Amore sì? No?…forse…

Questo post è la dimostrazione tangibile del fatto che, determinati prodotti, necessitino più di altri di essere capiti e di quanto sia per tanto opportuno aspettare proprio l’ultima goccia per potersi sbilanciare. E molto spesso, credetemi, occorrerebbe una seconda confezione per poter consolidare la propria opinione.

Questa è una storia di incomprensioni, fraintendimenti, sperimentazioni ed infine il raggiungimento di un’intesa. Non sufficiente al riacquisto, non esageriamo, ma pur sempre quel bel compromesso che ti permette in serenità di arrivare alla fine della confezione (mio obbiettivo primario, come sempre).

Sapete bene con quanto slancio ed entusiasmo mi sia lanciata nella conoscenza di Eterea Cosmesi Naturale, brand che puntavo da circa un annetto e che ho eletto a prescelta sostituta della routine Hauschkiana (dottore, io ti amo, ricordalo sempre. Ma la donna è mobile, ed io in particolar modo…). Dal Sana 2018 è stato tutto un rimpiazzare i prodotti della mia skin-care finiti man mano con new entry Eterea, ne abbiamo già ampiamente parlato (QUI). La mia infatuazione iniziale, degna delle peggio adolescenti, è andata via via ridimensionandosi, colpa di scelte non propriamente azzeccate, prodotti indiscutibilmente di qualità ma che non si sono dimostrati in perfetta empatia con la mia pelle.

WP_20190420_15_55_52_ProDurante lo shopping del sempre amatissimo Black Friday ho avuto modo di accaparrarmi alcune referenze Eterea che m’incuriosivano e che pareva proprio potessero fare al caso mio. Avevo infatti deciso di strutturare la mia successiva skin-care routine utilizzando la combo INTENSIVE ANTIOX CONCENTRATE SERUM + CREMA VISO ANTIAGE PELLI NORMALI E MISTE. Sin dalle prime applicazioni la mia pelle mi ha gridato forte e chiaro che, no, non era davvero il caso di continuare.

Il problema di una routine strutturata è essenzialmente andare a capire quale prodotto stia sbilanciando il tutto o se è semplicemente l’interazione di tutti loro a dar noie. In questi casi non resta altro da fare se non smembrarla, prendere le componenti singolarmente e ….sperimentare. Insieme, separati, di giorno, di notte, alternati, ….!

Con questi prodotti, confesso, ci ho perso davvero la testa ed alla fine, sconfitta, ho alzato bandiera bianca. Detesto accantonare i prodotti ma non m’intestardisco oltre un certo limite, nel momento in cui mi accorgo che la mia pelle inizia a rifiutare tutto. Infatti ai tempi avevo preso ad usare come unico e solo trattamento viso lo straordinario GOLD INFUSION che aveva messo a posto la situazione, lasciando un vuoto incolmabile nella mia routine non appena terminato. Orfana della mia pozione di giovinezza e forte del fatto che la mia pelle era nuovamente in forma, ho voluto riprovare con la Crema Viso Antiage precedentemente accantonata, nella speranza di riuscire ad usarla. Ma da sola questa volta…

WP_20190420_15_57_59_ProCom’è andata. Beh, un percorso strano, il nostro. La crema, piacevolissima al tatto e nell’applicazione (eccezion fatta per il suo odore non propriamente inebriante! Avete presente il risotto ai funghi precotto? ….ecco, appunto. E se state pensando di aver già sentito in giro questo parallelismo é vero…ma l’ho creato io con il mio pessimo gusto! Avrei dovuto metterci il copyright, damn!)si rivela nell’immediato soffice, fondente, assolutamente non grassa o unta, ma neanche inconsistente o troppo leggera! La sua texture é quanto di più appropriato si possa trovare in giro, appunto, per una pelle sì mista ma comunque bisognosa di una certa quota d’idratazione in quanto, ahimè, non più giovanissima ( gli ANTA sono proprio ad un annetto di distanza).

Massaggiata sul viso si capisce subito che la pelle é perfettamente nutrita, idratata ….e rimarrà tale anche sotto il makeup per tutto il giorno!

A tal proposito va detto che, nel corso delle ore non lucida eccessivamente salvo nella sempre rognosa zona T (teniamo sempre presente che io nulla posso dire della sua resa in presenza di temperature appena oltre lo stadio definito “mite”! Il mio feedback é relativo a mesi invernali, non freddi rigorosi ma comunque freddi).

Mai pelle disidratata, mai spiacevole sensazione di pelle che “tira”. Qual è il problema, allora? Il costante e praticamente quotidiano insorgere di piccole imperfezioni, in genere sulle guance (di cui ad oggi porto ancora i segni). Fermo restando il mio pazzo periodo ormonale, resto ancora dell’idea che fosse la crema stessa a causarle in quanto al mattino (con una precedente routine serale differente) il fenomeno era nettamente ridimensionato! Le bombe ormonali se devono causarmi brufoletti lo fanno indipendente dalla crema del mattino o dall’olio della sera, suppongo.

Poi, d’un tratto e senza che cambiassi nulla, quasi al termine della confezione…..empatia totale! Pelle pressoché perfetta! Succede sempre così: un prodotto che ti ha fatto un po’penare per 3/4 del suo utilizzo….arriva faticosamente alla fine e all’improvviso inizia a sorprenderti! Lo ami….e persino il suo odore di porcini non ti sembra poi così male! La tua pelle lo adora e tu inizi ad arrovellarti divorata dal dubbio se sia o meno il caso di ricomprarlo?! Ma forse la pelle doveva solo abituarsi? Oppure con una nuova confezione ricomincerà l’epopea del brufolo? …..a non saper né leggere né scrivere ho deciso di soprassedere, innanzitutto perché ho altri piani per la mia next beauty routine ed ho altro da utilizzare (o provare a riutilizzare, come appunto l’Intensive Antiox Concentrate Serum….che -spoiler!!!!- facendo i debiti scongiuri pare stia andando bene…..mah)

A questo punto non ci resta che vedere nel dettaglio la composizione di questa crema! A base d’idrolato di Camomilla, a seguire Glicerina, Burro di Karitè, Caffeina, Pantenolo, Niacinamide, oli di Jojoba, Argan, Cocco, Riso, Sesamo, Avocado, Vinaccioli, Rosa Canina, Fico d’India, Canapa, estratti di Mirtillo, Lampone, Kiwi, Vitamina C ed E, proteine idrolizzate del Grano, olio di semi di Girasole, Orizanolo, Acido Ialuronico, Cera Candelilla, Squalano, Bisabololo, estratto d’Aloe….

In casa Eterea Cosmesi Naturale non si può dire che risparmino sugli ingredienti!! Come al solito la formula è estremamente ricca di attivi, ingredienti ormai abbondantemente usati in ecobiocosmesi affiancati ad altri più di nicchia, il tutto per dar vita ad un prodotto sicuramente unico nel suo genere per ricercatezza, qualità ad un prezzo accessibile, come sempre!

Quanto a me, che aggiungere? La ricomprerò? Francamente no…ma ciò non toglie, tuttavia, che alla fin fine sia stata contenta del mio acquisto: se ne avessi ancora un po’ la userei allegramente, ora che finalmente ci siamo capite ma, dato che è finita, a cuor leggero vado per la mia strada e passo alla prossima!

Avanti un’altra…

L. 

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…e se partissi per il week-end?

Che sia una mini fuga romantica, per dirla alla Bridget Jones, o un salto in un’altra città a vedere una mostra piuttosto che una partita di rugby, le partenze del week-end sono una vera e propria boccata d’aria fresca! Si esce di casa il sabato mattina e si rientra la domenica sera, si lasciano tutte le abituali faccende domestiche in stand-by, il frigo vuoto come sempre, niente spesa e caffè dalla nonna.

La parola d’ordine è zero sbattimento, però! Se dovete portarvi appresso trolley, borsoni, scarpe, borse e abiti che non metterete non vale: si prepara uno zaino, credetemi sarà più che sufficiente! Un libro, il caricabatteria del cellulare, due o tre capi al massimo abilmente piegati a mo’ di origami-salvaspazio e via! Ah, non dimenticate carta d’imbarco e documento d’identità (e soldi….le uniche 3 cose assolutamente fondamentali e imprescindibili)! Tutto il resto, ho imparato negli anni, si può trovare in loco: certo, molto spesso può costituire una perdita di tempo, ma nulla di grave.

Ovviamente la parte più cospicua dell’intero bagaglio è il reparto beauty, suddiviso generalmente in bustina trasparente dei liquidi e tutto il resto, perché è ovvio che viaggiamo con bagaglio a mano (non fate i tirchi e acquistate Priority+2 bagagli a mano)! Ma anche in questo caso vale la stessa regola in auge per i vestiti: portiamo solo lo stretto necessario, quello di cui facciamo un uso quotidiano. Non penso che, stando fuori per anche meno di 48H, ci manderà in crisi non fare una maschera viso. Lo stesso dicasi per i capelli, almeno nel mio caso: lo shampoo è un problema che proprio non mi pongo nei week-end fuori porta!! Lavo i capelli il venerdì sera e poi se ne riparla al rientro, con tutte le comodità di casa mia! Lo scrub? Idem! I trattamenti anti-cellulite? Potranno aspettare!! Queste sono tutte questioni che si pongono per viaggi un po’ più lunghi, proprio a voler essere pignole! Ma per il week-end bisogna ragionare semplificando ai massimi livelli!

Anzitutto, se siete novelle-volatili, vi invito a consultare il regolamento della compagnia con la quale volerete e mettervi al sicuro non solo in fatto di “liquidi”, ma anche per tutto ciò che è possibile portare a bordo, numero e dimensione dei bagagli consenti, ecc…per non avere spiacevoli sorprese e trovarvi costrette a cestinare la vostra crema preferita!

In queste circostanze direi di puntare più sui campioncini che sulle travel size: un modo efficace che ci permette di salvare spazio e smaltire le quantità abnormi di samples accumulati durante l’anno!

Ripercorrete mentalmente tutti i passaggi che fate al mattino e alla sera e segnate i prodotti assolutamente fondamentali in una check-list (oppure, di volta in volta, collocateli già in un angolino designato: non vi resterà altro da fare che infilarli nei rispettivi beauty e partire!). Non occupatevi di queste faccende il giorno della partenza, per cortesia!

