RED LIGHTS

Ritorno a parlare di make-up, ma non di un cosmetico a caso, bensì del mio preferito in assoluto: il rossetto rosso. Perché, ormai, il concetto di rossetto per me è inscindibilmente legato al colore ROSSO: non guardo altro, non cerco altro. Che sia rosso, per favore. E che abbia una buona performance, non chiedo di più.

Già, perché in questo periodo della mia vita sono completamente RED ADDICTED, inutile negarlo. E non credete non mi dispiaccia vedere inutilizzati gli altri rossetti che ho: è assolutamente contrario alla mia etica lasciar morire inutilizzato qualsiasi prodotto e, per un certo periodo, mi sono anche forzata a farli ugualmente girare….ma poi, mi sono detta: “ma perché devi essere sempre così rigida ed intransigente in ogni aspetto della tua vita?! Vuoi indossare il rosso??….ACCONTENTATI, una volta tanto“. E’ stato liberatorio assolvermi dall’ennesima colpa e da allora…voglio il rosso? Rosso sia!

Questa transizione verso il rosso classico che è, ad oggi, la mia prima scelta, non è stata immediata: sono passata attraverso numerose fasi intermedie (ma non sto a tediarvi ulteriormente! Tanto più che il tutto è stato abbondantemente documentato QUI). Oggi, dicevo, il colore che più mi rappresenta e con cui mi sento completamente a mio agio è il classic red: non vi parlerò di una scelta ponderata e studiata in base ai dettami dell’armocromia tanto in voga oggi (e che ha un suo perché, indiscutibilmente). Non mi sono mai addentrata nella questione e poco me ne intendo, di conseguenza. Le mie scelte si basano su ciò che piace a me e con cui mi vedo bene, stop. Non sono armocromatica? Pace.  

ALVERDE_MATT LIPSTICK 10 RED KISS

IMG_20181111_111451Questa storia ha inizio lo scorso Maggio, in occasione di una mia trasferta milanese. Vuoi non fare un salto a City Life, nello specifico al DM? Questo sarebbe stato un vero affronto, capite bene che non potevo esimermi. Mi ci sono recata in tenuta da combattimento, munita di chilometrica wish list finalmente libera di fare shopping senza freni e senza le abituali limitazioni date dal bagaglio a mano (il DM per me ha sempre significato “vacanza”, un po’ come Starbucks, dunque “aereo”. Trovarlo in Italia ha perso poesia, lo confesso). In realtà sono uscita con un esiguo bottino perché non c’era poi tanto che m’interessasse davvero. L’espositore make-up di Alverde era stato vergognosamente depredato e, con molto sforzo e assolutamente a scatola chiusa vista l’assenza di tester, ho acquistato questo esemplare di Matt Lipstick.

IMG_20181111_111936Si presenta come un matitone automatico (quindi da non temperare bensì con rotellina sul fondo per far salire il prodotto) dall’intenso profumo fruttato (per niente fastidioso, a mio avviso). Ad onor del vero non è un rossetto con cui sono subito andata d’accordo, ma alla fine ci siamo capiti. Ha una buona scrivenza sin dalla prima passata e non necessita di essere precedentemente contornato. Il suo finish è effettivamente matt ma resta piuttosto confortevole sulle labbra (tenete presente che io non applico burrocacao sotto). Attenzione però alla stratificazione, elemento fondamentale tra la bocciatura e la promozione a pieni voti di questo matitone-rossetto: applicandone giusto uno strato, tenderà a seccarsi un po’. Impossibile ricompattarlo con il classico sfregamento labbro superiore & inferiore! Se, invece, abbondate con più passate, mantiene una texture cremosa, ottenendo non solo un colore inevitabilmente più pieno, ma anche una durata del prodotto sulle labbra di molto più lunga (veramente notevole, direi) e senza gli inconvenienti di cui sopra! Anche il ritocco sarà un gioco da ragazzi! Il rosso ha il tipico aspetto velvetly dei matt  ma il tono non è esattamente un rosso classico, bensì quasi un color bacca/ribes, bello comunque!

Insomma, un prodotto a cui non davo una lira e che, invece, mi ha piacevolmente stupita!

MULAC COSMETICS_CRAZY LIKE A FOX

IMG_20181111_111430Nei confronti di Mulac ho nutrito sentimenti contrastanti, dagli esordi ai giorni nostri. Grande amore per Marilyn, che dura tutt’oggi, decisamente meno per Mou, grande flop. Poi c’è stato l’affaire Santa Claus, bellissima limited edition di qualche Natale fa che acquistai a scatola chiusa in quanto la pagina dell’inci sul sito era sempre impallata (ai tempi c’era una pagina a parte per gli ingredienti), per poi scoprire che conteneva siliconi ma solo quando ormai ce l’avevo già a casa. Ok, mea culpa, ma anche loro avevano più volte ribadito “stessa composizione dei Wacky Lipsticks”…e mica tanto, però! Ad ogni modo, e nonostante qualche limite del rossetto stesso in quanto piuttosto secco, ho potuto apprezzare la durata e le buone performances di Marilyn in questi anni, accarezzando l’idea di tornare a dare fiducia al marchio. Mi è piaciuto quasi da subito Crazy Like a Fox, appartenente ai TASTYLIP, ma sono capitolata solo a fine estate.

IMG_20181111_112008Il pack è bello e raffinato come da tradizione Mulac, nulla da dire. Anche l’odore è il medesimo, un po’ vintage da rossetto anni ’80. Il colore sul sito non rende quanto dovrebbe e potrebbe scoraggiare l’acquisto: appare quasi come un mattone freddo, in altre foto invece molto meno intenso di quel che è in realtà. Dal vivo, invece, è una bomba. Non lo definirei rosso Ferrari come dice l’azienda francamente, non ne ha la brillantezza e quella punta di brio; è più profondo, un pelo più spento, ma comunque abbastanza vicino a ciò che si potrebbe intendere per rosso classico, il tipico colore che non dovrebbe mai mancare nel beauty di una donna anche se non necessariamente red addicted. Molto raffinato ed elegante, anche grazie alla texture opaca.

Parliamo di un rossetto a lunga tenuta, sempre considerando che si tratta di un prodotto naturale al 96,3%. Non esige necessariamente di essere contornato (ma, specie agli angoli della bocca capita di doverlo monitorare) ed in generale ci si può fidare, l’unica sua pecca è quello di essere, come già detto, un po’ secco già all’applicazione e di tendere ad asciugarsi anche addosso, segnando il maledettissimo confine con la mucosa labiale: anche per questo va tenuto sotto controllo e riparare a questo antiestetico effetto mediante solito sfregamento di cui sopra non sempre riesce in maniera uniforme! Meglio ammorbidire leggermente la parte con un burrocacao e sfumare col polpastrello, se non avete appresso lo stick! Per il resto …mi piace da matti!

PUROBIO COSMETICS_N.14 ROSSO puroBIO

IMG_20181111_111402Con lui è stato amore alla prima swatchata, già perché strano a dirsi, ho avuto modo di vederlo live al Sana e di appurare che, sì, lo volevo e sì, dovevo acquistarlo quello stesso giorno. In realtà le cose non sono andate esattamente così in quanto in fiera non c’era nessuno sconto se non una promo sull’acquisto di 3 prodotti che proprio non m’interessava e, a prezzo pieno, mi son detta che avrei potuto prenderlo in qualunque momento (avevo inoltre svaligiato lo stand di Eterea spendendo lì l’intero budget Sana e, sapete com’è, a volte ho anch’io una piccola, afona coscienza).

Fa parte della collezione FW 2018 LUXUS, ma la formulazione non è stata migliorata rispetto ai rossetti già presenti in gamma. Il n.14 infatti, sebbene molto bello, è penalizzato dalle stesse problematiche: il bullett è molto secco e la sua superficie non risulta completamente liscia ma un po’ grumosa. Vien da sé che sia necessario scaldare un attimo lo stick per avere un rilascio colore ottimale. Meglio inoltre evitare l’applicazione su labbra completamente asciutte: magari un tocco di balsamo a ridosso della mucosa (SENZA arrivare al contorno, però! Meglio mantenersi abbondantemente alla larga dai bordi) permette una maggiore scorrevolezza ed evita (o, perlomeno, rallenta) la formazione dell’antiestetica linea di confine già menzionata con Crazy Like a Fox, perché i due rossetti viaggiano a braccetto, diciamocelo.

IMG_20181111_112037Va monitorato? Sì. Più che altro perché tende a seccarsi col trascorrere delle ore e ad assumere un aspetto poco uniforme e grumoso, non esattamente il top (teniamo presente che un colore come il rosso, intenso ed evidente, mette in risalto le labbra nel bene e nel male! Ogni imperfezione viene amplificata, ahimè). Di nuovo, come sopra: non tentate d’intervenire a secco o farete solo guai (se pensate furbescamente d’inumidire le labbra con la saliva, anche no: se possibile peggiorerete la situazione)! Di nuovo abbiamo bisogno di una texture burrosa che vada a sciogliere eventuali grumi e ad ammorbidire la parte: solo dopo si può pensare di sfumare, uniformare, rimestare….o più semplicemente ripassare il rossetto.

Il colore, che ve lo dico a fare? E’ veramente molto elegante, lo vedete! Viene definito dall’azienda full coverage dal finish metal, ma su questo non mi trova del tutto d’accordo. Sulle labbra non penso sia evidente o comunque non è una caratteristica che salta all’occhio: per me è quasi un semi-matt…, molto bello per carità, ma non particolarmente metal, ecco.

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Questi 3 sono di sicuro i rossetti più usati degli ultimi mesi, merito un po’ dell’effetto novità ma anche di colori particolarmente adeguati alla stagione. Ma poi, se anche così non fosse, se non risultassero in linea alle tendenze moda intendo, farebbe la differenza? Se sei una red addicted sai cosa intendo…. VA BENE PURCHE’ SIA ROSSO.

L.

 

 

 

 

 

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L’affollata hair-care routine di Ruud

E’ un errore piuttosto comune ritenere che i capelli ricci siano “semplici” da gestire, l’ho sempre sostenuto: questo probabilmente è da ricondursi al fatto che non necessitino di una “piega”. In realtà le donne ricce, intendo quelle realmente ricce e che intendono preservare la natura dei propri capelli, sviluppano nel corso del tempo una vera e propria attenzione maniacale.

Questi per me sono ancora mesi tranquilli: chi legge questo beauty diario saprà perfettamente che da molti anni ormai combatto contro un’abnorme perdita di capelli, anche se in molti non lo direbbero, fortunatamente. La mia cura, che non menzionerò poiché si tratta di farmaci, va avanti ogni singolo giorno per tutto l’anno, con la differenza che da circa dicembre ad aprile vivo mesi di grazia in cui mi sento quasi normale….ed in cui posso permettermi di spaziare anche con i prodotti da hair-care!

Proprio in previsione dell’inverno appena trascorso, ho passato la scorsa estate, ricca digyada3 tante nuove ed interessantissime uscite, a guardarmi intorno sfregandomi le manine ossute al pensiero di quale routine avrei adottato: <<Gyada!>> ho detto. E Gyada è stato. Ho sfruttato il Black Friday -che è meglio di Natale- per approvvigionarmi di tutto l’occorrente e sono partita dritta e spedita come un Intercity!

Partiamo col dire che, quando si vogliono fare le cose per bene in fatto di capelli, si tende a voler riunire prodotti monomarca, sviluppati secondo un comune filo conduttore, che ruotino su un unico cardine e che abbiamo il medesimo concept, nella convinzione (o illusione?) che lavorando in sinergia possano dare risultati eccellenti. Sì, io credo profondamente nelle routine, ma molto spesso mi ha piacevolmente sorpresa anche l’alchimia che si crea tra prodotti che, in apparenza, nulla hanno a che spartire gli uni con gli altri. Insomma, è come sempre, una questione di fortuna.

