e vorrei finirlo prima che, con l’abbassarsi delle temperature, solidifichi….ma non accadrà! Il fatto è che, sebbene il prodotto piaccia a me e ai miei ricci, ha il risvolto negativo di accorciare la vita della tinta (come ogni olio, del resto). Ed è per questo che non lo uso spesso come vorrei, purtroppo!! Ad ogni modo le volte in cui volevo fare un impacco pre-shampoo ho usato sempre lui: buon potere idratate ed emolliente, facile da lavar via! E poi capelli morbidissimi ed estremamente lucidi!!

DOMUS OLEA TOSCANA_UNDICI_MASCHERA PRE-TRATTANTE INTENSIVA PER GLI SQUILIBRI DEL CUOIO CAPELLUTO

Di nuovo un prodotto della linea Undici! Questa bustina monodose da 25 ml contiene una maschera pre-shampoo indicata contro forfora, prurito, dermatiti, arrossamenti, secchezza, psoriasi, caduta dei capelli temporanea. Di nuovo ci troviamo di fronte ad un prodotto ricchissimo d’ingredienti attivi e con un INCI da far brillare gli occhi…

INCI: Aqua, Glycerin°, Undecylenamidopropyl Betaine, Cetearyl Alcohol, Alcohol, Guar hydroxypropyltrimonium chloride, Hydrogenated ethylhexyl olivate, Linum usitatissimum seed Extract*/***, Cannabis sativa seed Extract*/***, Hydrogenated olive oil unsaponifiables, Cucurbita maxima seed Extract*/***, Helichrysum Italicum Extract*/**, Urtica dioica extract*/**, Chamomilla recutita flower extract*/***, Calendula officinalis flower extract*/***, Arctium lappa root extract*/***, Rosmarinus officinalis leaf extract*/***, Glycyrrhiza Glabra Root Extract*, Castanea sativa bark Extract*/***, Cupressus sempervirens leaf/stem Extract*/***, Olea europaeaLeaf Extract*/**, Hydrolyzed Wheat Protein, Hydrolyzed Rice Protein, Arginine, Lysine Hydrochloride, Serine, Alanine, Cystine, Aspartic Acid, Threonine, Leucine, Glutamic Acid, Proline, Valine, Helianthus Annuus Seed Oil*, Mel *, Bisabolol, Menthol, Piroctone Olamine, Glycyrrhetinic Acid, Tocopheryl Acetate, Ascorbyl Palmitate, Sorbitol, Lecithin, Glyceryl Linoleate, Glyceryl Linolenate, Retinyl Palmitate, Sodium Ascorbyl Phosphate, Xanthan Gum, Niacinamide, Thiamine HCl, Pyridoxine HCl, Inositol, Biotin, Citric acid, Folic Acid, Panthenol, Malachite Extract, Zinc Gluconate, Magnesium Gluconate, Ascorbic acid, Potassium sorbate, Parfum°°, Sodium Benzoate, Sodium Hydroxide, Ethylhexylglycerin, Phenoxyethanol.
*Da Agricoltura Biologica **Sviluppato presso Polo Scientifico e Tecnologico dell’Universita di Firenze ***Estratto di fitocomplesso esclusivo Domus Olea Toscana  °Di origine vegetale  °°Senza allergeni Reg.EUR.1223/2009

Ma è pur vero che un prodotto del genere va usato con una certa regolarità, soprattutto all’inizio del trattamento, per poter dare risultati e mantenerli nel lungo periodo. Probabilmente sono particolarmente sfortunata a questo giro perché, sebbene abbia acquistato questa maschera presso un altro e-commerce (che vanta anche una rotazione prodotti estremamente alta vista la quantità di ordini evasi) anche quest’ultimo aveva un odore poco gradevole e molto persistente! Nonostante shampoo, balsamo e successivo styling, l’unico odore a sentirsi era sempre il suo, per tutti i giorni a seguire fino al lavaggio successivo. In questo caso non ho idea se ci sia stata una riformulazione del prodotto ed abbia beccato per pura sfiga una bustina appartenente al primo lotto, fatto sta che la mia aveva un odore di poco più sopportabile rispetto alla crema styling: sono riuscita a “tirare” fino al lavaggio successivo (con non poco imbarazzo, francamente), arginando il problema tenendoli legati…ma che fatica!

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Più che un aggiornamento sulla mia appena passata hair care routine, mi è parso il post delle urgenze e dei prodotti tappabuchi! Ma comunque ne è emerso qualcosa di buono, come il balsamo di Ekos (e relativa decisione di acquistarlo in full size) e il gel d’Aloe di Specchiasol che diversamente magari non mi sarebbe venuto in mente di provare proprio sui capelli, avendone già usati per lo stesso scopo di altri marchi senza troppo entusiasmo!  E poi la sfiga, qualche volta, si concentra tutta insieme: confido nella prossima, che può solo migliorare (altra nota positiva!)..

L.