Niente di più fondamentale del dentifricio: nulla ci vieta di portarci appresso una full-size (che è normalmente da 75 o 100 ml), ma che spreco di spazio!! Tanto più che i formati da 25 si trovano un po’ ovunque! Magari non ha l’inci a cui siete abituate? Cerchiamo di essere pratiche: per 2 gg non vi succederà nulla di grave! Idem per lo spazzolino: puntiamo sulle versioni da viaggio che consentono di salvare un po’ di spazio.

La doccia: normalmente calcolo un paio di docce al giorno, perché per pranzo in genere non rientro mai in hotel, ed un campioncino per ciascuna doccia. Tuttavia meglio abbondare e portarsi dietro anche una mini-size da almeno 50 ml: specie d’estate si può desiderare una doccia fuori programma! Oppure la si può tenere comodamente a disposizione sul lavandino per lavarsi le mani (cosa che con i campioncini risulta piuttosto scomodo) o ancora, se non avete particolari esigenze “intime” potreste usarlo per lavarvi in maniera completa….insomma! Sul bagnoschiuma non lesinate!

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1.TRAVEL KIT SELEX; 2.CREMEDUSCHE MILCH & HONIG BALEA; 3.OLIO LAVANTE ANTOS; 4.SAPONE ANTIOSSIDANTE DOMUS OLEA TOSCANA; 5.BIO BAGNODOCCIA MEDITERRANEO LA SAPONARIA.

Se, invece, preferite portarvi appresso un detergente intimo (magari in quei giorni o se siete irrimediabilmente soggette ad odiosi fenomeni di spotting), ricordate che può essere un fedele alleato anche per lavare il viso! In ogni caso mai lasciare a casa salviettine intime (da tenere rigorosamente in borsa), proteggi slip e … perché no? Lavande vaginali: formato da 100 ml e garanzia di freschezza assoluta (purtroppo le questioni ginecologiche non sempre hanno la bontà di pazientare fino al lunedì)!

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1.SALVIETTE INTIMA BIO FRIA; 2.LAVANDA VAGINALE SOAVEMIN FITOFARMA; 3.PROTEGGI SLIP LINES ULTRA; 4.DETERGENTE INTIMO LENITIVO SENSURE’

La crema corpo non è indispensabile? E chi l’ha detto? Certo, non quanto il bagnoschiuma ma l’idratazione per me è sempre molto importante, anche per un week-end! Prediligete, se li avete, campioni della stessa tipologia tanto per non far impazzire il vostro naso o quello altrui…ma non stiamo a sottilizzare! Io calcolo almeno 10 ml ad applicazione…ma una crema non rende come un’altra, si sa! Dunque…un campioncino in più male non fa (ricordate di aprire le bustine PRIMA d’incominciare le grandi manovre…oppure con le mani unte sarà impossibile andare oltre la prima).

Creme per mani e piedi possono essere facilmente sostituite dalla crema corpo di cui sopra o del tutto glissate, se parliamo di un solo week-end, estivo per giunta. Tuttavia, quando non ce le ho, mi sorge l’impellente bisogno di averle e finisce che le vado a comprare o soffro per tutte le 48H! Se avete un pottino in cui collocare una crema che possa andar bene per entrambi, meglio: sarà anche infinitamente più comoda da applicare (esiste una cosa più odiosa di un campioncino da riutilizzare in più applicazioni?! A tal proposito portatevi sempre dietro qualche molletta, sentite me)!Altrimenti qualche campioncino extra non toglierà poi così spazio, se serve a tranquillizzare la pazza isterica che è in voi.

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1.BALSAMO PER IL CORPO ROSA DR.HAUSCHKA; 2.BALSAMO PER IL CORPO LAVANDA SANDALO DR.HAUSCHKA; 3.CREMA PER LE MANI DR.HAUSCHKA; 4.CREMA PER I PIEDI DR.HAUSCHKA.

Il deo? Indispensabilissimo, direi! Non improvvisiamo per cortesia e portiamoci dietro qualcosa che funzioni! Anche qui difficile che la full size sia superiore ai 100ml ma spesso hanno pack veramente ingombranti! Io trasferisco il mio fedelissimo Viviverde Coop in uno spruzzino riciclato (NON buttateli mai se vi capitano! Roba preziosa!!)

 

Il profumo non è affatto indispensabile ma tenete bene a mente che nulla può essere più evocativo!! Volete lasciare nella vostra mente una traccia profumata e indelebile di quello che si preannuncia un week-end memorabile? Ebbene, allora il profumo portatelo (attenzione però che non sia già associato ad altri ricordi…altrimenti farete solo una gran confusione)!! I profumi solidi, poi, potrebbero unire l’utile al dilettevole! NB: se è una minifugaromantica quella che vi apprestate a fare, abbiate cura di lasciare a casa tutta quella schiera di profumi in merito ai quali avete collezionato pareri del tipo: <<…sembra di stare in Chiesa…!… Puzzi di insetticida…! …Chi odora di cimitero?…>> I profumi naturali spesso non vengono “capiti” da tutti i nasi, si sa!

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1.DEODORANTE DELICATO VIVIVERDE COOP; 2.SPRUZZINO NECTAR ROYAL; 3.PROFUMO “NUVOLA DI CREMA” OLFATTIVA.

Per le operazioni di struccaggio le salviettine tolgono da un bell’impiccio e se vi truccate poco possono adempiere alla perfezione da sole senza ricorrere al classico latte (e agli annessi & connessi, tipo dischetti struccanti, pannetti, ecc!). Come detergente, se proprio quello intimo non vi aggrada, portate qualcosa che possa andar bene tanto al mattino quanto alla sera, magari avvalendovi degli ovali in silicone: utilissimi ed igienici, si possono asciugare e riporre subito in valigia se state per rientrare, oppure da ancorare a qualcosa mediante la loro ventosa e lasciar a sgocciolare! E cmq infinitamente più pratici di tutti quegli accessori con setole e spugne che restano bagnate!

Per il viso? Facile che tutti i vostri prodotti siano già del formato ideale! Se avete una pelle capricciosa, meglio investire lo spazio a vostra disposizione per la cura del viso, se anche un paio di giorni possono farvi impazzire equilibri già precari! Se poi disponete di campioni dei vostri abituali e fidati trattamenti, accantonateli proprio per queste circostanze! Oppure, sfruttate le jar di precedenti samples opportunamente lavate e conservate per crearvi mini taglie di crema contorno occhi, viso e tutto ciò che occorre!! Se riusciste a portarvi anche in questo caso solo campioni…meglio! Il tonico, per me, non è qualcosa di cui non riesca a fare a meno per un solo week-end…ma avendo gli adorati spruzzini da viaggio non costa proprio nulla portarselo dietro! Ah…e ricordate, infine, che il balsamo labbra (indispensabile? Certo!) può diventare un valido idratante da notte per il contorno occhi, perché no?

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1.CREMA DETERGENTE DR.HAUSCHKA; 2.SALVIETTE DETERGENTI ALLA ROSA SELVATICA ALVERDE; 3.SPRAY VUOTO SEPHORA COLLECTION; 4.ADDOLCILABBRA “TORTA DI MELE” ALKEMILLA; 5.ROSE DAY CREAM LIGHT+DAILY HYDRATING EYE CREAM DR.HAUSCHKA; 6.DISCO ESFOLIANTE VISO SEPHORA COLLECTION.

Le bustine trasparenti 18×20 vi mandano al manicomio? Sono quelle tipiche cose che, quando ti servono, sistematicamente non riesci a trovare in commercio e finisci per comprare i sacchetti del congelatore (storia vera)!! Consiglio: quando le vedete in giro, prendetele perché tanto prima o poi vi torneranno utili!! Oppure puntate sul riutilizzabile: le pochette di Muji, ad esempio, sono un’ottima idea! Non di meno le bustine di Neve: magari non saranno perfettamente delle dimensioni richieste…ma a me non hanno mai fatto storie!

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1.TROUSSE TRASPARENTE PIATTA MUJI; 2.MAKE-UP POCHETTE NEVE COSMETICS; 3.EASY BAG FOR FLY; 4.BUSTA TRASPARENTE DA VIAGGIO LARGE MUJI.

Mettete in conto, naturalmente, di dimenticare qualcosa di assolutamente vitale et voilà! Il gioco è fatto: bagaglio pronto…e buon week-end, ovunque voi andiate!

L. 

 

 

Décolleté, fulcro di femminilità

Prosperoso o scarno, soffice o marmoreo, abbronzatissimo o diafano, e ancora accogliente, materno, seducente…il décolleté è tutto questo e tanto altro ancora. E’ essenza di femminilità ed il cuore batte proprio lì, non sarà un caso. Un sussulto, un’emozione improvvisa, un incontro inaspettato e le mani si portano al petto. Una calda serata estiva, una scollatura profonda ed un monile che vi cade al centro, sulla pelle lievemente lucida: giochi di luce, ombre e volumi che lasciano intendere senza mostrare. Una sottoveste in seta, spalline sottili e niente altro che una goccia di profumo a scaldare l’atmosfera. E non crediate di dover avere chissà che taglia per mostrarlo con orgoglio, nient’affatto. Il décolleté, grazie al cielo, è patrimonio di ogni singola donna a prescindere da forma e dimensione (lì, come sempre, è questione di fortuna): sta a noi accettarlo e prendercene cura nel miglior modo possibile e con i mezzi che abbiamo a disposizione. Perché combatterlo, camuffarlo e vergognarcene se è troppo o troppo poco? Chi stabilisce questi parametri? Quando sei volgare o, al contrai, poco sexy? E’ tutto negli occhi di chi guarda, per cui sfugge completamente al nostro controllo e a tutte le statistiche che possiamo leggere, c’è poco da fare.

Parliamo di me: sempre stata una taglia piccola e, attualmente, extra piccola. Non nego di aver passato molti anni desiderando averne di più, comprando push-up, confondendo la quantità con la qualità (il tutto peggiorato dall’aver lavorato per 10 anni in una nota catena di intimo, dunque il confronto era all’ordine del giorno). Poi, come a volte accade alle più fortunate, mi sono spontaneamente riconciliata con me stessa e con la mia non-taglia. Non è la parte del mio corpo che amo di più e non rende giustizia a proprio tutto ciò che indosso, ma mi piace. Questo mio décolleté ossuto ha una certa bellezza, ai miei occhi, e merita di essere messo in mostra al pari di tutti gli altri.

Il mio rapporto con le altre donne si divide molto spesso in 2 categorie ma essenzialmente produce lo stesso risultato: le donne prosperose spesso vogliono sentirsi dire da me che le invidio, mentre le meno dotate che sono solidale con loro. Non avranno nulla di tutto questo da me e, nel dire che sono contenta così, entrambe non mi credono. Pace, signore mie.