Molti sono stati, dicevo, i marchi a sfornare novità e quel che mi ha indirizzata su Gyada in primis, è stato l’accento posto proprio sul capello riccio. Non potevo esimermi. Ma non solo: ad Ottobre avevo avuto modo di provare un sample della celeberrima Crema Modellante Ricci e ne sono rimasta entusiasta (lo so, vi ho ammorbate con questa foto, ma è l’unica che ho. Non è che io non ami le foto, sono loro che odiano me)…

gyada2Ma procediamo con ordine…

Anzitutto intendo manifestare una sola volta il mio amore per l’aspetto dell’intera gamma di prodotti: le confezioni sono indiscutibilmente curate e belle a vedersi, con questa grafica vagamente 70s! Sono prodotti Vegan, Nickel Tested <0,0001% & Cruelty Free, privi di Alcohol, BHA, BHT, coloranti, EDTA, PEG, parabeni, petrolati, SLES, SLS e siliconi. Molto ricchi di ingredienti da agricoltura biologica, tuttavia non sono certificati, è bene precisarlo (per me non è un fattore imprescindibile, ma per alcuni potrebbe esserlo).

GYADA COSMETICS_SHAMPOO MODELLANTE RICCI 

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INCI: Aqua, Cocamidopropyl betaine, Sodium lauroyl sarcosinate, Aloe barbadensis leaf juice (*), Glycerin, Disodium cocoamphodiacetate, Lauryl glucoside, Arnica montana flower extract (*), Camelia sinensis leaf extract, Argania spinosa kernel oil (*), Calendula officinalis flower extract (*), Arctium lappa root extract (*), Sodium PCA, Guar hydroxypropyltrimonium chloride, Tetrasodium glutamate diacetate, Lactic acid, Benzyl alcohol, Parfum, Sodium benzoate, Citric acid, Potassium sorbate.

(*) da agricoltura biologica

Lo shampoo è stato pensato per una detersione gentile, che pone l’accento sull’elasticità del riccio. E la cosa, ve lo garantisco, è inequivocabilmente percepibile sin dal primo utilizzo. La sua texture non sembra tanto differente da altri shampoo provati, tuttavia nel momento in cui si va a massaggiare ci si rende conto si quanto sia ricco. E’ estremamente corposo e nutriente e questa sua consistenza invitante si unisce ad un delicato profumo floreale molto femminile: il tutto rende il lavaggio un momento di totale estasi. Il risultato, del resto, parla da solo: la chioma è lucida, morbida, corposa. Credetemi, portarlo dal parrucchiere è stato un colpo al cuore, perché sapevo che ne sarei uscita con il flacone dimezzato. gyada4

Il doveroso sguardo all’inci, ci mostra i tensioattivi del caso, succo di Aloe Vera, estratti di Arnica, Thè Verde, Calendula e Bardana uniti all’olio di Argan: detersione sì, ma una forte componente emolliente, idratante e lenitiva.

Tuttavia l’idillio non è durato molto: purtroppo per quelle che sono le mie esigenze, sebbene a dir poco perfetto per le lunghezze, non si è rivelato l’ideale per la cute. L’ho trovato a lungo andare un po’ troppo delicato ed è stato come se andasse in qualche modo a stratificarsi: insomma, per farla breve ad un certo punto ho sentito la necessità di alternarlo ad uno shampoo* che andasse a sgrassare la cute, lavando più a fondo. Lo sapete, ne abbiamo già parlato: purtroppo tendo alla desquamazione a causa del sopracitato farmaco, ma con prodotti appena più ricchi mi si scatena il prurito…lo stesso con tensioattivi troppo delicati o troppo poco delicati…insomma, trovare il giusto equilibrio non è cosa da poco, per me! Ma se voi siete delle ricce con cute normale, provatelo!!

GYADA COSMETICS_BALSAMO ANTICRESPO

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INCI: Aqua, Myristyl alcohol, Behenamidopropyl dimethylamine, Helianthus annuus seed oil (*), Linum usitatissimum oil (*), Olea europaea fruit oil (*), Vitis vinifera seed oil, Glycerin, Cetyl alcohol, Argania spinosa kernel oil (*), Butyrospermum parkii butter, Malva sylvestris leaf extract, Glycine soja protein, Hydrolyzed wheat protein, Panthenol, Tocopheryl acetate, Xanthan gum, Lactic acid, Benzyl alcohol, Benzoic acid, Sodium dehydroacetate, Parfum.
(*) da agricoltura biologica

Cos’è la vita di una riccia senza un prodotto anti-crespo?…anche se non ha i capelli crespi, perché l’anti-crespo sta alle ricce come l’anti-rughe sta alle donne sopra i 30 (anche se di rughe non ne hanno): è un’equazione a cui non si sfugge. Un’unica testa è in grado di ospitare tanti ricci differenti, ed io ho un’area decisamente crespa dietro la nuca, di cui a dire il vero non mi curo più di tanto.

Ad essere sincera per me oggi il balsamo è poco altro che un vezzo. Di sicuro la differenza tra usarlo e non usarlo la percepisco in grado di morbidezza, ma mi rendo conto che lo uso più per una piacevole abitudine che per reale necessità! Da molto tempo ormai non ho particolari problemi nel pettinare i capelli ed ancor meno oggi che pettinarli prima di lavarli è diventata parte integrante della routine stessa. Al momento del balsamo, infatti, i capelli sono praticamente già districati, ancor più da quando li ho tagliati! Per questi motivi, ma anche perché particolarmente efficace, questo è un balsamo di cui basta davvero una piccola noce per ammorbidire incredibilmente e districare l’intera chioma, ….e lo dice una che notoriamente abbonda con le quantità!! Dopo 3 mesi buoni di utilizzo (parrucchiere incluso) ne avrò consumato 2/3 dell’intera confezione! Tenerlo in posa, mi rendo conto, darebbe risultati ancor più evidenti: me ne sono accorta chiaramente le volte in cui per un motivo o per un altro ho temporeggiato prima del risciacquo! Come potrebbe essere altrimenti con il magico condizionante Behenamidopropyl Dimethylamine al terzo posto dell’inci, seguito da oli di semi di Girasole, di Lino, d’Oliva, di Vinaccioli e di Argan, burro di Karitè, estratto di Malva, proteine idrolizzate di grano e soia, Pantenolo e chi più ne ha più ne metta? Ottimo, niente da aggiungere.

GYADA COSMETICS_CREMA MODELLANTE RICCI

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INCI: Aqua, Aloe barbadensis leaf juice (*), Cetearyl alcohol, Glycerin, Cetyl alcohol, Glyceryl stearate citrate, Linum usitatissimum oil (*), Vitis vinifera seed oil, Cocos nucifera oil, Argania spinosa kernel oil (*), Butyrospermum parkii butter, Arnica montana flower extract (*), Arctium lappa root extract (*), Olea europaea fruit oil, Simmondsia chinensis seed oil (*), Calendula officinalis flower extract (*), Glyceryl oleate, Panthenol, Guar hydroxypropyltrimonium chloride, Parfum, Benzyl alcohol, Tetrasodium glutamate diacetate, Sodium benzoate, Potassium sorbate, Citric acid.
(*) da agricoltura biologica

Se fosse un abito della Forrester Creations sarebbe definito il modello di punta: la regina incontrastata dell’intera routine è lei, la Crema Modellante Ricci, la grande novità e amore della mia chioma. Una crema così densa e compatta ma che si fonde ai ricci perfettamente e senza lasciare antipatici residui ad asciugatura ultimata! Bisogna familiarizzare con un prodotto del genere e capire un attimo come dosarla…ma il feeling è stato pressoché immediato. Quel che bisogna sempre scongiurare sui capelli ricci è l’effetto bagnato/unto (un po’ alla Soul Glo de “Il Principe cerca moglie”, per intenderci), ma anche la chioma piatta e appesantita alla radice (come la dirimpettaia dei miei) nonché rigida ed ingessata…insomma, non è facile trovare la giusta combinazione!!! Questa crema, invece, garantisce un riccio definito, ma morbido al tatto, lucido ma non unto, leggero e voluminoso ma corposo, avviluppato in un film la cui presenza si percepisce addosso, ma che non appesantisce. Insomma, poche chiacchiere: tutto ciò di cui una chioma riccia avrebbe bisogno!! Il suo mix super nutriente è inoltre un ottimo alleato contro i rigori dell’inverno: succo di Aloe Vera, oli di Lino, Vinaccioli, Cocco, Argan, Oliva e Jojoba, burro di Karitè, estratti di Arnica, Bardana, e Calendula, Pantenolo. Gli ingredienti, bene o male, si rincorrono in tutti i prodotti della linea. E poi, la soddisfazione di affondare le dita in un bel barattolo da 200 ml?? Da quanto non mi capitava con i prodotti da styling??! Impagabile!

GYADA COSMETICS_SPRAY VOLUMIZZANTE 

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INCI: Aqua, Aloe barbadensis leaf juice (*), Glycerin, Propanediol, Arnica montana flower extract (*), Humulus lupulus extract, Malva sylvestris leaf extract, Arctium lappa root extract (*), Coffea arabica seed extract, Chamomilla recutita flower extract, Eucalyptus globulus oil, Silica, Cysteine HCl, Tocopherol, Panthenol, Parfum, Sodium benzoate, Potassium sorbate, Benzoic acid, Citric acid, Limonene.
(*) da agricoltura biologica

Ma non c’è sole senza ombra, e di sicuro all’ombra dell’eccellente Crema Modellante Ricci c’è il meno fortunato Spray Volumizzante. Il volume di certo non mi manca….ma noi ricce non ne abbiamo mai a sufficienza, perché dunque non provare? Tuttavia non ho potuto davvero riscontrare nessun tipo di risultato sulla mia chioma, già voluminosa. C’è da dire che il suo erogatore è di quelli da 10 e lode, perché rilascia una quantità perfetta di prodotto in maniera ben nebulizzata e ad ampio spettro. Il prodotto, inoltre, non appiccica, unge o appesantisce in alcun modo i capelli…e c’è da dire che ha davvero un ottimo profumo. Tuttavia di volume non ne vedo ed inoltre ho notato che, spruzzato alla radice com’è giusto che sia, mi sporca la cute. Per cui, visti i non-risultati sul volume nonostante io mi sia seriamente intestardita, e appurato l’effetto controproducente sulla cute, ora lo uso come una sorta di leave-in al mattino quando, finito di truccarmi tolgo la fascia di H&M e cerco di dare un senso ai miei capelli. E penso che andrò avanti così almeno per i prossimi 6 mesi a giudicare da quanto pesi ancora la boccetta!! Avremo pertanto modo di riaggiornarci in merito! Ma prima di lasciarlo, vediamo un po’ cosa contiene: succo di Aloe Vera, estratti di Arnica, Luppolo, Malva, Bardana, Caffè e Camomilla, o.e. di Eucalipto, Silica, Vitamina E e Pantenolo!

*SHAMPOO ALTERNATI & ALTERNATIVI

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E visto che nella vita si spera sempre d’imparare qualcosa, un concetto mi è ben chiaro: mai farsi sorprendere impreparate davanti ad un prodotto che non funziona. Bisogna sempre (SEMPRE!) lasciarsi aperta una via di fuga, a maggior ragione se avete delle debolezze. Io, per esempio, nell’ultimo anno ho subito l’ira della mia cute che, d’un tratto, è diventata ipersensibile, pazza e scontrosa…proprio come me. Ed è per questo che non ho mai in casa un solo shampoo: oltre ai 3 di questo post, ne ho attualmente altri 2 (accidenti, soltanto??).