Céad mìle fàilte! (l’Irlanda in 10 scatti+1)

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1. L’amore struggente. Un appuntamento che non potevo mancare: “Hellelil and Hildebrand, the Meeting on the Turret Stairs” di Frederic William Burton è molto probabilmente il quadro più amato d’Irlanda. Un delicato acquerello, visibile appena per un paio d’ore la settimana alla National Gallery of Ireland, è una delle immagini più intense che abbia mai visto, così passionale e disperata.
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 2. If you dare… Una giornata attraverso l’Irlanda del nord non può non includere, oltre a Dark Hedges, Giants Causeway e Dunluce Castle, anche  il leggendario attraversamento del Carrick-a-Rede rope bridge, nella contea di Antrim, ma solo per brave hearts! Tuttavia ciò che mi ha stregato di questo luogo è il sentiero che porta al ponte di corda: una scarpinata di mezzora tra rocce, scogli, mare e gabbiani….costa selvaggia e incontaminata e tu vorresti solo restar lì, sull’erba, a rimirar la Scozia all’orizzonte…

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3.E poi, all’improvviso, in un quadro di Monet. Ci sono luoghi incantati, angoli magici e nascosti, in cui non ti sorprenderebbe veder passare un unicorno. Questo stagno presso Malahide Castle, appena fuori Dublino, mi ha rapita e fatta sentire parte per un momento di qualcosa di bellissimo, un dipinto magari, al di là del tempo e dello spazio, tra sogno e realtà.

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4.Blowed away! E di nuovo natura, prepotentemente. Onde che s’infrangono con forza contro le possenti Cliffs of Moher, sulla costa occidentale del Clare. Uno spettacolo che riempie gli occhi e penserai di non aver mai visto natura più bella e suggestiva e spettacolare. Inerpicarsi lungo chilometri di scogliere spazzate da un vento furioso e profumato d’oceano: non ho peso e non ho sostanza, leggera come un soffione…

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5.La gemma del Connemara. E’ esattamente così che si presenta Kylemore Abbey, un gioiello bianco e splendente incastonato in un’altura boscosa. E tutto attorno non c’è altro che verde, pioggia, foschia. Di nuovo un luogo sospeso in un’altra dimensione: potrebbe essere una mattina d’autunno come una serata estiva, poco importa. Sarei potuta arrivare in questo posto calandomi giù per un pozzo, come al monastero di Rorrim, e so bene che qui è custodito il libro della mia vita, che finisce con “Sarai uccisa da Dylan Dog!”

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6. Connemara, ancora. E’ evidente che la regione del Connemara mi sia entrata nel cuore. La Inagh Valley, così aspra e solitaria, è il luogo ideale per raccogliere i propri pensieri. Uno scoglio su cui sedersi, un k-way per ripararsi da vento e pioggia, un paesaggio mozzafiato da ammirare, non occorre altro. Per tutto il tempo che ci vuole. E magari una corsa liberatoria spaventando qualche pacifica blackface sheep!

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7.The high point! Dublino è avara di torri da scalare, campanili e grattacieli…ma ha un modo tutto speciale di farsi guardare dall’alto. Lo Skyline Tour presso Croke Park, la casa del GAA, offre la possibilità di una passeggiata lungo tutto il perimetro dello stadio dal suo punto più alto ed una vista della città che vi lascerà senza fiato…

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8.”Make love not laws”. Dall’istante in cui sono passata attraverso Belfast ho detto a me stessa che ci sarei dovuta tornare, assolutamente. E così è stato. Una città dalle tante facce, per assaggiare un po’ di United Kingdom: la maestosità della Great Hall, la toccante esperienza al Titanic Quarter. Ma è la sua turbolenta storia politica a lasciare il segno, Shankill Road e il Peace Wall ad indelebile testimonianza. E quasi tutti i gate chiusi tra la zona cattolica e quella protestante fanno purtroppo pensare che le tensioni siano, ancora oggi, parte viva della città stessa.

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9.E lasciare il cuore in questa baia. Pensavo che trascorrervi un paio d’ore mi sarebbe bastato, ma ci son dovuta tornare per un giorno intero. La città di Galway è pittoresca, viva, il quartiere latino così bohémien e pieno di musica e tradizione. Ma spingetevi oltre, lasciatevi alle spalle il centro e raggiungete i docks e poi ancora più in là verso la Martin Connolly Causeway: una passeggiata di qualche ora fino ad un faro sperduto e laggiù, di spalle, lanciare il cuore in queste acque come fosse una monetina, per sperare di tornarci ancora.

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10. Dear Dublin… essere svegliata all’alba dai gabbiani, le lunghe strade dai tanti nomi, il miglior fish & chips di sempre, il Liffey da seguire e l’Ha’Penny Bridge da attraversare un milione di volte; “Whisky in the jar” da cantare, la pioggia nebulizzata dell’alba e il sole di mezzogiorno, un’altalena su cui aspettare l’apertura troppo comoda di qualche attrazione turistica. Dublino è stata per me tutto questo e molto altro, una casa per 10 giorni e un posto in cui tornare, magari.

L.