Se fosse in mio potere farlo, magari ne modificherei la forma (chi non preferirebbe due deliziose mele al posto di un paio di prugne secche? Non che io abbia le prugne secche, era tanto per intendersi) ma quel che è nelle mie mani è la sola possibilità di prendermene cura nel solo modo che io conosca, il migliore. Sappiamo che la perdita di peso, per quanto graduale e controllata, può produrre effetti sgraditi ed un décolleté svuotato o pieno di smagliature non è un bel vedersi, questo mi pare l’unico dato oggettivo della questione. Dunque, in previsione di una dieta, o al contrario di una gravidanza, ma soprattutto come gesto quotidiano imprescindibile per ogni body care degna di questo nome!

LALEI COSMETICA PERFETTA_DOLCEAURORA_MAMI DROPS *

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Collo e décolleté non mostrano meno segni del tempo di quanto non faccia il viso dunque perché non dedicare le medesime attenzioni? Quello di cui abbiamo bisogno è un prodotto anzitutto funzionale ma anche estremamente gradevole, perché il gesto stesso di un profondo massaggio dal seno e poi su fino al collo è una vera dichiarazione d’amore verso la vostra femminilità e non dev’essere mortificato da texture pesanti ed odori poco gradevoli. Un elisir, ecco cosa ci vuole, un concentrato di virtù, una pozione miracolosa preparata da un vero, sapiente alchimista…

Mami Drops è esattamente questo, un’elisir nato per la prevenzione di macchie e atopie del viso, ma ovviamente nulla ci vieta di personalizzarne l’uso come meglio ci aggrada (del resto, lo sapete: è uno dei miei sport preferiti quello di scovare usi alternativi). Ma facciamo un passo indietro: di Lalei Cosmetica Perfetta abbiamo già avuto modo di parlare QUI, post in cui ho manifestato tutto il mio amore per Mami Relax (a proposito: già acquistato in full-size!).  La linea DolceAurora è stata pensata per le future mamme ma il fatto che io non lo sia non significa che debba privarmi del piacere di usarla! Dietro la destinazione specifica di ciascuno si apre un ventaglio di mille altri modi per poter adattare prodotti del resto molto versatili, in base alle nostre singole esigenze. Nel caso specifico di Mami Drops si sa, in gravidanza è fondamentale fare un’adeguata prevenzione contro l’insorgere delle tipiche macchie da iperpigmentazione della pelle ma ciò non toglie che qualsiasi donna che ami utilizzare sul viso sieri oleosi non potrà che averne beneficio. Io, ad esempio, pur amando smodatamente gli oli e facendone un vero e proprio abuso sul corpo, da qualche tempo a questa parte mal tollero la loro presenza sul viso. Ma, l’ho già detto: collo e décolleté non sono meno importanti e necessitano di adeguate e costanti cure. Mami Drops ha un tocco leggero e setoso, un finish asciutto che non lascia la pelle unta: questo è di fondamentale importanza perché per molte donne anche la delicata area del seno può essere soggetta a piccoli sfoghi e imperfezioni, specie con il caldo.  La sua formulazione è semplice e pregiata:

[dal sito


olio di riso: emolliente, idratante, levigante, offre un’azione fotoprotettiva dai raggi UV;
olio di avocado: reidratante, rigenerante, ristrutturante, valido anti-age;
olio di nigella: rigenerante, antinfiammatorio, rassodante, nutritivo, elasticizzante, sebonormalizzante, previene irritazioni, eczemi e desquamazioni;
estratto di elicriso: rinfrescante, disarrossante, lenitivo, antiossidante, astringente, protegge la pelle dalle irritazioni;
vitamina E: antiossidante, contrasta l’azione dei radicali liberi ed assolve alla funzione di conservante cosmetico naturale;


WP_20180715_13_33_00_ProQuale donna, futura mamma o no, non vorrebbe questa coccola per la propria pelle? La sua profumazione, delicatissima e soave, completa il tutto appagando anche l’olfatto, così che l’esperienza sensoriale sia unica, inebriante ed estatica (del resto chiunque abbia provato un prodotto DolceAurora può confermare la peculiarità e l’attenzione sulla scelta delle fragranze, aspetto fondamentale specie in prodotti indirizzati alle donne in attesa e al loro sensibile odorato)!

Il pack è funzionale, maneggevole e perfettamente adeguato: la confezione è da 30 ml in vetro scuro per preservare l’integrità del prodotto. L’erogatore permette di dosare davvero goccia a goccia! Nonostante sia in vetro, è robusto e grazie anche al formato secondo me si presta perfettamente ad essere portato in vacanza al pari di tutti i vostri beauty essentials del bagaglio a mano! Mami Drops è Vegan, Nickel Tested, Handmade in Italy con il 99% d’ingredienti di origine naturale e l’80% d’ingredienti attivi!

Il mio rituale è questo e si svolge studiatamente come ultimo step della giornata, lontano dal bagno e dal resto della body care. Con il caldo, poi, è tutto più facile perché si resta svestite più a lungo e volentieri ed anche ciò con cui andiamo a dormire ha scollature tali dal lasciare poco spazio all’immaginazione e  prestarsi bene a questo genere di  cerimonia della femminilità. Davanti ad uno specchio o seduta sul letto poco importa, quel che occorre è luce fioca, una spruzzata di acqua termale ed un paio di drops: l’olio sembra seta sotto le dita ed il suo profumo dolce e femminile invita al massaggio, sciogliendo lo stress e allontanando da voi la giornata appena trascorsa…

La pelle è ristorata, nutrita, omogenea nella grana e nell’incarnato! Un perfetto décolleté… imperfetto!

L.

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Ma quant’è bello piacersi? Questa, credetemi, è l’unica cosa che dobbiamo auspicarci per il nostro décolleté! E godiamoci la nostra condizione di donne adulte e consapevoli, lasciandoci indietro le tante, inutili battaglie dei tormentati giorni dell’adolescenza! Uno dei tanti aspetti positivi del tempo che passa…

 

*Il prodotto mi è stato gentilmente omaggiato dall’azienda nella persona di Mary, che ringrazio ancora un volta!

 

 

what about RED?

<<Tornando da Spencer, feci tappa da Rexall e comprai a Lillian i tre articoli da toletta che giudicavo indispensabili: uno spazzolino da denti, una spazzola per capelli (di quelle costose con il manico di legno e le setole naturali, di fabbricazione inglese), e un rossetto rosso fuoco di Elizabeth Arden, chiamato Rosa Flamenco>>*

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L’azienda lo definisce “Tonalità rosso acceso, rubino, prezioso, attraente. Passionale” …insomma, tutto quello che un rossetto rosso dovrebbe essere, quale pura essenza di seduzione…ed è per questo che l’ho voluto fortemente nella mia collezione. Avevo inoltre ricevuto moltissimi feedback positivi riguardo questi rossetti e non vedevo l’ora di poterne testare la qualità! Iniziamo con il dire che è un prodotto 86% NATURALE,
100% MADE IN ITALY & CRUELTY FREE.

Il bullet risulta essere un po’ duro alla stesura, nonostante il caldo, il che è un bene in quanto si presta ad essere portato in giro piuttosto che in vacanza senza timore che si disintegri; d’altro canto l’applicazione non è il top in fatto di confortevolezza. Ad ogni modo il rilascio di colore è pieno ed immediato: non ritengo necessiti di una matita contorno labbra, ma per una maggiore precisione probabilmente l’uso di un pennello può tornare utile (direttamente dal bullet si riesce tranquillamente ma proprio in virtù del fatto che resti piuttosto duro, pecca un po’ di definizione). Ovviamente anche una lip-locker è sempre beneaccetta, anche se non indispensabile! Mi piace il fatto che non si trasferisca sui denti, neanche appena applicato! Non è no-transfer ma ad onor del WP_20180708_12_03_07_Provero non lascia troppe tracce sulla classica tazza di caffè, per intenderci, se siete del partito odio l’impronta del rossetto (a proposito! Sopravvive in tutta tranquillità a caffè e spuntino). La sua texture è un po’ spessa e secca e tende un po’ a sgretolarsi con il trascorrere delle ore: tentare di ricompattarlo a secco è impossibile, tantomeno a ritoccarlo: o vi aiutate ammorbidendolo con un po’ di balsamo labbra oppure meglio toglierlo e riapplicarlo ex novo! Quando si asciuga il confine con la mucosa diventa piuttosto evidente, ma si camuffa facilmente grazie al suo colore: parlando di colore, che dire, è per cuori forti e sfrontati! Estivo, brillante, infuocato! Denti gialli e labbra secche astenersi, prego!

 

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Ho desiderato fortemente questo rossetto ogni volta che l’ho visto nel suo bell’espositore da Acqua & Sapone anche semplicemente per puro scopo collezionistico: trovo che il suo pack in cartone con questa bellissima grafica sia delizioso! Parliamo inoltre di un prodotto certificato Cosmetici Biologici e Nickel tested, con 100% di ingredienti naturali e biologici (con alcuni ingredienti di pregio, quali Olio di Bambù, di Oliva, di Argan, di Ricino e o.e. di Arancio Dolce): dunque una formulazione che ha un suo perché!

L’applicazione e la permanenza sulle labbra sono molto confortevoli: la stesura è facile, è scrivente e fa poco spessore, dunque non lo si percepisce addosso. Altrettanto semplice da ritoccare direttamente dal bullet ma anche tranquillamente sfregando il labbro inferiore e quello superiore (in quel movimento che in genere definisco in modo professional “reimpasto”, tanto per intenderci). La pausa caffè lascia tracce sulla bocca (i due classici punti agli angoli WP_20180708_12_05_43_Prodove poggia la tazza e che restano più chiari). Questo rossetto teme il caldo ed io non lo porterei in giro  cuor leggero anche per il suo pack un po’ delicato (anche se in cartone, è molto più solido di quello Alva, ad esempio, e la chiusura è perfettamente ermetica). Tuttavia nonostante le alte temperature non sbava, anche senza matita, l’ho provato (magari avendo comunque l’accortezza d’incipriare il contorno delle labbra a mo’ di barriera assorbente, ci siamo capite)! Ad alcune ore dall’applicazione il confine con la mucosa si secca ed è piuttosto evidente: in questo caso il reimpasto è possibile ma il risultato non è ottimale! Unico appunto, il colore: proponendo un unico rosso in gamma avrei optato per un rosso classico ed intramontabile invece che una tonalità spiccatamente mattone. Parere personalissimo, per carità, ma è comunque un colore che preferisco usare in inverno!