NOAH_SHAMPOO PURIFICANTE AL THE’ VERDE E BASILICO

INCI: Aqua [Water], Sodium coco-sulfate, Cocamidopropyl betaine, Hamamelis virginiana leaf water [Hamamelis virginiana (Witch hazel) leaf water], Camelia Sinensis Leaf Extract, Phenoxyethanol, Myristyl lactate, Sodium chloride, Sodium olivamphoacetate, Glycerin, Decyl glucoside, Dicaprylyl ether, Potassium undecylenoyl hydrolyzed wheat protein, Ocimum basilicum oil [Ocimum basilicum (Basil) oil], Linalool, Benzoic acid, Citric acid, Pogostemon cablin oil, Tetrasodium glutamate diacetate, Glyceryl oleate, Dehydroacetic acid, Eugenol.

Quando mi sono resa conto di aver bisogno di uno shampoo con un potere lavante più intenso del Gyada Modellante Ricci, ho iniziato ad usare lo Shampoo Noah Purificante al Thè Verde e Basilico, che avevo acquistato approfittando di una scampagnata al Tigotà. Noah non è un brand certificato, ma i suoi inci nel corso degli anni sono andati via via migliorandosi: nello specifico questo shampoo è Nickel Tested e non contiene siliconi, parabeni, paraffina, oli minerali, DEA e SLS. Ho avuto modo di dare uno sguardo molto veloce alla gamma, che è davvero ricca, e mi sono sembrati prodotti interessanti con inci assolutamente possibili!

Ad oggi questo shampoo è quasi del tutto finito e posso dire che, sebbene non mi abbia impressionata particolarmente, mi ci sono trovata comunque molto bene…al punto non da ricomprarlo, ma magari provarne degli altri: comunque la conoscenza con Noah va approfondita! Tornando nello specifico a questo prodotto, trovo che abbia un buon potere lavante, tanto sulla cute quanto sui capelli, nel rispetto di entrambi. Di sicuro mi ha aiutata a smaltire gli accumuli dovuti alla precedente gestione e ha ripristinare un buon grado di pulizia del cuoio capelluto, sebbene non sia stato completamente efficace in fatto di debellare il maledetto prurito che, per carità, va meglio ma ancora si fa sentire ad un tot dal lavaggio ed in specifiche aree della testa (maledetto). La bellezza di questo shampoo è, francamente, la sua semplicità: schiuma bene, facile al risciacquo…persino il suo pack gommoso è estremamente pratico (oltre che bello nella sua sobrietà). L’odore è erbaceo e fresco, ma non rintraccio né thè verde né basilico. E poi vogliamo parlare di quanto sia essenziale avere in casa uno shampoo low cost per lavarci i pennelli, ad esempio?! Chi avrebbe il cuore di adoperare uno shampoo da 15 o 16€??

Parlando d’inci, qui troviamo idrolato di Hamamelis, estratto di Thè Verde e o.e. di Basilico.

Il sito di Noah è ben fatto e molto esaustivo: consente di studiare per bene l’intera gamma (inci inclusi) per potervi preparare all’acquisto una volta in negozio! Assolutamente bisognerà che io torni al Tigotà!

NATURA SIBERICA_VOLUMIZING AND NOURISHING SHAMPOO

Aqua, Sodium Cocoyl Isethionate, Lauryl Glucoside, Cocamidopropyl Betaine, Pineamidopropyl Betaine(PS), Hippophae Rhamnoidesamidopropyl Betaine(HR), Guar Hydroxypropyl Trimonium Chloride, Pinus Pumila Needle Extract(WH), Pulmonaria Officinalis Extract, Abies Sibirica Needle Extract(WH), Hesperis Sibirica Extract(WH), Cortusa Sibirica Extract(WH), Bidens Tripartita Flower/Leaf/Stem Extract, Saponaria Officinalis Root Extract*, Glycerin, Anthemis Nobilis Flower Extract*, Hippophae Rhamnoides Fruit Oil*, Silybum Marianum Extract, Citric Acid, Sodium Chloride, Benzyl Alcohol, Dehydroacetic Acid, Sodium Benzoate, Potassium Sorbate, CI 75810, Parfum, Limonene**, Linalool**
(*) Issued from organic agriculture
(**) Natural components of essential oils
(PS) Siberian Pine Oil Derivative
(WH) Wild harvested Siberian plants organic extract
(HR) Altai Oblepikha Oil Derivative

gyada5Vuoi non aprire un terzo shampoo? Questa deliziosa travel size l’ho acquistata sempre durante il Black Friday, perché conscia della mia cute problematica, non mi sembrava il caso di lanciarmi nell’acquisto della full size, essendo da ben 400ml!! Tuttavia volevo sondare con questo piccolo prodotto-pilota se Natura Siberica potesse fare al caso mio in fatto di hair care! Infatti ha in gamma una ghiotta varietà di shampoo, tutti certificati, di grande formato e prezzo invitante. Per chi non lo sapesse, questo brand ha un gran numero di linee, non tutte certificate: la scorsa estate avevo già provato uno shampoo Fresh Spa davvero eccellente!! Questa, invece, è una linea più economica, ma che può riservare delle sorprese!

In effetti penso che questo piccolino sia, assieme alla Crema Modellante Ricci, il vero trionfatore dell’attuale hair care routine! La sua formula è al 99% naturale, è certificato ICEA Eco Bio Cosmetics e contiene Olivello Spinoso, estratti di Pino Siberiano, Polmonaria, Abete Siberiano, Hesperis, Cortusa, Forbicina, Saponaria, Camomilla e Cardo Mariano! Lava bene anche se in maniera gentile (Ha sedato il prurito? Non del tutto, ad onor del vero!) ma la cosa che più mi ha colpita è l’effetto che ha sui capelli: il riccio è estremamente rinvigorito e piuttosto stretto, a tratti afro appena lavati, salvo poi riguadagnare ampiezza nel corso dei giorni! E’ capitato che mio padre, a tavola una domenica, mi dicesse: “sembri Ruud Gullit”…il che non è propriamente un complimento, ma tanto per rendere l’idea! Inoltre, altra nota da segnalare è l’effettivo volume che genera! Un volume notevole che persino io ho notato e che dura fino al successivo lavaggio (assieme al riccio ben definito)! Molto, molto interessante: una conoscenza da approfondire senza dubbio!

Naturalmente non può passare sotto silenzio l’uso piuttosto puntuale dell’aceto di mele per il consueto risciacquo acido, sempre un fido alleato per tenere a bada il prurito e garantire un extra-shine a cui è difficile rinunciare una volta provato!

Ora è giunto il momento per Ruud di andare proprio a lavare i capelli usando questi bei prodotti: riuscirà il modello di punta anche questa volta a non produrre un effetto Soul Glo?

L.

 

 

un body butter teoricamente lifting

Il fatto che io non parli da tempo di colei che non deve essere nominata (altrimenti nota come cellulite), non significa che abbia alzato bandiera bianca, né che dalla mia trincea le abbia concesso anche solo una tregua. Semplicemente da alcuni mesi a questa parte ho usato un unico prodotto che, sia lode, finalmente si avvia a conclusione. Dico “finalmente” perché 3 mesi buoni (ma suppongo sfioreremo i 4) con una sola crema sono un po’ troppi, anche per me. La mia indole mi porta sempre a buttarmi su confezioni molto grandi (questa, ad esempio, è da 350 ml!), a far scorta…e, nel caso specifico di un prodotto anti-cellulite, la cosa ha anche un senso. Questa tipologia di trattamento necessita un periodo di tempo medio-lungo per dare i suoi frutti, i quali vanno giudicati da una certa distanza. Se poi la Dea Bendata della cellulite ci facesse la cortesia di sbirciare un attimo e guidare la nostra mano (con mouse annesso) sul prodotto giusto, saremmo tutte più felici, ma tant’è. Quando, invece, la suddetta dea non solo è bendata ma ci volge anche le spalle e si fa la manicure, beh, è facile che prendiate una cantonata, mettendo nel carrello la tipica crema che sembra fare proprio al caso vostro ma che, aimè, anche no.

Se un po’ mi avete inquadrata, saprete già che davanti ad alcuni fattori proprio non posso resistere:

alcune parole, quali “firming” e “lifting”

una texture ricca

un inci interessante

una profumazione golosa

ed un pack accattivante.

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Nessuna sorpresa dunque dalla mia decisione di acquistare questo Organic Shea & Hazelnut Lifting Body Butter di Organic Shop. Che abbia un concept nonché un aspetto delizioso non è un mistero!! Chi avrebbe mai cuore di resistere davanti a questo vasetto in stile conserva della nonna? …e aggiungo: molto, molto duro persino buttarlo una volta vuoto, fidatevi! Anche se dal vivo, essendo in plastica, sebbene robusto e indiscutibilmente ben fatto, risulta un tantino più cheap di quel che ti aspetteresti.

Per chi, inoltre, è votata ad una body care piuttosto “ricca”, specie con il favore del freddo, tenderà per sua natura a cercare un prodotto che garantisca assieme un elevato grado d’idratazione (perché pelle morbida prima di tutto) ma con un occhio sempre attento al fattore cellulite, perché se abbassi la guardia…è la fine. Ti ritrovi come una groviera nel giro di 6 mesi. E noi non vogliamo questo (meglio: non lo vorremmo, ma la natura e la sfiga hanno leggi talvolta incomprensibili a noi poveri babbani). Quindi se riesco a trovare un prodotto che coniughi le due cose sono ben contenta di dargli una chance.

L’etichetta ci dice che questo Lifting Body Butter è fatto con ingredienti biologici certificati ma, come molti prodotti di Organic Shop, non vanta alcuna certificazione. Il consueto e doveroso sguardo all’inci ci dice che è costituito per la maggior parte da burro di Cacao, a seguire olio di Cocco, o.e. di Arancio Dolce, burro di Karitè, oli di Nocciola e di Avocado, vitamina E, estratto di Centella Asiatica e Caffeina.

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Bene. Al tempo stesso è inevitabile notare qualche pallino rosso, per parlare un po’ alla vecchia maniera: il SODIUM POLYACRYLATE, probabilmente perché poco biodegradabile, e poi alcuni coloranti a fine inci di cui avremmo come sempre fatto a meno. Dal mio punto di vista, a voler essere noiosa come sempre ….ma chissene del colore??! O meglio: probabilmente per meglio rendere l’idea del prodotto gourmand, ha sicuramente un senso voler donare al tutto un tenue color nocciola, ma non ritengo sia un fattore determinante. Comunque a mio avviso è una formulazione del tutto accettabile. La sua azione profondamente idratante ed emolliente è data con evidenza da una massiccia presenza di Glicerina, burri (Cacao e Karitè) e oli (Cocco, Nocciola e Avocado). Il fattore lifting/rassodante è invece affidato alla sinergia tra o.e. di Arancio Dolce, estratto di Centella e Caffeina. Sicuramente l’insieme faceva ben sperare.

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Esaminato ciò che più o meno c’è di oggettivo, veniamo alla questione prettamente soggettiva. Ad onor del vero ancora non ho ben capito se questo prodotto mi piaccia o meno: di sicuro c’è una parte di me che ne ama alcune caratteristiche, ma di fatto c’è qualcos’altro che mi disturba. Di sicuro, alla luce di tutto questo, non lo ricomprerei.

Come mi è già abbondantemente capitato di spiegare, da alcuni mesi ho completamente spostato la body care, quella consistente ed accurata, alla sera prima di andare a letto. E questo non perché io sia meno di corsa o abbia più tempo: il tempo a disposizione è sempre troppo poco e molto spesso mi ritrovo a chiudermi in bagno a tarda sera (ma diciamo anche notte). Semplicemente mi aiuta a rilassarmi e a fare le cose con calma. Ecco, questo burro corpo si sposa piuttosto bene con questa routine, e d’altronde non potrebbe essere diversamente: la vedo piuttosto dura vestirsi per uscire, dopo!

La sua consistenza è compatta, sì, ma spumosa e soffice, come fosse un burro montato (dimenticate i burri duri da prelevare con delle palettine o da far scaldare sul termosifone prima), dunque parliamo di qualcosa di estremamente confortevole al tatto! Il profumo, poi, che ve lo dico a fare!! Come da tradizione Organic Shop non si smentisce ed effettivamente è molto goloso!! Ma, la nocciola non ha nulla a che vedere (buon per me che non ne vado matta): sono passate ere geologiche ma a me porta alla mente il milk shake alla fragola di Mc Donald’s! A me piace molto, ma cosa abbia a che vedere con il concept del prodotto è un mistero.

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La sua texture è comprensibilmente piuttosto ricca, anche se ho ben presto imparato a massaggiarlo su pelle umida: questo ne migliora l’assorbimento ma non in maniera incisiva! Quel che di nuovo sorprende è che, per quanto sia in un certo senso grasso, non si presta al massaggio, cosa del tutto indispensabile contro la cellulite! Si percepisce addosso e la pelle resta in parte unta, ma le mani non scorrono ed il massaggio è frenato dopo davvero troppo poco. Piuttosto contraddittorio, non trovate? Infatti potreste pensare che si sia effettivamente assorbito, ma non appena il pigiama vi s’incollerà addosso, capirete che no, non è così. Come si potrebbe mai infilare un collant? O un jeans? Il mattino dopo lo sentirete ancora forte e chiaro! Per carità, fatto di sera ha un ché di coccoloso ed il suo profumo goloso, la sua texture ricca, …il pigiama caldo….il letto…insomma, relax & piacere assoluto, …ma dovete avere una certa attitudine all’impiastricciamento, come me.

Altra nota dolente: ok, ma la cellulite? Quel “firming” e “lifting” con cui hai attratto la mia attenzione? Ebbene, non pervenuto nessuno di questi effetti, ma neanche lontanamente. Se io avessi in tutti questi mesi usato un semplice burro di Karitè qualunque, non ne avrei percepito differenze. Dirò di più: neanche l’aspetto della pelle, sebbene molto nutrita e morbida, ne ha beneficiato particolarmente. Diciamo che da un punto di vista ottico non c’è alcuna differenza, al tatto sì.

E questo è quanto: un prodotto sicuramente pieno di contraddizioni, adatto a tutte le golose e le appassionate di una body care ricca, improponibile di giorno o con temperature appena più miti! Ma se sperate di combattere efficacemente la cellulite, sentite me: cambiate trattamento…e pregate che la dea bendata finisca di limarsi le unghie!

L. 

 

 

Cinnamonmania *tisane edition*

E’ piuttosto frequente che su questi lidi si parli di tisane, in particolar modo a Marzo. Mentre la primavera ci strizza l’occhio e per strada andando a lavoro ci incanta lo spettacolo dei mandorli in fiore, l’inverno ci sorprende ancora riservandoci molto spesso i giorni più freddi dell’anno. Ed è in questo momento di transizione che si tirano le prime somme di quel che ha riscaldato i nostri pomeriggi a casa come a lavoro, le mani fredde strette attorno ad un tazza fumante…

La mia passione per la Cannella è nota e, ad onor del vero, è davvero semplice trovarla in infusi e tisane, proprio per il suo aroma inconfondibile…

SANDEMETRIO_INFUSO GUSTO SPEZIATO

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Un classico, intramontabile. State pur certi che, la stragrande maggioranza degli infusi per così dire “invernali”, dal gusto caldo e avvolgente e, appunto, speziato, sono tutti molto simili e la versione proposta da Sandemetrio ne è un classico esempio! Essendo a WP_20180311_15_11_30_Probase di fiori di Ibisco, ovviamente il colore è tendente al rosso ed il gusto ha una spiccata nota acidula. La cannella è particolarmente presente nel suo profumo, assieme ai chiodi di Garofano, mentre non rintraccio né Mela né Arancia, purtroppo. Come spesso accade in questa tipologia di mix, l’Ibisco con il suo gusto molto intenso, finisce per coprire tutto! Se vi concedete di dolcificarla con zucchero di canna o ancor meglio con un cucchiaino di miele, di sicuro il tutto risulterà più equilibrato e gradevole, ma ad ogni modo è perfettamente bevibile anche al naturale, come faccio io da un annetto a questa parte. Tuttavia non si può dire che sia la mia preferita….

KIRPA_ARMONIA CHOCO CHAI

WP_20180311_14_53_29_ProGià all’olfatto promette qualcosa di diverso e speciale: lievemente speziata ma con una nota di cacao piuttosto chiara! In bocca, poi, la si avverte in maniera inequivocabile e si fonde con gli altri sapori in totale …armonia (appunto!), pur rimanendo predominante! Non è la prima tisana a base di scorze di cacao che bevo, ma di sicuro è la meglio riuscita! Va precisato, tuttavia, che il mio palato è stato completamente rieducato e, probabilmente, se siete avvezzi a bere/mangiare in maniera troppo saporita/zuccherata potreste non apprezzarla fino in fondo. E’ difficile far emergere il gusto del cacao, specie se in aggiunta a molte spezie, ma penso che Kirpa sia perfettamente riuscita nell’arduo compito e questa tisana è la prima, vera alternativa per tutti i golosi che non possono/vogliono cedere alla tentazione di una cioccolata calda. Basti vedere la composizione: il 49% del mix è dato, appunto, WP_20180311_14_53_55_Proda scorza di cacao, seguita da cannella (matrimonio perfetto), liquirizia, carruba, zenzero, cicoria tostata, cardamomo, pepe nero, seta di mais e chiodi di garofano, tutto da agricoltura biologica. Una scoperta deliziosa, sicuramente da riacquistare alla prima occasione!!

 

ALTROMERCATO_INFUSI DAL MONDO_MELA CANNELLA

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Nota dolente. Riponevo molte speranze in questa tisana, purtroppo disattese! Pack a parte (delizioso!), il resto è piuttosto anonimo: il gusto è piacevole, dolce…ma indefinito! Potrebbe essere qualunque cosa e, se non sapessi che ci sono Mela e Cannella beh…non credo riuscirei a rintracciarne la presenza! Eppure gli ingredienti promettevano ben altro: Mela essiccata all’89%, 8% di Cannella con aggiunta dei relativi aromi! Dunque sarebbe dovuto essere un tripudio di sapori, senza nessun altro ingrediente che potesse alterarne il gusto e confondere il palato. Ripeto, è piacevole ma troppo blanda e WP_20180311_14_54_27_Proanonima. Ho preferito berla la sera prima di andare a dormire, anche perché è naturalmente priva di caffeina (non che questo faccia la differenza per me, ovvio). Una cosa però ve la devo dire: questo infuso ha avuto su di me, non so per quale misteriosa ragione, un interessante effetto benefico sul transito intestinale! La prima volta ho pensato fosse un caso, ma per ogni singola bustina è successa la stessa cosa, per cui…in un modo o nell’altro è stato un buon acquisto! Senza contare che è un prodotto delle organizzazioni di commercio equo e solidale riconosciute internazionalmente da WFTO (World Fair Trade Organization) e/o EFTA (European Fair Trade Association).

REALCAFE’_CAFFE’ VERDE CHAI

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Tutti noi sappiamo la gran popolarità che ha investito negli ultimi tempi il caffè verde, quale prezioso alleato di sport e dieta equilibrata nel raggiungimento di una forma fisica perfetta (più o meno). Ma chi l’ha provato saprà bene che il suo sapore non è altrettanto popolare. Ebbene, la versione CHAI proposta da Realcafè unisce le proprietà benefiche del caffè verde ad un gusto a dir poco squisito: arricchito con un mix di spezie (quali cannella, zenzero, chiodi di garofano, cardamomo, noce moscata, pepe nero) secondo la WP_20180311_15_10_54_Protipica ricetta indiana Masala Chai, già solo all’olfatto è profumatissimo ed inebriante. Sebbene ricco di zenzero, non avverto il suo gusto pungente né il caratteristico pizzicore. Tutti gli aromi sono perfettamente equilibrati e anche al gusto risulterà ricco, intenso e piacevolmente dolce (merito dell’estratto di vaniglia), senza alcun bisogno di zuccherarlo. Il tipico mix invernale per eccellenza, da sorseggiare con un buon libro davanti al camino acceso o… perché no? Semplicemente davanti al pc come sto facendo io in questo momento! Già riacquistato!

Fantasia Painting

Mani calde, tazza vuota e voglia di berne subito un’altra…

L.

Beauty check-list per un party

Una serata, un party, un matrimonio, vanno affrontati con una scrupolosa preparazione, che culmina il giorno incriminato ma parte con un ragionevole anticipo. Già, perché non crederete di far tutto a poche ore dall’evento, giusto? La fretta e l’ansia da prestazione, possono generare piccoli e grandi incidenti beauty, che immancabilmente rovinano il giorno tanto atteso! E dunque questa è la mia check-list messa a punto negli anni e perfezionata con l’esperienza, per non arrivare impreparate: quel che secondo me si può fare il giorno stesso, la sera prima o con un cinico anticipo…perché non si sa mai! 

…la settimana prima..

Tutto, ma i peli no. No depilazione, no party…ok? Su questo punto non transigo, lo sapete.

Ebbene la depilazione va affrontata da una certa distanza, a mio avviso. Certo, essere fresche di ceretta ha i suoi indiscutibili vantaggi, ovvio, ma nasconde anche delle insidie. Il classico bidone dell’ultimo momento, ad esempio: quante volte vi è capitato che la vostra estetista vi annullasse l’appuntamento? A me, purtroppo, sì. PANICO. Andrete peregrinando da un centro estetico ad un altro elemosinando una ceretta che immancabilmente non potranno farvi perché generalmente ci troviamo già al ridosso del week-end e non hanno neanche 10 minuti di buco dove infilarvi. Sembra che tutti debbano depilarsi esattamente in quella che pare essere la giornata nazionale contro i peli superflui. Finirà che troverete un’estetista sconosciuta che vi chiederà il doppio della tariffa, ad un orario impossibile facendo un pessimo lavoro. E le sarete pure grate. Questo ci porta dritte dritte ad un’altra possibile conseguenza disastrosa: l’errore con la ceretta…si paga. Vi è mai capitato che vi strappassero un po’ di pelle? Che poi è sempre colpa tua, perché sei troppo idratata o troppo poco o perché hai Giove in Saturno e via discorrendo. Tra l’altro, vi strappano la pelle…lasciando lì i peli: inspiegabili misteri della fisica che solo loro sanno. Pregando poi che vi sia accaduto in posti nascosti agli sguardi altrui, altrimenti andrete in giro con delle belle chiazze rosse stile scottature che giustificherete nei modi più fantasiosi…perché parlare di depilazione è poco chic! Dunque, concludendo, la ceretta completa va affrontata fino ad una settimana prima, per scongiurare bidoni e tentare di lenire incidenti di percorso: lasciamo al giorno prima eventuali, innocui, ritocchi!