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Molte, molte aspettative purtroppo disattese. Un lipstick dichiaratamente MAT, con buoni ingredienti (Olio di Ricino, cera Candelilla, cera Alba, cera di bacche Rhus Verniciflua, Vitamina E…) alcuni dei quali di origine biologica (olio di semi di Girasole, burro di Karitè, olio di Argan…), certificato Natrue e piuttosto economico: cosa chiedere di più? Performance, ecco cosa.

Il rilascio colore è scarso e le labbra vanno contornate per forza soprattutto per dare una parvenza di definizione! Anche sull’aspetto della durata non ci siamo: tende ben presto a sbiadire e il confine con la mucosa si evidenzia prima degli altri rossetti già citati. La situazione si riesce più o meno a sistemare, meglio con l’ausilio di un dito: il dramma è scongiurato ma il risultatoWP_20180708_12_07_21_Pro non è il top, diciamocelo! Anche questo rossetto teme il caldo, ma almeno con il bullet più morbido (ma mai sciolto!) si riesce ad applicarlo meglio grazie ad un rilascio colore un po’ più carico (resta di fatto che in ogni caso va contornato, fidatevi)! Devo inoltre segnalare una spiccata tendenza a raggrumarsi e sgretolarsi, che peccato! Anche il colore non è un rosso da conquista, se capite cosa intendo: è blando, senza nessuna caratteristica cromatica degna di nota. Un rosso per chi non vuole osare, anonimo e più indicato per la stagione autunno-inverno.

WP_20180708_12_09_30_ProKIKO MILANO_GREEN ME LIPS & CHEEKS RED BOOST 04

Vi parlo con molto piacere di questo prodotto in quanto, proprio in questi giorni trovate l’intera collezione Green Me di Kiko scontata del 50% (ammetto che questo genere di tempismo normalmente non mi appartiene). La Green Me è una edizione limitata di Kiko ad ispirazione, per così dire,…naturale. Tuttavia non tutti i prodotti dal mio punto di vista hanno inci che invitano all’acquisto e francamente vi suggerisco comunque di darci uno sguardo (disponibili anche sul sito, se voleste controllarli in tranquillità da casa).

Tornando al matitone rossetto/fard non è un mistero che mi sia piaciuto, tutt’altro. L’ho amato dal primo istante e così tanto da averne acquistato un altro (non sia mai dovessi perderlo o che so io): quando vado di doppioni, la cosa è significativa (meglio: preoccupante).

Mi piace moltissimo, è pratico e veloce nell’applicazione, riesce ad essere al tempo stesso valido per i contorni e i lavori di fino, ma rapido per riempire tutta la bocca. Texture liscia e scorrevole, colore saturo da subito, cremoso e confortevole. E’ il tipico rossetto di cui fidarsi, quello che si indossa nelle occasioni speciali, per un appuntamento o semplicemente da portarsi in borsa. Mi sbilancio: lo porterei tranquillamente in vacanza….e chissà che non lo faccia davvero, WP_20180708_12_09_09_Properché ha tutto quel che serve per essere un delizioso e affidabile compagno di viaggio! Si applica e si ritocca con facilità, ha un formato compatto e il tappo è ben saldo. Non necessita di altro per essere perfetto ed è superfluo anche munirsi di temperamatite (in dotazione) in quanto prima di doverlo appuntare con molta probabilità sarete già tornate, piangenti, dalle ferie. E poi…vogliamo parlare di questo concentrato di sofisticata seduzione? Non vorrete mica non infrangere qualche cuore straniero! Un rosso pieno, vibrante, goloso ed invitante! E’ acceso ma con una punta di fucsia a renderlo sufficientemente freddo da non farvi dubitare del bianco dei vostri denti (che poi non è mai abbastanza, detto fra noi). Ciliegie candite ne abbiamo? Servitevi…

<<Lillian ci raggiunse un attimo dopo con un prendisole senza maniche e, constatai con piacere, il rossetto rosso acceso che le avevo comprato>>*

*Alle cinque al Plaza, K. Mosby

L.

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La combo #12 Giardino dei Sensi Eco Bio Argan

Se ben ricordate l’avevo detto che le “combo” sarebbero arrivate tutte insieme….

Il fatto è che normalmente uso tre bagni differenti….e perché mai trasportare tutto il nécessaire per la body care da uno all’altro quando ciascuno può essere fornito di tutto punto? Capirete che ognuno ha le sue turbe.

In uno dei miei, ormai sempre meno frequenti, giri di perlustrazione da Acqua & Sapone, ho notato un nuovo espositore Giardino dei Sensi Eco Bio: ha catturato subito la mia attenzione per i colori caldi e la varietà dei prodotti e, sebbene venissi da un approvvigionamento niente male post Black Friday, ho pensato che sarebbe stata comunque cosa buona e giusta provare almeno un paio di prodotti…così, tanto per gradire.

Ovviamente mi sono lanciata sulla linea corpo, limitandomi alla sola combo che vedrete nonostante anche l’olio mi tentasse ma, davvero, non avevo neanche un angolo libero: una vera e propria emergenza da sovraffollamento di prodotti….e se persino io lo ammetto, immaginate l’entità del fenomeno!

[da una reale conversazione WhatsApp]

io:<<Mamma, non ho più spazio! Forse ho comprato troppa roba questo mese…>>

mamma:<<Tu sei un po’ esagerata…>>

ops

Ammenda fatta, torniamo a noi. Non ho potuto resistere davanti alla prospettiva di una nuova combo estremamente low cost che mi si offriva così, su un piatto d’argento. Inoltre il ricordo che avevo dei prodotti Giardino dei Sensi Eco Bio era di qualcosa di non eccelso o insostituibile, ma comunque gradevole e che ben poteva sposarsi con la bella stagione.

Ok, miei.

Entrambi i prodotti sono certificati ICEA Eco Bio Cosmesi e costituiti dal 98% di ingredienti naturali, dermatologicamente testati, Nickel Tested <1 ppm e Made in Italy, che poi fa sempre piacere.

GIARDINO DEI SENSI Eco Bio_ARGAN DOCCIA SHAMPOO ECO BIOLOGICO

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Procediamo con ordine e partiamo come si conviene dal detergente. Anche la più fervida immaginazione e la più dettagliata e prolissa delle blogger più di tanto su un doccia shampoo non può dire, tuttavia cercherò come sempre d’impegnarmi.

Di sicuro partiamo col dire che non ho mai avuto l’abitudine a fare doccia e shampoo tutto in una volta: è una cosa che mi trovo costretta a fare in vacanza, magari, ma comunque adopero prodotti differenti. Dunque anche in questo caso nessuna eccezione: l’ho usato solo sul corpo e pertanto ne parlerò relativamente a questo uso specifico.

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Mi è piaciuto, è stato confortevole e funzionale al tempo stesso! Buona capacità lavante, morbida schiuma, pelle perfettamente detersa (anche dai residui di una precedente body care parecchio strutturata…) senza mai seccarla. Inoltre il suo profumo è intenso, dolce: esattamente quello che ci si aspetterebbe guardandolo. Infatti il suo pack ha grafica e colori che trasmettono la sensazione di qualcosa di avvolgente e caldo! Inoltre è pratico perché ha un formato standard da 250 ml ma una confezione che per forma e dimensione è molto piccola e compatta, ideale anche da portare in palestra, ad esempio.

In merito alla sua formulazione non c’è molto da aggiungere, salvo che oltre ai tensioattivi del caso, l’unico ingrediente degno di nota è l’olio di Argan (del resto non poteva essere altrimenti, vi pare?) da agricoltura biologica.

GIARDINO DEI SENSI Eco Bio_ARGAN CREMA FLUIDA ECO BIOLOGICA

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Passando alla Crema Fluida, posso affermare che si è rivelata esattamente come me l’aspettassi…ma con un plus. Facciamo un passo indietro ai tempi in cui provai altre due linee dello stesso marchio, rispettivamente bacche di Goji e Avena (un passo piuttosto lungo visto che parliamo dell’estate 2016). Le creme fluide non si distinsero per particolari meriti, salvo l’essere profumate, di texture corpose ma di fatto molto molto leggere a livello d’idratazione. Dando uno sguardo all’inci non mi aspettavo niente di differente in quanto, lo vedete anche voi, non contiene nulla da menzionare fatta eccezione per, ovviamente, l’olio di Argan (che potrà essere valido quanto vuoi….ma abbinarci qualcosa d’altro non sarebbe stata una cattiva idea). Di nuovo, come sopra: si tratta di una crema densa e bianca, in apparenza molto corposa, docile al massaggio e all’assorbimento. Anche se l’ho usata in un periodo già mite e poi progressivamente sempre più caldo (non parliamo dell’estate più calda della storia, ma in Puglia a maggio e giugno alle 15 di pomeriggio, meglio non abbondare con l’untuosità, credete a me), non mi ha mai infastidita. Già perché nonostante il mio curriculum da incrematrice compulsiva di cui vado fiera, arriva un momento dell’anno in cui persino io non ce la faccio a tollerare nulla di appena pesante. Questa crema non sparisce  ma si continua a percepire addosso, complice anche il suo buon profumo intenso e persistente. Nonostante ciò non crea fastidio perché il tocco è asciutto e, cosa che la differenzia nettamente dalle altre creme Giardino dei Sensi Eco Bio, lascia una vellutatezza davvero degna di nota!! La sensazione è quella di avere una sorta di strato protettivo, liscio e morbido, come le vecchie creme siliconiche ma con la differenza che, al di sotto dello stesso, la pelle resta comunque protetta e -perché no?- idratata.

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Non è un prodotto che consiglierei comunque ad una pelle secca e bisognosa di attenzioni, oppure nulla che possa prestarsi per una body care invernale, ad esempio (in tal caso sarebbe opportuno integrare con l’olio, tanto per fornire un reale surplus di nutrimento). Una buona crema, di gran lunga migliore delle versioni bacche di Goji e Avena (anche se quella all’Avena aveva una profumazione paradisiaca, lo ricordo bene)!

Ebbene, cosa aggiungere in conclusione? Lanciatevi pure fiduciose in questo acquisto se un po’ vi ho allettate e, naturalmente, se avete caratteristiche ed aspettative affini alle mie, ovvio! Del resto avere l’armadio pieno di  contenitori traboccanti di roba è un diritto costituzionale, ne sono quasi certa! Quando poi ricevi insistenti feedback relativamente alla liscezza della tua pelle, tutto torna e la soddisfazione è al quadrato!

L. 

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E la cute, infine, ringraziò.

Le vicende burrascose della mia testa (intesa come cute, capelli e le loro a volte inconciliabili esigenze) sono ben note a chi ha avuto la bontà (oltre che la pazienza) di leggere qualche pagina di questo diario. E prima l’hennè…e poi i mal di testa….e dopo la cute che prude….e i tagli sbagliati….e il tricologo che regna sovrano….ma, soprattutto, un amore incondizionato e un’adorazione assoluta dei miei ricci, nonostante tutto.

Ebbene, ci eravamo lasciati in una fase di quasi-tregua, in cui persino la mia cute si era messa, come me, in modalità di risparmio energetico e non aveva voglia di darmi più di tanto grane. Era moderatamente tranquilla, a volte il prurito tornava, a volte no. Tanti prodotti, alcuni imbroccati altri meno….ma comunque un periodo tutto sommato in stato di grazia.

Avevo in scorta alcuni prodotti acquistati all’Ipercoop ormai così tanto tempo fa che avevano preso la residenza nel mio armadio: un paio di shampoo e un balsamo de I Cosmetici di Phedea del buon Pierpaoli, delle cui innumerevoli linee ho già avuto modo di parlare a profusione. Di tante…ma non di questa: nata, mi pare, per il gruppo Conad ed approdata all’Ipercoop non si sa bene perché (buon per me).

phedea

Quel che fino ad oggi ho potuto constatare in merito ad alcuni prodotti Pierpaoli è che, sebbene appartenenti a linee diverse, avevano un po’ un marchio di fabbrica che li rendeva simili….fin troppo. I Cosmetici di Phedea, invece, mi hanno piacevolmente sorpresa in tal senso: sono prodotti con delle personalità ben distinte e caratteristiche che li rendono, se non unici, almeno differenti.

Tutti e tre godono della Certificazione Cosmesi QC, AIAB e Vegan, sono dermatologicamente testati ed hanno valori di Nichel, Cromo e Cobalto <0,4 ppm. Il packaging, lo vedete, è semplice ma ben riuscito, a mio avviso: tubi da 250 ml robusti e perfettamente adeguati alla texture dei prodotti che, infatti, vengono erogati comodamente. Inoltre la grafica è vivace ma non pacchiana e l’effetto pastello indovinato! Infine, guardateli: sono praticamente agli sgoccioli ma sembrano come nuovi (sapete bene quanto odi avere in giro per casa confezioni malconce!!)

I COSMETICI DI PHEDEA_Shampoo Antiforfora con estratto biologico di Salice

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Parto col botto perché di fatto questo shampoo non solo è il prodotto tra i tre di questo post che preferisco bensì è con ogni probabilità uno dei migliori shampoo che abbia incrociato il mio cammino negli ultimi tempi. E questo, vi assicuro, non è cosa da poco. Considerate inoltre che parliamo non solo di un prodotto reperibile nella grande distribuzione ma anche estremamente low cost: tutte caratteristiche che immancabilmente me lo fanno amare spassionatamente.

Confesso che non avevo grandi aspettative: ultimamente pare che ogni shampoo possa fare più o meno al caso mio, senza tuttavia risolvere le mie problematiche e senza entusiasmarmi, facendomi quasi abituare a performances mediocri come se non potessi, in fondo, aspettarmi niente di meglio. Probabilmente gli ultimi veramente validi sono stati il NATURA SIBERICA FRESH SPA_Birch Tree Shampoo e, ancor più indietro nel tempo, l’URTEKRAM_SHAMPOO BROWN SUGAR. 

Questo shampoo, contrariamente a tutto, ha avuto il potere di stupirmi! Texture in gel e odore fresco, quasi balsamico. Schiuma bene, facile al risciacquo…insomma, tutto nella norma. L’eccezionalità della cosa sta nel fatto che ha avuto il potere di sedare completamente il prurito che, sebbene non stesse ai suoi massimi livelli, era comunque una presenza costante, oltre che riequilibrare la cute. Ed è stato un effetto così immediato dal non lasciare alcun dubbio circa l’origine del miracolo: lui, lo shampoo, non ci piove.
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Se guardiamo l’inci troviamo l’originalità di cui parlavo nell’intro: una formulazione che si discosta dagli shampoo Pierpaoli provati fino ad ora, fatti un po’ col copia & incolla! Tensioattivi ovviamente, idrolato d’Orzo molto in alto nell’inci (dalle spiccate proprietà antinfiammatorie ed emollienti) ed estratto di Salice, che dà il nome al prodotto stesso e vanta note proprietà contro gli squilibri del cuoio capelluto, quali forfora e psoriasi, ad esempio, oltre che, di nuovo, funzione antinfiammatoria. Altro ingrediente degno di nota è la Piroctolamina, o Piroctone Olamina, antibatterico e antifungino, sul cui impiego ci sono diatribe in corso ma che, francamente, funziona. Questa formulazione semplice ma perfettamente mirata è vincente ed è per questo che senza ombra di dubbio se dovessi trovarlo ancora disponibile sugli scaffali dell’Ipercoop al mio prossimo passaggio, lo riacquisterò perché è un qualcosa che è bene tenere sempre in scorta, credete a me, specie se avete provato la tortura del prurito.

Senza SLS, SLES, PEG, fenossietanolo, parabeni, saponi alcalini, alcol etilico, profumi sintetici, coloranti ed ingredienti OGM. E’ un prodotto naturale al 95,9% e contiene una quota di ingredienti di origine biologica pari al 10,6%. Un insospettabile, ottimo shampoo! 

 

I COSMETICI DI PHEDEA_Shampoo Lavaggi Frequenti con estratto biologico di Ibisco

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Di nuovo, una sorpresa! Stessa texture e profumazione leggera di anice, questo shampoo non ha mancato di guadagnarsi anch’esso un angolo di notorietà. Non è paragonabile al precedente per quelle che sono le mie esigenze, tuttavia si è fatto usare con grande piacere ed ha avuto il suo bel perché, senza dubbio. Di certo ha funzionato molto meglio di tanti altri ben più costosi e blasonati! Ha lavato la mia cute in maniera quasi impeccabile: certo, di sicuro ha continuato in scioltezza sul sentiero spianato dal suo fratellino e non so se sarebbe stato altrettanto performante usato direttamente su una cute da riequilibrare, tuttavia mi ha consentito di prolungare nel tempo tutti i benefici ottenuti in precedenza senza grossi ritorni di inquietanti problematiche.

Di nuovo idrolato d’Orzo, proteine idrolizzate di Riso ed estratto di Ibisco, sulle cui particolari proprietà rispettivamente a cute e capelli non sono riuscita a trovare molto sul web. Pare che sia indiscutibilmente lenitivo, questo si, oltre che protettivo e riparatore. Dunque un prodotto da usare a cuor leggero anche se siete costretti a lavaggi più frequenti di quel che si dovrebbe.
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Quando in passato ho adoperato shampoo specifici per lavaggi frequenti, quindi di fatto più dolci e meno aggressivi, l’ho fatto con lo scopo specifico di alternarli a prodotti ben più lavanti, per così dire: questo dualismo mi permetteva di offrire alla mia cute una sorta di bilanciamento del lavaggio, senza mai eccedere nello sgrassare oppure nell’incappare nel non meno rischioso stratificarsi di untuosità residue non efficacemente lavate. Un gran casino, per intenderci. In questo caso, invece, non ho sentito l’esigenza di alternarlo mai con nessun altro prodotto più o meno lavante/gentile/idratante che fosse! E’ andato spedito da solo senza mandarmi in tilt cute e capelli anche se, durante il lavaggio, per quanto fosse delicato, lo sentivo ingarbugliarmi le lunghezze, quasi rendendole stoppose. Nulla che non si risolvesse con l’applicazione del balsamo, è tuttavia da segnalare (anche perché ci sono stati shampoo di recente che mi rendevano quasi inutile il successivo step, lo ammetto).

Di nuovo, come sopra: niente SLS, SLES, PEG, fenossietanolo, parabeni, saponi alcalini, alcol etilico, profumi sintetici, coloranti ed ingredienti OGM. Gli ingredienti di origine naturale sul totale ammontano al 95,1%, di cui la quota biologica è pari a 11,6%. Non credo che mi farò tentare dal riacquisto, ma di sicuro è stato uno shampoo buono e onesto! 

I COSMETICI DI PHEDEA_Balsamo per Capelli con estratto biologico di Girasole

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Pierpaoli ha ben chiaro in testa un concetto sovrano, ossia che un balsamo non ha ragione d’esistere senza il Behenamidopropyl Dimethylamine. Questo non è molto chiaro, specie all’estero, e francamente me ne domando il perché (devo ammettere che sul fronte balsamo in Italia siamo una spanna avanti agli altri, diciamocelo pure). Metteteci tutto quel che vi pare in un balsamo, ma senza un condizionante come Dio comanda si fa ben poco, specie per chi come me ha in testa ricci veri, non le classiche due onde… le cui proprietarie farebbero meglio a chiamare con il proprio nome (santo cielo! La lingua italiana è così variegata e ci offre una serie di termini molto più calzanti da adoperare! Se avete i capelli appena mossi, ecco, non chiamateli RICCI, per cortesia.)

Piccola (ma doverosa) polemica a parte (ammesso che una polemica sia mai doverosa), il solo fatto che questo balsamo contenga il magico condizionante che tutto può, lo rende già sulla fiducia un prodotto performante e su questo non ci piove. Effettivamente non appena massaggiata questa crema tra i capelli, la loro texture cambia sotto le dita: si percepisce chiaramente che i ricci vengono ammorbiditi e domati all’istante, anche i più intricati. Ad esempio io ho in testa varie tipologie di riccio, dalle onde un po’ più morbide della sommità del capo sino a raggiungere un riccio fittissimo e quasi afro dietro la nuca. Ebbene, questo balsamo ammorbidisce e districa tutto, il pettine scorre senza intoppi e la morbidezza è palpabile.