 

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tinte per capelli Villa Lodola

Anche la tinta ai capelli va approcciata con furbizia, io direi sempre circa 1 settimana prima. Innanzitutto, a ridosso dell’evento avrete così tante beauty-cose da fare che vi rincrescerà moltissimo perdere un bel po’ di tempo per tingervi quei maledettissimi capelli bianchi: potreste azzardarvi a farlo ugualmente, ma con la fretta vi verrà male, fidatevi. La tinta richiede il suo tempo, vi piaccia o no. E una volta che la fate, dedicatevi. Senza contare qualche altro dettaglio pratico: potrebbe darsi che vi macchiaste, perché no. Non vi è mai successo? Ebbene, in queste occasioni capita sempre, fidatevi. Potreste, dicevo, macchiarvi la fronte o molto più probabilmente il collo o le orecchie. Nella migliore delle ipotesi ve ne accorgete in tempo, guadagnandoci giusto la pelle un po’ arrossata post sfregatura; nella peggiore….non ve ne accorgete nemmeno (parlo di collo e orecchie, perché sulla fronte è un po’ difficile) ed andrete tutte in tiro ma con inquietanti macchie scure qua e là. E poi…vogliamo parlare di quant’è antiestetica quella sfumatura colorata che assume la cute immediatamente dopo la tintura? Meglio mettere almeno 2 lavaggi tra tinta ed evento, per detergere a fondo, far scaricare il colore nei posti indesiderati e scongiurare figuracce. Se fate l’hennè, poi, date il tempo anche all’odore di andar via!

 

..il giorno prima…

Ok, il peggio è passato, il grosso è fatto. Siamo giunte alla sera prima e potrete in libertà dedicarvi ai ritocchi del caso. In primis una passatina di silk-epil io la farei, tanto per metterci al sicuro. Il silk-epil poi, è un amico fidato per i ritocchi ed è a prova di incidenti & imbranataggine.

La delicata zona del labbro (il baffetto, per intenderci) è un’altra storia: se, dopo una scrupolosa ispezione, ritenete con una mano sul cuore di non necessitarne, evitatelo. Come sopra: la ceretta è insidiosa e, quel che normalmente va liscio (specie se dovete trascorrere una settimana in solitudine con l’influenza),  è inversamente proporzionale all’importanza dell’evento. Quindi se possiamo, evitiamolo. Ma se è da fare, si fa, c’è poco da obiettare: la sera prima è sempre l’ideale! Abbiamo una notte intera per far sbiadire il rossore! …e incrociamo le dita!

 

 

Il ritocco alle sopracciglia è imprescindibile, ma sempre da confinarsi alla sera prima: no ceretta, sì pinzetta. E, per carità, non è il caso di sperimentare nuove forme: teniamo a freno la fantasia e limitiamoci a ripulire quel che è spuntato fuori dal seminato. E se vi può sembrare un’operazione innocente…pensate al classico pizzicotto da pinzetta che capita di rado e che sicuramente vi attende al varco! Non vi è mai successo? Questa volta sì, credete a me e non rischiate di andare in giro come dopo un incontro di pugilato.

It’s time!

Ok, ci siamo! Il giorno tanto atteso è arrivato…ma non siamo ancora pronte! La manicure, ad esempio, è una brutta bestia. Se credete di affrontarla un’oretta prima che inizino i preparativi, quelli seri, vi sbagliate: avrete bisogno della piena manualità e non potete permettervi di stare con le mani per aria mentre avete un restauro da mettere in pratica, vi pare? Generalmente se la fate in casa, avrete nel tempo già consolidato un approccio, un momento della giornata in cui incastrarla. La sera della vigilia, prima di andare a dormire perché no? Va benissimo se vi coricate come Tutankhamon, specie d’estate funziona alla grande. D’inverno personalmente ho troppo freddo e devo mettere le mani sotto le coperte, con risultati disastrosi al risveglio! Da qualche mese ho abbinato la manicure alle lezioni d’inglese: so che dovrò restar seduta per almeno un’ora e il mouse è l’unica cosa che dovrò impugnare. Quindi, il giorno dell’evento, si fa lezione, non si scappa!

Tutto il resto fa parte delle grandi manovre a poche ore dall’inizio. La parola d’ordine è NON IMPROVVISARE, TESTARE, SPERIMENTARE. Quel che facciamo abitualmente andrà più che bene: meglio un risultato sicuro anche se nella media, che un potenziale disastro inseguendo la promessa di qualcosa di strabiliante.

Io parto sempre con il lavarmi i capelli (parrucchiere? Anche no). Ho cura di non cambiare assolutamente nulla, né i prodotti, né i passaggi e i gesti. Mi servono essenzialmente capelli puliti e un bel riccio, per ottenere il quale niente è meglio di un plopping medio-lungo: da qui il perché io parta dai capelli, ma non solo. Con il turbante in testa è tutto più pratico, dalle maschere alla doccia e al make-up (senza dover raccogliere i capelli rischiando di sciupare la piega). Se non vivete da sole, a questo punto ritengo sia il caso di avvisare gli altri membri della famiglia di fare ORA o MAI PIU’ i loro bisogni, perché non uscirete tanto presto dal bagno. Portatevi una bottiglia d’acqua e generi di prima necessità, in caso di mancamento o calo di zuccheri (o fame nervosa).

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1.Maschera Purificante Dr.Hauschka  2.Maschera Rivitalizzante Dr.Hauschka  *COMING SOON*

Per prima cosa tocca alle maschere, sì…al plurale. Perché l’interrogativo è: purificante o rivitalizzante? Cosa prescrive il manuale della perfetta first lady: pelle pulita o incarnato radioso? Ma perché scegliere? Io le faccio entrambe: naturalmente parto con una bella maschera che purifichi a fondo SENZA aggredire (altrimenti va fatta il giorno prima), seguita a staffetta da una rivitalizzante che mi dia un effetto mise en beauté immediato! Contemporaneamente inizio a fare il bagno o la doccia, di modo che i vapori sprigionati aiutino i pori a dilatarsi e le maschere possano meglio agire (senza contare la comodità di risciacquarsi il viso direttamente nel box). Con i capelli umidi nel turbante e le maschere che si passano il testimone, posso dedicarmi alla body care. Via libera a spazzolature a secco, guanti di crine e scrub, purché abbiate già assodato che i rossori del caso sbiadiscano dopo poco! Per il resto nessuna regola in particolare, salvo una: nessun prodotto troppo grasso. Gli abiti in velluto, seta o in generale in tessuti impalpabili, tenderanno altrimenti ad appiccicarsi addosso e, a parte il fastidio, potreste facilmente ritrovarvi con striature biancastre o aloni di unto (molto facile che accada su georgette e organza). Regolatevi in base al vostro outfit: magari un goccino d’olio sulle aree scoperte per dare un tocco di glow che non guasta mai! Ma con moderazione! Non vogliamo sembrare appena uscite dalla friggitrice!

 

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1. rossetto 01 Elegant Red, Neobio  2.Radiant Fusion Baked Powder 02, Kiko  3.Mineral Foundation Phibest 2.5N Over Light, Finis Terre  4. Mineral Highlighter Liquid Mirror, Neve Cosmetics  5.Primer Loose Powder, PuroBIO 6. blush 02, PuroBIO  7. duo-bronzer 20 Sunny Bronze 8.smalto 8-free Tulipano Nero, Vive la Vida  9. DueBaci Masquerade, Neve Cosmetics

Avvolte da una preziosa vestaglia in seta (in pile, nel mio caso), potrete finalmente lasciare il bagno in favore del vostro vanity table e dare inizio alla magia del make-up! Per me non esiste un trucco da sera, lo sapete. Mi trucco ogni giorno come mi piace, con base leggera e labbra ben in evidenza…e poco importa se sono le 8 del mattino. Abbiate cura di scegliere una combinazione che si sia rivelata affidabile e duratura, una base che non lucidi troppo e un rossetto che sia ben stabile e facile al ritocco!  Puntate su un look che vi faccia sentire voi stesse e pienamente a vostro agio! Altrimenti sembrerete delle bambole dalle facce semi-paralizzate. Importantissimo!! Non truccatevi da vestite, regola d’oro!! Soprattutto se usate polveri, potrebbe essere la fine!!

 

A questo punto, sempre rigorosamente nella vestaglia di cui sopra, potete procedere

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Eau de Toilette Bergamotto & Patchouli, Phytorelax

all’asciugatura dei capelli e solo alla fine, vestitevi. Ma prima scegliete con cura un profumo che sia adeguato ma che, soprattutto, abbia un minimo di persistenza (con i profumi naturali o pseudo-tali questa è la maggiore difficoltà). Non-spruzzate-il-profumo-sui-vestiti, vi prego. I profumi a volte macchiano in modo praticamente indelebile i tessuti e non ci sarà lavanderia al mondo che potrà porvi rimedio (quel top in pizzo macchiato nell’estate del 99 con il profumo alla vaniglia di Yves Rocher è un ricordo indelebile nella mia memoria).

 

Cos’altro? Siate assolutamente, completamente ed indiscutibilmente favolose. E se ci riuscite, divertitevi pure!

L.

 

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E in borsetta? Anzitutto adoro le Clatch, ma vuoi mettere la comodità di una piccola tracolla? 1. d’obbligo per me una pochette con zip, all’interno della quale mettere le cose di fondamentale importanza (questa l’ho acquistata a Berlino, com’è facilmente intuibile) 2. Patente e soldi…che non si sa mai!  3. fazzoletti di carta, specie in inverno il naso che cola può rovinarvi una serata!  4. chiavi, ovvio  5.inseparabile specchietto (se vi guardate nel cellulare no, non è lo stesso) con Maria Antonietta preso a Versailles  6. prodotti labbra per il ritocco, che nella maggior parte dei casi non farete nemmeno.

 

 

 

 

Incontro con Sharpe

Questo è il primo capitolo della saga “Le avventure di Richard Sharpe”: ci troviamo davanti un giovane soldato dell’esercito di sua maestà Re Giorgio III, ex ladro/scassinatore, arruolatosi per sfuggire alla forca e con la determinata intenzione di disertare. Non esattamente un esempio di virtù, ma spregiudicato e coraggioso.

“..il vostro soldato Sharpe…” disse

“Il sergente Sharpe, adesso, signore.”

“Il vostro sergente Sharpe, allora. E’ un brav’uomo, tenente”

“Sì signore” -replicò Lawford- “lo è”

“Se sopravvive, farà carriera”

“Se sopravvive, signore, sì”.

L’esercito inglese è in India e prepara la presa di Seringapatam. I soldati non si sentono uniti sotto la stessa bandiera, come sempre accade quando si parla del rapporto di eterno conflitto tra Inglesi (“the enemy”, come mi dissero una volta a Edimburgo), Scozzesi e Irlandesi in particolare.

“Qual è la cosa più bella che uno scozzese abbia mai visto? Rispondete!”

-nessuno si azzardò a farlo- 

“la strada che porta in Inghilterra, ecco qual è.”

Sharpe viene scelto assieme al tenente Lawford per intrufolarsi in città e tentare di liberare il colonnello McCandless.

“…nell’attesa McCandless pregava, Hakeswill si faceva beffe di loro, Lawford si preoccupava e Sharpe imparava l’alfabeto…”

Una città fortificata, il rajah detronizzato e ridotto in povertà, il potere usurpato da un sultano di fede musulmana che prepara una grande trappola per l’esercito inglese, e la possibilità di riscatto per Richard Sharpe. La vera storia della presa di Seringapatam e la fantasia di uno scrittore d’eccezione che s’intrecciano, in puro stile Cornwell.

“Sono un grande peccatore” -aveva scritto nella sua bella grafia araba- “e tu, Allah, sei un oceano di misericordia. Rispetto alla tua pietà, che cosa sono i miei peccati?”

Questo è il primo volume della fortunata saga di Sharpe, scritta da Bernard Cornwell, che conta oltre 20 episodi, di cui appena la metà è stata tradotta in italiano. E’ stata prodotta anche una serie tv, mai trasmessa in Italia mi pare, con il fascinoso Sean Bean come protagonista (per intenderci, il mai dimenticato Boromir de “Il Signore degli Anelli”).