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Spesso, l’ho già scritto in passato, mi sono ritrovata ad usare piccole noci di balsamo come styling, da distribuire su capelli sciacquati e tamponati prima di procedere con l’immancabile plopping e questo mi ha sempre garantito una buona definizione, extra morbidezza e anche un effetto filmante e protettivo fino al successivo lavaggio. Nulla di strano se pensiamo che noi ricce spesso e volentieri usiamo anche il normale idratante corpo in testa. Tuttavia, se una pecca c’è in questo balsamo, è proprio l’incapacità di definire il riccio se usato impropriamente in questa maniera, lo ammetto. Ad asciugatura ultimata, infatti, la chioma è indiscutibilmente morbidissima e ben volumizzata, ma il riccio è poco definito e dopo due giorni va legato, c’è poco da fare.

Vediamo cos’altro offre questo inci: condizionante a parte troviamo di nuovo l’idrolato d’Orzo che, a quanto pare, è il trait d’union dell’intera linea,  burro di Karitè, olio ed estratto di semi di Girasole, proteine idrolizzate del Riso. La sua consistenza è piacevolmente densa ma viene erogato con facilità dal tubo ed il suo odore è gradevole sebbene molto lieve e per nulla persistente già subito dopo il lavaggio.

Di sicuro un balsamo efficace che al bisogno potrei riacquistare, molto indicato anche per chi ne fa un ben più largo impiego del mio: ideale per impacchi ma anche per co-wash, in quanto di ottima qualità, grande formato e piccolo prezzo! Naturale al 98,9%, biologico al 24,8%! Nulla di unico, introvabile o insostituibile ma un ottimo prodotto per davvero!

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Ciò detto, ho quasi la matematica certezza che non troverò più l’adorato shampoo sugli scaffali dell’Ipercoop come anche il fatto che questo stato di grazia finirà (Leopardi rispetto a me era un zuzzurellone), però per il momento me la godo (pare che questo guardare alle belle cose dell’immediato senza curarsi del futuro sia diventato un must, per me…e non solo relativamente ai capelli).

I capelli non sono un aspetto marginale o trascurabile di me, si sarà capito. Li amo e per nulla al mondo avrei voluto fossero diversi da come sono: proprio per questo vederli in sofferenza in questi anni è stato talmente duro…ma poi ci sono questi momenti in cui mi sembra che tutto vada per il verso giusto, pare quasi che non abbia più i soliti problemi che mi affliggono…e qualche volta mi piace pensare che il peggio è passato….(il mio tricologo la pensa diversamente, ma dovrà pur esserci una parte razionale nella nostra strana coppia, giusto?)

L.

 

Mr. Sharpe dovrà marciare ancora…

Pochi mesi fa avevamo lasciato Richard Sharpe, ormai sergente e ricco grazie al tesoro sottratto al cadavere di Tippu. Avevamo assistito alla vera storia della presa di Seringapatam ed in questo secondo atto lo ritroviamo a distanza di qualche anno, sempre in India. Si unirà al colonnello McCandless per catturare il maggiore Dodd, traditore dell’esercito di sua Maestà e autore del massacro di Chasalgaon a cui Sharpe soppravvive per miracolo. Proprio le conversazioni tra i due offrono gli spunti più simpatici del libro…

<<E’ il caldo, Sharpe, ne sono convinto. Quanto più procedi verso sud, tanto più il peccato serpeggia nel genere femminile. E non c’è proprio di che stupirsi. All’inferno si brucia ed è all’inferno che bruciano i peccatori.>>

<<Allora secondo voi, signore, il paradiso è gelido?>>

<<Mi piace pensare che abbia un clima tonificante>> rispose il colonnello, in tono serio <<un po’ come la Scozia, suppongo>>

Ritroveremo il detestabile Hakeswill e il futuro duca di Wellington, sir Arthur Wellesley, proprio al fianco del quale Sharpe diventerà sottotenente combattendo la straordinaria battaglia di Assaye…

<<La cornamusa riprese a suonare e quella musica selvaggia parve infondere nuovo vigore nei passi degli Highlander. Camminavano verso la morte, ma in perfetto ordine e con apparente calma. Non c’era da stupirsi che si componessero canzoni sugli scozzesi, pensò Sharpe>>

Gli avvenimenti storici, come l’assedio di Ahmadnagar e la battaglia di Assaye sono realmente accaduti e riportati in queste pagine fedelmente, lo stesso dicasi di molti personaggi di questo romanzo.

Amo leggere di battaglie, fino ai dettagli più truculenti, ma quel che manca alla saga di Sharpe, secondo me, è il fatto che non esistano parallelamente vicende personali, storie di amori e amicizia, qualcosa che ci permetta di affezionarci ai personaggi, cosa di cui è maestro Cornwell. Ed è per questo che, anche il secondo volume, si è fatto leggere a fatica, sebbene ben scritto, ma noioso e soporifero.

 

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<<Fissò il 78° e capì che nessun esercito al mondo avrebbe potuto fermare simili uomini>> 

 

WP_20180617_10_31_02_Pro“Territorio Nemico”,
B. Cornwell
edito da Tea, 447 pag.
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

La combo #11 Natura Siberica and Alladale Scottish Wild Thistle

Parlami di Scozia, ed io capitolerò.

Regalami un guanto da forno tartan con i colori del clan dei Murray e l’accetterò come il più prezioso dei doni.

Cucinami il peggior Haggis della storia ed io lo manderò giù, sognante.

Potresti anche paragonarmi ad una “Hairy Coo” e potrei prenderlo come un complimento.

Insomma, quando c’è di mezzo la Scozia si vince facile, con me.

Immaginate quando ho notato la linea di Natura Siberica and Alladale Scottish Wild Thistle!  Il mio povero cuore ha fatto un triplo salto carpiato e, dalla scoperta al “concludi l’ordine”, non è passato neanche il tempo di un colpo di tosse.

Parliamo dello scorso novembre e del caro, vecchio Black Friday che mi farà campar di rendita per molto altro tempo ancora! Avevo puntato da un po’ Natura Siberica e m’intrigava approfondire la conoscenza del marchio e di tutto ciò che offrisse in particolare per la body care. Questo settore, infatti, è parecchio “nutrito” ed offre molte linee differenti che contano ciascuna svariate referenze: tutte le incrematrici compulsive e le amanti della cura del corpo possono trovare un giusto sfogo alle loro turbe.

Questa linea in particolare è stata creata da Natura Siberica in collaborazione con la riserva naturale di Alladale, nel cuore delle Highlands: una sorta di paradiso in terra, un luogo magico e selvaggio come solo la Scozia può offrire.

Entrambi i prodotti sono marchiati The European Naturetrust, certificati Soil Association e sono al 98% di origine naturale.

NATURA SIBERICA and ALLADALE

SCOTTISH WILD THISTLE MOISTURIZING NATURAL SHOWER GEL

WP_20180610_14_23_32_ProPartiamo col dire che questo bagnodoccia è un grande formato in incognito, perché sebbene conti ben 400 ml francamente a vederlo non si direbbe! Merito probabilmente della bottiglia stretta e allungata con praticissimo dispenser che gli conferisce maneggevolezza, una presa ottimale e salda, un ingombro e un peso non particolarmente degni di nota! Anche la grafica molto essenziale mi piace parecchio e lo trovo adatto a presenziare anche in un bagno un po’ più sofisticato (sapete bene quanto sia fissata per questo aspetto, povera me). Dunque un pack adulto per bambine grandi, una volta tanto!

Il prodotto è un gel mediamente denso (e comunque perfettamente adeguato all’erogatore) dal profumo dolce e delicatissimo: a me ha portato alla memoria una vecchia combo di Benecos Olivello Spinoso e Arance di un paio di anni fa: non che questo c’entri in alcun modo con nulla di agrumato, ma la mia mente li ha associati….vai a capire il perché: alcune volte anche una corrispondenza di sensazioni può mettere in relazione due cose non perfettamente identiche.

Il dispenser, sebbene sempre molto pratico, eroga una modesta quantità di prodotto, il che non è sempre un male in quanto permette di tenere sotto controllo il consumo dello shower gel stesso: alla peggio bisognerà fare più pushate, nulla d’irrisolvibile. L’ho trovato estremamente delicato ed idratante e penso che l’ideale sia abbinarlo ad un guanto (il solito Kessa, nel mio caso,…o quel che ne rimane): in questa maniera anche una modesta quantità di prodotto riesce bene a schiumare ed il lavaggio stesso è più efficace! Ripeto, il prodotto è estremamente delicato e, se usate adottare una body care piuttosto corposa, da solo potrebbe risultare insufficiente a lavar via completamente le creme o gli oli applicati in precedenza o per lo meno questa è la percezione che ho avuto io distribuendolo con le sole mani.

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La sua composizione conta, oltre ai soliti tensioattivi del caso,  estratti di Cardo (ad intensa azione idratante), Sorbo Selvatico Siberiano (proveniente dalle aziende biologiche di Natura Siberica in Khakassia), Geranio Siberiano, Pino Nano Siberiano, olio di Rosa Canina e Vitamina E.

Oltre che essere indiscutibilmente valido, piacevole, funzionale e bello a vedersi…è anche estremamente low cost…e questo è sempre un dettaglio non trascurabile! Ah, dimenticavo: vi durerà tantissimo!

NATURA SIBERICA and ALLADALE

SCOTTISH WILD THISTLE FIRMING NATURAL BODY CREAM

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Un barattolo in cui è rinchiusa la quintessenza della goduria, mettiamolo subito in chiaro!

Anch’essa di grande formato (370 ml mi pare un quantitativo di tutto rispetto), è contenuta in una confezione semplice, robusta, sobria esattamente come il suo compagno shower gel. La consistenza di questa crema tuttavia non ammetterebbe pack differenti poiché sebbene non solida come un burro resta ferma e compatta, impensabile da prelevare comodamente in qualsiasi altra veste! L’unico appunto che mi sento di fare in merito è il tappo bombato che, sebbene sia comunque carino alla vista, non si rivela utile per chi come me ha tanti prodotti in uso, non troppo spazio e la spiccata tendenza ad impilare le cose.

Una crema densa e lucida, ricca ma non particolarmente unta, tutto sommato di facile assorbimento! Io, lo sapete, tendo ad esagerare con le quantità e specie al cospetto di grandi ed invitanti barattoli, la tentazione di pescare manate di prodotto è altissima! Tuttavia non ce n’è stato mai bisogno poiché persino io ho riconosciuto l’evidenza di quanto poco ne basti in realtà per idratare e profumare il corpo. Inoltre sebbene non particolarmente fluida, con il massaggio questa crema riesce ad essere stesa su ampie porzioni di pelle, ergo….anche questa vi durerà un sacco!

E’ così golosa ed invitante a vedersi, il tipico prodotto con cui ci si trastulla più del tempo necessario per il solo gusto d’utilizzarlo! Già la texture in sé è un enorme piacere al tatto, ma unita alla sua profumazione delicata (anche se un tantino più intensa dello shower gel) ed inebriante, una semplice idratazione post-doccia diventa un’esperienza extrasensoriale di puro benessere.

Con il freddo di sicuro è un prodotto che può esprimersi al meglio e regala più soddisfazione, indubbiamente. Anche se per grandi freddi e pelli molto secche ed esigenti forse potrebbe non rivelarsi completamente sufficiente! Per quelli che sono invece i miei standard invernali, l’ho trovata adeguata (ho conosciuto texture ben più ricche). E se il meglio l’ha dato esattamente con i primi caldi primaverili, oggi con l’estate esplosa in tutta la sua sfolgorante potenza, si inizia a far fatica ad adoperarla. Per quanto possa sembrare ben più ricca di quel che in realtà è, la si percepisce forte e chiaro, di giorno e di sera, incollando addosso vestiti e lenzuola in egual misura (cosa che francamente mi crea insofferenza)! Ne è rimasta appena un dito e cercherà di terminarla in aree strategicamente scoperte, suppongo.

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Guardando l’inci, il filo conduttore dell’intera linea è evidente: burro di Karitè, estratti di Cardo, Abete Rosso Siberiano, Geranio Siberiano e Pino Nano Siberiano, olio di Rosa Canina, Vitamina E.

In merito alla magica parolina incantatrice firming, non posso darvi alcun feedback: ho usato la crema indistintamente su tutto il corpo soffermandomi sulla aree critiche con un massaggio un po’ più insistente (la crema stessa tuttavia con consente di essere lavorata a lungo), ma non ho riscontrato miglioramenti visibili dal punto di vista di tono e compattezza, bensì di morbidezza ed idratazione (il che porta comunque ad un bell’aspetto della pelle, ovvio). Se dovessi consigliarvela espressamente per questo scopo direi di no, ma come trattamento universale per il corpo, il mio è assolutamente un SI!

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Ebbene, l’emblema stesso della Scozia racchiuso in una combo, vale l’acquisto stesso dei prodotti, ma io sono di parte, è evidente! Per quanto io abbia amato la delicatezza femminile della sua profumazione, pensando alle Highlands e a tutta la loro selvaggia bellezza avrei preferito un po’ più di carattere, ma tant’è. Resta comunque una validissima combo che non mi fa sentire in riva al Loch Ness…bensì in una SPA.

Una SPA scozzese, s’intende 😉

L.

 

operazione nostalgia: Vatika Oil

C’è stato un tempo in cui, se non usavi 3 cose in particolare sui tuoi capelli, non eri nessuno: olio di cocco, amla e gel d’aloe. Il trio per eccellenza, che avrebbe garantito ad ognuna di noi una fulgida chioma da srotolare all’occorrenza dalla cima di una torre.

Era il tempo degli albori del bio in Italia, di quando You Tube era un bel posto e si poteva imparare qualcosa, di quando eri disposta a fare un ordine a Kathmandu presso rivenditori sconosciuti pur di accaparrarti qualche rimedio della tradizione ayurvedica.
Io, che ve lo dico a fare, non mi sono fatta mancare niente e a suo tempo mi sono procacciata i fantastici 3, che i miei capelli non hanno dimostrato di apprezzare particolarmente (controcorrente, come al solito). In generale nel corso degli anni ho imparato che i miei ricci mal tollerano la maggior parte degli oli (olio di Bardana e pochi altri a parte) e l’olio di cocco non ha fatto eccezione; per quanto riguarda l’Amla, provata sotto ogni forma, non ha dato i risultati sperati e, probabilmente, l’unica eccezione è il gel d’Aloe, che ad oggi mi capita ancora di utilizzare, ma che non ho mai ritenuto indispensabile.
Tornando ai begli anni di massimo splendore di You Tube, c’era un prodotto che ebbe il suo periodo di grande popolarità, lanciato da una guru che ai tempi era ancora credibile: il Vatika Enriched Coconut Hair Oil.

Io naturalmente sempre pronta a lasciarmi incantare, ricordo di essermi messa subito sulle tracce dell’ennesimo oscuro oggetto del desiderio, inutilmente tuttavia. Lo stesso, infatti, veniva venduto solo da siti indiani o di qualche sperduto luogo dall’altra parte del mondo dove la gente cammina a testa in giù. Le spese di spedizione erano alte e persino io capii che, in fondo, non ne valeva la pena.

Anni dopo il Vatika Oil ha fatto la sua comparsa anche in un e-commerce italiano da me abitualmente frequentato e, quel desiderio insoddisfatto ritenuto oramai sopito da tempo, è tornato a galla con tutta la prepotenza di quel che non si è riuscito ad ottenere in passato e che probabilmente non vogliamo più, ma tant’è.

Uso abitualmente oli sui capelli? No. Mi serviva quest’olio? No. Lo volevo? Certo! Che diamine!

E fu così che anni dopo la preziosa boccetta fu tra le mie mani….

VATIKA NATURALS ENRICHED COCONUT HAIR OIL

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Partiamo col dire di cosa si tratta: il Vatika Oil è essenzialmente un olio di cocco arricchito da 7 powerful herbs (AMLA, HARAR/HARITAKI, BAHERA, NEEM, CENTELLA ASIATICA,KAPUR KACHRI, HENNE’), Lecitina, Latte, o.e. di Rosmarino e Limone. Pare che nel corso degli anni il suo inci abbia subito rimestamenti vari (in effetti in rete leggo la presenza di altri ingredienti, quali il BRAHMI, di cui oggi non c’è traccia), fino a raggiungere l’attuale composizione…per leggere la quale ho dovuto mettere gli occhiali…e ho detto tutto.

Quindi sarà il caso di partire proprio dall’infelicissimo pack. E’ una boccetta in plastica rivestita da un’etichetta “mobile” (dunque non attaccata alla confezione) sulla quale sono riportate tutte le info del caso, per carità, ma stampate in caratteri talmente piccoli che, se non disponete di vista bionica non riuscirete a leggere. Ripeto: io stessa sono qui seduta con gli occhiali e non è che sia proprio una talpa!

Come se non bastasse, la sfigata confezione ha un altrettanto sfigato tappo tondo a vite, con una seghettatura approssimativa che spesso non si avvita perfettamente: immaginate l’incubo di dover semplicemente richiudere la confezione con le mani bagnate o leggermente unte, tra tappo ballerino ed etichetta rotante! Decisamente cheap!

Quanto al prodotto è evidente che si tratti di un olio di spiccata ispirazione ayurvedica pensato per cute e capelli, per rafforzare, proteggere e riparare.

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Anzitutto il mio tempismo è stato, ancora una volta, completamente sbagliato: approcciare un olio di cocco in inverno quando è ovviamente solido, non è stata una furbata, diciamocelo (ricordo per le 3 o 4 persone al mondo che ancora non lo sapessero, che l’olio di cocco solidifica con temperature al di sotto dei 24-25°. Dunque se siete sotto la neve e il vostro olio di cocco è liquido, ponetevi delle domande. Alla stessa stregua, quando lo vedete solido sugli scaffali di un negozio e siete in inverno non commentate “Questo prodotto è andato sicuramente a male” perché poi DEVO intervenire, oh.)

Dunque se siete già con la testa sotto l’acqua e non vi siete ricordate di scaldarlo prima…addio. A mio avviso infatti non è un prodotto che ho ritenuto semplice da usare, non perché ci voglia chissà quanto a scaldarlo, ma solo perché dovevo proprio ricordarmene appositamente, cosa un po’ difficile specie se non avete l’abitudine a fare impacchi.

Diciamo che, quando me ne ricordavo, tutto è filato liscio! Lo mettevo in un recipiente pieno di acqua calda e poi lo distribuivo su tutta la chioma, già districata (quest’abitudine di pettinare i capelli asciutti prima del lavaggio va avanti felicemente ancora oggi! QUI): la sensazione dell’olio caldo unita al suo buon odore era sempre straordinariamente confortevole e rilassante. A tal proposito, il profumo è aggiunto ma piuttosto “credibile”: una versione un po’ affumicata di cocco, probabilmente dovuta anche alla presenza delle varie erbe ayurvediche, chi lo sa! Ad ogni modo non persiste particolarmente sui capelli se non nell’immediato.

Io l’ho usato in 2 modi: come impacco e come leave-in. Di sicuro l’impacco, che poi sarebbe anche la destinazione d’uso propria di questo prodotto, ha il suo perché. La differenza tra il farlo o no effettivamente c’è. Il Vatika Oil si lava bene e senza fatica in primis, non lascia residui di unto e non compromette né volume né definizione del riccio, anzi! Inoltre i capelli sono estremamente lucidi e morbidi e nettamente meno annodati al lavaggio successivo. Per quanto riguarda la mia cute sempre troppo stizzosa, a questo giro non ha fiatato: si è fatta docilmente sottomettere al mio volere, una volta tanto, senza scatenare reazioni di alcun tipo.

Ma…. c’è un MA. L’utilizzo degli oli, è risaputo, accorcia la vita delle tinte per capelli, a maggior ragione se le stesse sono per così dire naturali (QUI).  Io non vado in paranoia per qualche capello bianco che spunta, ma se mi prendo la briga di fare una tinta…beh, vorrei che durasse il più possibile!! Ed è per questo che, a malincuore, ho ripiegato sull’uso N.2, il leave-in che è (quasi) sempre cosa buona e giusta.

Capelli lavati, tamponati, poche gocce distribuite sulle lunghezze e plopping as usual. A differenza della quasi totalità dell’universo femminile che venera l’olio di cocco sui capelli, io non ne sono mai stata una grande fan, l’ho detto. Non ha mai dimostrato una particolare empatia con i miei riccioli e anche in questo caso devo essere sempre moderata rispetto alla quantità utilizzata perché l’effetto unto/moscio/Soul Glo è veramente dietro l’angolo. Se, invece, non vi lasciate prendere la mano, può rivelarsi un discreto prodotto.

Ma il vero, grande contro è la presenza in formula del BHT, altrimenti noto come butil idrossi toluene. E’ un antiossidante sintetico, che viene utilizzato anche per preservare dall’irrancidimento ma che potrebbe essere tranquillamente sostituito con un sacco di altre alternative naturali. Di buono c’è che in formula è praticamente alla fine dell’inci (infatti generalmente viene impiegato in quantità minime)…ma di fatto mi domando perché sia stato adoperato, pur non essendo il Vatika Oil un prodotto con particolari ambizioni naturali (preciso che, ovviamente, non gode di alcuna certificazione).