Cornwell è uno degli scrittori che, ad oggi, elenco ancora tra i miei preferitissimi…sebbene le mie ultime letture non siano state un granché, inclusa quest’ultima. Dalla sua penna sono stati generati capolavori assoluti come la pentalogia di Excalibur e la trilogia della ricerca del Graal, ma anche super flop come la saga dei Re Sassoni (di cui ho letto 4 volumi), semi-flop come “L’eroe di Poitiers” e, appunto “La sfida della tigre”. La bella notizia è che, finalmente, questo libro francamente noioso, è finito. La cattiva è che ho altri 8 volumi de Le avventure di Richard Sharpe da leggere.

Cristo!” bestemmiò.

“Sharpe!” lo rimproverò McCandless.

“Stavo pregando, signore. Perché questo è un brutt’affare, signore, proprio un brutt’affare.”

L.

WP_20180217_19_13_55_Pro“La sfida della tigre”,
B. Cornwell

edito da Tea, 450 pag., prezzo di copertina €8,60
QUI la mia precedente lettura! Enjoy!

 

 

Le rituel du Hammam

Cos’è un rituale?

Per una beauty-addicted, intendo….cos’è? Perché è un concetto a noi tanto caro? La magia di un gesto ripetuto nel tempo…ma anche del tempo scandito dal susseguirsi di gesti. Il volersi dedicare un angolo di giornata solo per noi, la cura e l’amore e la dedizione a noi stesse, belle e brutte, giovani.. ma poi mica tanto, ma comunque a modo nostro uniche e speciali. Costruire una routine assecondando bisogni reali o immaginari, o adottarne una bell’e fatta, incastrare cento prodotti che nulla hanno da spartire o realmente complementari, poco importa: il rituale è prezioso alleato di bellezza, asseconda il nostro bisogno di cure e vanità e ci trasforma nella donna ideale di ogni donna.

La verità è che una routine, un rituale, ha un fascino tutto suo, specie se famoso e già proposto da un’azienda, che seleziona accuratamente prodotti basati su uno stesso concept, che si integrano e completano a vicenda. Ma vuoi mettere la poesia di doversi comprare tutti i prodotti di una beauty routine? Ognuno apparentemente insostituibile, rivoluzionando le proprie abitudini e provando qualcosa di del tutto nuovo? Un fantastico territorio inesplorato! Basti pensare al boom della routine Koreana (che chiaramente non escludo di provare, ci mancherebbe)!
Parlando di body care, uno dei più affascinanti rituali è di sicuro l’Hammam: il solo pensiero evoca posti esotici, atmosfere cariche di sensualità, un sapere antico ed una gestualità sapiente…
Del resto, come diceva Sherazade:

“una città non è completa senza il suo Hammam”

Io un Hammam nella mia città non ce l’ho (il sabato sera si tirano sassi nello stagno, cit.), ma ho un bagno, anzi due, ed ho ancora una carta di credito con cui fare shopping su Ecco-Verde.

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NAJEL_GEL DOUCHE AU SAVON D’ALEP

In ogni routine che si rispetti c’è sempre un anello debole, ed in questo caso si tratta proprio del doccia gel al Sapone d’Aleppo e Gelsomino. Si presenta bene, non c’è che dire: un bel flacone da 500 ml in una confezione che non sfigurerà nel vostro bagno. Ha una consistenza piuttosto strana: un gel denso che tende a solidificarsi ulteriormente in un ambiente freddo, un po’ come accadeva con lo shampoo della stessa linea (QUI); quando, invece, non è così denso…, la situazione non migliora, anzi! Assume l’inquietante consistenza di, beh… non fatemi scendere in dettagli disgustosi. Inoltre quel che sulla confezione viene descritto come un “delicato profumo orientale” non è particolarmente veritiero: ha un odore (ma quale profumo??) piuttosto nauseante, che a onor del vero non permane addosso, per fortuna. Tornando alla sua consistenza, usandolo ogni giorno, ha lentamente otturato lo scarico della doccia: bisogna avere cura, mi raccomando, di farlo schiumare per bene tra i palmi prima di applicarlo sul corpo, altrimenti se malauguratamente ve ne dovesse cadere un po’ è la fine. Quando ho realizzato questa controindicazione, è finito di volata nel borsone della palestra, perché tutto ma non otturatemi la doccia!! Nella migliore tradizione dei detergenti da smaltire, lo uso di frequente e con un discreto successo anche per lavare i pennelli. Riassumendo: il mio bagno lo odia, il naso lo rifiuta ma la pelle lo apprezza: è delicato ed idratante, lo riconosco. Spero però che nessuno me lo chieda mai in prestito!!WP_20180210_22_15_09_Pro

Il 98,8% degli ingredienti sono di origine naturale, il 7,2% invece da agricoltura biologica, certificato ECO CERT!

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NAJEL_SAVON NOIR D’ALEP+GANT NOIR

Tutt’altra storia il momento dell’esfoliazione! Ma non parliamo del classico peeling effettuato con un gommage o uno scrub, bensì il massaggio del corpo con il Sapone Nero d’Aleppo e il guanto Kessa. Se non l’avete mai provato, ve lo consiglio. E’ un’esperienza del tutto inedita, credetemi. Partiamo dal Sapone Nero, così singolare! Quando ho visto il barattolo, confesso di aver pensato che non ci avrei fatto più di 3 o 4 applicazioni: ebbene, mi sbagliavo di grosso. Tant’è che lo uso piuttosto regolarmente da novembre (ricorderete, o forse no, che ne avevo accennato nel post dei BEST 2017) e non è ancora finito! Appena aperto si sprigiona un’intenso odore di Eucalipto e, quel che colpisce, è il suo aspetto così invitante: un gel corposo e denso, liscio e specchiato, dal bel colore scuro. Anche qui bisogna evitare che finisca dritto nello scarico, mi raccomando. Io ne prelevo una quantità non troppo grande, proprio per evitare fall-out, e me lo massaggio addosso: l’effetto rinvigorente è immediato! Un vero risveglio dei sensi (io lo faccio di sera ed ammetto che il suo potere

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rinfrescante in pieno inverno non sia il top, ma suppongo che d’estate possa essere il perfetto alleato anti-afa)! Successivamente passo al massaggio con il Guanto Kessa: non è aggressivo sebbene la pelle tenda ad arrossarsi un po’ nell’immediato, salvo poi tornare fresca e rosea a doccia ultimata! Il polsino è piuttosto stretto, ma la misura WP_20180210_22_16_16_Prodella mano è a prova di giocatore di Rugby! Se fosse un po’ più piccola ci sarebbe un maggior controllo del guanto in fase di massaggio. Inoltre c’è da dire che inizia a mostrare i primi, inequivocabili segni di usura, accidenti! Mi sembra che sia un po’ troppo presto, non credete? E’ pur vero che lo uso ormai quotidianamente, anche con i comuni doccia-schiuma, ma l’effetto che da in abbinata al Sapone Nero è particolarissimo: avete presente la sensazione di qualcosa sgrassato a fondo? Il classico dito che stride passando su un piatto ben lavato, insomma? Ebbene, spero di aver reso l’idea: al risciacquo il guanto scorre a fatica sulla pelle pulita davvero in profondità, e quest’ultima risulta impareggiabilmente liscia! Per me che adotto una body care estremamente ricca e ripetuta fino a 3 volte nell’arco della giornata, è importante eliminare i residui in superficie, rimettere a nudo la pelle per far si che riceva Modificate in Lumia Selfieappieno i trattamenti successivi! A me del resto capita molto spesso di sentire ancora la crema corpo anche a doccia ultimata,  nel caso di idratanti molto ricchi e detergenti forse fin troppo delicati! Penso tuttavia che, per quanto questo step mi stia deliziando, non possa sostituirsi completamente all’azione meccanica di uno scrub, specie sotto il profilo dei peli sotto pelle. Fondamentalmente per una performance ottimale, andrebbero alternati! Lo so che lo dico sempre e non sono più credibile, ma io questo prodotto lo voglio riacquistare!! D’estate, ripeto, penso che possa essere apprezzato al massimo!

Il 99,2% del totale degli ingredienti è di origine naturale, certificato ECO CERT e COSMOS NATURAL.

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NAJEL_ELIXIR AUX TROIS HUILES

Altro giro, altra chicca. Un olio che è una delizia, una vera coccola! Confesso di non essere particolarmente avvezza all’olio di Oliva, ma suppongo a questo punto di dover riconsiderare le mie priorità! Questo Elisir è un mix di oli di Oliva, appunto, Cumino Nero e Mandorle Dolci, l’intramontabile. Consistenza medio/ricca e bel colore giallo acceso ne fanno un piacere al tatto come alla vista…se poi aggiungiamo il suo spettacolare profumo di Neroli, è un trionfo di sensi!! Essendo un olio indicato un po’ per tutto, pelle come capelli, è dotato di un dispenser che rilascia una piccola quantità di prodotto, il che ritorna utile quando, ad esempio, lo uso come lucidante per la chioma ad asciugatura quasi ultimata, oppure sulle orecchie dopo aver fatto lo shampoo (beh, si, le mie orecchie tendono a screpolarsi restando bagnate…ed avendo un certo numero di orecchini, un olio mi risulta infinitamente più comodo e pratico da distribuire); tuttavia usandolo molto più spesso sul corpo, è un po’ seccante dover star lì a fare più pushate, specie a pelle bagnata (e tremante)! Ma io sono una noiosa e devo star sempre lì a scovare difetti: il prodotto in sé è ottimo e, in fondo, meglio una fuoriuscita controllata che il contrario, no?

WP_20180210_22_15_32_ProE’ un prodotto 100% di origine naturale ed il 96,3% degli ingredienti sono da agricoltura biologica. Certificato COSMOS ORGANIC!

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Il corpo è il nostro tempio e merita tutta la cura e le attenzioni di una body care ricca e completa, dalla detersione all’idratazione. Quando, poi, entrano in gioco i sensi ed il vero piacere di compiere quei gesti, il tutto assume una forma di giocosa evasione dalla realtà ed una beauty routine come questa, sebbene possa essere migliorata sotto alcuni aspetti, ha le carte in regola per trasportarvi in luoghi lontani e misteriosi. Ed ecco che le mattonelle arancioni del bagno improvvisamente spariscono nei vapori…e al loro posto affiorano raffinati mosaici…e accanto a voi, ci scommetto, c’è un esperto massaggiatore che, guarda un po’, ha proprio le fattezze di Ben Johnston (batterista dei Biffy Clyro) che coincidenza…non può essere vero, è tutto così meraviglioso…

ma questo rumore??!

Ah, il termoconvettore.

Fine del sogno.

L.

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The borsone chronicles: Dr. Hauschka

E’ da un po’ di tempo che non vi facevo fare un giro nel mio borsone della palestra. Di prodotti se ne sono avvicendati, ma non particolarmente degni di nota: mi sono portata appresso i vuoti per non so quanto tempo fino a quando, presa da un raptus di follia da riordino, ho cestinato tutto…e pace.

C’è però un caro oggetto del desiderio di cui voglio parlarvi, prima che domani…ahimè, finisca, perché mi rimane giusto un’ultima applicazione e poi dovremo lasciarci. Come tutte le cose belle, anche il Lemon Lemongrass Vitalising Body Oil di Dr. Hauschka è terminato.

Ma facciamo un passo indietro.