Sulla scorta di quanto detto, posso oggi affermare in sostanza di essermi tolta lo sfizio.  Non è un prodotto malvagio, e conto di finirlo nel corso dell’estate, quando è facilmente fruibile… confesso che mi farebbe realmente piacere usarlo proprio come impacco, magari quando la tinta è già bella che andata ed ho in programma di rifarla a breve! Potrebbe essere un compromesso accettabile!

Per il resto questo episodio mi ha insegnato che…

…i miei capelli e l’olio di cocco non sono un matrimonio felice…

…gli e-commerce non fanno più una severa cernita dei prodotti a monte e passano un po’ tutto, purché ci sia scritto naturals da qualche parte …

…i desideri irrealizzati spesso hanno valore solo nella nostra fantasia in quanto tali e magari sarebbe meglio lasciarceli alle spalle…

L.

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Dal Dottore, con amore

Quando ho deciso d’imbarcarmi in questa relazione seria e monogama con il dottore, oltre ai pochi gesti che riguardano il quotidiano, e di cui abbiamo già parlato, non potevo tralasciare l’aspetto extra-ordinario.

Per quanto la filosofia Hauschka sia piuttosto minimalista e austera, persino in casa del dottore non potevano mancare un certo numero di maschere: quello che molto spesso viene erroneamente ritenuta una coccola, un gesto in più, è in realtà parte integrante e imprescindibile di qualunque beauty routine, anche la più semplice.

Non che non siano delle coccole, per carità, perché fondamentalmente ognuna di noi è spinta dal desiderio di far del bene alla nostra pelle, unito ad un aspetto giocoso e alla voglia di concedersi un momento di puro relax: molto spesso, anche la meno funzionale delle maschere, ci regala benessere nel gesto stesso di farla, sotto altre forme.

La mia prima scelta in fatto di maschere è sempre qualcosa di purificante, sempre. La mia concezione di extra-care e trattamento complementare è finalizzata ad offrire alla pelle una pulizia più profonda di quel che la detersione quotidiana fa. Questo naturalmente è da collegarsi alla mia tipologia di pelle che, sebbene indiscutibilmente e tristemente orientata verso i 40, mi regala ancora ostinatamente qualche imperfezione, nell’eterna illusione di restare adolescente, chissà.

La mia razionalità, invece, mi porta ad acquistare sempre qualcosa che strizzi l’occhio all’anti-aging…per ovvie ragioni, ma che so mi seccherà tremendamente portare avanti. Potessi fare ogni volta una maschera purificante, sarei più contenta, ma non chiedetemi il perché. Tuttavia m’impongo da brava scolara di bilanciare la mia extra-care dividendola in due steps: un giorno è dedicato al detox e un altro al nutrimento.

In quest’ottica quando ho stabilito le maschere da acquistare tra quelle proposte da Dr. Hauschka, ho optato per la Clarifying Clay Mask e la Revitalising Mask.

DR. HAUSCHKA_CLARIFYING CLAY MASK

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Sono sempre attratta da maschere in polvere perché costituite al 100% da ingredienti attivi, ma poi finisce che mi secca un po’ doverle preparare e preferisca qualcosa di pronto all’uso, maledicendo la mia scelta in ogni lingua conosciuta e non. Già, perché per quanto semplice e idiota possa sembrare prepararla (in fondo va solo miscelata con acqua!), l’operazione nasconde delle insidie! Anzitutto dovrete procurarvi degli accessori perché farla direttamente nel palmo della mano non è il top in fatto di praticità (vi consiglio quelle adorabili tazzine in ceramica con cucchiaino annesso, in vendita ovunque a 1€! La mia è verde a pois bianchi). Stabilire poi la giusta quantità di acqua richiede una certa dimestichezza e un minimo d’esperienza (mettete pure in conto di dover buttare qualche tentativo fallito! Cosa che, ovviamente, detesto): sempre consigliabile mettere prima la polvere e procedere cautamente goccia a goccia! Se avete acqua termale da vaporizzare, meglio! NON METTETE MAI DIRETTAMENTE LA TAZZINA SOTTO IL RUBINETTO, per carità! Pensate di riuscire ad aprirlo pochissimo per far fuoriuscire qualche goccia ma alla fine allagherete la tazzina, fidatevi, ottenendo una sbrodaglia marrone. NON OSTINATEVI A SALVARE IL SALVABILE: non aggiungete, cioè altra polvere per addensare! sprecherete ancora più prodotto ottenendo una quantità abnorme di maschera e andrete in giro a proporre maschere ad ogni componente della famiglia (pensate al dramma di chi vive da solo)!

Una volta ottenuta la consistenza ideale, si pone il problema di come applicarla: pescare il composto con le dita, specie se piuttosto fluido, non è cosa semplice soprattutto se avete le unghie lunghe. Allora vi toccherà scegliere un pennello da immolare alla causa: per fortuna ne avevo uno a lingua di gatto dei tempi in cui usavo ancora fondi liquidi, non so più di quanti anni fa parliamo, perciò sono stata ben lieta di dargli nuovamente lustro!

Ok, abbiamo la maschera e sappiamo come applicarla: non ci resta che esaminarla nel dettaglio! Mescolandola col cucchiaino si produce quel tipico suono stridente che lascia presagire una consistenza sabbiosa: in realtà al tocco è estremamente morbida e vellutata! Molto piacevole! Si lascia ben distribuire sul viso ed inizia ad asciugare dopo poco: il suo pregio è fondamentalmente quello di essere molto veloce, quando non si ha a disposizione tempo per lunghe pose! Altro pregio: in virtù della rapidità con cui si secca, sarete portate ad inumidirla con acqua termale per poterla tenere di più in posa, tuttavia se anche sbadatamente la lasciaste seccare, nessun danno! A differenza della Detox di Madara che mi lasciava proprio il segno sul viso, questa non provoca nessun rossore!! Ancora: si lascia risciacquare con estrema facilità!!

In merito agli effetti, tuttavia, devo frenare gli entusiasmi! L’effetto purificante di molte maschere è evidente già al risciacquo: pori minimizzati, punti neri spariti, pelle rischiarata e affinata. Questa, purtroppo, no: il prima e il dopo sono perfettamente identici. Quel che penso io è che il suo effetto si noti giorno dopo giorno, con un uso costante, vedendo il diradarsi delle imperfezione e il mantenere la pelle mediamente pulita e sana (il tutto inquadrato in una routine ad integrazione degli altri prodotti Hauschka). Per questo mi piace ed in tutti questi mesi di utilizzo non mi è mai venuta a noia e non ho ritenuto di doverla sospendere in favore di altro….tuttavia non l’ho ricomprata! E, credetemi, sono stata combattuta fino all’ultimo giorno. Mi è piaciuta la sua delicatezza ma poi ho voluto orientarmi su qualcosa di un po’ più strong (forse sbagliando, chissà?)

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A base di una tipologia di argilla chiamata Loess, estratti di Nasturzio e Amamelide, amido di Mais. Certificata Natrue, priva di fragranza, coloranti e conservanti!

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WP_20180520_10_25_22_ProQuesto è un prodotto molto noto della gamma, al pari forse della celeberrima Crema Detergente. Se avete provato Hauschka, credo che abbiate acquistato anche questa maschera, in merito alla quale di favoleggia. Ovviamente chi sono io per oppormi e decidere di poterne fare a meno senza prima darle, giustamente, una chance?

Guardandone le caratteristiche ho pensato che in effetti avrebbe potuto fare al caso mio: su carta tutto quadrava. La Maschera Rivitalizzante, infatti, ha una duplice funzione: se da una parte serve a rassodare e donare tonicità (dunque caratteristiche interessanti per una pelle non più giovane) dall’altra purifica e affina i pori (si presta a soddisfare anche le pelli impure).

Già guardando l’inci ci si accorge in maniera piuttosto lampante di questa sua ambivalenza: estratti di Mela Cotogna e Antillide, oli di Albicocca e Jojoba, estratti di Borragine e Camomilla, olio di Arachide, Bentonite, olio ed estratto di Germe di Grano, estratto di Carota e Propoli. Dunque elementi nutrienti e addolcenti uniti ad una spiccata componente purificante.

WP_20180520_10_35_09_ProSi presenta come una pomata molto morbida dal profumo delicatissimo (mi piace molto e mi ricorda vagamente quello del Latte Detergente). Si applica con facilità ed è molto piacevole da indossare perché non s’indurisce o si secca, anche dopo alcune ore: infatti ho cura di farla solo quando ho tempo da dedicarle, in genere la domenica mattina, e la tengo su il più possibile. Al risciacquo (da farsi con una spugnetta e con un panno imbevuto di acqua tiepido/calda ben strizzato, altrimenti s’impiegano troppo tempo e troppo acqua!) la mia pelle è sicuramente morbida e idratata, quasi non necessiterebbe dopo di alcuna crema, ma altro non posso dire. Come sopra: non esiste un prima e un dopo, né a dire il vero, nessun miglioramento sul medio/lungo periodo. I pori non sono diversi da com’erano mesi fa e, con essi, tutto il resto. Anzi! Capita a volte che già in serata o al massimo il giorno dopo affiori qualche spiacevole imperfezione, come se il lunedì non fosse già abbastanza funesto di per sé!

Al momento di fare il mio ultimo ordine infatti non ho avuto alcun dubbio: ero certissima di non volerne più sapere. Continuerò a farla perché ormai ce l’ho ed in fondo è piacevole, ma non posso davvero aggiungere altro in suo favore! Farla o no non fa poi una grande differenza!

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Cosa aggiungere ancora? Dal mio punto di vista se avete deciso di intraprendere un percorso Hauschka come me, non potete non integrare la vostra peculiare routine con qualcuna delle maschere in gamma, in base al vostro tipo di pelle. Per quanto non mi abbiano convinta fino in fondo sono altresì sicura che abbiano un senso viste in un’ottica più vasta e che si integrino perfettamente con i pochi prodotti che il dottore mi ha amorevolmente prescritto, se non altro per affinità di componenti!

Prese singolarmente, invece, non le consiglierei perché in tutta onestà ho provato di meglio…

Che il mio amore per il dottore stia già sfiorendo?…

to be continued …

L.