Dopo un attento studio e mesi di corteggiamento, ho deciso di farmi avanti col dottore, uomo ideale di molte altre donne prima di me. Ho potuto appurare innanzitutto che i ricarichi applicati dai rivenditori italiani sono improponibili: che sia e-commerce o negozio fisico, poco importa. Hanno tutti prezzi di molto maggiorati, a volte quasi del doppio! Prezzi per me del tutto ingiustificati anche dopo aver provato i prodotti e constatato la loro effettiva validità! E lo dice una che sta amando la routine Hauschka, come già anticipato in questo post e abbondantemente fatto presente sulla pagina FB: mi piace e ho intenzione di portarla avanti, …ma non sono disposta a pagare i prezzi da listino italiano!

partnerDopotutto l’alternativa c’è e si chiama Sonnen Apotheke,  una farmacia tedesca con shop on-line, partner Dr.Hauschka! Non rivelo nulla di nuovo, in genere chi abitualmente usa questo brand, si rifornisce da questo sito, che ha prezzi convenientissimi e spedisce gratuitamente in Italia con una spesa minima di 100€ (aggiungo che sono molto generosi anche nell’invio di campioncini, tutti Dr.Hauschka). Dallo scorso autunno ad oggi ho già acquistato 2 volte: la spedizione è velocissima ed i prodotti sono imballati con estrema cura! Non posso che consigliarvelo vivamente!! Quest’olio, ad esempio, in Italia costa mediamente 21/22€, su Sonnen Apotheke 11,59€, fate voi!

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Cattura

E’ vero, si ha il “vincolo” di dover mettere in conto una certa soglia di spesa non sempre fattibile, ma se si ragiona nell’ottica del fare scorta e comprare il necessario per almeno due o tre mesi di trattamento, vi assicuro che 100€ si raggiungono in fretta e si fa un ottimo investimento (senza contare che potrete trovare anche altri marchi “amici”, come Weleda e Primavera, ad esempio). Rincaro la dose: comprando a questi prezzi ed aggiungendo ipoteticamente anche le spese di spedizione, sarebbe in ogni caso più conveniente!

Essendo io un’amante degli oli e avendone Dr. Hauschka in gamma diversi, non potevo resistere dal provare qualcosa: considerati i miei numerosi acciacchi, avrei preferito acquistare la versione all’Arnica, ma in sua assenza ad un olio rivitalizzante non si dice mai di no!

WP_20180204_09_48_44_ProE’ un olio timidamente presentato come rassodante e indicato per pelli con tendenza alla cellulite, maledetta, aggiungo. E’ a base di olio di semi di Girasole, estratti di Limone, Lemongrass, Equiseto e Vischio*, con o.e. di Limone. Come da tradizione Hauschka l’unione di questi ingredienti ha principalmente proprietà rinforzanti della pelle e segue un processo ben preciso: il tutto viene lasciato maturare per una settimana e successivamente portato ad una temperatura di 37°C,  la medesima del corpo umano (teoricamente, perché la mia è prossima a quella dei rettili). Il composto viene mescolato con cura mattina e sera facendo sì che tutte le proprietà delle piante officinali si trasferiscano nell’olio.

Quel che ne viene fuori è un olio di un certo corpo e un brillante color giallo, dall’intenso aroma fresco e agrumato. Le sue caratteristiche ne fanno un perfetto alleato della body care mattutina, proprio in un ottica di riattivazione di mente e corpo! Io, chiaramente, l’ho usato di sera dopo la palestra perché devo sempre fare le cose al contrario…ma anche in questo modo ha avuto il suo perché: dopo un’intera giornata di lavoro e un buon allenamento, le sue proprietà rivitalizzanti sono di reale giovamento!

A doccia ultimata e su pelle ancora umida, un bel massaggio è sempre un toccasana: va a completare quella meravigliosa sensazione di benessere post sfinimento con conseguente effetto placebo di vedersi istantaneamente più toniche e in forma, chiudendo il cerchio della giornata con un’ultima sferzata di energia!

Ho amato la sua texture ricca, il suo profumo rinvigorente e il grado d’idratazione a WP_20180204_09_47_18_Pro (2)massaggio ultimato e al risveglio il mattino seguente. L’ho trovato piuttosto simile all’olio alla Betulla di Weleda, ma con il vantaggio di un pack ben più pratico: se non altro l’erogatore garantisce un perfetto controllo della quantità in uscita!

Se ritengo che possa aver apportato benefici a livello di cellulite? Francamente no, ma di certo 75ml, seppur centellinati, non sono indicativi di molto! Potrei anche dirvi che alla prima occasione lo ricomprerò, ma non credo di farlo: piuttosto preferirei provare qualche altro interessantissimo olio in gamma perché la qualità è indiscussa e la miccia è accesa!

Mi è piaciuto…è tanto basta!

L.

*mi spiace ma per i baci non funziona!

 

Ode a quelli che sanno rimanere

Quanto è difficile RIMANERE? Già, RIMANERE nelle vite altrui. E’ impegnativo, talvolta logorante e spesso non ne vale la pena. Quant’è più facile cambiare lidi e ricominciare altrove, con nuovi slanci e nuove aspettative?

Questo è un principio che può essere facilmente applicato a cose e persone, ma visto che siamo in un diario, di cosmesi innanzitutto, non parleremo di persone, “amici”, parenti e colleghi ma di cosmetici, che è tanto più divertente, passatemelo.

In tanti, tantissimi blog mi capita di leggerlo. Io stessa scrivo più e più volte “si candida al riacquisto”…piuttosto che “da ricomprare!”… o ancora “alla prima occasione, lo riprenderò”…”è sempre buona cosa da tenere in scorta”…”mai più senza”…e via discorrendo. Ma quante volte succede realmente?

Se sei una persona mediamente normale potresti effettivamente farlo, ma se sei un’appassionata di cosmesi, beh…la cosa non è poi tanto fattibile. Le nuove uscite sono ormai all’ordine del giorno e i prodotti diventano via via sempre più reperibili anche nei negozi fisici che si prodigano anch’essi nello sfornare novità su novità. Se questo è il tuo elemento, non ci sarà new entry che non ti tenterà, fidati. Questa crema? E’ perfetta, ottima…ma questa nuova…beh, è tutta da scoprire! Quali sorprese mi riserverà?

Sembra un discorso un po’ folle, ma io ammetto di farlo. Questo mondo mi appassiona, penso di averlo dimostrato in queste stesse pagine, ed io non sono mai sazia di nuovi prodotti e delle nuove sensazioni che possano riservarmi. Perché fossilizzarmi su questa o quest’altra cosa quando posso provarne 10, 100, 1000 nuove? Senza contare l’impazienza di incominciare una nuova routine, chiudersi in bagno ed aprire quel tale prodotto che avevi in wish list da secoli e pensi possa proprio fare al caso tuo…

Con queste premesse capirete bene che, per me, curiosa fino al midollo, ricomprare un prodotto, significa essenzialmente 2 cose:

a) ne avevo stretta necessità e non avevo alternative;

b) mi piace. Tanto.

Ci sono dei prodotti che in questi anni hanno saputo mantenere un posticino nella mia vita, più o meno saltuariamente, ma costantemente. Prodotti che MI VA di riavere, di utilizzare ancora e ancora. Niente di speciale o insostituibile, niente che non abbia pari in commercio, tutt’altro. Ma qualcosa che rappresenta una piacevole abitudine a cui, di tanto in tanto, mi piace ritornare, anche a distanza di anni.

E’ con questo spirito che oggi voglio celebrare 3 prodotti in merito ai quali, in tutta onestà, non saprei contare le volte in cui sono finiti nel mio carrello e, se me lo chiedeste, a ben pensarci non potrei neanche affermare cosa li renda speciali o effettivamente “da ricomprare”. Ma tant’è.

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A dimostrazione di quanto detto, quest’olio non è nuovo in questo blog! Ne troviamo traccia addirittura in un post risalente a Novembre 2014 (QUI) e già in quell’occasione dicevo di averlo comprato e ricomprato. Da allora ne è passato di tempo e di fatto l’olio ha cambiato pack e inci, ma l’empatia quella no, non è cambiata! Come allora è rimasto a base di olio di Cartamo, grande e indiscusso amore della mia pelle, e troviamo ancora gli estratti di Mela, Uva e Albicocca, la Vitamina E…ma come per magia il profumo è schizzato già al secondo posto dell’inci (capite ora perché parlavo di prodotti poi non così tanto speciali).

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Ma io quest’olio, seppur peggiorato, lo perdono…perché lo amo troppo e il profumo, pomo della discordia, è proprio uno dei fattori a rendermelo tanto caro: è una combinazione praticamente perfetta di fruttato e vanigliato, uno di quei profumi che non ti stancheresti mai d’indossare! Quando in questo post accennavo all’abitudine di stendere un goccino di olio sui capelli ad asciugatura quasi ultimata, nella quasi totalità dei casi mi riferivo proprio a lui: con il calore del phon si spande una tale dolce fragranza tutt’attorno che è puro trionfo di sensi! E poi non unge le lunghezze, non le appesantisce, ma lucida ed elimina il crespo! Addosso poi è il non plus ultra della coccola! …e dire che di oli ne ho provati!! ADORO!

Certificato Leaping Bunny, Nichel-Cromo-Cobalto tested!

BIONOVA_Balsamo Corpo Nutriente Albicocca e olio di ArganModificate in Lumia Selfie

Se proprio dovessi dire a quando risale il nostro primo incontro, ebbene, con uno sforzo di memoria non indifferente, potrei stimare circa estate 2012! Di Bionova ne abbiamo parlato ma mi sorprende il fatto di non aver citato mai questo che, ad oggi, penso sia il prodotto più ricomprato dell’intera gamma! Già perché io sono del partito Ipercoop (e non Auchan) e questo brand è stato tra i primi coraggiosi pionieri a colonizzare i suoi scaffali (sebbene molto spesso ad altezza “piedi”, ma poco importa se si sa cosa cercare). Oggi la storia è diversa ed il reparto beauty si è arricchito di moltissime referenze, più di quelle che abbia ancora avuto modo di acquistare: ciononostante anche se 6 anni fa c’erano solo Bionova e Viviverde Coop ed oggi invece molti di più, compro sempre con piacere questo balsamo corpo come fosse il primo giorno. Non mi pare che l’inci abbia subito modifiche e di certo il pack non ha avuto restyling! Si tratta di una crema bianca e soda, quasi un burro, fondente, avvolgente, estremamente idratante ma non oleosa…una goduria!! Il suo profumo poi…è delicato ma persistente, dolce, goloso, femminile, non di Albicocca né particolarmente fruttato, io ci rintraccio un vaghissimo sentore di mandorla…comunque sa di buono. Wow.

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Aloe Vera tanto per cominciare, burro di Karitè e di Cacao, olio di Albicocca, Argan, Macadamia, Mandorle Dolci.

E’ certificato CCPB Cosmetici Biologici con il 99% di ingredienti di origine naturale sul totale, di cui il 90% biologici certificabili e il 24% biologici. Nichel tested!

VIVIDERDE COOP_Burro Corpo Vellutante ProtettivoModificate in Lumia Selfie

Un altro pioniere del naturale tra gli scaffali dell’Ipercoop ed infatti parliamo all’incirca dello stesso periodo. Questo burro corpo appartiene alla seconda tranche di prodotti Viviverde, uscita inizialmente solo con le creme fluide. Anche di Viviverde quante volte abbiamo già parlato? Tante, vero. Ma questo burro meritava un post dedicato, con tanto di riflettore puntato. Per carità, nulla di eccezionale, di nuovo, ma un feeling che con tanti altri prodotti ben più ricercati non è scattato! Nella consistenza è piuttosto simile al balsamo Bionova, bianco e decisamente compatto, liscio e squisitamente avvolgente! Richiede un minimo di massaggio, com’è giusto che sia, ma la pelle lo accetta con facilità diventando morbida, vellutata, riccamente idratata ma non oleosa o particolarmente unta. Se prima ho fatto una fatica immane a tentare di descrivervi il profumo, a questo giro non mi cimenterò nemmeno, in quanto non mi pare sia riconducibile proprio a niente che esista in natura: semplicemente buono e femminile.

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L’inci, lo vedete, non ha proprio nulla di speciale! Olio “ibrido” di Girasole, burro di Karitè, olio di Macadamia e Aloe Vera. Qualcosina è da agricoltura biologica ma non gode di alcuna certificazione, come del resto tutta la linea. Un prodotto che sotto molti aspetti potrebbe di sicuro essere migliorato ma che nella sua semplicità e quasi “imperfezione” è tuttavia già completo e incredibilmente ben riuscito! Un buon amico, di cui fidarsi!

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Avete visto quanto è facile RIMANERE nella vita degli altri? Anche con i propri difetti e anche se c’è tanto di meglio in giro, ciascuno può contare su delle peculiarità, su una sorta di equilibrio di cose piccole e semplici che, a nostro modo, ci rendono unici e …perché no? Speciali.

L. 

 

Una questione…spinosa

La depilazione naturale, che dramma.

Anzitutto se esistesse una giustizia divina del pelo, io a questa veneranda età non dovrei più averne, anche solo per il fatto di non aver mai ceduto alla lametta da che abbia memoria! Ovviamente così non è, ma per lo meno la cosiddetta area calzino è stata evacuata, sia lode!

Per chi è abituata a metodi di depilazione quali rasoio o silk-epil, il passaggio al naturale non comporta grandi cambiamenti (pare che il semplice olio di cocco sulle gambe prima della rasatura sia strabiliante); per chi, poi, non si depila affatto ancor meglio: probabilmente l’uso di prodotti eco-biologici potrebbe far notare un certo intensificarsi dei peli superflui, ma a quanto pare questi ultimi non costituiscono un problema.

Per chi, infine, è come me abituata alla ceretta, beh…la cosa naturalmente si complica. Trovare una degna sostituta della cera abituale non è cosa semplice (poteva essere il contrario? Quando mai).

In passato ho già affrontato questo tema a me tanto caro perché, vedete, io i peli li odio e non mi sono mai rassegnata all’idea di dover cambiare metodo di depilazione: quale soave sensazione è quello strappo? Impagabile!

Per molto tempo ho utilizzato con soddisfazione la Cera Orientale al Limone di Allò Nature, sia in formato “barattolo” dall’estetista, sia in roll-on da fare a casa. Anche la Cera Orientale a caldo Veet la promuovo ancora oggi ed in genere mi torna utile in particolare per la delicata zona delle ascelle: buona sì, ma improponibile da portare dall’estetista! E allora?

Poi una sera esco dall’ufficio, sono giù, sono stanca,…e perché tutte a me? Insomma, solita tiritera. Ma andiamo da Acqua e Sapone, mi dico, così…per “guardare” (sì, come no). E cosa vedo? Un espositore nuovo fiammante della linea depilatoria di NaturaVerde Bio (marchio non nuovo in questo blog! QUI). E giù tutto in braccio verso la cassa (perché non dovendo comprare nulla, mica ho preso il carrello, mi sembra giusto). Tutti i prodotti di cui parlerò sono dermatologicamente testati e certificati ICEA NATURAL COSMETICS (in commercio c’è però anche la Crema Depilatoria, che non rientra nei miei standard, per così dire).

NATURAVERDE BIO_CERA DEPILATORIA LIPOSOLUBILEModificate in Lumia Selfie

Senza dubbio questo barattolo in latta da 400 gr rappresenta il prodotto da me più acquistato, lo lascio dalla mia estetista di fiducia e non ci penso più! La praticità sta nell’avere circa le dimensioni di un normale barattolo di cera tradizionale, cosicché si possa utilizzare con un fornello scaldacera standard (la versione di Allò Nature era decisamente grande e, sebbene si riuscisse ad infilare nell’apparecchio, la comune spatola risultava troppo corta quando il prodotto iniziava a scarseggiare; il barattolo Veet, invece, si scalda nel micro, per cui è improponibile per qualsiasi uso non domestico). WP_20180121_12_24_05_ProLa sua composizione è a base di resina, olio di Arachidi, olio di Melograno e di Camelia provenienti da agricoltura biologica, Vitamina E, olio di semi di Girasole! Ha l’spetto di un barattolo di miele e funziona alla grande! Secondo me (e secondo la mia estetista, il cui parere è sicuramente più autorevole) lavora meglio della Allò Nature, rimanendo ugualmente delicata ma producendo uno strappo nettamente più deciso. Non mi ha mai provocato irritazioni né alcun tipo di sgradita reazione! 1 Performa sempre bene, con il freddo e con il caldo e, da quando l’ho usata la prima volta (primavera-estate 2016, trovo tracce di questa linea in una foto sulla pagina FB risalente al giugno di quell’anno, in effetti) non ho mai sentito il bisogno di cercare altro!

NATURAVERDE BIO_CERA DEPILATORIA ricarica roll-onModificate in Lumia Selfie

Il roll-on per me è un grande alleato, in estate particolarmente, stagione in cui non riesco a star buona ad aspettare le mie canoniche 3 settimane per fare la ceretta completa. Ogni fine settimana, infatti, vado di Silk-Epil o faccio una cerettina da me, tanto per gradire, almeno dal ginocchio in giù. Benché abbia in casa qualsiasi congegno elettronico, il roll-on mi risulta incredibilmente facile e veloce da utilizzare, senza contare che il rischio di sporcare/sgocciolare/schizzare è quasi pari a zero (fondamentale). WP_20180121_12_23_34_Pro

Non cambia però solo il modo d’uso, cambia anche l’inci: sempre a base di resina, oli di Arachidi, Melograno, Camelia, semi di Girasole e Vitamina E ma con l’aggiunta di cere (Alba e Carnauba). Di conseguenza cambia anche il risultato finale che, sebbene non mi dispiaccia affatto, trovo un po’ meno performante della versione roll-on di Allo’ Nature, ad esempio. Tuttavia quando finirò le mie scorte per un reggimento non credo proprio che farò un ordine on-line ed acquisterò questa versione senza troppi problemi.

 

NATURAVERDE BIO_OLIO DOPOCERA ADDOLCENTEModificate in Lumia Selfie

Essendo queste cere liposolubili, quale miglior alleato di olio a depilazione ultimata? Francamente qualsiasi olio può andar bene, ma perché non provare la versione proposta in gamma? E’ un flaconcino da 100 ml (la qual cosa mi fa pensare che potrebbe essere una buona alternativa da portare in viaggio come semplice idratante), ma dalle condizioni in cui versa il pack potreste facilmente intuire che dura molto! WP_20180121_12_24_27_ProProbabilmente anche l’etichetta è liposolubile, infatti per l’inci tireremo un po’ ad indovinare: mi pare che sia composto da un mix di oli, quali Arachidi, Mais, Melograno, Camelia e Vitamina E. Ripeto: rimuove i residui di cera esattamente come farebbe un qualunque altro olio, lo stesso dicasi per l’effetto setificante sulla pelle. La sua applicazione è piacevole come anche il suo profumo, costa poco e dunque perché non provarlo? Se vi steste chiedendo se ha qualche potere ritardante sulla crescita dei peli, come millantato da molti prodotti simili, …ebbene no, affatto. Del resto l’azienda non lo propone neanche come tale! Niente che abbia ritenuto di dover riacquistare una volta terminato, ma in fondo carino!

NATURAVERDE BIO_STRISCE DEPILATORIE CORPOModificate in Lumia Selfie

Bene, partiamo dal presupposto che non sono mai stata un’adepta della Setta delle Strisce Depilatorie. Ci sono molti aspetti che non mi sono ancora del tutto chiari, come ad esempio: si riscaldano, si applicano, si strappa…e si butta? Se io volessi riutilizzarle dovrei ricongiungerle, riscaldarle nuovamente e così via? Ad ogni modo ho pensato di acquistarle lo stesso (ho fatto 30, faccio 31…) perché per i ritocchi sarebbero potuteWP_20180121_12_23_19_Pro tornarmi utili. Al di là del mio rapporto conflittuale con il concetto di strisce in sé, non le ho trovate particolarmente indispensabili. Penso che sia improponibile fare una depilazione completa con il solo ausilio delle strisce, ma effettivamente per aree circoscritte da dover depilare all’ultimo secondo senza dover tirar fuori tutto l’arsenale del caso, mi sembra una buona idea tenerle a portata di mano: pensate a quando, prima di andare a letto, vi rendete conto di aver scelto una canotta da indossare il giorno dopo e non avete le ascelle perfettamente depilate….ecco.

Gli ingredienti, gira e rigira, sono sempre gli stessi: resina, olio di Arachidi, cera alba, oli di Melograno e Camelia, Vitamina E, olio di semi di Girasole ma con l’aggiunta di Biossido di Titanio. La confezione contiene 20 strisce e 4 salviette post-depilazione, queste ultime piuttosto interessanti, sebbene non capisca la proporzione di 20 a 4, probabilmente si stima che per depilare una gamba, ad esempio, occorrano 5 strisce ma solo 1 salvietta, chissà. Il problema sussiste quando si usa 1 sola striscia per volta. Ad ogni modo, dicevo, le trovo valide e più sensate dell’olio stesso poiché contano i medesimi ingredienti ma con l’aggiunta degli estratti di Calendula e Camomilla, addolcenti e lenitivi!

Insomma, prodotto con cui familiarizzare, ma senz’altro da tener presente in caso di emergenza e da mettere in valigia per ritocchi in velocità! Dimenticavo: detto tra noi e visto che le uso principalmente per le ascelle, una striscia è davvero troppo lunga! Tagliatela a metà prima di riscaldarla!

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E veniamo al prodotto rivelazione, il mai più senza, il ma allora esisti, avevo perso le WP_20180121_12_26_09_Prosperanze. Se per la cera “abituale” tutto sommato qualche alternativa ce l’avevo, per l’area labiale non avevo trovato veramente nulla di valido. Parliamo di un pelo corto (per ovvie ragioni), ma tenace: la cosa più insidiosa in natura. Né la Allò Nature né la Veet mi avevano mai convinta. Queste strisce, invece, sì. Personalmente le trovo, anche in questo caso, un po’ troppo lunghe (quindi ancor meglio, perché vi dureranno il doppio!). Una volta rese della misura a me più congeniale, le scaldo con il phon, le divido e le applico: aderiscono perfettamente e producono uno strappo secco che porta via con sé tutto ciò che deve, residui di cera inclusi. La cosa importante è che non li spezza, non produce irritazioni e brufoletti post-epilazione, né eccessivo rossore. So bene che non si fa, ma se qualche superstite dovesse esserci, riapplico la striscetta per un secondo strappo (circoscritto però al solo angolino interessato): mi consentono di farlo in sicurezza, ma voi….non imitatemi, è meglio! Ho già visto troppe donne portare i segni evidenti di strappi doppi o tripli, credete a me!

Strisce e salviette viso (sempre nella magica proporzione di 20 a 4, ancor più inspiegabile in questo caso) sono identiche per composizione a quelle corpo, com’è ben visibile dall’inci. Sul viso, tuttavia, preferisco continuare ad applicare una pomata all’ossido di zinco a depilazione ultimata: meno untuosa e più lenitiva!

La linea conta anche, oltre alla già citata crema depilatoria che non gode di certificazione, cosa peraltro spiegabilissima, anche le strisce in tessuto, che ancora non ho comprato, ma che non escludo di prendere prima o poi!WP_20180121_12_15_49_ProEbbene, tutte le donne virtuose e sempre piaciute come da tradizione dei ben noti e falsissimi proverbi, sono avvisate: penso che questa linea sia attualmente la più valida alternativa naturale sul mercato! Economicamente accessibile, presente nella grande distribuzione (più costosa all’Ipercoop che da Acqua e Sapone), buoni ingredienti e risultati niente male! Fate voi!…oppure tenetevi il vostro morbido manto, che almeno d’inverno tiene caldo!

L.